LOTTA DURA SENZA PAURA

contro del maschio la dittatura
il femminicidio noi fermeremo
e parità finalmente otterremo.

Ma mi raccomando: scegliamo un modo che sia VERAMENTE efficace!

Leggo poi in un commento: “sono a Parigi e questa manifestazione di cui molte persone ignoravano l’esistenza ha portato la città al collasso. Bus deviati, corse annullate, traffico allucinante in una città che grazie a Hidalgo è strangolata e in cui è difficile circolare. La manifestazione organizzata da #Noustoutes contro la violenza verso le donne ha visto raccogliere intorno ad essa tutto il repertorio di matrice sx : contro il patriarcato, contro il machismo, parità di genere [ecco, soprattutto parità di genere, sulla quale le vediamo particolarmente impegnate, al pari di queste altre loro sorelle nella parte finale di questo post]. Ci sono anche le Femen. Nessun accenno alle costrizioni imposte da un certo Islam: velo e violenze familiari. On ne touche pas à l’islam.”(appunto)

barbara

NEL NOME DI ALLAH

Tanto mi sono innamorata di 2084, quanto mi ha delusa questo, scritto qualche anno dopo, che racconta la nascita del totalitarismo estremista. E che ci spiega, tanto per cominciare, che l’islamismo ha corrotto l’islam, che è un fulgido messaggio di amore e di pace, e che quindi dobbiamo stare attenti a non confondere mai islam con islamismo. Sennonché  ad un certo punto passa a dire che per difenderci dall’islamismo estremo dovremmo sostenere l’islamismo moderato (sic!) che, come dice la parola stessa, è moderato, appunto. Poi ci racconta della meravigliosa esperienza della Turchia, lampante dimostrazione, con Erdogan, di come l’islam più rigoroso possa perfettamente sposarsi con la democrazia più completa. È vero che il libro è di qualche anno fa, ma è anche vero che Erdogan ha cominciato fin dall’inizio a decapitare i vertici dell’esercito, unico baluardo contro la deriva islamica, ad avere il record mondiale di giornalisti in galera, a malmenare e imprigionare gli studenti, a modificare le leggi fino a concentrare su di sé un potere pressoché assoluto e a imporre sempre più il rigore islamico, con conseguente riduzione degli spazi di libertà.  Per non parlare delle “reazioni” alla pubblicazione delle vignette su Maometto da parte del giornale danese Jyllands-Posten, al cui proposito scrive:

La “piazza araba” ha reagito solo varie settimane dopo la pubblicazione delle caricature, come se aspettasse un ordine che tardava ad arrivare. […]
la “piazza islamista” si è imposta, occupando quasi quotidianamente le televisioni e Internet, e ha forgiato non solo nei paesi arabi e musulmani, ma nel mondo intero, un’opinione pubblica islamista che intende insorgere ed esprimere la sua rabbia ogniqualvolta l’Islam venga criticato, ovunque accada e chiunque se ne renda responsabile.

Innanzitutto la “reazione” è iniziata cinque mesi, e non varie settimane, dopo; in secondo luogo, stando alla narrazione di Sansal, dovremmo credere che milioni di individui analfabeti o semianalfabeti avrebbero letto il giornale danese, si sarebbero indignati, ma avrebbero aspettato  gli ordini superiori prima di lasciare via libera alla propria rabbia devastando, assassinando, e bruciando migliaia di bandiere danesi spuntate da chissà dove. In realtà sappiamo benissimo che quei cinque mesi sono stati impiegati dagli attivisti per fabbricare la rabbia presso gente che della Danimarca ignorava persino l’esistenza. Ancora più grottesca, se possibile, l’affermazione che segue:

Osservo, ed è un paradosso, che comunque gli unici veri dibattiti sull’Islam e sul suo Profeta si svolgono proprio nei paesi musulmani, con critiche talvolta audaci.

E tutti gli impiccati e i lapidati per avere manifestato il più modesto dissenso nei confronti dell’islam, ce li siamo inventati noi?

Pur contenendo anche pagine utili, nel complesso direi che il libro è sostanzialmente da bocciare, soprattutto per l’inganno che opera nel presentare come religione di luce e di pace un’istituzione politica nata con la violenza, cresciuta con la violenza, nutritasi di violenza e che la violenza, per quattordici secoli, non ha mai smesso di perpetrare, predicando l’odio nei confronti di tutto il resto dell’umanità.

Boualem Sansal, Nel nome di Allah, Neri Pozza
nel nome di allah
barbara

2084

Che prende chiaramente le mosse dall’antenato orwelliano nel dipingere l’incubo di un totalitarismo che incatena anche il pensiero. E se nel primo il modello era il comunismo staliniano, qui è chiaramente l’islam, con un dio che si chiama Yölah e il suo delegato che fabbrica le leggi man mano che servono e la Giusta Fraternità. Anche qui abbiamo una nuova lingua che ha cancellato la precedente, e abbiamo una guerra perenne, in cui “noi” siamo perennemente vincitori – ma se abbiamo vinto com’è che la guerra continua? Il popolo non se lo domanda, come non si domanda perché sia vietatissimo avvicinarsi al confine (quale confine, se il mondo è tutto nostro?), ma anche qui, come nell’altro, una mente che sfugge alla dittatura del pensiero unico obbligato e nota le crepe e si pone domande, c’è. È un libro bello e potente, tanto quanto il predecessore, con una forse ancora più accurata indagine psicologica nel seguire i pensieri di una mente semplice ma, grazie anche alle circostanze, non ottusa. Forse, chissà, a mantenere non del tutto inerte la sua mente ha giocato anche il fatto di essere stato di aspetto piacevole, con la conseguente necessità di ingegnarsi in tutti i modi per sfuggire alle grinfie di uomini vogliosi – senza peraltro grande successo.

Quando raddrizzava le spalle, chiudeva le labbra sui denti guasti e si concedeva un sorriso, poteva passare per un bell’uomo. Di sicuro lo era stato, ancora ricordava quanto ciò lo avvilisse perché la bellezza fisica è una tara, gradita al Rinnegato, attira irrisioni e violenze.
Nascoste dietro gli spessi veli e i burniqab, compresse dai bendaggi e sempre ben custodite nei loro spazi, le donne non soffrivano troppo, ma per gli uomini dotati di una certa avvenenza era un supplizio continuo. Una barba incolta imbruttisce, modi rozzi e un abito da spaventapasseri risultano sgradevoli, ma purtroppo per Ati quelli della sua razza erano glabri di pelle e gentili di modi, e lui lo era particolarmente, con in più una timidezza da giovincello che faceva venire l’acquolina in bocca ai tizi grandi, grossi e sanguigni. Ati rammentava la propria infanzia come un incubo. Non ci pensava più, la vergogna aveva innalzato un muro. Solo in sanatorio, dove gli ammalati abbandonati a se stessi davano libero sfogo agli istinti più bassi, gli era tornata in mente. Soffriva vedendo i poveri ragazzini scappare e divincolarsi, ma tale era la persecuzione che finivano per cedere, non potevano resistere alla brutalità degli aggressori e alle loro astuzie. Di notte li si sentiva gemere da spezzare il cuore. Ati aveva perso la speranza di capire come mai il vizio proliferi proporzionalmente alla perfezione del mondo.

Tuttavia una differenza rispetto al precedente c’è: se lì la cupezza disperata pervade tutto, senza una possibilità, neppure teorica, di sfuggire, senza un dove in cui sfuggire e alla fine il sistema riesce a saldare tutte le crepe e spegnere fino all’ultima scintilla di pensiero, qui, se non proprio una speranza, almeno la speranza di una speranza rimane. Non sappiamo se quel dove esista, e nel caso esista se sia possibile raggiungerlo, e nel caso sia possibile raggiungerlo, se il nostro eroe ci sia riuscito, ma la possibilità non è esclusa. Certo, per non far morire quel barlume di speranza, bisogna lottare, lottare tanto, con tutte le proprie forze, essendo pronti a mettere in gioco tutto. (Noi siamo pronti a farlo?)

Boualem Sansal, 2084 La fine del mondo, Neri Pozza
2084
barbara

AVETE PRESENTE IL VELO ISLAMICO?

Quella roba che Dio me l’ha data e guai a chi me la tocca? Quello che è un mio diritto perché io mi vesto come mi pare? Quello che è un simbolo della mia identità e io sono fiera di portarlo? Quello che io in Francia porto il velo e se non vi piace andatevene fuori dai piedi? Quello che sono io che scelgo di portarlo e nessuno me lo impone? Avete presente? Ecco, di quello sto parlando. Ora, se qualcuno gentilmente mi aiutasse a capire la logica…
Banalisation de la Shoah
barbara

LA TEORIA…

allah loves equality
e la pratica

(no ma cosa c’entra è un caso isolato quello non è il vero islam non bisogna generalizzare l’uomo nasce buono è il capitalismo che lo rende gretto e cattivo dobbiamo essere più accoglienti e inondarli del nostro amore io credo nell’amore universale dobbiamo porgere l’altra guancia l’altra recchia l’altra chiappa e se la sventola è talmente forte da tramortirci pazienza, cercheremo di essere ancora più buoni la prossima volta – e infatti, anche se nel video non si sente, ho letto che la signora buona ha detto alla signora cattiva “We still love you, you will not shame me”. Buona. E soprattutto intelligente. E soprattuttissimo acuta. E soprattuttissimissimo razionale. E soprattuttissimerrimissimo sveglia)
(certo, comunque, che il fatto che sia consentito girare senza mostrare neppure  il viso, e che oltretutto l’uomo debba impegnarsi a proteggere la vecchia ellegibittì piuttosto che ad arrestare o almeno scaraventare fuori a calci la tenda beduina,  è l’ennesima prova del fatto che l’Inghilterra  ormai è definitivamente perduta)
(se penso che la mia generazione è cresciuta a suon di Beatles,

Rolling Stones

e Mary Quant,
Mary_Quant
c’è veramente da piangere)

barbara

LEGGI O LETTORE

E impara dalla signora Cristina!
(In relazione a questo post  – il cannocchiale come al solito funziona a singhiozzo, quindi se non vi fa accedere e il tema vi interessa riprovate più tardi).

commento di Cristina

Sono musulmana italiana..amo il mio velo…e Iddio l’altissimo ha comandato la modestia…ad ogni modo per le sorelle che hanno deciso la copertura integrale vorrei farvi notare che le donne hanno anche una vita privata dove sono liberissime di scoprirsi..nei paesi islamici esistono luoghi(piscine,parchi,spiagge)ad uso esclusivo in cui una donna puo godersi tutto il sole che vuole…
e visto che si e’ aperto un discorso di quanto faccia male non prendere il sole(fatto unicamente per colpire nuovamente il mondo islamico) perche’ non parliamo di quanto e’ aumentato in italia il ricovero di ragazze per coliche renali e addominali a causa della moda dell’ombelico al vento…o di quanto faccia male prendere il sole in topless..o comunque senza le necessarie precauzioni…si parla tanto di prevenzioni contro i tumori della pelle!!!!
e per mia idea personale il velo e’ l’espressione di liberta’ piu’ forte che una donna possa scegliere..perche’ in questa societa’ maschilista non mi piego e non mercifico il mio corpo per soddisfacere il piacere maschile…basta pensare che per publicizzare uno yogurt bisogna mostrare una donna col seno al vento…nessuno parla di come la donna viene sfruttata solo come immagine di natura prettamente sessuale????!!!!!!!!
io non ho nessun uomo-orco padrone….non mi svendo,ma valorizzo davanti ad Allah la mia modestia.

commento di barbara

1. Potresti fornire qualche dato documentato sull’aumento dei ricoveri per coliche renali e addominali?
2. Potresti fornire qualche dato documentato sulla correlazione fra ombelico scoperto e coliche renali e addominali?
3. Sei sicura di sapere che cosa sia una colica renale o addominale?
4. Tu conosci personalmente qualcuno che a causa di una colica renale o addominale si sia fatto ricoverare? (io no)
5. Io l’esistenza di spazi separati la chiamo apartheid, non privilegio, e l’apartheid è figlia del più infame razzismo.
6. Non ti è mai venuto in mente che un uomo che ha bisogno che le donne si coprano per non cedere alla tentazione di saltare loro addosso non è un uomo bensì uno schifoso maiale? Se a te fa piacere vivere in mezzo ai maiali accomodati pure, io preferisco vivere in mezzo agli uomini.

Naturalmente la signora Cristina non ha risposto alle mie contestazioni delle sue grottesche corbellerie. Oltre a quanto già detto, vorrei aggiungere due riflessioni.
L’islam richiede la modestia, come giustamente ricorda la signora Cristina. Ora, la prima caratteristica di un abbigliamento modesto è quella di non attirare l’attenzione, e io chiedo: in casa nostra, per le nostre strade, nella nostra società, attira di più l’attenzione una minigonna o una abaya,
abaya
uno chador,
chador
un burqa,
burqa
un niqab?
niqab
Quando ero giovane e bella e con due gambe da sballo e giravo in minigonna, buona parte degli uomini restavano del tutto indifferenti (o, se non lo erano, non lo davano a vedere); parecchi mi guardavano con ammirazione, e si fermavano lì; qualcuno fischiava; qualcuno faceva commenti, a volte solo galanti, a volte pesanti; rarissimamente qualcuno tentava di andare oltre. C’erano amici e compagni di università che mi cercavano per la compagnia, per parlare, per discutere, per confrontarci su temi sociali, politici, culturali. Le donne musulmane invece – l’ho sentito dire molto spesso da loro e lo conferma anche la signora Cristina qui sopra – si coprono “per proteggere i loro fratelli”, si coprono perché altrimenti i loro uomini non potrebbero frenare le proprie pulsioni sessuali e salterebbero loro addosso. Ora, io chiedo, qual è la società che vede le donne unicamente come oggetti sessuali, la nostra, corrottissima, con le minigonne e lo yogurt pubblicizzato con le poppe al vento, o quella islamica?

barbara

LE COLPE DEI PADRI

Le colpe dei padri, come tutti sanno, sono quella cosa che non deve mai ricadere sui figli. Mai. Neanche per sbaglio. Neanche per distrazione. Neanche per scherzo. Neanche per uno scherzettino bonario. Mai. Tranne il caso che i padri in questione appartengano alla razza bianca. La quale razza è quella cosa che – anche questo lo sanno tutti – assolutamente non esiste, tranne la razza bianca, che non solo esiste, ma è anche una razza inferiore in quanto colpevole di tutti i danni del pianeta, conosciuti e sconosciuti, e di tutti gli altri pianeti scoperti e coperti nonché di tutte le galassie scoperte e coperte. In questo caso le colpe dei padri ricadono sui figli fino alla seimiliardesima generazione. E dunque succede che noi – nel senso di immonda razza bianca – abbiamo avuto le colonie, abbiamo sfruttato il loro suolo e sottosuolo e la popolazione, arricchendoci alle loro spalle, e impoverendo loro in proporzione. (Come? Dici che dopo la fine del colonialismo sono arrivati dei satrapi corrottissimi che li hanno depredati ancora più di noi? Colpa nostra: se non ci fossimo stati prima noi non sarebbero arrivati neanche i satrapi) E dunque, per scontare le colpe dei trisnonni dei nostri trisnonni, adesso dobbiamo accogliere e nutrire tutti quelli che arrivano, da qualunque parte del mondo arrivino. Ne arriva un milione? Accogliamo un milione. Dieci milioni? Accogliamo dieci milioni. Cento milioni? Accogliamo cento milioni. Un miliardo? Accogliamo un miliardo. Continuando infaticabilmente a chiedere scusa e batterci il petto e cospargerci il capo di cenere: scusa per il male fatto dai trisnonni dei nostri trisnonni, scusa per avere sviluppato una cultura superiore alla loro, una scienza superiore alla loro, una tecnologia superiore alla loro, scusa per avere concepito l’idea dei diritti umani ed esserci dotati di democrazia, scusa per esistere.

E gli arabi – che dopo l’arrivo del cammelliere predone assassino pedofilo sono diventati musulmani? Hanno aggredito, invaso, occupato, islamizzato a suon di massacri, deportazioni, stupri etnici, conversioni forzate tutto il nord Africa, buona parte del centro Africa, tutto il medio oriente, parti dell’estremo oriente, i Balcani, parti dell’Italia, la Spagna (se ho dimenticato qualcosa aggiungetelo voi), hanno cancellato culture, lingue, etnie, hanno depredato e devastato, hanno fatto razzie per catturare schiavi (ricordiamo che non solo gli schiavi bianchi sono stati più numerosi degli schiavi neri, ma che anche per gli schiavi neri erano i capitribù locali a fare le razzie, e i mercanti arabi a farne commercio, vendendoli ai negrieri bianchi) e in varie parti praticano tuttora la schiavitù. E stanno conquistando fette sempre più grosse di Europa, terrorizzando gli autoctoni, imponendo loro il proprio stile di vita, limitando le loro libertà e i loro diritti. E loro? Niente colpe da scontare? Niente danni da risarcire? No. al contrario, dobbiamo accoglierli. Dobbiamo essere indulgenti perché loro non lo sanno che in Italia non si può stuprare sulla spiaggia, proprio non lo sanno. Dobbiamo essere comprensivi se addobbano le loro donne come tende beduine, perché è la loro cultura. Dobbiamo capirli se infibulano le bambine, perché da loro si fa così. Non dobbiamo criticarli se sposano bambine prepuberi, perché stanno seguendo l’esempio del loro Profeta, piss be upon him. No, nessun senso di colpa per loro. Ma perché Dai su, ragazzi, non potete fare domande così stupide! Perché loro non appartengono alla famigerata razza bianca, ecco perché.
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PS: mi è capitato di sentir dire: “Se Allah ha dato il petrolio a noi, ci sarà una ragione”. Ora, a parte il fatto che lo ha dato anche agli americani e ai nordeuropei e – orrore degli orrori! – anche agli ebrei in Terra d’Israele, ma se per poterlo estrarre e raffinare e utilizzare  Allah li ha fatti aspettare fino a quando non sono arrivati i famigerati colonizzatori bianchi, non avrà avuto le sue ragioni?

barbara

MOLLARE IL GUINZAGLIO DOVEVA!

“Con quelle sue urla isteriche l’ha spaventato al punto che è impazzito e mi ha strappato il guinzaglio dalle mani. Sia io che il cane siamo innocenti, Vostro Onore.”

PS: questo è l’ultimo post programmato; se non mi sono sfracellata da qualche parte, rotta l’osso del collo , finita sotto una macchina, il prossimo post sarà dal vivo.

barbara

BAMBINI IN SINAGOGA

Due quinte elementari in visita: dopo che le insegnanti, in particolare quella di religione, hanno spiegato un po’ di cose, li portano per vedere da vicino, sentire chi ne sa di più, chiarire dubbi, approfondire. Entrano, si sistemano sulle panche, il portavoce della comunità apre la bocca per cominciare a parlare quando un braccino nero come il carbone schizza su, troppo impaziente per poter aspettare che arrivi il momento delle domande: “Perché gli ebrei non possono vedere i neri?” “Ma non è vero che non li possono vedere!” “Il mio papà ha detto che gli ebrei non possono vedere i neri”. Guarda che esistono anche ebrei neri, per esempio gli ebrei etiopi, in Israele ne vivono tantissimi, ci sono state due operazioni, l’operazione Mosè
operazione-mosè
e l’operazione Salomone,
operazione salomone
per portare il salvo in Israele gli ebrei etiopi in pericolo. Il bimbo nero musulmano non protesta più (anche se l’ho visto agitarsi un bel po’ a sentire che Abramo ha avuto Isacco dalla moglie e Ismaele dalla schiava, perché l’islam dice l’esatto contrario: il progenitore degli ebrei è il figlio bastardo mentre quello dei musulmani è il figlio legittimo), ma il viso è rimasto scettico. Gli altri invece sono stati tutti bravi e hanno fatto un sacco di domande interessanti – fino all’apoteosi della bambina che ha detto: “Ma Gesù era ebreo”, e il viso della maestra si è illuminato, a vedere così bene imparate e ricordate le sue lezioni.

barbara