DI OPINIONI E DI ALTRE STORIE

C’è libertà di opinione, siamo in democrazia ho il diritto di esprimere la mia opinione, io resto della mia opinione, ognuno ha il diritto di avere la sua opinione, la mia opinione vale quella di chiunque altro… È uno dei mantra più gettonati del momento, questo della libertà di opinione e dei diritti che ne conseguono. E siamo tutti più o meno d’accordo, naturalmente. Ma il punto è: che cos’è un’opinione? Perché ad ascoltare quanto si sente in giro, sembrerebbe che sul concetto di opinione non ci siano idee troppo chiare e io vorrei, appunto, fare un po’ di chiarezza.

Diciamo allora che possiamo chiamare opinione tutto ciò che pensiamo su qualcosa per cui non esiste vero/falso, giusto/sbagliato. Per esempio Maria è simpatica antipatica divertente noiosa brillante insulsa. Se io faccio una di queste affermazioni potrà succedere che Tizio replichi “sono d’accordo”, Caio “io invece no” e Sempronio “sì, però”; sicuramente nessuno potrà dirmi che non è vero, o che sbaglio. Ogni tanto qualcuno tenta di convincermi che Quasimodo, e perfino Luzi sono dei poeti, o addirittura dei grandi poeti (ma l’aggettivo è solo un dettaglio: è il sostantivo che trovo la cosa più assurda di questo mondo), ma per quanti argomenti mi portino, si tratta sempre di impressioni soggettive dei miei interlocutori, che non possono scalfire la mia personale impressione che si tratti di due ammucchiatori di parole – e non parliamo di chi ritiene profonde le svagate ammucchiatine di parole di Alda Merini (“ci sono donne e poi ci sono le Donne Donne”. Naturalmente tutte quelle che citano questa cagata pazzesca sono fermamente convinte di essere delle Donne Donne, e probabilmente altrettanto convinte che “Donne Donne” voglia dire qualcosa).
Ma se io dico che Maria è ladra, è un’opinione? Se è simpatica a me e antipatica a Caio, possiamo tranquillamente dire che Maria è contemporaneamente simpatica e antipatica; ma può essere ladra e contemporaneamente non essere ladra? No, naturalmente, le possibilità sono due: o è ladra o non è ladra, tertium non datur. E se è ladra, il mio dovere di cittadina è di andarlo a dire ai carabinieri, non di strombazzarlo sui social. Se invece non lo è, il mio dire che lo è non si chiama opinione, bensì calunnia e diffamazione, e abita nel codice penale.
Stabilito questo, posso dire che l’opinione che la terra sia sferica non mi convince e che io ho un’opinione diversa? Posso dire che l’opinione che la terra giri intorno al sole mi sembra assurda, dal momento che vedo benissimo, coi miei occhi che non hanno il minimo difetto, che la terra è ben ferma sotto i miei piedi e che è, al contrario, il sole che la mattina presto viene su da sottoterra a est e poi si alza andando verso sud eccetera eccetera? Naturalmente non è tecnicamente impossibile che io lo dica ma, se lo dico, chiunque sa che sono o ignorante, o idiota, o pazza. Quartum non datur.

Un qualche filosofucolo da strapazzo, poco desideroso di compiere gli sforzi necessari per giungere alla conoscenza della verità, si è inventato la bella teoria che la verità non è conoscibile, o che addirittura non esiste – un’uva che per sua natura non maturerà mai, insomma, e quindi non è perché io sia incapace di raggiungerla che non la posso mangiare, bensì per una sua intrinseca impossibilità. E naturalmente ha trovato vasto seguito, e da un ragionevole “non tutto, almeno per il momento, si può sapere”, è stato fatto il comodo salto “la verità non esiste, la verità non può essere conosciuta”.
Naturalmente ci sono situazioni in cui la verità non si conosce. Come per esempio il caso di JonBenét Ramsey, che da quando è in grado di connettere si sente dire dalla madre, piccola reginetta di bellezza semifallita, “Ricordati: nella tua vita avrai un solo nemico: la cellulite”, e per salvarla dal nemico, la piccola JonBenét non conoscerà mai il sapore di una caramella; mandata all’età dell’asilo, dalla suddetta mammina, a fare sfilate truccata, permanentata, in abbigliamenti e pose, diciamo così, ambigui. All’età di sei anni viene violentata, torturata e strangolata in casa, dove si trovano unicamente il padre e la madre, oltre al fratello, bambino anch’egli. Non ci sono segni di effrazione; sulla neve alta intorno alla casa a quanto pare non si rinvengono impronte; a trovarla è il padre, in una stanza dell’interrato di cui neppure la domestica conosceva l’esistenza perché, spiega, la casa è costruita in modo così complicato che nessuno che non ne conosca dettagliatamente la pianta riuscirebbe a trovare tutte le stanze. La trova e, nonostante sia sicuramente morta e già completamente fredda e rigida, immediatamente la toglie di lì, la porta di sopra, le toglie il nastro adesivo che le chiude la bocca, elimina tutto ciò che potrebbe portare all’assassino. Quando poi arrivano i poliziotti nella ricchissima villa di questo uomo ricco e noto, pasticciano ulteriormente, spostano cose, tutti toccano dappertutto. Ecco, alla fine l’inchiesta è stata archiviata perché proprio non c’era modo di arrivare a scoprire chi mai potesse essere l’assassino violentatore pedofilo torturatore. Ed effettivamente il caso è talmente complicato che né io né voi, neanche con la più sfrenata immaginazione, potremmo riuscire a farcene un’idea. Però la verità, anche se nessuno di noi la conosce, né la sospetta, c’è. Il pedofilo c’è. L’assassino c’è.
A parte questi casi complicatissimi in cui la verità sfugge, ci sono poi tutti gli altri in cui non sfugge affatto: la terra è sferica è un fatto non confutabile e non dubitabile. La terra gira intorno al sole è un fatto non confutabile e non dubitabile. Le camere a gas non sono “la verità ufficiale propagandata dai vincitori”, come afferma l’ineffabile Piergiorgio Odifreddi (l’ateo militante che si emoziona e si genuflette quando gli telefonano facendogli credere che sia il papa):  sono un fatto non confutabile e non dubitabile; il fatto che ci siano persone che ne negano l’esistenza non le rendono una questione controversa. Queste realtà non possono essere fatte oggetto di dubbio filosofico – e del resto “dubito di tutto” non è una contraddizione in termini dal momento che non ho il minimo dubbio sulla necessità di dubitare di tutto e sul fatto che lo sto facendo?

E vengo al punto (sì, certo, c’è un punto: non si era capito?): sui vaccini ci sono verità certe? La risposta è sì. Sono sicuri? Sì. I danni che possono provocare (non esiste niente al mondo che non possa provocare danni) sono enormemente inferiori a quelli causati dalle malattie da cui ci difendono? Sì. Contengono metalli pericolosi? No. Un neonato è troppo piccolo per essere sottoposto ai vaccini? No: al contrario, è troppo piccolo per poter affrontare senza danni le malattie che potrebbe contrarre se non fosse vaccinato. Sei vaccini tutti insieme non sono troppi? No: l’unica differenza tra farli insieme e farli separati è che lo buchiamo, ossia gli procuriamo un dolore, una volta sola invece che sei. Possono causare l’autismo? No. Come sappiamo tutto questo? Da migliaia e migliaia di studi indipendenti. Dall’osservazione di centinaia di milioni di persone nel corso di oltre due secoli. Da tutto quello che possiamo constatare anche noi, se scegliamo di guardare la realtà VERA e non le chiacchiere dei laureati in facebook. E quella mamma che ha visto il suo bambino diventare autistico dopo il vaccino? È assolutamente identica a quel tizio che ha camminato per decine e decine di chilometri e ha visto la terra restare sempre piatta sotto i suoi piedi.

Dunque chi afferma che il vaccino provoca l’autismo è uguale a chi è convinto che la terra è piatta? Assolutamente no! Il terrapiattista è indiscutibilmente pazzo, ma è innocuo; chi va in giro a dire che i vaccini provocano l’autismo sta facendo del terrorismo psicologico, sta seminando dubbi insani in chi deve far vaccinare i propri figli, sta contribuendo a far aumentare malattie che, senza di loro, potrebbero essere già scomparse dalla terra, come è scomparso il vaiolo, le cui vaccinazioni sono state fortunatamente attuate in tempi in cui non avevamo la piaga dei novax, delle mamme informate, dei padri preoccupati, dei dubitatori professionisti, dei “se sei indignato condividi” e, grazie a questo, oggi per il vaiolo non si deve vaccinare più nessuno. Chi afferma che i vaccini provocano l’autismo, a differenza del terrapiattista, è socialmente pericoloso.

E ora lascio ancora una volta la parola a Roberto Burioni.

barbara

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LA PRIMA PAROLA

prima parola
Rubata qui. Nel senso che la vignetta muta gira abbondantemente, e questo testo qui credo che lo abbia aggiunto il titolare del blog. Qualcun altro invece ha preferito spiritoseggiare con la matematica, peccato che si sia dimenticato di studiarla, la matematica, prima di spiritoseggiarla.
prima parola 2

Ma adesso passiamo ai discorsi seri, e leggiamo questo ottimo articolo.

Non devi vaccinare tutti i tuoi figli – solo quelli che vuoi tenere

22 maggio, 2017

Il motivo per cui scrivo questo post e’ che sono preoccupata. Siamo sette miliardi e viviamo sempre piu’ gomito a gomito, impilati gli uni sugli altri i case sempre piu’ alte, sempre piu’ vicini; sempre piu’ ci respiriamo addosso, ci tocchiamo, viaggiamo sempre piu’ lontano, e ci scambiamo microbioma che arriva da chissa’ dove.
Questo in se’ non e’ un male, aumentiamo la biodiversita’ dei batteri che, grazie ai passaggi che gli diamo, riescono a scambiarsi molto piu’ materiale genetico rispetto al passato e a diventare sempre piu’ resistenti agli antibiotici. Si evolvono, loro. Noi, invece, ci ammaliamo. Ecologicamente questa e’ quella che gli anglosassoni chiamano una win-win situation, si vince sempre, come alle fiere: aumenta la biodiversita’ e si riducono i numeri della specie che sta alterando gli ecosistemi piu’ rapidamente, cioe’ noi e la nostra progenie.
D’altro canto, anche se siamo una specie ecologicamente perniciosa, siamo anche molto, molto intelligenti e siamo in gara nella corsa della regina rossa con i batteri, quella per cui si corre per rimanere fermi nello stesso posto evolutivo, pena l’estinzione. Ad esempio, se gli antibiotici non funzionano piu’, abbiamo comunque i vaccini.

Ecco qui un dizionarietto incompleto sui vaccini.

Autismo
E’ una malattia genetica con cofattori epigenetici, cioe’ ambientali come alcol o infezioni in gravidanza, e di solito e’ determinato gia’ durante la vita intrauterina del feto, anche se i genitori se ne accorgono dopo. Avendo basi genetiche, non e’ raro che piu’ di un figlio ne sia colpito. (fontefontefonte… potrei continuare a lungo). Nessuna correlazione coi vaccini e’ mai stata dimostrata

Big Pharma 1
Questo blog lo scrivo gratis, e vivo della mia attivita’ didattica e divulgativa, ma se per caso big pharma volesse passarmi quel milione o due di euro per scrivere le stesse cose che sto scrivendo gratis possiamo parlarne, mi contatti in privato.

Big Pharma 2
Se vaccinate i bambini Big Pharma vi vende i sieri, se non li vaccinate vi vende i farmaci per tentare di salvar loro la vita. Siccome i vaccini costano poco, dovrebbero essere scemi per spingere per le campagne vaccinali potendo lucrare su costosissimi inibitori della replicazione virale. Ah, bisogna proprio dirgli tutto, a Big Pharma…

Difterite
Casi di difterite negli USA tra il 1939 e il 2010. Dati del CDC
difterite
Un mio zio, negli anni trenta, mori’ a tre anni di difterite. A parte lui, io personalmente non ho mai seintito  di nessun mio contemporaneo morto di difterite. Secondo dati dei CDC, nel 1921 solo negli USA morirono 15.520 persone di difterite su 206.000 persone colpite, con un tasso di mortalita’ dello 7.5%. Tra il 2014 e il 2015, sempre negli USA, ci sono stati invece solo due casi di difterite, non mortali. La differenza e’ dovuta alla campagna di vaccinazione, che ha pressoche’ eradicato la malattia dai paesi occidentali. La biodiversita’ e’ salva pero’, perche’ la malattia continua a uccidere nei paesi in via di sviluppo. Dove noi andiamo in vacanza, e magari ci infettiamo in ascensore, o nel bar del resort, dato che non ci hanno vaccinati da piccoli. Cioe’, io si, sono stata vaccinata, ma non posso dire altrettanto di alcuni di voi.

Meningite
Se siete in dubbio se sia il caso di vaccinare i bambini contro il meningococco, e’ imperativo che clicchiate su questo link, dove ci sono persone che avevano genitori in dubbio.

CLICCA QUI!

Cliccate, perche’ a parole non saprei dirvelo. Una cosa importante: no, non ce la portano i migranti, abbiamo i nostri ceppi, semmai e’ vero il viceversa, sono loro che dovrebbero avere paura delle malattie che gli portiamo

Mercurio
No, non c’e’ mercurio nei vaccini moderni per i bambini. Full stop. Fonte CDC. Anche ci fosse (e non c’e’), nessuno studio ha evidenziato una correlazione con l’autismo. Del resto, si trova mercurio anche nel pesce pescato in Mediterraneo, in quantita’ significative  nelle specie che vivono a lungo come tonni o palombi. Se fate diventare i bambini vegetariani, io non ho obiezioni.

Morbillo
Un caso molto discusso e’ quello dell’incriminato vaccino contro il morbillo, in realta’ di solito somministrato insieme ad altri. Io ho avuto il morbillo da piccola e sono sopravissuta, anzi ho anche fatto due settimane di vacanza da scuola. Non e’ stato questo il caso dei 134200 bambini e adulti morti di morbillo nel 2015, che fa 367 morti al giorno, o 15 all’ora, un caso su cinque nei paesi in via di sviluppo, uno su 3000 nei paesi industrializzati. E questo dopo campagne vaccinali estesissime. Prima del 2000 la situazione era davvero drammatica, mentre io gongolavo delle mie due settimane di vacanza da scuola. Non sempre pero’ il morbillo ammazza. Un caso su mille sviluppa encefalite, che puo’ portare a irreparabili danni permanenti al cervello.
D’altro canto, secondo dati della World Health Organization (WHO), un caso su un milione puo’ avere reazioni gravi al vaccino, piu’ o meno le probabilita’ di vincere al superenalotto. Quindi, se vaccino mio figlio il rischio e’ di uno su un milione, se non lo vaccino il rischio e’ di uno su mille. Quindi vaccinarsi e’ mille volte piu’ sicuro che non vaccinarsi. D’altro canto farei meglio a stare zitta, perche’ tutto sommato siamo sempre sette miliardi.

Pertosse
A proposito delle mie vaccinazioni, sono stata vaccinata anche contro la pertosse, ma l’immunizzazione che fornisce non e’ permanente e occorrerebbero richiami periodici o ci si ammala lo stesso. Per quello serve vaccinare i bambini. Un giorno ero in un bar e una infernale bambina non vaccinata mi ha tossito in faccia. Ci sono quasi morta. Mi ci son voluti due anni per uscirne e ho tutt’ora qualche strascico sotto forma di lievi problemi respiratori, e molti a livello mentale per il trauma di svegliarmi la notte senza poter respirare, per mesi. La tosse era cosi’ violenta che tossivo sangue. Prima di capire che era pertosse i medici mi davano gia’ per spacciata per cancro ai polmoni. Se ritrovassi l’abominevole infante la ucciderei con le mie mani, e anche sua madre. In Italia nel 1890 ci furono 425 morti registrate di pertosse per milione di abitante, ma ce ne furono solo due nel 1960, poiche’ negli anni quaranta comincio’ l’uso del vaccino trivalente contro tetano, difterite e pertosse. (Fonte). Era troppo bello e non e’ durato. La pertosse dal 2000 circa e’ tornata (lo so, eh, come lo so!) e dal 2000 al 2014 negli USA sono morti 277 bambini di pertosse, quasi tutti sotto i tre mesi, prima dell’eta’ vaccinale, perche’ non c’e’ piu’ immunita’ di gregge. Anche in Italia i casi sono in aumento. Dal 2002 al 2014 non ci sono stati decessi ma ce ne sono stati due nel 2015. Per questa malattia bisognerebbe non solo vaccinare i bambini, ma anche fare richiami alle mamme, che fanno da serbatoio. Oppure non fare niente e rimanere in attesa del superbug che ci soffoca nel sonno. Tanto io oramai sono immune, e penso che sette miliardi di persone siano troppe.

Il problema quindi non e’ il rischio reale, ma quello percepito. I dati che ho scritto qui li ho tratti da complessi paper scientifici in inglese che richiedono un certo addestramento e certe competenze per comprenderli, oltre alla conoscenza della lingua. Creano sconforto, e la loro indecifrabilita’ crea sospetto, come se “ci fosse qualcosa che non ci vogliono dire”. No, non c’e’ niente che non viene detto, i dati sono li. Solo, occorrono molti, molti anni di studi per capirli a fondo, quindi ve li sto mediando. Li ho letti e li racconto in parole povere. I siti degli antivax invece sono molto piu’ rassicuranti, sono scritti in italiano da “mamme come voi, garantito, mio cugino li conosce”. Oppure “me lo ha detto un pediatra, sei forse un pediatra, tu”? No, non sono un pediatra, ma so leggere i dati epidemiologici, che sono tratti da studi con centinaia di casi, e non si basano solo sul figlio dell’amica di vostro cognato, o di quella mamma che scrive sul gruppo Facebook o Whatsapp delle mamme, o su un pediatra assillato da mamme ansiose che non ne puo’ piu’ e da loro ragione.
Se non vi ho convinti, meglio cosi’, anche i panda hanno i loro diritti, tutto sommato

Lisa Signorile, qui

A quei genitori preoccupati per le possibili reazioni negative al vaccino – che esistono, naturalmente: non esiste una sola sostanza presente sulla terra, dai farmaci ai cibi ai pollini alla polvere alla plastica ai detersivi agli animali – a cui qualcuno non sia allergico, con conseguenze anche mortali – consiglio di guardare con attenzione questo disegno: guardatelo, e fatevi due conti.
incidenti bambini

Ad ogni buon conto, perché la prudenza non è mai troppa, quando fate vaccinare i vostri bambini controllate bene che l’ago non abbia un canale troppo ampio (sì, lo so, si chiama lume, ma magari non tutti lo sanno), che non si sa mai:
microchip
barbara