CAMERE A GAS?

“So solo ciò che mi è stato fornito dal ‘ministero della propaganda’ alleato del dopoguerra”.
Piergiorgio Odifreddi

(ASTENERSI ANIME SENSIBILI E STOMACI DELICATI)

Questo film l’ho fatto vedere su cassetta, anni fa, a una mia classe particolarmente interessata, sensibile e preparata. Prima di farlo vedere ho spiegato di che cosa si trattava. Ho avvertito che si trattava di immagini tremende; ho detto che lo avrei fatto vedere solo se loro fossero stati d’accordo di vederlo; che se qualcuno non se la sentiva poteva restare fuori; che se durante la visione qualcuno si fosse reso conto di non reggere sarebbe stato libero di uscire, in qualunque momento; che se la classe, durante la visione, avesse deciso di smettere di guardare ci saremmo subito fermati.
Due ragazze hanno chiesto di non guardarlo, tutti gli altri hanno scelto di vederlo, e hanno resistito fino alla fine. Soffrendo, ma con la coscienza di avere il dovere di conoscere ciò che è avvenuto.
Alla discussione seguita al film hanno scelto di assistere anche le due ragazze che non lo avevano guardato.
Il signor Odifreddi non è stato mio scolaro.

barbara

DUE PAROLE AL SIGNOR ODIFREDDI PIERGIORGIO

in arte puffo
odifreddigrande_puffo

…positivismo

Gentile Odifreddi, credo che nessuno abbia intenzione di crocifiggerla perché lei, da buon scienziato positivista, desidera ricercare la verità sulla base di prove, documenti e, magari, verificando l’applicabilità del Principio di non contraddizione e del Principio di verificazione e continuità. Il fatto è che applicare questi criteri di verifica alla verità dei campi di sterminio e delle camere a gas significherebbe potere assistere a un gassamento, magari continuato nel presente. Potrebbe porre qualche problema, in effetti. Mi chiedo però perché non le siano sufficienti le testimonianze di gente come Shlomo Venezia, che i gassati li estraeva personalmente dalle camere a gas. Mi chiedo allora dove siano morte le dodici persone della mia famiglia se non nei campi di concentramento. Forse si sono eclissati in qualche luogo di villeggiatura in Germania o in Polonia e si sono dimenticati di tornare, tanto si divertivano. Se poi li abbia ammazzati il gas o una fucilata o una mazzata ben assestata al collo, per me fa ben poca differenza ‘scientifica’. E mi chiedo poi se questa sua acribia scientifica la applichi anche – cito a caso – ai morti della I Guerra mondiale, ai massacrati lasciati sul terreno dalle Crociate, agli sterminati dei Gulag, alle donne stuprate in Bosnia e via dicendo. Lei, in effetti, le prove visive dei fatti non le ha mai testimoniate. A questo punto dovrebbe forse anche cominciare a dubitare della sua stessa significante esistenza. Veda lei come interpretare questa mia ultima, ambigua affermazione.

Dario Calimani, anglista (22 ottobre 2013)

Ecco, questo per me è un gioiello. Un autentico gioiello.

barbara