QUANDO SI DICE

Quando si dice la transizione verde

Quando si dice la democrazia

Quando si dice metti la mascherina che c’è il virus

Quando si dice l’informazione

cadendo in verticale senza rompere il soffitto! Certo che sono davvero dei fenomeni questi costruttori di razzi russi.

Quando si dice l’inclusione

Will Thomas è un nuotatore, ma talmente schiappa che stava al 462° posto. Un giorno però ebbe un’idea geniale: decise di farsi chiamare Lia, e di colpo passò dal 462° posto nello stile libero maschile al primo posto in quello femminile. In altre parole, in nome dell’inclusione le ragazze sono state di fatto escluse dalle competizioni femminili.
Ora ha vinto i 500 SL nei campionati universitari di nuoto ad Atlanta, stracciando tutte. Ma la seconda, terza e quarta classificata hanno mandato un esplicito messaggio, ricomponendo, insieme, il loro podio, quello vero. Quello delle ragazze.

Forse la cosa giusta da fare, da parte delle ragazze, sarebbe di restar ferme sulla pedana di partenza e lasciare nuotare da solo il cazzoforo, ma è anche possibile, coi tempi che corrono, che il rifiuto di competere con una persona a causa del suo “genere percepito” sia punibile con l’espulsione dal gruppo sportivo.

Quando si dice mi mancano le parole

Quando si dice che il nazismo ucraino è una balla inventata da Putin

Lorenzo Capellini Mion

Kyev, Ucraina

La guardia d’onore del reggimento del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky rende omaggio al funerale di un membro della divisione delle SS Galichina.
Era il giugno 2021.
Le SS in Ucraina si resero responsabili di eccidi con pochi paragoni quanto a ferocia, in special modo contro ebrei e polacchi.
È solo uno delle diverse centinaia di esempi che si potrebbero fare come centinaia statue e strade intitolate ai collaboratori nazisti in Ucraina dove, dopo il colpo di Stato del 2014, i governi che si sono susseguiti hanno eretto monumenti in onore di collaboratori dei nazisti e di autori dell’Olocausto ad un ritmo sbalorditivo.
Ve lo lascio qui come spunto per quando si sente parlare di denazificazione.

Quando si dice l’abito non fa il monaco

Quando si dice che solo i dissidenti russi hanno il coraggio di sfidare il potere presentandosi in televisione con un cartello controcorrente

Quando si dice i bei tempi di una volta

barbara

LO SAI QUAL È LA COSA BRUTTA DELL’INVERNO?

La cosa brutta dell’inverno è che fa freddo. E perché è brutto il fatto che fa freddo? Perché gli automobilisti viaggiano coi finestrini rigorosamente chiusi. E perché è brutto il fatto che gli automobilisti viaggiano coi finestrino chiusi? Perché quando su una strada piena di pozzanghere grandi e profonde uno stramaledetto figlio di puttana ti passa a cinque centimetri di distanza a velocità folle inzaccherandoti dalla testa ai piedi (sì lo so, in realtà sarebbe da piedi alla testa, ma il modo di dire è dalla testa ai piedi e così lo lascio) e tu gli urli “Puttana to mare!” (in questo caso anche noi veneti lasciamo la doppia, perché senza la doppia sarebbe una normale interlocuzione e non l’espressione di un’incazzatura quasi omicida e non sono neanche tanto sicura che il quasi ci debba stare), lui non ti può sentire. E la frustrazione è alle stelle.

Poi sì, anche il fatto che grazie ai gretardi la bolletta bimestrale del gas per un normale appartamento ammonti a mille euro meno qualche spiccio e quella della luce a oltre centotrenta non è una cosa proprio bellissima.

Non è tanto entusiasmante neanche i fatto che siccome anche il covid, come tutte le influenze, in inverno peggiora, qualcuno se ne approfitti per sentirsi il Padrone dell’Universo e comportarsi come tale.

Vero tutto, ma il valore catartico di urlare a qualcuno “Puttana to mare” e riuscire a farsi sentire, credetemi, non ha paragoni, non ha prezzo, ed è più salutare di una bomba vitaminica.

Vabbè, facciamoci tirare un po’ su il morale con i bambini, con la luna, e con Beethoven. Anche se il ghiaccio è freddo.

barbara

SE PER ESEMPIO

Se per esempio sostituissimo davvero tutte le auto vere con le auto elettriche. Prima una riflessione di puro buon senso.

Fabrizio Santorsola

L’auto elettrica – la più grande truffa che il mondo abbia mai visto?
Qualcuno ci ha pensato?
“Se tutte le auto fossero elettriche… e dovessero restare bloccate in un ingorgo di tre ore nel freddo di una nevicata, le batterie si scaricherebbero tutte, completamente.
Perché nell’auto elettrica praticamente non c’è riscaldamento.
Ed essere bloccato in strada tutta la notte, senza batteria, senza riscaldamento, senza tergicristalli, senza radio, senza GPS per la batteria tutta scarica, non deve essere bello.
Puoi provare a chiamare il 911 e proteggere le donne e i bambini, ma non potranno venire ad aiutarti perché tutte le strade sono bloccate e probabilmente tutte le auto della polizia saranno elettriche.
E quando le strade sono bloccate da migliaia di auto scariche, nessuno potrà muoversi. Le batterie come potranno essere ricaricate in loco?
Lo stesso problema durante le vacanze estive con blocchi chilometrici.
Non ci sarebbe in coda la possibilità di tenere accesa l’aria condizionata in un’auto elettrica. Le tue batterie si scaricherebbero in un attimo.
Naturalmente nessun politico o giornalista ne parla, ma è questo che accadrà.
Testo da me liberamente tradotto, ripreso da Marian Alaksin (Repubblica Ceca)

Poi un articolo con un po’ di calcoli.

Giancarlo Lehner

A proposito della moda del green, qui e subito, una delle più strampalate mistificazioni della storia, cito i seguenti inoppugnabili dati dall’articolo di Dario Rivolta, uno studioso che ragiona e non vende fumo:
«Un parco eolico da 100 megawatt richiede trentamila tonnellate di minerali ferrosi, cinquantamila tonnellate di cemento e almeno novecento tonnellate di plastica e resina.
In un impianto solare della stessa potenza, il ferro e l’acciaio necessari sono tre volte tanto e solo il cemento sarà impiegato in quantità minore che nell’eolico.
Nel progetto lanciato dall’Ue la produzione di energia elettrica derivante da questi impianti dovrebbe passare dai 1500 gigawatt di oggi ad 8000 GW entro il 2030. Il calcolo dei materiali necessari che bisognerà estrarre dalla terra è presto fatto. E lo si dovrà fare con i vecchi metodi industriali.
Inoltre, molti dei componenti che dovranno essere utilizzati appartengono al gruppo di quei minerali che vanno sotto il nome di “terre rare”.
Alcune di loro portano nomi sconosciuti come i lantanidi, lo scambio, l’ittrio, l’eurobio, il lutezio ecc.
Di altri minerali abbiamo forse già sentito parlare:
niobio
tantalio
tungsteno
litio
tellurio
selenio
indio
gallio
Oltre a queste, per creare l’elettricità e stoccarla nelle batterie occorrono anche grandi quantità di cobalto, manganese, nickel, stagno, grafite, rame ecc.
Nella maggior parte dei casi, nonostante l’aggettivo (rare) attribuito ad alcune di queste materie, non si tratta di presenze scarse sul nostro pianeta ma sono minerali dispersi all’interno di rocce che devono essere estratte e lavorate.
Per ottenere un chilo di vanadio bisogna lavorare otto tonnellate di rocce; per un chilo di gallio ne occorrono cinquanta, mentre per ottenere il lutezio in eguale quantità bisogna raffinarne ben duecento tonnellate.
Tutte queste lavorazioni si fanno con l’impiego di grandi quantità di acqua e solventi.
La lavorazione necessaria è così deleteria per l’ambiente circostante che si spiega perché la maggior parte dei Paesi del mondo ha rinunciato ad estrarli, lasciando che sia la Cina ad occuparsi della produzione (e relativa fornitura) di almeno due terzi della domanda mondiale.
Un altro esempio: in una macchina a propulsione elettrica circa duecento chili di quanto pesa in totale sono indispensabili per il funzionamento della batteria e per la sua protezione.
Si tratta di un quantitativo corrispondente a sei volte quello presente nelle auto tradizionali.
Bisogna aggiungere che per la trasmissione dell’elettricità derivante dagli impianti solari, eolici e dall’idrogeno, le reti di distribuzione oggi esistenti saranno riutilizzabili solo in parte.
Serviranno enormi quantità extra di rame per gli elettrodotti e migliaia di tonnellate di acciaio per le nuove tubature necessarie al trasporto dell’idrogeno.
I prezzi schizzeranno alle stelle, causando una nuova e lunga inflazione anche su tutti i prodotti a valle.
Al nuovo ingente sfruttamento delle risorse naturali per procedere verso la “transizione verde” vanno aggiunte le conseguenze socio-economiche all’interno delle nostre società. L’Europa (così come- forse- gli Stati Uniti) si è data l’obiettivo di passare ai nuovi sistemi entro il 2030 e completare il processo entro il 2050, mentre la Cina ha dichiarato che raggiungerà il picco delle proprie emissioni di CO2 solo nel 2030 e raggiungerà l’obiettivo finale non prima del 2060. Per l’India il passaggio richiederà ancora più tempo.
È allora evidente che, negli anni che faranno la differenza, si creerà un divario crescente nei costi di produzione industriali tra i due mondi e certo non a vantaggio delle imprese europee. Con conseguenti crisi che colpiranno molti lavoratori e molte aziende.
Sotto l’aspetto politico va anche aggiunto che, pur riuscendo a liberarci dall’oligopolio dei produttori di gas e petrolio, ci metteremmo, noi europei, totalmente nelle mani dei nostri nuovi fornitori di minerali rari e materie prime.
Va aggiunto che gli utenti dovranno sostituire le loro caldaie per il riscaldamento, tuttora a gas o gasolio, con pompe di calore azionate dall’ energia elettrica da fonti rinnovabili.
Gli automobilisti dovranno rottamare i loro veicoli a benzina, a gasolio o ibridi per sostituirli con autovetture solo elettriche che però, con la tecnologia attuale, non consentiranno loro di andare da Milano a Roma senza fermarsi qualche ora per ricaricare le batterie».
L’imperialismo del regime comunista cinese evidentemente ha pagato e strapagato politici, scienziati (quelli non mercenari non vengono ascoltati) e addetti all’informazione, per montare la mitologia del green.

E tutto questo bordello sarebbe per fermare i “cambiamenti climatici” per via del fatto che ci sarebbe in atto una “emergenza climatica”. Siccome so che purtroppo c’è ancora in giro gente che crede a questa ridicola favola, ricordo che le cose che strilla istericamente la piccola analfabeta ritardata psicopatica mitomane allo scopo preciso di terrorizzare le masse (“voglio che siate terrorizzati” – e riuscendoci perfettamente), ossia che abbiamo ancora dieci anni prima che sia troppo tardi, come già è stato ripetutamente documentato in questo blog, venivano strillate anche dieci anni fa, e venti anni fa, e trenta anni fa, e quaranta anni fa, e cinquanta anni fa. E se i signori della dittatura del terrore climatico avessero ragione, ciò significherebbe che da quarant’anni il pianeta non esiste più  e noi siamo zombie vaganti nello spazio. Fermo restando che, se anche un’emergenza climatica ci fosse – ma non c’è – il solo pensare di poter intervenire sul clima sarebbe puro delirio di onnipotenza. E qualcuno farà bene a cominciare a ridimensionarsi.

barbara

IL TERRORE CORRE SUL FILO

del clima.

Cop26, il catastrofismo climatico per giustificare un autoritarismo sempre più marcato

A Glasgow, in occasione della nuova Conferenza internazionale sul clima, la Cop26, i principali leader mondiali parlano con una voce unica. Ed è quella del catastrofismo.

I discorsi fanno rabbrividire, parrebbe di essere presenti ad un convegno di millenaristi di tempi antichi. La fine del mondo è dietro l’angolo e manca anche la speranza di una vita e di una salvezza dopo la morte. Johnson apre subito dicendo che noi, senza rendercene conto, viviamo in un film di 007. Come “… James Bond in quei film in cui deve disinnescare un macchinario mortale pochi minuti prima che scatti, ma questo non è un film”. E quindi “Dobbiamo disattivare questo dispositivo del giorno del giudizio”. Il massimo lo raggiunge il principe Carlo: “Il mondo deve mettersi in una disposizione di spirito bellica, da ultima spiaggia, di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici che incombono sul pianeta”.
Ma chi devono convincere? Perché parrebbero veramente tutti d’accordo. Mancano i leader di Cina e Russia, che hanno mandato i loro ministri. Non sono assenze da poco, considerando che Xi Jinping governa in modo assoluto sul Paese più inquinante del pianeta e Vladimir Putin su quello geograficamente più vasto, nonché seconda potenza nucleare (civile e militare) del mondo. Ma non sono i due leader antagonisti all’Occidente quelli a cui i messaggi sono rivolti. Non sono neppure menzionati, tanto meno contestati. E allora a chi sono rivolti tutti questi messaggi terrorizzanti? A Greta e agli ecologisti più radicali, che erano in piazza a Glasgow a spronare ancora più allarmismo? Non solo a loro. Non ce ne sarebbe bisogno.
Il target dei messaggi allarmistici dei capi di Stato e di governo riuniti alla Cop26 siamo noi. Noi, cittadini dei Paesi che governano. Quel che sta avvenendo, infatti, è un grande sforzo, da parte degli Stati, di cambiare modello economico, con il consenso, esplicito o anche solo passivo, di tutti i principali imprenditori. Questo è un tentativo di fare un “New Deal” mondiale. E, se quello di Roosevelt, almeno, aveva lo scopo di salvare il capitalismo (“da se stesso”), questo nuovo “Green New Deal” ha invece lo scopo teorico di salvare il pianeta dal capitalismo.
Mario Draghi, che piace ai liberali di oggi così come Roosevelt piaceva a quelli di allora (salvo Ludwig von Mises, Ayn Rand e pochi altri deplorables), parla da utopista e costruttivista, nel momento in cui afferma, alla conclusione del G20: “Stiamo costruendo un nuovo modello economico e il mondo sarà migliore”. [Come dopo la rivoluzione francese. Come dopo a rivoluzione d’ottobre. Come dopo la rivoluzione cinese. E quella cubana. E quella cambogiana – soprattutto si raccomanda quella cambogiana – eccetera] Un mondo migliore, né più, né meno. E come? Lo spiega alla Cop26: “Dobbiamo rafforzare i nostri sforzi sui fondi per il clima, far lavorare insieme pubblico e privato. Decine di trilioni sono disponibili. Ora dobbiamo usarli, trovare un modo intelligente di spenderli velocemente. Abbiamo bisogno che tutte le banche multilaterali e in particolare la Banca mondiale condividano con il privato i rischi”.
Attenzione ai termini. “Far lavorare insieme pubblico e privato”, considerando i rapporti di forza reali, vuol dire far lavorare il privato a seconda degli interessi dettati dal settore pubblico, cioè dal governo. “Trovare un modo intelligente di spenderli velocemente”, riferito alle migliaia di miliardi (triliardi) di cui parla Draghi, vuol dire: spenderli come dice il governo, sui progetti scelti dallo Stato. Perché “in modo intelligente”, in un mercato libero, è infatti un’espressione priva di senso: in un sistema liberale l’intelligenza è quella dei prezzi che sono fissati spontaneamente dall’incontro fra domanda e offerta. Spendere le migliaia di miliardi, disponibili nelle tasche dei privati, “intelligentemente”, cioè in modo diverso da quel che avrebbero fatto i loro detentori, vuol dire solo una cosa: pianificazione. Curioso che Draghi affermi anche di volerli spendere “velocemente”. Prima che ce ne accorgiamo? Probabilmente sì, giusto, comunque, per mettere ancora più urgenza in un discorso che si basa sull’emergenza, sull’imminenza di una catastrofe, sul poco tempo a disposizione per compiere scelte irreversibili.
E i cambiamenti previsti dovrebbero essere ormai noti, nei numerosi documenti di studio su come ridurre l’aumento della temperatura. Dovremo rinunciare ai combustibili fossili. Quindi dovremo cambiare tutti gli impianti di riscaldamento e viaggiare su veicoli elettrici. Dove non è possibile trasformare i motori, si dovranno limitare al minimo indispensabile gli spostamenti. Greta dice che solo i capi di Stato e di governo potranno prendere l’aereo. E per la produzione di energia, per ricaricare le batterie dei nuovi veicoli elettrici? Ci saranno le energie rinnovabili (i più avveduti costruiranno o manterranno anche le centrali nucleari, ma in Italia no). E se non basterà? Si dovranno ridurre i consumi, si dovrà rieducare la popolazione ad uno stile di vita più spartano. Anche la dieta sarà colpita: almeno il 20 per cento di consumo quotidiano di carne in meno. Quindi qualcuno dovrà controllare anche quel che abbiamo nel piatto, tutti i giorni. La riforestazione è il primo punto su cui i partecipanti alla Cop26 hanno raggiunto un accordo. Sarà un ritorno al passato: le terre che ora sono destinate all’agricoltura saranno di nuovo coperte dalle foreste, come nel Medioevo.
Cambiamenti così drastici richiedono certamente che le preferenze dei consumatori siano “reindirizzate”, con o senza il loro consenso. Richiedono controllo e pianificazione. In parole povere: un autoritarismo sempre più marcato, perché un mercato lasciato libero e una democrazia in cui “rischia” di vincere un Trump o un Bolsonaro, sarebbero ostacoli sempre più inammissibili nel nuovo modello. Solo “la scienza” può fissare gli obiettivi dei nuovi pianificatori che, si presume, devono essere così bravi e preveggenti da fissare le giuste quote di produzione nel lungo periodo, al punto da limitare la crescita della temperatura ad 1,5 gradi nei prossimi 30 anni.
Stefano Magni, 3 Nov 2021, qui.

Credete che questo sia il peggio? Ridicoli! Ingenui! Illusi!

Quando l’ambientalismo diventa follia

Il manifesto del più puro ecologista: “Per il clima vostra madre e sorella saranno stuprate”. L’Olocausto? “Una stronzata”. “Sei miliardi moriranno”. Salviamo i giovani dai Nostradamus verdi

Manifestazione di Extinction Rebellion a Londra

Il più puro, il più idealista, il più indomito dei salvatori del pianeta, il fondatore di Extinction Rebellion Roger Hallam, al settimanale tedesco Die Zeit aveva liquidato l’idea che l’Olocausto fosse un evento eccezionale: “E’ un fatto che milioni di persone nella nostra storia sono state regolarmente uccise in circostanze terribili”, per questo “a voler essere onesti” l’Olocausto “è un evento quasi normale” e “solo un’altra stronzata nella storia dell’umanità”.
Ora il fondatore di Insulate Britain, le cui tattiche sono state elogiate anche sulla bibbia della scienza inglese The Lancet, ha pubblicato un manifesto che invita i giovani a intraprendere azioni illegali per salvare la loro generazione dall'”annientamento”. Scrive Hallam:
“Il punto finale del collasso sociale è la guerra in ogni città, in ogni quartiere, in ogni strada. Questo è ciò che accadrà alla tua generazione e questa spaventosa situazione rischia di diventare un luogo comune. Una banda di ragazzi entrerà in casa tua chiedendo cibo. Vedrai tua madre, tua sorella, la tua ragazza violentate in gruppo sul tavolo della cucina. [Bello il dettaglio del tavolo da cucina: vero che vi commuove?] Ti costringeranno a guardare, ridendo di te. Prenderanno una sigaretta e ti bruceranno gli occhi. Non potrai più vedere nulla. Questa è la realtà del cambiamento climatico….”. [Non che il nesso sia molto chiaro, ma a chi mai verrebbe in mente di chiedere i nessi a uno schizofrenico paranoide?]
Cameron Ford, un noto attivista di Insulate Britain, ha appena detto: “I prossimi tre o quattro anni determineranno il futuro dell’umanità. Il collasso della società arriva e poi vedi il massacro. [Ah questo sì: continuate a far lievitare le bollette con le vostre politiche del cazzo e a contare sulle padelle solari e sui cazzi con le pale, garantito che il collasso arriva] Vedrai stupri. Vedrai omicidi”. [Oddio, io un omicidietto in mente lo avrei, se devo dirla tutta].
Una volta era l’orso polare che vagava spaesato. Ora sono gli stupri. E sbaglieremmo a pensare che siano soltanto degli spostati. L’arcivescovo di Canterbury ha appena paragonato il cambiamento climatico alla Shoah di sei milioni di ebrei, chiedendo poi scusa. D’altronde, come dice Hallam, il mondo è “una camera a gas”.
Hallam, che ha scritto il manifesto mentre era in prigione per aver lanciato un drone intorno all’aeroporto di Heathrow, scrive: “L’azione deve essere drammatica, epica, oltraggiosa, senza paura e illegale. Pensa alla tua idea più ambiziosa e moltiplicala per dieci… Ti renderà un eroe e, soprattutto, potrebbe salvare la tua generazione dall’inferno”.

Hallam non è un passante dell’ecologismo. Il suo movimento ha raccolto il sostegno del Labour, del giornale della sinistra inglese The Guardian, di divi del cinema come Emma Thompson, Jude Law e Benedict Cumberbatch, e ovviamente di Greta Thunberg, che ha detto: “Extinction Rebellion è il movimento più importante e promettente della nostra epoca”. Una frase di Greta campeggia anche nell’edizione italiana del libro di Hallam. [Ma perché non andate a estinguervi tutti quanti, tutti insieme appassionatamente cazzo, se ci tenete tanto alla salvezza del pianeta]
Tutto questo clima apocalittico non ha nulla a che fare con la scienza. Nessuna banda di ragazzi stuprerà vostra sorella o madre e vi brucerà gli occhi. Andrà tutto bene. E no, quello che ha predetto Hallam non si verificherà (“sei miliardi di persone moriranno a causa del cambiamento climatico”). Ma è urgente salvare i giovani da questi Nostradamus verdi.
Giulio Meotti

Certo che uno che si porta addosso una faccia così, cos’altro può desiderare, poveraccio, se non di estinguersi!

E ora, prima che ci facciano venire la tentazione di suicidarci (no, non per il clima: per non dover più vedere le loro facce e sentire i loro sproloqui), regaliamoci un po’ di sana dissacrazione.

Non è servito a un accidente. L’ha spiegato, come forse manco Cacciari, una ricerca nientemeno della Nasa. Che passi per i novax. Però i sivax, colleghi nostri e adoratori benedetti della sacra molecola, spostino il culo e se la vadano a leggere. Narra in due parole, quell’Everest dello studio, di come la concentrazione di gas serra nell’atmosfera, in particolare di CO2 e metano, abbia continuato imperterrita a salire e se ne sia sbattuta alla grande dell’inquinamento antropico crollato via lockdown. Stop agli impianti, taglio delle emissioni, traffico spento, petrolio al minimo e pulizia che manco alla Dixan, finché, tirate le somme: record assoluto di gas serra. Altro che dopobarba inquinanti: come se tutte quante le mattine fossimo andati tutti quanti al bagno su sei miliardi di tir. Bon. E il bello deve ancora venire. Dove? Ma in America. Sarà quando gli elettori democratici, pressati a non fare pipì per i prossimi due anni nel tentativo estremo di salvare il pianeta, piangeranno le loro verdi lacrime prendendo atto che, quel porcone di Trump, ha vinto le elezioni perfino a Filadelfia facendo a chi piscia più lontano.
Andrea Marcenaro

Ma se poi a uno, considerando che questo branco di pazzi criminali sta spingendo verso non solo la cancellazione della vita umana, ma anche la distruzione del pianeta, come più volte ampiamente documentato in questo blog, fosse colto da qualche istinto sbarazzino, diciamo così, potrebbe invocare la legittima difesa (no, non preventiva: effettiva, visto che stanno già riducendo un bel po’ di gente alla fame con le bollette)? Non so voi, ma io dico di sì.

barbara

ANCORA CLIMA E AMBIENTE

Iniziamo con due parole ai giovani manifestanti anti-blablabla. Perché “no more blablabla” significa “basta chiacchiere a vuoto e passiamo ai fatti”, giusto?

-Ciao papi, allora me li dai i soldi per il nuovo telefono?
-No.
-Ma come no? Hai detto che forse me li davi se prendevo la sufficienza in Storia!
-E’ vero, ma è successo prima che tu andassi alla manifestazione Friday For Future.
-MA CHE C’ENTRA SCUSAAA?!!
-Intanto non urlare che provochi inquinamento acustico ed emetti anidride carbonica in quantità anomala. Ti spiego: vedi amore di papà, tu e tutti quei ragazzi in piazza mi avete fatto riflettere e ho capito che fino a oggi ho agito da irresponsabile, quindi farò qualcosa per il tuo futuro, proprio come avevi scritto sul tuo cartellone.
-MA IO HO BISOGNO DI QUEL TELEFONO!!!!
-Intanto non ti agitare, che la tua termogenesi aumenta, causando un notevole dispendio energetico. Ti spiego: il tuo telefono funziona ancora?
-NO!!! CIOE’ SI’, MA E’ RALLENTATO E POI E’ UN MODELLO DI UN ANNO FA!!
-Visto? Funziona, dunque è un falso bisogno, indotto dal consumismo esasperato che in piazza dicevate di volere abbattere. Pensa che grazie al tuo sacrificio ci sarà un telefono in meno da smaltire come rifiuto. Brava! Sono fiero di te!
-MA NOOO! DAI PAPI PERO’!!!!! GUARDA CHE LO COMPRO CON I SOLDI DELLA GITA SCOLASTICA AD AMSTERDAM EH…
-Ah. A proposito di gita, ti informo che non ci andrai.
-COOOOSAAA?!!!!
-Amore di papà, io mi sento così in colpa per quello che abbiamo fatto al pianeta che vi lasceremo, che mi sono informato e ho letto che il traffico aereo è uno dei maggiori fattori di inquinamento dell’aria. Ogni giorno più di 100.000 aerei rilasciano tonnellate di CO e UHC che danneggiano vegetazione ed ecosistemi, con un’azione climalterante che contribuisce in modo incisivo al surriscaldamento del pianeta.. Quindi non ci andrai. Brava! Sono fiero del tuo impegno per un’aria più pulita!
-NOOOO!!!! IO CI VADO IN GITA!!!
-Io non credo.
-SI’ INVECE!!!
-No tesoro, non ci andrai. Ma perché ti arrabbi che poi mangi troppo per il nervoso contribuendo alla sovralimentazione delle popolazioni dei paesi sviluppati? Hai chiesto tu che si facesse qualche sacrificio per l’ambiente e io sono molto fiero della tua coerenza!
-MA CHE C’ENTRO IO?!!!! DILLO AI POLITICI NO?!!!
-E cosa pensi debbano fare i politici?
-MA CHE NE SO IO! …ELIMINARE LA PLASTICA, GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI…’STA ROBBA QUA INSOMMA…
-Bravissima amore di papà! Allora niente più scarpe da ginnastica in plastica, soprattutto quelle prodotte all’altra parte del mondo da persone della tua età, sfruttate e impoverite dal consumismo occidentale. E niente più Mac Donald’s, che deforesta e usa troppa chimica nei suoi prodotti.
– PAPAAAA!!! SMETTILA!!!
-Amore, non sbattere i piedi a terra in quel modo, che piccole variazioni in questo spazio fisico producono grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un altro spazio fisico.
-IO TI ODIO!!
-Per amore tuo lo sopporterò. Aggiungo che l’odio è un atteggiamento che innalza alcuni ormoni a sfavore di altri, poi dobbiamo andare dall’endocrinologo che sta dall’altra parte della città, e in bicicletta sai, è una bella pedalata! Te l’ho già detto che per salvaguardare l’ambiente e ridurre i consumi di combustibili fossili, ho deciso che la macchina si userà solo se la destinazione da raggiungere supera i dieci chilometri di distanza, come da raccomandazioni ecologiste? Dunque a scuola ci andrai a piedi. Tre chilometri sono una passeggiata salutare in fondo e sarai contenta che non ti accompagnerò più con l’inquinante automobile fino a davanti la porta della classe.
-Papi, dimmi la verità…ti stai drogando? Hai iniziato a bere?
-Ma no amore di papà. Anche noi andavamo ad Amsterdam con la scusa della gita, ma poi la cosa finiva lì.
-IO NON CI STO CREDENDO! MA FAI SUL SERIO?!!
-Sì amore di papà. Voi avevate ragione e noi torto, per questo cambierò i nostri comportamenti criminali nei confronti dell’ambiente. C’è un’altra cosa, da oggi in poi niente più capi colorati, perché per tingere i tessuti si utilizzano ogni anno 9 trilioni di litri di acqua e tonnellate e tonnellate di oltre 8000 sostanze chimiche che poi vanno nel terreno, nei fiumi e nel mare. Quindi vestiremo solo tessuti ecosostenibili, naturali, non tinti…Hai presente quel grigiolino, avanino? Al limite il giallino dei capi sbiancati al bicarbonato o il verdolino di quelli colorati con le erbe? E niente zainetti nordeuropei, visto che i tessuti sintetici come il Nylon creano ossido di azoto, un gas a effetto serra 310 volte più potente dell’anidride carbonica. La shopper in tela grezza del negozio di fiori andrà benissimo.
-MA PAPA’…C’E’ SCRITTO “DITELO CON UN BAOBAB”!!!
-Bello. Etnico, equosolidale, multiculturale, proprio come piace a noi… Ah! E basta anche con quei coloranti assurdi che usi per farti i capelli da disadattata, che sono un fattore inquinante considerevole visto che se ne usano 1.300 tonnellate l’anno solo nel nostro paese.
-BASTAAA! MAMMAAAA!!! PAPA’ E’ IMPAZZITO!!!
-Amore di papà, già che ci sei, dì alla mamma che la nuova macchina per il caffè la può vendere, perché si calcola che ogni giorno si debbano smaltire milioni e milioni di quelle capsule in alluminio colorate estremamente inquinanti.
-……….VOGLIO MORIRE!!!
-E gli assorbenti… Quelli, in stoffa. Da lavare e riutilizzare. Meno alberi abbattuti, meno sbiancanti, meno colla, meno ali, meno rifiuti.
-AAAAAHHHHHH!!!!!
-Ah, un’ultima cosa amore di papà, per una ragazza che voglia sembrare impegnata e responsabile come te, il 6 a Storia dopo mesi e mesi di insufficienze è un autentico VOTO DI MERDA!!, (ma visto che parliamo di un concime organico naturale, hihihhihihihi!!! Una goduria questo ecologismo.)

Perché è un fatto che una gran parte dei ragazzotti che seguono Greta all’unico scopo di saltare un giorno di scuola, fanno i gretini col culo degli altri, o meglio, credono di fare i gretini col culo degli altri, perché siccome per andare a manifestare non vanno a scuola, restano ignoranti e non si rendono conto che prima o poi le conseguenze della religione ecologica toccheranno anche il loro, di culo

Perché, come già detto, l’ecologismo è una religione fondamentalista estremamente pericolosa per quanto riguarda i fedeli, ma è un affare da miliardi di miliardi di euro per quanto riguarda i gran sacerdoti. E le tasche da cui dovrà uscire tutta quella immensa montagna di soldi  sono le nostre. Però vuoi mettere la gioia di poter tornare a vivere come ai ben tempi di una volta, liberi e felici e con l’aria pulita…

Giovanni Bernardini

IL SIGNOR MALTHUS

Gli esseri umani si procurano oggi ciò che è necessario alla loro esistenza usando tecniche, strumenti, modi di lavorare e produrre che hanno un impatto ambientale enormemente superiore rispetto a quelli usati in passato. Questa è una delle idiozie più largamente diffuse e propagandate dai mistici dello pseudo ambientalismo. La sostengono un po’ tutti, da papa Bergoglio a Greta Thunberg. In passato esisteva una dolce armonia fra uomo e natura, questa è stata brutalmente rotta dalla rivoluzione industriale. Da allora è iniziata la marcia dell’umanità verso la distruzione.
Ma stanno così le cose? Vediamo.
I nostri antichissimi progenitori erano cacciatori e raccoglitori. Si procuravano il cibo cacciando i più disparati animali e mangiando frutti erbe e bacche che trovavano sul loro cammino.
Proviamo a fare un esperimento mentale. Tralasciamo ogni considerazione su tutti i beni diversi dal cibo di cui oggi disponiamo. Limitiamoci alla pappa e facciamoci la seguente domanda: cosa succederebbe se noi OGGI ci procurassimo il cibo usando solo caccia e raccolta? La risposta è incredibilmente semplice: nel giro di pochissimo tempo distruggeremmo ogni traccia di vita animale e vegetale sul pianeta e morremmo a centinaia di milioni. Lo stile di vita dei cacciatori- raccoglitori era quanto di più distruttivo per l’ambiente si possa immaginare. Come mai allora qualche millennio fa l’ambiente non era a rischio? La risposta di nuovo è semplicissima: l’ambiente non era a rischio perché il modo usato dagli umani per procurarsi da vivere impediva lo sviluppo demografico. Gli uomini erano pochissimi, la mortalità altissima, la vita breve e difficile. Per questo caccia e raccolta, per quanto distruttive, avevano effetti molto limitati.
Le grandi rivoluzioni nei modi di produzione, a partire dalla invenzione dell’agricoltura e dell’allevamento nel neolitico, hanno introdotto modi di produrre più efficaci ed efficienti e a minor impatto ambientale. Questo e solo questo ha permesso il miglioramento delle condizioni di via degli esseri umani, l’allungamento della speranza di vita e lo sviluppo demografico.
I veri ambientalisti oggi dovrebbero chiedere che vengano introdotti modi di produrre energia e beni sempre più efficaci ed efficienti che, proprio per questo, hanno un minore impatto ambientale. Il nucleare è uno di questi. Produce enormi quantità di energia a costi limitati e ad impatto ambientale zero. L’eolico fa l’esatto contrario: produce poca energia a costi elevatissimi e ad altissimo impatto ambientale.
Non proseguo in un discorso che potrebbe diventare lunghissimo. Aggiungo solo una cosa: do per scontato che nessuno si proponga di ridurre di qualche miliardo di persone il genere umano. Molti mistici dello pseudo ambientalismo lo fanno: i più coerenti fra loro auspicano l’estinzione volontaria del genere umano (spero siano sinceri quando usano il termine “volontaria”). Altri, meno coerenti, a cominciare da Greta Thunberg, non arrivano a tanto ma questo è il senso delle loro farneticazioni: dobbiamo diventare tutti più poveri e ridurre drasticamente il nostro numero. Punto e basta. Resta aperto un problemino: CHI deve abbandonare questo mondo brutto e consumistico?
Ovviamente non scoprono nulla di nuovo. Il vecchio signor Malthus li ha anticipati di oltre due secoli. E dire che la sinistra del suo tempo lo considerava un terribile reazionario!

Ma naturalmente non lo chiederanno, perché se la religione è l’oppio dei popoli, l’ecologismo ne è il crack, che ha l’effetto di spappolare il cervello. E ora, prima di chiudere, ascoltiamo che cosa ha da dire il nostro pianeta, che tanto i signori ecologisti si affannano a voler salvare, a costo della distruzione dell’umanità.

(segue alla prossima puntata)

barbara

SPIGOLATURE

Isole a confronto

Eh sì, brutta cosa il capitalismo

con la sua orribile logica del mercato

E veniamo al nostro governo

il quale ormai

Visto coi miei occhi: “Siamo come il Cile di Pinochet”, “No, peggio”; “Siamo peggio della Corea del Nord”… Ma perché non ci andate cazzo!
E parlando del governo non possiamo esimerci da

E qualcuno, a proposito della seconda, ha chiesto se non ci sia per caso un doppio senso… No, non c’è un doppio senso: ce n’è uno solo.
Ora due parole sul razzismo

E infatti

Una brutta notizia per gli amici vegani

E una buona per la scienza: finalmente scoperta la causa dell’estinzione dei dinosauri

Qualche istruzione per l’uso per chi si trova ad avere a che fare con una donna congenita

Un suggerimento in merito ai vaccini

(ma non ci sarà qualche conflitto di interessi?)

Un’importante messa in guardia

E infine un’importante riflessione sull’imminente ricorrenza di Halloween

Continua.

barbara

IL BELLO DI AVERE TUTTE LE FORTUNE

La fortuna di essere troppo vecchia per rischiare di essere curata dai futuri medici

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E anche abbastanza vecchia da non avere più niente a che fare con questi giochi

Interessanti, per inciso, le quote rosa insieme al merito
Per non parlare dell’università

La fortuna di non avere nipoti che verrebbero educati da gente che esce da queste scuole

Sì, per una volta perfino Gramellini ha segnato l’ora giusta

La fortuna di non essere novax

qui
qui

La fortuna di non essere un filosofo

E si noti la finezza di quel “non ariani”: chi c’era di non ariano in Italia all’epoca? La parola “ebreo” fa schifo all’insigne filosofo? Senza contare che nel manifesto della razza, pur facendo riferimento all’origine ariana, si parla di razza italiana, non ariana: anche ignorante, oltre che deficiente. Per inciso, a suo tempo avevo letto alcune citazioni del suo libro, che mi erano sembrate interessanti, e lo avevo scaricato: beh, a parte giusto quel paio di cose citate, il nulla assoluto, la banalità totale, insulsaggini e luoghi comuni e nient’altro.
La fortuna di essere vissuta abbastanza a lungo da avere potuto vedere non solo questo

ma anche questo

E poi ancora questo

E la condanna di questo lurido individuo

Luigi Pajalich 

Sono tornato.
Cosa è accaduto in questi giorni? Vediamo un poco.
Ad esempio la condanna di Mimmo lucano. Tutti scandalizzati per qualcosa che era prevedibile ed infatti avevo previsto in epoca non sospetta.
Tutti a difenderlo, senza neppure conoscere esattamente i capi di imputazione ed i fatti CONTESTATI ED ACCERTATI. Tutti convinti che la condanna sia abnorme e per aver fatto del bene ai migranti e non PER AVERLI SFRUTTATI.
Le stesse persone, però, attaccano Morisi, sostanzialmente solo indagato e per fatti che la procura ritiene irrilevanti. Le colpe di Morisi? Prenderlo nel di dietro e drogarsi… Praticamente se non fosse stato un salviniano sarebbe stato un idolo di certa sinistra.
Ma torniamo a mimmetto bello. Invece delle solite chiacchiere da bar, vediamo i fatti.
Ad esempio che per i capi di imputazione relativi all aver favorito l immigrazione clandestina con matrimoni falsi e documenti veri ma falsi… Il pm ha rinunciato (sic!) all azione penale. Gli analfabeti però ignorano che nel nostro ordinato è un o dei reati più gravi. I somma gli hanno dato una bella salvata!!!!
Per cosa in realtà è stato condannato? Roba da nulla… Reati associativi… Soldi (tanti) scomparsi… Soldi destinati agli stranieri ma finiti in altre tasche…. Peculato, truffa… Ed altri reati simpatici. Vi invito a leggere le carte ufficiali ossia i capi di imputazione (norme violate e fatti specifici) così ve ne farete una idea. In particolare soffermatevi sui capi 5 e 9! (qui, con tutta la documentazione)

Ma soprattutto la fortuna di essere vissuta abbastanza a lungo da arrivare a vedere questo

barbara

E ANCORA UN ALTRO PAIO

Poi passo ad altro. Se non mi fanno ulteriormente incazzare.

Alessandro Rico

Uno degli aspetti più allarmanti della trasformazione delle nostre società (in atto da almeno due decenni, ma ora sensibilmente accelerata) è il repertorio di argomenti che giustificano il ricorso al “pilota automatico”. Fate caso ai discorsi di Draghi, o di un qualsiasi tecnocrate o capo di governo: ogni provvedimento viene presentato come “necessario”. La politica (anche per colpa di un’oggettiva squalificazione dei suoi esponenti) si ritira, soppiantata dalla policy. Come già dinanzi alle crisi dell’euro, così, di fronte alle “transizioni” (agghiacciante linguaggio dirigista, che anziché spaventarci ci entusiasma), non c’è “possibilità” di “scelta”, ma solo la “necessità” di “agire” e “fare presto”. La naturale conseguenza è che il dissenso (lo si vede bene nella retorica dell’olismo sanitario) non è più un’opzione legittima, ancorché minoritaria, bensì, più semplicemente, un errore scientifico. E l’errore può solo essere corretto.

Già: è stato stabilito che fare sub a trecento metri dalla costa farà morire di covid almeno otto miliardi di persone, è stato stabilito che la nostra casa brucia e abbiamo (avevamo, due anni e mezzo fa) dodici anni di tempo prima che sia troppo tardi (troppo tardi per cosa, esattamente? Qualcuno lo ha per caso spiegato?), e quindi giù multe se ti immergi e giù tasse e bollette se… No, qui niente se: te le becchi e basta perché vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e guai a te se ti azzardi a dimandare.
E leggiamo ora questo meraviglioso articolo di Marcello Veneziani.

Ma il futuro non riguarda solo il clima

Faceva una certa impressione l’altro giorno vedere il Ministro per la Transizione Ecologica Stefano Cingolani quasi inginocchiato davanti alla madonnina del Pianeta, Greta Thunberg che lo guardava col suo sguardo torvo, punitivo,

e in segno di ostilità aveva pure i piedi ritorti all’interno, sulla difensiva. Era già successo ad altri grandi della terra. Un ministro esperto di tecnologia stava lì supplicante e prostrato ai suoi piedi per farsi assolvere dai peccati ecologici dalla Madrina della Terra, che rappresenta lo Spirito del Mondo e il Tribunale Planetario del Futuro.
Già, il Futuro. Da tempo ormai si parla di futuro solo per riferirsi al pianeta in pericolo, la terra intesa come ambiente. L’attesa del futuro, dacché esiste un barlume di coscienza nell’umanità, è sempre stata collegata alla speranza di un mutamento storico, sociale, politico, economico; un progresso o un miglioramento delle condizioni di vita personali o collettive; o un cambiamento spirituale, che in linguaggio religioso si chiama metanoia, palingenesi, prospettiva escatologica, speranza di salvezza. Ora, invece, l’unico modo consentito di pensare al futuro è nella difesa dell’ambiente, del pianeta, del clima, dell’aria e dell’acqua; non si mettono in discussione gli assetti sociali, culturali, economici e politici. Ma le emissioni nocive. Anche Bergoglio avalla questo riduzionismo climatico del futuro.
Non c’è dunque un’aspettativa di cambiamento positivo ma solo un timore, l’angoscia del cambiamento, la minaccia globale, il pericolo mortale. L’idea di futuro è associata al degrado, perciò l’unico progetto sul futuro è salvare il clima dall’incoscienza del presente. Siamo così passati da un’idea innovativa ed evolutiva del futuro, nel segno del progresso o della rivoluzione, a un’idea reazionaria ed involutiva del futuro, nel segno della conservazione.
Il futuro è inteso come minaccia di perdere una condizione di vita. Questa svolta coincide anche con la mutata composizione sociale del mondo progressista: la classe di riferimento non è più quella dei ceti proletari, dei poveri che sognavano di cambiare l’oggi per avere un futuro migliore, ma è quella dei nuovi borghesi che temono di perdere lo status presente e vogliono fermare il mondo, tutelarlo dal futuro. Vogliono salvaguardarsi dalla minaccia del futuro. Provate a chiedere in giro che aspettativa c’è del futuro, a parte quella personale e privata: non c’è traccia di alternativa, si è insecchito pure il petulante leit motiv di sognare un mondo migliore. C’è solo da evitare il peggio; di conseguenza l’arma migliore per il futuro è il freno d’emergenza, o al più, per dirla con Latouche la “decrescita felice”, o meno infelice possibile.
La rinuncia al futuro diventa anche abdicazione in favore dei migranti: gli unici titolari viventi del diritto a un futuro migliore vengono riconosciuti in coloro che lasciano le proprie terre, le loro famiglie, il loro mondo nell’aspettativa di un futuro migliore. Il nostro futuro è il loro, o meglio loro sono il nostro futuro, noi siamo solo residui del passato che si attardano sulla difensiva prima di essere sostituiti da loro o spazzati via dal collasso planetario, per ragioni d’inquinamento e aridità, denatalità o sovraffollamento. Siamo disabilitati al futuro e nostro compito è consentire il passaggio di proprietà del pianeta in loro favore.
Per portare a compimento il messaggio stanno costruendo e lanciando in orbita terrestre, accanto al drone Greta, un drone di colore, che possa integrare il tema ecologico col tema del razzismo: abbiamo visto al suo fianco una ragazza ugandese, Vanessa Nakate, nuova testimonial della lotta per l’ambiente e insieme della lotta antirazzista. La fabbrica degli idoli partorisce un nuovo prodotto per una campagna in apparenza spontanea, in realtà tutta prefabbricata, programmata a tavolino e gonfiata dai media.
La denuncia ambientale scatena intanto una gara internazionale d’ipocrisia: non c’è multinazionale, catena d’ipermercati, impresa alimentare, securitaria o assicurativa, che non faccia pubblicità vantando il suo prodotto non per le sue qualità ma perché ecosostenibile, perché rispetta i protocolli della retorica ambientalista, partecipa alle campagne contro la plastica, alla raccolta volontaria dei rifiuti, al riciclo e al catechismo idrogeologico e atmosferico delle giovani marmotte. È solo fuffa, o al più gesto simbolico, per raggirare gli utenti e invogliarli ai consumi con la falsa coscienza di servire la causa nobile del Pianeta da Salvare. Il futuro sostenibile è venduto in confezione unica dagli emissari del potere ideologico, merceologico e commerciale. Tra un futuro come minaccia globale per spaventare i cittadini e un ambientalismo ecofurbo per carpire la buona fede degli stessi, è venuta meno l’attesa più autentica dell’avvenire. Che non riguarda solo il clima ma l’umanità, i sistemi politici, economici e sociali, la condizione spirituale e morale, la giustizia.
Chi ci deruba del futuro? L’Ingranaggio ci impedisce di pensare al futuro come diverso dal presente. Si oppone al futuro chi domina il presente: chiamatelo establishment, mainstream, sistema, assetto vigente. Ci è vietato di pensare al futuro se non come la perpetuazione dell’oggi; è impossibile e perfino impensabile fuoruscire dal suo modello, dalla sua ideologia e dai suoi canoni. La diagnosi è radicale ma il proposito di ribaltare il dominio ci pare velleitario. Intanto, però, rendiamoci conto in che mondo ci troviamo, chi sono i padroni del tempo che ci rubano il futuro e ci dicono che è solo una questione meteo. Una volta si cantava: il domani appartiene a noi… E invece, come diceva Paul Valéry: “Non c’è più il futuro di una volta”. Il postuomo non dovrà pensare ma solo funzionare.

MV, La Verità (1 ottobre 2021, qui)

Per dirla nel modo più semplice, che anche un cervello da gallina lo possa capire:

GRETA, YOU STOLE MY FUTURE! HOW DARE YOU?!

E, giuro, questa frase l’avevo pensata prima di leggere l’articolo di Veneziani. Fermo restando che Greta vale come metonimia, dato che

Non a caso tutte le scempiaggini prive di senso che continua a blaterare sono perfettamente in linea con la politica di chi dalla rivoluzione verde conta di intascare miliardi di miliardi di dollari, evitando accuratamente di disturbare chi, se andasse lì a proporre il nuovo Discorso della Montagna, la butterebbe fuori a calci in culo e si vendicherebbe con chi l’ha mandata

In una cosa comunque dobbiamo dire che Greta ha indovinato, come acutamente segnala questo post di due mesi fa

Certo è che questo immondo baraccone fa venire in mente il grido degli imbonitori dei circhi di una volta: “Venghino signori, venghino, che più gente entra e più bestie si vedono”.

barbara

ANCORA DUE PAROLE SUL COSIDDETTO RISCALDAMENTO GLOBALE

e cosiddetto (presunto. Supposto. Dichiarato) antropogenico. Inizio da due riflessioni, parzialmente  a margine, piene di buon senso di Giovanni Bernardini.

Giovanni Bernardini

NON SENSO

Viviamo in un’epoca nichilista. Uno dei suoi aspetti è il nichilismo linguistico. Il nichilismo linguistico si esplicita nell’uso di termini ed enunciati privi di senso. Ne è pieno il misticismo ecologico. Vediamone alcuni.
“Vogliamo un pianeta pulito”. Termini come “pulito” o “sporco” hanno senso solo se riferiti agli umani, non ne hanno nessuno se riferiti al “pianeta”. Forse che il petrolio è “sporco” mentre la neve è “pulita”? Una eruzione vulcanica è “sporca” o “pulita”?
Una volta camminando in montagna mi sono imbattuto nella carcassa di un camoscio. Era in parte divorata dagli uccelli e coperta di formiche. Era qualcosa di “sporco” o di “pulito”?>
“Il pianeta è malato”. Idem come sopra. La luna è “malata” perché non ha atmosfera? Era “malata” la terra quando sulla stessa non esistevano forme di vita? Si “ammalerà” il sistema solare quando il sole collasserà?
“Salviamo il pianeta”. Si confonde la “salvezza” del pianeta col tentativo di salvaguardare certe caratteristiche dello stesso che noi umani riteniamo utili alla nostra sopravvivenza. Parlare di “salvezza del pianeta” e come parlare di salvezza dei milioni di stelle destinate ad essere risucchiate in un buco nero. Un puro non senso.
Si potrebbe continuare. Il dibattito politico è ormai intossicato dalla ideologia nichilista che trasforma il linguaggio in un bla bla privo di senso. Gli slogan e gli anatemi stanno sostituendo il dibattito razionale. Davvero triste…

Questo pezzo è del 21 settembre, e già presagiva i bla bla bla del potente discorso di Santa Greta dei Dolori Climatici.

Giovanni Bernardini

IL SIGNOR MALTHUS

Gli esseri umani si procurano oggi ciò che è necessario alla loro esistenza usando tecniche, strumenti, modi di lavorare e produrre che hanno un impatto ambientale enormemente superiore rispetto a quelli usati in passato. Questa è una delle idiozie più largamente diffuse e propagandate dai mistici dello pseudo ambientalismo. La sostengono un po’ tutti, da papa Bergoglio a Greta Thunberg. In passato esisteva una dolce armonia fra uomo e natura, questa è stata brutalmente rotta dalla rivoluzione industriale. Da allora è iniziata la marcia dell’umanità verso la distruzione.
Ma stanno così le cose? Vediamo.
I nostri antichissimi progenitori erano cacciatori e raccoglitori. Si procuravano il cibo cacciando i più disparati animali e mangiando frutti erbe e bacche che trovavano sul loro cammino.
Proviamo a fare un esperimento mentale. Tralasciamo ogni considerazione su tutti i beni diversi dal cibo di cui oggi disponiamo. Limitiamoci alla pappa e facciamoci la seguente domanda: cosa succederebbe se noi OGGI ci procurassimo il cibo usando solo caccia e raccolta? La risposta è incredibilmente semplice: nel giro di pochissimo tempo distruggeremmo ogni traccia di vita animale e vegetale sul pianeta e morremmo a centinaia di milioni. Lo stile di vita dei cacciatori- raccoglitori era quanto di più distruttivo per l’ambiente si possa immaginare. Come mai allora qualche millennio fa l’ambiente non era a rischio? La risposta di nuovo è semplicissima: l’ambiente non era a rischio perché il modo usato dagli umani per procurarsi da vivere impediva lo sviluppo demografico. Gli uomini erano pochissimi, la mortalità altissima, la vita breve e difficile. Per questo caccia e raccolta, per quanto distruttive, avevano effetti molto limitati.
Le grandi rivoluzioni nei modi di produzione, a partire dalla invenzione dell’agricoltura e dell’allevamento nel neolitico, hanno introdotto modi di produrre più efficaci ed efficienti e a minor impatto ambientale. Questo e solo questo ha permesso il miglioramento delle condizioni di via degli esseri umani, l’allungamento della speranza di vita e lo sviluppo demografico.
I veri ambientalisti oggi dovrebbero chiedere che vengano introdotti modi di produrre energia e beni sempre più efficaci ed efficienti che, proprio per questo, hanno un minore impatto ambientale. Il nucleare è uno di questi. Produce enormi quantità di energia a costi limitati e ad impatto ambientale zero. L’eolico fa l’esatto contrario: produce poca energia a costi elevatissimi e ad altissimo impatto ambientale.
Non proseguo in un discorso che potrebbe diventare lunghissimo. Aggiungo solo una cosa: do per scontato che nessuno si proponga di ridurre di qualche miliardo di persone il genere umano. Molti mistici dello pseudo ambientalismo lo fanno: i più coerenti fra loro auspicano l’estinzione volontaria del genere umano (spero siano sinceri quando usano il termine “volontaria”). Altri, meno coerenti, a cominciare da Greta Thunberg, non arrivano a tanto ma questo è il senso delle loro farneticazioni: dobbiamo diventare tutti più poveri e ridurre drasticamente il nostro numero. Punto e basta. Resta aperto un problemino: CHI deve abbandonare questo mondo brutto e consumistico?
Ovviamente non scoprono nulla di nuovo. Il vecchio signor Malthus li ha anticipati di oltre due secoli. E dire che la sinistra del suo tempo lo considerava un terribile reazionario!

Io un’idea l’avrei: una legge che imponga l’eutanasia immediata di chiunque affermi che la specie umana rappresenta un disastro, che la specie umana è la peggiore fra le specie viventi, che la specie umana è un errore biologico, che meriteremmo l’estinzione, che bisogna ridurre la popolazione e altre analoghe affermazioni: se pensate che la specie umana debba essere eliminata, siate coerenti e autoeliminatevi, prima lo fare e meglio è per tutti, a partire da voi.
E passiamo ora a qualcosa di più prettamente scientifico con questo articolo di due anni e mezzo fa.

Riflessioni sul pubblico dibattito sulla teoria dell’AGW

Il successo e il clamore della recente testimonianza della giovane Greta ha riportato alla ribalta temi di attualità come clima e ambiente. Cosa c’è di fondato dietro la preoccupazione per la salute del pianeta, e quanto sono utili i richiami a politiche di intervento?

Luciano De Stefani – Componente del Consiglio Direttivo e della Giunta Esecutiva ALDAI-Federmanager

Le recenti manifestazioni dei giovani sulla necessità di proteggere l’ambiente hanno spinto due nostri colleghi ad intervenire sull’AGW, l’acronimo che indica il RISCALDAMENTO GLOBALE (GW) dovuto all’uomo (A = ANTHROPOGENIC). Essi sono membri di alcuni Gruppi di Lavoro della Commissione Studi ALDAI ed hanno scritto le loro idee sul riscaldamento globale del pianeta terra. 
Qui di seguito vi è il primo articolo di Giuliano Ceradelli, da 50 anni ingegnere del Politecnico di Milano e con una lunga esperienza tecnica e manageriale nel settore energetico in Italia ed all’estero. 
Egli è uno “scettico” della teoria AGW e ne spiega le ragioni. Il prossimo articolo seguirà a breve. Ambedue, come di consueto, verranno pubblicati prima sulla Rivista Dirigenti Industria Digitale.

Giuliano Ceradelli

Socio ALDAI-Federmanager

Prima di rispondere alla domanda proposta nel sottotitolo, è utile fare una premessa su cosa si intende per inquinamento. Spesso, troppo spesso si fa confusione tra clima e (inquinamento dell’) ambiente.
Un noto quotidiano italiano il 3 maggio del 2017 titolava: “Mauna Loa – Emissioni CO2, record di anidride carbonica: sfondata quota 410 ppm (0.04% in volume), l’aria nel mondo non è mai stata così inquinata”.
Mentre la CO2 e gli altri gas serra (Protocollo di Kyoto) –  non sono inquinanti o tossici, va sottolineato che Mauna Loa-Kilauea è un vulcano tra i più grandi e attivi del pianeta e quindi ci viene spontaneo domandarci con quale criterio si sia scelto di localizzare proprio lì la stazione di rilevamento delle concentrazioni di CO2 in atmosfera, quando è chiaro che un vulcano è naturalmente prono ad emettere CO2 oltre ad altre sostanze inquinanti. Se quindi la CO2 e gli altri gas serra antropici del Protocollo di Kyoto non sono inquinanti, clima e inquinamento non possono e non devono essere confusi, a meno che si voglia creare ad arte sconcerto e confusione nelle menti di chi legge o ascolta.
Vale la pena notare che nei paesi occidentali negli ultimi decenni sono stati compiuti notevoli progressi nel raggiungimento degli obiettivi di qualità dell’aria e si sono ridotti i livelli di tutti gli inquinanti atmosferici primari grazie alle innovazioni tecnologiche in vari settori, come quello dei trasporti, della produzione di energia, del riscaldamento e dell’industria, ma moltissimo evidentemente resta ancora da fare. Pertanto l’impegno dei più giovani e l’entusiasmo con cui si possono intestare grandi battaglie ideologiche, fatto encomiabile per quanto attiene in particolare all’inquinamento, dovrebbe essere incanalato dagli adulti nella giusta direzione e non dovrebbe essere confuso con la loro accoglienza acritica ed ipocrita da parte dei governi e delle organizzazioni internazionali. A loro spetta infatti educare i giovani a distinguere tra clima e inquinamento e a riconoscere le reali dimensioni del problema e cosa, negli anni, ha contribuito a ridurne l’impatto.

La teoria dell’AGW

La scienza ufficiale ritiene che ciò che era precedentemente chiamato Riscaldamento Globale (GW), ora chiamato per convenienza Climate Change, sia addebitabile all’azione dell’uomo, con le sue emissioni antropiche di CO2 connesse all’uso dei combustibili fossili. Si tratta di un postulato che, purtroppo per i sostenitori di tale tesi, trova poco riscontro nelle evidenze empiriche. Le svariate linee di evidenza empirica ci dicono semplicemente che il clima del nostro pianeta stà cambiando, come ha fatto altre volte nel passato, ma non ci dicono che ciò derivi in prevalenza dalle azioni umane.
Anzitutto la CO2 è nutrimento per la flora che ci rende l’aria respirabile ed il mondo vivibile, ma non è il principale gas serra. Il principale agente nell’effetto serra – trascurato dal Protocollo di Kyoto – è invece l’acqua sotto forma di vapore che, a volte scalda (dense nubi trappola di radiazioni), ma a volte raffredda l’atmosfera e il suolo (precipitazioni). Per inciso, durante le precipitazioni (pioggia, neve, grandine) anche la CO2 presente in atmosfera precipita al suolo.
La CO2, inoltre, non è solo di origine antropica. Grandi quantità vengono scagliate in atmosfera dalle eruzioni vulcaniche. Queste ultime sono fortemente clima alteranti, ma verso il freddo!
Per inciso, sulla base di dati ufficiali (La Quere et al., 2013; IEA, 2013; IPCC 4th Assessment Report, 2007 ) le emissioni naturali annue – ossia non antropiche – di CO2 sono superiori a 770 miliardi di tonnellate, mentre le emissioni causate dall’uomo sono stimate in circa 39 miliardi di tonnellate (media su range SRES IEA: 29-49 mld ton CO2), ossia circa 20 volte meno delle emissioni naturali che occorrono spontaneamente. 
Con la teoria dell’AGW, la scienza si è nutrita di slogan a suon di previsioni catastrofiche sul cambiamento climatico diffondendo allarmismi che gli scettici ritengono ingiustificati. Spesso lo hanno fatto mescolando meteorologia e climatologia, che sono discipline scientifiche affini, ma diverse: l’una studia il tempo nel breve, l’altra il clima nel medio-lungo periodo (almeno 30 anni). Entrambe le discipline hanno una vocazione comune: fare previsioni future. Ma prevedere è alquanto complicato perché presuppone una completa conoscenza della realtà fisica che ruota intorno al nostro Pianeta, che ancora oggi è insufficiente, nonostante le rassicurazioni di molti scienziati sostenitori dell’AGW supportati dalla politica, in contrasto con altri scienziati che invitano invece alla prudenza su un tema assai complesso e poco conosciuto come è quello della scienza climatica.
Qualche anno fa scoppiò lo scandalo del Climategate, emblematica situazione che descrive bene i guasti che possono derivare dalla politicizzazione della scienza. Si era creato un pericoloso meccanismo collusivo, che continua potenziato ancora oggi, tra alcuni interessi politici e commerciali e il gruppo di studiosi foraggiati dai finanziamenti. Ciò è preoccupante se si pensa alla rilevanza delle politiche che da anni sono state adottate, in Europa e altrove, nel nome proprio di questa visione dello “stato dell’arte” sul clima (Accordo di Parigi)
Il risultato: ingenti somme di denaro pubblico vengono sprecate in misure e progetti che non hanno solide basi scientifiche e quindi non portano beneficio alcuno per l’uomo (es. gli incentivi alle così dette fonti rinnovabili, la Carbon Tax, ecc). Infatti anche se, per assurdo, si riuscissero ad azzerare le emissioni antropiche (su quelle naturali niente si può fare), bloccando così lo sviluppo mondiale ed incamminandoci in quella che viene definita la “decrescita felice”, forse si riuscirebbe, ad essere ottimisti, ad abbassare la temperatura media del pianeta di solo qualche decimo di grado!
La scienza del clima non è ancora in grado di spiegare compiutamente il fenomeno del riscaldamento globale e ogni allarmismo riflette non certezze scientifiche, ma un’agenda politica o ideologica. In realtà numerosi sono i punti su cui la comunità scientifica è divisa o, semplicemente non è stata ancora in grado di trovare una risposta. Il motivo principale risiede nel fatto che i modelli dell’IPCC (Intergovermental Panel for Climate Change) esplorano il clima assumendo come dato di fatto che l’uomo e la sua attività sia il principale (l’unico dopo il 1970) attore della modifica del clima e la CO2
In realtà invece molti sono i meccanismi climatici che non sono noti nei dettagli: processi fisici, astrofisici, cosmologici, le maree luni-solari, le macchie solari, il vulcanesimo terrestre e sottomarino, i movimenti tellurici, l’inclinazione dell’asse terrestre, ecc e le leggi o i fattori che li regolano o li influenzano. 
Forse la chiave interpretativa del GW sta nell’effetto ionizzante dei flussi di alta energia di origine cosmica e solare. Queste energie interagiscono soprattutto con l’atmosfera come del resto, quando ci sono eruzioni, le alte colonne eruttive di vulcani esplosivi. E se l’ozonosfera viene perforata, i raggi ultravioletti solari entrano in atmosfera. D’altro canto gli effetti gravitazionali delle maree luni-solari sollecitano zone di faglia instabili del Pianeta, eccitandole (specie Indonesia e Oceano Pacifico) causando potenti e diffusi eventi tellurici (vulcani, terremoti e tsunami), che si uniscono alle periodiche fasi del Nino.
Si producono pertanto complesse interazioni tra eventi clima-alteranti ed effetti di clima alterato con oscillazioni termiche annesse (variazioni climatiche) e, talvolta, manifestazioni di eccezionale energia distruttiva (eventi estremi).
Dunque le cause prime sarebbero prevalentemente cosmiche, extraterrestri ed extrasolari e la CO2 (la quota parte antropica)? O non c’entra affatto, oppure, nella migliore delle ipotesi, può considerarsi una semplice concausa con un ruolo assolutamente marginale. 
La scienza si nutre di dubbio e scetticismo e non dovrebbe accettare dogmi, verità imposte su base maggioritaria, boicottaggi che impediscano di esprimere liberamente idee diverse e di discuterle con chi la pensa diversamente. Chi accetta tutte queste cose senza esprimere dubbi è più un “credente” che un seguace della scienza.
Negli anni ’70 gli stessi “scienziati” che ci mettevano in guardia per un’imminente nuova era glaciale, da 30 anni ormai lanciano proclami catastrofisti del tipo “abbiamo solo 20 anni per salvare il pianeta” (COP24 di Katowice – Polonia) senza che sia visibile alcun effetto “sul pianeta” che non sia stato già visto nel passato, ma con tragici effetti sulla qualità della vita nei paesi occidentali, vessati da rozzi tentativi di trasferire ricchezza verso i paesi in via di sviluppo, vita che è peggiorata notevolmente, come testimoniano le recenti manifestazioni di piazza dei “gilet jaunes” in Francia.
I modelli climatici utilizzano come variabile principale la CO2: in essi è contenuta, come unica “manopola” per cambiare il clima (tipo la manopola della sintonia di una radio), la quantità (concentrazione) di CO2. È questo che giustifica la lotta senza quartiere all’anidride carbonica in tutte le raccomandazioni dell’IPCC e il fatto che la maggioranza delle persone la consideri un veleno, quando in realtà è l’elemento fondamentale per la fotosintesi, da cui deriva, anche per l’aumentata concentrazione, un beneficio per la biosfera.
Tutti conoscono cosa sia l’effetto serra, ma la correlazione tra CO2 e GW non è affatto biunivoca, né unidirezionale. Evidenze storiche del passato per es. periodo romano e periodo medievale caldi, quando la CO2 – in questo caso di origine prettamente naturale – era ad un livello, secondo i sostenitori dell’AGW, non superiore ai 280 ppm (0, 028% in volume), dimostrano che la relazione di causa-effetto non regge. Anzi altre evidenze paleo climatiche segnalano che in taluni periodi di correlazione tra CO2 e GW, è quest’ultimo che precede l’aumento di CO2, e non viceversa. E pensare che nell’ormai lontano 2001 il Working Group 1 dell’IPCC scriveva nel suo Report annuale: “In climate research and modelling, we should recognize that we are dealing with a coupled non-linear chaotic system, and therefore the long-term prediction of future climate states is not possible”. Beh, c’è stato da allora un bel cambiamento, perché seguendo il filone delle carriere professionali, delle prebende e dei finanziamenti, l’IPCC e le istituzioni scientifiche ad esso collegate, ora dichiarano, con la sicumera che li contraddistingue, che sono in grado di definire la temperatura terrestre con l’approssimazione del decimo di grado e dichiarano – quasi del tutto inascoltati, almeno stando ai fatti – che, se noi attuassimo le misure che ci raccomandano da anni, ciò consentirebbe di contenere l’aumento di temperatura del Pianeta entro i 2°C , evitando così … la sicura catastrofe e la sparizione dell’uomo dalla faccia della Terra! Con la popolazione mondiale di oltre i 7 miliardi di persone, in costante ed inarrestabile crescita in particolare nei paesi in via di sviluppo (Asia, Africa), di energia c’è sempre più bisogno e uno degli ormai annosi quesiti che riaffiora in discussioni, dibattiti e simposi in Italia e nel mondo riguarda la nostra possibilità di generare sempre maggiore energia elettrica usando i combustibili fossili. Possiamo farlo o invece dobbiamo, o avremmo dovuto già da tempo, come sostengono gli ambientalisti, gradualmente disfarcene perché “energia non pulita”? Considerando il quesito in un contesto globale, la domanda ha una sola risposta: se vogliamo preservare l’ambiente che ci circonda e renderlo sempre più vivibile dobbiamo essere liberi di usare anche i combustibili fossili, perché solo loro sono in grado di fornirci energia abbondante, sicura e a basso costo.

A conclusione della presente nota invitiamo il lettore ad esaminare il grafico di Fig.1 ( Institute for Marine and Coastal Sciences and Department of Earth and Planetary Sciences, Rutgers University, 71 Dudley Road, New Brunswick, NJ 08901, USA. Lamont-Doherty Earth Observatory of Columbia University, Palisades, NY 10964, USA. Department of Geology and Geophysics, Woods Hole Oceanographic Institution, Woods Hole, MA 02543, USA) che ci fa notare che i cambiamenti globali della temperatura superficiale di questi ultimi anni sono semplicemente un ritorno parziale al clima “normale” generale degli ultimi due millenni e che l’unico aspetto notevole dei cambiamenti climatici negli ultimi secoli è stato il raffreddamento anomalo che si è verificato durante la Piccola Era Glaciale.
Infine, il riscaldamento su scala emisferica di qualche grado nell’arco di pochi decenni – e l’innalzamento globale del livello del mare si sono verificati in modo naturale o senza cambiamenti nella concentrazione di CO2 nell’atmosfera. E, per dirla in breve, non c’è nulla di remotamente straordinario negli ultimi decenni nel riscaldamento globale.

01 aprile 2019, qui.

In poche parole, ci stanno fottendo (e non finisce qui).

barbara

RISCALDAMENTO CIODUE EMERGENZA CLIMATICA E BLABLABLA

Dell’imminente glaciazione anzi no dell’imminente scioglimento di tutti i ghiacciai della terra anzi no ci stiamo raffreddando ma è per colpa del caldo lo stesso e comunque ci sono i cambiamenti climatici e comunque c’è l’emergenza climatica e da almeno una sessantina d’anni abbiamo dieci anni per invertire la rotta prima che il mondo sia distrutto, di questo abbiamo già abbondantemente parlato in questo blog. Oggi torno sul tema per dimostrare che OGGI ci sono i cambiamenti climatici, come possiamo vedere qui

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Ah no, forse mi ero sbagliata, quelli c’erano anche mille anni fa, duemila anni fa, tremila anni fa, quattromila anni fa… No vabbè, però adesso ci sono gli eventi estremi di cui una volta quando non c’era il malefico essere umano o almeno quando non c’era questo consumismo selvaggio degli ultimi anni non c’era traccia. Giusto?

Ehm, no forse mi sono sbagliata di nuovo, non ci sono neanche quelli. PERÒ C’È LA CIODUE, LA FAMIGERATA CIODUE! Provate a negarlo se avete il coraggio. La ciodue che distruggerà il pianeta e tutta la vita su di esso. Guardate, lo dice anche questo signore qui che siamo pieni di ciodue.

MUTANDE PAZZE

PUBLISHED ON 19 AGOSTO 2021BY ROBERTO

Autore: Massimo Lupicino
Data di pubblicazione: 17 Agosto 2021
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=55496

Un giorno gli alieni atterreranno sulla Terra. Probabile che la troveranno ricoperta in buona parte di ghiacci, come ciclicamente accade al nostro Pianeta, che ha passato più tempo a battere i denti dal freddo nelle ere glaciali, che a godersi un piacevole tepore  durante i fortunati periodi inter-glaciali come quello che stiamo vivendo (pur lamentandocene).
Per ritrovare testimonianze di una civiltà umana ormai purtroppo estinta, gli alieni ricorreranno a carotaggi nel ghiaccio, che restituirà loro vestigia del passato di una gloriosa civiltà la cui auto-distruzione sarà diventata materia di studio presso tutte le università aliene della Galassia.
Eh sì, perché gli alieni saranno davvero affascinati alla scoperta del modo originalissimo in cui una civiltà in apparenza progredita come quella umana riuscì a suicidarsi nell’incredibile convincimento che la CO2, il cibo delle loro piante e il mattone elementare della loro vita, fosse invece un pericoloso inquinante capace di alterare in modo catastrofico il clima del loro Pianeta. Da lì seguirono una serie di scelte economiche sciagurate che gettarono le economie occidentali nella depressione economica e nel caos, e prepararono le basi per un conflitto mondiale senza vincitori.
In una missione dedicata a quella che fu l’Italia, i carotaggi avverranno nelle valli alpine, che saranno ricoperte da strati di ghiaccio spessi centinaia di metri, come accadde all’apice dell’ultima glaciazione. Gli alieni scopriranno anche in Italia (come negli altri paesi europei) gli stessi segni e testimonianze di come, a fronte di un cambiamento del clima terrestre verso condizioni molto più fredde, la “comunità scientifica” negò con forza l’evidenza.
Ci si dedicò infatti inizialmente a raffinatissimi esercizi di “omogeneizzazione” dei data-set climatici per dimostrare che il passato era stato ancora più freddo, anche se nessuno se n’era accorto. Infine, si attribuì il troppo freddo al troppo caldo, in un inspiegabile esercizio oratorio che con la scienza non aveva niente a che vedere, ma che era perfettamente in linea l’approccio da “scienza molle” che si era deciso di dare alla ricerca in campo climatico.
Ma la narrativa era dettata dai media, e la scienza si era messa diligentemente al servizio di chi i media li governava (e le ricerche sul clima le finanziava), come accade in tutte le civiltà in cui la concentrazione di poteri, ricchezze e associate influenze supera un livello critico ben noto agli studiosi e ai politici alieni.
E poi quel finale tragicomico, con la popolazione intirizzita chiamata a sbrinare le pale eoliche e a rimuovere la neve dai pannelli solari, in un tentativo disperato di rendere utilizzabili le stesse fonti energetiche che già mostravano tutta la loro inefficienza in condizioni climatiche più favorevoli. Le stesse fonti energetiche su cui gli umani facevano incredibilmente affidamento per salvarsi dalla morte imminente per “troppo caldo” profetizzata dagli scienziati di allora.
Ma tra tutti i carotaggi ce ne sarà uno che lascerà gli alieni decisamente interdetti.
Si tratterà di un manifesto pubblicitario di un “body contenitivo”: un capo di biancheria che gli alieni liquideranno irrispettosamente come un paio di mutandoni elastici per terrestri con problemi di linea. Ma ad attrarre l’attenzione sarà una nota sul manifesto pubblicitario, in apparenza criptica: “Emissioni CO2 compensate”. Un vero rompicapo per gli alieni, inizialmente incapaci di comprendere l’associazione tra l’acquisto di un bene voluttuario come un paio di mutandoni smagrenti, e la questione scientifica politico-economica delle emissioni di CO2.
Trattandosi di una civiltà progredita, gli alieni riusciranno comunque a capire che il riferimento alla “compensazione” andava inteso come una forma di auto-tassazione dei produttori di mutande per flagellarsi davanti ai loro clienti del fatto di emettere CO2 nel processo produttivo della lingerie. Ridicolo e grottesco, certo, ma comunque comprensibile alla luce del fatto che i terrestri, sulle fondamenta di quella scemenza assoluta del pericolo-CO2, avessero costruito un monumento alla stupidità che non risparmiava assolutamente nulla, nemmeno la biancheria intima.
Semmai gli alieni ne faranno una questione di marketing: considerata l’ignoranza media dell’essere umano (ritenuta dagli alieni la causa prima della sua propensione ad accettare come realistiche e credibili le ridicole profezie climatiche veicolate dai media di allora), cosa avrebbe potuto capire l’acquirente di mutande da quel riferimento alle emissioni “compensate”? Intrigati dal mistero, e solleticati dall’argomento invero pruriginoso (anche gli alieni indosseranno le mutande per nascondere e al tempo stesso valorizzare le loro vergogne?) avranno fatto alcune ipotesi:

  • Il terrestre avrà colto l’essenza del messaggio pubblicitario? Ovvero che il produttore di mutande con quella curiosa espressione intendeva in effetti avvertirlo che il costo della biancheria sarebbe aumentato a causa delle tasse sulle emissioni di CO2? Gli alieni concluderanno di no: perché sarebbero state necessarie conoscenze economiche che il terrestre medio decisamente non aveva.
  • Allora forse il terrestre avrà ritenuto che le mutande servissero a contenere inopinate e imbarazzanti flatulenze? In effetti il produttore avrebbe potuto “compensarle” grazie ad un sistema di contenimento a micro-filtri adsorbenti collocato nella parte posteriore della mutanda… Col risvolto climaticamente virtuoso di ridurre le emissioni in atmosfera di gas-serra di origine intestinale.
  • Oppure il terrestre avrà pensato ad un sistema di sconti per chi era afflitto da problemi di meteorismo? Qualcosa del tipo: compra le mie mutande e ti ri-compenso se emetti molte flatulenze? Sarebbe servito un certificato medico per usufruire dello sconto? O piuttosto una dimostrazione dal vivo in negozio in appositi stanzini dotati di gas detector?
  • O al contrario, il potenziale acquirente le avrà viste come qualcosa di minaccioso? Del tipo: guarda che se emetti troppe flatulenze finirai per far aumentare i gas-serra. E quindi le mutande me le paghi di più! Una interpretazione non lontana dal punto 1) ma più alla portata del terrestre medio.
  • E infine un’ultima ipotesi: ovvero che l’acquirente di mutande avrebbe liquidato la pubblicità con una alzata di spalle, come l’ennesima clima-cazzata. E come l’ennesimo, goffo esempio di “virtue-signalling” da parte dell’azienda di turno.

Ipotesi, quest’ultima, scartata con decisione dagli alieni. Perché se ci fosse stata una coscienza vera e diffusa della ridicolaggine e della ascientificità della narrativa allora dominante sul “Climate Change”, forse gli esseri umani si sarebbero salvati. E forse, delle clima-cazzate del ventunesimo secolo avrebbero potuto ancora raccontare di persona, tra le risate generali degli umani e degli alieni stessi. (qui)

Poi guardate qui

e ditemi se possono sussistere dubbi sul fatto che sia ritardata, per non parlare di quel ghigno da psicopatica – da psicopatica pericolosa, maligna, perfida, sadica, così, insomma. E tocca perfino assistere a questo

Precisando che la ritardata bianca, anche se dimostra 11 anni, ne compirà 19 fra tre mesi, mentre la ritardata nera ne ha 23. Mala tempora currunt, fratelli, e nessuno che vada in giro ad agitare qualche campanello per svegliare il branco di idioti che si accoda a queste pericolose stronzette analfabete.
E alla fine di tutto, non resterà che questo:

barbara