C’È ANCORA SPERANZA. FORSE.

Le due ragazze che lavorano nello studio di estetista che frequento non sono dei campioni di sveglitudine – anche se comunque sul lavoro sono decisamente migliori delle due titolari che hanno, entrambe, una mano che dire da zappatore è dire poco. Però come sveglitudine c’è da stendere un velo pietoso, per non dire un tendone da circo pietoso. Che io poi non ho ancora capito se quando dicono certe cose lo facciano per guadagnarsi onestamente lo stipendio che percepiscono o perché ci credono davvero. Come quando G. si è messa  a leggermi con aria compunta il foglio illustrativo di una crema che voleva rifilarmi: “Penetra nella cellula e trasforma il grasso in muscolo”. Poi, allargando entrambe le braccia e guardandomi fissa: “Più di così!” L’altra ancora peggio.
L’anno scorso, a pochi mesi una dall’altra, hanno avuto entrambe una bambina.  Avendo ragionevoli perplessità sulle loro doti intellettive nonché sulle loro conoscenze scientifiche, non ho mai osato addentrarmi sulla questione vaccini. Poi l’altro giorno ho sentito la parola galleggiare nell’aria, e allora mi sono arrischiata: “E voi le avete vaccinate?” Entrambe, in coro: “Certo! Già a due mesi e mezzo! Anche quelli solo consigliati!” Erano anche a conoscenza del bambino morto a due anni perché l’otite gli era stata “curata” con l’omeopatia e l’infezione gli ha mangiato le ossa dell’orecchio fino a raggiungere il cervello, e della bambina che sta lottando tra la vita e la morte per il tetano, per il quale non era stata vaccinata. Sì, nonostante i criminali psicopatici antivax che non solo urlano sempre più forte, ma arrivano addirittura a farsi ascoltare alla Camera, forse non tutto è ancora perduto.

Arrivata fin qui, propongo questo delizioso scambio tra un troglodita e Roberto Burioni
burioni 1
burioni 2
(poi nei commenti dice che un suo studente lo ha rimproverato per quel “pulire i cessi”, decisamente pesante, di cui riconosce l’effettiva pesantezza, mentre un altro lo rimprovera, per la stessa espressione, perché il pulitore di cessi ha una sua dignità che l’altro decisamente non ha).
Per esemplificare tutta la questione, comunque, penso che possa essere utile questa immagine.
ricerca vaccini
barbara

Annunci

CARA SENATRICE TAVERNA

Per restare sostanzialmente in tema.

«Cara Senatrice Taverna sono estremamente delusa come italiana, come cittadina e come medico, da quello che ha detto in materia di vaccini.
Ha reso questo Paese non più libero, ma oppresso dall’ignoranza e dalla cecità. Ogni anno milioni di volontari sanitari rischiano la vita in giro per il mondo per salvare migliaia di piccole vite da malattie che hanno decimato intere popolazioni. E noi, del mondo ricco e civile, torniamo indietro di mille anni contro ogni ragione.
I nostri bambini non sono bestiame. Sono solo bambini a cui garantiamo un futuro. Perché non proibiamo anche tutte le altre scoperte scientifiche che hanno cambiato la sopravvivenza dell’uomo moderno e che hanno comunque possibili complicanze?
Proibiamo tutte le chirurgie.
Proibiamo il vaccino anti Hpv contro i tumori della cervice uterina.
Proibiamo le coronarografie che ogni giorno salvano la vita a centinaia di persone colpite da infarto.
Proibiamo la trombolisi primaria per tutti i pazienti colpiti da ictus cerebrali.
Proibiamo le trasfusioni.
Proibiamo gli antibiotici.
Spegniamo la luce, torniamo nel Medioevo.
Ma non ci chieda poi, a noi medici, di fare miracoli. Non ci chieda di piangere la morte dei nostri bambini.
La piangiamo da oggi. La piangeremo domani. Impotenti davanti ad una «politica» che riduce a voti politici e a tweet la scienza.
Mi vergogno, onorevole.
Mi vergogno profondamente.
Mi vergogno di essere rappresentata da lei e chi pensa sia giusto non vaccinare.
Mi vergogno di stare in un paese in cui le decisioni sulla sanità e sicurezza pubblica, perché è di questo che si tratta, vengono prese da persone non preparate sulla materia, non adeguate nemmeno lontanamente a parlarne pubblicamente e criticamente.
Per fare il mio lavoro, il medico anestesista rianimatore, ci vogliono sei anni di università, uno di abilitazione statale e cinque di scuola di specializzazione. Ci occupiamo di vite. È normale. Doveroso. Importante. Per fare il suo lavoro da Senatrice, basta prendere voti. Parlare sui social. Avere fortuna. Essere nel momento giusto con le persone giuste e al posto giusto. E questo non è giusto. Perché voi per un voto condannate il nostro Paese al ritorno delle malattie che avremmo dovuto debellare.
Condannate bambini al rischio di non poter crescere. Condannate noi a guardare il vostro irresponsabile scempio con responsabile impotenza. È un mondo ingiusto il nostro, Senatrice. È un paese ingiusto il nostro. Ma soprattutto è ingiusto che chi come lei, accompagnata da cattivi consigli e ignoranza dovuta al suo non essere competente in immunologia e malattie infettive, non sarà costretta a vedere un bambino morire di morbillo. Lei non lo farà. Lei e i suoi colleghi politici amanti dei selfie, dei social, dei video mentre siete al lavoro, non li vedrete. E quando sarà il momento, darete la colpa a qualcun altro.
Dorma bene Senatrice, stanotte.
Dorma bene Senatrice, sempre.
Lo faccia anche per me. E per tutti i miei colleghi a cui ha tolto il sonno, la speranza, e la serenità.
Vorrei avere la sua ostentata sicurezza.
Vorrei poter credere ancora di poter fare il mio lavoro nel migliore dei modi in questo mio paese che non riconosco più e di cui mi vergogno.
Dorma bene, Senatrice.
E si ricordi sempre che il mio lavoro è un privilegio, e dovrebbe esserlo anche il suo».

Silvia Braccini, un medico

11 AGOSTO 2018

E puntualmente

Bari, otto casi di morbillo in ospedale: l’infezione partita dalla figlia di un no-vax

A cui aggiungo il commento di Roberto Burioni.

Naturalmente può accadere, e immancabilmente accade. Una bambina non vaccinata contro il morbillo ha contratto la malattia e ha contagiato altre persone, tra le quali un bambino di 11 mesi TROPPO PICCOLO PER ESSERE VACCINATO, mettendolo in grave pericolo. Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto siano irresponsabili i genitori che, in nome di superstizioni senza senso, si rifiutano di vaccinare i figli esponendo a gravi rischi sia i loro figli, sia i figli degli altri.
Lascia molto perplessi l’affermazione contenuta nell’articolo linkato riguardo all’isolamento: i malati di morbillo sono infettivi anche nei due giorni che precedono l’insorgere dei sintomi, quindi è impossibile isolarli perché sono in quei due giorni apparentemente sani. L’unica difesa è il vaccino, che impedisce la circolazione del virus.
Non vaccinare i propri figli credendo a superstizioni senza senso è un comportamento irresponsabile. Questo bambino malato ora rischia non solo le complicazioni immediate (l’otite può lasciare sordi a vita!) , ma anche l’insorgenza di una panencefalite letale che può arrivare 5-7 anni dopo l’infezione e la apparente perfetta guarigione. L’incidenza di questa panencefalite è intorno a 1 caso su 2000 infezioni da morbillo alle quali è seguita una apparente guarigione. Insomma, una spada di Damocle sulla testa di questa povera famiglia e non per colpa loro.
Non ritengo che dovrebbe essere consentito comportarsi in modo da causare questi effetti.

Come viene tolta la potestà genitoriale a chi abusa dei figli (sessualmente o con altri tipi di sevizie) così andrebbe tolta a chi ne abusa esponendoli volontariamente al rischio di malattie prevenibili e di morte, e contemporaneamente trasformandoli in armi puntate contro chi li circonda. Via la potestà genitoriale per chi non vaccina, e galera se alla mancata vaccinazione seguono malattie – ergastolo se con esito letale: à la guerre comme à la guerre, signori.

barbara

CHI PUÒ E CHI NON PUÒ PARTE SECONDA

«Al primo morto di morbillo lei verrà sbranata». La tocca la fosca previsione del virologo Burioni? 
«[…] Ma è anche una spiacevole strumentalizzazione sentirsi dire da un accademico che “verrò sbranata al primo morto”. Non puoi illudere la gente che non morirà nessuno. Dobbiamo essere realisti».

Questa è la signora Giulia Grillo, ministro (ribadisco, ministrO) della salute. Pagata per occuparsi della nostra salute. Lei è “realista”, lei. Non può garantire che in Italia (ribadisco: IN ITALIA) nessuno morirà di morbillo, perché morire di morbillo è un fato a cui ci dobbiamo rassegnare. Tuttavia…

Come ci fa presente l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco,

C’E’ CHI PUO’ E CHI NON PUO’

Lui può.
min Azerbaigian
Come possono garantire che non morirà nessuno di morbillo anche i Ministri della Sanità dell’Albania, dell’Armenia, della Bielorussia. E non continuo l’elenco perché vi provocherei una stretta al cuore.
Nel 2016, dato certificato nel 2017, ben 42 dei 53 Paesi membri della regione Europea dell’OMS avevano interrotto la circolazione endemica di morbillo. Vaccinando.
Evitare i morti per morbillo, non solo si può, ma è un imperativo per un Paese che si dichiari civile. E, cosa non secondaria, che abbia firmato un patto di eliminazione con l’OMS.
Fermare la circolazione endemica di questo virus è l’UNICO modo per garantire che soggetti deboli non contraggano l’infezione e ne muoiano.
L’idea di mettere in classi “sicure” i bambini immunodepressi è una sciocchezza dal punto di vista scientifico. Il morbillo si contrae semplicemente respirando l’aria di una stanza (un corridoio, la mensa, la palestra) in cui anche un paio di ore prima abbia soggiornato un soggetto infetto.
Un Ministro della Salute dovrebbe sapere come bloccare la circolazione del virus. Un Ministro della Salute può e deve garantire ai cittadini che nessuno morirà più di morbillo.

———————

Prima che qualcuno mi accusi (come già successo) di diffondere fake news. La fonte della foto è il sito azero di Wikipedia https://az.wikipedia.org/.

I dati sulla eliminazione del morbillo possono invece essere letti qui: http://www.euro.who.int/…/6th-RVC-final-for-web-posting.pdf…. Il rapporto 2018 non è ancora stato pubblicato, lo sarà a breve.

8 agosto

Ora, dato che il modo SICURO per evitare i morti da morbillo esiste, dato che la signora ministro si rifiuta di applicare tale modo, dato che la signora ministro SA che a causa di ciò qualcuno dovrà morire, la faccio troppo fuori dal vaso se dico che per ogni morte causata da morbillo che si dovesse verificare, la signora andrebbe incriminata per omicidio premeditato? Comunque, tornando al titolo, c’è chi può e chi non può; noi in Italia non può.

barbara

ANCORA UN MORTO PER IL MORBILLO

morbillo
Roberto Burioni, Medico

Non è Cicciobello, non è un bambolotto. E’ un bambino ad essere morto a Catania per il morbillo. Un bambino di dieci mesi, appena affacciatosi alla vita ma ancora troppo piccolo per essere vaccinato. Un bambino che avremmo potuto proteggere con l’immunità di gregge e che invece pare che – per una beffa atroce del destino – sia stato contagiato proprio dalla madre, non vaccinata.
Il morbillo è una malattia grave. Uccide, lascia sordi, ciechi, paralizzati. Invece il vaccino è sicurissimo (gli effetti collaterali gravi sono praticamente inesistenti) ed è efficace al 98% nel prevenire la malattia. Il morbillo in un caso su mille ammazza lo sfortunato paziente.
Non date ascolto ai cialtroni che vi mettono paura, a quei medici falliti (e purtroppo impuniti) che raccontano bugie pericolose, ai quei genitori confusi e spaventati che sono caduti nelle trappole di questi delinquenti che dovrebbero a mio giudizio essere puniti severamente dalla legge e che invece continuano a seminare panico. Vaccinate in tutta serenità i vostri figli come io ho vaccinato mia figlia Caterina Maria e se siete adulti parlatene con il vostro medico.
Di vaccino non si muore. Di morbillo sì.
Questo si dovrebbe scrivere nei manifesti, e non bugie pericolose che dovrebbero essere punite con la galera.

L’antivaccinismo è una belva assetata di sangue. L’antivaccinismo è un Moloch che esige sacrifici umani. Quanti cadaveri dovremo ancora fornirgli, prima che si dichiari sazio e ci lasci vivere?
vaccino
barbara

ED ECCONE UN’ALTRA

Catania, muore per morbillo una ragazza di 25 anni

Maria Concetta Messina lascia una figlia di due anni. I familiari hanno presentato una denuncia. Dall’inizio dell’anno già tre decessi per la malattia molto contagiosa

di Cristina Marrone

di Cristina Marrone

[…]

Fino ad oggi sono stati tre i decessi a causa del morbillo nel 2018. Nell’ultimo bollettino di febbraio di Epicentro (il centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità) sono stati segnalati 164 casi di morbillo. Oltre l’80% dei casi è stato segnalato da 4 Regioni (Sicilia, Lazio, Calabria e Liguria). La Regione Sicilia ha riportato l’incidenza più elevata. L’età mediana è stata 25 anni. Il 93% circa dei casi era non vaccinato o aveva ricevuto solo una dose. Il 40% ha sviluppato almeno una complicanza, mentre oltre la metà è stato ricoverato.

Roberto Burioni, Medico

28 marzo alle ore 14:26

Una ragazza di 25 anni, madre di una bimba di due anni, è morta di morbillo, una malattia che nei paesi civili, dove tutti vaccinano i figli e si vaccinano, non esiste. In Italia, purtroppo, le coperture sono state per molti anni, nell’indifferenza generale, a livello del terzo mondo e siamo la vergogna dei paesi sviluppati, tra i quali abbiamo il poco invidiabile primato del numero di casi.
Il morbillo, alla faccia dei somari che sostengono sia una malattia innocua, è mortale in un caso su 2000 anche in persone perfettamente sane, spesso a causa di una gravissima polmonite; in un caso su mille causa una encefalite che in un caso su 4 lascia per sempre i bambini e gli adulti sordi, ciechi o con altre gravi lesioni permanenti. Non abbiamo cure specifiche per questa malattia, ma abbiamo un vaccino che è efficace nel 98% dei casi e dove viene utilizzato in maniera estesa fa letteralmente scomparire la malattia.
Gli effetti collaterali gravi della vaccinazione sono così rari che è difficile calcolarne l’incidenza. In ogni caso meno di un caso su un milione, come a dire che il rischio maggiore si corre nel tragitto in auto da casa al centro vaccinazioni. Quindi da una parte un vaccino sicurissimo, dall’altra una malattia terribile. Eppure qualcuno incredibilmente sceglie di non vaccinarsi e di non vaccinare i propri figli.
In un paese civile, dove – obbligo o non obbligo – tutti si vaccinano e dove tutti vaccinano il morbillo non esiste, non ci sarebbe una bambina di due anni orfana della madre. In un paese civile questa donna sarebbe ancora viva, perché il morbillo non circolando non l’avrebbe potuta infettare.
Purtroppo è morta, e non potrà più smentire quelli che su Facebook affermano “io l’ho avuto e non mi è successo niente”.

Com’è che si intitolava quel libro? Ah sì, La prevalenza del cretino. E la cretinitudine, attiva e passiva, uccide. Altro che il fumo.

barbara

PS: sarò latitante per un paio di giorni, ma vi programmo qualcosa per non farvi troppo soffrire.

IL VACCINO NON È UN’OPINIONE

È il titolo del libro di Roberto Burioni, ed è un titolo che esprime un concetto molto chiaro: esprimiamo opinioni quando diciamo ciò che pensiamo su cose per le quali non esiste un vero e un falso, un giusto e uno sbagliato; i vaccini non rientrano in questa categoria: se dico che i vaccini sono sicuri dico una cosa vera, se dico che sono pericolosi dico una cosa falsa. E Roberto Burioni lo dimostra inconfutabilmente, con spiegazioni chiare e semplici da poter essere capite anche da chi sia totalmente digiuno sia della materia che di cultura in generale, con assoluto rigore metodologico, con dovizia di esempi, con logica inoppugnabile. Andrebbe letto da tutti, e sono sicura che chi è intellettualmente onesto lo farà. Del testo voglio riportare solo una pagina, questa.

A riprova della teoria del collega e amico Adriano Aguzzi, secondo la quale le cretinate fanno presa anche sulle menti intelligenti, tra gli oppositori della vaccinazione [antivaiolosa] ci fu anche Lord Byron (che la definì “una moda passeggera”) e questo può essere di consolazione per chi oggi si rammarica a causa delle posizioni antivacciniste di Eleonora Brigliadori e Red Ronnie [oddio, accostare questi due nomi – e il primo soprattutto – a “menti intelligenti”…]. Tuttavia il bello della scienza è che prima o poi (spesso prima) la verità viene a galla. I fatti hanno la loro forza inarrestabile. Quando durante la guerra franco-prussiana del 1870 scoppiò una terribile epidemia di vaiolo, tra i soldati prussiani che erano stati vaccinati con germanica precisione ci furono 440 morti, mentre l’esercito francese ne dovette contare oltre 23.000. Oramai nessuno metteva più in dubbio l’efficacia del vaccino, che grazie al contributo decisivo di due italiani (Michele Troja e Gennaro Galbiati) era diventato più semplice da produrre e più efficace. Con quest’arma l’umanità cominciò una marcia trionfale contro il vaiolo. Nel 1974 una bimba, Prisca Elias, fu l’ultima persona infettata dal virus nel Botswana; nel 1976 Kausar Parveen chiuse il capitolo in Pakistan, poco dopo Rahima Banu in Bangladesh e Amina Salat in Etiopia furono gli ultimi malati nei loro paesi. Il cerchio si stava stringendo. Nella serata del 12 ottobre 1977 Ali Maow Maalin, un cuoco somalo ventitreenne, portò in auto due fratellini ammalati di vaiolo dall’ospedale per il quale lavorava verso il centro locale di sorveglianza contro la malattia. Il viaggio era di un solo quarto d’ora e Ali fu molto attento. Ma il 22 ottobre cominciò a stare male; all’inizio si pensò che la causa fosse la malaria, invece era il vaiolo. Ali non voleva finire in isolamento e non si era presentato subito all’ospedale; così entrò in contatto con 161 persone. Ma grazie alla vaccinazione diffusa il virus uscito dal corpo di Ali non riuscì a trovare un solo individuo vulnerabile e quindi non fu in grado d’infettare nessun’altra persona. Non essendo in grado di riprodursi, nel momento in cui l’ultima particella virale dispersa nell’ambiente da Ali perse la capacità d’infettare, il virus semplicemente scomparve dalla faccia della terra. Fu l’ultimo caso di vaiolo nella storia dell’uomo. L’8 maggio 1980, con una cerimonia ufficiale, l’Organizzazione mondiale della sanità dichiarò che il virus del vaiolo era scomparso dal pianeta. Una delle piaghe più terribili che il genere umano avesse mai conosciuto era ormai debellata. Non c’era più bisogno di vaccinarsi, siccome la malattia non esisteva più. Il virus aveva perso. Perché dovete sapere che i virus sono terribili, ma hanno un tallone d’Achille. Sono feroci come lupi affamati, ma vengono sconfitti dal gregge, quando il gregge si procura l’immunità.

Immagino che non per tutte le malattie sia possibile arrivare a una così totale sconfitta del virus (non per quelle che possono contagiare anche gli animali, per esempio), ma per alcune sì. Se non ci siamo ancora arrivati, e per molto tempo ancora saremo costretti a continuare a vaccinare i nostri bambini per queste malattie, ne dobbiamo ringraziare gli antivaccinisti, che danno loro (alle malattie) la possibilità di continuare a circolare e infettare e proliferare. Grazie, signori, a nome di tutta l’umanità.

Roberto Burioni, Ilvaccino non è un’opinione, Mondadori
il vaccino non è
barbara

DI OPINIONI E DI ALTRE STORIE

C’è libertà di opinione, siamo in democrazia ho il diritto di esprimere la mia opinione, io resto della mia opinione, ognuno ha il diritto di avere la sua opinione, la mia opinione vale quella di chiunque altro… È uno dei mantra più gettonati del momento, questo della libertà di opinione e dei diritti che ne conseguono. E siamo tutti più o meno d’accordo, naturalmente. Ma il punto è: che cos’è un’opinione? Perché ad ascoltare quanto si sente in giro, sembrerebbe che sul concetto di opinione non ci siano idee troppo chiare e io vorrei, appunto, fare un po’ di chiarezza.

Diciamo allora che possiamo chiamare opinione tutto ciò che pensiamo su qualcosa per cui non esiste vero/falso, giusto/sbagliato. Per esempio Maria è simpatica antipatica divertente noiosa brillante insulsa. Se io faccio una di queste affermazioni potrà succedere che Tizio replichi “sono d’accordo”, Caio “io invece no” e Sempronio “sì, però”; sicuramente nessuno potrà dirmi che non è vero, o che sbaglio. Ogni tanto qualcuno tenta di convincermi che Quasimodo, e perfino Luzi sono dei poeti, o addirittura dei grandi poeti (ma l’aggettivo è solo un dettaglio: è il sostantivo che trovo la cosa più assurda di questo mondo), ma per quanti argomenti mi portino, si tratta sempre di impressioni soggettive dei miei interlocutori, che non possono scalfire la mia personale impressione che si tratti di due ammucchiatori di parole – e non parliamo di chi ritiene profonde le svagate ammucchiatine di parole di Alda Merini (“ci sono donne e poi ci sono le Donne Donne”. Naturalmente tutte quelle che citano questa cagata pazzesca sono fermamente convinte di essere delle Donne Donne, e probabilmente altrettanto convinte che “Donne Donne” voglia dire qualcosa).
Ma se io dico che Maria è ladra, è un’opinione? Se è simpatica a me e antipatica a Caio, possiamo tranquillamente dire che Maria è contemporaneamente simpatica e antipatica; ma può essere ladra e contemporaneamente non essere ladra? No, naturalmente, le possibilità sono due: o è ladra o non è ladra, tertium non datur. E se è ladra, il mio dovere di cittadina è di andarlo a dire ai carabinieri, non di strombazzarlo sui social. Se invece non lo è, il mio dire che lo è non si chiama opinione, bensì calunnia e diffamazione, e abita nel codice penale.
Stabilito questo, posso dire che l’opinione che la terra sia sferica non mi convince e che io ho un’opinione diversa? Posso dire che l’opinione che la terra giri intorno al sole mi sembra assurda, dal momento che vedo benissimo, coi miei occhi che non hanno il minimo difetto, che la terra è ben ferma sotto i miei piedi e che è, al contrario, il sole che la mattina presto viene su da sottoterra a est e poi si alza andando verso sud eccetera eccetera? Naturalmente non è tecnicamente impossibile che io lo dica ma, se lo dico, chiunque sa che sono o ignorante, o idiota, o pazza. Quartum non datur.

Un qualche filosofucolo da strapazzo, poco desideroso di compiere gli sforzi necessari per giungere alla conoscenza della verità, si è inventato la bella teoria che la verità non è conoscibile, o che addirittura non esiste – un’uva che per sua natura non maturerà mai, insomma, e quindi non è perché io sia incapace di raggiungerla che non la posso mangiare, bensì per una sua intrinseca impossibilità. E naturalmente ha trovato vasto seguito, e da un ragionevole “non tutto, almeno per il momento, si può sapere”, è stato fatto il comodo salto “la verità non esiste, la verità non può essere conosciuta”.
Naturalmente ci sono situazioni in cui la verità non si conosce. Come per esempio il caso di JonBenét Ramsey, che da quando è in grado di connettere si sente dire dalla madre, piccola reginetta di bellezza semifallita, “Ricordati: nella tua vita avrai un solo nemico: la cellulite”, e per salvarla dal nemico, la piccola JonBenét non conoscerà mai il sapore di una caramella; mandata all’età dell’asilo, dalla suddetta mammina, a fare sfilate truccata, permanentata, in abbigliamenti e pose, diciamo così, ambigui. All’età di sei anni viene violentata, torturata e strangolata in casa, dove si trovano unicamente il padre e la madre, oltre al fratello, bambino anch’egli. Non ci sono segni di effrazione; sulla neve alta intorno alla casa a quanto pare non si rinvengono impronte; a trovarla è il padre, in una stanza dell’interrato di cui neppure la domestica conosceva l’esistenza perché, spiega, la casa è costruita in modo così complicato che nessuno che non ne conosca dettagliatamente la pianta riuscirebbe a trovare tutte le stanze. La trova e, nonostante sia sicuramente morta e già completamente fredda e rigida, immediatamente la toglie di lì, la porta di sopra, le toglie il nastro adesivo che le chiude la bocca, elimina tutto ciò che potrebbe portare all’assassino. Quando poi arrivano i poliziotti nella ricchissima villa di questo uomo ricco e noto, pasticciano ulteriormente, spostano cose, tutti toccano dappertutto. Ecco, alla fine l’inchiesta è stata archiviata perché proprio non c’era modo di arrivare a scoprire chi mai potesse essere l’assassino violentatore pedofilo torturatore. Ed effettivamente il caso è talmente complicato che né io né voi, neanche con la più sfrenata immaginazione, potremmo riuscire a farcene un’idea. Però la verità, anche se nessuno di noi la conosce, né la sospetta, c’è. Il pedofilo c’è. L’assassino c’è.
A parte questi casi complicatissimi in cui la verità sfugge, ci sono poi tutti gli altri in cui non sfugge affatto: la terra è sferica è un fatto non confutabile e non dubitabile. La terra gira intorno al sole è un fatto non confutabile e non dubitabile. Le camere a gas non sono “la verità ufficiale propagandata dai vincitori”, come afferma l’ineffabile Piergiorgio Odifreddi (l’ateo militante che si emoziona e si genuflette quando gli telefonano facendogli credere che sia il papa):  sono un fatto non confutabile e non dubitabile; il fatto che ci siano persone che ne negano l’esistenza non le rendono una questione controversa. Queste realtà non possono essere fatte oggetto di dubbio filosofico – e del resto “dubito di tutto” non è una contraddizione in termini dal momento che non ho il minimo dubbio sulla necessità di dubitare di tutto e sul fatto che lo sto facendo?

E vengo al punto (sì, certo, c’è un punto: non si era capito?): sui vaccini ci sono verità certe? La risposta è sì. Sono sicuri? Sì. I danni che possono provocare (non esiste niente al mondo che non possa provocare danni) sono enormemente inferiori a quelli causati dalle malattie da cui ci difendono? Sì. Contengono metalli pericolosi? No. Un neonato è troppo piccolo per essere sottoposto ai vaccini? No: al contrario, è troppo piccolo per poter affrontare senza danni le malattie che potrebbe contrarre se non fosse vaccinato. Sei vaccini tutti insieme non sono troppi? No: l’unica differenza tra farli insieme e farli separati è che lo buchiamo, ossia gli procuriamo un dolore, una volta sola invece che sei. Possono causare l’autismo? No. Come sappiamo tutto questo? Da migliaia e migliaia di studi indipendenti. Dall’osservazione di centinaia di milioni di persone nel corso di oltre due secoli. Da tutto quello che possiamo constatare anche noi, se scegliamo di guardare la realtà VERA e non le chiacchiere dei laureati in facebook. E quella mamma che ha visto il suo bambino diventare autistico dopo il vaccino? È assolutamente identica a quel tizio che ha camminato per decine e decine di chilometri e ha visto la terra restare sempre piatta sotto i suoi piedi.

Dunque chi afferma che il vaccino provoca l’autismo è uguale a chi è convinto che la terra è piatta? Assolutamente no! Il terrapiattista è indiscutibilmente pazzo, ma è innocuo; chi va in giro a dire che i vaccini provocano l’autismo sta facendo del terrorismo psicologico, sta seminando dubbi insani in chi deve far vaccinare i propri figli, sta contribuendo a far aumentare malattie che, senza di loro, potrebbero essere già scomparse dalla terra, come è scomparso il vaiolo, le cui vaccinazioni sono state fortunatamente attuate in tempi in cui non avevamo la piaga dei novax, delle mamme informate, dei padri preoccupati, dei dubitatori professionisti, dei “se sei indignato condividi” e, grazie a questo, oggi per il vaiolo non si deve vaccinare più nessuno. Chi afferma che i vaccini provocano l’autismo, a differenza del terrapiattista, è socialmente pericoloso.

E ora lascio ancora una volta la parola a Roberto Burioni.

barbara

I GUADAGNI SUI VACCINI

A farmi tornare sul tema sono stati i commenti lasciati in questo post da una signora, appartenente all’eletta categoria degli informati: all’autore del post che spiega che, non essendo medico, ed essendo quindi privo di piena cognizione di causa, ha finora evitato di esprimersi in materia, replica veemente (avevo scritto veementemente, ma ho preferito, pur se grammaticalmente meno corretto, mettere l’aggettivo al posto dell’avverbio, che suona proprio bruttino) (scusate, la pignoleria, ma nei confronti della lingua italiana sono una purista) (forse potrei dire addirittura puritana) (in altri ambiti un po’ meno, per la verità) (e riscusate se la sto buttando che sembra quasi una barzelletta, ma a indurmene è il tenore dei commenti della suddetta signora, che se non fossero istigazioni alla strage sarebbero davvero una barzelletta) (vabbè, riparto) veemente, dicevo, replica la signora:

Quando si hanno figli, anche se non si è medici, credimi, è meglio informarsi
Non bisogna mai dimenticarsi che, per molti, i soldi sono più importanti della salute del prossimo (enfasi mia)

[interessante, tra l’altro, l’approccio alla questione: bisogna informarsi “anche se non si è medici”: alla signora evidentemente sfugge che è esattamente quando non si è medici che bisogna – che bisognerebbe – informarsi: i medici sono GIÀ informati]

E, alla risposta dell’autore,

Anche allarmare la popolazione di una grande epidemia di morbillo (inesistente) è sbagliato
I soldi fanno gola a molti
Io preferisco avere dei figli sani

I soldi, certo. La famigerata Big Pharma che specula sulla nostra salute e inventa storie inesistenti, allarmi inesistenti, bisogni inesistenti per indurci a fare vaccini assolutamente non necessari, e per giunta spaventosamente pericolosi, ma per fortuna ci sono gli illuminati che hanno capito il gioco, e adesso che sono arrivati i castigamatti possono finalmente gioire.
crimini vaccinali
OK, smetto di chiacchierare e cedo la parola al dottor Roberto Burioni, medico e virologo di straordinaria preparazione e competenza, che ha scelto di dedicare molto del suo tempo alla lotta contro il delirio antivaccinista. Purtroppo sugli antivaccinisti convinti i suoi inoppugnabili argomenti non possono fare presa, perché nessun argomento razionale può far presa su una mente delirante, ma agli indecisi, a coloro che, nel turbine delle troppe esternazioni contrastanti si trovano in difficoltà a distinguere il grano dal loglio, a loro probabilmente una parola chiara, informata, documentata, potrà essere utile.

Roberto Burioni, Medico

“Le multinazionali”. Nei giorni del dibattito sui vaccini nelle piazze e purtroppo anche in parlamento ha risuonato spesso – gridata da volti paonazzi – la frase “gli interessi delle multinazionali” collegata ai vaccini.
Le multinazionali farmaceutiche sono aziende votate al profitto, ma di profitto sui vaccini ne fanno veramente poco. Invece di fermarci alle chiacchiere di vocianti senatori omeopatici e di genitori informati, guardiamo i numeri, perché su quelli c’è poco da discutere.
Nel rapporto OSMED sulla spesa sanitaria 2015 è riportato quanto si spende per i diversi farmaci. I farmaci per l’epatite C, contro la quale non abbiamo un vaccino, hanno venduto per un totale di 1 miliardo e 721 milioni di euro nel 2015.
Tutti i vaccini (proprio tutti presi complessivamente) hanno venduto nel 2015 per 317 milioni di euro. Pensate, hanno venduto meno della metà dei farmaci contro HIV (altro virus per il quale non abbiamo il vaccino) che hanno fatturato 672 milioni di euro. Per darvi un’idea, i soli farmaci contro l’ulcera hanno fatturato un miliardo di euro.
Ripeto per i senatori magari distratti dal loro alto mandato: nel 2015 farmaci anti HCV (non abbiamo un vaccino), 1,721 milioni di euro; farmaci anti HIV (non abbiamo un vaccino) 672 milioni euro, vaccini (tutti, dal primo all’ultimo, compreso l’antinfluenzale per il nonno) 317 milioni di euro.
Aggiungete a questo che la quasi totalità dei vaccini non è più coperta da brevetto (che dura 20 anni) e capirete che il vero favore alle multinazionali lo fa chi non vaccina i propri figli e chi invade le piazze bestemmiando la parola “libertà”, visto che la libertà che chiedono è quella di fare tutto ciò che gli pare anche se danneggia gli altri.

PS: vi segnalo l’apertura di una bellissima pagina dedicata alla diffusione della scienza e della verità da parte di due bravissimi amici e colleghi, Andrea Cossarizza e Guido Silvestri. Sono due scienziati a livello mondiale e sono felice che abbiano deciso di dedicare un poco del loro prezioso tempo a questa importante missione, che forse noi medici e ricercatori per troppi anni – visti i risultati – abbiamo delegato a figure del tutto inadeguate. Dobbiamo fare da soli, perché “rem tene, verba sequentur”. Complimenti a Guido e Andrea, la pagina la trovate qui.

Fonti

Ed ecco una tabella riassuntiva di quanto contenuto dell’articolo:
spese vaccini
La prima colonna indica la spesa in milioni di euro, la seconda la percentuale rappresentata dalla classe di farmaci nella spesa complessiva, la terza i milioni di dosi giornaliere consumate per milione di abitante.

Ma non illudetevi di tirare il fiato, cari antivaccinisti: tornerò da voi molto presto.

barbara