PICCOLO POST AUTOREFERENZIALE

Dall’anno scorso il mio tumore al cervello non è degenerato, né ingrossato. Salvo imprevisti vi toccherà tenermi ancora un po’.

barbara

BARBARA

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Il nome l’ho scritto io, tutte le altre cose le hanno messe, una per ciascuno, i compagni del gruppo di teatro alla cena dell’altra domenica a casa della nostra maestra. Ingrandisco due dettagli affinché si possa leggere, perché ne vale la pena.
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Le pieghe sul cartoncino sono venute fuori perché quando siamo usciti diluviava e io non avevo l’ombrello e ho dovuto tenerlo sotto la giacca. Però è bellissimo lo stesso.

barbara

AVVISO AI NAVIGANTI

Io sono una persona vomitevole, sappiatelo e regolatevi. (Il motivo? Ho “vomitato merda e insulti sull’eroe Sharon”) E sono anche “una persona incivile che sa solo farneticare e insultare”, come ha aggiunto, in segno di solidarietà, qualcuno che sette anni fa mi aveva accusata di essere “piena di odio e di rabbia accumulate, e anche maleducata” (si noti in particolare lo splendido “accumulate”, da parte di una persona che fino a un minuto prima ignorava persino la mia esistenza). Sappiate anche questo. Niente di cui sorprendersi, d’altronde: sta scritto già nella Bibbia, da migliaia di anni, Disse allora il Signore Dio al serpente: «[…] Porrò odio fra te e la donna» (Genesi, 3,14-15).

barbara

QUANDO AVEVO DUE ANNI

ero solita dire “Ho le gambe di Betty Grable”, l’attrice soprannominata “le gambe”,
Betty Grable
che naturalmente non sapevo chi fosse. Però, in effetti…
gambe 1
gambe 2
Non badate ai colori bizzarri, dovuti alla scarsa qualità nonché all’antichità della carta, che la scansione ha reso ancora più bizzarri.

barbara

AGGIORNAMENTO (per la serie “esibizionismo a manetta”)
mella 002
Qui avevo 51 anni. La faccia l’ho tagliata perché ero appena risalita da un lunghissimo bagno ed è assolutamente inguardabile. La pancia mi sono come al solito dimenticata di tirarla dentro. La forza di gravità fa, giustamente, il suo mestiere di forza di gravità. Però le gambe direi che reggono decisamente bene. Sono rimasta così ancora per un anno, poi ho smesso di fumare ed è arrivata la catastrofe. Adesso ho le gambe deturpate dalle cicatrici, le ginocchia deformate dai bitorzoli provocati dall’incidente, e le cosce sfasciate dall’età, ma mi piaccio un sacco lo stesso. Per le ginocchia e le gambe avevo per un momento pensato di ridurre tutto quel macello col laser ma poi ho deciso che no: anche un’esperienza devastante come quella dell’incidente fa parte della vita che ho vissuto, e i suoi segni me li tengo. E poi comunque le mie gambe sono bellissime lo stesso, tiè.

IN GENERALE (11/2)

In generale il viaggio è andato bene. Per me, tanto per cominciare: partita, ancora una volta, per scommessa, la scommessa è stata vinta; sono successe alcune cose, che più avanti racconterò, ma bene o male ho retto. È andato bene perché abbiamo visto molte cose bellissime, rispettando l’intero programma, senza saltare cose perché eliminate da una guida fdp, come accaduto due anni fa, o perché impossibili da far rientrare nelle 24 ore, come l’anno scorso che era stato approntato un programma talmente denso da dover eliminare, strada facendo, ben sedici visite. Stavolta abbiamo visto tutto quello che era previsto di vedere, abbiamo ovviamente mangiato come porcelli (sono aumentata di tre chili, ma uno e mezzo per fortuna l’ho già perso), abbiamo goduto di un tempo magnifico (e ci siamo congelati sull’autobus, nei ristoranti e in tutti i locali per via dell’aria condizionata a palla), abbiamo visitato generose cantine, abbiamo, ahimè, anzi ahinoi, ritrovato lui, ma fortemente peggiorato, che ha messo a dura prova i nervi dell’accompagnatore e della guida (già, la guida: bisognerà parlarne a fondo), l’ultima sera ho rovesciato un intero bicchiere di birra addosso a due compagne di viaggio (che naturalmente sarebbe stato meglio che non succedesse, se non altro per il costo della birra, ma se proprio doveva succedere…) e la mattina dopo a colazione mi sono rovesciata mezzo bicchiere di spremuta sui pantaloni (poi ieri pomeriggio al supermercato, per non lasciare la triade incompiuta, non so come e non so perché, alla cassa ho lasciato cadere un vaso grande di giardiniera, che toccando terra è praticamente esploso disseminando di schegge un buon paio di metri quadri, oltre alle verdure e alla salamoia). Un po’ alla volta, come al solito, racconterò tutto, ma una cosa devo dirla subito: in questo suo brillante pezzo Selvaggia Lucarelli racconta che viene appiccicata sul passaporto un’etichetta con numeri da 1 a 6, che indicano il grado affidabilità/pericolosità del passeggero. Nel corso di questo viaggio ho verificato che non è vero. Nell’etichetta che viene appiccicata al passaporto c’è effettivamente un codice di comunicazione per far sapere a chi lo avrà in mano nei passaggi successivi che il soggetto va tenuto d’occhio, ma non si tratta di numeri: Selvaggia Lucarelli ha inventato questa storia per non svelare i sistemi di controllo israeliani e non mettere quindi in guardia eventuali soggetti da tenere sotto controllo. E quindi, in nome della sicurezza, grazie Selvaggia. Tornando a me, quanto, nonostante tutto, stessi bene, credo si veda chiaramente in questa foto scattata il penultimo giorno di viaggio.
viso
barbara

 

ECCO QUA

Guardate come sto bene nella mia casa con vista mare!
casa nuova
E ora, poiché non c’è rosa senza spine, andate a leggere questa sfolgorante sfilata di intrepidi animalisti. Poi salta sempre fuori qualcuno a dire ah ma questi qua non sono mica veri animalisti, i veri animalisti non sono mica così… Beh, sono esattamente come quelli che, ogni volta che qualcuno uccide e massacra – dichiaratamente – in nome dell’islam, ci vengono a spiegare che quello, no, non è il vero islam.

barbara

SCUSATE…

Mi è venuto un attacco di esibizionismo.
Cattolica
Il colore bizzarro della foto è dovuto al fatto che questa è molto moolto mooolto vecchia. Ma pur sempre sufficiente a permettermi di replicare a qualche individuo che gira da queste parti, parafrasando la grande Paola Borboni: sì, sono vecchia e brutta. Ma io sono stata giovane e bella; tu, intelligente, mai.

barbara