MERAVIGLIA IN ROSSO

AGGIORNAMENTO. Mia interpretazione della danza, con una premessa: secondo una credenza dell’ebraismo orientale, in paradiso ci sono angeli definitivi, destinati a restare angeli per sempre, e angeli temporanei, destinati a nascere, ad un certo momento, e diventare bambini. Quando arriva il momento, l’angelo preposto a questa funzione accompagna l’angelo che sta per nascere ai confini del paradiso, gli taglia le ali e gli dà un buffetto al naso, che gli fa perdere la memoria di tutto ciò che ha vissuto e imparato in paradiso. Qui vediamo che qualcuno strappa qualcosa dalle spalle della donna: sembra un mantello, ma potrebbe anche essere un paio di ali. Subito dopo lei entra in uno spazio nuovo che si apre davanti a lei, e prova a volare, in tutti i modi, saltando, lanciandosi, ma finisce sempre a terra, e si siede con l’aria sconsolata e infelice. Poi arriva il cerchio, e con quello lei torna a volare, rimane sospesa in aria, volteggia, piroetta, e quando alla fine ritorna a terra, si siede nella stessa posizione di prima, ma adesso la sua espressione è felice e appagata.

barbara

ESTATE

E continua questa lunghissima, caldissima, meravigliosa estate (di là a quest’epoca per fare la doccia occorre accendere la stufetta elettrica), che sembra non voler finire mai.


E mentre cammino con le onde che lentamente, dolcemente, ritmicamente mi battono sui polpacci, davanti l’ultima luce che arriva dal sole già da un pezzo tramontato, il cielo una fantasmagoria di colori che sfrangiano uno nell’altro, e quando faccio dietrofront una sfolgorante luna piena su un cielo blu cobalto che diventa di attimo in attimo più scuro, il pensiero corre a quando, mentre camminavo con le onde che lentamente, dolcemente, ritmicamente mi battevano sui polpacci mi dicevo ancora tre giorni e poi finito, ancora due giorni e poi finito, e adesso invece dico fra due giorni avrò ancora le onde che mi battono sui polpacci, e fra tre giorni avrò ancora le onde che mi battono sui polpacci, e se verrà un giorno di pioggia prima o poi tornerà un giorno di bel tempo e io avrò di nuovo le onde che mi battono sui polpacci, per sempre, per sempre, per sempre, in un paradiso senza fine…
(Io adesso vado in Israele, noi ci vediamo fra una decina di giorni)

barbara