LA CITTÀ DELLA SCIENZA – SUCCEDE A NAPOLI

Questa mattina mi è arrivato il seguente messaggio:

Se provate a cliccare su www.cittadellascienza.it vi accorgerete che il vostro computer non trova più nulla.

Su Wikipedia si legge:

La Città della Scienza è stata una struttura composta da un museo scientifico interattivo, un incubatore di imprese e un centro di formazione, sita nel quartiere di Bagnoli in Napoli, gestita dalla Fondazione IDIS-Città della Scienza.
L’istituzione è andata distrutta in un incendio divampato la sera del 4 marzo 2013.

Sono anni che in famiglia ci diciamo: eh poi ci dobbiamo andare… Solo mio figlio minore l’ha visitata con la scuola quest’anno. Ma non gli è sembrata niente di che.
Un’area di 10-12 mila metri quadrati e adesso non c’è più niente. E a me quel fumo fa sentire puzza. Sarò il solito diffidente, ma io sento una puzza che non mi piace.

Ho inoltrato il messaggio alla mia mailing list, e quasi subito mi è arrivata una risposta da una persona che, con la “Città della Scienza” ha avuto a che fare, e che non nominerò (“Human life is very cheap in Casablanca”, diceva un personaggio nel noto film. Ma non solo a Casablanca):

non mi stupisce affatto … anzi, non capisco come mai sia accaduto così in ritardo

Poco dopo è arrivato dal primo mittente un secondo messaggio:

6 punti d’innesco e in 25 minuti sono andati in fumo 12.000 metri quadrati di un lavoro certosino portato avanti per decenni da persone che hanno creduto, e ancora credono a dispetto di tutto, che una Napoli normale può esistere.
Si segue la pista dolosa per il rogo della Città della Scienza

A questo punto potrebbe essere interessante provare a rispondere alla domanda: come mai così in ritardo? Come mai adesso? A voler fare i complottisti – e visto che ormai i complottisti di professione li abbiamo al governo, non sarà poi così grave se uno sfizio ce lo togliamo anche noi – si potrebbe pensare che il momento post-elettorale potrebbe avere il significato di ribadire che, chiunque stia formalmente sulle poltrone, il potere vero è sempre nelle stesse, solidissime mani.
cittàdellascienza
barbara

DEDICATO A JAN PALACH

Che quest’anno compirebbe sessantacinque anni, e invece da decenni non c’è più. (E indirizzato a quelli che la disperazione e l’occupazione e la violenza quotidiana e la mancanza di prospettive e di futuro, insomma, bisogna capirli quei poveracci che non trovano altra via d’uscita che morire uccidendo).
E con un pensiero riconoscente alla sua Patria che è riuscita a resistere alla follia e ai ricatti e a conservare la dignità.

(E chi ha la mia età ancora lo risente, quel fuoco, nella carne)

barbara