OGNI TANTO SE NE ACCORGONO PERFINO LORO!

hey activist
An Al Jazeera TV host named Faisal Al-Qassem uploaded this to his Facebook page less than a day ago, and translated it to Arabic.

It is going viral. 

As of this writing [lunedì 13/01, ndb] it has over 19,000 “Likes” on Facebook – from Arabic speakers!

E anche qui c’è qualcuno che si è deciso ad aprire gli occhi (guardate il video, mi raccomando). Le anime belle delle nostre parti invece no, non sono ancora riuscite ad accorgersene. E pensare che i dati dovrebbero parlare chiaro, se solo si avesse voglia di prenderne atto.
death arabs
In ogni caso, piaccia o no alle anime belle, i fatti sono questi:

on a London street
barbara

I MEDIA, GLI ARABI E LA TERZA INTIFADA

La terza intifada sarà combattuta a livello mediatico

di Sharon Levi

“La terza intifada è già scoppiata”. A dirlo è stato all’inizio dell’anno un colonnello dell’IDF, Yaniv Alaluf, e subito la notizia ha fatto il giro dei giornali arabi e israeliani. Ma è veramente scoppiata la terza intifada e se è così, come verrà combattuta?
A stare a sentire i giornalisti arabi la terza intifada è già in corso, solo che non sarà come fu la seconda, violenta e improvvisa. Questa intifada userà una delle armi più potenti e subdole di cui dispongono gli arabi: la propaganda e i media.
Ne abbiamo avuto un assaggio quando qualche giorno fa decine di arabi hanno eretto una specie di villaggio fatto di tende nella zona denominata “E1” e lo hanno chiamato “Bab Al Shams”. Naturalmente non potevano farlo e così è dovuto intervenire l’esercito per sgomberarli. Era esattamente quello che volevano. Quando sono arrivati i militari israeliani ad attenderli non c’erano solo gli arabi ma anche una nutritissima pattuglia di media occidentali e arabi che naturalmente hanno diffuso sapientemente il tutto facendo bene attenzione nello scegliere i fotogrammi da diffondere in modo che apparisse chiaro che “gli israeliani sono cattivi e gli arabi, poverini, sono buoni”.
La cosa è piaciuta ai vertici della Autorità Nazionale Palestinese (ANP) tanto che proprio ieri hanno annunciato la costruzione di decine, addirittura centinaia, di questi villaggi abusivi. L’obbiettivo è drammaticamente semplice: provocare la reazione israeliana in modo che i media possano diffondere il messaggio che “gli arabi sono buoni e gli israeliani sono cattivi e violenti”.
In realtà anche nel caso del villaggio chiamato dagli arabi “Bab Al Shams” non c’è stata alcuna azione violenta da parte dell’esercito e della polizia israeliana. Nessun ferito. Nessuno arrestato. Ma come è stata descritta quella azione dai media arabi e da moltissimi media occidentali? Come una azione violenta e prepotente. Addirittura, per giustificare il fatto che non c’erano stati arresti, si sono inventati la storiella che gli arabi sarebbero riusciti ad eludere i controlli israeliani con un finto matrimonio. Naturalmente sono tutte menzogne ma ci fanno capire con chiarezza in che modo gli arabi vogliono combattere questa terza intifada. Non solo, lanciano al Governo israeliano un monito importante: non cadere nelle trappole arabe.
A confermare quanto detto sopra ci pensa uno dei più importanti giornalisti arabi, Daoud Kuttab, che su un giornale giordano pochi giorni fa scriveva un editoriale dove invitava l’ANP ad adottare questa tecnica sostenendo che “le immagini dell’esercito israeliano che sgomberava Bab Al Shams hanno fatto il giro del mondo in pochi secondi” e che “dovranno sorgere centinaia di Bab Al Shams così che per centinaia di volte le immagini dell’esercito israeliano che sgombera quei campi faranno il giro del mondo”.
Ecco come sarà la terza intifada, verrà combattuta a livello mediatico e Israele non deve farsi trovare impreparato perché i media sono l’arma non convenzionale più potente in mano agli arabi, media naturalmente asseriti alle menzogne arabe. Israele dovrà fornire un servizio di informazione in “real time” che smonti immediatamente le menzogne arabe, una cosa che purtroppo a Gerusalemme non sono mai stati capaci di fare lasciando agli arabi quella formidabile arma che sono i media.
(Rights Reporter, 18 gennaio 2013, via “Notizie su Israele”)

E questa è una verità che da sempre abbiamo sotto gli occhi. Per un approfondimento sul tema suggerisco di leggere qui e qui. E sempre nel campo della disinformazione consiglio caldamente di leggere questo prezioso lavoro, dettagliato e documentato. È molto lungo ma vale la pena di leggerlo.

barbara

E “LORO” COMBATTONO COSÌ

E con le immagini, riciclando cose vecchie, come questa

spacciando per palestinesi morti siriani, o iracheni, o addirittura bambini morti nel terremoto in Turchia quattro anni fa, come stiamo vedendo grazie al paziente e intelligente lavoro di alcuni blogger di buona volontà. I morti veri in realtà sono davvero pochi, come possiamo leggere dall’imprescindibile Ugo Volli, e se ci sono in mezzo anche un po’ di civili, il motivo è questo:

E in Israele, nel frattempo

E infine vi propongo un video con l’ennesima bufala smascherata. Lo avrete sicuramente già visto in altri blog, ma meglio una volta in più che una in meno.

barbara