QUANTO AVEVA RAGIONE MONTANELLI!

Barbero, lo “storico” che quando parla di storia infila puttanate a raffica, si dichiara contrario all’obbligo del green pass per accedere all’università, però contemporaneamente sembrerebbe favorevole all’obbligo vaccinale, che secondo logica dovrebbe essere un obbligo più “pesante” rispetto al green pass, visto che quello si può ottenere anche col tampone o avendo contratto la malattia ma tant’è, si sa che da quello c’è da aspettarsi di tutto. Tranne la logica e il sapere di che cosa sta parlando. Per meglio contestualizzare cito da Stefano Feltri

L’appello promosso da 300 professori universitari, a cominciare dal celebre storico Alessandro Barbero, in difesa degli evasori vaccinali indica uno dei punti più bassi della pur deprecabile storia degli intellettuali firmaioli all’italiana. L’appello contesta l’obbligo del green pass in università, con argomentazioni assai fragili, ma il punto più indifendibile del testo è quello che avalla l’equivalenza che circola nei più osceni gruppi estremisti tra richiesta del passaporto vaccinale e le stelle gialle cucite sugli abiti degli ebrei prima della Shoah. Questo è il significato del passaggio su «altri precedenti storici che mai avremmo voluto ripercorrere». Già un simile ammiccamento, tanto più se arriva da storici di professione, dovrebbe squalificare la loro iniziativa in modo indelebile. Ma sorvoliamo per un attimo su questa aberrazione e stiamo al merito.
Assurdità surrettizia La logica di Barbero, dettagliata in una intervista al Corriere della Sera, è la seguente i vaccini sono efficaci, ma il governo è pavido perché non osa imporre l’obbligo vaccinale e segue l’approccio di un obbligo surrettizio, qual è l’esibizione di un certificato di vaccinazione, dunque questa richiesta va contestata.
(qui)

Ma non è di Barbero che voglio parlare, bensì di Selvaggia Lucarelli che, evidentemente in disaccordo con lui, gli rifila una presa per il culo micidiale (e, che si sia o no d’accordo col suo dissentire da Barbero, resta micidiale lo stesso):

Risultato? Social rigurgitanti di scema oca cretina stupida assurda sprovveduta antipatica acida spocchiosa ciuccia da rinchiudere presuntuosa irritante ignorante rapa cosa vuoi aspettarti da una come quella smettetela di leggerla smettetela di parlare di lei spaventoso montagne di schifezze assurdo pazzesco…

Diceva il buon Montanelli: con certa gente bisognerebbe sempre avvertire: attenzione, adesso faccio una battuta, poi metterla fra virgolette e poi, una volta chiuse le virgolette, riavvertire: attenzione, la battuta è finita, adesso parlo seriamente.

barbara

LA GAFFE

Quella orrendissima, tremendissima, orribilissima spaventosissima gaffe, che adesso sicuramente passerà i prossimi sette anni nascosto sotto il letto a vergognarsi. Talmente tremenda che mi vergogno perfino io a dirla.

Morandi: “Maneskin bravissimi”. Ma scatta l’ironia: che gaffe – VIDEO

Mar 7, 2021

Antonio Meli

Gianni Morandi ha fatto i complimenti ai vincitori del Festival, i Maneskin. La gaffe su Facebook non è passata inosservata: il video
Capito? Non è passata inosservata, tutto il mondo ne parla, Gianni Morandi alla gogna! E poi l’ironia, attenzione! Non bastava la gaffe, no, anche l’ironia bisognava metterci!
Con un breve video, intorno alle 2,50 di ieri notte, anche Gianni Morandi ha voluto omaggiare i vincitori di Sanremo, i Maneskin.
Che sarebbero questa roba qua

Da sinistra: Spavento, Maiocosacifaccioquainmezzo, Agonia, Tristezzaperfavorenonandarevia

Acclamati dalla critica, amatissimi dai telespettatori, per il gruppo forgiatosi sulle reti Sky e che ha trionfato in Rai, è stata una vittoria anche inaspettata. Non certamente per mancanza di talento, quanto per un genere che a Sanremo non ha spesso avuto fortuna.
Nemmeno Gianni,
? Nemmeno Gianni in che senso? Nemmeno cosa?
molto sorpreso e divertito dal verdetto, 
Divertito in che senso?
ha con il sorriso voluto immortalare il momento della premiazione, con un video su Facebook.
Strepitosa costruzione della frase! A parte questo, l’ha immortalata col sorriso o col video?
La “gaffe” Però, è di qualche giorno fa.
Dai, facciamoci coraggio che adesso arriva. Prepariamoci a veder cadere dal piedistallo uno dei cantanti italiani più amati da quasi sessant’anni.
L’artista aveva infatti fatto partire, nelle scorse puntate di Sanremo, un sondaggio con le sue tre canzoni preferite,
bella anche questa costruzione qui, vero?
e il nome del gruppo rock romano non era presente.
Capito? La loro canzone non era fra le tre che gli piacevano di più! Vero che adesso non ascolterete mai più una sua canzone? Che non pronuncerete mai più il suo nome? Che vi farete installare nel cervello un microchip che vi cancelli dalla memoria tutto ciò che lo riguarda?
Una vittoria meritata, finalmente contro le ovvietà di un Festival che spesso si è trascinato verso lo scontato e il mainstream.
Eh, di un’originalità guarda, na roba che ‘n te dico.
Basta dare un’occhiata ad alcuni dei finalisti, e ai potenziali vincitori dei sondaggi. Sondaggi che Morandi ha completamente tappato,
ehm… E con che cosa li ha tappati questi sondaggi? Con un dito? Con un tappo? Col sedere sedendocisi sopra?
del resto le sue erano delle preferenze personali.
Maddai! Non erano state elaborate con Draghi Mattarella e l’esecutivo tutto? Concordate col CTS? Discusse con Ursula e Christine? Contenute in un dpcm? Ha detto mi piacciono queste tre ed erano le sue preferenze personali? Sono sempre più allibita.
In ogni caso, l’assenza dei vincitori dal suo sondaggio, più che una gaffe
Ah cioè era sì una gaffe, ma non proprio una gaffe gaffe (tipo durante la guerra che bevevano sì il caffè, ma non era “caffè caffè”, che quello se qualcuno ogni tanto riusciva a procurarsene una manciatina, veniva riservato alle occasioni solenni)
sta a dimostrare ancora una volta
ancora una volta in che senso? Non si tratta di una cosa straordinaria, sorprendente, inaspettata, più unica che rara?
la sorpresa, di una vittoria che sembra aria fresca per la musica italiana.
Di un fresco guarda, che mi è toccato alzare il riscaldamento. E si noti la virgola.
Nelle scorse ore, durante le serate del Festival, il noto cantautore aveva proposto ai suoi fan i nomi di Ermal Meta, (quello che raglia) Annalisa e Colapesce-De Martino. (mai sentiti nominare) Ecco il video in cui Gianni si immortala durante la premiazione della finale. (qui)

Ecco, godeteveli

E dunque questi qui sono quelli che non ci si aspettava che potessero vincere perché sono di un’originalità pazzesca, mentre il signor Meli, oltre a dire cose intelligentissime, brilla anche per la competenza lessicale, come dimostra la perfetta conoscenza del significato sia di “gaffe” che di “tappare” e forse anche di “ironia”. Per non parlare delle virgole. Probabilmente anche lui ha preso lezioni di vocabolario da lui (al minuto 1.00)

Grazie all’amico Erasmo che ha ripescato questa chicca.
PS: nel frattempo ci siamo giocati anche Debussy. Mi sa che i responsabili dell’accoglienza dei rifugiati politici dovranno allargare le proprie competenze

barbara