CON ANNI TANTI E VOCE POCA

Una grande artista resta sempre una grande artista, e riesce sempre a trasmettere emozioni, sensazioni, brividi (vero che li sentite anche voi quei brividi che corrono lungo la schiena?) come vent’anni fa, come quarant’anni fa, come sessant’anni fa (qui ne ha ottantotto; pochi giorni fa ne ha compiuti novanta).

Grazie per la poesia, il vento, la vita
Grazie per il bosco, il sale, il pepe, il miele
Grazie, tante grazie comunque, il sangue, la regina
Grazie per tutta la gioia, le campane, la scena
Grazie ma come dirlo, grazie la carne
Grazie per tutto il piacere a vederlo venire
Grazie i giorni di rabbia, la vita intera
Grazie per le sere d’inverno, calore, luce
Grazie per i chilometri, la strada, rinascere
Grazie alle camere d’albergo, il loro letto, il loro cielo,
Grazie per tutti i grazie sulla terra, la notte
Grazie per tutti i tuoni ribelli, deserti
Grazie per le emozioni, una lacrima va bene
Grazie l’avventura, l’aria, il tempo, il mare
Grazie per la poesia, il vento, la vita

barbara

OTTANTOTTO ANNI SPESI BENE

E fra due mesi, chi avrà la fortuna di trovarcisi, la potrà vedere e ascoltare a Tel Aviv.

 

No, Signore, non ho vent’anni
Vent’anni è l’età difficile
Non è il tempo migliore,
Io lo so, l’ho vissuta.
Ho ballato su alcuni vulcani,
Ho bucato le scarpe,
Dei miei sogni e del mio tormento
Mi sono fatta un cuscino.
E ancora oggi dico:
Io sono come sono.

Sì, mi ricordo i giorni,
Quando i giorni andavano
Come un sogno al contrario.
Sì, mi ricordo le notti,
Quando gli uccelli parlavano
Sotto la penna di Prévert.

No, Signore, non ho vent’anni.
Vent’anni sono una piccola cosa
Io non ho mai avuto il tempo
Di avere paura della notte.
Casa mia è un sole nero
Al centro della mia testa,
Ci faccio l’amore con la speranza
E con l’anima dei poeti.
I poeti sono bambini,
Bambini importanti.

Io, Signore, quando avevo vent’anni
Ero già persa,
Persa, la rabbia tra i denti,
Superbamente persa!
Io, ballavo con dei morti
Più vivi dei viventi
E abbiamo inventato l’età dell’oro
Sulla soglia dei mattini bianchi.
E ho sempre, incatenato al mio corpo,
Lo stesso sole sorgente.

No, Signore, non ho vent’anni!

(Traduzione mia)

barbara