GIULIA SARTI, I 5 STELLE E L’HONESTÀ

In ordine rigorosamente cronologico
Giulia Sarti

stupore
poesie
Piccola aggiunta collaterale:

z-violet

Scusate ma va ricopiato qui a futura memoria, perché non credo resterà a lungo online

Lettera ai corrotti (o potenziali tali) d’Italia: occhio, arriva la Legge # SpazzaCorrotti!

Cari corrotti, cari corruttori,
vi invio questa missiva pubblica per informarvi ufficialmente del fatto che questa settimana il Consiglio dei Ministri esaminerà il Ddl del ministro Bonafede che abbiamo chiamato Legge Spazza Corrotti.
È la prima seria misura contro la corruzione che viene discussa in Italia dal dopoguerra ad oggi. Praticamente non lascia alcuno scampo a chi corrompe e a chi viene corrotto. Per cui, in sostanza, corrompere non conviene più. A nessuno e in nessun caso.
Prima dell’approvazione di questa legge voi corrotti, ad esempio, potevate contare sul fatto che chi viene a proporvi una mazzetta per truffare un concorso o un appalto sia senza dubbio alcuno un corruttore certificato e che nessuno possa scovarvi. Con lo Spazza Corrotti non sarà più così. Mentre ti propongono la tangente ci potrebbe essere un infiltrato delle forze dell’ordine proprio al tuo fianco perché pensi che faccia parte della combriccola. E invece è lì per arrestarti, un moderno Donnie Brasco.
La figura dell’infiltrato, infatti, potrà ora occuparsi anche di corruzione grazie al nostro impegno. Avrete il terrore di accettare quella tangente e quindi magari non lo farete.
Nel caso in cui, invece, qualcuno venisse beccato con le mani nella marmellata avrebbe un’altra bella sorpresa.
Non potrebbe più mettere piede in un ufficio pubblico e neppure contrattare con la pubblica amministrazione. A vita! Mai più. Non c’è santo che tenga.
Potrete anche patteggiare, ma il DASPO ad aeternum non ve lo toglie nessuno. Marchiati a vita. È un modo, l’unico giusto, per proteggerci da voi. Per proteggere lo Stato, gli imprenditori onesti che da anni chiedevano questa misura e tutti noi cittadini.
Infine ripristineremo la perseguibilità d’ufficio per alcune ipotesi di appropriazione indebita aggravata, norma cancellata da Gentiloni e di cui si sono avvantaggiati anche i cognati di Renzi, che non essendo stati denunciati dall’UNICEF la passano liscia.
Per voi non sarà più possibile farla franca.
Dentro lo Spazza Corrotti ci sono anche altre norme fatali per la vostra attività corruttiva e che conoscerete nei prossimi giorni. Ma so che già con quelle che vi ho elencato non passerete sonni tranquilli.
Cari corrotti, questo è lo scenario che vi si prospetta davanti. Con lo Spazza Corrotti corrompere non conviene più. Non sfidate la sorte, non sfidate lo Stato. Avete smesso di ammorbare l’Italia con i vostri loschi affari. Per anni una classe politica distratta, compiacente o complice vi ha permesso di farlo. Dal 4 marzo tutto è cambiato. Adesso costituitevi e non corrompete più.

Luigi Di Maio 5 settembre 2018

Giuro che non ho cambiato una virgola.

Tutto rubato qui.

barbara

ANCORA SUL MOVIMENTO 5 STELLE

Ogni tanto do un’occhiata a una ex collega su FB. Quando è uscita la storia dell’infermiera antivaccinista che fingeva di vaccinare i bambini e buttava via le fiale, ha scritto un post schiumante di rabbia; a parte la richiesta di ripristinare la pena di morte, non mancava niente. È furiosamente contraria allo ius soli. È moderatamente pro Israele, nel senso che non se ne occupa e non prende posizione, ma se le si chiede come la pensa, mostra di avere perfettamente chiaro chi è che attacca e chi si difende. Il 4 marzo ha deciso di votare 5 stelle, perché è finalmente qualcosa di nuovo rispetto al politicume stantio. Chiaro che chi fa un ragionamento di questo genere non è dotato di capacità di ragionare, perché quel discorso poteva forse essere valido prima che i grillini cominciassero a governare, ma ormai è una buona manciata di anni che li stiamo vedendo in azione, e “qualcosa di nuovo” non sono più. Meno che mai qualcosa di meglio. Io comunque sono testarda, e continuo a provarci. E per prima cosa propongo questo articolo, che non posto perché è molto lungo, ma suggerisco a chi ha un po’ di tempo di leggerlo, perché è straordinariamente interessante. Altre cose interessanti si trovano nell’articolo che segue.

Il M5s e il leader soldo al comando

Tra i molti spunti di riflessione offerti dalla tragicomica storia dei bonifici taroccati da alcuni parlamentari del Movimento 5 stelle ce n’è uno in particolare che vale la pena mettere a fuoco per inquadrare la vera dimensione del dramma grillino. Coincide con la risposta a una domanda: perché i populisti hanno un problema irrisolto con il denaro? Se ci pensate bene, per capire molti dei guai del Movimento 5 stelle non serve seguire complicati retroscena ma serve semplicemente seguire la traccia del denaro. Antonio Padellaro, ex direttore del Fatto, ha notato giustamente che la truffa da quattro soldi del Movimento 5 stelle ci dovrebbe far riflettere su un tema importante, di cui finalmente si è accorto persino il Fatto: ma se i grillini “non sono capaci di controllare i conti di qualche centinaio di persone come possono tenere in ordine il bilancio di una intera nazione?”. Lo spunto è giusto ma non è sufficiente per capire in che senso i grillini, di fronte al denaro, finiscono spesso in mutande e vengono messi letteralmente a nudo. Il primo esempio riguarda la risposta a un’altra domanda: chi comanda davvero nel Movimento 5 stelle? Tutti i fili del denaro portano ovviamente al signor Davide Casaleggio: fino a qualche tempo fa, con la sua srl, raccoglieva i soldi generati dalla pubblicità prodotta dalle attività presenti sul blog di Grillo; oggi, con la sua associazione privata Rousseau, di cui è presidente e tesoriere, si prepara invece a raccogliere altro denaro attraverso versamenti da 300 euro al mese che ciascun grillino dovrà versare una volta eletto in Parlamento.
I rapporti di forza nel grillismo si misurano attraverso i fili del denaro e il denaro ci dice molto anche delle ragioni relative al distacco tra Beppe Grillo e il Movimento 5 stelle, avvenuto evidentemente anche per questioni di carattere economico: questioni emerse in modo plastico e in modo comico il giorno in cui il clown genovese, per rispondere a una querela per diffamazione presentata dal Pd arrivò a far dire al suo avvocato che Grillo non è “direttamente responsabile” dei post che vengono pubblicati sul blog di Beppe Grillo e che il leader dei Cinque stelle “non è responsabile, né gestore, né moderatore, né direttore, né provider, né titolare del dominio, del blog, né degli account Twitter, né dei tweet e non ha alcun potere di direzione né di controllo sul blog, né sugli account Twitter, né sui tweet e tanto meno su ciò che ivi viene postato”. La pista dei soldi ovviamente ci aiuta a capire molto altro. Ci aiuta a capire il sentimento di disprezzo per la democrazia rappresentativa che cova nel mondo di Grillo: la multa truffa da 100 mila euro prevista nel codice etico per tutti i parlamentari ribelli, in aperta violazione dell’articolo 67 della Costituzione, è la perfetta fotografia della incostituzionalità del M5s. Ci aiuta a capire il non sense del programma del Movimento: su Repubblica, il professor Roberto Perotti ha calcolato che produrrebbe un disavanzo di 63 miliardi di euro all’anno. Ci aiuta a intuire quando nasceranno i veri problemi del grillismo: il giorno in cui si capirà chi è che in tutti questi anni ha finanziato in modo non trasparente un partito attraverso un blog sarà uno spasso. E ci aiuta infine a capire anche la ragione per cui il grillismo laddove governa è destinato a produrre immobilismo. Lo ha ammesso candidamente due giorni fa Alessandro Di Battista in una delle sue rare interviste da Giovanni Floris, rispondendo così a una domanda sull’incapacità di controllare i bonifici: “Sa perché non c’è stata possibilità di controllo? Perché noi siamo incredibilmente onesti. Noi non abbiamo restituito questi soldi in un fondo intermedio del M5s, perché non volevamo che quei soldi minimamente transitassero in nessun fondo o conto corrente del M5s, e li abbiamo destinati direttamente al ministero dello Sviluppo economico. Non li volevamo toccare”. Le parole di Dibba, in fondo, spiegano il grillismo più di mille bonifici. Non toccare nulla per non sporcarsi le mani. Non maneggiare soldi per non cadere in tentazione. Non fare nulla per evitare di sbagliare qualcosa – pensate alle Olimpiadi di Virginia Raggi. I grillini con le mani nella marmellata sono parte di un problema più grande dove al centro di tutto c’è la propensione naturale a essere in imbarazzo di fronte al denaro, a usare i soldi in modo opaco, a trasformare la ricchezza in un tabù. L’incapacità del grillismo – e anche i suoi guai futuri che non verranno a mancare – non la si può capire fino in fondo se non si parte prima di tutto da qui.
Claudio Cerasa, Il Foglio, 15/02/2018 

Per quanto riguarda i bonifici, nel caso per qualcuno non fosse chiaro il meccanismo, risulterà perfettamente comprensibile con questo schemino:
honestà
Qui invece qualche conto in tasca agli honesti sui rimborsi spese  (altro che il giornalista che inseriva quotidianamente la voce “l’uomo non è di legno”!)
rimborsi
E per concludere, questa esilarante intervista, rubata qui.

Rimborsi M5S, 46 mila euro in pasti – Fantinati: “Basta, sono soldi privati”

  • Domanda: Onorevole, è lei ad avere il primato fra i parlamentari pentastellati?
  • Mattia Fantinati: Non lo so.
  • Domanda: La cifra riportata dal sito è sbagliata?
  • Mattia Fantinati: Non ho mai verificato.
  • Domanda: Però dai resoconti risulta questa numero.
  • Mattia Fantinati: Guardi, la voce vitto è una voce tecnica. All’interno della quale sono state inserite altre spese. Le ripeto, non ho pasteggiato a caviale e champagne. Ho solo inserito all’interno del vitto altre cose.
  • Domanda: Quali?
  • Mattia Fantinati: Ho utilizzato parte di quel budget per alcune consulenze con professionisti. Alcune spese le ho messe lì per comodità e leggerezza.
  • Domanda: Ma questa prassi era consentita o è stato lei ad aggirare l’ostacolo?
  • Mattia Fantinati: A un certo punto ci hanno detto di specificare ogni cosa. Infatti, si può notare che negli ultimi due anni sono più preciso e regolare.
  • Domanda: Riavvolgiamo il nastro. In questi cinque anni dove ha abitualmente pranzato o cenato?
  • Mattia Fantinati: Dice sul serio o sta scherzando? Se vuole può chiedere ai commessi della Camera che mi hanno visto o alla buvette o alla mensa dei dipendenti. Eppoi con i vostri potenti mezzi potete controllare dove mangiavo, a che ora la facevo e quanto spendevo.
  • Domanda: Quanto ha speso mediamente per i pranzi e per le cene?
  • Mattia Fantinati: Per carità, perché insiste? Posso capire che sia molto più interessante sapere dove mangi. Ma sono davvero questi i problemi degli italiani? Io vorrei parlare di lavoro, immigrazione, di programmi.
  • Domanda: Ritorniamo sui 46.391 euro di cui si parla nel rendiconto.
  • Mattia Fantinati: Basta, sono soldi privati. Perché non ponete la stessa domanda a qualsiasi altro parlamentare di qualsiasi altro gruppo? A giudicarmi saranno gli attivisti dei cittadini che dovranno trarre le loro conclusioni.

Ecco, io direi che più ancora per i loro imbroglietti squalliducci, più ancora che per la loro assoluta incapacità a governare, più ancora che per le loro puttanate quali novax, scie chimiche, microchip sottopelle e complottismi vari misti, questi andrebbero condannati a cinquemila anni più le spese per quanto sono stupidi. Sul serio: il reato di stupidità dovrebbe essere introdotto nel codice penale (sì, lo so: “vaste programme”, direbbe il generale).

barbara