CARA SENATRICE TAVERNA

Per restare sostanzialmente in tema.

«Cara Senatrice Taverna sono estremamente delusa come italiana, come cittadina e come medico, da quello che ha detto in materia di vaccini.
Ha reso questo Paese non più libero, ma oppresso dall’ignoranza e dalla cecità. Ogni anno milioni di volontari sanitari rischiano la vita in giro per il mondo per salvare migliaia di piccole vite da malattie che hanno decimato intere popolazioni. E noi, del mondo ricco e civile, torniamo indietro di mille anni contro ogni ragione.
I nostri bambini non sono bestiame. Sono solo bambini a cui garantiamo un futuro. Perché non proibiamo anche tutte le altre scoperte scientifiche che hanno cambiato la sopravvivenza dell’uomo moderno e che hanno comunque possibili complicanze?
Proibiamo tutte le chirurgie.
Proibiamo il vaccino anti Hpv contro i tumori della cervice uterina.
Proibiamo le coronarografie che ogni giorno salvano la vita a centinaia di persone colpite da infarto.
Proibiamo la trombolisi primaria per tutti i pazienti colpiti da ictus cerebrali.
Proibiamo le trasfusioni.
Proibiamo gli antibiotici.
Spegniamo la luce, torniamo nel Medioevo.
Ma non ci chieda poi, a noi medici, di fare miracoli. Non ci chieda di piangere la morte dei nostri bambini.
La piangiamo da oggi. La piangeremo domani. Impotenti davanti ad una «politica» che riduce a voti politici e a tweet la scienza.
Mi vergogno, onorevole.
Mi vergogno profondamente.
Mi vergogno di essere rappresentata da lei e chi pensa sia giusto non vaccinare.
Mi vergogno di stare in un paese in cui le decisioni sulla sanità e sicurezza pubblica, perché è di questo che si tratta, vengono prese da persone non preparate sulla materia, non adeguate nemmeno lontanamente a parlarne pubblicamente e criticamente.
Per fare il mio lavoro, il medico anestesista rianimatore, ci vogliono sei anni di università, uno di abilitazione statale e cinque di scuola di specializzazione. Ci occupiamo di vite. È normale. Doveroso. Importante. Per fare il suo lavoro da Senatrice, basta prendere voti. Parlare sui social. Avere fortuna. Essere nel momento giusto con le persone giuste e al posto giusto. E questo non è giusto. Perché voi per un voto condannate il nostro Paese al ritorno delle malattie che avremmo dovuto debellare.
Condannate bambini al rischio di non poter crescere. Condannate noi a guardare il vostro irresponsabile scempio con responsabile impotenza. È un mondo ingiusto il nostro, Senatrice. È un paese ingiusto il nostro. Ma soprattutto è ingiusto che chi come lei, accompagnata da cattivi consigli e ignoranza dovuta al suo non essere competente in immunologia e malattie infettive, non sarà costretta a vedere un bambino morire di morbillo. Lei non lo farà. Lei e i suoi colleghi politici amanti dei selfie, dei social, dei video mentre siete al lavoro, non li vedrete. E quando sarà il momento, darete la colpa a qualcun altro.
Dorma bene Senatrice, stanotte.
Dorma bene Senatrice, sempre.
Lo faccia anche per me. E per tutti i miei colleghi a cui ha tolto il sonno, la speranza, e la serenità.
Vorrei avere la sua ostentata sicurezza.
Vorrei poter credere ancora di poter fare il mio lavoro nel migliore dei modi in questo mio paese che non riconosco più e di cui mi vergogno.
Dorma bene, Senatrice.
E si ricordi sempre che il mio lavoro è un privilegio, e dovrebbe esserlo anche il suo».

Silvia Braccini, un medico

11 AGOSTO 2018

E puntualmente

Bari, otto casi di morbillo in ospedale: l’infezione partita dalla figlia di un no-vax

A cui aggiungo il commento di Roberto Burioni.

Naturalmente può accadere, e immancabilmente accade. Una bambina non vaccinata contro il morbillo ha contratto la malattia e ha contagiato altre persone, tra le quali un bambino di 11 mesi TROPPO PICCOLO PER ESSERE VACCINATO, mettendolo in grave pericolo. Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto siano irresponsabili i genitori che, in nome di superstizioni senza senso, si rifiutano di vaccinare i figli esponendo a gravi rischi sia i loro figli, sia i figli degli altri.
Lascia molto perplessi l’affermazione contenuta nell’articolo linkato riguardo all’isolamento: i malati di morbillo sono infettivi anche nei due giorni che precedono l’insorgere dei sintomi, quindi è impossibile isolarli perché sono in quei due giorni apparentemente sani. L’unica difesa è il vaccino, che impedisce la circolazione del virus.
Non vaccinare i propri figli credendo a superstizioni senza senso è un comportamento irresponsabile. Questo bambino malato ora rischia non solo le complicazioni immediate (l’otite può lasciare sordi a vita!) , ma anche l’insorgenza di una panencefalite letale che può arrivare 5-7 anni dopo l’infezione e la apparente perfetta guarigione. L’incidenza di questa panencefalite è intorno a 1 caso su 2000 infezioni da morbillo alle quali è seguita una apparente guarigione. Insomma, una spada di Damocle sulla testa di questa povera famiglia e non per colpa loro.
Non ritengo che dovrebbe essere consentito comportarsi in modo da causare questi effetti.

Come viene tolta la potestà genitoriale a chi abusa dei figli (sessualmente o con altri tipi di sevizie) così andrebbe tolta a chi ne abusa esponendoli volontariamente al rischio di malattie prevenibili e di morte, e contemporaneamente trasformandoli in armi puntate contro chi li circonda. Via la potestà genitoriale per chi non vaccina, e galera se alla mancata vaccinazione seguono malattie – ergastolo se con esito letale: à la guerre comme à la guerre, signori.

barbara

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CHI PUÒ E CHI NON PUÒ PARTE SECONDA

«Al primo morto di morbillo lei verrà sbranata». La tocca la fosca previsione del virologo Burioni? 
«[…] Ma è anche una spiacevole strumentalizzazione sentirsi dire da un accademico che “verrò sbranata al primo morto”. Non puoi illudere la gente che non morirà nessuno. Dobbiamo essere realisti».

Questa è la signora Giulia Grillo, ministro (ribadisco, ministrO) della salute. Pagata per occuparsi della nostra salute. Lei è “realista”, lei. Non può garantire che in Italia (ribadisco: IN ITALIA) nessuno morirà di morbillo, perché morire di morbillo è un fato a cui ci dobbiamo rassegnare. Tuttavia…

Come ci fa presente l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco,

C’E’ CHI PUO’ E CHI NON PUO’

Lui può.
min Azerbaigian
Come possono garantire che non morirà nessuno di morbillo anche i Ministri della Sanità dell’Albania, dell’Armenia, della Bielorussia. E non continuo l’elenco perché vi provocherei una stretta al cuore.
Nel 2016, dato certificato nel 2017, ben 42 dei 53 Paesi membri della regione Europea dell’OMS avevano interrotto la circolazione endemica di morbillo. Vaccinando.
Evitare i morti per morbillo, non solo si può, ma è un imperativo per un Paese che si dichiari civile. E, cosa non secondaria, che abbia firmato un patto di eliminazione con l’OMS.
Fermare la circolazione endemica di questo virus è l’UNICO modo per garantire che soggetti deboli non contraggano l’infezione e ne muoiano.
L’idea di mettere in classi “sicure” i bambini immunodepressi è una sciocchezza dal punto di vista scientifico. Il morbillo si contrae semplicemente respirando l’aria di una stanza (un corridoio, la mensa, la palestra) in cui anche un paio di ore prima abbia soggiornato un soggetto infetto.
Un Ministro della Salute dovrebbe sapere come bloccare la circolazione del virus. Un Ministro della Salute può e deve garantire ai cittadini che nessuno morirà più di morbillo.

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Prima che qualcuno mi accusi (come già successo) di diffondere fake news. La fonte della foto è il sito azero di Wikipedia https://az.wikipedia.org/.

I dati sulla eliminazione del morbillo possono invece essere letti qui: http://www.euro.who.int/…/6th-RVC-final-for-web-posting.pdf…. Il rapporto 2018 non è ancora stato pubblicato, lo sarà a breve.

8 agosto

Ora, dato che il modo SICURO per evitare i morti da morbillo esiste, dato che la signora ministro si rifiuta di applicare tale modo, dato che la signora ministro SA che a causa di ciò qualcuno dovrà morire, la faccio troppo fuori dal vaso se dico che per ogni morte causata da morbillo che si dovesse verificare, la signora andrebbe incriminata per omicidio premeditato? Comunque, tornando al titolo, c’è chi può e chi non può; noi in Italia non può.

barbara

CHI PUÒ E CHI NON PUÒ. I VACCINI E LA SCUOLA PER BIMBI RICCHI E SANI

C’era una volta una mamma povera, una mamma sola, che lavorava tutto il giorno per guadagnare appena il necessario. Il suo unico figlio, un bel bambino di sei anni, aveva una brutta malattia: un dottore, con l’aria di chi avrebbe voluto essere dall’altra parte del mondo in quel momento, le aveva detto un giorno, quasi senza guardarla in faccia, “Leucemia, signora, mi dispiace”.
La mamma non si era arresa: affrontava il calvario di cure e ospedali con coraggio, voleva che suo figlio conducesse il più possibile una vita normale, che andasse a scuola, che potesse giocare con gli amichetti. C’era un problema, però: il bambino era molto vulnerabile alle malattie, e, a causa della leucemia, non poteva essere vaccinato. “Immunodepresso”, le avevano detto che si diceva.
La mamma cercava di tenerlo protetto più che poteva, ma il bambino era deciso: adorava leggere, sapeva già scrivere, disegnava benissimo, aveva tanta voglia di trovare nuovi amichetti, insomma era ansioso di iniziare a frequentare la scuola. Aveva tenuto da parte i soldini ricevuti al compleanno per potersi comprare da solo un bel diario e lo zainetto di Spiderman, era raggiante di felicità il giorno che la mamma lo aveva accompagnato in cartoleria a prenderli.
Quando la signora, però, andò a parlare con la segreteria di una delle migliori scuole della città, per assicurarsi che suo figlio sarebbe stato protetto e al sicuro, dubitò di aver capito bene le parole che aveva appena sentito.
– Mi scusi, forse non ho compreso bene: lei mi sta dicendo che…?
– Che quest’anno non possiamo garantirle che suo figlio sarà al sicuro dal morbillo, signora, noi non ci assumiamo la responsabilità di iscriverlo.
– Ma che significa che non potete garantirlo? Come? Perché?
– Perché, signora, le altre mamme della scuola, la moglie dell’avvocato X, la professoressa Y, la scrittrice Z, non hanno voluto vaccinare i figli.
– Ma come non hanno voluto? E se provo in un’altra scuola?
– Eh, signora, ma è uguale dappertutto. Sa tutto quello che si legge su Internetz, non si sa mai, e se il figlio gli diventa autistico?
– Ma… ma mio figlio la leucemia ce l’ha già, sicuramente! Ma come devo fare? Non può andare a scuola?
– Eh no, signora, suo figlio è meglio che a scuola non ci vada. Si faccia fare un certificato dal medico.
– Ma io mio figlio a scuola ce lo voglio mandare, lui ci vuole andare, vuole venire a imparare, a conoscere gli altri bambini, gli piace tanto leggere, sa, ha già cominciato a scrivere qualche parolina… non si potrebbe fare una legge che obbliga i genitori dei bambini sani a vaccinarli, così non si ammalano né i loro figli né il mio?”
– Eh signora, ma non vorrà mica che la moglie dell’avvocato si senta conculcata nel suo diritto di scelta.
– Ma…e il diritto di mio figlio a una vita normale?
– Signora, ha mai visto “Il Marchese del Grillo”? Bel film, con Alberto Sordi, glielo consiglio. “Io so’ io, e voi nun siete ‘n c…”, diceva. Proprio divertente.

Questa, purtroppo, non è una ricostruzione di fantasia, un’ucronia, uno scenario apocalittico: è la storia dell’Italia del 2018, dove un bambino povero e malato può essere cacciato fuori dalla scuola e dalla vita di società senza che nessuno faccia un plissé, per assecondare i capricci delle mamme ricche e complottiste.
Questa è la storia di un Paese che, con una clausoletta a un decreto dal già significativo nome di Milleproroghe, decide di tutelare la “libertà di scelta” a scapito di chi scegliere non può, i ricchi a svantaggio dei poveri, i forti a svantaggio dei deboli, i sani a svantaggio dei malati. E poche, pochissime, sempre di meno sono le voci che gridano contro questo orrore.

Marianna Mascioletti

Poi abbiamo una vice presidente del senato, tale Paola Taverna, che urlando come se le stessero strappando le palle, spiega che “i centri vaccinali sono similabili a quelli che vengono paragonati i marchi per le bestie”. Qualcuno dice che il problema non è la sintassi, e invece sì: mia madre aveva la terza elementare, non ha mai letto un libro e non ha mai frequentato persone più istruite di lei (a parte mio padre, che è arrivato alla quinta), ma a questi livelli non è mai arrivata. Una persona, fosse anche analfabeta, che si esprime in questo modo si dimostra incapace di articolare un pensiero, tutto il resto ne è la logica conseguenza. L’importante comunque è che i bambini si facciano trovare a casa.
morbillo
Qualcuno ha anche avanzato una proposta per le mamme informate, che sarebbe questa,
mamme informate
ma Stefano Rambelli giustamente obietta: “Uno solo? Vediamo un po’: i no vax sono avari, iracondi e accidiosi, violenti contro il prossimo e contro se stessi, maghi e indovini, adulatori, ipocriti, consiglieri di frode, seminatori di discordie, falsari e traditori…. Qui ci vuole un inferno intero per i no vax, altro che un unico girone!” Concordo pienamente.

barbara

ANCORA UN MORTO PER IL MORBILLO

morbillo
Roberto Burioni, Medico

Non è Cicciobello, non è un bambolotto. E’ un bambino ad essere morto a Catania per il morbillo. Un bambino di dieci mesi, appena affacciatosi alla vita ma ancora troppo piccolo per essere vaccinato. Un bambino che avremmo potuto proteggere con l’immunità di gregge e che invece pare che – per una beffa atroce del destino – sia stato contagiato proprio dalla madre, non vaccinata.
Il morbillo è una malattia grave. Uccide, lascia sordi, ciechi, paralizzati. Invece il vaccino è sicurissimo (gli effetti collaterali gravi sono praticamente inesistenti) ed è efficace al 98% nel prevenire la malattia. Il morbillo in un caso su mille ammazza lo sfortunato paziente.
Non date ascolto ai cialtroni che vi mettono paura, a quei medici falliti (e purtroppo impuniti) che raccontano bugie pericolose, ai quei genitori confusi e spaventati che sono caduti nelle trappole di questi delinquenti che dovrebbero a mio giudizio essere puniti severamente dalla legge e che invece continuano a seminare panico. Vaccinate in tutta serenità i vostri figli come io ho vaccinato mia figlia Caterina Maria e se siete adulti parlatene con il vostro medico.
Di vaccino non si muore. Di morbillo sì.
Questo si dovrebbe scrivere nei manifesti, e non bugie pericolose che dovrebbero essere punite con la galera.

L’antivaccinismo è una belva assetata di sangue. L’antivaccinismo è un Moloch che esige sacrifici umani. Quanti cadaveri dovremo ancora fornirgli, prima che si dichiari sazio e ci lasci vivere?
vaccino
barbara

ED ECCONE UN’ALTRA

Catania, muore per morbillo una ragazza di 25 anni

Maria Concetta Messina lascia una figlia di due anni. I familiari hanno presentato una denuncia. Dall’inizio dell’anno già tre decessi per la malattia molto contagiosa

di Cristina Marrone

di Cristina Marrone

[…]

Fino ad oggi sono stati tre i decessi a causa del morbillo nel 2018. Nell’ultimo bollettino di febbraio di Epicentro (il centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità) sono stati segnalati 164 casi di morbillo. Oltre l’80% dei casi è stato segnalato da 4 Regioni (Sicilia, Lazio, Calabria e Liguria). La Regione Sicilia ha riportato l’incidenza più elevata. L’età mediana è stata 25 anni. Il 93% circa dei casi era non vaccinato o aveva ricevuto solo una dose. Il 40% ha sviluppato almeno una complicanza, mentre oltre la metà è stato ricoverato.

Roberto Burioni, Medico

28 marzo alle ore 14:26

Una ragazza di 25 anni, madre di una bimba di due anni, è morta di morbillo, una malattia che nei paesi civili, dove tutti vaccinano i figli e si vaccinano, non esiste. In Italia, purtroppo, le coperture sono state per molti anni, nell’indifferenza generale, a livello del terzo mondo e siamo la vergogna dei paesi sviluppati, tra i quali abbiamo il poco invidiabile primato del numero di casi.
Il morbillo, alla faccia dei somari che sostengono sia una malattia innocua, è mortale in un caso su 2000 anche in persone perfettamente sane, spesso a causa di una gravissima polmonite; in un caso su mille causa una encefalite che in un caso su 4 lascia per sempre i bambini e gli adulti sordi, ciechi o con altre gravi lesioni permanenti. Non abbiamo cure specifiche per questa malattia, ma abbiamo un vaccino che è efficace nel 98% dei casi e dove viene utilizzato in maniera estesa fa letteralmente scomparire la malattia.
Gli effetti collaterali gravi della vaccinazione sono così rari che è difficile calcolarne l’incidenza. In ogni caso meno di un caso su un milione, come a dire che il rischio maggiore si corre nel tragitto in auto da casa al centro vaccinazioni. Quindi da una parte un vaccino sicurissimo, dall’altra una malattia terribile. Eppure qualcuno incredibilmente sceglie di non vaccinarsi e di non vaccinare i propri figli.
In un paese civile, dove – obbligo o non obbligo – tutti si vaccinano e dove tutti vaccinano il morbillo non esiste, non ci sarebbe una bambina di due anni orfana della madre. In un paese civile questa donna sarebbe ancora viva, perché il morbillo non circolando non l’avrebbe potuta infettare.
Purtroppo è morta, e non potrà più smentire quelli che su Facebook affermano “io l’ho avuto e non mi è successo niente”.

Com’è che si intitolava quel libro? Ah sì, La prevalenza del cretino. E la cretinitudine, attiva e passiva, uccide. Altro che il fumo.

barbara

PS: sarò latitante per un paio di giorni, ma vi programmo qualcosa per non farvi troppo soffrire.

LA PECORA NERA

Pecora nera poi si fa per dire: mica che sia un delinquentello, un bullo o chissà che cosa; in una famiglia qualunque sarebbe semplicemente un bambino come tanti altri, vivace il giusto, curioso il giusto. Ma che il figlio di un pio (se piissimo non suonasse così brutto mi azzarderei a dire anche piissimo) rabbino si diverta di più a carezzare il muso ai cavalli che a studiare la Torah, che preferisca la compagnia di operai e ancor più di vagabondi e mendicanti, che hanno un sacco di storie fantastiche da raccontare, a quella dei devoti e studiosi amici di suo padre, che nel tempo libero scappi a scorrazzare coi bambini più straccioni del villaggio invece che immergersi nei libri, che addirittura adotti un cane randagio e lo ammaestri insegnandogli a porgere la zampa, è davvero scandaloso (anche se il titolo originale yiddish è, molto più opportunamente, Fun a velt vos iz nishto mer, “Di un mondo che non c’è più”). Per non parlare di quando suo padre, in base all’osservazione di quanto sta accadendo nel mondo e ad accuratissimi calcoli annuncia, con assoluta sicurezza, che entro la fine dell’anno arriverà il Messia, e allora tutti lì ogni momento con la testa per aria per essere i primi ad avvistare la nuvola con la quale il Messia scenderà a terra e con la quale poi porterà tutti in Terra d’Israele (e nessuno che si chieda cosa ne sarà degli ebrei che vivono negli altri villaggi, nelle altre province, negli altri stati, negli altri continenti…) e quello che ha il tetto sfondato ma non si preoccupa di ripararlo perché tanto all’arrivo dell’inverno sarà già in Terra d’Israele insieme al Messia, e tutti a chiedere dettagli che il saggio e sapiente rabbino fornisce senza risparmio – e poi la fine dell’anno arriva ma il Messia no. Al che il bambino comincia a maturare una serie di dubbi su un bel po’ di cose.
Se La famiglia Karnowski era un potente affresco di un’intera epoca, e Yoshe Kalb ci mostrava, anche nei suoi aspetti peggiori, il mondo dello shtetl, quest’altro piccolo gioiello ci racconta quello stesso mondo ma in toni molto più leggeri, oserei quasi dire sbarazzini, e sempre con immenso amore per quell’umanità destinata, di lì a pochi decenni, a scomparire, prima decimata nei ghetti, poi sterminata nelle camere a gas.

Israel Joshua Singer, La pecora nera, Adelphi
la pecora nera
PS: e non avete idea di quante famiglie fanno dieci figli e poi rimangono con due o tre: gli altri tutti morti da piccoli. Di che cosa? Di morbillo. Di difterite. Di scarlattina. Eccetera. Perché facevano parte di quella fortunata generazione che è riuscita a nascere prima che i poveri bambini fossero condannati a diventare autistici per colpa dei pericolosissimi vaccini.

barbara

DUE PAROLE: CHE SCHIFO

vaccini
L’indecenza dei fanatici cultori della superstizione più in voga del momento, non molto diversa da quella di chi si ostinava a negare la natura della peste e vi poneva rimedio con affollate processioni, davvero non ha limiti. E ora ascoltiamo le parole di chi non si occupa di oroscopi o scie chimiche bensì di scienza, quella che salva la vita a noi e ai nostri figli.

Roberto Burioni, Medico

E’ ora di parlare del bambino morto di morbillo, per fare un poco di chiarezza tra le mille scemenze che si leggono.

1) il bambino è morto di morbillo, non di leucemia. La leucemia infantile qualche tempo fa era una condanna a morte senza appello, ora in oltre il 90% dei casi guarisce completamente. Ho sentito alcuni imbecilli dire “l’avrebbe ucciso anche un raffreddore”. Non è vero. Non l’avrebbe ucciso un raffreddore, malattia lieve, e da tantissime infezioni l’avremmo potuto difendere con antibiotici e farmaci vari. E’ morto di morbillo, malattia grave per la quale non abbiamo una cura. Insomma, questo bambino stava attraversando la strada lentamente con una gamba rotta e le stampelle: qualcuno l’ha investito e ucciso. E’ morto per colpa della gamba rotta? Direi di no.

2) Chi l’ha investito? Il bambino è stato contagiato da un individuo NON VACCINATO. Che si trattasse del fratello, del cugino, del panettiere o dell’amante del nonno poco importa. Era una persona non vaccinata. Proteggere una persona immunodepressa dal morbillo è difficilissimo, in quanto chi ha contratto il morbillo è infettivo anche i due giorni PRIMA dell’insorgere della malattia. Curarla è impossibile: non abbiamo farmaci efficaci. L’unico modo in cui possiamo difendere queste persone è attraverso l’immunità di gregge, che è tanto vera quanto la forza di gravità. Per ultimo, e non vorrei ripeterlo, CHI E’ VACCINATO CONTRO IL MORBILLO NON TRASMETTE IL VIRUS. Chi vi dice il contrario è un bugiardo o un somaro (è consentito il cumulo delle cariche) e se vi cita un “bugiardino” non sa neppure leggere, perché l’unico virus vaccinale tra quelli in uso che in casi rarissimi (cinque casi su 55 milioni di somministrazioni) si può trasmettere è solo quello della varicella.

E’ il secondo bambino che muore un questo modo negli ultimi tempi. La scienza con i suoi progressi salva dei piccoli dalla leucemia, e questi muoiono di morbillo a causa dell’ignoranza diffusa, dell’egoismo e dell’oscurantismo. Non è tollerabile. Abbiamo un solo modo per evitare l’inevitabile ripetersi di queste tragedie. Alzare la copertura vaccinale in modo tale da ristabilire l’immunità di gregge. Vaccinare tutti i bambini e vaccinare anche gli ex-bambini che, non vaccinati anni fa, sono diventati adulti. I malati di cancro, i bambini troppo piccoli per essere vaccinati, gli adulti che hanno il sistema immune indebolito da malattie o da terapie saranno allora al sicuro. Se questo non avverrà, altri bambini moriranno.
Ricordatelo quando vedete in piazza gente che reclama la “libertà di scelta” sui vaccini. La libertà che invocano è quella di potere fare morire altri bambini.
Lo stato non dovrebbe consentirlo e dovrebbe difendere i più deboli e i più sfortunati.
In California (lo stato di Rhett Krawit, un bambino guarito dalla leucemia che rischiava la vita a causa dei non vacccinati, nella foto)
Rhett Krawit
persone come il bambino di Monza vengono difese, speriamo che accada anche da noi.

PS: molti di voi mi hanno inviato il video di una svanita che dice di essere una giornalista, parla in modo ispirato dei vaccini chiedendomi di commentarlo. Ovviamente non ci penso neanche di dare un minimo di visibilità ad un personaggio di tale – infimo – livello, vi dico solo che è un concentrato delle peggiori scemenze in circolazione e che l’autrice dovrebbe vergognarsi per una azione così grave e così dannosa nei confronti della salute pubblica e della verità. Dovrebbe essere espulsa dall’ordine, ma – seppur si definisca giornalista – non è iscritta a nessun ordine (pure millantatrice, oltre che irresponsabile bugiarda). Per cui il suo insulso blaterare è qualcosa che dobbiamo tollerare in nome della libertà di parola, della quale è possibile abusare.

Fonti:
Measles, CDC Pinkbook
Lancet. 2013 Jun 1; 381(9881) Acute lymphoblastic leukaemia

Sembra che qualcuno, piuttosto che con una punturina, preferisca placare il dio del morbillo coi sacrifici umani. Uno dei loro argomenti è che imporre a un bambino la vaccinazione viola i diritti di scelta del bambino, che non vi si può opporre: chissà se qualcuno di questi informatissimi che non si bevono gli imbrogli della medicina ufficiale ha chiesto ai propri figli l’autorizzazione a sacrificarli, al pari dei cananei che buttavano i propri figli nel fuoco per fare contento il dio Moloch.

barbara