ULTIMISSIME SUL FRONTE DELL’EPIDEMIA FANTASMA

Cominciamo col solito giochino dei numeri e sul modo di comunicarli da parte di gente che evidentemente ignora l’esistenza di persone dotate di memoria e capaci di fare calcolini da scuola elementare.

Angelo Michele Imbriani

ANALFABETISMO FUNZIONALE, ovvero “aumentano i contagiati, mai tanti casi dal 28 maggio”.

Bisogna dire chiaro e tondo che tutti coloro che ripetono a pappagallo le notizie-mantra di una informazione disonesta, senza porsi alcuna domanda su quel mantra, senza sottoporlo ad alcuna verifica, senza metterlo in discussione con un pur elementare processo cognitivo, si mostrano incapaci di qualsiasi pensiero autonomo e critico.
Nell’esempio in questione, un essere pensante non si ferma alla notizia-mantra, ma fa una facilissima, piccola ricerca.
Il 28 maggio avevamo lo stesso numero di “positivi” di ieri, più o meno. Bene. Ma quanti erano stati i morti? 71. Ieri 3. E il 27 maggio erano stati 118. E quanti erano i ricoverati in terapia intensiva? 489. Ieri 52. Dieci volte di meno, o quasi. E quanti erano i ricoverati con sintomi? 7.300. Ieri 500 circa. E infine, riguardo all’unico dato che corrisponde, il numero dei “positivi”, innanzitutto vengono conteggiati anche quelli che hanno già avuto un tampone e non si sono ancora “negarivizzati”? In tal caso è estremamente scorretto contarli tra i “nuovi casi”. Ma soprattutto: come stanno questi cosiddetti contagiati? Oggi, a, quanto pare, sono quasi tutti “asintomatici”, ossia non sono malati. Nella fase acuta dell’epidemia, e il 28 maggio eravamo già da tempo nella fase calante, come tutti dovremmo ricordare almeno la metà dei positivi veniva ricoverato, un 10% finiva in terapia intensiva e quasi la metà di coloro che finivano in terapia intensiva moriva.
Infine, quanti tamponi vengono fatti oggi e quanti venivano fatti nella fase acuta dell’epidemia? Oggi, nei giorni feriali, i tamponi sono 50-60.000. Nei mesi scorsi, 20-25.000 erano cifre da record.
La situazione di oggi non ha niente a che vedere, quindi, dati alla mano, con quella del 28 maggio e soprattutto con quella dei mesi precedenti, quando il Covid 19 poteva fare legittimamente paura.
Solo una informazione disonesta e manipolatrice può fare certi confronti e alimentare il terrore. Solo gli analfabeti funzionali, ma chiamiamoli pure idioti, possono seguirla e lasciarsi spaventare.
Ovviamente questo post è del tutto inutile: se pure lo leggesse un analfabeta funzionale non lo capirebbe. E un minuto dopo tornerebbe a ripetere con voce da pappagallo: “i bollettini sono preoccupanti, i contagi stanno aumentando, non erano mai stati tanti dal 28 maggio”…

I “nuovi contagiati” comunque salgono, già…
focolaio
E trovi gente come la mia povera cuginetta, quella che di mestiere fa la psicologa, e già abbiamo detto tutto, quella innamorata di Conte perché è elegante e pacato e fa festa grande quando quello si dedica ad asfaltare l’opposizione, che a chiamarla analfabeta funzionale sarebbe un eufemismo, che scrive

Merda, si sale si saleeeeee e se qualcuno qui sotto scrive colpa dei migranti si auto elimini dai miei contatti

Il sindaco di Treviso,
Mario Conte
a quanto pare, non ha avuto l’accortezza di consultarsi con mia cugina, e sembrerebbe di parere leggermente diverso

“Ho chiesto i danni al governo. Ha abbandonato la nostra città”

Il sindaco di Treviso si è già appellato all’avvocatura dello Stato. Nell’ex caserma 300 migranti: 260 positivi

Serenella Bettin – Sab, 15/08/2020

«Abbiamo chiesto ai cittadini di fare sacrifici, di rimanere chiusi in casa, abbiamo chiuso le attività; hanno fatto chiudere i bar se per caso c’erano tre persone senza mascherina e poi scopriamo che in una struttura dello Stato fanno quello che vogliono e può succedere di tutto».

È furioso il sindaco di Treviso, Mario Conte. Mentre ci sta parlando è in corso una guerriglia a sassate dei migranti dell’ex caserma Serena di Treviso contro la polizia. I richiedenti asilo se la prendono con gli uomini in divisa perché non ne vogliono sapere di fare la quarantena. In quel centro «accoglienza» sono quasi tutti positivi. Da due si è passati a 157. Ora ammontano a 260. Duecentosessanta su 300 ospiti. Il sindaco è sconcertato, oltre che preoccupato per i suoi cittadini e ha deciso di chiedere i danni allo Stato. «Ho dato mandato all’avvocatura dello Stato – spiega in un’intervista al Giornale – per studiare la pratica affinché si chiedano i danni. Per noi è un grosso danno. Per un lungo periodo abbiamo chiesto ai nostri cittadini di fare sacrifici e ora ci troviamo con una struttura gestita dallo Stato e dalla prefettura dove all’interno può succedere di tutto».

Una caserma aperta nel 2015. In questi giorni com’è la situazione lì dentro?
«Io non posso entrare, non ci lasciano fare i controlli. La situazione è molto tesa. E la cooperativa che ha in gestione il centro non riesce a tenere divisi i positivi dai negativi».

Ma il posto per dividerli c’è?
«Sì basterebbe spostarli di palazzina. Positivi da una parte e negativi dall’altra, ma gli ospiti non vogliono. Tutti noi dobbiamo sottostare ai capricci di queste persone».

Alcuni negativizzati sono stati spostati in un’altra struttura.
«Sì hanno trasferito i primi cinque negativizzati. Ma è un continuo trasportare questa gente di qua e di là con un crescendo di paura da parte della popolazione che non vuole contrarre il virus».

Non si può chiudere quella caserma?
«Io sono per lo smantellamento. Salvini aveva iniziato un processo di svuotamento. Ora siamo presi così, con queste persone che fanno ciò che vogliono. Salvini era venuto a vedere la situazione, questi giorni non ho visto una presenza che fosse una da parte del ministro Lamorgese».

Non l’ha nemmeno chiamata?
«No, se non vuole chiamare il sindaco, almeno chiami per solidarietà quei medici con cui i migranti se la sono presa questi giorni. La nostra azienda sanitaria sta facendo uno sforzo enorme per cercare di fare a tutti i tamponi in tempi record e queste persone se la prendono con la polizia, con i medici. La conclusione è che gli unici che mi chiamano e mi chiamate – sorride – sono le tv nazionali, i giornalisti. Capisci che danno possiamo avere».

Avete avuto disdette nel turismo?
«Tantissime disdette, la gente ha paura. Mi sono confrontato con associazioni di categoria e da questa ondata di contagi ne riceviamo sicuramente un danno».

Danni per l’immagine.
«E all’economia. La responsabilità non è di certo dell’amministrazione comunale, è una struttura gestita da una cooperativa che ha vinto l’appalto della prefettura. E lì la responsabilità è dello Stato».

Lei ha provato a parlare con il gestore della struttura?
«È tutto uno scaricare le responsabilità». (qui)

Già. Come già ricordato altrove, il governo ha solennemente promesso la seconda ondata entro l’autunno, in previsione della quale ha anche prorogato, unico Paese in Europa e nel mondo civile, lo stato di emergenza. E, ben deciso a mantenere la promessa, visto che né gli assembramenti selvaggi di Napoli, né ammucchiate, con o senza mascherina, di locali e movida, erano riusciti a far aumentare il numero dei positivi neanche di uno zero virgola, giustamente adesso li sta importando a manetta, come si fa quando la carenza di un genere in patria rischia di provocare una carestia. Purtroppo per lui, il premier più bravo del mondo a capo del governo più bello del mondo, nonostante tutti questi positivi, non si riesce a far salire il numero dei malati, meno che mai quello dei bisognosi di terapia intensiva, per non parlare dei morti: che cos’altro inventerà nelle prossime settimane per riuscire nell’intento? Nel frattempo, se per caso vi ritrovate a risultare positivi, cercate almeno di rendervi utili alla società
abbracciare
Mentre l’amico Fulvio ha avuto una delle sue brillantissime idee:
tampone obbligatorio
Tornando alle cose serie, l’obiettivo di chi si blinda, anche a epidemia conclusa e inesistente, per non rischiare di contagiarsi e contagiare, è quello di arrivare a una società interamente sana? Veramente veramente?

Gerardo Verolino

LA SOCIETÀ IN MANO AI MEDICI. IL CASO SVEDESE

L’idea folle che nella società non debbano esistere malati e che bisogna mettere in quarantena (e nel caso eliminare) i (possibili) contagiosi, i deformi, gli handicappati o i portatori di malattie non è stato solo il disegno perverso che cercò di attuare il regime nazista che si proponeva di realizzare una società ordinata e perfetta. Ma l’idea malsana che una società debba essere, completamente bonificata o sanificata eliminando ogni pericolo d’infezione o ogni malato che possa attentare all’interesse della collettività e alla salute pubblica si è verificato di recente, anche nelle nostre democrazie. In Svezia, ad esempio, nella socialdemocratica Svezia, lo Stato balia e assistenziale che ti segue dalla culla alla bara che le sinistre mondiale portano a simbolo, dove, la sinistra al potere, ha governato per 44 anni ininterrotti (65 totali), il governo ha promosso, dal 1935 al 1976, qualcosa di aberrante: la sterilizzazione forzata di decine di migliaia donne con handicap o “indigenti di razza mista”, quella che in un libro viene riassunta come “L’utopia eugenetica del welfare svedese: il programma socialdemocratico di sterilizzazione, aborti e castrazione. Lo scopo era, sostanzialmente, di carattere economico: si voleva ridurre la possibilità che i cittadini delle generazioni future, non essendo sani, potessero gravare sulla società e sul sistema sanitario. Naturalmente il piano abominevole del governo aveva “solide” basi scientifiche. Difatti i medici e la comunità scientifica approvavano ogni scelta aberrante del governo: l’ interesse pubblico viene prima di ogni cosa (sic). A subire la vergognosa sterilizzazione forzata, non furono soltanto le donne malate o affette da handicap, ma anche tante donne sanissime che venivano considerate sospette e che potevano destabilizzare la società coi loro comportamenti perché si alzavano tardi al mattino, o avevano amicizie maschili, o parlavano liberamente in pubblico della propria vita sessuale o che semplicemente andavano a ballare (che assonanza con la movida!). Eh il ballo è indice di degenerazione! Lo scandalo è stato scoperto solo nel 1997 da una giornalista del quotidiano liberale svedese, Dages Nyheter. Il ministro degli Affari sociali, Margor Wallstroem, ammise che “si è trattato di qualcosa di barbaro”. Già, già…

Le vie dell’inferno, come è noto, sono sempre lastricate delle migliori intenzioni. Di tutti gli inferni, sia ultraterreni che terreni.

Concludo con due autocitazioni.

Come già più di una volta ho avuto occasione di ricordare, quando il governo nazista ha proposto una legge per sterilizzare gli handicappati gravissimi, sembrava una cosa altamente umanitaria: nessuna persona normale si accoppierebbe con un handicappato grave, e d’altra parte anche loro hanno le stesse pulsioni sessuali di chiunque altro con, in più, un’assoluta incapacità di autocontrollo. La conseguenza è che o li si lascia accoppiare fra di loro, e mettono al mondo dei mostri, o li si condanna a una vita di sofferenza impedendo loro la realizzazione della propria vita sessuale. E dunque, sterilizziamoli e poi possiamo lasciarli liberi di godere quanto vogliono. Tutti i medici riuniti a convegno hanno votato a favore, tranne uno, con la seguente motivazione: cose come queste si sa come cominciano, ma non si sa come poi vadano a finire. Noi, oggi, lo sappiamo: dalla sterilizzazione degli handicappati gravissimi si è arrivati a sterilizzare persone con un leggero ritardo, come ne abbiamo in tutte le nostre scuole e in tutti i nostri posti di lavoro, e gli handicappati più gravi venivano gassati. Dalle decisioni prese in base a rigorose indagini svolte da un’equipe di tre medici, come stava sulla carta, si è passati a gassare sulla base di una crocetta messa su un foglio da un’infermiera (che, per inciso, era una persona che aveva frequentato la scuola elementare e poi un corso di sei mesi). Allo sterminio di sei milioni di ebrei, almeno centomila handicappati, altrettanti omosessuali (che prima di finire in gas dovevano obbligatoriamente passare per i letti delle SS), mezzo milione di zingari ecc. ecc., si è arrivati partendo da quella legge tanto umanitaria. (qui)

E io mi chiedo: nel momento in cui, a forza di aborti “terapeutici” saremo arrivati ad avere un mondo senza Down, senza ritardati, senza spastici, senza nani, senza ciechi, senza sordi, riusciremo a sopportare di avere un figlio miope, o strabico, o una figlia con le ginocchia sporgenti? (qui, nei commenti)

barbara

DA UNA PARTE E DALL’ALTRA DELLA BARRICATA

Ossia chi si inginocchia e chi sa ancora che i servi si inginocchiano, gli uomini liberi restano in piedi.

Inizio col sindaco musulmano di Londra, che ha immediatamente messo in atto il progetto di far rimuovere le statue “non più attuali”

anche se lui, per la verità, più che inginocchiarsi ho l’impressione che abbia colto al volo l’occasione per mettere in atto quello che era il suo programma da sempre, ossia cancellare la cultura europea per sostituirla con quella degli sgozza bambini. Alla faccia dei musulmani moderati.

E poi c’è questa immagine qui
statua in acqua
e vedendola ho ricordato che qualcuno, a suo tempo, aveva ammonito che chi brucia i libri finirà per bruciare gli uomini, cosa poi puntualmente avvenuta. Faremmo bene a ricordarlo, possibilmente prima che comincino a buttare in acqua noi. Perché questa volta, nessuno si faccia illusioni, non si tratta di un qualche “loro”: si tratta di noi. Tutti.

Poi c’è questo monumento, sul quale i giustizieri hanno voluto ricordare che i neri contano e vanno rispettati:
memorial
Poi è la volta di Via col vento, e perfino il povero pulcino diventa un distributore automatico di odio da cancellare dalla faccia della terra.
calimero
E chiudo la carrellata dei servi con queste due immagini che, come qualcuno ha giustamente osservato, sono le due facce della stessa medaglia
medaglia 1
medaglia 2
E passiamo agli umani, cominciando con questa splendida fanciulla,
Candance Owens
le cui dichiarazioni e prese di posizione ci vengono illustrate da

Ettore Gad Scandiani

“GEORGE FLOYD NON È IL MIO MARTIRE” dice Candace Owens, donna afroamericana, «Tutti fingono che quest’uomo conducesse uno stile di vita “eroico”. Nessuno vuole dire la verità a riguardo».
La verità a cui si riferisce è che Floyd era stato condannato per ben 5 volte a una pena detentiva e che nel 2007 aveva fatto irruzione nella casa di una donna incinta e l’aveva minacciata puntandole la pistola sulla pancia. Il giorno della sua morte Floyd era strafatto di fentanyl e metanfetamine.
La Candance si chiede anche: “Perché l’atroce omicidio della ragazzina bianca Tessa Major per mano di 3 minorenni neri non è considerato crimine a sfondo razziale?”.
Parole da prendere in considerazione come un tassello nel mosaico, non per relativizzare la brutalità del poliziotto, ma per indurre a riflettere chi oggi eccita e sostiene i saccheggi e le devastazioni in atto.
(La Owens è stata minacciata di stupro e di morte).

Ovviamente: l’unica cosa che sanno fare quelle belve scatenate oltre a devastare incendiare e distruggere: stuprare e assassinare.

Poi c’è questa coraggiosissima ragazza capace di sfidare da sola un intero branco

Questo poliziotto che si rifiuta di inginocchiarsi

E questa non più giovanissima signora che, attorniata dal branco e pressata da vicino, ha addirittura il fegato di sputare in faccia a quello che le stava urlando addosso

Poi finalmente, come si legge qui, è arrivata la polizia e… l’ha arrestata. Interessante questo scambio di commenti sotto il video:

Andrew Krill

She spit on a kid.

maude findlay

They surrounded her! The CHILD took it upon himself to not only move to the forefront of the group of protesters circling/closing in and confronting Ms. Rapkin but the 17 yr old CHILD also leaned in and shouted directly into her face and the 17 yr old CHILD had no face mask and he instigated that scenario. In fact, that CHILD was the one of the organizers/ leaders of the protest. Able to organize a protest march but not smart enough or just didn’t care to wear a mask and prevent the potential spread of a deadly virus. SPARE ME!!!! “Eric Patrick Lucas III, a black 17-year-old Shorewood High School junior, helped organize and lead an anti-racism rally and march in Shorewood on Saturday.” https://www.jsonline.com/story/news/local/milwaukee/2020/06/08/shorewood-leaders-call-lawyer-who-spat-student-disbarred/5317979002/

Abbiamo poi Silvana De Mari che ci ricorda alcune cose che meritano di essere ricordate

e chiudo con questa silenziosa ma non silente affermazione di una lampante verità
nero-trump
Non proprio tutti, dunque, si sono convertiti alla nerolatria (©Enrico Richetti). Secondo una credenza/leggenda ebraica, nel mondo ci sono sempre 36 giusti, grazie ai quali il mondo non viene distrutto. E speriamo allora che di questi giusti ce ne siano almeno 36 anche qui, e che la leggenda valga anche per tutti noi.

barbara

IL SILENZIO DEI PAPI

O i papi del silenzio, che invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia poi di molto.

Abbiamo avuto – che è in un certo senso una prima persona di testimonianza, perché si tratta di quelli sperimentati durante la mia esistenza – quello a cui hanno deportato mille e passa ebrei sotto le finestre, ma dopo averli rastrellati hanno aspettato qualche giorno per inventarsi una ritirata strategica nel caso il Sovrano del Vaticano avesse avuto qualcosa da ridire. Non lo ha avuto, e di milleduecento e passa persone ne sono ritornati 16, l’1,27%. E su tutto, dall’inizio alla fine, il suo silenzio non è mai venuto meno.

E abbiamo avuto quello che ha taciuto di fronte alle migliaia di attentati terroristici in Israele, di fronte a oltre un migliaio di morti (ebrei) e decine di migliaia di feriti, mutilati, invalidi permanenti, di fronte ai corpi fatti a brandelli, di fronte ai muri marciapiedi finestrini d’auto imbrattati di sangue e pezzi di cervello schizzati fuori dai crani frantumati, e poi di fronte alla più modesta, alla più umana, alla più incruenta reazione israeliana si è sentito in dovere di alzare la sua autorevole voce per invocare “Ponti, non muri!” Riferendosi, per la precisione, a questo muro
barriera-attentati
– che muro poi è unicamente per il 7% circa del tracciato, per il resto rete metallica con sensori elettronici per rilevare tentativi di infiltrazione.

E abbiamo avuto quello che ha taciuto su decine di migliaia di missili lanciati sulla popolazione civile israeliana per poi, appena Israele ha deciso che era arrivato il momento di reagire, mettersi a cianciare di “Terra del Risorto messa a ferro e fuoco” e di “Occupazione che si fa sterminio”. Perché gli stermini, si sa, sono a senso unico di marcia: in senso contrario ci sono, al massimo, persone che muoiono o che addirittura, sbadatamente, perdono la vita. E quando poi finalmente si è messo a parlare, ha parlato decisamente troppo e completamente a vanvera: CARO PAPA PERMETTE DUE PAROLE?

E dopo la serie di papi muti di fronte alle uccisioni, alle stragi, al genocidio dei fratelli maggiori, è arrivato quello che tace sulle stragi di quello che dovrebbe essere il suo gregge, quello che l’unica volta che si è sbilanciato un pelino facendo un timido accenno al genocidio armeno (sterminato in quanto cristiano, sterminato in un’azione di jihad), lo ha fatto in maniera fumosa e confusa che peggio non si potrebbe, e soprattutto guardandosi bene dal denunciare esecutori e mandanti. E che continua a tacere sullo sterminio dei cristiani ad opera dei tagliagole islamici – e per quanto riguarda le modalità dello sterminio, direi che anche per questi cristiani vale quando detto da Mordekhay Horowitz per gli ebrei: «Gli arabi amano i loro massacri caldi e ben conditi… e se un giorno riusciranno a “realizzarsi”, noi ebrei rimpiangeremo le buone camere a gas pulite e sterili dei tedeschi….».  Per l’ultimo in ordine di tempo cedo la parola a Giulio Meotti.

Spaventoso racconto dell’ultimo massacro di cristiani in Nigeria: “Intorno alle 23:30 hanno colpito la casa di Jonathan Yakubu, 40 anni, uccidendo lui, sua moglie Sheba e tre figli Patience, 13, Apocalisse, 6 e Gioisci, 4. Da lì, si sono trasferiti in un’altra casa dove hanno ucciso Kauna Magaji e sua figlia Faith prima di uccidere la neosposa Saraunia Lucky, 25 anni, in un complesso vicino mentre teneva il neonato in braccio. Sebbene il proiettile abbia colpito la testa del bambino, il bambino è sopravvissuto ed è stato portato in un ospedale vicino. Altre vittime dell’attacco sono John Paul, 6 anni, Asanalo Magaji 32, Yao Magaji, 13, Paul Bawa, 27 e sua moglie Rahila, 25; e Mailafia Dalhatu, 60 anni, e suo fratello Yao Dalhatu, 56 anni, con sua moglie Saratu, 45 anni, e la nipote Blessing Yari, 14. Anche un ragazzo di nome Popular Teacher, 17 anni, è stato ucciso. Sono stati tutti sepolti in una fossa comune”. C’è qualcosa di più terribile e di meno raccontato oggi di quello che sta succedendo a questi cristiani?

Sì: di più terribile c’è l’ostinato, irremovibile silenzio di colui che era stato eletto per essere il loro pastore.

barbara

MORTE AI NAZISTI!

E il politically correct si abbatté sulla Marcia di Radetzky

Attenzione, attenzione! Avete presente la Marcia di Radetzky, quella che ogni anno fa battere le mani a grandi e piccini alla fine del concertone di Capodanno da Vienna? Ebbene, a vostra insaputa, per interi decenni siete stati sottoposti a un processo di nazificazione subliminale. Eh già, perché fino ad oggi gli insospettabili e paciosi professori d’orchestra della Filarmonica di Vienna ci hanno propinato la versione della Marcia arrangiata da Leopold Weninger, un compositore che era iscritto al Partito nazionalsocialista tedesco. Se confrontiamo il brano incriminato con la “Urfassung”, ovvero la versione originale di Johann Strauss senior, si può notare come quella di Weninger sia appena un filo più baldanzosa, fatta apposta per strappare un ritmico applauso da parte del pubblico.

Ma fortunatamente, a stroncare i rigurgiti d’odio prodotti dal Concerto di Capodanno ci ha pensato  il nuovo direttore della Wiener Philharmoniker, il lettone Andris Nelsons, classe 1978, che si è nobilmente rifiutato di dirigere la nefanda partitura. Il novello Stauffenberg in papillon e code di rondine ne ha quindi commissionata un’altra all’archivio musicale dell’orchestra. Possiamo finalmente tirare il fiato: l’Europa è salva. Magari inseriranno nella partitura assoli e interventi del flauto dolce, dell’arpa e dell’oboe d’amore.

Ci permettiamo di suggerire all’amministrazione del Musikverein, la magnifica sala dove si svolge il concerto, di bandire dalla buvette anche la somministrazione di Fanta. Eh sì, perché il marchio della bevanda nacque in Germania in pieno regime hitleriano, nel 1940, a guerra iniziata, dato che l’embargo Usa non consentiva l’approvvigionamento di sciroppo di Coca-Cola. Così il suo principale imbottigliatore tedesco, Max Keith, si inventò questa bevanda (da Phantasie) ottenuta dal siero del latte e dalle fibre di mela da sidro. Chissà quanti ragazzini della Hitler-Jugend si saranno dissetati con la malefica bevanda alla fine delle loro giornate sportive…

L’uscita politicamente corretta del nuovo direttore d’orchestra ha sortito furbamente il voluto effetto pubblicitario per se stesso. Ma in pochi sembrano capire che la notizia produrrà la nostalgia del pubblico verso la vecchia – oggettivamente gradevolissima – versione di Leopold Weninger (fino a ieri un Carneade) che oggi tutti sapranno essere l’autore di varie marce del Terzo Reich. E in molti andranno a curiosare su Youtube e assorbiranno le potenti forme di propaganda di 80 anni fa. Complimenti, come al solito il politicamente corretto centra in pieno i suoi obiettivi!

Specchio fedele di tali acutezze d’oltralpe, l’articolo entusiasta di Avvenire, testata ormai completamente imbibita ed ebbra dell’olio da conserva ittica: ”Un segno forte quello voluto dal direttore Nelsons”, (!) scrive sul quotidiano dei vescovi Pierachille Dolfini, e ancora: “La nuova edizione, realizzata grazie alla collaborazione di tutto lo staff dei Wiener, è finalmente libera dalle ombre brune del passato”.

A proposito di censure musicali, ci sentiamo di lanciare un ghiotto boccone ai colleghi di Avvenire e ai nostri Catoni all’amatriciana. In questi giorni sembra che l’Italia abbia scoperto per la prima volta la Tosca di Puccini. La diretta dalla Scala, alla presenza del presidente Sergio Mattarella e della senatrice Liliana Segre, ha avuto grande successo. Questo, nonostante l’opera fosse stata sconciata dalla insultante regìa di David Livermore che, oltre al resto, ha voluto che la devota, appassionata Floria strangolasse Scarpia con la stessa veemenza di un Thug, senza lasciare né candelabri né crocifisso sul suo corpo.

Ma a parte questi dettagli, che fareste se vi citassimo quanto scriveva Giacomo Puccini nella prima metà degli anni Venti? “Io sono per lo Stato forte. A me sono sempre andati a genio uomini come De Pretis, Crispi, Giolitti, perché comandavano e non si facevano comandare. Non credo nella democrazia, poiché non credo alla possibilità di educare le masse. È lo stesso che cavar l’acqua con un cesto! Se non c’è un governo forte, con a capo un uomo dal pugno di ferro, come Bismark una volta in Germania, come Mussolini, adesso in Italia, c’è sempre pericolo che il popolo, il quale non sa intendere la libertà se non sotto forma di licenza, rompa la disciplina e travolga tutto. Ecco perché sono fascista: perché spero che il fascismo realizzi in Italia, per il bene del Paese, il modello statale germanico dell’anteguerra”.

Vi abbiamo dato un bel compitino per le vacanze, eh?

Andrea Cionci, qui.

Ma perché fermarsi qui? Perché non metterci alla caccia di tutti gli antidemocratici del passato, di tutti gli antisemiti, di tutti gli sfruttatori di manodopera servile, a partire da tutti, senza eccezione, gli artisti del nostro meraviglioso rinascimento, di tutti i fallocrati convinti della superiorità dell’uomo sulla donna, e poi omofobi, cacciatori, possessori di schiavi… Avanti, fratelli, c’è lavoro per tutti!

barbara

I VIOLINI DI AUSCHWITZ

Dalla Shoah ai palcoscenici del mondo, note di speranza

Amnon Weinstein si imbatté per la prima volta in un violino della Shoah 50 anni fa. Era un giovane liutaio in Israele, e un cliente gli portò un vecchio strumento in condizioni terribili, chiedendo di restaurarlo. L’uomo raccontò di aver suonato il violino sulla strada che lo portava alle camere a gas, ma sopravvisse per un caso fortuito: i nazisti avevano bisogno di lui per la loro orchestra del campo di sterminio. Da allora non ci aveva più suonato. “Così ho aperto il violino, e lì dentro c’erano delle ceneri”, raccontò Weinstein in un’intervista all’emittente Npr. Ne fu inorridito; si chiese se quelle ceneri appartenessero alle vittime dei Lager, ai suoi famigliari assassinati. E abbandonò il lavoro di restauro. Gestire uno di quegli strumenti era troppo per lui.

Diversi anni dopo, nel 1996, Weinstein tornò sui suoi passi e lanciò un appello per raccogliere i violini della Shoah. E così è nato il progetto Violins of hope: una collezione di strumenti proveniente da ebrei sopravvissuti alla Shoah o dai famigliari di chi fu ucciso. “Tutti questi strumenti sono simboli di speranza. Sono un modo per dire: ricordati di me, ricordati di noi”, ha spiegato Weinstein, che porterà i “suoi” violini a Cremona in occasione della rassegna Cremona Musica (27- 28 settembre). E con la cittadina lombarda, Weinstein ha un legame particolare: qui si diplomò alla Scuola di Liuteria, segnando il suo futuro. La città gli renderà omaggio conferendogli il Cremona Musica Award ma soprattutto dando spazio ai Violini della speranza, suonati nei palcoscenici di mezzo mondo e a Cremona dal violinista turco Cihat Askin.
“I nazisti usavano la musica e soprattutto i violini per umiliare e degradare gli ebrei nei ghetti e nei campi. – racconta Weinstein nel sito dedicato al progetto – Hanno sequestrato migliaia di strumenti ad ebrei di tutta Europa. I nostri concerti sono la risposta definitiva al loro piano di annientare un popolo e la sua cultura, di distruggere vite umane e libertà. Il suono dei violini è spesso paragonato alla bellezza della voce umana. Quando suonato con talento e spirito, è noto per raggiungere e toccare i cuori. Questo è stato il ruolo dei violini nella guerra – per toccare i cuori, accendere la speranza di tempi migliori e diffonderla ovunque. Ovunque c’era musica, c’era speranza”.
“Durante una visita a Tel Aviv, sono andato al negozio dove Amnon Weinstein mi ha mostrato un violino che era stato deturpato con una svastica da un restauratore tedesco negli anni ’30 – ha raccontato il violinista ltzhak Perlman -. Un atto così degenerato, tuttavia, non è riuscito ad impedire al violino di creare bellezza. Penso che il violino sia una replica della nostra anima. E i violini di Weinstein sono ancor di più un esempio potente di perseveranza. Un tempo rappresentavano per i loro proprietari l’idea di sopravvivenza, e simboleggiano lo stesso per noi oggi”.
Questi strumenti rappresentano le storie di vite spezzate e restituiscono dignità ai loro proprietari, ha ricordato Perlman.
A Cremona Musica Amnon Weinstein sarà anche protagonista di una seconda esposizione, dove verranno messi in mostra alcuni strumenti realizzati da lui e dagli altri allievi che hanno frequentato la Scuola di Liuteria di Cremona nel suo stesso periodo.

(Italia Ebraica, agosto 2019, via Il vangelo)

Ed eccoli, i violini di Auschwitz, in azione nel migliore dei modi possibili, nel migliore dei posti possibili

barbara

RESTIAMO UMANI

Nel post su Mengele l’amico Marcoz ha evocato, nei commenti, il famigerato #restiamoumani inventato dal beneamatissimo compiantissimo Vittorio Arrigoni, talmente di sinistra che Casa Pound ne ha fatto una propria icona. Anziché rispondergli con un commento, ho preferito riesumare questo post scritto in occasione della morte del suddetto V. A., arricchito da una scelta di commenti che volenterosi visitatori mi hanno generosamente donato.

Era lo slogan della sua banda. Quando l’ho visto per la prima volta mi è venuto freddo. Quando l’ho visto per la prima volta mi è venuta prepotentemente alla memoria la frase di quel pezzo grosso nazista – non ricordo quale – che aveva detto (cito a memoria): “Il miracolo è che abbiamo potuto fare questo e restare umani”. Il “questo” erano gli stermini di massa, uomini e donne, vecchi e bambini strappati a migliaia dalle loro case, portati sul bordo di una fossa comune, fatti spogliare e ammazzati a colpi di mitra, fila dopo fila, ogni fila a cadere sui cadaveri della fila precedente, continuando a sparare col sangue alle ginocchia, e ricoprendo poi tutto di terra, quelli completamente morti con quelli ancora vivi da far morire poi soffocati. Restiamo umani. Chi conosce Arrigoni e la sua banda SA che il suo concetto di umanità era esattamente lo stesso: odio antiebraico senza limiti, desiderio di sterminio, complicità attiva coi prosecutori dell’opera di Hitler. Pietà perché è stato ammazzato dai suoi stessi complici? Non siamo ridicoli, per favore.

Giamba
RESTIAMO UMANI
come dicevano i soldati isarelaini che sparavano sui bambini a Gaza

Frank
Fatti vedere da uno specialista, hai le emorroidi al cervello

Attilio Moscardini
Fortunatamente stampa e telegiornali stanno spiegando le cose come sono andate realmente.
E adesso contro i maiali ci sarà una bella reazione. Anzi, è già partita.
Resta carogna, vecchia megera.

VittorioRevenge
Sei una vecchia baldracca giudea!!!
Neanche di fronte alla morte di un uomo fermate il vostro avvolgente e imperterrito odio!!!
Fate finta o ci siete per davvero???
Gli scagnozzi del Mossad sono gli assassini di Vik….la peggiore specie di infami vigliacchi del pianeta, con i loro ‘false-flag’ di merda!
Però ormai il mondo finalmente sta cominciando ad aprire gli occhi: la fine dello stato segregazionista-sionista di Israele volge al termine, per fortuna dell’Umanità!

SmashZionism
Siete dei fake…con le vostre miserrime esistenze!
ISRAELE HA ELIMINATO VITTORIO….VERGOGNA!!!
ps: ma voi continuerete a dire che Israele è una democrazia, che vuole la pace, che ha sempre agito nel rispetto dei popoli, che non ha mai attuato un genocidio e altre cazzate simili

elahiul
impiccano sempre le persone sbagliate porca zozza, almeno impiccassero te così ci facciamo un bel brodo, cara la mia gallina vecchia

x
Sei una merda

Charles Bukowski
Premessa :sei malata o idiota dalla nascita?
Hitler nella sua merda di uomo ha fatto un solo errore:
non aver terminato la “soluzione finale”.
Il non veder cosa passano i Palestinesi per rivendicare una loro patria, i loro diritti e’ da ciechi.
Considero anche che Hitler non doveva suicidarsi ma finire come mussolini appeso per i piedi.
SIA CHIARO !
Charles Bukowski

francesco 1986
voi usate la parola antisemita con un po di leggerezza… non siamo nel ghetto di Varsavia, nessuno vi vuole male… non si può gridare all’antisemitismo se si dissente nell’ammazzare un bambino mussulmano… non capisco, tu stessa barbara mi hai detto che giorni fà un soldato israeliano ha salvato una bambina palestinese, pure lui è antisemita???

thedarking
Ma davvero avete voglia di commentare quest’idiota che ha il coraggio di pubblicare queste barbarie? Ma lasciatela perdere con la degna compare della Fait, due zitelle acide che hanno come unico obbiettivo quello di mettersi in ridicolo on la loro stupidità ed ignoranza….. tra pochi minuti qualcuno eliminerà questo commento (perchè l’idiota in questione non è capace i fare neanche questo, da sola….) e lascerà solo quello de suoi vermi compiacenti…. Deridetela ma non discutete con lei: è inutile… Non ha tanti neuroni per poter capire cosa stiate dicendo……. E pensare che queste due scrofe sono anche italiane…….

mattia
è pazzesco.
tutto quello che hai scritto è pazzesco.
non ti offendo, perchè non ascolteresti le ragioni.
Vai sul blog di Vittorio e leggi quello che scriveva, vienimi a dire poi se trovi qualcosa contro il POPOLO di Israele, o contro gli ebrei.
Lunga vita a chi odia le dittature e i sopprusi, a chi le dichiara e le combatte.
Non nascondetevi di fronte all’antisionismo, perchè vi fregheranno e neanche ve ne accorgerete.
Chi combatte e ci rimette la vita merita rispetto, non odio a priori.
Restate Umani, per favore.

Me
Non pensavo esistesse gente così demente da essere pro-israele. Avete il sangue di poveri innocenti che vi arriva alle ginocchia. Non mi aspettavo tanto da poveri ignoranti italiani, ma di certo qui si scade nell’idiozia più bieca. Vergogna.  

francesco 1986
ma quali sono i mezzzi dei palestinesi?!?!? non capisco… come se dalla loro avessero chissa chi… gli israeliani hanno gli USA, le Nazioni Unite, L’Unione Europea, La Chiesa Cattolica che insegna, parlo per esperienza, che i mussulmani sono il male, e che gesu è stato ucciso da traditori e non dice mica che sia colpa degli ebrei. Quindi mi chiedo chi sta dalla parte dei mussulmani?!?! Sono curioso…  

francesco
è così evidente che quelli che si fanno infinocchiare dai palestinesi sono pochissimi, perchè tutto il mondo è schierato dalla parte degli israeliani, molta parte dei miei compagni di università manco conosce il problema, e se gli dici chi scegliere tra ebrei e mussulmani loro scelgono senza dubbio gli ebrei… quindi state vincendo la guerra sulla carta ma anche agli okki dell’umanità che vede in voi il bene e nel mussulmano il male. Quindi non capisco dove vedete tutto sto antisemitismo, a me pare che oggi come oggi, per fortuna, il mondo sorride agli israeliani. non dirmi che ci sono attentati nel resto del mondo a ebrei, perchè gia lo so, succede anche ai cattolici in certe parti del mondo, e a molte altre categorie; per fotuna vostra non avete il primato della sofferenza! dovreste riconoscerlo e sopratutto riconoscermelo!

Matthew Hopkins Sr
Alcuni strategici informati hanno sottolineato che questi gruppetti radicali in funzione anti-hamas sono probabilmente inoculati, finanziati e foraggiati da Israele. Gli israeliani avevano Arrigoni nelle loro liste nere, lo consideravano un nemico e lo hanno fatto uccidere facendo ricadere la colpa su un gruppetto minuscolo poco conosciuto (probabilmente farlocco, paravento di infiltrati provocatori). La tecnica è vecchia quanto il cucco, è stata utilizzata in Europa durante la guerra fredda da varie nazioni in conflitto tra loro.
In questo caso il gruppetto farlocco ha fatto finta di averlo rapito per chiedere qualcosa in cambio: in realtà niente di concreto, qualche farfugliamento su improbabili prigionieri in Egitto… insomma una scusa per ucciderlo.
Due piccioni con una fava: hanno ucciso un avversario (attivista-giornalista) e ne hanno fato ricadere la colpa su Hamas, che se ho capito bene ha fatto di tutto per liberarlo. Soprattutto quest’ultima cosa dovrebbe servire per colpire l’opinione pubblica, della serie: “avete visto, li aiutate e loro vi ripagano uccidendovi”; non importa se è poco razionale, deve servire per fomentare sentimenti non per esercitare la ragione.
Questa è politica: se la politica è sempre conflitto in quelle terre il conflitto è spietato e sanguinoso. Mi sembra che gli israeliani abbiano messo indirettamente a segno un ottimo colpo; vedremo se ci sarà una risposta, e quale sarà. E lo dico da esterno piuttosto freddo verso entrambe le parti.

thedarking
Merdacce sioniste…… Siete capaci solo di accusare e di non provare nulla. Ma con voi e la vostra signora scrofa (presto signora del CAZZO, cancelli! p.s. è il tastino in basso neuroassente!) non c’è necessità di discutere: neghereste qualsiasi cosa! Negate anche la storia stessa, figurarsi….
Ma non vedo Peppiniello lo scemo stasera… Signora finalmente l’ha scuoiato e messo a terra come scendiletto? Avrebbe fatto due cose utili insieme: dare un senso alla vita di Giuseppe e dimostrare che ogni tanto , Lei Signora (mi sbellico ogni volta che lo scrivo!), è capace di pensare ed attuare qualcosa di intelligente! I miei saluti sionisti del cazzo!
P.s. Se la scrofa è andata a dormire siete rovinati…. Dovrete subirvi i miei messaggi tutta la notte, merdacce sioniste!

francesco 1986
the dark king quanti anni hai?? perchè ce l’hai con gli ebrei?? e com non è bello che chiami scrofa una signora anziana… sta proprio male… scusa se te lo dico!

Cristina
E questo sarebbe il mostro antisemita, guardate cosa dice e cosa fa davanti a quella tomba ebraica

barbara
Evviva evviva, il fighetto palestvato che si fa vipvendeve dalle telecameve mentve si veca nell'”unico posto vevde” di Gaza. Mi viene da vomitare. andate a cagare, tu e il tuo eroe.

Ecco: questi sono quelli che hanno scelto di restare umani.

barbara

LA SCOMPARSA DI JOSEF MENGELE

Classificato come romanzo, del romanzo ha in realtà solo la forma narrativa: l’intero contenuto è basato unicamente sui diari e sulle testimonianze di chi, in tutti gli anni della latitanza, ha avuto a che fare con lui. Dialoghi virgolettati e descrizioni sono praticamente assenti, e la ricchissima bibliografia che accompagna il racconto testimonia l’accuratezza e la vastità delle ricerche.
Del personaggio non ho molto da dire, se non che fra gli orrori perpetrati sulle vittime dei suoi “esperimenti” ve ne sono alcuni che non conoscevo, e la cui efferatezza non sarei mai arrivata a immaginare. Quello che invece voglio dire è che questo è un libro che dà soddisfazione, ma proprio tanta. Perché tutti noi, pensando a quest’uomo, ai suoi crimini, ai decenni di libertà, alla totale impunità di cui ha goduto, non riuscivamo a darci pace. Ebbene no, non è andata proprio così. Precisando, beninteso, che nessuna sofferenza patita da quest’uomo potrà mai lontanamente espiare i suoi crimini, che è blasfemo anche il solo pensarlo, emerge tuttavia che forse Eichmann, processato in una gabbia come un gorilla allo zoo, processato – horribile auditu! – proprio da quegli schifosi Untermenschen meritevoli solo di essere sterminati come scarafaggi, impiccato nel cortile di una prigione e cremato – cremato! Lui! Dagli ebrei! – e le ceneri disperse nel Mediterraneo affinché niente potesse restare di lui, ebbene Eichmann, a ben guardare, ha avuto forse una sorte meno malvagia di quella di Mengele. Che ha goduto, sì, delle immense ricchezze della famiglia che gli hanno permesso di comprarsi la libertà, con residenze ultraprotette e fedelissimi pronti a tutto, ma dopo alcuni anni relativamente sereni inizia, soprattutto con la spettacolare cattura di Eichmann da parte del Mossad, un inferno fatto di terrore di essere trovato, di messa in atto di misure di sicurezza che, letteralmente, gli impediscono di vivere, di isterismo e ipocondria che gli allontanano, a poco a poco, anche i più fedeli protettori. Non che con questo giustizia sia fatta, per carità, però a leggere il suo sprofondare sempre più, il ridursi a vivere – lui, l’elegantissimo e ricchissimo dandy che ha avuto tutto – in una baracca, sporco, trasandato, decrepito, evitato da tutti, ecco, una discreta soddisfazione la provi. Detto questo, aggiungo che è un libro davvero eccellente, che merita assolutamente di essere letto.
E voglio concludere riportando una pagina che non esito a definire spassosa. Ad un certo momento, dopo gli anni della grande rimozione, del grande silenzio, si comincia a parlare dei campi di concentramento e di sterminio, di ciò che vi è avvenuto, delle proporzioni di ciò che vi è stato perpetrato, e i nazisti argentini sono sconvolti da queste orribili calunnie che infangano l’onore della Germania. Con l’arrivo di Eichmann respirano di sollievo: lui era al centro di tutto, lui sa tutto, lui ha visto tutto coi suoi occhi: ora potranno, per suo tramite, gridare al mondo la verità!

A poco a poco il mondo scopre lo sterminio degli ebrei d’Europa. Escono sempre più libri, articoli, documentari dedicati ai campi di concentramento e di sterminio nazisti. Nel 1956, nonostante le pressioni del governo tedesco occidentale, che chiede e ottiene il suo ritiro dalla selezione ufficiale del festival di Cannes in nome della riconciliazione franco-tedesca, Notte e nebbia di Alain Resnais sconvolge le coscienze. Il Diario di Anne Frank conosce un crescente successo. Si parla di crimini contro l’umanità, di soluzione finale, di sei milioni di ebrei assassinati. La cerchia Dürer nega questa cifra. Si rallegra per l’impresa di sterminio ma stima in sole trecentosessantacinquemila le vittime ebree, smentisce gli omicidi di massa, i camion e le camere a gas; i sei milioni sono una mera falsificazione della Storia, l’ennesimo raggiro del sionismo mondiale per colpevolizzare e demoralizzare la Germania dopo averle dichiarato guerra e averle inflitto distruzioni spaventose, sette milioni di morti, le più belle città rase al suolo, la perdita dei territori ancestrali all’Est. Per Sassen e Fritsch solo un uomo è in grado di ristabilire la verità. Adolf Eichmann. Ha supervisionato tutte le tappe della guerra contro gli ebrei. Dopo la morte di Hitler, Himmler e Heydrich, è l’ultimo esperto, l’ultimo testimone chiave. Conosce gli attori, le cifre; potrà smentire. Gli ebrei hanno trascinato nel fango la Germania, Eichmann riscatterà il suo onore. Hanno montato la più grossa menzogna della storia per impadronirsi della Palestina, ma saranno pubblicamente sconfessati, le loro maschere e quelle dei loro manutengoli cadranno: la cerchia Dürer distruggerà le loro macchinazioni e lavorerà alla riabilitazione della Germania, alla redenzione del nazismo e del Führer. Fritsch e Sassen propongono a Eichmann di dire la sua sulla «pseudo soluzione finale». Dovrebbero ricavarne un libro, alla casa editrice Dürer piacerebbe pubblicarlo. L’idea affascina Eichmann. Dopo la chiusura della lavanderia ha lavorato in un’azienda di prodotti sanitari e, in mancanza di meglio, ormai alleva galline e conigli d’angora sotto il sole abbrutente della pampa. Le sue giornate sono lunghe e monotone, dà da mangiare agli animali, pulisce le gabbie, raccoglie gli escrementi e rimugina sul passato, sulla sua gloria di un tempo, sulla famiglia rimasta a Buenos Aires, sul quarto figlio appena nato, Ricardo Francisco, un miracolo, sua moglie ha quarantasei anni e lui quasi cinquanta. Si guadagna da vivere molto modestamente. Perciò, un libro sulla sua grande opera… basta anonimato e polli, una manna di quel genere non la si può rifiutare. Ridiventerà una star e si difenderà, lui che spulcia i giornali e la letteratura storica sa che il suo nome è regolarmente citato, a torto – si indigna –, i suoi figli devono conoscere la verità. I tedeschi lo plebisciteranno e la sua tribù potrà tornare in Europa a testa alta. Intanto lui, Fritsch e Sassen guadagneranno un mucchio di soldi con la vendita del libro.
Le sedute di registrazione cominciano nell’aprile del 1957, nel signorile domicilio del giornalista olandese. Tutte le domeniche uomini e donne si riuniscono intorno al grande organizzatore della Shoah, lusingato da tanta attenzione e felice di godersi i sigari e i whisky torbati del padrone di casa. Eichmann tormenta l’anello d’onore delle SS rispondendo alle domande di Sassen e di Fritsch, talvolta spalleggiati da ospiti con competenze più specialistiche, il grande Bubi von Alvensleben, ex aiutante capo di Himmler, e Dieter Menge, il fanatico asso dei cieli proprietario della grande estancia dove i nazisti amano riunirsi.
[…]
Frattanto Sassen e Fritsch proseguono i colloqui con Eichmann. Per sei mesi, «con l’infaticabile spirito dell’eterno tedesco», lui monologa, tutto fiero, a volte commosso fino alle lacrime dai propri racconti, dal proprio successo – «sei milioni di ebrei assassinati» –, dai rimpianti: non ha adempiuto la sua missione, «il completo annientamento del nemico». A Sassen, a Fritsch, alla cerchia Dürer, che non volevano credere alla «propaganda nemica», Eichmann conferma le proporzioni dello sterminio, descrive nei particolari le uccisioni di massa, le camere a gas, i forni crematori, i lavori forzati, le marce della morte, le carestie: la guerra totale ordinata dal Führer. Sassen e Fritsch, quegli agnellini, credevano che il nazismo fosse puro. Non si aspettavano le precisazioni di Eichmann. Oppure speravano che Hitler fosse stato tradito e Eichmann manipolato da potenze straniere. Sei milioni. Quella cifra li lascia scossi. Appena concluse le registrazioni prendono le distanze dal colpevole di crimini contro l’umanità. Hanno calato la loro ultima carta: hanno perso.

Olivier Guez, La scomparsa di Josef Mengele, Neri Pozza
la scomparsa di mengele
barbara

GUARDATE CHE RAZZA DI LIQUAME FANNO GIRARE

Riuscite a immaginare una più abissale ignoranza della storia? Un più infame insulto alle vittime vere del nazismo vero? Una più volgare e disgustosa diffamazione degli avversari politici? Una più gigantesca malafede? Perché per arrivare a sprofondare nel letame fino a questi livelli non basta l’ignoranza, e non basta la stupidità: ci vogliono anche tonnellate della più bieca malafede. Poi si stupiscono che la parte politica dei buoni di professione sprofondi sempre più. E avrei proprio voglia di vederli quando, dopo tanti al lupo al lupo a vanvera, arriverà il lupo vero. Se non fosse che quel lupo, poi, farà la festa anche a noi che da sempre tentiamo di suonare l’allarme.

barbara