LA MOGLIE DI FULVIO DEL DEO

Dalla pagina FB di Fulvio

PARTE PRIMA

Cari amici.
Sebbene facebook si sia finalmente deciso a sbloccare il mio account, io ugualmente sarò poco presente.
Martedì scorso, mia moglie ha subito un grave incidente stradale, a causa di un automobilista ubriaco che percorreva una strada (larga appena 9 metri e su cui passeggiano normalmente persone a piedi), sbandando a una velocità folle, sicuramente superiore ai 100 chilometri orari, laddove il limite -se non ricordo male- è di 30 o 40.
La sequenza illustra l’incidente:

IMMAGINE 1: L’auto numero 1 è (o meglio era) la Ford Fiesta di mia moglie, ferma davanti al cancello di amici. Il pallino rosso è mia moglie che suona al citofono per farsi aprire il cancello. L’auto 2 è una Audi station wagon sparata come un proiettile verso la Fiesta di mia moglie.
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IMMAGINE 2: L’Audi colpisce con violenza il posteriore sinistro della Fiesta e la fa ruotare di circa 180 gradi, proiettando sulla strada tutti i pezzi del retro di quest’ultima e schiacciando mia moglie fra l’auto stessa e il cancello.
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IMMAGINE 3: scena dopo dell’impatto.
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Le tre foto successive illustrano l’accaduto.
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Mia moglie si è salvata per puro miracolo. Se il suo piede destro non è stato tranciato via dalle lamiere contro il paletto fisso del cancello, dobbiamo ringraziare la ruota posteriore sinistra che ha posto fine alla rotazione dell’auto, bloccandosi al muretto in pietra.
In tutto questo, mia moglie è salva, ha delle fratture, ma non ha subito traumi alla testa, né agli organi interni. Nonostante ciò, è molto debole ed è sotto trattamento costante di antidolorifici, in attesa dell’intervento su una frattura leggermente scomposta a tibia e perone.
Se volete inviarle messaggi, vi prego di farlo da qui ed io avrò il piacere di riferirglieli. Vi prego di evitarle telefonate, perché già così, con quelle dei parenti, sembra una centralinista nonostante il filo di voce.
Infine, colgo l’occasione per ringraziare i soccorsi arrivati in tempi lampo. Un particolare saluto agli agenti di polizia che sono arrivati molto prima di me sul luogo, e che sono stati precisi nel loro dovere e che hanno dovuto perfino fronteggiare la furia selvaggia del clan nordafricano dei parenti dell’automobilista ubriaco, che hanno inveito e sputato contro un cittadino “reo” di aver assistito alla scena.

Dai commenti

Questo individuo era già noto alle forze dell’ordine – mi pare che abbia già precedenti per spaccio di droga – ma, come vedi, era a piede libero.

Quel tizio è uno che ha già precedenti penali, ma era alla guida di una macchina, anche grossa e costosa. Ho visto gli agenti insultati non reagire. Fa male vedere scene così, dove la Legge non può più farsi valere.

PARTE SECONDA

Mentre mia moglie era portata d’urgenza in ospedale, io sono stato trattenuto sul posto dell’incidente per ragioni burocratiche. In quell’ora interminabile, per la prima volta in vita mia ho potuto toccare con mano l’odio razzista dei musulmani verso noi piccole merde infedeli, la loro arroganza verso di noi che rimaniamo basiti senza rispondere alle loro provocazioni del tutto gratuite e soprattutto fuori luogo, considerando l’accaduto. Il parente dell’automobilista ubriaco dopo circa mezz’ora si è degnato di venire a portare i documenti che il mancato assassino di mia moglie non aveva con sé, e li ha agitati sotto al naso di un poliziotto con scherno, dicendo “ABBIAMO RAGIONE NOI, È VERO!?”

Dai commenti

Hanno minacciato un testimone che ha fatto tornare indietro l’investitore che stava tentando la fuga, hanno cercato di picchiarlo, al che si sono interposti gli agenti. A quel punto hanno cominciato a sputargli addosso.

Sì, lo so, siamo noi islamofobi xenofobi razzisti fascisti populisti sovranisti (ma che soddisfazione che dà inventare parole nuove che parlano gocciole e foglie lontane). Sono casi isolati, non dobbiamo fare di tutta l’erba un fascio. Desiree, per esempio – l’ho letto in più di un commento – in fin dei conti non era mica santa Maria Goretti, se non era marcia mica finiva lì, e Pamela, anche lei, drogata scappata da un centro, mica vorrete dare la colpa a quei poveracci che scappano da guerra fame terrore e vengono qui a pagarci le pensioni, no? Un po’ di comprensione, suvvia. (Auguri, Patrizia, beHatzlachah!)

barbara

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IMMAGINO CHE QUESTO SIA UN POST ABBASTANZA IMPOPOLARE

L’ho detto fin dall’inizio: avere sofferto non è un titolo di merito. Se i senatori a vita devono essere persone che hanno guadagnato benemerenze nei confronti dello stato, persone che hanno dato lustro allo stato con le proprie azioni, l’avere sofferto non rientra in questa categoria. Se uno stato ha contratto dei debiti nei confronti di un gruppo di cittadini, paghi i suoi debiti, ma non li metta in posizioni dove possono far danni. Quello che voglio dire è che non ne posso più dei deliranti sproloqui della signora Segre, dei suoi osceni paragoni fra gli ebrei strappati alle loro case, portati contro la loro volontà a migliaia di chilometri di distanza, privati di tutto, sfruttati fino alla morte e infilati nelle camere a gas, e gente che sceglie di lasciare la propria casa, che entra illegalmente in un altro stato, che una volta giunta a destinazione vive di delinquenza. E che se qualcuno tenta di protestare e di riappropriarsi del proprio territorio reagisce così, qui in Inghilterra, prossimamente dappertutto

È veramente vergognoso che la mancanza di lucidità di una signora molto vecchia venga spudoratamente sfruttata da loschi figuri per sporche finalità politiche – politiche ai danni di tutti noi.

barbara

RIACE IN DUE BREVI SINTESI

RIPOPOLAMENTI

Il sindaco di Riace intendeva “ripopolare” con i migranti territori abbandonati. Ce lo hanno detto con voce tremante dall’emozione conduttori e conduttrici di vari TG. Poco mancava che aggiungessero: “ma che bravo!”.
Il sindaco di Riace non ha inventato nulla di nuovo. Popolare territori semi desertici con immigrati è stata una politica seguita negli Stati Uniti. Ma in quel caso si trattava di immigrati RICHIESTI dal governo di quel paese, gente di cui si aveva davvero bisogno.
C’è invece un precedente più antico ma molto più simile. Nella fase iniziale del suo disfacimento l’impero romano era pressato da popoli che cercavano di migrare in massa entro i suoi confini. Visto che era difficile e costoso tenerli tutti lontani si pensò di usarne una parte per ripopolare zone dell’impero che la crisi demografica aveva quasi spopolato. I migranti non erano necessari all’impero, semplicemente si sperava che sistemandoli in zone inospitali e semi desertiche si sarebbe allentata la pressione ai suoi confini. Si crearono invece dentro l’impero autentiche sacche di popolazioni che in larga misura erano estranee ai valori della romanità. Si ebbero in certi casi processi di integrazione, ma in larga misura le sacche restarono tali. Quando poi la pressione sull’impero si fece sempre più forte ed iniziarono le migrazioni-invasioni moltissimi degli accolti aiutarono gli invasori.
Cose vecchie? Forse, ma terribilmente attuali.
Giovanni Bernardini

Un sindaco che celebra e promuove matrimoni falsi è un caso gravissimo, proprio perché è un sindaco e ha il potere di mutare ilo stato delle persone. E’ un caso analogo, ma molto più grave dell’ipotesi che io, come professore, segnassi sul libretto dei voti a chi non ha fatto l’esame perché mi sta simpatico o perché appartiene alla mia parte politica. O un vigile cha facesse le multe ai suoi nemici. Sono cose gravissime, che “privatizzano” il potere pubblico e ne distruggono la credibilità. Che ci sia o meno interesse economico conta relativamente poco. Questo signore ci ha rubato ben più dei soldi di cui a quanto pare ha abusato, ha rubato la legalità stessa.
Ugo Volli

Giusto per dare un’idea:
Domenico Lucano
Per risolvere i problemi comunque c’è un sistema molto semplice: cancellare Salvini!

Che poi, diciamolo, Salvini ha dei gusti orridamente razzisti, guardate che roba!
salvini
Farebbe bene a prendere esempio da Macron, farebbe: lui si che è buono!
macron 1
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(NOTA: quello a destra nella prima foto è un criminale appena uscito di galera. 

barbara

NON RIDETE, BASTARDI!

Genova (Sto male dal ridere)

I centri sociali organizzano un corteo contro il razzismo e la polizia fascista,
Genova antifascista
invitando i profughi.
I profughi vedendo il locale dei centri sociali attrezzato decidono di rimanere lì.
I compagni spiegano ai profughi che non possono stare lì perché non saprebbero come mantenerli e li invitano ad andarsene.
I profughi decidono di occupare lo stabile dei compagni.
I compagni sono costretti a chiamare la polizia fascista per riappropriarsi del centro sociale.
I profughi mentre vengono portati via ammanettati dalla polizia fascista inveiscono minacce di morte e accusando di razzismo i ragazzi dei centri sociali.
4 nigeriani sono stati denunciati dai ragazzi dei centri sociali per aggressione e una ventina di antifascisti denunciati dai profughi con l’accusa di razzismo.
(dalla pagina di Gino Briganti)

Non ridete, bastardi!

Da fare invidia ai mitici fratelli De Rege.

barbara

NOTA: mi si segnala che potrebbe trattarsi di una bufala. Prendo atto e segnalo a mia volta; tuttavia, se chiunque l’abbia letta l’ha presa per buona, è perché è straordinariamente realistica.

STRUMENTALIZZAZIONE

È il mantra del momento: i “populisti” strumentalizzano le paure della gente. Qui una risposta lucida ed esauriente di Giovanni Bernardini.

Poi c’è la storiella delle percezioni e delle statistiche: la presenza degli immigrati, dicono quelli buoni, è enormemente inferiore a quella “percepita”. Ora, io non so gli altri, ma io non mi sono mai sognata di fare ipotesi sul numero degli immigrati presenti sul territorio (sempre, tra l’altro, con la solita confusione fra immigrati regolari e clandestini): semplicemente guardo quello che succede, e dico che non va, tutto qui. E su questo tema vi invito a leggere qui.

barbara

SU AQUARIUS E DINTORNI 1

Cominciamo coi numeri

Quelli veri. Perché di balle io mi sono rotta.

Diamo un po’ di numeri (veri) sull’immigrazione, l’unico tema di cui può e vuole parlare il governo al momento, visto che se si mette a discutere di deficit, pensioni e bilancio, in mezz’ora arrivano la Troika, Mazinga e pure l’Ebola a sterminarci.
Partiamo da una certezza: le sparate di Salvini sono le stesse da dieci anni. Ma se dieci anni fa servivano solo a raccattare consensi ed erano perlopiù slegate dalla realtà, oggi le cose sono cambiate, e parecchio. E l’enorme problema della sinistra, quello che le ha fatto perdere rovinosamente le elezioni, è che ripete in modo automatico le risposte di dieci (e venti) anni fa, ignorando che nel frattempo c’è stata la più grande recessione delle nostre vite  – ci scusiamo con coloro che erano vivi e si sono presi pure quella del ’29 – e la più grande ondata migratoria DALLA SECONDA GUERRA MONDIALE (Fonte: Alto Commissariato per i Rifugiati).
Dunque: Salvini dice le stesse cose, la sinistra risponde le stesse cose. Con la differenza che uno dei due, nel corso di dieci anni, è passato dalla parte del torto, ma non lo capisce, finge di non capire, non si vuole aggiornare, è terrorizzato dal sembrare uno schifoso razzista, teme che dando ragione a Salvini le pareti del casale in Umbria cominceranno a sanguinare e arriverà qualcuno a strappargli toppe dai gomiti della giacca di tweed.
E infatti i profili Facebook e Twitter delle persone più colte, progressiste e pigre d’Italia in questi giorni sono stati tappezzati da uno schemino molto semplice: quanto ”accogliamo” noi rispetto agli altri paesi europei, secondo l’Alto Commissariato per i Rifugiati (ancora lui)? Ebbene, si legge che l’Italia ha un numero di rifugiati rispetto alla popolazione totale (2,4 su 1000) molto più basso rispetto a Francia (4,6) e Germania (8,1), per non parlare della Svezia (23,4) e della piccola e vituperata Malta (18,3). Stiamo parlando di un’infografica, che trovate qui accanto, tratta dal settimanale Internazionale, cosa che rende la citazione ancora più chic.
diagramma-immigrazione
Qual è il problema della fotina tanto semplice e carina? È un modo rapido per dire ai nostri contatti “Ehi, io non mi faccio fregare dai leghisti!”, ma è pure un modo truffaldino di rispondere alle sparate di Salvini. Perché i rifugiati sono coloro che HANNO GIÀ OTTENUTO la cosiddetta ”protezione internazionale”, e non il totale degli immigrati giunti in Italia.
I rifugiati sono una parte minoritaria dei richiedenti asilo, visto che sempre l’Alto Commissariato ci fa sapere che meno del 40% delle domande ricevono una risposta positiva. Perciò parlare di 150mila rifugiati (il 2,4 per mille della popolazione) non esaurisce affatto il problema.
Andiamo avanti. Leggendo ”Vita” – periodico del Terzo Settore, delle Acli e delle Coop, non esattamente La Gazzetta di Marine Le Pen – i richiedenti asilo sono passati da 12mila nel 2010 a 84mila nel 2015 e poi 123mila nel 2016, il record storico. Applicando le medie dell’Alto Commissariato (circa il 40% delle richieste viene accettato), solo negli anni 2015-16 ci sono state 124mila persone che hanno visto la loro domanda RESPINTA e, pertanto, avrebbero dovuto lasciare immediatamente l’Italia e tornare a casa propria.
Ovviamente ciò non è avvenuto, e queste persone si sono trasformate in veri e propri FANTASMI che abitano le nostre città e non solo, facilmente sfruttati dalla criminalità e senza più nulla da perdere. Inutile parlare dei profughi in Svezia: l’Italia è il Paese di primo ”arrivo” e chi sbarca dal Mediterraneo può chiedere solo a noi il riconoscimento dello status di rifugiato. Se non ottiene qualche forma di protezione, muoversi per l’Europa senza documenti diventa difficilissimo e rischioso, e abbiamo già assistito all’atteggiamento dei nostri vicini austriaci e francesi, che nei momenti più caldi della crisi si sono limitati a chiudere le frontiere, smollando a noi la patatona bollente.
In Svezia, secondo la locale Agenzia per i Migranti, gli immigrati irregolari sono circa 50mila, e persino il governo di Stoccolma ha cambiato orientamento dopo brutti episodi di terrorismo e cronaca nera, attivando operazioni di ricerca, identificazione ed espulsione di chi non rispetta i requisiti per restare nel Paese.
Adesso arriviamo al punto: quanti sono in Italia gli immigrati irregolari, che tecnicamente stanno compiendo un crimine? Già, perché ci duole ricordare ai fan di Roberto Fico portatori di kefiah che il M5s non intende affatto abolire il “reato di ingresso e soggiorno illegale degli stranieri” (l. 94/2009), anzi, quando due parlamentari pentastellati proposero di cancellarlo, Beppe Grillo specificò che si trattava di una posizione ”del tutto personale”.
Beh, è difficile da credere, ma il numero arriva dall’ultima fonte che vi sareste immaginati: Laura Boldrini, già Presidente della Camera, già portavoce (oh yes) dell’Alto Commissariato per i Rifugiati. Ieri, per attaccare Salvini, gli ha fornito un’arma preziosissima. ”In Italia ci sono 600mila immigrati irregolari, che Salvini non riuscirà a espellere come promesso in campagna elettorale”.
Ohibò, 600mila ci risulta essere l’1% della popolazione, qualcuno direbbe il 10 per mille. Una percentuale che si avvicina molto a quei paesi bravi e virtuosi citati dalla fotina di Internazionale, una percentuale che addirittura supera in scioltezza nazioni di dimensioni e demografia simili come Francia (che ha tra i 2 e i 400mila irregolari stimati su una popolazione di 67 milioni) e Germania, dove le stime sono molto confuse dal milione di siriani entrato nell’arco di pochissimo tempo.
Per continuare a giocherellare coi numeri, avendo la Svezia 10 milioni di abitanti, i suoi 50mila immigrati irregolari sono solo lo 0,5% del totale, o il 5 per mille. Per quelli che amano le fotine piene di proporzioni, esattamente metà dell’Italia.
Che poi, MAGARI l’Italia avesse più profughi! I richiedenti asilo e protezione internazionale che Angela Merkel ha fatto entrare a braccia aperte nel 2015 venivano quasi tutti dalla Siria, e si trattava di persone con un livello di istruzione e professionalità altissimo rispetto alla media dei migranti africani. Accogliendo più siriani avremmo fatto un gesto umanitario e insieme accolto più medici, ingegneri, operai e artigiani specializzati.
Invece da queste parti, sempre citando ”Vita” e la fondazione ISMU, “Nel 2016 si conferma il primato della Nigeria come primo Paese di nazionalità dei richiedenti asilo, pari a 27mila, un quinto del totale e in continua crescita (+48% rispetto al 2015). Seguono Pakistan (11% del totale), Gambia (7,2%) e Senegal (6,2%). Solo al quinto posto l’Eritrea con 7.483 richiedenti asilo nel 2016, a fronte – seppur i dati non siano del tutto comparabili – degli oltre 20mila sbarcati”.
Ah, la Nigeria. Continuiamo a dare i numeri: attualmente ha 190 milioni di abitanti, una media di figli per donna pari a 5,6 e si prevede (tutti dati ONU!) che raddoppierà la sua popolazione da qui al 2050, diventando il terzo Stato più popoloso al mondo. Secondo ”Open Migration” (di nuovo, non stiamo parlando dell’Eco di Borghezio, ma del megafono ufficiale della fondazione di Soros), solo il 5% dei nigeriani che fa domanda in Europa riceve lo status di rifugiato e circa il 25% ottiene qualche forma di protezione internazionale.
Il che vuol dire un’altra montagna di fantasmi, e le cose difficilmente cambieranno. Secondo ”Open Migration” i nigeriani vanno considerati ”in guerra” perché negli ultimi 18 anni circa 50mila persone sono morte per cause legate all’attività terroristica di Boko Haram. Potremmo scomodare le statistiche di altri paesi, tipo quelle del Messico dove in 9 anni sono morte 80mila persone per la guerra dei cartelli del narcotraffico, o potremmo ricordare che Boko Haram nel frattempo è stata praticamente sconfitta. In realtà basta soffermarsi su un macroscopico dettaglio: la Nigeria NON È UNO STATO FALLITO.
L’immaginario della sinistra italiana è fermo alle crisi umanitarie degli anni ’80 e ’90, quando guerre e carestie hanno letteralmente devastato paesi come Somalia, Eritrea, Ruanda, Sudan. Alcuni di questi luoghi restano in condizioni tremende, ed è giustissimo concedere a chi ne ha il diritto la protezione delle democrazie europee.
Ma la Nigeria non è la Somalia: il suo pil pro capite è passato dai 171 dollari del 1994 ai 3.200 del 2014. Ha le più grandi riserve di petrolio di tutta l’Africa, di cui è l’ottavo esportatore al mondo. Ok, è piena di corrotti e ha un governo che funziona male, ma alzi la mano chi non pensa la stessa cosa dell’Italia.
C’è il concreto problema della tratta delle donne, portate in Europa a prostituirsi sotto minaccia di morte, ed è necessario colpire gli sfruttatori e aiutare queste ragazze a integrarsi o, se lo desiderano, a tornare a casa. Ma è lampante che nessuno in Europa può permettersi di considerare automaticamente rifugiato chi arriva dalla Nigeria. E in effetti, come ammette sempre ”Open Migration”, nessuno (o quasi) lo fa. Non lo fa la Francia, la Germania e manco l’idilliaca Svezia.
Per concludere, che si fa? Continuiamo a sorbirci i monologhi di Saviano che in tv, sul web, con le dirette Facebook e pure al citofono ci dice che non abbiamo capito niente, che l’immigrazione è un falso problema, anzi una risorsa sempre e comunque?
Oppure ammettiamo che l’immigrazione c’è da quando esiste l’umanità e ha arricchito la nostra storia, che noi italiani siamo stati emigrati e pure maltrattati, e però questo non toglie che quando il numero di immigrati schizza oltre ogni proporzione nell’arco di un decennio, ciò ha delle conseguenze concretissime e niente affatto solo ”percepite” sulla popolazione locale, magari già impoverita da una lunga recessione?
Sicuramente, se la sinistra di lotta e non più di governo continua a rispondere con numeri incompleti e auto-assolutori a problemi veri, altro che il 51%: Lega e M5S al prossimo giro prenderanno l’80% e su Internazionale ci saranno solo le ricette di Elisa Isoardi. (qui, continua)

In ogni caso…
porti
barbara

PICCOLA NOTA DI CRONACA

A Macerata, nelle precedenti elezioni, la Lega aveva avuto lo 0,6%. Dopo la macellazione di Pamela,
pamela_mastropietro
preceduta da ogni sorta di torture, è salita al 22%. Quando l’esasperazione viene portata oltre ogni limite, anche le reazioni rompono gli argini. Ma si preferisce continuare a non voler vedere né sentire.

barbara