C’ERA UNA VOLTA IN HONG KONG

C’è oggi in Hong Kong  (attenzione: all’interno del video c’è una scena piuttosto violenta)

Così la barbarie dei peggiori genocidi del pianeta si appresta ad assassinare la libertà, ad assassinare la democrazia per arrivare, passo dopo passo, ad assassinare tutte le democrazie del mondo. Con la complicità di alcuni governi.

barbara

SPIGOLATURE 1

Cioè un po’ di cose raccattate qua e là con in mezzo qualche considerazione mia e qualche immagine e vignetta e anche una canzoncina, un po’ per ridere, un po’ per sorridere, un po’ per riflettere, un po’ per andare a cercare un mitra e sparare ad alzo zero. E cominciamo facendo il punto di ciò che abbiamo imparato, che è sempre importante.

Giovanni Orciani

In questa emergenza covid19 abbiamo imparato che:

1) le mascherine non servono (perché non ci sono) però è meglio tenere una sciarpa su naso e bocca;
2) andare a camminare in solitaria o in famiglia è pericoloso, mentre le file al supermercato sono sicure;
3) i nipoti non possono portare la spesa ai nonni, ma gli sconosciuti del delivery sì;
4) le forze dell’ordine hanno abbastanza uomini e mezzi per presidiare il territorio (ricordateglielo quando ne avrete bisogno a emergenza finita, se vi dicono che non c’è nessun mezzo disponibile);
5) i detenuti in custodia cautelare, quindi ancora privi di processo e di condanne definitive, non possono essere messi ai domiciliari ma i condannati in via definitiva per reati di mafia invece sì, anche se le condizioni ex 41 bis, prevedendo l’isolamento degli stessi li pone al riparo dal contagio;
6) tutte le manifestazioni sono sospese, comprese le messe pasquali e i funerali, ma l’ANPI può uscire tranquillamente a manifestare (un’Italia che sarebbe da liberare nuovamente tra l’altro da questa classe dirigente e politica);
7) i soldi per mantenere le aziende non ci sono, ma ci sono per le task force, gli stipendi dei politici e dei dirigenti pubblici e anche per dare le mancette ai sanitari in una manovra esclusivamente demagogica. (vedremo poi con le aziende chiuse come li pagherete gli stipendi pubblici);
8) la sanità lombarda è la peggiore di tutta Italia e le migliaia di italiani che ogni anno salgono nei loro ospedali sono evidentemente scemi: dovrebbero restare in quelli delle rispettive virtuosissime regioni;
9) gli aeroporti sono chiusi, non ci si può spostare da una regione all’altra, ma i porti sono rigorosamente aperti per far attraccare navi spagnole che, evidentemente, nel loro Paese non sarebbero accolte;
10) con un’app si possono monitorare i movimenti dei cittadini italiani (personalmente non ho alcun problema a scaricarla), ma non degli immigrati che richiedono asilo perché verrebbero lesi i loro diritti.
Sì! il 25 aprile dovremmo scendere tutti in piazza per dare un nuovo significato alla ricorrenza della Liberazione!

Dopodiché facciamo il punto anche su quello che abbiamo appreso con l’attesissima e benvenutissima fase 2, che cambierà la nostra vita da così a così (l’avete visto il movimento della mano? No?! Ma come no! Dai, era così chiaro!)

Stella Tarolla

Allora, vediamo se ho capito:

1) il virus non attacca le prime 15 persone che partecipano ad un funerale. Il 16mo è fottuto;
2) il virus non attacca i prossimi congiunti: per la definizione di “congiunto”, il virus applicherà le definizioni contenute nel codice civile. Quindi non fate i cretini: se dite di andare dai nonni e invece andate a casa di amici, ovvero a casa della moglie di vostro cugino di secondo grado, il virus se ne accorge e vi contagia;
3) da nonna, sì; dalla fidanzata, invece, il virus ti contagia; [poi però si è ravveduto e ci ha aggiunto gli affetti stabili, e immagino che sarà la polizia a decidere, mediante stringenti interrogatori separati, se sono stabili abbastanza o se si meritano una bella multa per avere bluffato solo per farsi una scopata o per passare una mezz’ora con l’amico di asilo-elementari-medie-liceo-università-militare-testimoni di nozze-padrini dei figli eccetera eccetera lungo settant’anni di vita]
4) le 15 task forces e i 450 superesperti che salveranno il Paese dalla catastrofe socioeconomicosanitaria non sanno neanche leggere un calendario… o avrebbero evitato di riaprire i parrucchieri lunedì 1^ giugno, giorno di loro chiusura (non foss’altro per evitare di essere perculati da oggi sino alla suddetta data); si riaprirà il 2 giugno, che non sarà più festa giacché la Repubblica parlamentare è stata soppressa (ve n’eravate accorti, sì?);
5) le udienze civili e penali e, in genere, l’intera attività giurisdizionale riprenderanno il 12 maggio, ma i cancellieri, i funzionari e il personale amministrativo tutto dei Tribunali (compresi i magistrati fuori sede?) continueranno con presidi, turnazioni e Smart working sino al 30 giugno. Quindi, tribunali vuoti, assenza di personale, ma avvocati al lavoro… a fa’ che?!?!?
6) Peppiniello e cosolino so’ stati capaci di fa’ incazza’ pure il Papa… fantastici;
7) “L’Inps ha evaso in un mese quello che normalmente evade in 5 anni” (Churchill de noartri, testuale Traduzione dal Propagandese all’Italiano: all’Inps solitamente non fanno un cazzo, atteso che normalmente impiegano 5 anni per evadere ciò che potrebbero fare in un mese… l’importanza di avere un grande addetto stampa che sa scegliere le parole;
8) in sintesi, non è cambiato un cazzo, tranne l’aver autorizzato e disciplinato i funerali… ci vogliono far capire qualcosa?
9) l’Europa ci invidia… ha detto proprio così. Questa deve avergliela dettata Grillo, che non ha saputo rinunciare a rendere onore al suo passato comico.

E a proposito del Presidente del Consiglio che l’intera Europa, cosa dico, l’intero mondo e le galassie tutte ci invidiano, della sua specchiata onestà e del suo lavorare alla luce del sole e non col favore delle tenebre come fanno invece altri loschi figuri di cui potrei fare nomi e cognomi ma non li faccio per carità di patria, guardate questo che carino!

Passo ora a questo capolavoro di alta strategia internazionale
strategia
E a questo proposito merita menzione la
spettacolare figura di cacca che ha fatto Lilli Gruber propagandando la strasmentita bufala di Trump che vorrebbe iniettare la varechina in vena ai pazienti.

Otto e Mezzo, Lilli Gruber smentita da Riccardo Luna su Donald Trump: gelo in studio

26 aprile 2020

Smentita a casa sua. Si parla di Lilli Gruber, che a Otto e Mezzo su La7 ha dovuto incassare il “colpo basso” di Riccardo Luna, giornalista di Repubblica e componente della task-force del governo contro le fake-news. Il tema erano le controverse dichiarazioni di Donald Trump circa la possibilità di testare iniezioni di candeggina. E la Gruber, rivolgendosi a Fabrizio Pregliasco, presente in collegamento, ha affermato: “Trump ha detto che potrebbero funzionare delle iniezioni di disinfettante, chi può credere ad una simile panzana?”. E Pregliasco ha parlato di “esempio micidiale di disinformazione“, in riferimento alla “ricetta” di Trump. Ma a quel punto si è inserito Luna, il quale ha puntualizzato: “Se si va a vedere la conferenza stampa si scopre che Trump non lo ha detto. Ha fatto una domanda, che è molto diverso”.

Dunque, Luna ha spiegato nel dettaglio quanto accaduto: “Le conferenze sono molto divertenti, se non fosse che stiamo parlando di una tragedia. Trump ne ha dette di tutti i colori, ma questa volta ha fatto una domanda, ha chiesto ad un medico se poteva essere una buona idea, ovviamente non lo era. Si comporta come un uomo della strada. La cosa migliore che è accaduta è che il medico lo ha spiegato, tutta la stampa lo ha spiegato. Il miglior antidoto contro le fake sono la credibilità dei giornalisti e degli scienziati. La domanda di Trump è finita lì”. Evidente l’imbarazzo della Gruber, che con palese stizza e disappunto ha affermato: “Sì sì, diciamo così… era una domanda alla Trump… ma chi non è esperto e poco avveduto e attento…”. Gelo in studio. (qui)

Ma siccome Trump è brutto cattivo e antipatico, la favoletta di Trump che propone di iniettare varechina in vena continuerà a trovare adepti fra i soliti dementi che preferiscono le bufale preconfezionate (e anche prematurate?) piuttosto che la realtà (interessante comunque che la signora Dietlinde, tutta botulino, silicone e filoterrorismo, riconosca di essere non esperta, poco avveduta e poco attenta). E, visto che siamo in tema di sanità negli Stati Uniti, aggiungo un testo scritto da chi ci vive.

Jaime MancaGraziadei

Tutti gli Stati americani sono tenuti a rispettare le leggi Federali. Ci sono ben 2900 ospedali pubblici e “no profit” e tre leggi Medicare (1965) , Medicaid (1966) ed EMTALA (1986) che coprono i non coperti da assicurazione, i non abbienti e coloro che hanno reddito inferiore ai 23.000 inclusi i pensionati, i disabili, i senzatetto, i senza lavoro, ragazze madri e figli… tutti. Il tutto è coperto ed incluso nel welfare USA di 2700 miliardi di dollari ogni anno. E, sempre sotto EMTALA, a NESSUNO possono essere rifiutate cure. Alle volte si recano in un Urgent Care, un gabinetto poliambulatorio NON attrezzato con semplici infermieri e quasi mai dottori come il ragazzo deceduto in California recentemente, e quindi, non potendo intervenire, li indirizzano al più vicino ospedale, come infatti è successo. Tutti gli altri vengono curati ed, a seconda della polizza scelta, parte la pagano loro il resto dalle assicurazione o, se hanno scelto copertura totale, paga tutto l’assicurazione.

Aggiungo che noi, con la nostra preziosissima sanità pubblica, lasciamo allo stato molto più di quello che un americano paga per una copertura totale, che comprende visite, diagnostica, medicine, ricoveri, interventi chirurgici e dentista. Io solo con quello che ho speso di dentista almeno un bilocale lo avrei comprato. Oltre a tutto quello che devo spendere in aggiunta di ticket per medicine mutuabili e prezzo intero per quelle che non lo sono, visite specialistiche private perché altrimenti devo aspettare anche sei mesi o più, ed esami diagnostici privati perché per quelli convenzionati – e comunque con ticket di molte decine di euro – ho trovato liste d’attesa addirittura di 21 mesi. Quindi sarebbe ora di finirla con le bufale sulla sanità americana che lascia morire i poveri mentre da noi salva tutti. Così come ci salva il conticino
salvataggio
che si circonda di esperti per poter fare sempre le scelte giuste
tampone
e soprattutto mette al primo posto e la sicurezza degli italiani
mafia
e la giustizia per tutti,
contrario
ma contemporaneamente salvaguarda la nostra libertà, permettendoci di scegliere la nostra sorte
fragola
E infine ecco la canzoncina, di uno che non è mai stato fra i miei amori, ma questa cosetta qui mi è piaciuta un sacco.

barbara

MACEDONIA

Nel senso di un po’ di roba mista. E comincio con una sacrosanta osservazione

Angelo Michele Imbriani

A chi dice che l’unico sistema che ha sempre fermato le epidemie è la quarantena, rispondo due cose:
1. La quarantena nella storia non ha mai funzionato.
2. La quarantena si applicava ai malati. Noi la stiamo applicando ai sani.
Abbiamo adottato il principio della “presunzione di malattia”, simile a quello della presunzione di colpevolezza dei tribunali dell’Inquisizione.

Sacrosanta verità che la dittatura sotto la quale stiamo vivendo, e che ci sta sistematicamente assassinando, ha capovolto le normali misure di sicurezza in caso di epidemia, mettendo agli arresti domiciliari i sani. E sacrosanta verità che non funziona: l’8 marzo, prima della chiusura, i morti sono stati 366; il 10 marzo, secondo giorno di arresti domiciliari, i morti sono stati 631; il 27 marzo, diciannovesimo giorno di arresti domiciliari, 969; il 7 aprile, trentesimo giorno di arresti domiciliari, 604; il 17 aprile, quarantesimo giorno di arresti domiciliari, sono stati 575 – e stiamo sempre parlando solo di quelli ufficiali. Qualunque persona di buon senso prenderebbe atto che non ha funzionato e che forse è il caso di cercare qualche altra soluzione, ma i nostri geni no: i morti sono ancora tanti e quindi bisogna andare avanti, forse fino a metà maggio, forse di più, non so, chissà, forse, vedremo, ne riparleremo, se la gente crepa cazzi suoi.

Ho ricevuto una mail da un’amica. Lavora in un’attività di proprietà dell’ex marito; una parte è stata chiusa, il resto procede a regime ridottissimo, da subito ha dovuto lasciare a casa un dipendente, adesso altri due. A lei è stato costretto a sospendere l’assegno per il mantenimento dei figli perché non li ha, non ci sono, non saltano fuori da nessuna parte. Quanti ce ne sono in Italia in queste condizioni?

Nel frattempo qualche sindaco trova che le vessazioni cui siamo sottoposti ancora non bastano, e istituiscono le ronde di cittadini da sguinzagliare per la città in modo che non un solo vecchietto che si ferma un attimo a tirare il fiato
Grugliasco
possa sfuggire ai cani da caccia assetati di sangue. Perché il pericolo sono loro, gli incoscienti vecchietti sulla panchina, i delinquenti che nuotano in mare, i farabutti che corrono sulla spiaggia, i criminali che corrono nei parchi, loro, ricordiamolo sempre!
pericolo
Ma secondo qualcuno si potrebbe fare decisamente meglio
spiegare
e il qualcuno in questione è il medico – anzi aspetta, adesso te lo ridico meglio: IL MEDICO – che aveva postato la prima storiella edificante che avete letto qui. Certo, meglio ancora sarebbe fare come in Nigeria, dove per far rispettare la segregazione l’esercito è riuscito ad ammazzarne più del virus, ma bisogna avere pazienza, non ci si può arrivare tutto in una volta. Comunque già ben 42 anni fa il grande Stefano Rosso aveva capito tutto:

Nel frattempo ci sono persone a cui tutto questo provoca problemi a cui difficilmente, se qualcuno non vi attira la nostra attenzione, ci verrebbe da pensare: sono i sordi, che interagiscono socialmente leggendo il labiale, e adesso il labiale non c’è più. Poi volendo ci sarebbero anche questi problemi qui,
cieco
e c’è poco da ridere, che non sono mica problemi da poco, eh!
Però se pensate che il nostro amato governo, churchillianamente retto dal signor Conte Giuseppe che forse ha addirittura studiato in America anche se forse però no, e forse ha studiato anche a Vienna, anche se forse però anche quello no ma non stiamo a sottilizzare che ci sono problemi ben più gravi a cui pensare, il nostro amato governo eccetera, dicevo, se pensate che nel frattempo se ne stia lì con le mani in mano mentre qui noi si soffre e si muore e il personale medico deve infilare i piedi nelle buste della spesa perché manca anche quella protezione lì,
buste
e a noi invece la busta della spesa la controllano per vedere se davvero abbiamo acquistato generi di prima necessità e non per caso, diocenescampieliberi, una bottiglia di vino o un paio di lampadine, e chissà se gli assorbenti saranno consentiti, se pensate questo, dicevo, beh, vi sbagliate di grosso, perché il nostro churchillino di casa – che a me se proprio devo dirla tutta pare tanto un vispo tereso, ma si sa che io sono cattiva dentro e di quello che dico non si deve tenere conto – ne fa di cose, oh se ne fa! Leggere per credere!
Sallusti
E comunque non abbandonate la fiducia, che noi siamo in mano agli esperti:
esperti
(e ignorante come una capra, oltretutto, dove nel tutto oltre va inserita anche la modestissima intelligenza mostrata tutte le volte che volte che si è trovata a dover dire due parole senza il testo preparato dai suoi burattinai).
E per concludere, se sentite che la rabbia sta montando troppo e sta rischiando di sopraffarvi…

barbara

NEL NEGOZIO DI BIANCHERIA

– Vorrei dei calzini neri.
– Calze o collant?
– Calzini.
– Calzettoni? Quelli al ginocchio?
– No, calzini.
– Ah quelli corti? Alla caviglia?
– Sì, calzini.
– Allora, ci sono questi coi brillantini…
– No, mi servono neri.
– Poi ci sono questi con le stelline.
– No, mi servono neri.
– Ah, proprio tutti neri? Allora ci sarebbero questi col ponpon…

(no, dico, ho sessantasette anni! Lo so che me li porto benissimo e dimostro almeno tre quattro mesi di meno, ma cazzo, i calzini col ponpon mi vieni a proporre?)

– Oppure questi col fiocchettino di raso…
– Senta, se vuole vada pure a servire la signora, che mi cerco io qualcosa.

Alla fine li ho trovati, tutti neri, senza fronzoli, di quattro tipi diversi. Ne ho presi sei paia, per un totale di 11 euro (è per questo che vado lì).

Dopodiché, anche se non c’entra niente, ci metto questa

Che poi mentre lo scrivevo mi è tornata in mente quella volta dalla fruttivendola a Brunico:

– Mi dà mezzo chilo di ciliegie.
– Pomodori?
– No, ciliegie.
– Pomodorini ciliegia?
– No, ciliegie.
– Ma insomma, vuole pomodori o vuole ciliegie?

E visto che ci ho messo l’aggiunta, metto l’aggiunta anche di video

Che un attimo di tregua ci vuole. Poi domani si riparte.

barbara

PADRE E FIGLIO

Già una volta ho avuto modo di osservare che i libri sembrano vivere di vita propria, e questo libro lo conferma. Mi è stato regalato a Natale del 1965: è rimasto lì, dimenticato, ignorato per oltre mezzo secolo, sopravvissuto a una mezza dozzina di traslochi, alle lunghe assenze dei soggiorni africani, alle lune e ai soli, ai mesi e alle stagioni… Poi ho letto il libro di Simone; finito quello sono andata alla libreria dei libri non letti e la mano si è diretta su questo, di cui ignoravo del tutto l’esistenza, per non parlare del tema.

Questo, a differenza del precedente, è un libro rigorosamente autobiografico. I genitori dell’autore, calvinisti estremisti, non appena vengono benedetti, non più giovanissimi, dalla nascita di un figlio, si affrettano a “dedicarlo al Signore” e a dire che se il Signore vorrà riprenderselo presto, loro Glielo lasceranno volentieri, perché sicuramente Lui sa meglio di loro che cosa sia giusto fare, e con grande frequenza lo ripetono anche al bambino, che se dovesse morire loro saranno contenti di restituirlo al Signore, al quale fin dalla nascita è stato dedicato. Nella vita del bambino non entrano giochi, non entrano letture profane, non entrano bambini con cui giocare, non entrano argomenti diversi da quelli religiosi, se non quelli relativi all’attività del padre scienziato – ma scienziato alquanto sui generis. Non è previsto neppure che, una volta diventato adulto, svolga una qualche attività per guadagnarsi da vivere, perché la sua vita tutta intera deve essere dedicata al Signore. E tutta la sua vita si svolge nella piccolissima comunità dei “convertiti”, chiamati “i Santi”, ossia quelli che hanno visto la luce e, dopo un rigoroso esame, hanno ricevuto un secondo battesimo per immersione totale – e guardando con sufficienza, se non con disprezzo, quelli che “credono nel pedobattesimo”. Quando finalmente si decide a mandarlo a una scuola, gli ricorda a ogni istante che ai suoi compagni deve parlare di Dio, sempre, senza mai stancarsi, solo di Dio, e se non fanno parte della loro comunità, non deve frequentarli. Va da sé che solo i membri di quella piccolissima comunità sono destinati alla salvezza: tutto il resto dell’umanità, non importa quanto buoni, non importa quanto cristiani, non importa quanto osservanti e praticanti, non importa quanto devoti, non importa quanto dediti alla preghiera e alle opere di carità, bruceranno per l’eternità tra le fiamme dell’inferno.

Vi sentite soffocare? Immaginatevi quel povero bambino!

Quando poi è costretto a mandarlo a studiare a Londra, lo martella con lunghissime lettere quotidiane, in cui gli chiede assillantemente di confermargli che la sua fede è saldissima, che si sente sempre consacrato al Signore, che nella sua mente non vi sono pensieri se non quelli dedicati al Signore, esigendo risposte immediate, altrettanto lunghe e altrettanto dettagliate. E ancora non siamo arrivati al clou.

I nostri pensieri erano in quel tempo tutti assorti nell’aspettazione di una prossima venuta del Signore che, come mio Padre e quelli a lui uniti dalla stessa fede credevano, sarebbe apparso senza il minimo avvertimento e avrebbe assunto con sé in gloria eterna tutti coloro che accettando la Redenzione si erano assicurati l’immortalità. Questi erano, in complesso, ben pochi, e pensavamo che il mondo, dopo pochi giorni di sbigottimento per la totale sparizione di queste persone, sarebbe tornato alle sue normali abitudini di vita, solo affondando più rapidamente nella corruzione morale, data la partenza di quelle anime elette. L’interpretazione di una profezia aveva convinto mio Padre che questo evento era assolutamente imminente, e a volte, quando ci separavamo dopo cena, egli soleva dire, con una luce di rapimento negli occhi: «Chissà? magari domani potremo trovarci lassù, con tutta la corte dei Santi di Dio». […]
Mio Padre visse ancora per un quarto di secolo senza mai perdere la speranza di «non conoscere la morte», e quando si avvicinò agli ultimi momenti era profondamente amareggiato per quella che considerava una meschina ricompensa alla sua lunga fede e pazienza.

La rottura, naturalmente, è inevitabile. Estremamente dolorosa per entrambi, a causa del grande affetto che nonostante tutto li unisce, ma quando il giovane arriva ad avere ben chiaro che per accontentare la follia paterna dovrebbe sacrificare tutta intera la propria vita, la propria intelligenza, la propria creatività, la  propria capacità di comunicare col prossimo, ossia, da cristiano profondamente credente, tutti i doni che Dio gli ha dato, non può fare altro che scegliere la libertà.

Edmund Gosse, Padre e figlio, Adelphi
padre e figlio
barbara

DEMOCRAZIA E LIBERTÀ

“La democrazia sono due lupi e un agnello che votano su che cosa avere per cena. La libertà è un agnello bene armato che contesta il voto”
Benjamin Franklin, (1706-1790) uno dei Padri Fondatori degli USA e firmatario della Dichiarazione d’Indipendenza e della Costituzione Americana.

Ma sembra che molti, troppi, abbiano dimenticato la seconda parte e si diano un gran da fare a sostenere il voto dei lupi.

barbara

CAMMINO

Ufficialmente, in realtà, andrei in pensione il primo settembre, ma il mio servizio è di fatto terminato, e cammino. Per decenni non l’ho fatto, tranne che al mare – e l’anno scorso, con le zampe bendate e col bastone, neanche lì. Adesso sto dando libero sfogo a questo bisogno, a questa voglia, a questo piacere: sono qui seduta al computer e improvvisamente mollo tutto e vado a camminare; sono seduta in poltrona a leggere e improvvisamente mollo tutto e vado a camminare; sono in cucina a preparare qualcosa e improvvisamente mollo tutto e vado a camminare: è una tale sensazione di leggerezza, di libertà!
Vabbè, questo per il momento è il mio ultimo post: adesso vado al mare e, come sanno gli amici di vecchia data, lì non ho il PC. Spero che la crisi d’astinenza non vi tormenterà troppo, ma potrete sempre tenerla a bada andando a spulciare negli archivi del blog e leggendo o rileggendo – che non fa mai male – le vecchie cose. Prima, però, dovete assolutamente leggere questo.
Arrivederci alla fine del mese e fate i bravi, mi raccomando.

barbara