CRONACHE MARZIANE

Ossia la cronaca, in 28 racconti, della colonizzazione del pianeta Marte da parte dei terrestri. La fantascienza non è mai stata fra le mie passioni, e neppure fra i miei più vaghi interessi, ma quando un’opera è un capolavoro, qualunque sia l’etichetta che ragioni di mercato le vogliono imporre, si sottrae ad ogni definizione, ad ogni inquadramento per assurgere alle vette più alte dell’arte. E quest’opera del grande Ray Bradbury, più che romanzo, o serie di racconti, a me sembra un grande poema. E non troverei fuori luogo neppure l’aggiunta dell’aggettivo “epico”. Con dentro tutto ciò che di un poema epico fa la grandezza: le umane passioni e le umane debolezze, l’amore e la follia, il coraggio e la paura, la speranza e la disperazione, l’eroismo e la viltà, la violenza e il rifiuto della violenza. Un’opera forse addirittura superiore persino al mitico Farenheit 451, ancora straordinariamente fresca a oltre mezzo secolo dalla sua prima uscita.

Ray Bradbury, Cronache marziane, Oscar Mondadori
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