POI VENITECI A DIRE CHE EURABIA È UN’INVENZIONE

Per il primo dei tre capitoli eurabiani di questo post andiamo a Parigi, dove Marine Le Pen, per avere pubblicato foto degli orrori perpetrati dall’ISIS, queste per la precisione,
foto Marine Le Pen
ha ricevuto l’intimazione a sottoporsi a visita psichiatrica. Vi ricordate l’Unione Sovietica? Con Stalin i dissidenti finivano nei GULAG, in Siberia, da cui pochi uscivano vivi. Morto Stalin, il suo successore, Krusciov il Buono praticamente quasi Santo, ammorbidì, almeno formalmente, la lotta alla dissidenza, e la Siberia fu gradualmente, anche se non del tutto, sostituita dal manicomio. Ora, nella lotta alla dissidenza al Pensiero Unico (l’Islam è buono, l’Islam è pace, quegli orrori non vanno mostrati perché turbano le anime sensibili – le morti in mare dei clandestini che danno l’assalto all’Europa invece, non importa se vere o tarocche, vanno mostrate a ripetizione, meglio se di bambini, ma questa è un’altra storia), si riparte dal basso, per non rischiare di fare schizzare la rana fuori dalla pentola, se l’acqua è da subito troppo calda, per poi arrivare alle magnifiche vette del magnifico Grande Padre Stalin.

Spostiamoci ora di duecento chilometri verso nord ovest, e arriviamo a Londra, dove la presa di possesso del territorio da parte della popolazione islamica, con la creazione di no-go-zones e di corti islamiche che sostituiscono la Giustizia dello stato e tutta una serie di comportamenti intimidatori, ha portato l’antisemitismo, mai del tutto sopito, a livelli mai prima conosciuti.

Saliamo ancora, sempre verso nord ovest, di qualche altro centinaio di chilometri, e approdiamo a Belfast, dove assistiamo a questo incredibile episodio.

«Critica l’islam: consigliera perde il lavoro»

Chi critica l’islam finisce male. Non solo perché riceve minacce da integralisti o da fanatici che guai a muovere qualche obiezione nei confronti di Maometto o del Corano. Ma perché mette a rischio il posto di lavoro, o l’incarico pubblico che ricopre. È quello che è successo a Jolene Bunting, consigliere comunale indipendente di Belfast, Irlanda del Nord, che è stata sospesa dal suo ruolo per quattro mesi. Mai un provvedimento del genere era stato adottato. Il motivo della sospensione risiede nel fatto che la Bunting è accusata a vario titolo di aver criticato l’islam, e in tutto ha collezionato 14 denunce. Jolene Bunting è un consigliere indipendente, anche se in passato ha militato nel partito unionista TUV. Secondo le accuse la consigliera avrebbe arrecato un danno di immagine al consiglio comunale di Belfast e che non avrebbe rispettato il Codice di condotta del governo locale. La colpa della Bunting è quella di aver fatto commenti definiti denigratori sull’islam durante le riunioni del consiglio e aver appoggiato le analoghe dichiarazioni Jayda Fransen, del gruppo di estrema destra Britain First, già finita in manette per incitamento all’odio. La Bunting è stata denunciata anche per aver partecipato al raduno contro il terrorismo al municipio di Belfast dello scorso agosto. Inoltre la consigliera è finita nel mirino per aver difeso la distribuzione di alcuni volantini definiti istigatori di odio, nei quali si ammoniva contro l’islamizzazione dell’Irlanda del Nord, visto che le stime prevedono che nel 2066 i britannici nel Regno Unito saranno la minoranza. Nel volantino venivano poi snocciolati alcuni crimini compiuti dagli islamisti. Per non essersi opposta alla distribuzione di tale volantino la consigliera è finita nei guai ed è stata accusata di razzismo e fascism o. Tuttavia la Bunting non si dà per vinta e afferma che nonostante la sospensione nessuno potrà silenziarla. Definendo la sua sospensione un “giorno buio per la democrazia e la libertà di parola” ha dichiarato di voler far interessare al caso l’Alta Corte.

Ilaria Pedrali, Libero, 21/09/2018

Non so, vedete un po’ voi se è il caso che anche noi ci riempiamo di islamici ai livelli di Francia e Gran Bretagna.

barbara

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ANCORA MARINE LE PEN

22 feb 2017 09:07

  1. CI VOLEVA UNA FASCISTONA COMA MARINE LE PEN PER TENERE ALTO IL VALORE DELLA LAICITÀ
  2. LA LEADER DEL “FRONT NATIONAL” IN VISITA IN LIBANO RIFIUTA DI COPRIRSI IL CAPO CON IL VELO, COME PREVISTO DALLA LEGGE ISLAMICA, E FA SALTARE L’INCONTRO CON IL GRAN MUFTI
  3. È UN GESTO DI RISPETTO DEI VALORI NON NEGOZIABILI DI LAICITÀ, DI UGUAGLIANZA TRA UOMINI E DONNE, DI LIBERTÀ DI SCEGLIERE E DI PENSARE. ED È UNA LEZIONE ALLE NEOFEMMINISTE SEMPRE IN PRIMA LINEA QUANDO C’È DA FIRMARE PETIZIONI CONTRO IL SESSISMO IN OCCIDENTE O CONTRO TRUMP, MA QUANDO C’È DI MEZZO L’ISLAM SONO BEN CONTENTE DI SOTTOMETTERSI (qui. Vale la pena di leggere tutto l’articolo relativo al viaggio in Libano)

le-pen-velo
Come ha ricordato, non molto tempo fa, Ugo Volli, la storia insegna che i fascismi prima o poi passano, l’islam no. Quindi…

barbara

DUE PAROLE SU MARINE LE PEN

e sul suo progetto di negare la possibilità di mantenere la doppia cittadinanza per chi assume la cittadinanza israeliana, che tanto scandalo sta suscitando, venendo bollato come fascista, antisemita eccetera. Bene. Anche la Germania, da sempre guidata da governi di sinistra o centro-sinistra, nega la possibilità – riconosciuta invece dall’Italia – di conservare la doppia cittadinanza per i cittadini ebrei che si trasferiscono in Israele: vogliono conservare la cittadinanza tedesca? Devono rinunciare a prendere quella israeliana. Vogliono prendere la cittadinanza israeliana? Devono rinunciare a quella tedesca. Lo sapevate? Probabilmente no. E perché non lo sapevate? Perché nessuno ci ha mai piantato su il bordello che adesso si sta piantando con la “fascista” Marine Le Pen.
Meditate, gente, meditate.
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barbara