LA TEORIA…

allah loves equality
e la pratica

(no ma cosa c’entra è un caso isolato quello non è il vero islam non bisogna generalizzare l’uomo nasce buono è il capitalismo che lo rende gretto e cattivo dobbiamo essere più accoglienti e inondarli del nostro amore io credo nell’amore universale dobbiamo porgere l’altra guancia l’altra recchia l’altra chiappa e se la sventola è talmente forte da tramortirci pazienza, cercheremo di essere ancora più buoni la prossima volta – e infatti, anche se nel video non si sente, ho letto che la signora buona ha detto alla signora cattiva “We still love you, you will not shame me”. Buona. E soprattutto intelligente. E soprattuttissimo acuta. E soprattuttissimissimo razionale. E soprattuttissimerrimissimo sveglia)
(certo, comunque, che il fatto che sia consentito girare senza mostrare neppure  il viso, e che oltretutto l’uomo debba impegnarsi a proteggere la vecchia ellegibittì piuttosto che ad arrestare o almeno scaraventare fuori a calci la tenda beduina,  è l’ennesima prova del fatto che l’Inghilterra  ormai è definitivamente perduta)
(se penso che la mia generazione è cresciuta a suon di Beatles,

Rolling Stones

e Mary Quant,
Mary_Quant
c’è veramente da piangere)

barbara

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CARA NOA

Lettera aperta di Deborah Fait

Cara Noa,
Ero fresca di aliyah quando, nel lontano 1996, a Tel Aviv, sono andata al teatro Habima per un tuo concerto. La tua voce ti aveva già resa famosa in Italia, paese da cui venivo, e l’idea di vedere dal vivo un’artista che, per la sua bravura, portava lustro a Israele, mi emozionava. Quando sei apparsa sul palcoscenico, tutta vestita di bianco, mi sono resa conto che c’era qualcosa che non andava, il teatro era stracolmo ma gli applausi non arrivavano, sei stata accolta da un gelo che si poteva tagliare col coltello. Hai cantato una prima canzone, benissimo come sempre, e sei tornata dietro le quinte seguita da qualche fischio. Io mi sentivo imbarazzatissima perché non capivo bene il motivo di tale freddezza nei confronti di un’artista così brava e per giunta israeliana.
Il mio vicino di poltrona mi ha spiegato l’arcano: avevi fatto alcune dichiarazioni molto forti incolpando praticamente tutto Israele per l’assassinio di Izhak Rabin, avvenuto un paio di mesi prima, e avevi in un certo senso giustificato il terrorismo palestinese. Israele che per quella tragedia aveva pianto tutte le sue lacrime, non te lo aveva perdonato e da quel momento ebbe inizio il difficile e sofferto rapporto con il tuo popolo. Poi sei tornata sul palcoscenico con un foglio in mano, nel silenzio generale e con voce un po’ tremante, hai letto una lettera di scuse a Israele. All’improvviso, come una cannonata, è scoppiato un applauso così forte da far tremare il teatro. Eravamo tutti in piedi a gridare il tuo nome colla gola chiusa e le lacrime agli occhi.
Quanto poco ci vuole per commuovere gli israeliani, basta un po’ d’amore in mezzo all’odio che ci circonda. Era tutto finto? Erano scuse interessate? La tua storia di questi ultimi 20 anni dice di sì. Dopo quel concerto hai continuato imperterrita a fare la pacifinta e a esprimere giudizi velenosi contro Israele. Da alcuni giorni i media italiani e soprattutto i social network, parlano di come tu sia stata contestata al tuo ritorno in Israele, sei stata apostrofata a male parole e, sempre a parole, minacciata. Non doveva accadere ma, come si dice, chi la fa l’aspetti!
Nessuno ti ha sfiorata eppure in Italia parlano di “Noa aggredita, Noa assalita all’aeroporto di Tel Aviv”. Sono incapaci di usare le parole giuste, ai nostri nemici fa gioco imbrogliare la gente. Gad Lerner, dal suo blog, fa anche di più e di meglio, se no non sarebbe Gad Lerner cioè uno che non sopporta Israele, che come altri ex comunisti odia la nostra democrazia, che al pari di altri ritiene Israele responsabile di ogni male del mondo. Lerner, oltre a strepitare istericamente che eri stata aggredita in Israele, non incolpa solo i due che ti hanno insultata, ma tutti gli israeliani, ci accusa di razzismo e arriva a demonizzare, senza nominarlo, l’unico premier democraticamente eletto, con voti liberi e democratici, di tutto il Medio Oriente e anche di qualche nazione europea… e chi ha orecchie da intendere intenda!
Nessuno ti ha aggredita, Noa, nessuno ti ha assalita, tu lo sai e dovresti dirlo, dovresti gridarlo forte per farti sentir bene fino in Italia dove vanno a nozze ogniqualvolta possono accusare Israele. Sei stata presa a male parole, “nemica di Israele” ti hanno gridato, “ la pagherai”. Io al posto tuo incomincerei a farmi un sano e doveroso esame di coscienza. Cara Noa, perché ti consideriamo, e mi ci metto anch’io, “nemica di Israele”? Per quale motivo un’artista del tuo calibro, che dovrebbe renderci gonfi di orgoglio, ci fa vergognare?
Vediamo un po’:
Anni fa hai cantato davanti al Papa la più bella canzone israeliana, quella che tocca nel profondo il cuore di tutti noi, “Jerushalayim shel Zahav – Gerusalemme d’oro”, eravamo felici, ecco la Noa che amiamo, avevamo pensato, e poi? Poi hai usato la censura, con un colpo di forbici, hai profanato il capolavoro di Naomi Shemer, hai offeso la sua memoria e tutto il popolo di Israele, togliendo l’ultima strofa, quella che fa:

”Siamo ritornati alle cisterne d’acqua, al mercato e alla piazza,
uno shofar risuona sul Monte del Tempio, nella Città Vecchia.
E nelle grotte che ci sono nella roccia splendono mille soli:
torneremo a scendere verso il Mar Morto, sulla strada di Gerico”.

Hai avuto paura Noa? Hai temuto che ti considerassero troppo sionista? Andiamo avanti con le perle uscite dalla tua bocca. Durante la commemorazione dei caduti nel giorno del ricordo, Yom haZikaron, hai detto di voler ricordare anche i “caduti” palestinesi! Quali caduti, Noa? Quelli che venivano in mezzo a noi per farci esplodere? Hai offeso le famiglie “orfane” di figli, padri, sorelle, madri, tutti i morti in guerra e per terrorismo, hai di nuovo offeso tutto Israele. Perché? Sei diventata la paladina del pacifismo israeliano, cieco come tutti i pacifismi del mondo. Quel pacifismo ipocrita, che urla al razzismo se Netanyahu invita legittimamente ad andare a votare per contrastare il voto arabo che avrebbe potuto far vincere la sinistra, e poi, senza vergogna, insulta i religiosi ebrei, li demonizza, li accusa di essere un pericolo per Israele, invita la gente a non fare offerte, come si usa, per le famiglie indigenti, se ebree ortodosse. E’ questo il tuo pacifismo, Noa? Come puoi essere complice di un simile orrore?
La tua indiscussa bravura, la tua voce, la tua musica avrebbero potuto far amare Israele nel mondo invece hai scelto l’altra strada, quella del “mi vergogno di quella che sono… perdonatemi se sono israeliana… cercherò di farvelo dimenticare…”
Ma non ti è servito a niente, Noa, chi odia Israele odia anche te e lo dimostrano tutte le contestazioni di cui sei stata oggetto in Italia:
-Ti hanno contestata a Lecce durante la notte della Taranta, il comunicato dice: “Ci chiediamo perché la direzione artistica della Notte della Taranta avalli la complicità di Noa con i crimini dell’esercito di Israele. Ci chiediamo perché le amministrazioni pubbliche (Regione Puglia e Provincia di Lecce), finanzino questo evento senza prendere in considerazione il fatto che la presenza di Noa legittimi il regime di apartheid israeliano.” Questo perché avevi scritto ai tuoi “amici palestinesi” mettendoli in guardia dal fanatismo di Hamas. Che ingenua, Noa, come potevi pensare che i palestinesi considerassero fanatico un gruppo di terroristi che tanto amano! http://www.forumpalestina.org/news/2009/Agosto09/24-08-09NoaContestata.htm
– Ti hanno contestata al San Carlo di Napoli per lo stesso motivo. http://osservatorioiraq.it/campagne-e-iniziative/la-cantante-israeliana-noa-contestata-al-san
– Ti hanno contestata a Firenze. C’erano tutti, estrema sinistra, sinistra moderata, fascisti storici, filopalestinesi, neonazisti del BDS, associazioni pacifiste toscane, tutti a strillare del “genocidio di Gaza”. http://www.controradio.it/cantante-noa-contestata-firenze-durante-concerto/
Perché non hai mai avuto il fegato, Noa, di metterti a gridare che non esisteva nessun genocidio, che era guerra, che sono loro, gli arabi, a voler eliminare noi! Perché non lo hai mai avuto questo coraggio? Perché chi può far sentite la voce giusta di Israele, non solo agli addetti ai lavori, politici e media, ma anche al popolo, a tanti tutti insieme durante un concerto, non lo fa? Perché? Ci vuole coraggio è vero, ma, cara Noa, alla fine il coraggio paga, non ha cachè, non aumenta il conto in banca ma ti fa sentir bene, felice, soddisfatta, orgogliosa di te. Purtroppo a te questo coraggio manca e hai scelto la strada più facile, quella del “io non sono come loro, i sionisti guerrafondai… io amo i nemici di Israele…”
Ma nemmeno questo ti serve a niente perché hai il marchio, Noa, il marchio della “vergogna”, per loro: sei israeliana, sei ebrea. Dovunque tu vada a cantare in Italia, là sei, sei stata e sarai contestata solo perché israeliana, Noa, fattene una ragione. Loro, i tuoi contestatori, se ne fregano se tu predichi la pace, se ne strafregano se tu vuoi commemorare i terroristi palestinesi nel Giorno del Ricordo dei caduti per Israele. A loro, a quelli che tu consideri compagni, interessa solo una cosa: sei israeliana, sei ebrea e questo è sufficiente per odiarti e impedirti di cantare. Il boicottaggio dell’odio, Noa, il boicottaggio dei pacifascisti, Noa. Non ti fa schifo tutto questo? Non ti faceva schifo quell’Arafat che tu difendevi mentre ci ammazzava? Non ti fanno schifo quei palestinesi che ballano di gioia ad ogni morto israeliano, all’attentato alle Torri Gemelle e ad ogni disgrazia che accade nel mondo occidentale che tanto odiano? Non ti fa schifo sentire Abu Mazen parlare di pulizia etnica se Giudea e Samaria diventassero arabe? Non ti fa schifo sentir minacciare di distruzione il tuo Paese? Non ti fa schifo renderti conto di quanto il mondo ci odi solo perché esistiamo? Non ti fa schifo pensare che tutti, da Obama alla Merkel, stanno tentando di rendere nullo il voto popolare e democratico di Israele? Non ti fa schifo sentirti nemica del tuo Paese, dove sei nata, dove hai fatto il soldato, dove hai studiato canto per diventare l’artista che sei? Non ti fa schifo sapere che quelli cui ti assimili hanno, per la quarta volta, imbrattato la bandiera di Israele, la tua, la mia bandiera, esposta, tra le tante, a Milano per l’Expo? Non ti fa schifo sentirti vicina a quelle centinaia di fanatici andati ad applaudire Omar Barghouti, il capo di quel movimento fascista che vuole l’eutanasia di Israele?
Per quale pace ti batti, per quale pace offendi Israele, per quale pace tenti inutilmente di scrollarti di dosso quel marchio indelebile, Noa? Per me, e come me tanti, quello è un marchio di orgoglio. Quando qualcuno mi guarda male, quando qualcuno mi offende, lo guardo negli occhi, a testa alta: “Sì, sono israeliana, sono ebrea… problemi?”
Mi dispiace per te, Noa, sei disprezzata dai nostri comuni nemici perché israeliana e, a causa di un’ideologia malata e vigliacca, sei disprezzata anche dagli israeliani. Su una pagina facebook in ebraico, una giovane, Gila Avidan, pur condannando quelli che ti hanno offesa all’aeroporto Ben Gurion, suggerisce di considerarti “inesistente, invisibile”. Sì, diventerai invisibile per noi, Noa, e lo trovo molto triste. Non è un peccato?
Se tu usassi la tua arte e il tuo talento per far amare Israele, per renderci orgogliosi di te come avremmo voluto, se tu capissi che i nostri nemici sono anche i tuoi nemici, dei tuoi figli, di ogni ebreo e di Israele! Difendere Casa, Noa, è un dovere dell’anima, soprattutto se la casa è costantemente minacciata. Ognuno dovrebbe farlo come può, come sa, chi scrivendo, come me e altri meglio di me, chi rischiando la vita come i nostri soldati, fratelli e sorelle, figli e figlie di tutti noi. Per difendere anche te e i tuoi figli, la tua casa e la tua famiglia come quelle di tutti gli israeliani, anche arabi. Se tu capissi, Noa!

La vicenda di Noa, così come di tutti i vigliacchi suoi simili, dimostra nel modo più lampante che nutrire il coccodrillo, spesso, non serve neppure a farsi mangiare per ultimi: il coccodrillo non distingue tra cibo amico e cibo nemico. E va a finire più o meno come in quella faccenda della guerra e del disonore. E adesso guardatevi questo interessante scambio (clic per ingrandire)
scambio
POST SCRIPTUM: in una cosa dissento da Deborah: a me la sua voce non è mai piaciuta.

barbara

RICORDIAMO CHE COS’È JCALL

Qualcuno, vuoi per ignoranza, vuoi per malafede, vuoi per intenzionale ignoranza programmata dalla malafede, si ostina a credere, o a fingere di credere, che JCall sia un movimento filoisraeliano. E dato che tutti sanno che JCall è finanziata da capitali arabi, di malafede ce ne vuole davvero tanta per poter raccontarsi e raccontare che sia una roba filoisraeliana, ma si sa che la fede è in grado di smuovere le montagne, figuriamoci se non è capace di smuovere le cattive coscienze. Comunque. Giusto come piccolo promemoria, propongo questo breve articolo di qualche giorno fa firmato dal giovane e bravo Daniel Funaro.

Il viaggio di JCall

Leggo da questa rubrica che in questi giorni si sta svolgendo  il viaggio di una delegazione di JCall in Israele e nei territori palestinesi. Per chi non lo sapesse, JCall è quell’organizzazione che, in nome della ragione, ritiene che il pericolo per lo Stato d’Israele non siano tanto i suoi nemici che vogliono distruggerla, come Hamas, Hezbollah o l’Iran, ma il fatto che esistano delle colonie. Non stupisce quindi che nell’incontro di martedì con il Primo Ministro palestinese Salam Fayyad, nel discorso del rappresentante di JCall, non vi fosse un minimo cenno di solidarietà alla famiglia dell’israeliano, padre di cinque figli, ucciso da un terrorista palestinese alla fermata dell’autobus di Tapuach, poche ore prima. Terrorista che fra l’altro apparteneva a Fatah, la stessa organizzazione di Fayyad. Eppure un accenno alla notizia c’era; si diceva che un palestinese e un colono (non un israeliano?) erano morti, senza sentire per esempio il bisogno di dire chi fosse la vittima e chi il carnefice, o come fossero andate le cose. Non che a Ramallah non lo sapessero, ma pare che si siano stupiti anche loro che tale notizia invece che essere accompagnata dalla richiesta di farla finita con il terrorismo, fosse invece associata ad un appello affinché le violenze dei “coloni” smettessero. Quelle dei “coloni” capito? E questi cari signori che leggete, sarebbero i nostri intellettuali, la coscienza critica del popolo ebraico. Quelli che affermano che esiste una crisi etica e democratica all’interno dello Stato d’Israele. Quello stesso Stato che, al contrario di come hanno riportato loro, il palestinese che ha compiuto l’attentato ha evitato di ucciderlo nello scontro a fuoco, ferendolo solo lievemente per poi curarlo in un ospedale israeliano, prima di metterlo in prigione. Una lezione di etica e democrazia che a quanto pare, i personaggi più in malafede, non vogliono imparare e non impareranno mai.

Daniel Funaro

E non è certo un caso che a JCall aderiscano tutti gli ebrei rinnegati di nostra conoscenza, quelli che dalla storia non hanno imparato niente, quelli che ancora si illudono che nutrendo il coccodrillo con la carne dei propri fratelli, verranno risparmiati, quelli che hanno dimenticato che i kapò sono stati infornati per ultimi. Ma SONO STATI infornati.

barbara