DEMOCRATICI ANTIFASCISTI CONTESTANO DEMOCRATICAMENTE CANDIDATA FASCISTA

E le è andata ancora bene che non l’hanno, in nome della democrazia, pestata a sangue.

barbara

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VI RICORDATE FILIPPO NOGARIN?

È il fantasmagorico sindaco di Livorno, quel genio della chimica, della biologia, della biochimica, della microbiologia, dell’anatomia eccetera eccetera eccetera che nel suo spot elettorale ha provveduto a informarci che le cellule muoiono e rinascono, le molecole muoiono e rinascono, gli atomi muoiono e rinascono, i globuli rossi rinascono (non è chiaro se prima debbano morire), che lo scheletro si rigenera ogni nove anni e il cuore addirittura ogni sei mesi (ma perché quelli vecchi – che poi sono anche loro vecchi di sei mesi – non li usano per i trapianti?). Non ci credete che una sola mente possa albergare cotanta scienza? E allora guardatelo, e ne avrete le prove.

Naturalmente dopo avere dato sì magnifica prova di sé, è stato ovviamente votato dai livornesi che sono ganzi ma ganzi tanto, e di seguito ha avuto una discreta dose di contrasti con la locale comunità ebraica, di cui, nel caso vi interessassero i dettagli, potrete trovare ampia documentazione qui (non metto i singoli link, perché sono diversi).
Ma tutte queste storie le sto mettendo giù solo per inquadrare il personaggio, perché il tema del post è un altro, ossia l’ultima geniale trovata delle magnifiche sorti e progressive della mente del Nostro. Il quale è riuscito a escogitare – tenetevi forte, perché questa è un’autentica bomba – LA soluzione per le cacche dei cani. Ebbene sì. Che poi, a pensarci, è una soluzione talmente semplice che stupisce che non fosse ancora venuta in mente a nessuno. Si tratta, semplicemente, di prendere e archiviare il DNA di tutti i cani del territorio; quando si trova una cacca di cane per terra, la si raccoglie, se ne ricerca il DNA, lo si confronta con quelli archiviati e si multa il padrone del cane. Dite la verità che adesso vi state tutti mordendo le dita, a non averci pensato voi a una soluzione talmente semplice.
Shavua tov a tutti.

barbara

SI CHIAMA CARITÀ CRISTIANA

(Ovverosia: se qualcuno schiaffeggia la tua guancia destra, tu porgigli anche la guancia sinistra del primo ebreo che ti capita sottomano)

«Sinagoga controllata a spese nostre, le chiese invece no»

Dura polemica di don Musi contro la Comunità ebraica di Livorno dopo le scritte inneggianti a Hamas anche a Coteto.

LIVORNO. «E’ veramente incomprensibile che certe scritte inneggianti ad Hamas siano state scritte davanti alle nostre chiese. Semmai dovevano essere scritte sui muri della sinagoga».
Don Luciano Musi, a distanza di quattro giorni dal ritrovamento delle scritte W Hamas davanti a quattro chiese cittadine tra cui il Duomo, torna sull’argomento con una nota polemica che ha inviato al nostro giornale. Anche la sua chiesa, San Giovanni Bosco in via Toscana in Coteto, è stata colpita dalla scritta W Hamas che è comparsa sullo scivolo di ingresso proprio domenica mattina, durante la messa. La prima scritta a spuntare fuori è stata sulle scale del sagrato del Duomo. Poi ne è venuta fuori un’altra davanti ai Domenicani, e infine a Santa Maria del Soccorso, in piazza Magenta. Una quinta scritta è stata fatta invec e in via Grande per terra.
Don Luciano, nella sua riflessione, non si spiega perché siano state prese di mira le chiese cattoliche e non la sinagoga, visto che tutto nasce dal conflitto israelo-palestinese che imperversa da anni e che si è inasprito negli ultimi tempi.
«Ma lì (nella sinagoga ndr) non è possibile, perché le forze dell’ordine tutelano la sinagoga 24 ore su 24 – riflette don Luciano – mentre le nostre chiese (anche quelle di grande valore artistico e antiche – La sinagoga è degli anni ’60) non sono quasi per niente tutelate dalle forze dell’ordine. Eppure anche noi paghiamo le tasse e quindi paghiamo con i nostri soldi quel servizio di vigilanza e non ci consta che gli ebrei livornesi diano alla chiesa l’8 x mille».
Don Luciano accenna anche a un incidente diplomatico: «A tutt’oggi la Chiesa livornese, nella persona del suo vescovo, non ha ricevuto alcuna attestazione di solidarietà per i fatti accaduti, da parte della comunità ebraica. Quanto scalpore sarebbe stato suscitato qualora le scritte fossero state fatte davanti alla Sinagoga».
Nulla contro gli ebrei ovviamente, come precisa don Luciano in chiusura: «Come cristiano e come sacerdote considero il popolo ebraico mio fratello maggiore e mi aspettavo dal mio fratello maggiore un’attenzione ed una solidarietà come si usa nelle buone famiglie».

(Il Tirreno, 29 agosto 2014)

Evidentemente, per capire le ragioni per cui davanti alle sinagoghe ci sono le forze dell’ordine e davanti alle chiese no, servono doti intellettive di molto superiori a quelle di cui dispone il buon prelato.

barbara

PERCHÉ HITLER È VIVO E LOTTA INSIEME A LORO

Deturpata a Livorno la targa via Degli ebrei vittime nazismo

Ignoti cancellano parole e la trasformano in ‘via gli ebrei’


LIVORNO, 26 mag – Deturpata a Livorno la targa di via Degli ebrei vittime del nazismo. Ignoti, probabilmente la notte scorsa, hanno cancellato le parole vittime e nazismo trasformando così la dicitura sull’insegna in ‘via gli ebrei’. Sdegno per l’atto vandalico è stato espresso dal sindaco della città toscana Alessandro Cosimi: ”La recrudescenza di sentimenti di questo tipo – ha detto – è incredibile e inaccettabile. È vile chi si accanisce contro una lapide, annullando il suo significato”. La targa, fanno sapere dal Comune, verrà rimossa e sostituita quanto prima. (ANSA, 26 maggio 2012, via “Notizie su Israele”)

E pensare che Livorno è, storicamente, la città più felice per gli ebrei, l’unica, fra tutte quelle con una comunità ebraica, a non avere conosciuto l’infamia del ghetto, forse in assoluto la più aperta e tollerante. Sembra proprio che si stia tornando ai tempi bui in cui di porti sicuri, per gli ebrei, non ce ne sono da nessuna parte.

barbara