ANCORA UN PENSIERINO – L’ULTIMO – SUL TERRORISTA DEFUNTO

Funerali

Non tutti, si sa, vivono bene la vecchiaia. Chi, in particolare, ha avuto una giovinezza intensa e avventurosa, non si rassegna a passare le giornate ai giardinetti o a portare a spasso il cane, e si ostina a rivivere l’eroico passato, rendendosi, talvolta, un po’ tedioso e ripetitivo agli occhi di familiari e conoscenti (“mamma, ma il nonno quella storia me l’ha già raccontata tante volte, forse si è un po’ rimbambito?” “ma che dici tesoro, ti vuole tanto bene…”). Sono riflessioni che mi sono venute alla mente nel leggere la malinconica cronaca dei funerali del brigatista Prospero Gallinari, con la pittoresca partecipazione di alcuni suoi anziani compagni d’armi, ritratti tutti insieme, nonostante gli acciacchi dell’età, a cantare l’Internazionale col pugno chiuso. Qualcuno ha pensato di poggiare sul feretro un qualche simbolo del glorioso passato. Si è cercata, così, qualche pistola o qualche mitra, ma non se ne trovavano più. L’idea di un’arma giocattolo è stata scartata come poco dignitosa. Uno ha portato una bandiera con la stella a cinque punte, ma si è obiettato che appariva troppo commovente, a molti spuntavano le lacrime. Finché si è trovata, in un cassetto, una vecchia bandiera palestinese, un po’ lacera, e questo ha messo tutti d’accordo, cosicché il carceriere di Aldo Moro ha compiuto l’ultimo viaggio avvolto dai colori della Palestina. Poveri brigatisti. Dati i problemi dell’età, da molti anni non leggono più i giornali. Ai loro tempi, la bandiera palestinese era simbolo di fiero antagonismo, di lotta al sistema, e chi la sventolava incuteva terrore ai nemici borghesi. Nessuno ha spiegato loro che, in questi anni, quella bandiera è diventata una sorta di amuleto portafortuna, gioiosamente esibita a destra, al centro e a sinistra, da chierichetti e finanzieri, suore e boy-scout, maestre d’asilo e brigadieri. È stato l’esecutivo del compassato Senatore Monti, dalla linea non esattamente brigatista, a votare a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina da parte delle Nazioni Unite. Poveri brigatisti. Un tempo facevano tremare, riempivano i telegiornali, provavano l’ebbrezza di sparare alla schiena a poliziotti e magistrati. E sono finiti compagni di lotta del governo dei Professori e dei banchieri.
Francesco Lucrezi, storico

Che Francesco Lucrezi è un grande, ho già avuto modo di dirlo e di dimostrarlo. Ma questa non è una buona ragione per rinunciare al piacere di assaporare la sua raffinatissima prosa e la sua geniale ironia.

barbara

QUANDO IL CUORE SANGUINA

«Certamente sono stupito e profondamente addolorato da quello che leggo sulle vicende vaticane». Lo dice Mario Monti nell’intervista a Famiglia Cristiana a proposito delle recenti vicende che ruotano intorno ai «corvi» in Vaticano.
«Sono addolorato – spiega il presidente del Consiglio – perché, in sé, sono vicende dolorose. Ma anche perché penso, senza poter avere la minima idea, ovviamente, né compete a me di averla, sui fatti, al moltissimo dolore che questo getta, almeno temporaneamente, su molte persone. E al dolore che questo ha provocato alla persona e nel cuore del Santo Padre. Pur essendo la persona e il cuore di grande solidità. E – rileva ancora Monti – non solo di grande dolcezza». (qui)

Profondamente colpita da sì straziante dolore, e non essendovi al momento sul pianeta Terra altre fonti di dolore su cui riversare le mie cospicue doti di sensibilità e simpateticità, partecipo con tutta me stessa al terribile dolore del cuore del papa e a quello – per interposta persona e per la proprietà transitiva dei vasi comunicanti che come la corrente alternata vanno avanti e indietro e poi come le parallele all’infinito finiscono per incontrarsi – del nostro amato premier, e invito tutti i miei amici a fare altrettanto, che oltretutto lo sapete benissimo che partecipando al dolore del papa si va in paradiso.

N.B.: ho corretto tre errori di ortografia contenuti nel testo, non so se presenti già nell’intervista su Famiglia Cristiana e riprodotti nel presente articolo con copia/incolla, o se originale produzione dell’anonimo estensore dell’articolo.

barbara