CORAGGIO

Manifestazione pro Hezbollah a Londra.
coraggio
barbara

 

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TUTTI IN PIAZZA PER LA LIBERTÀ E PER LA DEMOCRAZIA!

Sabato sera alle ore 22 avrà luogo al teatro Elfo Puccini di Milano uno spettacolo del cantante israeliano Idan Raichel. Naturalmente i soliti diversamente intelligenti, diversamente democratici, diversamente amanti della giustizia, della libertà, della pace e – decidiamoci a dirlo chiaro e forte, una buona volta – dei palestinesi (con le loro coraggiose azioni hanno messo sul lastrico novecento famiglie palestinesi che lavoravano a Maalè Adumim, per dirne solo una) si sono mobilitati per boicottarlo (qui, per chi non sia debole di stomaco, uno dei loro deliri).
Poiché noi, a differenza di loro, non amiamo la violenza, non amiamo gli scontri, non amiamo le provocazioni, non andremo a scontrarci con loro nel corso della loro manifestazione, ma andremo a far sentire la nostra presenza, la nostra voce a favore della democrazia, della pace e della libertà e, non ultimo, la nostra solidarietà a Idan Raichel, la sera alle ore 20.30 (cioè – NOTA per gli ebrei osservanti – dopo l’uscita di Shabbat), davanti al teatro.
Boicott
stop
odiano la democrazia
zittire
barbara

I PACIFISTI

Cioè quelli buoni. Quelli di sinistra. I progressisti. Gli antifascisti. Quelli che, a differenza degli individualisti conservatori retrogradi guerrafondai di destra hanno a cuore il bene dell’umanità. Loro.

Qualche giorno fa a Tel Aviv ha avuto luogo una manifestazione per commemorare due gay assassinati nel 2009, manifestazione che ha acquistato particolare significato alla luce dell’aggressione assassina all’ultimo gay pride (il cui autore, Yishai Shlissel – sarà bene ricordarlo per chi tende a fare di tutta l’erba un fascio – non è un ultranazionalista fanatico, bensì un appartenente alla setta Neturei Karta,
Yishai Shlissel
che non riconosce lo stato di Israele – ma se ne pappa spudoratamente tutti i benefici -, aspira alla distruzione di Israele, è finanziata dall’Iran, ha collaborato e collabora con tutti i nemici di Israele, ha partecipato alle conferenze negazioniste della Shoah organizzate da Ahmadinejad eccetera eccetera).

Qui di seguito il resoconto di Tobia Zevi sulla manifestazione.

Sharon Nizza mi porta a una manifestazione nel giardino Meir, al centro di Tel Aviv. Si tratta della commemorazione di due gay uccisi nel 2009 da un estremista che fece fuoco all’interno del centro sociale nel parco, ferendo molte altre persone. L’iniziativa assume un significato particolare alla luce degli attentati della settimana scorsa, in particolare quello al Gay Pride che ha ucciso Shira Banki. Fa un caldo pazzesco e l’odore non è proprio il massimo. Parla Shimon Peres, l’impressione è che la gente si attacchi a questo padre della patria per coltivare l’illusione della continuità, per rimuovere l’evidenza della frattura prodottasi. Salgono sul palco militanti e politici. L’atmosfera è tesa: si è sparsa la voce che Naftali Bennett sia in arrivo. Un giornalista autorevole agli occhi dei manifestanti prova a spiegare che la sua presenza è importante, che un esponente radicale come Bennett va incalzato ma non cacciato. Si capisce che non è aria. Sale sul palco Yuval Steinitz, Ministro dell’Energia del Likud con un passato in “Pace Adesso”. La folla rumoreggia, i più scalmanati si avvicinano al palco, qualcuno suona il tamburo. La contestazione si organizza: qualche decina di persone indossa guanti bianchi sporchi di sangue finto. Impossibile ascoltare, Steinitz prosegue il suo intervento sotto lo sguardo vigile e apprensivo delle guardie del corpo. Alcuni manifestanti provano a difenderlo, spiegando che gli alleati nel Governo sono utili: la situazione non è più sotto controllo. Scoppiano tafferugli, la povera Sharon si prende un pugno da una ragazza che brandisce un cartello con scritto “L’odio uccide”. Bennett non viene più, ufficialmente perché non ha firmato la piattaforma sui diritti LGBT. […] Tobia Zevi (4 agosto 2015)

Aggiungo un paio di annotazioni inviatemi privatamente da Sharon Nizza (la quale ha precisato che non si è trattato di un pugno bensì di un poderoso ceffone).

Io, Sharon nizza, militante lgbt da 10 anni, sono stata menata da fascisti dell’antifascismo!!! […]
Quando steiniz ha finito, io ho detto a una di quelle due punkabbestia che si vedono nel video che ti allego che se ne sarebbero pentite perché abbiamo bisogno di esponenti del governo dalla nostra parte, e quella mi ha urlato e imbruttito e appunto dato pezza allucinante in faccia […]
A seguito di queste cose ho scritto un post in ebraico in sostanza dico che non parteciperò più alle manifestazioni lgbt dello “Stato di tel aviv” che non mi accetta (la cosa che più mi ha scandalizzato non è mica la pizza, ma il fatto che nessuno di quanti intervenuti dopo questi fatti dal palco, e in primis Zahava Galon che invece se ne compiaceva, ha pensato di condannarli).
Cmq guarda il video che è abbastanza rappresentativo.

E questo è il video (prima di guardarlo procuratevi un po’ di Maalox)

Questo è accaduto a Tel Aviv, ma la questione non è Tel Aviv, la questione sono i pacifisti. Se andiamo a vedere in azione i pacifisti antifascisti buonisti eccetera eccetera a Roma Milano Parigi Londra New York o Trebaseleghe, vediamo esattamente le stesse identiche cose. Perché loro sono fatti così: a fare i pacifisti, se non sono pronti a menare le mani, non ce li vogliono.

D’altra parte chi è più amante della pace e delle buone cause di quelli dell’ISM? ISM

barbara

DALLA VOSTRA INVIATA SPECIALE A GINEVRA

Eravamo tanti. Eravamo belli. Eravamo variopinti (in tutti i sensi). Eravamo emozionati e commossi. Eravamo felici di essere lì, a testimoniare, con la nostra presenza, in favore della verità e della giustizia: in favore di Israele (e possiamo aggiungere, con orgoglio, che noi dall’Italia eravamo circa la metà di tutti i presenti).
Ginevra 1
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Dal palco hanno parlato (brevemente, perché tutti coloro che sono intervenuti lo hanno fanno per portare la propria testimonianza e il proprio contributo, non per sbrodolarsi addosso e farsi pubblicità), vari personaggi, fra i quali voglio ricordare lui,
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il colonnello Richard Kemp, che ci ha ricordato una verità tanto ovvia ed evidente quanto volutamente ignorata: quelli di Hamas sono criminali, sono assassini, sono terroristi, ma non sono scemi; Hamas non pensa minimamente di poter, con le proprie azioni, non dico distruggere, ma neppure indebolire Israele. L’obiettivo dei suoi missili, dei suoi attentati, dei suoi tunnel è quello, non meramente tattico bensì strategico, di costringere Israele a reagire e, inevitabilmente, visti i metodi messi in atto da Hamas stesso, uccidere civili palestinesi; fatto questo, a indebolire Israele provvederà poi il mondo intero, come sta effettivamente facendo, Onu in testa.
E ha parlato lei,
Ginevra 10
Adela Raemer, madre e nonna che vive al confine con Gaza, e ha cercato di far capire a noi che viviamo sicuri nelle nostre tiepide case, che cosa significhi vivere, e soprattutto far vivere i bambini, in quelle condizioni, subire un quotidiano bombardamento di missili, con pochissimi secondi per scappare nei rifugi, e non sempre quei pochi secondi sono sufficienti (e forse, grazie ai due panzer d’assalto di Over the Rainbow di Torino e Milano, Emanuel Segre Amar ed Eyal Mizrahi, dopo i moadim di settembre riusciremo ad averla anche in Italia, nelle due città in questione).
Ed è venuto anche lui,
Ginevra 11
che tanto per cominciare ci ha fatto ammirare il suo splendido inglese, decisamente lontano da quello che altri personaggi nostrani ci avevano a suo tempo propinato. E poi… cosa faccio, lo dico? O forse è meglio che lasci perdere… Vabbè dai, lo dico: quando ha parlato lui ho pianto, ecco. Ma proprio pianto per bene. E non solo io. Sentire, con quella sua parlata sanguigna, “perché Israele è un atto d’amore nella forma nazionale che ha assunto nella  storia e della sua legittimazione politica e costituzionale. Israele è un atto d’amore verso la gioia di vivere e verso il futuro ed un atto di sopravvivenza all’interno di una grande tradizione…” Israele è un atto d’amore: ecco, in queste poche, apparentemente semplici parole, c’è tutta l’essenza di Israele, ed è per questo che ci toccano le nostre corde più profonde.
E qui è quando tutti insieme, alla fine, loro
Ginevra 12
e noi,
Ginevra 13
abbiamo cantato HaTikvah.

Poi, a margine di tutto questo, è anche successa una cosa un tantino spiacevole, ma qui non se ne parlerà, perché i panni sporchi, dopotutto, si lavano in casa.
E poi è anche successo che a Ivrea uno degli autobus provenienti da Milano è dovuto uscire dall’autostrada per entrare nell’adiacente parcheggio a raccattare su diciannove partecipanti torinesi perché il signore e padrone di Italia-Israele di Torino si è rifiutato di far salire sui “suoi” autobus quelli di Over the Rainbow (perché dopotutto c’è un limite alla quantità di sporcizia che si può essere disposti a tenere nascosta in casa).

E questa è la vostra inviata speciale, per l’occasione ribattezzata “Titti”,
inviata 1
e questa è sempre lei,
inviata 2
la suddetta inviata speciale, insieme a un’amica preziosa e sollecita (soprattutto per la mia stramaledetta sciatica che, per quanto imbottita di cortisone e antidolorifici, è stata un’autentica tortura per tutta la giornata. Ma tanto siamo giovani e forti e prima o poi ci riprenderemo)

NOTA: tutte le foto sono di Maurizio Turchet.

barbara

AGGIORNAMENTO: per una migliore documentazione, qui.

RINGRAZI ISRAELE? SEI UN TRADITORE

Un infame, un razzista, indegno di stare fra le persone civili! Questa più o meno la reazione, a una manifestazione contro Assad svoltasi a Londra, a un giovane iracheno presentatosi con una bandierina israeliana e un cartello che diceva: “Un grande grazie a Israele per le cure ai siriani feriti”.
Se siete deboli di stomaco, prima di guardare il video prendetevi un po’ di Maalox.

barbara