LA SIGNORA GIULIA GRILLO,

ministro della sanità (per farmi dire ministra dovrete passare sul mio cadavere). Quella delle autocertificazioni e dell’obbligo flessibile, che le convergenze parallele al confronto diventano di una scientificità degna di Galileo e Einstein messi insieme. Da sempre leggo che è medico, ma c’è una cosa curiosa: questa è una pagina dell’Albo dell’Ordine dei Medici;
albo medici
Grillo Giulia dovrebbe stare fra Grillo Giovanni e Grillo Giuliano, e invece non c’è. Interessante, no?

barbara

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LE LOGICHE DELL’ITALICA SANITÀ

Non avendo gli esami del sangue (85 euro di ticket) evidenziato niente che possa giustificare il mio stato attuale, la dottoressa mi ordina una visita neurologica urgente. Quando vado a fare la prenotazione emerge che qui non c’è alcuna disponibilità, ma in un’altra città c’è posto già la mattina dopo, e quindi accetto. Non sarebbe molto lontano, meno di un centinaio di chilometri, ma al momento non sono in grado di guidare, e quindi devo andare in treno, e c’è da cambiare, sicché impiego più di un’ora e mezza. E per l’appuntamento alle undici e quaranta devo uscire di casa alle sette e mezza perché col treno successivo arrivo dopo mezzogiorno. Vabbè.
Arrivo lì e prendo un taxi. Nel foglio di prenotazione c’è scritto un indirizzo, che immagino essere quello dell’ospedale, per cui dico al tassista di portarmi all’ospedale, dove allo sportello informazioni mi indicano dove devo prendere il biglietto col numero per pagare (qui si paga anticipatamente: niente pagamento, niente visita) e lo sportello dove presentarmi quando esce il mio numero sullo schermo. Effettuato il pagamento, chiedo dove devo andare per la visita, e l’impiegata dice: in via B. 107: quella che è scritta sul foglio di prenotazione. Chiedo dov’è (immagino sia una parallela o una traversa di quella in cui c’è l’ospedale), e quella comincia a dire: deve andare fino alla stazione, là gira a sinistra e va avanti per un mezzo chilometro, poi… La interrompo: ci sono taxi qui davanti all’ospedale? No, dice, chieda allo sportello informazioni che gliene chiamino uno. E così ho fatto. Quindi la logica sarebbe questa: il posto in cui si fa la visita e quello in cui si paga per fare la visita sono esattamente ai due lati opposti della città, con parecchi chilometri in mezzo. Chi è del posto ed è in forma, lo può fare in bicicletta (in entrambi i parcheggi c’è una fila interminabile fuori, di auto che aspettano che esca qualcuno per poterne prendere il posto), chi viene da fuori o non è in forma, o non ha qualcuno che l’accompagni, o ha una pensione al minimo da non poter prendere un taxi dietro l’altro, si impicca.
Poi, giusto per la cronaca, tutti gli accertamenti diagnostici effettuati dal neurologo hanno dato esito negativo: la testa è a posto (e voi piantatela di ridere o vengo là e vi meno), il che è un notevole sollievo. Resta tuttavia da capire da deve venga questo disastro che mi è piombato addosso.

barbara

 

LA CARTA DEL CUORE

Per tutti coloro che, giustamente, ritengono doveroso boicottare il criminale illegittimo illegale abusivo assassino terrorista colonialista stato di Israele.
Per tutti coloro che non vogliono rischiare che qualche malintenzionato possa approfittare di un loro stato di minore attenzione per rifilare proditoriamente prodotti provenienti dal criminale illegittimo illegale abusivo assassino terrorista colonialista stato di Israele.
Per tutti coloro che, animati da spirito umanitario e da autentico amore per i più deboli, per le vittime, per i poveri della Terra, vogliono mandare un segnale forte al criminale illegittimo illegale abusivo assassino terrorista colonialista stato di Israele.
Per tutti costoro ecco la Boycottcard

Boycottcard

Scaricatela, stampatela, plastificatela e portatela sempre con voi insieme al tesserino sanitario, onde essere certi che l’infame lobby sionista non approfitti delle vostre malattie per infiltrarsi nel vostro corpo.
Shavua tov a tutti.

barbara