LA TEORIA…

allah loves equality
e la pratica

(no ma cosa c’entra è un caso isolato quello non è il vero islam non bisogna generalizzare l’uomo nasce buono è il capitalismo che lo rende gretto e cattivo dobbiamo essere più accoglienti e inondarli del nostro amore io credo nell’amore universale dobbiamo porgere l’altra guancia l’altra recchia l’altra chiappa e se la sventola è talmente forte da tramortirci pazienza, cercheremo di essere ancora più buoni la prossima volta – e infatti, anche se nel video non si sente, ho letto che la signora buona ha detto alla signora cattiva “We still love you, you will not shame me”. Buona. E soprattutto intelligente. E soprattuttissimo acuta. E soprattuttissimissimo razionale. E soprattuttissimerrimissimo sveglia)
(certo, comunque, che il fatto che sia consentito girare senza mostrare neppure  il viso, e che oltretutto l’uomo debba impegnarsi a proteggere la vecchia ellegibittì piuttosto che ad arrestare o almeno scaraventare fuori a calci la tenda beduina,  è l’ennesima prova del fatto che l’Inghilterra  ormai è definitivamente perduta)
(se penso che la mia generazione è cresciuta a suon di Beatles,

Rolling Stones

e Mary Quant,
Mary_Quant
c’è veramente da piangere)

barbara

IN INGHILTERRA INVECE…

LIBERATO TOMMY ROBINSON

dopo avere vinto l’appello. Già, perché in Inghilterra in attesa dell’appello si sta in galera: niente presunzione di innocenza. Ma mica per tutti, eh! No no, questo trattamento è riservato unicamente ai criminali più pericolosi, come Tommy Robinson, appunto. Nel caso qualcuno non sapesse o avesse dimenticato chi è, vi propongo questo articolo di un po’ più di due mesi fa.

Regno Unito, arrestato Tommy Robinson: oppositore delle gang di stupratori

L’incredibile vicenda giudiziaria di Tommy Robinson, ex leader della English Defense League arrestato nel Regno Unito per uno stream di fronte a un tribunale

Claudio Pieretti – Gio, 31/05/2018

È passato perlopiù sottotraccia, in Italia, l’arresto sommario dell’attivista anti-islamico e giornalista indipendente Tommy Robinson, fondatore ed ex leader del movimento English Defense League (Edl).

Robinson è stato prelevato a forza dalla Polizia del Regno Unito venerdì scorso, 25 maggio, all’esterno di un tribunale a Leeds, mentre raccontava via streaming l’ennesimo processo ai membri di uno dei gruppi di stupratori seriali – perlopiù di origini pakistane – che per decenni hanno molestato e violentato, torturato e talvolta ucciso, decine di migliaia, forse addirittura un milione di minori britannici. Le autorità e i media britannici hanno deliberatamente ignorato quest’inferno per oltre trent’anni, in nome del superiore interesse della convivenza multiculturale. Dieci anni fa, però, proprio la Edl di Robinson ha contribuito in maniera determinante a far deflagrare lo scandalo, che oggi è tristemente simboleggiato da Rotherham: una cittadina dove le cosiddette “grooming gangs” (“bande di adescatori”) hanno stuprato almeno 1.400 minorenni. Per questa sua scomoda e rumorosa testimonianza, Robinson è divenuto sin dal 2009 un nemico pubblico dello Stato, e un bersaglio della schiacciante forza coercitiva delle autorità britanniche.

Venerdì scorso, dunque, Robinson è stato arrestato in diretta Facebook, di fronte agli schermi di decine di migliaia di suoi follower, con l’accusa di turbare l’ordine pubblico. Trascinato di fronte a un giudice in assenza del suo avvocato, Robinson è stato sommariamente condannato a 13 mesi di reclusione per oltraggio alla corte, e prontamente trasferito nel penitenziario di Hull. Il giudice che ha convalidato il suo arresto, reso esecutivo in appena cinque ore, si è premurato poi di censurare la stampa nazionale, intimando con un’ordinanza di non dare copertura alla vicenda. I media britannici hanno frettolosamente rimosso i primi resoconti, e sono tornati ad occuparsi del caso solo alcuni giorni più tardi. A onor del vero, il 35enne Robinson era consapevole dei rischi che correva esercitando la sua libertà di espressione: l’attivista era già stato arrestato e condannato lo scorso anno, a Canterbury, sempre fuori da un tribunale, e sempre per aver tentato di accendere i riflettori su un processo a carico di un gruppo di stupratori musulmani. Quanti conoscono i trascorsi giudiziari di Robinson hanno accolto senza sorpresa la notizia del suo arresto. Si tratta infatti dell’ultimo capitolo di una incredibile odissea giudiziaria in corso da un decennio, durante la quale le autorità britanniche hanno sottoposto Robinson e la sua famiglia ad abusi e violenze che lui stesso ha raccontato in libro e in una recente videointervista. Durante i suoi precedenti soggiorni nelle patrie galere, Robinson è sopravvissuto in almeno due occasioni a tentativi di omicidio da parte di detenuti islamici, cui le autorità giudiziarie e carcerarie del paese lo avevano deliberatamente consegnato.

Dalle parole del giudice Heather Norton, che lo scorso anno ha condannato Robinson dopo il suo arresto a Canterbury, emerge una peculiare concezione dei diritti fondamentali: “Questo processo non riguarda la libertà di parola o di stampa, né il legittimo giornalismo o la correttezza politica”, aveva affermato Norton. “Si tratta di giustizia, di assicurare che un processo possa essere portato a termine in maniera giusta ed equa, si tratta di tutelare il principio dell’innocenza sino a prova contraria”. Il giudice Norton si riferiva alla presunzione d’innocenza degli stupratori seriali, minacciati a suo dire da uno streaming fuori da un’aula giudiziaria. Eppure, come sottolinea Bruce Bawer, del think tank Gatestone Institute, il Regno Unito garantisce a quei soggetti “il pieno diritto a un giusto ed equo processo; il diritto a scegliere e farsi rappresentare da un avvocato; il diritto a disporre di tempo sufficiente a preparare il loro caso, ad essere scarcerati su cauzione tra le singole sessioni processuali”. Nessuno di questi diritti è stato concesso a Tommy Robinson. Peggio: è ben noto come le autorità britanniche facciano poco o nulla per proteggere le testimoni dei medesimi procedimenti dalle famiglie estese dei loro violentatori. Folle di uomini e donne in hijab sono solite riunirsi indisturbate fuori, e talvolta addirittura all’interno degli edifici dei tribunali britannici proprio per intimidire le vittime. Questa situazione ha portato i ricercatori della Bath University, autori di uno studio in materia, ad avvertire che nel Regno Unito i diritti delle vittime di stupro sono “quasi subordinati” a quelli dei loro aguzzini.

E voi, care suffragette del #metoo, dove siete? Voi, femministe d’alto bordo, pronte a fare sfracelli se non vi si dice sindaca ministra avvocata ingegnera, dove siete? Voi, opinion leader che scatenate virulente campagne mediatiche contro gli orchi che osano chiedere a signore adulte e vaccinate di fargli un massaggio nella propria camera da letto e se quelle ci stanno, hanno l’incredibile presunzione di pensare che ci stiano, dove siete? Ah già, dimenticavo, scusate: voi non siete razzisti: i crimini vanno denunciati e i criminali banditi dalla società solo quando appartengono alla nostra “razza”, altrimenti è tutto in ordine.

barbara

IL CROCEFISSO E LA CARBONARA

Vi sembrano due cose del tutto estranee fra di loro? Ebbene, vi sbagliate.
(ora a quanto pare, grazie al clamore mediatico sollevato dall’incredibile vicenda, sembra che vi si sia posto rimedio; ritengo tuttavia che sia utile parlarne ugualmente)

Londra, bimba cristiana di 5 anni affidata a una famiglia islamica

Nemmeno le sue lacrime di bambina li ferma. Dal collo le hanno strappato la collanina con il crocefisso e durante il giorno la obbligano a studiare l’arabo.
Quando, poi, si siede a tavola deve uniformarsi ai diktat del Corano. Gli spaghetti alla carbonara, per esempio, sono banditi. Perché, come le è stato subito spiegato dalla famiglia a cui è stata affidata dai servizi sociali inglesi , “qui il maiale è vietato”. Ai nuovi genitori, entrambi di fede islamica, non importa che la bimba sia cristiana e tantomeno gli importa che abbia appena cinque anni. E così la vessano ogni giorno facendola piangere a dirotto e impartendole una violenza psicologica che sta indignando tutto il Regno Unito.
A rendere pubblica la clamorosa decisione dei servizi sociali del distretto di Tower Hamlets, uno dei più multiculturali della capitale britannica, è stato il quotidiano The Times. Nonostante l’opposizione dei genitori, la bambina è stata affidata a due famiglie di islamici osservanti. La notizia, che è stata ripresa in Italia dal Corriere della Sera, ha subito diviso l’Inghilterra scatenando un accesissimo dibattito e forte indignazione. Stando alle leggi inglesi, infatti, quando i servizi sociali sono chiamati a scegliere sull’affido di un bambino, dovrebbero tener presente “la religione, il background linguistico e culturale, la razza”. In questo preciso caso non lo hanno fatto creando una frattura senza precedenti. “La piccola è bianca, inglese, ama il calcio ed è stata battezzata in chiesa – racconta un amico della famiglia – ha già subito il trauma di essere separata dai genitori e ha bisogno di essere circondata da una cultura che conosce e ama. Invece – continua – è intrappolata in un mondo che non conosce e la spaventa”.
Da sei mesi la bambina vive con musulmani osservanti. Nella prima famiglia a cui è stata affidata la moglie indossava il niqab, mentre in quella attuale tutte le donne sono costrette a vestire il burqa per uscire di casa. A svelare il dramma di questa bambina è stato un supervisore dei servizi sociali che, ai microfoni del Times, ha raccontato le violenze a cui la piccola è sottoposta quotidianamente. “È molto provata – racconta la fonte che ha chiesto di rimanere anonima – e chiede di non tornare nella casa della famiglia affidataria perché non parlano inglese”. Non solo. Secondo la madre, le famiglie musulmane affidatarie starebbero cercando di plagiare la figlia. Recentemente la piccola le avrebbe confidato: “Pasqua e Natale sono feste stupide” e “Le donne europee sono alcolizzate e idiote”. (qui)

Ecco dunque la Londra multietnica del sindaco musulmano. Magari sono di quelli che fanno petizioni e manifestazioni contro gli esperimenti su cavie animali, ma quelli su cavie umane gli vanno benissimo. E, per inciso, non conosco esperimenti animali che consistano in sei mesi di tortura ininterrotta, ma farlo su una bambina di cinque anni – affidandola oltretutto a gente per la quale è perfettamente lecito prendere piacere sessuale anche da una bambina in età di allattamento – non è un problema.

Aggiungo qualche commento, che mi sembra particolarmente interessante. Inizio con due contenenti suggerimenti pratici.

Su, dai, ditemi che non è vero, e che si aveva bisogno di qualche notizia farlocca ma di effetto per vendere qualche copia in più. Vi vorrò bene lo stesso. Ma se la notizia è vera bisogna che si comici a contattare degli amici americani. Si chiamano Smith & Wesson. Sono famosi per risolvere problemi. E qui se ne è creato uno, che ci interessa moltissimo e ci tocca da vicino. “Dordolio”

@ Dordolio: Niente da eccepire per “quegli amici americani”, ma non serve andare tanto distante: Ne abbiamo tanti di NOSTRI, la maggioranza abita in Gardone Val Trompia, provincia di Brescia. Si chiamano Beretta, Bernardelli, Glisenti, Tanfoglio, Sabatti, FIOCCHI… E sono MOLTO AFFIDABILI nel risolvere le situazioni CRITICHE… Basta AVERE LE PALLE. “Menono Incariola”

Non sono sicura al 100% sui bersagli scelti da questi due signori, ma se posso dire la mia, io comincerei in ogni caso dagli operatori dei servizi sociali.
PS: splendido giocattolino la Beretta 22 a canna lunga: non troppo pesante, maneggevole, assolutamente precisa.
Beretta 22 L

Ma dopo i populisti fascisti xenofobi islamofobi eccetera eccetera, arrivano anche i saggi.

E se avessero affidato un bambino Musulmano a una famiglia cristiana? E se avessero affidato la bambina “cristiana” a una famiglia atea? Da quando in qua in uno Stato LAICO gli affidamenti di bambini soli si fanno in base alle confessioni religiose? “Omar El Mukhtar”

NOTA A MARGINE: Omar al Mukhtar, quello vero, è stato un eroe della resistenza libica contro l’invasione e la spietata occupazione coloniale italiana, catturato all’età di settant’anni e impiccato dopo un processo sommario con sentenza già stabilita. Questa gran testa di caprifoglio marinato invece non riesce a capire perché un bambino non possa essere affidato a gente che non parla e non capisce la sua lingua (gente che vive in Inghilterra – e chissà da quanto, visto che sono inseriti in un sistema e conosciuti dai servizi sociali – e non sa una parola di inglese: serve dire altro?) e la tortura in ogni modo possibile.

Sul fatto che le donne occidentali siano alcolizzate e stupide purtroppo non puoi darle tutti i torti…

Fanno eccezione, immagino, la mamma la sorella la moglie e la figlia dello scrivente.

Perché la Bambina è in affido? Un intervento dei Servizi Sociali fa supporre che il disagio della sua famiglia è talmente grave da comprometterne crescita fisica e morale. Quale bambino non piangerebbe nell’essere stato sottratto ai propri genitori. Questo è un esempio (l’ennesimo) di uso strumentale delle notizie. Notizie totalmente decontestualizzate e confezionate ad arte per creare il dissenso e alimentare il vostro odio!! Prima o poi l’avrete questa guerra con due miliardi e mezzo di musulmani.. Quando l’avrete brinderete al vostro disegno di odio e morte!

Qui, mi dispiace per i più sensibili fra i miei lettori, ma proprio non ce la faccio a usare fantasiosi eufemismi: questo qua è una mastodontica testa di cazzo, e temo che il mio vocabolario non contenga parole sufficienti a commentarlo. Interessante il numero dei musulmani, tra l’altro (wishful thinking?)

E infine arriva il più furbo di tutti:

ho letto un articolo. Sarebbero gli ebrei che stanno cercando di scatenare una guerra tra occidente e islam per tirare l’occidente dalla loro parte. E c’è bisogno di scatenare tutto sto casino? certo che l’occidente sta con gli ebrei. Qualche dubbio?

Ma no, perché mai dovremmo avere dubbi? Lo sappiamo benissimo che gli ebrei hanno il vizio cronico di scatenare guerre: hanno scatenato la prima guerra mondiale per il gusto di farla perdere alla Germania, hanno scatenato la seconda per precipitare il mondo nel bolscevismo, come aveva lucidamente profetizzato un tizio con dei baffetti ridicoli, e adesso stanno organizzando la terza fra l’occidente e l’islam: tutto come da programma. Se poi è anche scritto in un articolo, sarebbe davvero follia avere qualche dubbio.

La bambina comunque, dopo sei mesi di tortura, è stata finalmente tolta ai suoi aguzzini e affidata alla nonna (ah, ma c’era una nonna? Una nonna in grado di prendersene cura? Una nonna disponibile a prendersene cura? Ma allora…)

barbara

SAI COSA MI SEMBRANO?

Quelli che al risultato del referendum inglese stanno reagendo in maniera isterica.
Quelli che profetizzano (augurano?) sfracelli economici e sociali.
Quelli che fanno del sarcasmo su immaturità/ignoranza/vecchiaia/dabbenaggine/allocchitudine dei votanti.
Quelli che lanciano insulti come pallottole – sperando che il nemico venga colpito al cuore.
Quelli che si sono fatti cogliere da furibondi attacchi di ulcera e ci stanno sputando addosso tutto l’acido in eccesso.
Quelli. Sai cosa mi sembrano? Mi sembrano quei bambini ancora nella fase del pensiero magico con cui gli adulti accettano di giocare a carte ma poi non li lasciano vincere e allora buttano via rabbiosamente le carte e gridano isterici “con te non gioco più”. Identici.

Aggiungo che un parlamento europeo che dedica una standing ovation all’organizzatore e finanziatore della strage alle Olimpiadi di Monaco, dittatore corrotto, diffusore di odio e mandante di terrorismo, merita di essere fatto affogare in un letamaio. Già solo per questo.

Poi c’è tutto il resto, per il quale dubito che basterebbero tutti i letamai del pianeta. E visto che sei arrivato fin qui vai a leggere anche questo. E se non hai tempo o voglia di leggerlo tutto, ti metto io qui il passo a mio avviso più importante:

E però dicono di restare attaccati all’ideale europeo che è buono, e magari, come Saviano, si rifanno all’ideale di Spinelli e del suo manifesto di Ventotene. Be’, vi invito a leggerlo (lo trovate qui http://novara.anpi.it/attivita/2015/manifesto%20di%20ventotene.pdf ). se non avete pazienza, vi suggerisco di leggere solo l’ultima parte. Vi troverete frasi come questa: “[Il partito rivoluzionario europeo] attinge la visione e la sicurezza di quel che va fatto, non da una preventiva consacrazione da parte della ancora inesistente volontà popolare, ma nella sua coscienza di rappresentare le esigenze profonde della società moderna. Dà in tal modo le prime direttive del nuovo ordine, la prima disciplina sociale alle nuove masse. Attraverso questa dittatura del partito rivoluzionario si forma il nuovo stato e attorno ad esso la nuova democrazia.” Insomma, l’europeismo nasce stalinista e totalitario, con la pretesa di “dirigere le masse”, che è rimasta agli euro-burocrati di oggi, privi di rappresentanza democratica e totalmente autoreferenziali. Nasce esplicitamente contro i popoli e le culture nazionali, giudicate reazionarie e fascisteggianti. L’unione europea si fonda su un’ideologia di disprezzo per i concreti cittadini europei e le loro culture, su un ennesimo utopismo della rifondazione per via politica dell’uomo nuovo, che nel caso europeo recente porta a un tacito ma effettivo tentativo di rimescolamento demografico per depotenziare le culture tradizionali.

Già: chissà se tutti i soloni che nominano Spinelli a ogni piè sospinto, hanno mai avuto l’idea di leggerlo.

barbara

LA CUCINA COLOR ZAFFERANO

«Con La cucina color zafferano Yasmin Crowter si dimostra scrittrice di eccezionale grazia e onestà.»
THE SUNDAY TELEGRAPH

«Una drammatica e appassionante storia famigliare… Una lettura davvero insolita e piacevolissima.»
THE GUARDIAN

«Un romanzo dolceamaro… il cui placido snodarsi evoca efficacemente paesaggi geografici e paesaggi dell’anima.»
THE OBSERVER

«Con una scrittura misurata ma potente Yasmin Crowter racconta una vicenda a cavallo tra Occidente e Oriente.»
FINANCIAL TIMES

Ecco, ora ne abbiamo la prova del nove: i recensori dei giornali sono pagati per scrivere sotto dettatura ciò che a qualcuno fa comodo che scrivano, tenendoli rigorosamente all’oscuro di ciò che sta all’interno della copertina del libro. Perché di questo libro, parafrasando il famoso Se tu mi amassi, se io t’amassi, ah come ci ameremmo, potrei dire: Se l’autrice avesse una storia da raccontare, e se sapesse raccontarla, ah che bella storia che ci racconterebbe. La storia, infatti è decisamente banale, trita, scontata, raccontata senza grazia, con dialoghi banali e noiosi, con approfondimenti psicologici da Freud dei poveri, e tutto il libro per arrivare alla drammatica rivelazione finale che dovrebbe chiarire – e secondo l’autrice effettivamente chiarirebbe – tutto ciò che di incompreso era stato lasciato. Ora, non ho il minimo dubbio che essere stuprata a sedici anni da un branco di militari puzzolenti in una lurida caserma per ordine del proprio padre sia un’esperienza che lascia segni indelebili, ma questo dovrebbe spiegare la violenza della donna contro il nipotino? Violenza talmente cieca e gratuita da indurre il bambino a tentare il suicidio? E come se non bastasse, continua a ripetere come un mantra che lo fa per renderlo forte perché se mi mostravo debole mi punivano, quando tutto il libro sta a raccontare che lo scopo della punizione era di spezzarne la resistenza e indebolirla, perché era troppo forte.
E naturalmente non può mancare il lieto fine dove vissero tutti felici e contenti, compresa la figlia che per colpa della madre ha perso un bambino ma adesso ne arriva un altro, compreso il vecchio marito scaricato dopo quarant’anni di amore e di fedeltà e di devozione perché lei, dopo quarant’anni – alleluia alleluia – ha finalmente capito che la sua vera vita è altrove ma lui se ne fa una ragione e va a vivere al mare.
Per curiosità ho anche dato un’occhiata in internet, dove ho trovato un sacco di recensioni e commenti positivi, qualcuno lo ha addirittura paragonato a Il cacciatore di aquiloni. A me, sinceramente, sto libro fa cagare (come gli stralci di recensioni che ho riportato, del resto: sfido chiunque a trovare un qualsiasi significato in quelle ammucchiatine di parole). Insomma, se vi trovate in quella famosa isola deserta e questo è l’unico libro che avete, vabbè, in quel caso leggetelo.
Ah, dimenticavo: quella cucina che ad un certo punto viene dipinta color zafferano e se ne parla giusto il tempo di dipingerla e poi il discorso finisce lì, non si capisce mica tanto come si inserisca nella storia.

Yasmin Crowter, La cucina color zafferano, Guanda
La cucina color zafferano
barbara

NON SOLO IN ITALIA

Abbiamo degli idioti che ridono alle cerimonie funebri o commemorative di stato.

Oca giuliva
Catherine, Duchess of Cambridge, smiles from a balcony, accompanied by Sophie, Countess of Wessex, as they watch a wreath laying ceremony at the Cenotaph on Whitehall on Nov. 10 in London. People across the U.K. gathered to pay tribute to service personnel who have died in the two World Wars and subsequent conflicts as part of the annual Remembrance Sunday ceremonies.

 

barbara

FINITO IL RAMADAN, APERTA LA CACCIA




La caccia alle donne, come abbiamo appreso in questi giorni, come giusto coronamento per l’evento più religioso, più spirituale, più sublime del calendario islamico. E le femministe tacciono.
Nel frattempo apprendiamo anche che in Inghilterra avvengono MIGLIAIA di mutilazioni genitali ogni anno, senza che la legge intervenga, ossia, sembra di capire, almeno di fatto se non (ancora) di diritto, legalmente. E le femministe tacciono.
E in Iran improvvisamente si scopre che le studentesse hanno risultati migliori di quelli dei loro compagni. Come rimediare a questa ingiustizia che, come si usava dire una volta, grida vendetta al cospetto di Dio? Semplicissimo: le ragazze vengono escluse da buona parte dei corsi universitari. E le nostre femministe, qualcuno le ha sentite fiatare? No, tacciono.
E in Tunisia la nuova costituzione nata dalla meravigliosa primavera araba toglie alle donne quella parità di cui – grazie al presidente-padre-padrone-dittatore Burguiba – godevano da oltre mezzo secolo. Le donne tunisine scendono in piazza per protestare. E le nostre femministe? Tacciono, naturalmente.

barbara

UN MINUTO DI SILENZIO

Quello che è stato chiesto al Comitato Olimpico per ricordare, nel quarantesimo anniversario, la strage degli atleti israeliani alle olimpiadi di Monaco, e il comitato ha detto no. È stata allora organizzata una raccolta di firme per presentare una petizione. Io ho firmato – e fatto firmare gli amici della mia mailing list – e oggi mi è arrivata una risposta:

Hey Barbara,
We are almost at our goal of attaining 80,011 by the end of June! Please send the petition link out again to all your colleagues to help us surpass our goal.

Come sempre, quando c’è da impegnarsi per una buona causa, io rispondo: obbedisco! Vi propongo quindi innanzitutto il testo della petizione:

Tell the International Olympic Committee: 40 Years is Enough!

At the 1972 Munich Olympic Games, eleven members of the Israeli team were murdered. For forty years their families have asked the International Olympic Committee to observe a minute of silence, in their memory. Please help us by signing our petition.
I am the wife of Andrei Spitzer. My husband was killed at those Olympic Games in 1972.
I am asking for one minute of silence for the memory of the eleven Israeli athletes, coaches and referees murdered at the 1972 summer Olympics in Munich. Just one minute — at the 2012 London Summer Olympics and at every Olympic Game, to promote peace.
These men were sons; fathers; uncles; brothers; friends; teammates; athletes. They came to Munich in 1972 to play as athletes in the Olympics; they came in peace and went home in coffins, killed in the Olympic Village and during hostage negotiations.
The families of the Munich 11 have worked for four decades to obtain recognition of the Munich massacre from the International Olympic Committee. We have requested a minute of silence during the opening ceremonies of the Olympics starting with the ’76 Montreal Games. Repeatedly, these requests have been turned down. The 11 murdered athletes were members of the Olympic family; we feel they should be remembered within the framework of the Olympic Games.
We are asking again to be heard in time for the 2012 London Summer Olympics. In 2010 JCC Rockland, New York contacted me and offered their help and made it their mission for their 2012 JCC Maccabi Games to honor the Munich 11 through multiple events as well as spearheading this petition.
Silence is a fitting tribute for athletes who lost their lives on the Olympic stage. Silence contains no statements, assumptions or beliefs and requires no understanding of language to interpret.
I have no political or religious agenda. Just the hope that my husband and the other men who went to the Olympics in peace, friendship and sportsmanship are given what they deserve. One minute of silence will clearly say to the world that what happened in 1972 can never happen again. Please do not let history repeat itself.
For my husband Andrei and the others killed, we must remember the doctrine of the Olympic Spirit, “to build a peaceful and better world which requires mutual understanding with a spirit of friendship, solidarity and fair play,”  is more powerful than politics.

40 years is long enough to wait.

Go to www.munich11.org to learn more about how the JCC Rockland, in New York took up our fight to remedy injustice with the support & gratitude of the families of the Munich 11 and to learn the history of a day we should never forget.

Thank you,  Ankie Spitzer and JCC Rockland.

E poi il link al quale chi ancora non l’avesse fatto può andare a firmare:

http://www.change.org/oneminute?utm_source=supporter_message&utm_medium=email

Anche se, devo dire, qualunque cosa decida il comitato Olimpico, non so se avranno il coraggio di farlo in questa Inghilterra qui:

barbara