CHI PUÒ E CHI NON PUÒ. I VACCINI E LA SCUOLA PER BIMBI RICCHI E SANI

C’era una volta una mamma povera, una mamma sola, che lavorava tutto il giorno per guadagnare appena il necessario. Il suo unico figlio, un bel bambino di sei anni, aveva una brutta malattia: un dottore, con l’aria di chi avrebbe voluto essere dall’altra parte del mondo in quel momento, le aveva detto un giorno, quasi senza guardarla in faccia, “Leucemia, signora, mi dispiace”.
La mamma non si era arresa: affrontava il calvario di cure e ospedali con coraggio, voleva che suo figlio conducesse il più possibile una vita normale, che andasse a scuola, che potesse giocare con gli amichetti. C’era un problema, però: il bambino era molto vulnerabile alle malattie, e, a causa della leucemia, non poteva essere vaccinato. “Immunodepresso”, le avevano detto che si diceva.
La mamma cercava di tenerlo protetto più che poteva, ma il bambino era deciso: adorava leggere, sapeva già scrivere, disegnava benissimo, aveva tanta voglia di trovare nuovi amichetti, insomma era ansioso di iniziare a frequentare la scuola. Aveva tenuto da parte i soldini ricevuti al compleanno per potersi comprare da solo un bel diario e lo zainetto di Spiderman, era raggiante di felicità il giorno che la mamma lo aveva accompagnato in cartoleria a prenderli.
Quando la signora, però, andò a parlare con la segreteria di una delle migliori scuole della città, per assicurarsi che suo figlio sarebbe stato protetto e al sicuro, dubitò di aver capito bene le parole che aveva appena sentito.
– Mi scusi, forse non ho compreso bene: lei mi sta dicendo che…?
– Che quest’anno non possiamo garantirle che suo figlio sarà al sicuro dal morbillo, signora, noi non ci assumiamo la responsabilità di iscriverlo.
– Ma che significa che non potete garantirlo? Come? Perché?
– Perché, signora, le altre mamme della scuola, la moglie dell’avvocato X, la professoressa Y, la scrittrice Z, non hanno voluto vaccinare i figli.
– Ma come non hanno voluto? E se provo in un’altra scuola?
– Eh, signora, ma è uguale dappertutto. Sa tutto quello che si legge su Internetz, non si sa mai, e se il figlio gli diventa autistico?
– Ma… ma mio figlio la leucemia ce l’ha già, sicuramente! Ma come devo fare? Non può andare a scuola?
– Eh no, signora, suo figlio è meglio che a scuola non ci vada. Si faccia fare un certificato dal medico.
– Ma io mio figlio a scuola ce lo voglio mandare, lui ci vuole andare, vuole venire a imparare, a conoscere gli altri bambini, gli piace tanto leggere, sa, ha già cominciato a scrivere qualche parolina… non si potrebbe fare una legge che obbliga i genitori dei bambini sani a vaccinarli, così non si ammalano né i loro figli né il mio?”
– Eh signora, ma non vorrà mica che la moglie dell’avvocato si senta conculcata nel suo diritto di scelta.
– Ma…e il diritto di mio figlio a una vita normale?
– Signora, ha mai visto “Il Marchese del Grillo”? Bel film, con Alberto Sordi, glielo consiglio. “Io so’ io, e voi nun siete ‘n c…”, diceva. Proprio divertente.

Questa, purtroppo, non è una ricostruzione di fantasia, un’ucronia, uno scenario apocalittico: è la storia dell’Italia del 2018, dove un bambino povero e malato può essere cacciato fuori dalla scuola e dalla vita di società senza che nessuno faccia un plissé, per assecondare i capricci delle mamme ricche e complottiste.
Questa è la storia di un Paese che, con una clausoletta a un decreto dal già significativo nome di Milleproroghe, decide di tutelare la “libertà di scelta” a scapito di chi scegliere non può, i ricchi a svantaggio dei poveri, i forti a svantaggio dei deboli, i sani a svantaggio dei malati. E poche, pochissime, sempre di meno sono le voci che gridano contro questo orrore.

Marianna Mascioletti

Poi abbiamo una vice presidente del senato, tale Paola Taverna, che urlando come se le stessero strappando le palle, spiega che “i centri vaccinali sono similabili a quelli che vengono paragonati i marchi per le bestie”. Qualcuno dice che il problema non è la sintassi, e invece sì: mia madre aveva la terza elementare, non ha mai letto un libro e non ha mai frequentato persone più istruite di lei (a parte mio padre, che è arrivato alla quinta), ma a questi livelli non è mai arrivata. Una persona, fosse anche analfabeta, che si esprime in questo modo si dimostra incapace di articolare un pensiero, tutto il resto ne è la logica conseguenza. L’importante comunque è che i bambini si facciano trovare a casa.
morbillo
Qualcuno ha anche avanzato una proposta per le mamme informate, che sarebbe questa,
mamme informate
ma Stefano Rambelli giustamente obietta: “Uno solo? Vediamo un po’: i no vax sono avari, iracondi e accidiosi, violenti contro il prossimo e contro se stessi, maghi e indovini, adulatori, ipocriti, consiglieri di frode, seminatori di discordie, falsari e traditori…. Qui ci vuole un inferno intero per i no vax, altro che un unico girone!” Concordo pienamente.

barbara

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DUE PAROLE: CHE SCHIFO

vaccini
L’indecenza dei fanatici cultori della superstizione più in voga del momento, non molto diversa da quella di chi si ostinava a negare la natura della peste e vi poneva rimedio con affollate processioni, davvero non ha limiti. E ora ascoltiamo le parole di chi non si occupa di oroscopi o scie chimiche bensì di scienza, quella che salva la vita a noi e ai nostri figli.

Roberto Burioni, Medico

E’ ora di parlare del bambino morto di morbillo, per fare un poco di chiarezza tra le mille scemenze che si leggono.

1) il bambino è morto di morbillo, non di leucemia. La leucemia infantile qualche tempo fa era una condanna a morte senza appello, ora in oltre il 90% dei casi guarisce completamente. Ho sentito alcuni imbecilli dire “l’avrebbe ucciso anche un raffreddore”. Non è vero. Non l’avrebbe ucciso un raffreddore, malattia lieve, e da tantissime infezioni l’avremmo potuto difendere con antibiotici e farmaci vari. E’ morto di morbillo, malattia grave per la quale non abbiamo una cura. Insomma, questo bambino stava attraversando la strada lentamente con una gamba rotta e le stampelle: qualcuno l’ha investito e ucciso. E’ morto per colpa della gamba rotta? Direi di no.

2) Chi l’ha investito? Il bambino è stato contagiato da un individuo NON VACCINATO. Che si trattasse del fratello, del cugino, del panettiere o dell’amante del nonno poco importa. Era una persona non vaccinata. Proteggere una persona immunodepressa dal morbillo è difficilissimo, in quanto chi ha contratto il morbillo è infettivo anche i due giorni PRIMA dell’insorgere della malattia. Curarla è impossibile: non abbiamo farmaci efficaci. L’unico modo in cui possiamo difendere queste persone è attraverso l’immunità di gregge, che è tanto vera quanto la forza di gravità. Per ultimo, e non vorrei ripeterlo, CHI E’ VACCINATO CONTRO IL MORBILLO NON TRASMETTE IL VIRUS. Chi vi dice il contrario è un bugiardo o un somaro (è consentito il cumulo delle cariche) e se vi cita un “bugiardino” non sa neppure leggere, perché l’unico virus vaccinale tra quelli in uso che in casi rarissimi (cinque casi su 55 milioni di somministrazioni) si può trasmettere è solo quello della varicella.

E’ il secondo bambino che muore un questo modo negli ultimi tempi. La scienza con i suoi progressi salva dei piccoli dalla leucemia, e questi muoiono di morbillo a causa dell’ignoranza diffusa, dell’egoismo e dell’oscurantismo. Non è tollerabile. Abbiamo un solo modo per evitare l’inevitabile ripetersi di queste tragedie. Alzare la copertura vaccinale in modo tale da ristabilire l’immunità di gregge. Vaccinare tutti i bambini e vaccinare anche gli ex-bambini che, non vaccinati anni fa, sono diventati adulti. I malati di cancro, i bambini troppo piccoli per essere vaccinati, gli adulti che hanno il sistema immune indebolito da malattie o da terapie saranno allora al sicuro. Se questo non avverrà, altri bambini moriranno.
Ricordatelo quando vedete in piazza gente che reclama la “libertà di scelta” sui vaccini. La libertà che invocano è quella di potere fare morire altri bambini.
Lo stato non dovrebbe consentirlo e dovrebbe difendere i più deboli e i più sfortunati.
In California (lo stato di Rhett Krawit, un bambino guarito dalla leucemia che rischiava la vita a causa dei non vacccinati, nella foto)
Rhett Krawit
persone come il bambino di Monza vengono difese, speriamo che accada anche da noi.

PS: molti di voi mi hanno inviato il video di una svanita che dice di essere una giornalista, parla in modo ispirato dei vaccini chiedendomi di commentarlo. Ovviamente non ci penso neanche di dare un minimo di visibilità ad un personaggio di tale – infimo – livello, vi dico solo che è un concentrato delle peggiori scemenze in circolazione e che l’autrice dovrebbe vergognarsi per una azione così grave e così dannosa nei confronti della salute pubblica e della verità. Dovrebbe essere espulsa dall’ordine, ma – seppur si definisca giornalista – non è iscritta a nessun ordine (pure millantatrice, oltre che irresponsabile bugiarda). Per cui il suo insulso blaterare è qualcosa che dobbiamo tollerare in nome della libertà di parola, della quale è possibile abusare.

Fonti:
Measles, CDC Pinkbook
Lancet. 2013 Jun 1; 381(9881) Acute lymphoblastic leukaemia

Sembra che qualcuno, piuttosto che con una punturina, preferisca placare il dio del morbillo coi sacrifici umani. Uno dei loro argomenti è che imporre a un bambino la vaccinazione viola i diritti di scelta del bambino, che non vi si può opporre: chissà se qualcuno di questi informatissimi che non si bevono gli imbrogli della medicina ufficiale ha chiesto ai propri figli l’autorizzazione a sacrificarli, al pari dei cananei che buttavano i propri figli nel fuoco per fare contento il dio Moloch.

barbara