OTTO ANNI FA, GUSH KATIF

Otto anni fa andava in scena la deportazione di ottomila ebrei da Gush Katif (fra loro, la famiglia Fogel). Chiunque conoscesse le vicende di quell’area era certo che fosse una follia, oltre che un crimine: cinque anni prima Israele si era unilateralmente ritirata dal Libano, senza che Hezbollah ottemperasse alla parte di sua competenza della risoluzione Onu (cessazione degli attacchi terroristici contro Israele), e il risultato era stato un aumento esponenziale di lancio di missili dal Libano sulla Galilea, infiltrazioni, rapimenti, con contorno di trionfale esultanza di Hezbollah, che aveva interpretato il ritiro non come atto di buona volontà bensì come segno di debolezza (come è proprio della cultura arabo-islamica, e come chiunque si occupi di queste tematiche dovrebbe sapere) e quindi dimostrazione che il terrorismo funziona. Non era possibile avere dubbi sui risultati della deportazione degli ebrei da Gush Katif, e infatti i risultati sono stati esattamente quelli previsti: trionfo di Hamas alle elezioni (visto che il terrorismo funziona, votiamo i terroristi), massacri tra fazioni palestinesi rivali, aumento esponenziale del terrorismo e tutto il solito déja vu.
Per ricordare questa immane tragedia, ripropongo questo video, che ha visto anche la mia collaborazione

e poi quest’altro, con alcune altre immagini e considerazioni.

barbara