IL CABALISTA DI PRAGA

Che all’inizio sembrerebbe la storia del dybbuk, ma non è la storia del dybbuk; o meglio, un dybbuk c’è, ma non è “quello lì” (e se non sai che cos’è il dybbuk ti vai a informare: non pretenderai mica che ti serva sempre la pappa fatta, eh?). Anzi, in un certo senso è l’esatto contrario, è il rifiuto di adeguarsi al destino disegnato dai padri, la rivendicazione da parte dell’interessata (una donna!) del diritto a scegliere la propria strada contro tutto e tutti.
E poi c’è la storia del Golem, che all’inizio ricalca quella tramandata dalla leggenda: i cristiani che non smettono di assaltare il ghetto per fare strage di ebrei, una volta col pretesto di un’epidemia di peste di cui, come al solito, vengono incolpati gli ebrei (che, grazie in parte all’isolamento a cui sono costretti, e in parte alle loro norme igieniche rituali, muoiono sensibilmente meno dei cristiani), una volta con quello di qualche cristiano trovato morto, a volte facendo anche a meno di qualsiasi pretesto; il desiderio di una potente arma di difesa; la tentazione di fare ricorso ai misteriosi poteri esoterici della cabala per dare vita a un umanoide dalla potenza illimitata ma del tutto privo di pensiero, di volontà, di sentimenti – in una parola, di umanità. Poi, come si sa, qualcosa va storto – ma, nel romanzo, va storto in maniera molto diversa da quella narrata nella leggenda, ed è proprio in questo “andare storto” che si manifesta tutta l’umanità di Marek Halter e dei personaggi a cui la sua fertile fantasia ha dato vita.
(Post scriptum: oggi il Golem non ci serve più: abbiamo l’esercito di Israele)

Marek Halter, Il cabalista di Praga, Newton Compton
il cabalista di praga
barbara

IL VENTO DEI CHAZARY

“La leggenda racconta che quando il vento dei chazary soffia tempesta spazza via tutto. Tutto! Le tracce degli animali e degli uomini nel deserto o sulle montagne, i campi, le colture, le abitazioni, riduce tutto in polvere … Insomma, il vento dei chazary cancella le tracce di ciò che è stato, proprio come è successo ai chazary. Lascia soltanto l’odore del mare e la nostalgia del passato”.

Davvero micidiale, Marek Halter, capace di costringere il lettore a lunghe notti di veglia, senza alcuna possibilità di lasciare il libro prima di averne visto la fine. Succede anche con questo. Uno strano libro, che narra due storie condotte in parallelo: l’una ambientata ai giorni nostri, l’altra mille anni fa. Non si capisce bene, all’inizio, che cosa possano avere a che fare l’una con l’altra, salvo il fatto di avere entrambe protagonisti ebrei; ma a poco a poco i fili si dipanano – anche se allo stesso tempo si aggrovigliano – e i legami fra le due storie appaiono via via sempre più evidenti, fino a che le due storie arrivano a incrociarsi, addirittura a fondersi fino a diventare una storia sola. Una storia capace di regalare grandi emozioni e che vale la pena di conoscere.

Marek Halter, Il vento dei Chazary, Sperling&Kupfer
Il vento dei Chazary
barbara

IL MESSIA

Affascinante come il più affascinante dei romanzi, avvincente come il più avvincente dei thriller, ricca di storia come un trattato accademico, piena di sapienza come una pagina del Talmud questa biografia romanzata di David Reubeni, l’uomo che nella prima metà del XVI secolo percorse l’Europa in lungo e in largo, bussò a tutte le corti in cerca di aiuti per il suo progetto di combattere gli ottomani e riportare gli ebrei in Terra d’Israele. Progetto affascinante che affascinò, infatti, tutti i regnanti dell’epoca ma, come dice il proverbio, le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni: e furono proprio le intenzioni troppo buone a distruggere ogni possibilità di riuscita. Come sappiamo, anche senza aver letto il libro, il progetto non si realizzò, e l’esilio continuò per oltre quattro secoli ancora, con le tragiche conseguenze che purtroppo conosciamo. Il libro comunque è bellissimo, e va assolutamente letto.

Marek Halter, Il messia, Spirali
Il Messia
barbara