A SAN COLOMBANO IL TEATRINO DEI BOICOTTATORI CONTINUA

Sul quotidiano Il cittadino il 2 ottobre è stato pubblicato un articolo firmato “Coordinamento BDS Lombardia” (già, non una semplice lettera: loro possono permettersi di farsi pubblicare articoli – e poi quelli della potentissima lobby saremmo noi!) che potete leggere qui Il Cittadino 2.10.2015 Coordinamento BDS Lombardia
Quella che segue è la lettera che, in quanto persona chiamata direttamente in causa, ho inviato al giornale. Staremo a vedere se verrà pubblicata.

Buon giorno. Io sono quella tale “una certa Barbara”, citata nell’articolo firmato “Coordinamento BDS Lombardia”, e in quanto persona chiamata in causa vorrei fare alcune precisazioni.
È scritto nell’articolo: “Definire l’ISM un movimento terroristico come scritto da una certa Barbara”. Falso, anzi, doppiamente falso: primo, non ho scritto “movimento terroristico” bensì “organizzazione pesantemente collusa col terrorismo”; secondo, non l’ho affermato, bensì DOCUMENTATO, linkando un documento in cui gli stretti legami tra ISM e terrorismo sono dimostrati con fatti e foto, come chiunque può verificare, essendo stato riportato nell’articolo il link al mio post. Se io fossi tipo che, come i signori firmatari dell’articolo, si diletta a minacciare querele, non so se ne sia più passibile io per avere documentato un fatto o i suddetti signori per avermi accusata di dichiarazioni rispondenti al falso.
“Accusare Vittorio Fera, membro dell’ISM, di essere un contestatore di professione”: giusto per amor di precisione, ho scritto “professionista della provocazione”, che non è un’accusa, bensì una constatazione: essendo il signor Fera sempre in giro a partecipare a manifestazioni di ogni sorta, e dovendo, presumibilmente, anche lui mangiare, e non avendo, evidentemente, tempo di esercitare altre professioni, è chiaro che la sua professione è quella – come lui stesso del resto, in almeno una occasione a me nota, ha apertamente ammesso.
“Ribaltare completamente i fatti accaduti a Nabi Saleh”: nel post in questione ho linkato una documentazione completa dei “fatti accaduti a Nabi Saleh”, che dimostra inequivocabilmente che al soldato israeliano è stata tesa un’imboscata (e la cui moderazione nel reagire e gestire la situazione è stata ammirata da tutta la stampa araba, ma questo si preferisce ignorarlo, vero?). Il ribaltamento dei fatti è stato invece operato dalla propaganda palestinese e filopalestinese, operando un’accurata selezione delle immagini disponibili, per far loro dimostrare ciò che faceva comodo dimostrare.
“Nei Territori Palestinesi Occupati”: chi conosca la storia e la legislazione internazionale sa perfettamente che quei territori (Giudea e Samaria in italiano, Yehuda ve Shomrom in ebraico, Yahud was Samara in arabo) non sono mai stati palestinesi, e non sono, in base a nessuna norma di diritto internazionale – se non quello inventato dalla propaganda anti-israeliana – occupati. Inventare nomi e leggi non aiuta ad avvicinare alla pace.
“Un ragazzino di 12 anni col braccio ingessato” che ogni tanto si confonde ed esce col gesso infilato nell’altro braccio, come documentato da alcune foto.
“Furto di terra e sorgenti d’acqua degli abitanti autoctoni a favore dei coloni che vivono illegalmente, secondo il diritto internazionale, su quella terra occupata”: devo parzialmente ripetere quanto scritto sopra: l’unico furto di terra (e di acqua) è quello perpetrato dagli arabi immigrati ai danni degli ebrei, che su quella terra, secondo il diritto internazionale, vivono legalmente – e su questo non perderò tempo a fornire documentazioni: chi le vuole trovare non avrà difficoltà a trovarle.
Tralascio, perché non intendo dare a questa lettera le dimensioni dell’Enciclopedia Britannica, come avverrebbe se provvedessi a contestare ogni inesattezza, tutta una serie di affermazioni per arrivare a “prendono una posizione molto forte contro l’antisemitismo, l’islamofobia e il sionismo”: per la serie il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. A parte il fatto che non ricordo prese di posizione dell’ISM contro l’antisemitismo – ma forse mi sono distratta, e sarò grata ai signori BDS se vorranno gentilmente rinfrescarmi la memoria – sembrerebbe che questi signori ignorino totalmente il significato del termine “sionismo”. Oppure lo conoscono ma fingono di ignorarlo perché ciò è più utile alla “causa”. Perché sionismo significa, semplicemente, esistenza dello stato di Israele, nient’altro che questo. E “prendere una posizione molto forte contro il sionismo” significa, semplicemente, auspicare “molto fortemente” la cancellazione di Israele, nient’altro che questo. E arrivati a questo punto, tutto il resto diventa dettaglio senza importanza, su cui non vale la pena di perdere tempo a discutere.
Cordialmente
barbara mella

Chi può, chi ha tempo, chi ha voglia, chi dispone di qualche argomento, aggiunga il proprio contributo e scriva. Grazie

barbara

AGGIORNAMENTO: lettera pubblicata! Il Cittadino 7.10.2015

Annunci

LA STRANA STORIA DEI VINI E DEL SINDACO E DELLE FOTOGRAFIE E DI VARIE ALTRE COSE

Parte prima

Lo scorso venerdì 18 settembre nel castello di Belgioioso, comune di San Colombano al Lambro, è stata inaugurata una mostra fotografica denominata “Israele Oggi”.
IsraeleOggi2015
Si trattava di foto scattate dal fotografo Maurizio Turchet nel corso di un viaggio in Israele qualche anno fa; foto, per lo più, di paesaggi, così
Belgioioso 1
Belgioioso 2
Belgioioso 3
Belgioioso 4

Quella che dovrebbe essere la Parte seconda

Domenica 27 settembre, sempre a San Colombano al Lambro, avrà luogo l’inaugurazione della Sagra Provinciale dell’Uva. Nell’ambito della manifestazione, oltre alla degustazione di vini e specialità locali, sarebbero previsti anche assaggi e vendita di vini israeliani, come si può leggere nel manifesto che, come dimostra il logo presente in alto, è stato approvato dal comune.
programma_festa_delluva_2015
La presenza del punto di assaggi e vendita di vini Israeliani alla festa dell’uva, per la precisione, era stata concordata in una riunione con il sindaco di San Colombano A.L. in cui erano presenti Eyal Mizrahi, presidente di Amici d’Israele Lombardia, Maurizio Turchet, autore delle foto e dei filmati della mostra, Diego Bassi, presidente del Consorzio Vino San Colombano Doc, Davide Cucciati, ex consigliere e Andrea Erba, consigliere di maggioranza.

Ma poi invece di andare avanti bisogna tornare indietro alla Parte prima

perché qui succedono delle cose che modificheranno drammaticamente tutto ciò che sarebbe dovuto accadere dopo. Perché appena partita l’inaugurazione, arriva lui,
Belgioioso 6
occhi gelidi da professionista della provocazione.
Belgioioso 7
Professionista esperto, che non si lascia trasportare dai sentimenti, che non si lascia travolgere dalle emozioni: come i killer professionisti, ha un compito da svolgere, è pagato per farlo, e lo farà, con fredda determinazione. È una vecchia conoscenza, il nuovo venuto: si tratta di Vittorio Fera, membro dell’organizzazione pesantemente collusa col terrorismo ISM (ISM), e arrestato una ventina di giorni fa in Giudea-Samaria per complicità col clan Tamimi nella violenta imboscata tesa a un soldato israeliano. Su quanto accaduto lascio la parola a Eyal Mizrahi:
“L’inaugurazione è stata programmata per le 18.30. Il primo intervento era di Davide Romano, Assessore alla cultura della comunità Ebraica di Milano, che doveva lasciare prima dell’entrata del sabato. Dopo di lui doveva parlare Avital Kotzer Adari, direttrice del Ufficio del Turismo Israeliano, ma è stata bruscamente interrotta da 5 contestatori (2 uomini e tre donne). Uno dei due uomini ha tirato fuori dalla borsa una grande bandiera palestinese che ha cominciato sventolare mentre tutti e cinque urlavano assassini verso le autorità sul palco. Vittorio Fera – un noto attivista della ONG ISM – Italia, e contestatore di professione, è stato di gran lunga il più violento e continuava a provocare i presenti con urla sperando nella loro reazione violenta ma con il mio aiuto e quello di altri siamo riusciti a evitare che lui e due vecchietti molto motivati arrivassero alle mani.
Belgioioso 8
Nel frattempo abbiamo dovuto, come è richiesto per legge, portare Avital Kotzer Adari in un luogo protetto, dove è stata costretta a rimanere, a causa della permanenza di Fera, fino alla fine della cerimonia, annullando così il valore della sua presenza. Dopo abbiamo scoperto che 4 dalle 5 persone arrivavano da fuori di San Colombano e la quinta è un’amica del consigliere di minoranza Lorenzo Brusati”.
Va da sé che, a dare la misura della provocazione, molto più delle parole dette e dei gesti compiuti, sono sfumature quali toni ed espressioni, che difficilmente si possono raccontare. E, a quanto pare, almeno Eyal Mizrahi e i ruspanti vecchietti, hanno visto nell’atteggiamento di Vittorio Fera una provocazione finalizzata a scatenare una reazione violenta, possibilmente fisica, da denunciare poi davanti alle telecamere politicamente corrette.

La quale parte prima influisce direttamente sulla Parte seconda

Leggiamo infatti sulla stampa locale:
“Alla mostra era stato collegata poi l’esposizione di vini israeliani domenica prossima per la festa dell’Uva e proprio questa circostanza aveva fatto muovere lunedì il consigliere di minoranza Lorenzo Brusati. Il consigliere ha chiesto la sospensione dell’esposizione e della vendita nel timore che potesse essere occasione per azioni di protesta da parte di gruppi pacifici o non pacifici, difficilmente controllabili, proprio durante la festa più importante del paese”.
“Anche politicamente le pressioni sul primo cittadino lunedì e martedì sono state molte. «Alla fine però decido io e mia è la responsabilità, soprattutto con riferimento alla sicurezza – conclude Belloni” (Il Cittadino, 23 settembre).
E fermiamoci un momento a riflettere. Sappiamo perfettamente che tutto ciò che ha a che fare con ebraismo e Israele è a rischio, e richiede sorveglianza particolare. Il sindaco NON ha provveduto ad avvertire le Forze dell’Ordine e questa sua inadempienza ha favorito l’accaduto. E che cosa fa ora il sindaco per rimediare? Si organizza meglio per la prossima, ormai imminente, occasione? NO: la annulla! La annulla – tenete sempre ben presenti le righe qui sopra – CON RIFERIMENTO ALLA SICUREZZA. E da dove gli arriva il suggerimento di annullare tutto? Dal consigliere di minoranza Lorenzo Brusati, capogruppo di una lista di opposizione, sostenuta, alle elezioni, da PD e M5S, che di fronte a una intimidazione mostra immediatamente tutta la sua disponibilità, tutta la sua gioiosa prontezza a cedere, aprendo così la porta alla valanga che sempre si verifica quando si cede alla violenza, anche quando, come in questo caso, si tratta di una violenza oggettivamente modesta, per quanto sgradevole e inaccettabile. E se si cede anche di fronte a violenze perfettamente contenibili, chi potrà mai impedire a questa gente di alzare ancora e ancora il tiro fino a ridurci in ginocchio? Poi, volendo, si potrebbe avere la tentazione di andare anche oltre: la mostra, con tutto il rispetto per l’artista e per gli organizzatori, non era una cosa di portata storica, non era stata reclamizzata sui mass media nazionali: chi ha provveduto a informare gli “attivisti” intervenuti? (E, per inciso, questi “attivisti” impegnati a tempo pieno a combattere Israele, di che cosa vivono, visto che è sotto gli occhi di tutti che non hanno tempo per lavorare?).
Ma torniamo al sindaco, che ha dichiarato al giornale di avere deciso di vietare la presenza dei vini israeliani CON RIFERIMENTO ALLA SICUREZZA. E che cosa ti spunta fuori? Questo:
revoca
Interessante, no?
Spulciando poi tra gli scambi privati, dietro le quinte, di varie persone interessate all’evento, si possono leggere passaggi come quelli che seguono:
“Il Sindaco ed il Presidente del Consorzio Vini DOC, da mesi, hanno espresso il proprio favore per l’effettuazione di assaggi dei vini israeliani, alla Festa dell’Uva; la realtà sionista milanese, confidando, ovviamente, nella parola data (verba volant?), si è organizzata di conseguenza.
A meno di una settimana dall’evento, la situazione sembra radicalmente mutata.”
“Vi posso assicurare che le realtà filo-israeliane, di cui faccio parte attivamente, non rimarranno impassibili davanti alle scelte di un’Amministrazione che, fino a 72 ore fa, non aveva nemmeno ipotizzato la “non effettuazione” dell’evento in oggetto, a prescindere dalle motivazioni che verranno ufficializzate”.
“Ho già espresso al Sindaco le mie valutazioni e il mio dissenso su quanto si sta decidendo in seguito a un deprecato ma voluto incidente finalizzato a screditare una bellissima iniziativa che ha impegnato persone molto vicine alla nostra Amministrazione. L’approvazione del Sindaco rilasciata pubblicamente con l’assenso del Presidente del Consorzio Vini DOC non può essere revocata in assenza di gravi motivi.”
“Fino a venerdì 18 Settembre nessuno ipotizzava la cancellazione della presenza Israeliana alla festa dell’uva!!”
Perché, tra l’altro, c’è anche questo: una gran parte dei consiglieri di maggioranza sono assolutamente contrari a questa decisione che il sindaco ha preso di propria iniziativa.
Nel frattempo si sta lavorando freneticamente per denunciare la vergognosa iniziativa e per trovare una soluzione (lavoro frenetico in cui rientra anche questo mio stare al computer fino alle sei di mattina suonate dopo lo sbarellamento del digiuno di Kippur). Se vi saranno aggiornamenti, li troverete qui.

E voi, per favore, provvedete a diffondere, che queste vergogne si devono conoscere.

barbara

I PACIFISTI

Cioè quelli buoni. Quelli di sinistra. I progressisti. Gli antifascisti. Quelli che, a differenza degli individualisti conservatori retrogradi guerrafondai di destra hanno a cuore il bene dell’umanità. Loro.

Qualche giorno fa a Tel Aviv ha avuto luogo una manifestazione per commemorare due gay assassinati nel 2009, manifestazione che ha acquistato particolare significato alla luce dell’aggressione assassina all’ultimo gay pride (il cui autore, Yishai Shlissel – sarà bene ricordarlo per chi tende a fare di tutta l’erba un fascio – non è un ultranazionalista fanatico, bensì un appartenente alla setta Neturei Karta,
Yishai Shlissel
che non riconosce lo stato di Israele – ma se ne pappa spudoratamente tutti i benefici -, aspira alla distruzione di Israele, è finanziata dall’Iran, ha collaborato e collabora con tutti i nemici di Israele, ha partecipato alle conferenze negazioniste della Shoah organizzate da Ahmadinejad eccetera eccetera).

Qui di seguito il resoconto di Tobia Zevi sulla manifestazione.

Sharon Nizza mi porta a una manifestazione nel giardino Meir, al centro di Tel Aviv. Si tratta della commemorazione di due gay uccisi nel 2009 da un estremista che fece fuoco all’interno del centro sociale nel parco, ferendo molte altre persone. L’iniziativa assume un significato particolare alla luce degli attentati della settimana scorsa, in particolare quello al Gay Pride che ha ucciso Shira Banki. Fa un caldo pazzesco e l’odore non è proprio il massimo. Parla Shimon Peres, l’impressione è che la gente si attacchi a questo padre della patria per coltivare l’illusione della continuità, per rimuovere l’evidenza della frattura prodottasi. Salgono sul palco militanti e politici. L’atmosfera è tesa: si è sparsa la voce che Naftali Bennett sia in arrivo. Un giornalista autorevole agli occhi dei manifestanti prova a spiegare che la sua presenza è importante, che un esponente radicale come Bennett va incalzato ma non cacciato. Si capisce che non è aria. Sale sul palco Yuval Steinitz, Ministro dell’Energia del Likud con un passato in “Pace Adesso”. La folla rumoreggia, i più scalmanati si avvicinano al palco, qualcuno suona il tamburo. La contestazione si organizza: qualche decina di persone indossa guanti bianchi sporchi di sangue finto. Impossibile ascoltare, Steinitz prosegue il suo intervento sotto lo sguardo vigile e apprensivo delle guardie del corpo. Alcuni manifestanti provano a difenderlo, spiegando che gli alleati nel Governo sono utili: la situazione non è più sotto controllo. Scoppiano tafferugli, la povera Sharon si prende un pugno da una ragazza che brandisce un cartello con scritto “L’odio uccide”. Bennett non viene più, ufficialmente perché non ha firmato la piattaforma sui diritti LGBT. […] Tobia Zevi (4 agosto 2015)

Aggiungo un paio di annotazioni inviatemi privatamente da Sharon Nizza (la quale ha precisato che non si è trattato di un pugno bensì di un poderoso ceffone).

Io, Sharon nizza, militante lgbt da 10 anni, sono stata menata da fascisti dell’antifascismo!!! […]
Quando steiniz ha finito, io ho detto a una di quelle due punkabbestia che si vedono nel video che ti allego che se ne sarebbero pentite perché abbiamo bisogno di esponenti del governo dalla nostra parte, e quella mi ha urlato e imbruttito e appunto dato pezza allucinante in faccia […]
A seguito di queste cose ho scritto un post in ebraico in sostanza dico che non parteciperò più alle manifestazioni lgbt dello “Stato di tel aviv” che non mi accetta (la cosa che più mi ha scandalizzato non è mica la pizza, ma il fatto che nessuno di quanti intervenuti dopo questi fatti dal palco, e in primis Zahava Galon che invece se ne compiaceva, ha pensato di condannarli).
Cmq guarda il video che è abbastanza rappresentativo.

E questo è il video (prima di guardarlo procuratevi un po’ di Maalox)

Questo è accaduto a Tel Aviv, ma la questione non è Tel Aviv, la questione sono i pacifisti. Se andiamo a vedere in azione i pacifisti antifascisti buonisti eccetera eccetera a Roma Milano Parigi Londra New York o Trebaseleghe, vediamo esattamente le stesse identiche cose. Perché loro sono fatti così: a fare i pacifisti, se non sono pronti a menare le mani, non ce li vogliono.

D’altra parte chi è più amante della pace e delle buone cause di quelli dell’ISM? ISM

barbara

LE ALTRE RACHEL

giovedì 30 agosto 2012

Le “Rachel” dimenticate

La sentenza del tribunale di Haifa che sostanzialmente ha riconosciuto la colpevolezza di Rachel Corrie, la cittadina americana che ha cercato e trovato la morte collocandosi davanti ad un bulldozer a Rafah, Striscia di Gaza, nel 2003, mentre cercava di impedire la distruzione di immobili usati dai terroristi come piattaforme di lancio di missili contro la popolazione civile israeliana; ci fa ricordare la diversa memoria riservata ad altre Rachel, che la morte non l’hanno mai cercata, ma l’hanno invero subita per mano delle organizzazioni terroristiche a cui era ed è affiliata l’ISM, che ha finanziato e incoraggiato il suicidio della Corrie. Queste donne non avranno mai un processo in cui sarà chiarita la responsabilità della loro morte, non beneficeranno mai del riconoscimento di un campo sportivo, di una imbarcazione, di un monumento ad esse dedicato. Forse perché ebree. Fossero state palestinesi, fossero state fiancheggiatrici del terrorismo, avrebbero beneficiato di ben diversa sorte.

– Rachel Levy (17 anni, saltata in aria in un negozio di alimentari);
– Rachel Levi (19 anni, colpita mentre attendeva un autobus);
– Rachel Gavish (uccisa con suo marito, figlio e padre mentre celebrava il pranzo di Pasqua);
– Rachel Charhi (esplosa in aria mentre era in un caffè a Tel Aviv. Ha lasciato tre figli);
– Rachel Shabo (uccisa nella sua abitazione assieme ai suoi tre figli di 5, 13 e 16 anni);
                         
– Rachel Ben Abu (16 anni, morta in una esplosione all’ingresso di un centro commerciale di Netanya);
– Rachel Kol, 53 anni, impiegata di un ospedale di Gerusalemme, uccisa assieme al marito in un attentato terroristico palestinese a luglio 2005 pochi giorni dopo l’attentato di Londra;
– Rachel Sela, 82 anni, uccisa il giorno prima della festività del Purim il 4 marzo 1996, quando un attentatore suicida palestinese si fece esplodere al Dizingoff Center, Tel Aviv;
– Rachel Tajgatrio, 83 anni, rimasta vittima dell’esplosione di due bombe al mercato “Machaneh Yehuda” di Gerusalemme il 30 luglio 1997;
– Rachel Thaler, 16 anni, di Ginot Shomron, morta in seguito alle ferite riportate dopo l’attentato terroristico palestinese del 27 febbraio 2002, che fece 3 vittime e 30 feriti;
– Rachel Tamari, 61 anni, uccisa il 24 luglio 1995 dalla bomba palestinese piazzata sulla linea numero 2 del bus di Ramat Gan. assieme a 6 israeliani, mentre diverse diecine rimasero feriti;
– Rachel Drouk, 35 anni, madre di sette figli della comunità di Shilo, uccisa da un cecchino palestinese mentre partecipava ad una manifestazione il 28 ottobre 1991;
– Rachel Weiss, 26 anni, incinta e madre di tre bambini, uccisi tutti da un terrorista palestinese che scagliò contro la loro abitazione una bomba molotov il 31 ottobre 1988;
– Rachel Weiss, 69 anni, accoltellata a morte da un terrorista palestinese inviato presso la sua abitazione dallo sceicco Ahmed Yassin come prova di coraggio per l’ingresso in Hamas (3 agosto 1988);
– Rachel Munk, 24 anni, sposata da sei settimane, uccisa con il marito mentre erano in auto in un attacco terroristico il 26 luglio 1996;
– Rachel Stern, 8 anni, accoltellata a morte assieme alla madre, mentre consumavano una colazione nella loro casa di Kiryat Shmona l’11 aprile 1974. In quell’attacco per mano palestinese perirono 16 persone;

– Rachel Afita, 16 anni, uccisa da terroristi palestinesi nell’Israele settentrionale il 15 maggio 1974;
– Rachel Lev, 50 anni, uccisa da un attentato terroristico palestinese il 23 ottobre 1969, quando cinque bombe furono fatte esplodere ad Haifa, uccidendo sette persone, fra cui il marito e il figlio;
– Rachel Mizrachi, 38 anni, accoltellata a morte da terroristi arabi nella sua casa a Tiberiade il 2 ottobre 1939.

Fonte: Muqata Blog

(sono riportati i link ai siti che descrivono ogni assassinio)

http://ilborghesino.blogspot.it/2012/08/le-rachel-dimenticate.html

Mentre pacifisti e anime belle del pianeta levano alti lai per la complice dei terroristi che ha cercato la morte, noi, anime brutte e guerrafondai, preferiamo ricordare le vittime innocenti, che cercavano la vita.

barbara

DI PACIFISTI E DI ALTRI ANIMALI

Qualcuno (forse) in buona fede crede e qualcuno in malafede finge di credere che i pacifisti siano persone amanti della giustizia e della pace. Qualcuno (forse) in buona fede crede e qualcuno in malafede finge di credere che l’ISM, International Solidarity Movement, di cui faceva parte anche la famigerata Rachel Corrie, (qui ripresa due settimane prima della morte mentre, con la faccia stravolta e deformata dall’odio, istruisce un gruppo di bambini palestinesi sul corretto uso delle bandiere antipatiche)


sia un’organizzazione votata alla difesa dei più deboli e al sostegno della giustizia. Tutto ciò è FALSO: l’ISM è un’organizzazione violenta e pesantemente collusa con il terrorismo, come è irrefutabilmente dimostrato in questo prezioso documento.

ISM 

Quanto all’episodio dell’ufficiale che ha colpito al viso l’angelo biondo, innanzitutto credo sia il caso di ricordare che, a differenza di quanto accade non molto lontano da lì, l’ufficiale non si è visto arrivare medaglie ed elogi, non si è visto intitolare vie e scuole e stadi, non è stato immortalato in immagini da tenere in casa a mo’ di santini, bensì è stato immediatamente (e giustamente) sospeso dal servizio. In secondo luogo, per avere le idee un po’ più chiare sul pur grave episodio e distinguere i fatti dalla loro strumentalizzazione e dalla propaganda, invito chi se la cava meglio con il francese ad andare qui (dove sono comunque fruibili le immagini, anche da parte di chi non conosca la lingua), e chi non ha problemi con l’inglese qui.

barbara

AGGIORNAMENTO: ecco il volto sfigurato della vittima della brutale violenza israeliana:

(no, non sto dicendo che va bene così. Ma un po’ di misura nel riportare i fatti non guasterebbe) (resta poi da capire come mai capiti di vedere addosso agli amici dei palestinesi la kefia giordana, ossia di quelli che in un paio di settimane hanno fatto fuori più palestinesi che Israele in più di mezzo secolo…)

AGGIORNAMENTO 2: in questa foto si può vedere come gli angelici pacifinti siano armati con pugnali e coltelli che a distanza ravvicinata possono essere armi micidiali.


Notare come gli occhi di tutti i presenti convergono sul coltello. Notare anche come quello con lo zaino impedisce al militare di raggiungere il terrorista. Questo è il clima che ha portato all'”aggressione” che come si vede dai risultati è più fotogenica che reale (grazie a David Pacifici per il documento)


In questo ritaglio, anche se sgranato, la lama si vede meglio.