A MOMENTI MI FACEVANO SECCA UN’ALTRA VOLTA

Di nuovo sulle righe. L’auto era lontana, e quindi ho cominciato ad attraversare. Che in realtà si dovrebbe fermare anche se fosse vicino, tanto più che in pieno centro uno non dovrebbe andare a una velocità tale da non potersi fermare in un paio di decine di metri, ma dopo le drammatiche conseguenze dell’ultima volta che mi sono fidata dell’altrui civiltà, che a quattro anni di distanza ogni tanto scopro ancora qualche nuovo danno permanente, precedentemente occultato dalla gravità degli altri, preferisco non contarci troppo. E dunque questo era lontano, e io parto; non mi ero resa conto, proprio a causa della lontananza, che viaggiava a velocità folle; arrivata a metà strada, quindi non più di due-tre secondi, mi sono resa conto che mi stava piombando addosso, senza minimamente accennare a rallentare. Con uno scatto che se ero alle olimpiadi il podio non me lo toglieva nessuno sono schizzata via per l’altra metà della strada, e ho sentito dietro di me lo spostamento d’aria, tanto mi è passato vicino, sicuramente non più di qualche decina di centimetri. Adesso mi viene da pensare che se avessi avuto una pistola, avrei sparato, e non alle gomme, ma in realtà ero talmente scioccata che non ne avrei fatto niente. Però avrei fatto bene a sparargli: visto che quello prima o poi ci riesce a far fuori qualcuno, tratterebbesi di legittima difesa comune preventiva.
Vabbè, godiamoci questa nostra vecchia gloria, a cinquantotto anni dalla scomparsa.

barbara

BOH

Dice che la pistola, una Beretta calibro 9 Parabellum, stava in un borsello che stava in un cassetto della scrivania che non era chiuso a chiave. Dice che la bambina l’ha presa mentre i genitori erano in giardino e ci si è messa a giocare ed è partito un colpo (cioè, la pistola stava lì nel cassetto aperto senza sicura e col colpo in canna? A casa mia, prima di imparare come si carica un’arma, si imparava che un’arma non si tiene mai mai mai mai mai carica, per nessuna ragione al mondo, neanche all’aperto, figuriamoci in casa. A casa mia armi e munizioni stavano addirittura in due mobili separati. E un poliziotto non prende queste elementarissime precauzioni e tiene una calibro 9 senza sicura e col colpo in canna in un cassetto aperto? Boh). Dice che giocando, la bambina ha fatto accidentalmente partire un colpo, che il bossolo si è conficcato nella parete, che, forse spaventata dal colpo partito, ha sparato una seconda volta e il proiettile l’ha raggiunta alla tempia uccidendola sul colpo. Cioè, dalla pistola con cui sto giocando – perché in undici anni di vita nella casa di un poliziotto non ho mai avuto modo di sentir dire che una pistola non è un giocattolo, che è una cosa un tantino pericolosa e che non è il caso di usarla per giocare – mi parte un colpo e io, per lo spavento, invece di lasciarla cadere premo il grilletto una seconda volta? E lo faccio tenendo la pistola rivolta alla mia tempia? Boh. Dice che non ci sono dubbi sul fatto che si sia trattato di un tragico incidente. Boh.

barbara