UNA BELLA INFILATA DI VIDEO

A completamento del post con le immagini dei bambini ucraini addestrati dai nazisti del battaglione Azov, guardatevi questo tenero bambino (per qualche motivo che ignoro, postando direttamente il video, questo non risulta accessibile).

A un amico che ha ripreso dal mio blog alcune di quelle foto, una banda di buontemponi hanno scritto nei commenti: “Ma per piacere. Piantatela con queste str… dove è scritto che si addestra? Diffondete odio inutile e pericoloso”, “Sta al lunapark”, “evidentemente gli piace far figure di emme!”, “siete voi che fate una propagansa filorussa vergognosa. Si vede benissimo che è un luna park” “è un luna park”, “E’ evidente che quel bambino si sta divertendo in un Luna Park. Basta osservare attentamente tutt’intorno. Il resto è mala fede condita di forte risentimento ideologico” “È in un luna park mi sa…” “È un luna park”. Bene, ora vi porto a fare un giro al luna park. Il titolo del film, del 2017, è “Azovets”: Figli della Grande Ucraina. La didascalia recita: Un cortometraggio sul campo di Azov. Chi sono i “cadetti”? Perché i bambini escono con le mitragliatrici? Come viene costruita la Grande Ucraina in questo momento?

Qualche differenza rispetto alla gioventù hitleriana? Da questo film sono passati quattro anni e mezzo: quanti di loro sono stati mandati a farsi ammazzare? A quanti di quei genitori fieri dei figli che imparano la disciplina e il patriottismo, adesso non è rimasta che una foto? E, cosa importante da ricordare: quando vengono armati i civili – cosa ammiratissima dai coglioni di casa nostra – questi cessano automaticamente di essere civili: in base alle convenzioni di Ginevra e dell’Aja, una persona con un’arma NON è un civile, con l’aggravante di non avere una divisa che lo contrassegni specificamente come combattente; il che comporta che il nemico, sapendo che ci sono civili armati, nel momento in cui ne vede uno davanti a sé non aspetta di vedere se quello gli spara addosso per sapere se è armato o no. Il secondo obiettivo del soldato è sconfiggere il nemico e vincere la guerra, il primo è cercare di restare vivo. Se sai che ci sono combattenti privi di divisa e di qualunque segno di riconoscimento, tu spari, legittimamente, su tutto quello che si muove. A proposito, sento da ogni parte che chi riconosce le ragioni della Russia, o anche, molto più semplicemente, si pone domande su cose ambigue propinate dai mass media, odia l’occidente. Beh, gli altri non so, ma io non mi sogno minimamente di odiare l’occidente. Sono semplicemente allergica ai cretini, tutto qui.

Poi una (ennesima) testimonianza di una ragazza ucraina russofona in fuga dalle milizie ucraine

L’immancabile Soros

Un piccolo promemoria per gli smemorati

Un altro video importantissimo. Vedo continuamente sbeffeggiare quelli che “credono” all’esistenza di laboratori sotterranei per lo sviluppo di armi batteriologiche. Ecco, questo video lo dedico a loro. Non perché mi illuda che qualcuno di loro sia capace di aprire gli occhi, ma semplicemente per togliergli l’alibi dell’ignoranza in buona fede.

Poi, per distrarci un attimo dalle tragedie, ammiriamo l’uomo che ha scatenato la guerra in Ucraina e che ha in mano i codici nucleari, mentre porge la mano al suo angelo custode che però è timidissimo e ha preferito eclissarsi

mentre questa è la caricatura del suddetto apparsa alla televisione saudita

Due parole sull’informazione scientifica che viene propinata dai mass media: uno, e due.

Poi, sempre a proposito di palle stratosferiche, avrete sicuramente sentito quella dei forni crematori portatili che i russi usano per far sparire le prove dei propri crimini (salvo dimenticarne qualche centinaio sulla strada, ma non stiamo a sottilizzare), il tutto dimostrato dalle foto. Peccato che queste risalgano al 2013 (come cantava l’immortale George Brassens, co uno zé mona, el zé mona).
E infine un altro po’ di sbufalamenti.

DA MARIUPOL/ “Bombe, fake news, corridoi umanitari: vi racconto quello che ho visto”

“L’esercito russo sta combattendo con le mani legate: non vuole causare troppe distruzioni”. Da Mariupol, parla il fotografo Giorgio Bianchi

Da quando è cominciata la guerra in Ucraina si sente continuamente dire che la prima vittima è la verità. Le fake news da una parte e dall’altra sarebbero innumerevoli, tanto che c’è anche chi è convinto che i civili massacrati nelle città occupate dai russi sarebbero una invenzione o più semplicemente “vittime collaterali”. In fondo in tutte le guerre i civili sono vittime.
Per questo abbiamo raggiunto a Donetsk Giorgio Bianchi, giornalista e fotoreporter, inviato di guerra per Visione TV in Ucraina: “Gli ucraini sono condannati a combattere perché l’Occidente ha messo a disposizione l’apparato propagandistico: la vera arma in mano a Zelensky non sono i carri armati o i missili, ma l’apparato propagandistico, che però è un’arma a doppio taglio. Sono condannati a stare dentro la narrazione che è stata costruita”, ci ha detto in questa intervista.

Hai notizie precise da Mariupol? Gli indipendentisti hanno detto di aver occupato il porto commerciale. Ti risulta?
Sì, da quello che so il porto è stato preso; tornerò a Mariupol nei prossimi giorni.

Ma la città non è circondata? Si può entrare?
In realtà, a Mariupol si entra e si esce come si vuole. Ci sono andato alcuni giorni fa, dovevo girare delle riprese in un carcere dove gli ucraini, da prima dell’invasione, tengono i prigionieri politici, ma ci siamo dovuti fermare, perché erano in corso combattimenti troppo violenti e la strada era bloccata.

In altre occasioni sei riuscito a entrare a Mariupol?
Sì, sono stato in un palazzo alto tredici piani, da lassù si vedevano tutti i combattimenti in corso, si scorgeva la grande acciaieria, che è una delle basi ucraine, andata in fumo per i bombardamenti massicci dei russi.

Che cosa hai visto in quella città?
A Mariupol ormai vivono solo donne, anziani e bambini. Ci sono ancora cellule di soldati ucraini, che cercano di confondersi con i civili, ma è difficile passare inosservati se sei un uomo, perché vieni subito fermato per controlli.

Mariupol è davvero stata rasa al suolo come viene detto?
No. Quando sono andato la prima volta mi avevano inviato una infografica in cui si diceva che il 90% della città era distrutto. Ho tentato di sapere da dove avessero estrapolato quel dato e si sono giustificati dicendo che allora poteva essere il 70%. Una seconda volta, usando dei dati ritenuti ufficiali dal sindaco ucraino, mi hanno parlato di 5mila civili morti, sostenendo che era stato distrutto il 50-60% della città. Si diceva che a Mariupol c’erano ancora 250mila civili, un altro dato che contraddice quello di chi parla di 100mila persone. Era evidente che usavano solo dati parziali, a seconda di come fa loro comodo.

Ma tu cosa hai visto direttamente?
Sicuramente la periferia è devastata, perché i suoi edifici vengono utilizzati come se fossero le mura di una fortezza, con palazzi alti dodici o tredici piani di cemento armato, in cui le finestre sono delle feritoie. Gli ucraini hanno messo i civili nelle cantine o li hanno spostati in altri quartieri. Hanno usato i palazzi civili come mura difensive, quindi sono stati colpiti e distrutti. La gente che ho intervistato afferma che ci sono state discussioni accese con i militari. Dicevano loro: ma se mettete un carro armato all’angolo del palazzo, poi sparate e ve ne andate, è chiaro che i russi rispondono e colpiscono le nostre case.

E i soldati cosa rispondevano?
Dicono che c’è la legge marziale e possono fare quello che vogliono. Ho intervistato una signora che mi ha raccontato di una coppia andata dai militari a chiedere spiegazioni. Un soldato ha detto al marito: fai stare zitta quella c…, se no ci pensiamo noi. Un’altra donna è stata colpita in faccia con il mitra. Mariupol non è tutta a fianco degli ucraini, buona parte della popolazione è russa, è una città particolare, in cui molti aspettavano i russi come liberatori.

In realtà, un tuo collega che si trova anche lui nel Donbass ha dichiarato alla televisione italiana che anche i russofoni sono delusi da come si comportano i russi: non si aspettavano bombardamenti e attacchi così violenti, tanto da colpire anche loro. È così?
Non è vero, sono tutti a favore dei russi, si aspettavano di essere inglobati nella Federazione Russa, come è successo in Crimea. È chiaro che dopo un mese senza luce, acqua e gas, staccati dagli ucraini, non siano contenti. Ma anche il Washington Post ha rivelato che gli ucraini usano i civili come scudi umani. Chi vuole andare via deve essere messo in condizione di andare via e chi vuole restare resti.

I corridoi umanitari, però, non ci sono o vengono bombardati e si parla anche di migliaia di ucraini deportati in Russia, è vero?
Questa è una cosa assurda. All’inizio dicevano che non c’erano corridoi umanitari, ma non è vero, c’è gente che entra ed esce in continuazione. Chi afferma che i russi bombardano i corridoi umanitari verso ovest e lasciano liberi quelli verso la Russia, sempre ammesso che sia vero, non tiene conto che l’importante è mettersi in salvo. In un attacco in cui si prevede che anche la zona occidentale del Paese possa essere invasa, meglio scappare a oriente, perché i russi sono più forti.

Meglio cioè mettersi in mano agli invasori pur di non morire?
Solo in Italia si dice che l’esito della guerra non è scontato. In realtà, se i russi volessero, potrebbero vincere e chiudere la guerra in una settimana. Se questo non è stato fatto, è perché c’è un legame con il popolo, visto che 17 milioni di ucraini sono russi e Mosca non vuole fare un massacro. Non si può definire deportazione il legittimo desiderio di fuggire dove è più facile.

Da quanto vedi e senti gli ucraini combatteranno fino all’ultimo?
Gli ucraini sono condannati a combattere, perché non possono fare altrimenti.

In che senso?
L’Occidente ha messo a disposizione il suo apparato propagandistico: la vera arma in mano a Zelensky non sono i carri armati o i missili, ma l’apparato propagandistico. Però è un’arma a doppio taglio e ormai gli ucraini sono condannati a stare dentro questa narrazione. Prendiamo l’esempio delle trattative: l’Occidente non vuole che si facciano. L’esempio del diplomatico ucciso dopo il primo giro di incontri è emblematico: era uno che non ci stava a questo gioco ed è stato fatto fuori.

Quindi, secondo te, si andrà avanti a oltranza?
L’esito della guerra è scontato, vinceranno i russi. I soldati russi combattono con le mani legate dietro la schiena, non devono ammazzare i civili, non devono causare troppa devastazione. La Russia ha ancora diverse marce a disposizione, per ora stanno usando solo la prima. Mosca potrebbe, ad esempio, chiedere aiuto alla Bielorussia per occupare Kiev, visto che hanno un esercito motivato e ben addestrato, ma la Bielorussia non sarebbe in grado di sostenere le sanzioni economiche imposte dall’Occidente. (Qui)

E dopo le foto del modello cicciobello in posa da grullo

e una serie di domande senza risposta,

(e, ultim’ora, l’ipotesi che a colpire la nave russa possa essere stato un missile inglese o americano, nel qual caso la guerra mondiale sarebbe davvero alle porte) concludo con una bella tempesta russa

barbara

E PRIMA CHE LA GIORNATA DI NATALE FINISCA

Un pensiero al nostro amato governo

che però non è per mania di protagonismo: il motivo c’è:

e i miei due antidepressivi preferiti, uniti in un unico spettacolo

(quindici anni! Peccato solo quel fastidiosissimo battimani per segnare il tempo, che nella marcia di Radetsky ci sta d’incanto, ma altrove disturba proprio, e quegli imbecilli ormai lo fanno dappertutto, perfino sulla musica classica)

barbara