MA DAVVERO PUTIN

ha fatto una mossa filoisraeliana?
Tutti in festa per l’annuncio di Putin sul riconoscimento di Gerusalemme Ovest capitale di Israele, acchebbello, la Russia ha anticipato l’America, Putin ha fregato Trump e blablabla e blablabla e blablabla. Gente, ma siamo impazziti?! Con questa mossa Putin ha stabilito che Gerusalemme non è UNA città come è stata per tremila anni, bensì due, come imposto dall’illegale occupazione giordana durata dal 1948 al 1967. Con questa mossa Putin ha stabilito che quella parte della città che contiene una cosa chiamata “Quartiere ebraico” non è ebraica bensì araba, palestinese e musulmana. Con questa mossa Putin ha stabilito che il Kotel (muro del pianto) resterà per sempre in mano islamica – e naturalmente la prima conseguenza sarà che a nessun ebreo al mondo sarà più consentito avvicinarvisi, come è stato nei diciannove anni di illegale (non dimentichiamolo, per favore, ILLEGALE, anche se contro quella occupazione ILLEGALE nessuno al mondo si è mai sognato di protestare) occupazione giordana. Sveglia gente! Quella lurida faina, con la sua subdola mossa, sta tentando di mettere le sue luride zampe sul futuro di Gerusalemme e di Israele!

barbara

O GENTILONI, CI SEI O CI FAI?

Immaginate che qualcuno dica: “Siccome so benissimo che Chessman non è l’uomo della luce rossa, se il mese prossimo mi chiedono di rivotare, voto per la sua innocenza”. Peccato che il mese prossimo non ci sarà nessunissima votazione, perché il processo è concluso, la sentenza è stata pronunciata e Chessman ha finito di respirare nella camera a gas.
Ecco, ora il nostro ineffabile ministro Gentiloni ci racconta che “Se le stesse proposte ci saranno ripresentate ad aprile, il governo italiano passerà dall’astensione al voto contrario”. Ma vede, tesorodolce, ad aprile non verranno ripresentate le stesse proposte, perché quelle proposte lì sono già state presentate, e sono già state votate e, grazie anche a lei, sono state approvate. Perché mai dovrebbero essere ripresentate? E le parole del signor Gentiloni non sono, come è stato scritto, “Parole ferme e inequivocabili”, bensì parole da corazzata Potiomkin.
(e se qualcuno mi riprende l’articolo e se lo pubblica senza citarmi, vado lì e gli frantumo i gioielli di famiglia)

barbara

PREGHIERA

Due fratelli sono al Kotel (“muro del pianto” per i profani) con il nonno. Il più piccolo comincia a gridare, chiedendo al Signore un certo giocattolo che desidera.
Il più grande dice: “Yossi, non c’è bisogno che gridi, sai. Il Signore ti sente benissimo anche se non gridi”.
“Lo so che il Signore ci sente bene – dice Yossi – ma è il nonno che è duro d’orecchie”.

barbara