UN PO’ DI MACEDONIA MISTA

Molto mista e molto variegata

Giancarlo Lehner

«Don Roberto è stato ucciso da uno che non ci stava tanto con la testa», così esterna uno che con la testa non ci sta per niente.
Si chiama Jorge Mario, che per difendere islam ed islamici, cancella la realtà, il buon senso e la corretta informazione.
In associazione con Soros, si sbraccia per sradicare le fondamenta giudaico-cristiane.

E io mi sto sempre più convincendo che ha ragione quella che sostiene che quell’uomo è l’Anticristo, mandato da Satana in persona per annientare il cristianesimo.

Poi c’è questo signore, lasciato morire come un cane per dissecazione aortica perché i medici si sono rifiutati di operarlo prima che arrivassero i risultati del tampone. È arrivata prima la morte. E magari, dopo che una banda di infami lo ha abbandonato alla sua enorme sofferenza e alla consapevolezza che stava morendo, avranno anche l’infamia di classificarlo come l’ennesimo morto covid per incrementare il terrore sanitario su di noi.

Poi c’è la signora Bellanova che si batte contro gli sconti nei supermercati. Forse la signora ignora che noi comuni mortali non abbiamo stipendi da ministro, e che per molti i prodotti scontati, magari quelli prossimi alla scadenza, e quelli in promozione, sono l’unica cosa che permette loro di mangiare più o meno tutti i giorni. Una volta c’era il modo di dire “se non sono matti non li vogliamo”, adesso dovremmo passare a “se non son deficienti non li vogliamo”.

E poi c’è J. K. Rowling, la mamma di Harry Potter, già messa alla gogna per avere detto che ci sono differenze fra un trans e una donna nata come tale (evidentemente qualcuno è analfabeta al punto da non accorgersi che XX e XY sono due targhe diverse, tipo PA e PV che stanno a un buon migliaio di chilometri di distanza). Adesso ha scritto un thriller in cui un serial killer uccide travestito da donna e naturalmente è chiaro che il significato è che non ci si deve mai fidare di un uomo travestito e giustamente è stato stabilito che lei deve morire. Giustamente, certo, visto che

Non ho mai amato i gialli e questa è una roba di 900 pagine, ma appena sarà tradotto in italiano lo scaricherò e lo leggerò. Nel frattempo ho appena scaricato la saga completa di Harry Potter, e prima o poi la leggerò, anche se sono quasi 4500 pagine.

E poi ci sono gli attori che recitano una scena all’aperto, in cui uno cade da cavallo e rimane ferito, ma il povero cane non lo sa che è una finzione…

E poi c’è questo ragionevole pensiero di

Enrico Richetti

Lasciate che i bambini dell’asilo corrano nei prati , si rotolino nell’erba e si abbraccino!
Lasciate che i bambini delle elementari nella ricreazione si rincorrano senza mascherina!
Lasciate che le maestre li prendano in braccio per consolarli e coccolarli!
Lasciate che i bambini vedano il sorriso della maestra, senza la museruola!
Questi scellerati che vedono il covid a ogni angolo di strada rovinano i bambini, li traumatizzano e fanno più danni del virus stesso!!!

E a proposito di scuola c’è la signora Fedeli che con incredibile umiltà riconosce che non è stato fatto proprio tutto alla perfezione, ma la cosa fenomenale è quella che arriva alla fine

Mentre a proposito dell’epidemia che con incredibile accanimento terapeutico governanti e mass media cercano in tutti i modi di mantenere in vita – quei mass media che lavorano più o meno così

– c’è (sì, ancora, visto che c’è chi proprio non vuole farsene una ragione) la faccenda della Svezia che dimostra, dati alla mano, che il lockdown nuoce gravemente alla salute, soprattutto sulla lunga distanza.

E giustamente qualcuno fa presente che

E per chi lascia condizionare la propria vita dal terrore di ammalarsi, c’è un saggio consiglio

Mentre questo è un sano avvertimento per tutti

e come se non bastasse, è anche entrato maschio ed è uscita femmina – che magari l’ha anche fatto apposta per fare incazzare quella bruttissima personaggia della J. K. Rowling.

E poi ci sono tutti quegli orrendissimi crimini di Trump, di cui non si parla mai, e bisogna parlarne invece

E poi c’è la drammatica emergenza climatica

E poi…

… e poi

venne

lo smartphone.

barbara

FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE, PARTE SETTIMA E QUASI ULTIMA

Di chi è davvero la colpa dei 35 mila morti?

1. Nessuna buona azione rimane impunita. 2. Il metodo scientifico non è il solo strumento di conoscenza, però è il più potente. 3. La più grande invenzione della medicina non è la vaccinazione contro i virus, né gli antibiotici contro i batteri, né la tecnica dei trapianti, ma il metodo in doppio cieco, che altro non è che l’applicazione del metodo scientifico per decidere la bontà di una qualche pratica medica. Per esempio, se si desidera sapere se un farmaco funziona contro una malattia, si somministra il farmaco a un gruppo di malati e un placebo ad un secondo gruppo di malati, in modo che né il medico né il paziente (doppio cieco, appunto) sa chi riceve il farmaco e chi il placebo, e si vede cosa succede. Il collegamento fra queste tre affermazioni è presto detto.

Il 4 giugno, ospite di Bianca Berlinguer, l’On. Pierluigi Bersani affermava: «Se avessero governato loro [cioè il centro destra, NdR), non sarebbero bastati i cimiteri.» Un giorno di fine agosto, credo a una qualche festa dell’Unità, l’On. Nicola Zingaretti avrebbe affermato: «Noi non siamo il Paese di Bolsonaro, che ha fatto le fosse comuni nelle spiagge». Naturalmente la frase di Bersani vale tanto quanto ogni valutazione di fatti storici che cominciasse con un “se”, cioè vale nulla. Quanto a quella di Zingaretti, la verità è che a oggi, per milione d’abitanti, il Brasile ha pianto meno morti dell’Italia: Zingaretti se ne faccia una ragione. I due mammasantissima del Pd non devono essere così cretini da ignorare entrambe le cose e allora il vero messaggio che essi vorrebbero veicolare con le loro affermazioni è: «le misure del governo Pd-5s per fronteggiare la pandemia hanno salvato decine di migliaia, se non centinaia di migliaia, di vite umane». Attenzione: non semplicemente “migliaia”, perché i morti finora sono quasi 36 mila, e qualche semplice migliaio non farebbe la differenza.

Allora perché i due Cric&Croc non l’hanno detto chiaramente: «Con le misure adottate, il governo Pd-5s ha salvato decine di migliaia di vite». I cretini – che non sono pochi – ci avrebbero creduto. Ma i nostri cretini non sono e, anche se non sprizzano certo intelligenza, di furbizia ne hanno da vendere, a cominciare dalla consapevolezza della pletora di cretini tra i loro elettori, in crescita esponenziale se si aggiungono anche gli estimatori di Conte.

I due sanno benissimo che l’attuale governo, lungi dal salvare alcuno, ha la responsabilità morale dei quasi 36 mila morti reali, che pesano sulla coscienza di Conte [“coscienza” di “Conte” non è un ossimoro?] e di Speranza come macigni. E che le cose siano così sta scritto sui dati. Naturalmente mi rapporto a quelli ufficiali, i soli degni di essere considerati. Riporto cifre tonde, le uniche necessarie per valutazioni di stima. Non vogliamo, non possiamo, non dobbiamo dimenticare che alla fine di gennaio, ospite da Fabio Fazio, Speranza assicurava che l’Italia non era a rischio e che il lockdown adottato allora dalla Cina era dettato dalle multinazionali.

Cominciamo col dire che nel mondo vi sono stati 25 milioni di casi, il 4% dei quali (1 milione) sono morti. In Italia vi sono stati 273 mila casi con 36 mila morti, cioè il 13% dei casi: non è un buon inizio per il governo Conte II. Ma continuiamo. Dopo il Belgio che ha pianto 850 morti per milione d’abitanti, i Paesi europei che hanno avuto più decessi per milione d’abitanti sono stati, nell’ordine, Spagna, Regno Unito, Italia, Svezia (tutti con circa 600 morti per milione d’abitanti) e Francia (con 500 morti per milione d’abitanti). Affermare che le misure del governo italiano abbiano salvato qualcuno è un colossale azzardo, già così.

Ma v’è ben più di così. Tra i Paesi citati v’è un intruso: la Svezia. A differenza di tutti gli altri, che hanno adottato misure simili a quelle italiane, cioè lockdown indiscriminato e totale, in Svezia non v’è stato alcun lockdown e, a parte chiusura delle scuole superiori e suggerimenti di distanziamento, la vita s’è svolta normalmente. La politica è stata: ognuno sia poliziotto di sé stesso. Hanno fatto male, non perché avrebbero dovuto fare quel che abbiamo fatto noi e gli altri Paesi citati, ma perché avrebbero dovuto fare quel che neanche noi abbiamo fatto, ma altri hanno fatto, come vedremo.

In buona sostanza è come se, tra Svezia da un lato e gli altri Paesi citati dall’altro, si fosse fatto un esperimento del tipo di quelli del metodo in doppio cieco: una coorte – Spagna, Regno Unito, Italia, Francia – ha avuto la cura (lockdown indiscriminato e totale); l’altra coorte – la Svezia – ha avuto il placebo (cioè niente). L’evoluzione virale è stata la stessa nelle due coorti: tutti hanno avuto il loro primo caso positivo tra l’ultima settimana di febbraio e la prima di marzo, la curva dei decessi è, per tutti, la classica curva a campana con un massimo tra l’ultima settimana di marzo e la prima d’aprile e, per tutti, i decessi giornalieri sono ora ridotti a poche unità. Siccome entrambe le coorti hanno registrato 600 morti per milione d’abitanti, è evidente che la presunta cura non ha funzionato.

Ma cosa non ha funzionato? Per saperlo, basta notare che molti Paesi asiatici ne sono usciti, in proporzione, quasi indenni. La Sud Corea, per esempio, all’8 di marzo aveva circa 7000 casi, tanti quanti ne aveva, quel giorno, l’Italia. Ma a oggi la Sud Corea piange 300 morti, l’Italia 35 mila! Come mai? Primo perché la Sud Corea (e altri Paesi asiatici) chiudevano alla Cina già dall’8 febbraio, giorno in cui i politici del Pd lanciavano su Twitter l’hashtag #ioabbracciouncinese. Poi perché la Sud Corea effettuava 20 mila tamponi al giorno mentre il governo italiano aveva sospeso i tamponi alla fine di marzo. Infine, perché la Sud Corea ha effettuato il tracciamento dei contatti in modo capillare, con un lockdown mirato agli infetti e ai loro contatti, e non indiscriminato e totale.

La Sud Corea ha agito rapidamente sui due fronti (isolamento e tracciamento), il governo italiano (e gli altri citati, compresi Brasile e Stati Uniti) brancolava nel buio, temporeggiando, sostanzialmente chiudendo le porte della stalla dopo la fuga delle vacche.

In definitiva, la verità è che per somma inettitudine è stato il governo Pd-5s ad aver fatto morire, abbandonati e soli, migliaia di italiani, onorevoli del Pd. I politici del centrodestra sono stati sufficientemente signori e cortesi da evitare di farglielo notare. Ma, come detto all’inizio, nessuna buona azione resta impunita, e ora gli tocca sentirsi accusati di colpe che non hanno, e proprio da chi ne porta il fardello.

Franco Battaglia, 5 settembre 2020, qui.

Io lo sto dicendo da mesi, ma dato che io sono solo una pincapallina che sa fare due più due mentre lui è uno scienziato, ve lo faccio dire anche da lui. E poi ancora i soliti giochini coi numeri (6 settembre su La Repubblica)

Nuovo calo oggi del numero di casi positivi di coronavirus in Italia: sono 1.297 contro i 1695 di ieri, quindi meno 398. Il totale di casi dall’inizio dell’epidemia è ora di 277.634. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 7 decessi (ieri erano stati 16). Il totale delle vittime sale così a 35.541. Ma si registra anche un consistente calo di tamponi effettuati: sono stati 76.856, più di 30mila in meno di ieri.

Si sottolinea con forza che il calo dei positivi – che, non mi stancherò mai di ripeterlo, non sono persone che in questo giorno sono diventate positive mentre prima non lo erano, bensì persone che in un qualche momento (un giorno prima, una settimana prima, due mesi prima…) sono diventate positive e oggi, che sono state controllate, la cosa è emersa – è dovuto unicamente al consistente calo dei tamponi effettuati, ma se si va a fare il calcolo si trova che l’altro ieri i positivi erano stati l’1,58% dei controllati e ieri l’1,68%, ossia sono aumentati dell’0,1%. E si mette in una incisiva tra parentesi il fatto che i morti sono stati meno della metà; variazione che di per sé, con numeri così bassi, non ha alcun significato, ma quando avviene il contrario l’aumento viene messo nella massima evidenza.

Quelli che continuano a essere terrorizzati da questo fantasma che si aggira per l’Europa e per il mondo tutto, e non fanno un passo senza la loro brava mascherina ben incollata alla faccia, convinti che i virus danzino leggiadramente nell’aria come tante lanterne cinesi (HAHAHAHAHA, cinesi! 😀 ), comunque, si rassicurino: adesso ci sono gli alpaca che provvedono.

E infine godiamoci questo spettacolare signor Giuseppe Conte, che riesce a dare i numeri come nessun altro era ancora riuscito

La cosa più spettacolare in questo spettacolare numero da circo è il tizio che corregge “trentacinque”, lui ripete “Centotrentacinque centotrentaquattro centotrentacinque” e il tizio fa sì sì con la testina, come quei cagnolini che una volta qualcuno metteva sul lunotto posteriore dell’auto.

barbara

QUALCHE DOMANDA

Domanda N° 1

Quando, esattamente, ha cominciato a circolare il virus a Wuhan? E quando, esattamente, è arrivato in Italia?

Perché, come è arrivato con questi ragazzi alla fine di ottobre, che cosa ci impedisce di pensare che possa essere arrivato anche prima della metà del mese con qualche imprenditore, o con qualcuno delle centinaia di migliaia di cinesi residenti in Italia, che periodicamente vanno a visitare le famiglie?

Domanda N° 2

Quando ci decideremo a dichiarare l’utero in affitto, ossia la compravendita di bambini al mercato degli schiavi, crimine contro l’umanità? Crimine che è sempre tale, anche in tempi “normali”, ma che in tempo di pandemia assume tinte ancora più orripilanti: succede infatti che in un albergo di Kiev si trovano parcheggiati decine di neonati
neonati
commissionati da ricchi negrieri pratici in compravendite di carne umana, che ora a causa del blocco determinato dalla pandemia non possono andare a ritirare i loro pacchetti di carne. Che cosa ne sarà di questi bambini? Nessuno lo sa. (qui maggiori dettagli)

Domanda N° 3

Davvero per evitare di morire di covid a decine di migliaia (e se non fosse una tragedia, qui ci sarebbe da fare una grassa risata) era necessaria la riduzione in schiavitù di sessanta milioni di cittadini e l’instaurazione di uno stato di polizia con sospensione della Costituzione ed esautoramento del Parlamento?

La leggenda metropolitana del lockdown

Una mia regola aurea è che tutto è possibile eccetto ciò che è logicamente impossibile. Una legge della logica è quella della contro-inversa: se A implica B, allora non-B implica non-A. Mancanza di lockdown implica che si hanno più morti? Allora, a parità di condizioni iniziali, avere meno morti implica che s’è fatto il lockdown. Il caso vuole che al giorno 8 marzo le condizioni iniziali di Italia e di Sud Corea fossero le stesse: entrambi i Paesi registravano 7300 infetti. Orbene, al 4 di maggio l’Italia ne registra 212 mila e piange 29 mila morti, la Sud Corea registra 11 mila infetti e piange 250 morti. Ma in Sud Corea non c’è stato il lockdown che abbiamo fatto noi. Per la regola della contro-inversa, non avessimo fatto il lockdown, non avremmo avuto né più casi né più morti.
Massimamente grazie a mezzi di comunicazione che ricordano quelli cinesi, serpeggia una leggenda metropolitana: è vero che le misure del governo hanno dato un colpo mortale all’economia, ma almeno ci hanno salvato la vita e protetto la salute. Se fosse così, dovremmo essere felici, che quando c’è la salute c’è tutto. Ma non è così. È, quella, appunto, una leggenda metropolitana. Di questo è necessario esserne consapevoli, noi e il governo: noi perché si impari a non dare la fiducia agli incompetenti incapaci, e il governo – qualunque governo ­– perché non commetta gli stessi errori. Alcuni dei quali sono imperdonabili.
Condizione necessaria affinché, in assenza di vaccini, siano efficaci misure di contenimento di un virus pandemico, è la velocità e determinazione nell’implementare le misure stesse. Qualunque fosse stata la strategia scelta, il fattore cruciale era la velocità d’azione. Il primo caso diagnosticato d’infezione avvenne l’8 di dicembre in Cina. Il 4 febbraio, quando avevano 15 casi e zero decessi, i sudcoreani chiudevano il Paese agli arrivi dalla Cina. Lo stesso 4 febbraio il sindaco di Firenze, con velleitario pidiota antirazzismo, lanciava l’hashtag #abbracciauncinese (nessun magistrato l’ha toccato, naturalmente, ma questa è un’altra storia).
In perfetta sintonia col pidiota, Conte attendeva il 9 marzo, quando gli infetti registrati erano già 10 mila e 600 i decessi, per attuare il lockdown. Brillante per incapacità, s’è adagiato sul parere dei cosiddetti esperti. I quali – lo sa anche un boy-scout – sono il modo più sicuro per rovinarsi (i cavalli il più veloce e le donne il più piacevole). Una qualunque Giulia Grillo avrebbe saputo discernere i contraddittori pareri di teste d’uovo rivelatesi incapaci di riconoscere la natura pandemica del virus. Cosa non impossibile, visto che i loro colleghi cinesi, sudcoreani, giapponesi, vietnamiti, l’avevano subito capito.
Conte regna su di noi, ma la confusione regna nella testa di Conte. Ci sarebbe da chiedergli perché, se ha chiuso quando c’erano 10 mila infetti attivi, sta aprendo ora che gli infetti attivi sono 100 mila. C’è una logica in questa pazzia? Direi di sì: anche lui sa che chiuderci come ci siamo chiusi non è servito, e men che meno serve oggi.
Né servirà in futuro, ove mai questo virus dovesse rinvigorirsi, come gli esperti paventano. Naturalmente non gli sarebbe salutare ammetterlo, ma si spera che per allora sappia almeno predisporre tutto quanto serve per prendersi cura di chi si ammala. Ma la vedo difficile: altra mia regola aurea è dare a tutti una seconda possibilità, mai una terza.
Franco Battaglia, 5 maggio 2020, qui.

Domanda N° 4

Ma veramente la Russia, quella che, in linea con le graziose abitudini putiniane di far sparire i giornalisti scomodi, si esibisce in intimidazioni in perfetto stile mafioso contro i nostri giornalisti non asserviti, veramente ci è stata d’aiuto?

Finisce lo show di Putin

Roma. Sono cominciate ieri le operazioni di rimpatrio dei militari russi arrivati in Italia il 22 marzo per l’operazione “Dalla Russia con amore”. Dalla base logistica dentro all’aeroporto di Orio al Serio in Lombardia questa volta si sono diretti verso l’aeroporto di Verona-Villafranca, dove un primo gruppo si è già imbarcato su due grandi aerei da trasporto Ilyushin-76, e non più verso l’aeroporto di Pratica di Mare, nel Lazio, dove erano atterrati quarantasette giorni fa. Orio al Serio dista centodieci chilometri dall’aeroporto di Verona e seicentoquaranta chilometri da Pratica di Mare, e questo suggerisce che ci sia stata la volontà di spettacolarizzare il loro arrivo. L’atterraggio dei primi Ilyushin-76 avvenne alla presenza del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, con una diretta cominciata prima a “Domenica In” in collegamento con Mara Venier e poi proseguita su facebook. Pratica di Mare è una base militare simbolica, è il luogo dove nel maggio 2002 l’allora premier Silvio Berlusconi ricevette il presidente americano George W. Bush e il presidente russo Vladimir Putin per la firma di un trattato di collaborazione tra Nato e Russia che allora fece parlare di “fine della Guerra fredda”. Inoltre da Roma è senz’altro più comoda da raggiungere di Verona o di qualsiasi altro aeroporto del nord, per chi ha partecipato alla coreografia dell’arrivo. La parte più pesante del carico arrivato a marzo su quindici aerei cargo è rappresentata dai mezzi militari dei russi e il costo dello spostamento tra la Russia e l’Italia, andata e ritorno, sarebbe tra il mezzo milione e i due milioni di euro secondo le stime di esperti sentiti dal Foglio. Questo costo sarebbe stato sostenuto dall’Italia e c’è da usare il condizionale perché il governo non ha mai chiarito la questione. I mezzi fatti arrivare dai russi sugli aerei cargo non erano speciali e sono in dotazione anche all’esercito italiano, che infatti nello stesso periodo si è occupato di sanificazione un po’ in tutto il paese, da Verona al Piemonte e da Bergamo alla Sicilia. La Difesa russa ha dichiarato due giorni fa di avere sanificato 114 edifici per un totale di un milione e centomila metri quadri. Un’operazione meritoria ma anche a scadenza molto breve, perché la sanificazione per essere efficace dev’essere ripetuta nel tempo soprattutto in una regione come la Lombardia che ancora produce centinaia di nuovi contagiati al giorno e quindi non si capisce molto il senso strategico di tutta la manovra militare. Inoltre se si vanno a vedere i prezzi fatti dalle imprese private di sanificazione in questo periodo si realizza che è possibile sanificare quello stesso numero di metri quadri per circa trecentomila euro – e volendo anche a prezzi inferiori. E quindi – a meno che non siano chiariti alcuni punti della vicenda – l’impressione che si sia trattato di una costosa (per noi) operazione di propaganda da parte della Russia per sfruttare un periodo di crisi del paese è forte. La televisione russa ha trasmesso con gusto le immagini di chi in Italia toglieva la bandiera dell’Unione europea (dalla quale in questi giorni attendiamo miliardi di prestiti a condizioni incredibilmente favorevoli) per sostituirla con quella russa. I partiti di opposizione spesso chiedono chiarimenti al governo per molto meno, ma in questo caso non lo faranno perché sono ancora più filorussi. Se Mosca ha lanciato un’iniziativa metà di soccorso e metà di propaganda politica sul nostro territorio è perché in politica estera siamo un paese con idee molto confuse. Questo filo diretto del governo italiano con Putin non si sa chi dovesse impressionare alla fine, ma di sicuro non i paesi con cui vorremmo un rapporto più funzionale in Europa e di sicuro non gli Stati Uniti. Nel frattempo i Cinque stelle, partito di maggioranza dentro al governo, un giorno si vantano di avere una relazione speciale con la Cina “da giocare contro l’Unione europea” e un giorno assicurano di essere fedeli all’atlantismo.

Daniele Raineri, 9 maggio 2020, Il Foglio

Domanda N° 5

Ho trovato in rete questa immagine,
probabilità
e mi chiedo:

a) Da quando in qua abbiamo l’abitudine di starnutire direttamente sulla faccia di chi ci sta di fronte, a cinquanta centimetri di distanza?

b) Come sono state stabilite quelle percentuali? Hanno preso 400 positivi e 400 negativi, li hanno messi uno di fronte all’altro a gruppi di cento a mezzo metro di distanza, hanno fatto starnutire i positivi direttamente sulla faccia dei dirimpettai e alla fine hanno contato quanti negativi erano diventati positivi? (Ah no, devono essere il doppio, se no con quel “,5” mi sa che ce la vediamo brutta, anzi, se la vede brutta lui). Ma davvero pretendono di convincerci a usare le mascherine con simili cagate? E oltretutto senza una parola sul tipo di mascherina.

Per ora mi fermo, ma di domande da fare ce ne sarebbero fino a domani.

barbara