UN INTERO VILLAGGIO

Quello adottato da Israele.

Un villaggio nepalese da “adottare”. Ricostruendolo dalle fondamenta, ripristinando i servizi di base e anche quelli accessori, prestando soccorso alla popolazione, mostrando il volto di un’umanità che non torce lo sguardo altrove ma è impegnata per alleviare le sofferenza di chi ha perso tutto in pochi secondi. È la nuova sfida di Israele, già in prima fila da giorni nell’azione di assistenza straordinaria attivata poche ore dopo il sisma. “Quando nella storia recente si sono verificati cataclismi naturali Israele c’è sempre stato. Siamo stati ad Haiti, in Giappone e in Turchia. Siamo e resteremo ancora a lungo in Nepal” ha affermato il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman. L’adozione del villaggio nepalese, che verrà individuato nei prossimi giorni, prevede un’azione intensiva sul territorio che si svolgerà nell’arco di alcuni mesi, concertata direttamente con il governo centrale di Katmandu. “Appena la situazione sarà maggiormente stabilizzata, ci confronteremo con il governo e con i nostri professionisti così da individuare la strada più efficace da percorrere”, conferma il direttore generale del ministero Nissim Ben Shitrit. (qui)
Israele in Nepal

E questi qua, pensa un po’, non solo non ci pensano minimamente a boicottare, ma ringraziano pure. E in ebraico, per giunta.

Qui le spiegazioni per chi non sa l’ebraico. Se non sai neanche il francese fattelo tradurre da bing o da google translate, però potresti anche darti da fare e studiarlo, eh!

barbara

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