E DUNQUE

per dieci giorni ho arrancato penosamente con la caviglia bendata e col bastone, trattandola frequentemente con i gel adatti e col ghiaccio artificiale. Poi è successo che sono stata portata a vedere il mikvè più antico d’Europa (si prega di notare la scala per la quale sono scesa per arrivarci) e con la punta delle dita ho sfiorato l’acqua

(la foto, per la verità, è stata un bel po’ fotoshoppata, perché una volta scaricata e vista a schermo intero, ci siamo accorti che la scollatura del vestito si era abbassata in maniera decisamente imbarazzante, e quindi si è dovuto provvedere a ricoprire il troppo scoperto) e lì è avvenuto il miracolo: i legamenti rotti si sono velocemente riaggiustati, l’edema si è fortemente ridotto, i dolori attenuati, al punto che il giorno dopo mi sono arrischiata ad uscire senza le bende elastiche

e quello successivo ho definitivamente abbandonato il bastone (poi sono stata beneficata anche di altri quattro miracoli, ma di quelli non parlo).

barbara

E NATURALMENTE

appena uscita dall’aeroporto, la prima cosa che ho fatto è stata di cadere e spaccarmi una caviglia

il Poeta dell’Ortigia e la Zoppa Cronica

(Poi mi hanno tirata su in due, uno per parte: un ebreo e un musulmano)
E non ringrazierò mai abbastanza questo incidente, che ha aperto la porta a una incredibile serie di esperienze straordinarie.

barbara