ATTUALITÀ POLITICA

Che naturalmente riguarda in primo luogo le elezioni, e cominciamo con giggino nostro, che coi numeri non sembra avere grande dimestichezza, non dico da farci dei calcoli, ma neanche da distinguere fra più grandi e meno grandi:

E neanche l’ANSA sembra cavarsela troppo bene coi numeri

E poi c’è lo zingarello (Nomadello? Gitanello? Romello? Vero che non siamo su FB con gli algoritmi che ci segano le gambe, ma insomma non si sa mai) che addirittura festeggia la vittoria alle regionali

dove infatti ha trionfato, stracciato gli avversari, fatto cappotto

Poi c’è anche quest’altro fenomeno – fenomeno da baraccone, per essere precisi, novello Savonarola che si scaglia con furia contro chi osa mettere in discussione il pentastellico Verbo

Restando alla politica italiana, ma spostandoci dalle elezioni, abbiamo questa signora, che qualche giorno fa ha reso il mondo un posto migliore

Per una spruzzata di politica internazionale, abbiamo questo geniale giornalista australiano convinto che i missili che arrivano su Israele da Gaza siano “simbolici”

oltre al fatto che a quanto pare nessuno ha ancora provveduto a informarlo che è da un po’ più di quindici anni che Israele non sta occupando Gaza.
Molto meglio la già citata ex miss Iraq, qui accanto al capo del Mossad Yossi Cohen

alla cerimonia per le firme dell’Accordo di Abramo tra Israele da una parte ed Emirati Arabi Uniti e Barhain dall’altra, a Washington

e questo delizioso signore

Ultima spruzzata di politica estera, l’ennesimo meraviglioso discorso di Donald Trump.

È un grande onore rivolgermi all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Settantacinque anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la fondazione delle Nazioni Unite, siamo ancora una volta impegnati in una grande lotta globale. Abbiamo intrapreso una feroce battaglia contro il nemico invisibile – il virus cinese – che ha causato innumerevoli vittime in 188 paesi.
Negli Stati Uniti abbiamo lanciato la mobilitazione più aggressiva dalla seconda guerra mondiale.
Abbiamo prodotto rapidamente una fornitura record di ventilatori, creando un surplus che ci ha permesso di condividerli con alleati e partner in tutto il mondo. Siamo stati pionieri nei trattamenti salvavita, riducendo il nostro tasso di mortalità dell’85% da aprile.
Grazie ai nostri sforzi, tre vaccini sono nella fase finale dei test clinici. Li stiamo producendo in serie in anticipo in modo che possano essere consegnati immediatamente all’arrivo.
Distribuiremo un vaccino, sconfiggeremo il virus, porremo fine alla pandemia e entreremo in una nuova era di prosperità, cooperazione e pace senza precedenti.
Mentre perseguiamo questo verso un futuro brillante, dobbiamo ritenere responsabile la nazione che ha scatenato questa piaga nel mondo: la Cina.
Nei primi giorni del virus, la Cina ha bloccato i viaggi a livello nazionale consentendo ai voli di lasciare la Cina e infettare il mondo. La Cina ha condannato il mio divieto di viaggio. Mentre ha cancellato i voli nazionali e bloccato i cittadini nelle loro case.
Il governo cinese e l’Organizzazione Mondiale della Sanità – che è virtualmente controllata dalla Cina – hanno dichiarato falsamente che non c’erano prove di trasmissione da uomo a uomo.
Successivamente, hanno falsamente detto che le persone senza sintomi non avrebbero diffuso la malattia.
Le Nazioni Unite devono ritenere la Cina responsabile delle proprie azioni.

Inoltre, ogni anno, la Cina scarica milioni e milioni di tonnellate di plastica e rifiuti negli oceani, pesca abusivamente nelle acque di altri paesi, distrugge vaste aree di barriera corallina ed emette più mercurio tossico nell’atmosfera di qualsiasi altro paese al mondo.
Le emissioni di carbonio della Cina sono quasi il doppio di quelle degli Stati Uniti e stanno aumentando rapidamente.
Al contrario, dopo che mi sono ritirato dall’accordo unilaterale di Parigi sul clima, lo scorso anno l’America ha ridotto le sue emissioni di carbonio più di qualsiasi altro paese nell’accordo.
Coloro che attaccano l’eccezionale record ambientale dell’America ignorando l’inquinamento dilagante della Cina non sono interessati all’ambiente.
Vogliono solo punire l’America e io non lo tollererò.
Se le Nazioni Unite vogliono essere un’organizzazione efficace, devono concentrarsi sui problemi reali del mondo. Ciò include il terrorismo, l’oppressione delle donne, il lavoro forzato, il traffico di droga, il traffico di esseri umani e sessuali, la persecuzione religiosa e la pulizia etnica delle minoranze religiose.
L’America sarà sempre un leader nei diritti umani.
La mia amministrazione sta promuovendo la libertà religiosa, le opportunità per le donne, la depenalizzazione dell’omosessualità, la lotta alla tratta di esseri umani e la protezione dei bambini non nati.
Sappiamo anche che la prosperità americana è il fondamento della libertà e della sicurezza in tutto il mondo. In tre anni abbiamo costruito la più grande economia della storia e la stiamo facendo di nuovo rapidamente. Il nostro esercito è notevolmente aumentato nelle sue dimensioni. Abbiamo speso 2,5 trilioni negli ultimi quattro anni per i nostri militari. Abbiamo l’esercito largamente più potente al mondo.
Abbiamo resistito a decenni di abusi commerciali in Cina. Abbiamo rivitalizzato l’Alleanza NATO, per la quale altri paesi stanno ora pagando una quota molto più equa. Abbiamo stretto partnership storiche con Messico, Guatemala, Honduras ed El Salvador per fermare il traffico di esseri umani. Siamo al fianco del popolo di Cuba, Nicaragua e Venezuela nella loro giusta lotta per la libertà.
Ci siamo ritirati dal terribile accordo nucleare iraniano e abbiamo imposto sanzioni paralizzanti al principale sponsor mondiale del terrore.
Abbiamo cancellato il califfato dell’ISIS al 100 percento; abbiamo ucciso il suo fondatore e leader, al-Baghdadi; ed abbiamo eliminato il principale terrorista del mondo, Qasem Soleimani.
Questo mese abbiamo raggiunto un accordo di pace tra Serbia e Kosovo. Abbiamo raggiunto una svolta epocale con due accordi di pace in Medio Oriente, dopo decenni di nessun progresso. Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein hanno firmato tutti uno storico accordo di pace alla Casa Bianca, con molti altri paesi del Medio Oriente a venire.
Stanno arrivando velocemente e sanno che è fantastico per loro e per il mondo.
Questi accordi di pace rivoluzionari sono l’alba del nuovo Medio Oriente.
Adottando un approccio diverso, abbiamo ottenuto risultati diversi, di gran lunga superiori. Abbiamo adottato un approccio e l’approccio ha funzionato. Intendiamo concludere a breve altri accordi di pace e non sono mai stato così ottimista per il futuro della regione. Non c’è sangue nella sabbia.
Quei giorni, si spera, sono finiti.
Mentre parliamo, anche gli Stati Uniti stanno lavorando per porre fine alla guerra in Afghanistan e stiamo riportando le nostre truppe a casa. L’America sta realizzando il nostro destino di pacificatore, ma è pace attraverso la forza. Ora siamo più forti che mai. Le nostre armi sono a un livello avanzato come non abbiamo mai avuto prima – come, francamente, non abbiamo mai nemmeno pensato di avere prima. E prego solo Dio che non dobbiamo mai usarle.
Per decenni, le stesse voci stanche hanno proposto le stesse soluzioni fallite, perseguendo ambizioni globali a scapito del proprio popolo. Ma solo quando ti prendi cura dei tuoi cittadini troverai una vera base per la cooperazione.
In qualità di Presidente, ho rifiutato gli approcci fallimentari del passato e metto con orgoglio l’America al primo posto, proprio come dovresti mettere al primo posto i tuoi paesi. Va bene, è quello che dovreste fare.
Sono estremamente fiducioso che il prossimo anno, quando ci riuniremo di persona, saremo nel bel mezzo di uno dei più grandi anni della nostra storia e, francamente, si spera, nella storia del mondo.
Grazie. Dio vi benedica tutti. Dio benedica l’America. E Dio benedica le Nazioni Unite.

Donald J. Trump      

Ah, stavo per dimenticare. A proposito della firma degli accordi fra Israele e i due stati arabi: dell’Europa era presente un unico stato: l’orrendissima fascistissima razzistissima, praticamente dittatura nazista ormai a pieno titolo Ungheria. Tanto perché si sappia.

barbara

LA VERITÀ, TUTTA LA VERITÀ, NIENT’ALTRO CHE LA VERITÀ

Ecco: se qualcuno dovesse venirvi a raccontare che è un bugiardo, sappiate che sono voci false e tendenziose, volgari calunnie, e se le propagate a vostra volta andrete all’inferno, perché lui dice sempre la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità.

Altra verità sacrosanta è che bisogna assolutamente ridurre il numero dei parlamentari di 345 unità, perché ci costano troppo.
450
No ma cosa c’entra? Quelli ci servono assolutamente per consigliare Conte, no? No?
da solo
Sì, ok, ha fatto tutto da solo, i 450 li ha ignorati, ha fatto tutto di testa sua, però è vero che ha fatto tutto bene e tutto giusto, no? No?

Angelo Michele Imbriani

Dopo Cassese e Ainis, un altro autorevole costituzionalista si esprime in modo molto critico sulla gestione dell’emergenza. Si tratta di Cesare Mirabelli che è stato anche Presidente della Consulta. Sebbene sottolinei che “la tenuta della democrazia è salda”, Mirabelli muove obiezioni sostanziali alla condotta del governo.
La proroga dello stato di emergenza non si giustifica, perché mancano alla base del provvedimento gli elementi di straordinarietà e temporaneità. Infatti, l’emergenza sanitaria attualmente non c’è ed è al massimo una eventualità futura. Non si può dichiarare una emergenza preventiva, anche perché se davvero accadesse qualcosa di improvviso e di grave ci sarebbero gli strumenti per affrontare la situazione anche senza stato di emergenza.
Il punto più delicato riguarda “l’esercizio dei diritti di libertà: i diritti costituzionali non possono essere soppressi o sospesi. E’ legittimo limitarli, se la legge lo dispone per salvaguardare un altro bene costituzionale come la salute, ma ciò deve essere giustificato, temporaneo, proporzionato al fine da seguire, con un bilanciamento tra i diritti in gioco”.
Ad esempio, la libertà di circolazione, secondo la Costituzione, può essere limitata in via generale solo se la legge lo stabilisce. Con dei provvedimenti amministrativi, come Dpcm e ordinanze regionali, lo si può fare solo per situazioni locali circoscritte, come terremoti o altre catastrofi naturali. “Al contrario, desta preoccupazione vietare in modo assoluto la libertà di circolazione o il diritto di riunione”.
Mirabelli rileva anche che il tribunale costituzionale tedesco ha dichiarato illegittimo il provvedimento che chiudeva gli edifici di culto, ritenendo che esso equivalesse alla soppressione della libertà religiosa.
Mirabelli è molto critico nei confronti dei Dpcm, che mancano di quelle forme di garanzia – controllo del Parlamento e del Presidente – che è invece prevista per i decreti legge.
Infine, il monito più preoccupante: “quando si toccano i diritti costituzionali e di libertà, temo un rischio di assuefazione”.
Per quanto mi riguarda non è già più un rischio ma una realtà: l’assuefazione alla soppressione delle libertà personali in cambio del feticcio della sicurezza sanitaria.

Però almeno i verbali li ha resi pubblici, no? No?
verbali
Restando in tema sanitario, immagino che avrete già visto – e doverosamente festeggiato, come minimo a champagne – la splendida novità:

August 13, 2020

È di oggi, mercoledì 12 agosto, la notizia della nomina dell’ex premier Mario Monti alla presidenza della Commissione per la Salute e lo Sviluppo sostenibile, appena istituita dall’Oms Europa.
Lo scopo? “Ripensare le priorità relative alle politiche da attuare alla luce della pandemia e formulare raccomandazioni circa gli investimenti e le riforme per migliorare la resilienza dei sistemi sanitari e di protezione sociale”.
(…) MG Maglie su Twitter c(ommenta): “Mi pare naturale che quei venduti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha coperto la Cina, ora diano incarico a Mario Monti  di controllare la spesa sanitaria. E’ quello che ci ha fatto tagliare la sanità per 8 miliardi. L’uomo giusto al posto giusto”.

https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/24170711/mario-monti-maria-giovanna-maglie-oms-poltronissima-uomo-giusto-posto-giusto-ricordate-cosa-fece-tempo-adietro.html

Poi ci sono le pistole che ci misurano la temperatura: fidatevene, perché anche loro non possono che dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità, no? No?

Covid, lo scanner confonde le vampate della menopausa con la febbre

Lunedì 10 Agosto 2020

Le donne in menopausa potrebbero vedersi ingiustamente negare l’accesso ad aeroporti, pub e ristoranti in cui si misura la temperatura all’ingresso. Questo a causa del fatto che le vampate di calore potrebbero essere scambiate per febbre, uno dei sintomi del Covid-19. A sollevare il tema sono i gestori di una app inglese sulla menopausa, Meg’s Menopause, in un articolo sul quotidiano britannico Daily Mail. Gli scanner della temperatura in uso per l’accesso ai luoghi pubblici, come le pistole puntate in fronte, secondo i gestori della app non misurano la temperatura interna del corpo. Rilevano invece la temperatura della pelle che, sebbene tenda a correlarsi con i picchi della temperatura corporea interna, può variare a seconda dell’ambiente e dell’attività.

I dispositivi possono solo effettuare una stima della temperatura corporea interna misurando il calore irradiato dalla pelle utilizzando la tecnologia a infrarossi. Per questo motivo, secondo la dottoressa Ornella Cappellari, di Meg’s Menopause, vi è un possibile rischio che con le donne in menopausa si venga erroneamente tratti in errore in caso di vampate di calore. «La maggior parte delle donne – evidenzia la dottoressa Cappellari, già ricercatrice dello Univerity College London – soffre di vampate di calore, che possono causare un aumento della temperatura della pelle rilevabile dai controlli della temperatura del Covid-19. La menopausa è una delicata fase di transizione per la maggior parte delle donne. Può capitare di andarvi incontro molto facilmente oppure no». Anche Derek Hill, professore di scienza dell’imaging medico dello University College London, sentito dal Mail Online spiega che è possibile che una termocamera possa erroneamente contrassegnare una vampata di calore come temperatura elevata. Per l’esperto «non è necessariamente sbagliato usare questi dispositivi senza contatto per la lettura di massa» ma un termometro a infrarossi inserito nell’orecchio con un marchio CE potrebbe essere meglio. (qui)

Ma passiamo alle cose veramente serie, come per esempio i dolori del giovane George.

Niram Ferretti

LE PREOCCUPAZIONI DI GEORGE

George Soros, in una intervista oggi pubblicata su “La Repubblica” esprime la sua preoccupazione. Per che cosa? Per L’Italia.

Ascoltiamolo.

“La mia principale preoccupazione in questo momento riguarda l’Italia. Matteo Salvini, leader antieuropeo ha guadagnato consensi finché, sopravvalutando il suo successo, ha commesso l’errore fatale di provocare la crisi di governo. La sua popolarità è in declino, ma è in ascesa quella di Giorgia Meloni di Fratelli di Italia, ancora più estremista e della stessa coalizione”.

L’estremista ancora più estremista Giorgia, sarà forse lusingata da questa caratterizzazione fatta dal grande speculatore, che, nella stessa intervista, qualifica Trump come un imbroglione e un violatore della Costituzione americana (varie volte), anche se non spiega come l’avrebbe violata.
Dobbiamo preoccuparci noi per la preoccupazione di Soros?
Nel mentre, apprendiamo dalla stessa intervista che ha donato 220 milioni di dollari alla “causa dell’eguaglianza razziale e alle cause dei neri”. L’intervistatore gli chiede cosa ne pensa di Black Lives Matter e lui risponde prevedibilmente:

“E’ davvero importante. E’ la prima volta che una larga maggioranza della popolazione, non solo gli afroamericani, riconosce che l’attuale discriminazione contro i neri può essere ricondotta alla schiavitù”.

Frase memorabile. Tutta colpa della schiavitù se George Floyd è stato ucciso e se altri neri americani vengono uccisi dalla polizia, così come è senz’altro colpa della schiavitù se percentualmente la maggioranza dei crimini negli Stati Uniti è commessa dai neri americani.
Trump l’imbroglione, la Meloni estremista, Black Lives Matter un movimento importante (quanti sono i denari da parte di Soros che sono arrivati direttamente nelle sue casse?)
Il pensiero di Soros è luminoso, lui è l’alfiere della Società Aperta, di un mondo senza confini e paratie in cui le differenze nazionali, le identità troppo connotate (come quella ebraica, per esempio) saranno dissolte e finalmente verrà alla luce l’Umanità.
Non è un pensiero particolarmente originale. Idee simili le avevano già avute Saint Simon, il suo discepolo Auguste Comte e, naturalmente, Karl Marx. Ognuno, a suo modo, voleva disalienare gli uomini e renderli più felici. E’ esattamente l’impegno di Soros, il quale, ha devoluto la parte più consistente della sua enorme sostanza, 32 miliardi di dollari (sì, leggete bene) alla costellazione di ONG che compone la sua creatura, la Open Society Foundations, la quale, in suo nome, continuerà a operare anche dopo la sua morte.

Già, il razzismo, problema sempre attuale e veramente drammatico, soprattutto quello fra bianchi e neri

WHITE LIVES DON’T MATTER

Lorenzo Capellini Mion

North Carolina

Lunedì Darius Sessoms, 25 anni, si è avvicinato a Cannon Hinnant di 5 anni mentre il piccoletto era sulla sua bicicletta e gli ha sparato in testa uccidendolo. Sessoms è un vicino di casa della famiglia del bambino ammazzato e avrebbe agito senza apparente motivo.
Darius-Cannon
Ad assistere alla scena le sorelline di 7 e 8 anni del povero bimbo che sono sotto shock e lo saranno per la vita.
Se non abbiamo sentito parlare della sorte di Cannon Hinnant è perché è totalmente inutile alla narrativa. Non si inginocchierà nessuno ma lo ricordiamo noi, perché anche la sua vita conta.
R.I.P. Cannon

Fulvio Del Deo

Roma 10 Agosto: stanotte clandestino della Guinea aggredisce passanti con una bottiglia spaccata. Arrivano i poliziotti e li ferisce.
3 somali aggrediscono alle spalle una ragazza per rubarle il marsupio, il compagno la difende e viene pestato con calci, pugni e un bastone.
Un clandestino del Mali dopo apprezzamenti ad una donna, aggredisce il compagno e lo ferisce con le forbici, mandandolo in ospedale.
Questo in una sola notte.. ed è solo un assaggio di cosa verrà
avanguardia
E infine questo (attenzione: non è per stomaci delicati)

(mi viene indicato come non disponibile, provate ad andarlo a vedere qui, dove io lo vedo)

barbara

UNA COSA, COMUNQUE, LA SAPPIAMO DI SICURO

Il giuseppi, il giggino, il manlietto, il rocchetto, la lucietta, il domenichino, il nicolino, il sergino, l’emmetta, la lucianuccia, la fiorellina, la caroluccia, la michelletta, lo sconosciuto michelino che esige che gli scolari che si sentono male a scuola vengano stanzettati (niente di cui sorprendersi: è un amico dell’Oca Signorina), e naturalmente l’immancabile, l’immarcescibile gretina

NON SCORREGGIANO

Mai.

Neanche quando sono da soli.

Neanche in bagno.

Neanche inavvertitamente mentre dormono.

MAI.
scorregge
E già che ci siamo, guardatevi anche queste inestimabili dichiarazioni del rocchetto, l’uomo – sì, vabbè – che aiuta il giuseppi a governarci con saggio e illuminato spirito paterno

barbara

OGGI SOLO FIGURE

o quasi. Così fate prima e non vi stancate gli occhi (però anche domani, che sono troppe e tutte insieme mi fate indigestione)

 Comincio con la pagina culturale 1
Cairo 60-15
(delle magnifiche sorti e progressive si era già parlato qui e qui)
e la pagina culturale 2
bacia piedi
La kabylie

Amin Zaoui

In tutta franchezza: cosa sarebbe successo, sui social media, se una donna di casa nostra avesse baciato e in diretta il suo legittimo marito sulla bocca o anche sulle guance: sarebbe stata linciata. Tutti avrebbero chiesto la propria testa e quella del proprio legittimo marito. Sarebbe stata boicottata da tutte le vicine e i vicini. Sarebbe stata sassi dai bambini del quartiere, molestata dai giovani e dai meno giovani del quartiere. Il canale tv sarebbe stato processato. Le associazioni di beneficenza avrebbero sporto denuncia contro lei e il suo legittimo marito… Per contro, una donna di casa nostra, in diretta sul set di un canale tv, che abbraccia i piedi di suo marito, in un movimento di umiliazione, come a L’epoca della tratta negriera, l’era di El Ama, e in una posizione fisica vergognosa e spregevole, questo spettacolo disgustoso non ha provocato alcuna denuncia, nessuna indignazione da parte della società civile o intellettuale… tranne qualche voce..

Passo alle Grandi Domande dell’umanità
statue
perché
che ci conducono al Pensiero Unico dominante
free speech
polcorryy
e poi all’attualità:

Max Ferrari

Per Philippe Monguillot e Jessica Whitaker non si è inchinato nessuno. Il primo, ucciso sul bus che guidava a Bayonne da 4 “giovani francesi” (Mohammed, Moussa, Selim e Muhammad) cui aveva chiesto di mettere la mascherina (ma si sa che le limitazioni Covid valgono solo per alcuni…) la seconda ammazzata ad Indianapolis perché incrociando una manifestazione di Antifa e BLM aveva osato dire che “Tutte le vite valgono”. Le hanno sparato per dimostrare che si sbagliava. E infatti per lei, 24 anni, nessuno ha pianto. Funziona così il mondo petaloso della sinistra.
Jessica Doty Whitaker
Poi vi porto a Lampedusa
Lampedusa
e vi ci faccio fare un giro

e poi vi faccio ascoltare un signore intensamente colorato: ascoltate lui e guardate le facce dei buoni di professione

E chiudiamo, per oggi, con l’angolo dell’umorismo.

Angolo dell’umorismo 1

 

E angolo dell’umorismo 2
Di Maio Draghi
Che poi, a ben guardare

di-maio mussolini
D’altra parte dicono che tutti a questo mondo abbiamo un perfetto sosia
bestie gemelle
e qualcuno, come il signore coi piedini azzurri, ne ha addirittura due.
terzo
barbara

SEGUENDO LA LOGICA

Se un bianco non può doppiare un attore nero, né interpretare Otello dipingendosi la faccia di nero (oggettivamente, non è che l’Europa pulluli di doppiatori neri o attori teatrali neri, meno che mai cinquant’anni fa o cento anni fa) perché si tratta di indebita appropriazione culturale, perché, si chiede l’amico Shevathas, un negro dovrebbe poter fare il programmatore?

Sempre restando in tema di antirazzismo, che noi adoriamo con tutta la nostra anima, con tutto il nostro corpo e con tutta la nostra mente, non possiamo che applaudire, meglio se in piedi, l’iniziativa della Mercedes:

La Mercedes cambia look e lo fa ribadendo il suo impegno nella lotta al razzismo e a ogni forma di discriminazione: nel 2020 le W11 della scuderia campione del mondo in carica avranno una livrea nera al posto della tradizionale argento.
mercedes-nera
Che a me poi verrebbe da chiedermi in che modo cambiando il colore dell’auto si aiuteranno i negri di Harlem a uscire dal ghetto ed emanciparsi, ma si sa che io sono una brutta persona, e per mimetizzarmi e non farmi troppo notare applaudo anch’io. E altrettanto entusiasticamente e inpiedamente applaudiamo anche i nostri eroici piloti di Formula 1 che non esitano a inginocchiarsi in segno di… Boh, questo non lo so: non si può mica sapere tutto nella vita, no?

Piloti ricoperti d’oro da regimi autoritari e razzisti ci spiegano l’antirazzismo

Alla partenza del Gran Premio d’Austria di Formula Uno di questa domenica abbiamo assistito, cosa alquanto irrituale nel contesto sportivo automobilistico, ad un atto politico organizzato dal campione del mondo Lewis Hamilton per sostenere l’”anti-razzismo”, ma anche nei fatti, apertamente, il movimento Black Lives Matter.
Il clou è stato rappresentato dalla foto di gruppo dei piloti di Formula Uno con la maggior parte di essi inginocchiati al momento dell’inno nazionale, secondo il gesto reso celebre negli ultimi anni, ma soprattutto nelle ultime settimane, dalla campagna del movimento radicale “nero”.
È legittimo chiederci, certo, contro quale “razzismo” i piloti manifestino. E la risposta è facile. Puntano il dito contro il “razzismo” americano o in generale occidentale. Cioè puntano il dito, paradossalmente, contro l’unica parte del mondo che il razzismo è stata, nel tempo, in grado di riconoscerlo e in grandissima parte di superarlo – contro l’unica parte del mondo verso la quale persone di ogni razza ed etnia ogni anno accorrono alla ricerca di quei diritti e di quelle opportunità che non si vedono riconosciute dai propri compatrioti nelle terre natali.
E mentre punta il dito contro l’America e l’Occidente, la Formula Uno stabilisce un fondamentale accordo di sponsorizzazione con la compagnia petrolifera dell’Arabia Saudita. E si fa ricoprire di soldi da Paesi autoritari, razzisti e nemici dei diritti umani come la Russia, il Barhain, gli Emirati Arabi, la Cina o il Vietnam.
Hamilton non si inginocchia per il fatto che la Cina reprima i diritti degli hongkongesi o che sterilizzi forzatamente le donne della minoranza uigura, Non si inginocchia per l’oppressione dei montagnard in Vietnam, né per la persecuzione degli sciiti in Barhain, Quando si troverà a correre in quei Gran Premi, non ci saranno pugni chiusi, ma i sorrisi di sempre.
Con che coerenza, allora, ci si tappano gli occhi contro le più palesi violazioni di diritti e ci si scaglia invece proprio contro il Paese al mondo che conferisce più opportunità a qualsiasi minoranza?
A pensarci bene, forse, in realtà una coerenza c’è. La genuflessione di domenica in nome dell’”anti-razzismo” forse è più parente di quanto si pensi delle genuflessioni alla Cina, al Vietnam o al Barhain. In entrambi i casi semplicemente si va dove sono i soldi. In Occidente i soldi stanno con la gigantesca macchina di marketing del “virtue signalling” e del “politicamente corretto”, in altri Paesi stanno con i relativi regimi statali. E non c’è nessuna necessità di scegliere tra i soldi garantiti dall’opportuno “lip service” al progressismo occidentale e quelli del “lip service” ai peggiori sistemi autoritari del resto del mondo – perché tanto non c’è alcuna vero conflitto tra queste due sfere che si rispettano perfettamente in nome di una sorta di amorale “cujus regio, ejus religio”.
È come per la Lega Calcio che si proclama in prima linea nella battaglia per i diritti delle donne e contro il femminicidio ed allo stesso tempo decide di andare a disputare la finale della Supercoppa italiana a Riyadh con tanto di segregazione sugli spalti. Qualcuno forse ci ha visto una contraddizione?
Ma la perfetta recita “anti-razzista” del Gran Premio austriaco ha avuto, a suo modo, la sua piccola nota stonata. Sei piloti – Charles Leclerc, Max Verstappen, Kimi Raikkonen, Daniil Kvyat, Antonio Giovinazzi e Carlos Sainz Jr – hanno rotto le righe e non si sono inginocchiati. E forse, più degli altri quattordici, il vero segnale lo hanno mandato loro: c’è anche chi, non senza qualche rischio personale in termini di immagine, è disposto a sostenere che la sostanza dei valori e dei comportamenti vale più dell’adesione a riti conformisti di sottomissione al “verbo di successo”.
E alla fine Charles Lecrerc, il “principino” monegasco della Ferrari, è persino arrivato davanti ad Hamilton.

Marco Faraci, 7 Lug 2020, qui.

Ebbene sì, purtroppo questa bellissima festa antirazzista antifascista antituttelecosebrutte, è stata guastata da un branco di fascisti razzisti (e secondo me anche leghisti populisti sovranisti) che sono rimasti in piedi,
piloti
cose che proprio non si possono vedere che uno si chiede ma che problemi ha la gente? (Ci avete fatto caso? È la moda linguistica del momento: quando si vede un comportamento che a qualcuno appare follemente incomprensibile, tipo camminare per la strada a ottocento metri dalla persona più vicina senza mascherina, pretendere, da parte di qualche genitore, che a settembre la scuola riparta, rifiutarsi di dire avvocata sindaca ministra ingegnera, la sconsolata domanda che parte è: “Ma che problemi ha la gente?”)

Restiamo in materia di antirazzismo e logica ferrea? Ma sì, restiamoci! Ed ecco questa gentile signora che con inoppugnabili argomenti scientifici ci spiega che i bianchi (la razza bianca? gli sporchi bianchi? I bianchi di merda?) sono un errore genetico recessivo (sic!) e usano il suprematismo bianco per difendersi, perché sanno benissimo che i negri, avendo la genetica dominante, sono destinati a dominare e non appena conquisteranno il potere faranno sparire i bianchi dalla faccia della terra. Leggere per credere.

E ancora un esempio di antirazzismo militante:

Fulvio Del Deo

Atalanta, Georgia.

Secoriea ha 8 anni ed è insieme alla sua mamma Charmaine. Sono in macchina con un’amica e vorrebbero andare a fare compere in un negozio. Lungo la strada incontrano i manifestanti “antirazzisti” che non vogliono farla passare. Loro sono tipe toste e non si lasciano intimidire da ipocriti fighetti che giocano alla rivoluzione. Non sanno però che i fighetti sono cinici e spietati e, come i loro predecessori nazisti, devono ubbidire all’ordine di farsi ubbidire. Così sparano e uccidono la bimba.

Dice ma quelle sono nere,
Sicoriea
mamma Sicoriea
di sicuro si vedeva anche attraverso i vetri della macchina che sono nere, se ce l’hanno coi bianchi perché sparare a loro? E dai su, non fatela tanto lunga, con tutti i boveri negri ammazzati dai bianchi cosa sarà mai una in più o una in meno.

E ancora in tema di violenza e di logica:

Fulvio Del Deo

Ricordate quando succedeva solo in Israele, che i palestinesi tiravano sassi alle auto e voi dicevate: “E’ per via dell’occupazione, quelli hanno preso la loro terra…”
E adesso perché non dite lo stesso?
Su, ripetete con me: “Ci ammazzano, ci fanno a pezzi e ci mettono nel trolley, ci pisciano addosso, ci spaccano la testa col machete, ci tirano i sassi ecc., perché abbiamo preso la loro terra!”

E ancora

Lorenzo Capellini Mion

Solo per ricordare che i luoghi di contagio del virus di Wuhan siano i bar, i ristoranti, i piccoli negozi, le spiagge, le chiese, i seggi elettorali e i comizi di Trump.
per protestare 1
per protestare 2
Pagliacci

Poi godiamoci questo spezzoncino di politica interna

E concludiamo la carrellata con Silvietta nostra, che finalmente ha concesso la sua prima intervista. A chi? Al giornale dei Fratelli Musulmani, ovvio!

“PER ME IL MIO VELO È UN SIMBOLO DI LIBERTÀ” – PER LA PRIMA VOLTA SILVIA ROMANO (PARDON, AISHA) PARLA DELLA CONVERSIONE E DELLA PRIGIONIA: “COPRENDO IL MIO CORPO SO CHE UNA PERSONA POTRÀ VEDERE LA MIA ANIMA” – “NEL MOMENTO IN CUI FUI RAPITA, INIZIAI A PENSARE: È UN CASO O QUALCUNO LO HA DECISO? QUESTE PRIME DOMANDE CREDO MI ABBIANO GIÀ AVVICINATO A DIO” – “PENSAVO DI ESSERE LIBERA PRIMA, MA SUBIVO UN’IMPOSIZIONE. SENTO DENTRO CHE DIO MI CHIEDE

1 – SILVIA ROMANO SI RACCONTA DOPO IL SEQUESTRO: “VI SPIEGO PERCHÉ HO DECISO DI CONVERTIRMI ALL’ISLAM”

Sono passati quasi due mesi da quando Silvia Romano è stata liberata ed è tornata in Italia. Era il 9 maggio scorso quando il premier, Giuseppe Conte, rivelò che la cooperante milanese, rapita nel novembre del 2018 mentre si trovava in Kenya con l’associazione Africa Milele, e tenuta prigioniera per oltre un anno e mezzo

Oggi, Silvia, che intanto si è convertita all’Islam e si fa chiamare Aisha, ha raccontato per la prima volta i mesi della prigionia e la decisione di diventare musulmana. Lo ha fatto rilasciando una lunga intervista al giornale online La Luce, di cui è direttore Davide Piccardo esponente della comunità islamica di Milano.

La decisione di partire per il Kenya

“Prima di essere rapita – ha dichiarato la ragazza – ero completamente indifferente a Dio, anzi potevo definirmi una persona non credente; spesso, quando leggevo o ascoltavo le notizie sulle innumerevoli tragedie che colpiscono il mondo, dicevo a mia madre: vedi, se Dio esistesse non potrebbe esistere tutto questo male”.
E neppure il volontariato era tra le sue priorità: “Fino alla fine del mio terzo ed ultimo anno di università, non avevo un particolare interesse nel partire e andare a fare volontariato. Verso la fine della tesi mi interessai moltissimo all’argomento che stavo trattando: la tratta di donne ai fini della prostituzione, da lì ho avuto uno scatto nei confronti delle ingiustizie.
Ho sentito il bisogno di andare e mettermi in gioco aiutando l’altro nel concreto. L’idea di continuare a studiare e rimanere qui non mi andava, volevo fare un’esperienza vera, per crescere e per aiutare gli altri”.
Così è nata l’idea di andare in Kenya [a far giocare i bambini, che come tutti sanno è il primo dei bisogni del terzo mondo]. Un’esperienza che le ha letteralmente cambiato la vita. “Nel momento in cui fui rapita, iniziando la camminata, iniziai a pensare: io sono venuta a fare volontariato, stavo facendo del bene, perché è successo questo a me? Qual è la mia colpa? [Perché, prima era convinta che le cose brutte capitassero solo alle persone cattive? Che era scema l’avevamo capito da quel dì, ma fino a questo punto?!]
È un caso o qualcuno lo ha deciso? – ha continuato Silvia -. Queste prime domande credo mi abbiano già avvicinato a Dio, inconsciamente. Ho iniziato da lì un percorso di ricerca interiore fatto di domande
È così che ha cominciato un percorso di avvicinamento alla religione: “Il passaggio successivo è avvenuto dopo quella lunga marcia, quando già ero nella mia prigione; lì ho iniziato a pensare: forse Dio mi ha punito.
Un altro momento importante è stato a gennaio, ero in Somalia in una stanza di una prigione, da pochi giorni. Era notte e stavo dormendo quando sentii per la prima volta nella mia vita un bombardamento, in seguito al rumore di droni. In una situazione di terrore del genere e vicino alla morte iniziai a pregare Dio chiedendogli di salvarmi perché volevo rivedere la mia famiglia.
Gli chiedevo un’altra possibilità perché avevo davvero paura di morire. Quella è stata la prima volta in cui mi sono rivolta a Lui. Poi a un certo punto ho iniziato a pensare che Dio, attraverso questa esperienza, mi stesse mostrando una guida di vita, che ero libera di accettare o meno”.

Il velo come simbolo di libertà: “Mi sento protetta da Dio”

Infine, ha concluso la giovane milanese: “Sicuramente dopo aver accettato la fede islamica guardavo al mio destino con serenità nell’anima, certa che Dio mi amasse e avrebbe deciso il bene per me. Quando provavo paura per l’imminenza della morte o ansia per non avere notizie della mia famiglia e del mio futuro, trovavo consolazione nelle preghiere”.
Sulla questione velo, che ha indossato sin dal suo ritorno in Italia a maggio, ha detto: “Per me il velo è simbolo di libertà.
silvia
Quando vado in giro sento gli occhi della gente addosso; non so se mi riconoscono o se mi guardano semplicemente per il velo; in metro o in autobus credo colpisca il fatto che sono italiana e vestita così. Ma non mi dà particolarmente fastidio. Sento la mia anima libera e protetta da Dio“. (Qui. Segue il testo integrale dell’intervista, nel caso qualcuno avesse voglia di papparselo, che comunque secondo me ne vale la pena. Poi magari ci sarebbe anche questo)

E chiudo con questa cosa, che non c’entra niente ma la trovo bellissima.
ennio Ezio
barbara

VI CONQUISTEREMO COL VENTRE DELLE VOSTRE DONNE

Qualcuno ha scritto che “si accarezza teneramente il ventre”: voi ci vedete tenerezza? Io ci vedo fierezza, ostentazione, sfida; la mano non sta sfiorando la pancia, la sta sottolineando, facendo risaltare, con quello sguardo di sfida, di chi è certo di essere dalla parte vincente, che non di rado vediamo nelle donne musulmane intabarrate dalla testa ai piedi che si aggirano per le nostre strade, nei nostri mercati.

Aggiungo la seconda parte di un altro eccellente articolo del sempre eccellente Max Del Papa.

Adesso è epoca di lockdown, vietato radunarsi ma al Casoretto c’è gran fermento*: aspettano il ritorno di Aisha, non più Silvia, con grande spiegamento di forze dell’ordine comprese le guardie municipali ma nessuno multa nessuno, nessuno disperde nessuno: non è assembramento, è democrazia, si vede che la folla di onghettinebellaciao, grillini, facciamorete è immune al virus. Arriva Aisha, non più Silvia e saluta la folla, non la benedice perché quella non è più la sua religione però manda baci, scocca sorrisi, sale in casa, s’affaccia alla finestra: per la Madonna, quella che canta, non l’altra, ci sarebbe meno euforia, meno isteria. Il mondo osserva e pensa: questa è tornata diversa, vestita da islamica somala, si è convertita, dipinge i suoi carcerieri, gente di al-Shaabab, una formazione terroristica radicale, come prossimi, per non dire congiunti, annuncia la volontà di tornare subito indietro e gli italiani piegati da una crisi irreversibile, fiaccati da due mesi di isolamento, la portano in processione.

Amen, guai a chi non sta bene, la parola d’ordine è: gioire per il ritorno di “una vita umana”. Ma questo, se può essere un punto di partenza, indiscutibile, condiviso, non può essere anche l’arrivo, non può chiudere il cerchio dei conti, delle questioni sospese. Il ritorno d’immagine, come più volte precisato, è esaltante per l’Islam radicale quanto devastante per l’Occidente cristiano; l’operazione propagandistica perfetta, avallata dagli sciagurati governanti nazionali, gente che cercava di scavalcarsi, di arrivare prima, Conte e Di Maio a tirarsi gomitate pur di figurare con la figliol prodiga ma non redenta. Una scena avvilente, degna non di uomini di stato ma di bambini dell’asilo. Una scena che, comprensibilmente, ha indispettito oltre misura l’amministrazione americana che, secondo quanto trapelato da fonti coperte ma autorevoli, avrebbe diffidato l’Italia dal riscattare la ragazza che non si considerava più ostaggio ma del tutto calata nella sua nuova condizione, convertita, legata alla comunità locale, probabilmente plagiata ma irreversibilmente risoluta. Lo Stato italiano non ha ascoltato, ha preferito assecondare la propaganda turco-islamista confidando in una demenziale ricaduta positiva sui tenutari del potere. Almeno alcuni. Ma già pochi giorni prima Mike Pompeo, il segretario di Stato Usa, era stato chiaro: ragazzi finitela di flirtare con la dittatura cinese, finitela di consegnargli le vostre strutture ed infrastrutture a cominciare dal 5G, ricordate che fate ancora parte dell’Alleanza atlantica. Niente da fare, Conte, che si sente un ibrido tra Napoleone, Churchill e, forse, Manuel Fantoni, quello che s’imbarcò su un cargo, ha preferito lo schiaffo plateale. Sono cose che dall’altra parte del mare non si scordano e Trump non è tipo che dimentica. [Pagheremo caro, pagheremo tutto. Come se già non stessimo pagando abbastanza per colpa di questa banda di cialtroni inetti insediati dal Cialtrone Capo per impedire che andassimo al voto]

Ad aggiungere farsa a disastro il notorio tempismo del Pd che pensava bene di stampare al volo manifesti di taglio elettorale con l’effigie di Silvia Romano. Senza sospettare che Silvia non esisteva più, ormai c’era Aisha, una che si esprime da moglie bambina del Profeta. Non ci sono parole pulite per definire un simile svarione, forse solo “puttanata” rende, lontanamente, l’idea; in un passaggio nel quale gli italiani sono esasperati per le allettanti promesse di un governo che puntualmente le disattende, li dimentica, li piglia in giro. Non è, si badi bene, questione dei 4 o 5 milioni per il riscatto – che comunque serviranno ad alimentare nuovi sequestri, nuove stragi, nuovi eccidi di innocenti, nuovi massacri di donne, di omosessuali, di infedeli. È il principio, è l’incongruenza, la spregiudicatezza sfacciata, offensiva di un governo che corre alla corte di una ragazza mandata, diciamo anche questo e diciamolo chiaro, allo sbaraglio dalla ong di turno, mentre ostenta disinteresse per i suoi cittadini. Aisha, nel tempo in cui era Silvia, fu una ragazza occidentale come tante: carina, curata, aveva lavorato per un periodo in una palestra del quartiere, in via Feltre. Poi qualcosa è successo o forse è uscito fuori ciò che già covava, la folgorazione per il volontariato, la scelta africana, in un villaggio sperduto, denso di pericoli, vicino ad una base terroristica. Curioso e in certa misura egocentrico modo di risolvere i problemi di un continente. “Ah, come, adesso neanche aiutarli a casa loro va più bene?” provocano gli umanitari dalla logica di legno. Chiamali aiuti: non l’immane lavoro dell’emancipazione, le riforme profonde, la promozione sociale e culturale, le infrastrutture, la laicità, l’affrancamento da una sottopolitica tribale, ma far giocare i ragazzini con le canne di bambù.

Ma se osi scriverlo ti garantisci puntuali accuse di odiatore, di sciacallo. Invece Gad Lerner che scomoda in quel modo sgangherato la memoria di Fausto e Iaio “che oggi gioiscono con noi”, è della famiglia degli agnelli. No, se sei un giornalista e non un equilibrista hai il dovere di porti e porre il problema delle conseguenze di una situazione allucinante, di considerare lo scenario nelle sue ricadute strategiche, geopolitiche, di sottrarti alla superficialità troppo comoda di chi risolve tutto con la gioia per il ritorno di “una vita umana”. Dopo la fine di Bin Laden, al Qaida aveva perso smalto, soppiantata dall’Isis del califfo al Baghdadi, perfino più spietata e più feroce. Ma con Isis allo sbando, al Qaida torna a rivendicare l’egemonia della polveriera fondamentalista. Dopo la trionfale propaganda che ha avuto come strumento Aisha, non più Silvia, quante decine di migliaia di fanatici, di balordi, di suggestionabili correranno ad affiliarsi ad al Qaida? Con quali conseguenze? (qui)

* Se avete sufficiente stomaco guardate la prima manciata di minuti qui (NOTA: non sono sicura di avere sentito bene, ma per ogni evenienza suggerisco a credenti e persone sensibili di azzerare l’audio). Più di qualche minuto dubito che qualcuno possa resistere senza vomitare.

Qui qualche interessante notizia su Lilian Sora, fondatrice della scalcinata ONG di cui faceva parte Silvia Romano, e sugli scalcinati e velleitari volontari che si buttano sull’avventura africana. Che poi, non per voler fare a tutti i costi la lombrosiana, ma voi affidereste i vostri soldi e le vostre vite a una con una faccia così?
lilian sora
Un’ultima cosa. Mi è stato segnalato un video, chiedendomi un parere sulla sua autenticità, in cui una ragazza, identificata come Silvia Romano quattro anni fa, cammina nuda per la strada, spiegando a chi la ferma che quello è un esperimento sociale, fatto per dimostrare che la gente è buona. La ragazza effettivamente assomiglia molto a Silvia Romano, e anche la vocetta stridula da ochetta giuliva assomiglia, però il tatuaggio sulla spalla è molto più grande e colorato, e dell’assoluta perfezione del corpo non trovo riscontro nelle foto in calzoncini e canotta di Silvia Romano reperibili in rete, quindi non penso che sia lei. Ma, mi chiedo: e se anche lo fosse? Che cosa vorrebbe dimostrare questo video? Che cosa ha a che fare con la vicenda in cui è stata coinvolta? Qual è lo scopo della sua messa in circolazione? Non ne abbiamo già abbastanza di sciacalli in giro?

barbara

SPIGOLATURE 5

Premessa importante: per ogni attività che fallisce, c’è un cinese pronto a comprarla per due soldi. E l’imprenditore fallito DOVRÀ vendergliela, perché lui deve mangiare, e nessun altro, qui, è in grado di comprargliela, perché chi non è ancora fallito è messo poco meno peggio di lui. E quando si saranno comprati tutta l’Italia, ci terranno per la gola, o per le palle, che dir si voglia, e faranno di noi tutto ciò che vorranno.

Per la prima non c’è bisogno di parole di accompagnamento
presentiassenti
E, restando in tema di governo, o meglio, di gente che comanda, qui e altrove, non necessita di didascalie neppure la seconda
PD-CARICHE
Poi vi faccio una domandina facile facile: qual è l’infrazione per la quale questo signore è stato sanzionato?
giustificato
E adesso godetevi questo meraviglioso intellettuale che è convinto che la mancanza di respiratori, di mascherine, di qualunque strumento atto a fronteggiare un’epidemia annunciata sia una sciagura naturale, come i terremoti, gli uragani, le eruzioni dei vulcani, e quindi non si possono imputare colpe al nostro meraviglioso Bisconte biscottato: non è colpa sua se tutto è andato storto, è solo perché mancavano i respiratori, mancavano le mascherine…

Ma quante tonnellate di malafede ci vogliono per sparare una simile montagna di cazzate? Perché non basta l’ideologia per arrivare a questi livelli, qui ci vuole proprio dell’altro, e in quantità industriali.

E poi cosa vi metto? Ah sì, quegli sporchi infami sovranisti fascisti razzisti che predicano prima gli italiani, che si oppongono alla benefica regolarizzazione dei clandestini e altre simili porcherie

E ora guardatevi questa spettacolare carrellata di dichiarazioni di esperti dal 2 febbraio al 12 marzo, quando già avevamo superato il migliaio di morti
sentenze
e ancora, alla metà di maggio, tocca sentirci dire che dobbiamo fare questo e dobbiamo fare quest’altro perché lo dicono gli esperti?! Ma andassero, come dice quel tale che non ama il turpiloquio, a fare mercimonio del proprio tafanario! E per concludere vi offro ancora un interessante video

e un altrettanto interessante articolo

Siamo ormai allo squadrismo sanitario

Il virus ha infettato il loro ego. Perciò voglia Dio, nella fase 2, liberarci dai ducetti della pandemia. Abbiamo bisogno di leader che ci trattino da cittadini maturi e responsabili, non da ragazzini minchioni da sottoporre a minacce e umiliazioni.

Prendete la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Già si era esibita sotto Pasquetta: se andate a fare le grigliate «vi becchiamo», «vi pizzichiamo», avvertiva i romani. Un linguaggio da poliziotto penitenziario, più che da primo cittadino di una capitale. Evidentemente, entrare nella «cabina di regia» con Giuseppe Conte deve averle montato la testa. E così, la Raggi, alla vigilia di questa falsa ripartenza, ha rincarato la dose, reclamando i pieni poteri per i sindaci e presentando in questi termini la riapertura dei parchi: «Sono una concessione che ci viene fatta dal presidente del Consiglio, ma dobbiamo meritarcela». Chiara la filiera? Se possiamo mettere il naso nella natura è per bontà del caudillo. La caudilla però ci mette sull’attenti, come all’asilo: se non fai il bravo, ti tolgo il giocattolo.

D’altro canto, la scuola d’illibertà del Movimento 5 stelle non ha nulla da invidiare alla scienza della reclusione del Pd. Il circolo Litorale dem di Ostia, ad esempio, per la stagione balneare aveva lanciato una brillante idea: il braccialetto elettronico contro gli assembramenti. Bello: andare in spiaggia come i condannati ai domiciliari. Per fortuna, i gestori degli stabilimenti hanno riconsegnato l’idea al mittente. Il circoletto piddino potrà rivendersela a una delle varianti del totalitarismo asiatico: dal regime di Xi alla tecnocrazia populista di Singapore.

A proposito di tecnici. Al coro delle minacce agli italiani s’è aggiunto il superesperto del ministero, Walter Ricciardi. Quello che era dell’Oms ma non è dell’Oms. Quello che attaccava il Veneto per i tamponi a tappeto, però aveva torto marcio, perché i tamponi a tappeto hanno consentito alla Regione di Luca Zaia di spegnere i focolai infettivi. Ebbene, il consigliere di Roberto Speranza, con un passato da attore, già rimprovera «le tante persone viste in giro»: «Voglio ricordare che come si è aperto, si può anche richiudere». Siamo ormai allo squadrismo sanitario: noi vi abbiamo ridato un pezzetto di libertà, noi ve lo possiamo togliere. Perché «abbiamo ancora bisogno di un cambiamento culturale forte, permanente». Scusi Ricciardi, ma lei chi è per imporcelo a suon di intimidazioni? Chi l’ha eletta? Chi la controlla? In virtù di quale autorità dovremmo sposare le sue convinzioni?

Solo lavate di capo. Nessuno è sfiorato dal sospetto che gli italiani non siano anarchici e smidollati, che sappiano regolarsi da soli, che i loro diritti fondamentali non dipendono dai comitati tecnico-scientifici o dalle manie di protagonismo di politicanti di secondo piano, poiché sono scolpiti della Costituzione e nel diritto naturale. Abbiamo preso in giro Boris Johnson e la Svezia, Donald Trump e Jair Bolsonaro. Ma noi siamo sotto il tiro dei «lanciafiamme» di Vincenzo De Luca, identico alla sua caricatura, personaggio più che persona.

Il sospetto è che qualcuno, qui, stia mischiando le carte per poter mettere le mani avanti: se le cose vanno storte, dannato sia chi va a correre, chi va al parco, chi fa al bagno al mare o la passeggiata sotto i portici con i bambini. Lo si legge nelle parole di Conte al Corsera: «La ripartenza del Paese è nelle nostre mani. Tocca a noi decidere se vogliamo che sia risolutiva e definitiva». Loro sono stati bravissimi: se poi finisce male, la colpa è nostra.

Alessandro Rico, 4 maggio 2020, qui.

Avete presente la famosa mamma napoletana che ti rincorre con la ciabatta gridando “Come ti ho fatto io ti disfo”? Ecco.

barbara

TROVA LA DIFFERENZA

 

Questa invece è la manifestazione di protesta contro il governo di oggi (questa è una sola piazza, poi ci sono le vie intorno e il resto), organizzata in quattro e quattr’otto in un giorno lavorativo..
proteste roma
E poi beccatevi anche questa

E per chiudere in bellezza
esteri
barbara