PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Devo rinnovare il passaporto, che è scaduto, quindi sono andata nel sito della polizia della mia città, ho aperto la sezione dell’ufficio passaporti e ho scaricato il modulo da compilare e il foglio con l’elenco dei documenti da presentare. Quindi ho fatto le foto, preso il bollo, fatto il bollettino postale, fotocopiato la carta d’identità e riempito il modulo. Sono pronta a recarmi all’ufficio passaporti come avevo fatto dieci anni fa a Brunico, ma per prudenza ricontrollo nel sito e apprendo che devo prendere appuntamento, cosa che si può fare online. Provo a farlo ma mi dice che non posso, perché non ho lo spid. In compenso c’è la possibilità di richiederlo mandando un messaggio direttamente dal sito, cosa che faccio subito. Non ricevo risposta. Allora, nel giorno in cui l’ufficio è attivo, telefono. Mezz’ora intera a chiamare e richiamare ininterrottamente, fino a dieci minuti oltre l’orario di chiusura: sempre occupato. Allora mando una mail: non ricevo risposta. Alla data successiva di apertura dell’ufficio finalmente al secondo tentativo mi rispondono al telefono, e per prima cosa mi dicono di prenotare online, al che espongo tutta la trafila che ho seguito senza successo e alla fine la tizia si rassegna a fissarmi “manualmente” un appuntamento per la prima data disponibile: 7 ottobre. Un mese e mezzo. Considerando che fra controllare la documentazione, prendere le impronte eccetera non va più di un quarto d’ora, in 4 ore sono 16, 32 alla settimana, in 6 settimane 192: come se tutti gli abitanti della mia città incluse le frazioni, neonati compresi, vecchi dell’ospizio compresi, persone in coma comprese, rinnovassero il passaporto ogni tre anni.

Tanti tanti tanti schiaffi.

barbara

E IO HO VOLATO CON SHIMON PERES E VOI NO

Tiè.
Poi ho dimenticato a casa la macchina fotografica e mi ci sono voluti tre giorni prima di trovare da comprarne un’altra.
Poi all’aeroporto mentre percorrevo il cannocchiale per salire sull’aereo sento chiamare il mio cognome e dico avrò sentito male. Poi lo gridano in due, poi in tre, sempre più forte… Beh, avevo perso il passaporto: credevo di averlo infilato in tasca dopo l’ultimo controllo e invece era caduto per terra.
Sono sempre io, come vedete.

barbara