HAI DETTO 24 FEBBRAIO?

Ti sbagli, c’è un errore. O meglio: c’è un gigantesco imbroglio.

UCRAINA – Ecco (dai rapporti OSCE) cosa è successo al 16 febbraio 2022 (una settimana prima dell’invasione russa)

Fonte: Missione speciale di monitoraggio dell’OSCE in Ucraina

Riporto di seguito dalla pubblicazione di geopolitica Kanekoa, un interessante articolo corredato dalla documentazione OSCE in Donbass, che testimonia come “l’Ucraina ha iniziato a bombardare il popolo di lingua russa del Donbas il 16 febbraio 2022, mentre Joe Biden è andato in televisione e ha detto al popolo americano che la Russia stava per invadere l’Ucraina”.

A mio avviso, è impossibile non ravvisare in tutto questo se non una deliberata intenzione di innalzare il livello di confronto e far precipitare una situazione già deteriorata.
Ma ecco l’articolo in questiono tradotto in italiano, nelle sue parti più significative:
La missione di osservatore dell’OSCE fornisce mappe nei rapporti giornalieri che documentano l’ubicazione delle violazioni del cessate il fuoco e delle esplosioni lungo la linea di contatto tra l’esercito ucraino e le repubbliche del Donbas.
Queste mappe mostrano chiaramente che l’Ucraina ha iniziato attacchi di artiglieria contro le repubbliche del Donbas il 16 febbraio 2022.
In altre parole, l’Ucraina ha iniziato a bombardare le repubbliche indipendenti di Donetsk e Luhansk nove giorni prima che la Russia annunciasse la sua “operazione militare speciale” in Ucraina.
Mentre i media corporativi occidentali sono rimasti completamente in silenzio, le esplosioni documentate dall’OSCE sono aumentate da 76 il 15 febbraio, a 316 il 16 febbraio, a 654 il 17 febbraio ea 1.413 il 18 febbraio.
Se si osservano attentamente le mappe quotidiane di queste esplosioni [cliccare sull’immagine per ingrandire], è chiaro che la stragrande maggioranza delle esplosioni si è verificata sul lato separatista russo della linea del cessate il fuoco.

14 febbraio : 174 violazioni del cessate il fuoco, 41 esplosioni
15 febbraio : 153 violazioni del cessate il fuoco, 76 esplosioni
16 febbraio : 509 violazioni del cessate il fuoco, 316 esplosioni
17 febbraio : 870 violazioni del cessate il fuoco, 654 esplosioni
18 febbraio : 1.566 violazioni del cessate il fuoco, 1.413 esplosioni
19-20 febbraio : 3.231 violazioni del cessate il fuoco, 2.026 esplosioni
21 febbraio : 1.927 violazioni del cessate il fuoco, 1.481 esplosioni
21 febbraio : la Russia riconosce l’indipendenza di Donetsk e Luhansk
22 febbraio : 1.710 violazioni del cessate il fuoco, 1.420 esplosioni
24 febbraio: la Russia lancia “operazione militare speciale” [o invasione che dir si voglia].

Jacques Baud, un ex analista dell’intelligence della NATO, ha scritto sui rapporti dell’OSCE: “Il 17 febbraio, il presidente Joe Biden  ha annunciato  che la Russia avrebbe attaccato l’Ucraina nei prossimi giorni. Come ha fatto a saperlo? È un mistero. Ma dal 16, i bombardamenti di artiglieria contro la popolazione del Donbas sono aumentati drammaticamente, come mostrano i rapporti quotidiani degli osservatori dell’OSCE”.
Mentre i media occidentali hanno trascorso l’ultimo anno a riferire sull’accumulo di truppe russe al confine ucraino, non hanno informato il pubblico sul fatto che l’Ucraina ha accumulato “metà del suo esercito o 125.000 soldati ” lungo la zona di conflitto del Donbas durante lo stesso periodo di tempo.
L’Ucraina ha iniziato a riposizionare le sue forze lungo il Donbas già il 24 marzo 2021, quando Volodymyr Zelensky  ha emesso un decreto  per la  riconquista della Crimea e ha iniziato a dispiegare le sue forze nel sud del paese.
È improbabile che Zelensky faccia un decreto così aggressivo senza prima aver ricevuto l’approvazione degli Stati Uniti e della NATO.
Nell’aprile 2021, il governo ucraino ha annunciato pubblicamente che avrebbe cercato armi nucleari se non avesse ottenuto l’adesione alla NATO.
Ciò significava inoltre che l’Ucraina intendeva attraversare la linea di Vladimir Putin nella sabbia unendosi alla NATO o piazzando armi nucleari alle porte della Russia.
Nello stesso mese, il ministro della Difesa russo Sergey Shoygu ha accusato gli Stati Uniti e la NATO di spostare truppe ai confini della Russia.
“In Polonia e negli stati baltici, le forze statunitensi vengono rafforzate … l’intensità della ricognizione aerea è stata raddoppiata rispetto allo scorso anno e l’intensità della ricognizione navale è aumentata di una volta e mezza”, ha affermato.
Il ministro ha accusato gli Usa ei suoi alleati di svolgere attività militari attive “con un chiaro orientamento anti-russo”.
“Nella primavera di quest’anno, le forze armate congiunte della NATO hanno iniziato la più grande esercitazione degli ultimi 30 anni, Defender Europe 2021”, ha affermato.
Mentre entrambe le parti accusano l’altra parte di essere l’aggressore, le mappe dell’OSCE mostrano chiaramente che la parte ucraina, sostenuta dagli Stati Uniti e dalle forze della NATO, ha iniziato a bombardare la parte russa il 16 febbraio 2022.
Questo bombardamento è corroborato dal videogiornalismo sul campo di un giornalista indipendente di nome Patrick Lancaster (vedi qui: https://youtu.be/icgYDrUfpmQ ) che ha intervistato i civili nella zona di guerra dell’Ucraina orientale negli ultimi otto anni. (…)
L’Ucraina ha iniziato a bombardare il popolo di lingua russa del Donbas il 16 febbraio 2022, mentre Joe Biden è andato in televisione e ha detto al popolo americano che la Russia stava per invadere l’Ucraina.

(Tutto l’articolo è reperibile per intero qui: https://kanekoa.substack.com/p/osce-reports-reveal-ukraine-started )

Altri video:

https://youtu.be/cFl2IDsHsYk
https://youtu.be/aSimLXmcmWw

Patrizio Ricci, qui, con mappe e grafici.

E, come infinite volte documentato in questo blog, continuano, continuano, continuano…

“Proteggete la vita dei bambini del Donbass”: giornalista tedesca esorta gli europei a protestare contro l’invio di armi all’Ucraina
La giornalista freelance tedesca Alina Lipp, che vive nella città di Donetsk da oltre un anno e mezzo, ha esortato gli europei a opporsi all’invio di armi all’Ucraina da parte dell’Occidente, con le quali i civili del Donbass vengono uccisi “ogni giorno”.
“Perché l’Occidente invia armi qui? Perché finanzia queste uccisioni di civili?”, ha chiesto Lipp. “Popoli d’Europa! Per favore, esprimetevi contro l’invio di queste armi. Proteggete le vite dei bambini nel Donbass”, ha esortato.
Lipp, che sta affrontando un’indagine penale nel suo Paese per il suo “sostegno” alla “guerra aggressiva illegale” di Mosca contro Kiev, ha anche denunciato che i bombardamenti ucraini colpiscono i civili. “Qui siamo sotto tiro ogni giorno. I civili vengono uccisi ogni giorno”, ha detto. “E i bombardamenti non sono affatto diretti verso obiettivi militari”. 

L’appello della giornalista tedesca dal Donbass arriva proprio nella giornata in cui il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, ha nuovamente ripetuto la colossale bugia che le armi inviate al regime di Kiev servono all’Ucraina per difendersi dall’aggressione russa. 
Le armi inviate a Kiev provocano ulteriori morti, spargimento di sangue, distruzioni, vittime civili. L’Ucraina continua a bombardare, come da otto anni a questa parte, le popolazioni civili residenti nel Donbass. 
La Redazione de l’AntiDiplomatico, 20 Luglio 2022 12:32, qui.

Poi ci sono i coglioni di casa nostra in grande festa perché “l’Ucraina è in grande riscossa ed è riuscita a fermare i russi”: ecco, no, non è esattamente questo che sta succedendo. E lo sapreste anche voi se non foste così coglioni da castrarvi tutto ciò che viene dalla Russia, dalle informazioni alle dichiarazioni perché siete troppo vigliacchi per avere il coraggio di guardare in faccia la realtà.

La guerra per procura ha trasformato l’Ucraina in uno Stato fantoccio

Le forze della Nato sono ben presenti in Ucraina e stanno supportando attivamente, anche se nel segreto, l’esercito di Kiev. Così un articolo del New York Times, che dettaglia come nel territorio ucraino vi siano “soldati delle forze speciali e personale dell’intelligence” anche se lavorano “non in uniforme e molti di essi operano sotto varie coperture, tra le quali affiliazioni, a volte vaghe, con ambasciate straniere e ONG”.
Questa la sintesi dell’articolo del NYT commentato da Philip Giraldi in una nota per il Ron Paul Institute (titolo: “La guerra segreta di Biden in Ucraina“), nella quale si legga: “Sempre secondo il Times, anche se gli Usa e altri Stati della Nato non ammettono la presenza dei loro soldati paramilitari in ruoli operativi in ​​Ucraina, la Russia e altri servizi di intelligence nel mondo ne sono consapevoli”.
Insomma, il segreto di Pulcinella, che Giraldi commenta con le parole del tenente colonnello in pensione Karen Kwiatkowski, ex analista del Dipartimento della Difesa Usa: il dispiegamento di agenti e soldati non in uniforme, che possono essere disconosciuti in qualsiasi momento, “indica che siamo nelle fasi iniziali di una lunga guerra sostenuta dagli Stati Uniti, inoltre [tale presenza straniera, ndr] è utile per manipolare la politica a lungo termine del paese bersaglio”, cioè a fare dell’Ucraina uno Stato fantoccio.
“Questo è il futuro che gli ‘strateghi’ neoconservatori di Washington e i loro alleati britannici ed europei immaginano per l’Ucraina. Piuttosto che lavorare per una conclusione negoziata, con un nuovo ruolo per l’Ucraina come paese neutrale e produttivo, indipendente dalle influenze politiche, russe e statunitensi, il governo degli Stati Uniti e la CIA [e la Gran Bretagna, ndrvedono l’Ucraina come una satrapia tanto sacrificabile quanto utile per la loro sfida contro la Federazione Russa“.
“L’ex analista della CIA Larry Johnson – continua Giraldi – parla di tale attività in termini duri, aggiungendo che la CIA non ha vinto una guerra semi-clandestina contro forze ribelli in quarant’anni. Inoltre, osserva che l’Ucraina è diventato il terminale di una guerra per procura [cioè non è più uno Stato indipendente, particolare sul quale c’è molto da riflettere… ndr]. L’Occidente sta cercando di distruggere la Russia… è così semplice. E un conto è se la Russia fosse il regime più malvagio, oppressivo e autoritario del mondo. Ciò non è nemmeno vicino alla realtà, anche se l’Occidente continua a cercare di descrivere la Russia in questo modo. Il fatto è che l’Occidente vuole le risorse della Russia e intende controllarla”. Ma non accadrà, conclude l’analista CIA.

Questa la conclusione dell’articolo di Giraldi, che poi si interpella sul perché il NYT abbia pubblicato un articolo tanto sorprendente e perché l’abbia fatto in questo momento: “Finora i media mainstream hanno avuto il ruolo di cheerleader del sostegno aggressivo degli Stati Uniti all’Ucraina e a Zelensky, ma adesso iniziano a fare un passo indietro, così come è avvenuto anche per il Washington Post e altri mezzi di comunicazione. Forse si stanno convincendo che il gioco di Washington e dai suoi alleati europei difficilmente avrà successo senza che le loro economie paghino un caro prezzo”.
Larry Johnson la mette così: “Penso che lo scopo di questo articolo […] sia solo quello di gettare le basi per spiegare perché non possiamo né dobbiamo inviare personale militare statunitense o agenti della CIA in Ucraina; perché […] sta diventando troppo rischioso a causa del successo della Russia sul campo di battaglia”. Si potrebbe anche aggiungere che è anche molto pericoloso. Un passo falso o una false flag intenzionale di una delle parti potrebbe facilmente trasformare il conflitto in guerra nucleare”.
Concludiamo con due osservazioni ironiche, ché l’ironia aiuta a stemperare la tragedia della guerra. La prima riguarda un articolo del Wall Street Journal che lamenta come gli ucraini abbiano scoperto che maneggiare le armi Nato è più complicato di quanto immaginavano e il loro utilizzo presenta tante criticità, a iniziare dalla mancanza di pezzi di ricambio e di munizioni.
Insomma, sono davvero tanti i problemi logistici, che i più interessati al tema possono leggere nell’articolo citato, il cui titolo appare più che significativo:  “L’Ucraina affronta diverse difficoltà nel portare le armi occidentali in prima linea“.
L’altra osservazione riguarda le dichiarazioni rese ieri da Zelensky, il quale, nonostante la perdita di territori e le tante difficoltà, ha rilanciato con forza la magia delle armi Nato. Tali armamenti, ha detto, stanno iniziando a fare la “differenza” sul campo di battaglia, aggiungendo soddisfatto: “Siamo riusciti a stabilizzare la situazione” (Ansa).
Ripresa con enfasi da tutti i media d’Occidente, la versione di Zelensky serve a rilanciare la propaganda e, ovviamente, ad allontanare la diplomazia, non necessaria dal momento che è arrivato il momento della riscossa.
Peccato che solo pochi giorni fa, dopo aver annunciato il successo della campagna russa nella regione di Lugansk, ormai sotto il controllo russo, Putin abbia dichiarato una pausa delle operazioni per i militari impegnati in tale regione, per ripristinare la macchina bellica e concedere loro un po’ di riposo (BBC). Essendo le forze russe concentrate in tale regione, è ovvio che ciò determina un forte rallentamento della campagna anche altrove.
Insomma, Zelensky si è rivenduto questa pausa come un successo del suo esercito e delle magiche armi Nato.
La propaganda è parte essenziale della guerra, e ci sta che il presidente ucraino ne usi e abusi. Ma se la propaganda prende il posto della realtà e diventa la base sulla quale prendere decisioni cruciali, come aprire un negoziato o meno, il disastro è assicurato. Purtroppo, è il caso ucraino.

E c’è chi si scandalizza e inorridisce per le dichiarazioni di Putin che “non ci fermeremo al Donbass”. Ma veramente vi sempre così strano? Veramente vi sembra così scandaloso? Se l’obiettivo del comico e dei suoi pupari fosse quello di riprendersi il Donbass sarebbe perfettamente ovvio che quello della Russia fosse di tenerlo, come era all’inizio, ma essendo l’obiettivo dichiarato della controparte quello di sconfiggere e disintegrare la Russia, mi pare perfettamente logico che la Russia provveda a ricalibrare il tiro: solo dei ritardati in malafede possono non vederne la logica. E, soprattutto, i responsabili.
E a questo punto direi che ci sta più che bene un bell’inno sulla Piazza Rossa (Krasnaja Plosciad: quella che mi sono distratta e sono scesa dalla metropolitana una fermata prima e mi sono persa, che avventura ragazzi!)

barbara

TUTTO IL PERSONAGGIO IN DUE VIDEO

Undici anni fa al Got Talent di non so quale Paese si sono presentati questi due signori con questa, lasciatemelo dire, squallida e anche un po’ schifosa esibizione.

Cinque anni più tardi tale signor Zelenzky, di professione marionetta, si è esibito in una prestazione apparentemente uguale

Notiamo tuttavia che
1) i primi due abbassano i pantaloni e le mutande, il signor Z. solo i pantaloni
2) nel primo video ritmo e note corrispondono ai movimenti, nel secondo no
3) nel caso restasse qualche dubbio, arrivano poi gli altri due per i quali viene allungata una tavola verticale, dietro la quale ovviamente non c’è tastiera, e come se non bastasse, ai movimenti dell’ultimo della fila, a cui dovrebbero corrispondere note altissime spaccatimpani, fanno invece seguito le note più basse (e stendiamo un velo pietoso sulla penosa scena delle sghignazzate all’indirizzo del nuovo arrivato, facendolo intendere come portatore di dotazione contenuta).
Quindi il signor Z. non sta producendo alcun suono, bensì si sta esibendo in playback: in altre parole, sta millantando attributi che non ha. Come adesso, che lancia gran proclami di resistenza al nemico, mandando a morire i padri di famiglia. Che invoca armi per allargare il conflitto, invoca la no fly zone perché la guerra diventi mondiale e i morti si contino a milioni. Solo che qui non siamo su un palcoscenico dove ogni dramma è un falso: qui siamo nella realtà, la guerra è guerra vera, le distruzioni sono distruzioni vere, i morti sono morti veri. Quell’uomo va fermato.

Nel frattempo sentiamo levare alti lai sull’ospedale pediatrico bombardato; da più fonti tuttavia ho letto che l’ospedale era stato evacuato dieci giorni fa per farne una base militare, come stanno facendo un po’ dappertutto, esattamente come i terroristi palestinesi

cosa che in base alle convenzioni di Ginevra, rende tali edifici legittimi obiettivi militari. E magari si potrebbe anche parlare dei laboratori di armi batteriologiche gestiti dall’America (clic, clic, clic), cosa ne dite?
Poi sembrerebbe esserci anche questa cosa qui su cui non mi pronuncio perché i testi sono troppo rimpiccioliti per poterli leggere, ma ad ogni buon conto segnalo.

Se poi qualcuno dovesse documentarmi che è una palla la toglierò.

Quello che segue è un articolo dedicato a quelli che già immaginano un Putin nell’angolo, abbandonato dal mondo intero: bello sognare, se fa star bene, ma estremamente pericoloso confondere i propri sogni con la realtà.

Perché Putin non è affatto isolato

La linea anti-Russia di Usa, Uk e Ue? Non è proprio condivisa in tutto il resto del mondo. Anzi…

L’India ha confermato che non condanna o mette sanzioni o altre misure contro la Russia. Il Pakistan pure e anzi questa settimana ha fatto un accordo per il petrolio russo e gas russo. Come noto, Putin si è incontrato a Pechino con Xi qualche giorno prima di iniziare l’azione in Ucraina ed è ovvio che ne abbiano parlato insieme. La Cina ha annunciato che costruirà un gasodotto per avere più gas direttamente dalla Russia. Il Brasile non condanna la Russia e Bolsonaro dice che resta neutrale. Il Messico idem, non condanna e resta neutrale. Per quanto riguarda i Paesi Arabi del Nordafrica e del Medio Oriente, alcuni sono stati bombardati e anche invasi per anni da Usa e Uk per cui non si impressionano quando questi dichiarano che i russi commettono crimini (le stime di 20 anni di intervento militare angloamericano in questi paesi viaggiano sui 400mila civili morti). Nel resto dell’Asia, dal Giappone all’Indonesia, non si ha notizia di sanzioni di alcun genere verso la Russia. Apple ha bandito le vendite dei suoi prodotto in Russia, e Samsung è molto contenta di non aver più concorrenza. Anche la Turchia ha ribadito che non può mettere sanzioni alla Russia con cui ha troppi legami economici importanti. In Europa la Serbia ricorda i due mesi di bombardamento Nato di Belgrado del 1999 che fecero più di 500 vittime civili e si chiede come mai la separazione dei russi di Crimea, Donbass o Donestk dall’Ucraina sia trattata in modo opposto da quella del Kosovo dalla Serbia.
Complessivamente quindi, sembra che l’80% del pianeta non condivida, nei fatti, la politica di USA, UK ed Europa contro la Russia. Va ricordato, inoltre, che, oltre ovviamente a Mosca e alla Bielorussia, Eritrea, Corea del Nord e Siria hanno votato contro la risoluzione di condanna della Russia da parte dell’Onu, mentre Cina, India, Iran, Sudafrica e Cuba sono alcuni dei 35 Paesi che si sono astenuti.
Secondo il New York Times 120 mila ucraini di origine russa sono ora profughi in Russia. Questo perché venivano in casa propria bombardati, nonostante ora la presenza di truppe russe. Queste sono poche (130mila in totale) perché il Cremlino non mira ad occupare militarmente il Paese ma a far cadere il governo. A questo proposito, si veda qui la mappa militare dell’Ucraina aggiornata a ieri e si nota che i russi controllano il 10 o 15% del Paese a est.

I 500mila ucraini che sono ora rifugiati in Polonia per allontanarsi dal fronte hanno percorso 1,000 km o anche 2,000 km attraversando l’intera Ucraina, controllata da forze ucraine per attraversare la frontiera a ovest.  Si potrebbe pensare che per evitare i combattimenti bastasse spostarsi di 100km ed erano al sicuro, in zone senza russi e senza guerra. Sembra quindi logico pensare che se attraversano tutto il paese da est a ovest per arrivare in Polonia, in molti casi sia presente una motivazione più di migrazione che di rifugio dalle bombe.
I russi invece nella parte est che si sono rifugiati in Russia non avevano scelta perché il fronte era a pochi km e per allontanarsi dalle bombe potevano solo passare la frontiera russa vicina. Di questi per ora però non si ha menzione sui media. Tuttavia, dall’insurrezione-rivoluzione o colpo di Stato, a seconda dei punti di vista, del 2014 di Piazza Maidan, la minoranza russa ha lamentato appunto di violenze e bombardamenti nelle zone est e ovviamente il governo e maggioranza ucraina hanno parlato al contrario di loro violenze. Il fatto però che anche 120mila circa di questi russi dell’Ucraina siano ora profughi in Russia mostra che probabilmente non venivano trattati molto bene in Ucraina. Insomma, l’Ucraina è un paese diviso, come mostra, ad esempio, la seguente mappa elettorale.

Tutto questo non sfugge ai Paesi che hanno deciso di non mettere sanzioni alla Russia, come non sfugge il fatto che gli Usa hanno pubblicamente riconosciuto di aver speso 5 miliardi di dollari per rovesciare il legittimo governo ucraino (chi abbia dubbi può controllare qui il video in cui lo rivendica).

Spendere 5 miliardi in un paese povero come l’Ucraina per far cadere il governo Yanukovich nel 2014 può essere considerato una ingerenza, specie se poi il nuovo governo chiede di far parte della Nato. Ma questo gli europei non lo hanno mai voluto riconoscer vedere.
Di Victoria Nuland è apparsa all’epoca sui media una conversazione intercettata con l’ambasciatore a KIev in cui discutevano la composizione del nuovo governo decidendo in pratica chi dovesse governare (per chi volesse, ecco una ricostruzione della vicenda ad opera dell’ex sottosegretario al Tesoro di Reagan David Stockman che con “translate” può essere letta in ottimo italiano). Per Draghi come per molti altri politici che guidano i paesi della Ue nel 2014 c’è stata una rivoluzione popolare e basta. I fatti tuttavia lo smentiscono, come del resto lo hanno smentito nella gestione fallimentare della pandemia. E questi fatti spiegano perché nel  resto del mondo, dalla Turchia alla Cina, dall’India al Brasile, la linea anti-Putin di Usa, Uk e Ue non sia condivisa.
Paolo Becchi e Giovanni Zibordi, qui.

E qui possiamo vedere concretamente quanto sia isolato.

Occhio, che a forza di wishful thinking rischiamo di diventare noi la barzelletta del “Nebbia sulla Manica, il continente è isolato”.

Quanto alla visione del mondo occidentale che ha obbedito compatta all’ordine di odiare il nemico comune del momento, ho trovato questo commento che presenta alla perfezione i meccanismi pavloviani che presiedono a certi comportamenti:

Sono OTTO ANNI che le milizie ucraine stanno massacrando civili nel Donbass, ma i media mainstream si sono svegliati solo adesso che la Russia si è decisa a rispondere per le rime.
E’ la stessa identica cosa che succede a Israele da decenni: i media non parlano dei missili di hamas, degli attentati islamici in Giudea e Samaria, ma si svegliano solo quando Israele risponde. E mandano foto di scuole bombardate, di antenne TV distrutte, di bambini morti ecc. mettendo in campo tutte le risorse di Pallywood.
Disgraziatamente, Ucrainwood è molto più potente di Pallywood perché tiene a capo un esperto della comunicazione che è diventato miliardario proprio facendo serie TV, film, sceneggiature e spettacoli televisivi, compreso Danzando con le Stelle.

Concludo la rassegna odierna con una notizia importantissima che ho trovato in rete:

Elodie aiuta i bambini in Ucraina con ‘Bagno a mezzanotte’ FOTO e VIDEO

Non ho la più pallida idea di chi sia questa Elodie, ma penso che riusciremo a sopravvivere entrambe. Curiosa comunque di vedere in che modo concretamente li stia aiutando, ho cercato il video, vedi mai che se non è qualcosa di troppo difficile magari posso provare a fare qualcosa anch’io, e ho trovato questo breve trailer

(Qui la canzone completa, nel caso vi interessasse) I bambini li aiuterà dando in beneficienza il ricavato del disco, e quindi no, temo proprio che i bambini ucraini non li potrò aiutare: chi mai potrebbe riuscire a scrivere una canzone così!

E infine un po’ di spazio a chi altrove se lo vede negare

Не отрекаются любя – nie otrekayutsya lyubya: non rinunciare all’amore. Un meraviglioso messaggio dalla Piazza Rossa, Mosca.

barbara