MIGRANTI ANCORA

(Sì, li amo alla follia, abbiate pazienza, non posso fare a meno di pensare continuamente a loro)
Oggi comincio con questa splendida carrellata di puttanate.

Le “frasi celebri” nella vicenda Sea Watch (e affini)

Ecco di seguito, in ordine sparso, una serie di luoghi comuni molto frequentemente utilizzati quando si verificano fatti come quelli che hanno riguardato la Sea Watch 3 nei giorni scorsi. Alcuni di essi sono quasi privi di fondamento ma vengono ripetuti incessantemente come un mantra, oltre che dai protagonisti, anche dai giornali e telegiornali asserviti alla sinistra confermando ancora una volta come sia efficace la manipolazione dell’opinione pubblica attraverso la diffusione di notizie inventate o quanto meno non verificate e l’uso terminologico distorto di alcuni concetti al fine di piegare la realtà alla narrazione mainstream. Così una netta minoranza politica tenta di imporre a tutti il proprio credo ideologico attraverso l’utilizzo di mass-media ben addestrati allo scopo con il sostegno della Chiesa di Bergoglio e di parte della Magistratura. La cosa interessante è che la quasi totalità degli elettori di sinistra (solo quelli, per fortuna) prendono per vere queste affermazioni senza controllarle, credendo in buona fede a ciò che viene loro raccontato e dando per scontato che i propri interessi (sicurezza sociale, livelli retributivi, mantenimento dei diritti acquisiti) coincidano con quelli dei loro partiti di riferimento i quali invece hanno purtroppo scopi diametralmente opposti (mantenimento delle posizioni di potere a scapito della sicurezza sociale, dei livelli retributivi e dei diritti acquisiti dai cittadini).

Questo post è dedicato a quegli elettori, sperando che un giorno possano rinsavire.

  1. “Sono dei disperati”: saranno anche disperati ma allora dove hanno trovato 6.000 dollari per la traversata? Questa cifra corrisponde a 5 anni di stipendi medi nei paesi di provenienza. In che senso sono disperati? Qualcuno me lo sa spiegare?
  2. “Sono profughi”: in Nigeria, Algeria, Tunisia, Marocco, Senegal, Costa d’Avorio, Iraq c’è la guerra? Mio Dio! e da quando?
  3. “Sono naufraghi”: secondo la Treccani “un naufrago è chi, passeggero o membro dell’equipaggio, caduto in acqua da una nave, è oggetto di operazioni di ricerca e di soccorso”. Se dal gommone o dal barcone degli scafisti vengo trasbordato in tutta sicurezza sulla nave di una ONG compiacente, sono un naufrago o sono semplicemente un cliente che ha pagato il biglietto ad una catena organizzata di mascalzoni? Cambiamo la Treccani, dai!
  4. “La Libia non è Paese sicuro, c’è la guerra”: eppure tutti i migranti volontariamente arrivano lì (dove c’è la guerra), volontariamente attendono lì per settimane prima di essere imbarcati dai criminali scafisti (dove c’è la guerra), volontariamente partono da lì (dove c’è la guerra). Ma poi quando vengono imbarcati da una ONG, da dove sono partiti non ce li puoi più riportare (perché c’è la guerra). Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere.
  5. “Erano in pericolo di vita”: peccato che Giulia Berberi (il medico della barca a vela Alex della ONG “Mediterranea” che ha violato il blocco del Viminale attraccando a Lampedusa) abbia candidamente affermato in un video che il gommone non stava affondando ed era in buone condizioni. Dello stesso autore “li abbiamo presi perché stava arrivando la motovedetta libica”. E bravi questi giovanotti delle ONG! vero?
  6. “I tremendi lager libici – parte prima – hanno subìto torture nei campi libici”: nessuno di loro ha documenti di riconoscimento (troppo facile bambocci creduloni europei, cosa credete che siamo così scemi da portarci dietro il passaporto senegalese così poi non ci date l’asilo?). Però hanno il cellulare con una SIM (intestata a chi?) e un credito attivo e un taglio di capelli alla moda. Davvero crudelissimi questi aguzzini libici.
  7. “I tremendi lager libici – parte seconda”: dove sarebbero esattamente? Qualcuno delle decine di giornalisti d’assalto di sinistra ha fatto qualche reportage? No? E come mai? Strano. Ci sono fotografie, magari da un drone? (le uniche foto che circolavano sono clamorosi falsi) Ci sono provedi maltrattamenti? I racconti che vengono fatti dai diretti interessati hanno riscontri oggettivi? O sono solo dichiarazioni di gente senza documenti e dalla fedina penale sconosciuta che ha interesse ad arrivare qui e quindi direbbe qualsiasi cosa specie se imbeccati da qualcuno? Perché dovremmo credere loro? E poi, se ci fossero le prove, queste non finirebbero sulle prime pagine di giornali e TG per intere settimane? Invece nulla di tutto questo. Davvero strano.
  8. “I tremendi lager libici – parte terza”: quindi ricapitolando pago 6.000 dollari per andare volontariamente in un campo libico sapendo che poi dovrei sopportare ogni tipo di angheria?
  9. “I tremendi lager libici – parte quarta – i migranti sono come i deportati ad Auschwitz”: infatti i deportati di Auschwitz spontaneamente pagavano il biglietto del treno per il campo di concentramento, spontaneamente arrivavano, entravano e poi liberamente se ne andavano quando volevano. Certo. Uguale uguale.
  10. “I tremendi lager libici – parte quinta”: ma se davvero esistono e sono così terribili, forse adesso che il flusso migratorio verso l’Italia si è praticamente arrestato rispetto all’era Monti/Letta/Renzi, non sarà che così c’è anche meno gente che viene sottoposta a torture? Che vogliamo fare? Era meglio prima? Ripristiniamo il traffico delle ONG e di conseguenza il numero dei “deportati” nei campi? Se smetto di importare schiavi forse anche i campi di “stoccaggio” dei medesimi si svuotano e – prima o poi –  chiudono. O no? Sbaglio?
  11. “La Tunisianon è porto sicuro”: davvero? La Tunisia ha firmato la Convenzione di Ginevra il 24 ottobre 1957, e nel 1968 ha firmato anche il Protocollo sullo status dei rifugiati, nel 1969 la Convenzione sullo status degli apolidi e la Convenzione dell’Organizzazione dell’Unità Africana (OUA) che regola gli aspetti specifici dei problemi dei rifugiati in Africa, nel 2000 la Convenzione sulla riduzione dell’apolidia. Ha votato persino il Global Compact che l’Italia fortunatamente ha rigettato. Infine, la stessa Costituzione tunisina del 2014 all’art. 26 recita: “Il diritto all’asilo è garantito secondo la legge; è vietato estradare persone che beneficiano di asilo politico”. Unhcr ha recentemente elogiato la politica delle porte aperte del governo tunisino per le persone in fuga dalla vicina Libia a causa del timore di violenze e persecuzioni.
  12. “Abbiamo forzato il blocco imposto dall’Italia per ragioni umanitarie”: invece tenere sulla graticola su un ponte al sole di giugno per due settimane decine di “passeggeri” quando nello stesso arco di tempo si sarebbe potuto raggiungere qualunque porto del Mediterraneo, è molto umano vero? Le ragioni umanitarie valgono solo quando garba a loro ma tanto alla fine c’è sempre qualche incantato che crede a questa gente.
  13. “Abbiamo forzato il blocco perché la situazione a bordo era diventata insostenibile”: ovvero? Soffrono il mal di mare? Non vengono nutriti? Non vengono dissetati? Sono arrivati Orfini e Fratoianni?
  14. “L’Italia apra i propri porti – parte prima”: che detto da Germania e Francia che i propri confini li hanno sigillati da un pezzo e che ci rimandano indietro i clandestini legati e sedati, fa un po’ ridere.
  15. “L’Italia apra i propri porti – parte seconda”: che detto da Bergoglio che vive in uno Stato circondato da mura alte 10 metri dove si incarcera immediatamente chi è privo di autorizzazione, fa ancora più ridere.
  16. “Sono allo stremo delle forze”: così a vederli, con 90 chili di peso corporeo, non sembrerebbe proprio. Quelli (pochi) magrolini che si vedono nei TG sono provenienti dal Corno d’Africa dove strutturalmente le popolazioni sono così. Sono magri di natura, mica per la traversata. Poi ci sono quelli che davvero in quei luoghi muoiono di fame e che perciò non possono neppure pensare di muoversi dalle loro terre. Loro qua non arriveranno mai e forse proprio di loro sarebbe invece il caso di preoccuparsi.
  17. “Sono muscolosi perché nei campi libici fanno i lavori forzati”: infatti la muscolatura umana notoriamente si sviluppa in poche settimane a livelli da Mister Universo anche in carenza di nutrimento specie nei lager libici, vero? Questa non la commento neanche. Roba da chiodi.
  18. “L’Italia se li deve prendere, c’è l’accordo di Dublino”: e se la nave ONG batte bandiera tedesca? È territorio tedesco, o no? Però la Germania non se li prende. E se batte bandiera olandese? È territorio olandese, o no? Però l’Olanda non se li prende. Se li deve prendere l’Italia. Logica incrollabile direi.
  19. “Abbiamo ritenuto giusto violare la Legge fascista di Salvini”: peccato che la Legge in questione sia stata approvata da un Parlamento democraticamente eletto, promulgata da un Presidente della Repubblica che non si direbbe un pericoloso estremista e vagliata favorevolmente dalla Corte Costituzionale. Non è una legge di Salvini. È Una legge del Popolo italiano. Cretini.
  20. “L’Italia è un porto sicuro – parte prima”: sì, e certe Procure italiane ancora di più.
  21. “Italia porto sicuro – parte seconda”: e Francia, Tunisia, Grecia, Malta, Croazia, Egitto, Albania, Spagna no?
  22. “In Italia c’è un governo fascista”: ma come? Non era un Paese sicuro?
  23. “Quando una Legge è ingiusta è consentito violarla”: il che, detto da 5 diportisti che di mestiere fanno i deputati del Parlamento della Repubblica, fa semplicemente rabbrividire. Corte Marziale immediata senza possibilità di appello.
  24. “Le ONG salvano le vite – parte prima”: chi è in difficoltà va salvato, senza dubbio. Però molte volte non si tratta di salvataggi di vite, ma di semplici trasbordi da una imbarcazione all’altra. In più se, come nel 90% dei casi, nel mio Paese non muoio di fame, se non scappo da guerre e persecuzioni e quindi se alla fin fine mi imbarco volontariamente consapevole dei rischi che corro (e li conosco benissimo quei rischi perché internet lo sanno usare tutti) e poi succede qualcosa di tragico è un po’ come quegli irresponsabili che fanno i fuoripista con gli sci e poi vengono travolti da una slavina.
  25. “Le ONG salvano le vite – parte seconda”: benissimo, bravi! Sareste leggermente più credibili se poi quelli che trasbordate li portaste subitoin uno qualunque delle centinaia di porti sicuri del Mediterraneo anziché sempre e solo in Italia dopo avere vagato per giorni in mare e ben sapendo che in Italia non si sbarca perché c’è un Ministro degli Interni cattivo. O solo se li portate in Italia poi gli si salva la vita? Ma chi ci crede? Ah già! Sempre i famosi elettori di sinistra. Un tremendo sospetto: non è per caso che i migranti in pericolo di vita ce li mettano proprio quelli delle ONG per ragioni esclusivamente politiche? Sicuri sicuri, vero?
  26. “Le ONG salvano le vite – parte seconda bis”: storiella: un bagnino di salvataggio della costa riminese vede un bagnante annaspare in acqua. Esce immediatamente con il suo pattìno a remi, lo raggiunge, lo carica a bordo. Poi, anziché tornare a terra, prende il largo. Dalla riva, allibiti, gli gridano di tornare indietro ma lui niente. Via radio gli chiedono di dirigersi almeno verso Riccione o Cesenatico. Lui niente. Dopo 5 giorni di voga arrivano stremati (lui e il bagnante “salvato”) a Pola, in Croazia.      Finale nr. 1: il bagnino di salvataggio viene acclamato come eroe nazionale, la Cooperativa Bagnini di Salvataggio gli dà un premio, l’Europa applaude, partono le raccolte fondi a suo favore, finisce in copertina su L’Espresso e su Der Spiegel.    Finale nr. 2: il bagnino di salvataggio viene licenziato, viene denunciato, viene rinchiuso prima in un ospedale psichiatrico e subito dopo in un carcere croato in attesa di essere estradato e processato in Italia.  Ciascuno scelga il finale più coerente in base alla propria capacità di discernimento logico.
  27. “Non ci sono prove che le ONG abbiano accordi con gli scafisti”: nel Mediterraneo in ogni momento ci sono centinaia di imbarcazioni (incrociatori, mercantili, navi da crociera, pescherecci) ma mai nessuna di queste incappa in alcun barcone sulla propria rotta neanche per sbaglio. Invece le navi delle ONG sono sempre al posto giusto e al momento giusto pronte a raccattare i “naufraghi” che casualmente e sorprendentemente vengono intercettati con precisione millimetrica in un punto preciso di un braccio di mare antistante i 1.770 chilometri di costa libica. Avete idea di quanti sono millesettecentosettanta chilometri di costa? Come minimo si tratta di coincidenze che hanno quasi del soprannaturale. Però come si dice: gente allegra il ciel l’aiuta.
  28. CONCLUDO ALLA GRANDISSIMA CON UN EVERGREEN “La demografia in Europa è in declino e quindi abbiamo bisogno di immigrazione”: peccato che 1) gli immigrati una volta arrivati qui tendono ad avere lo stesso tasso di natalità degli autoctoni; 2) degli 800.000 clandestini sbarcati negli ultimi anni il 90% erano maschi che notoriamente non si riproducono per gemmazione e che quindi non si capisce bene come possano partecipare all’incremento demografico e al progresso economico del Paese specie se non hanno una casa ed un lavoro. Questa è davvero la regina delle bufale. Non avevamo bisogno di afro-islamici dequalificati per popolare l’Italia. Avremmo avuto bisogno di aiuti di Stato per convincere le famiglie italiane a fare più figli. Solo che sfortunatamente gli aiuti alle famiglie non facevano arricchire le cooperative rosse vicine alla sinistra a colpi di 5 miliardi di euro prelevati dalle tasche dei contribuenti ogni anno per anni. Tutto qui. Facile vero? (qui)

E sulla questione salvataggio guardate che meravigliosa chicca: i negrieri vogliono chiamare la Sea-watch per informare che il gommone è partito ma sbagliano numero e chiamano la guardia costiera.
Poi c’è Federico Rampini che dice, senza ipocrisie politicamente corrette, pane al pane e vino al vino

e infine una delle conseguenze della Santa Accoglienza, predicata da Sua Santità don ciccio primero e da tutte le anime buone belle e sante, spiegata dal consigliere comunale di Castel Volturno Cesare Diana

Voi, nel frattempo, pregate e meditate.

barbara

DUE MESSAGGI

Uno alla signora Alessandra Vella.

Denuncia  presentata alla Procura della Repubblica di Caltanissetta contro il Gip di Agrigento, Alessandra VELLA

Di Ornella Mariani
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA di CALTANISSETTA
La sottoscritta MARIANI FORNI Ornella, nata a xxxx il xxxx e residente in Benevento alla via xxx,
PREMESSO
che l’ordinanza di scarcerazione di Carola Rackete, Comandante della nave o.n.g. Sea Watch 3, emessa dal GIP della Procura della Repubblica di Agrigento Alessandra VELLA, appare basata su presupposti giuridicamente errati;
che gli Immigrati da Costei imbarcati non erano Naufraghi, ma Soggetti con destinazione predefinita;
che il reato di resistenza e violenza da Ella opposto a nave da guerra italiana avrebbe potuto degenerare in un drammatico evento in danno di Servitori dello Stato;
che il Segretario di Stato olandese per le migrazioni Ankie Groekers- Knol, prendendone le distanze, ha riconosciuto i gravissimi delitti commessi dalla Rackete;
che non può essere sfuggito al GIP:
a) l ’intenzionalità della Rackete nel restare quattordici giorni in mare pur nella consapevolezza di potere, nello stesso arco temporale, raggiungere porti tunisini, algerini, marocchini, portoghesi, spagnoli, francesi, maltesi, albanesi, egiziani, croati etc.;
b) la sua determinazione a compiere un’ azione politica estranea all’esercizio di un diritto e distante dall’onere di un dovere e ad arrecare un violento e deliberato insulto alle Autorità italiane ed ai Finanzieri, la cui vita metteva a repentaglio con manovra intenzionale di stampo criminale, rivelandosi socialmente pericolosa: l’ordine di accensione dei motori laterali, mirava a schiacciare la motovedetta della G.d.F. e la scriminante di cui all’art.51 appare uno scardinamento delle norme attraverso false premesse in Fatto e in Diritto. La Rackete non stava effettuando la millantata operazione di salvataggio, ma aveva prelevato i Migranti a bordo della Sea Watch 3 senza che alcuna emergenza lo esigesse, così mancando lo stato di necessità e le ipotesi di pericolo o di Forza Maggiore richiamate dall’art. 54 C.P.,
DENUNCIA
il GIP Alessandra Vella, la cui decisione offende gli interessi; i sentimenti ed i valori dello Stato italiano, per ”Delitto contro la personalità dello stato” poiché la sua attività, svilendo ed esautorando le Forze dell’Ordine impegnate in loco, ha violato l’art. 241 CP nel quale è scritto: “… chiunque compia atti diretti o idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza o l’unità dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni. La pena è aggravata se il fatto è commesso con violazione dei doveri inerenti l’esercizio di funzioni pubbliche “ e per quanti altri reati l’A.G. adita ravviserà.

La Scrivente chiede, infine, all’A.G. di verificare se risponda al vero il compiacimento espresso dalla Vella sul Social FB per il denaro raccolto a favore della Sea Watch 3 e se Ella stessa abbia contribuito con versamenti personali, in aperta violazione dell’art. 36 comma 1, lettera C del C.P.P.: “IL Giudice ha l’obbligo di astenersi se ha dato consigli….”.

Con ogni riserva di richiesta di danni in ogni sede, quale Cittadina e Contribuente, la Sottoscritta, che trasmette copia del seguente atto anche al C.S.M. per le opportune valutazioni, chiede di essere informata dell’esito della presente denuncia ai sensi dell’art. 406 c.p.p. nel caso in cui il P.M. avanzi formale richiesta di proroga delle indagini preliminari. Chiede altresì di essere informata nel caso in cui, ai sensi dell’art. 408 c.p.p. il P.M presenti richiesta di archiviazione.

Benevento 05/07/2019

E uno alla signora Carola. Fate bene attenzione a quello che dice a proposito dell’Africa. Quella vera, non quella delle favolette. Quella che lei ha conosciuto dal vivo e che io ho conosciuto dal vivo.

La cosa che dice delle donne è importantissima, e soprattutto è vera, e io l’ho sperimentata sulla mia pelle: se non hai un uomo, sei alla mercé di chiunque. Riflettiamoci.

Aggiungo questo video, altamente istruttivo – non che dica cose nuove a chi è abituato a usare il cervello.

Nel frattempo, dopo i tre di cui ho parlato ieri, è arrivato anche il successore della famigerata Federica Mogherini, Josep Borrell. Un giornalista gli chiede se gli Stati Uniti non abbiano ragione sulla pericolosità del regime di Teheran, visto, tra le altre cose, l’aver giurato di voler distruggere Israele. Borrell risponde: “Non siamo bambini che seguono quello che dicono (gli americani). Abbiamo le nostre prospettive, i nostri interessi e la nostra strategia e continueremo a lavorare con l’Iran. Vuole spazzare via Israele; non c’è nulla di nuovo in proposito. Dobbiamo conviverci”. Convivere con la prospettiva che Israele venga annientato, si suppone. Gente, è ora di lasciare l’Unione Europea e metterci in salvo. SUBITO.

POST SCRIPTUM: se poi qualcuno volesse avere un’idea di che cosa sia un VERO salvataggio, guardate questo, di cui ricorre in questi giorni il quarantatreesimo anniversario

barbara

I CONTI IN TASCA + VARIE ED EVENTUALI

Conti legali, dico. In tasca alla piratessa.

Breve e sicuramente incompleto – non sono giurista e non credo di conoscere tutti i fatti – dei reati commessi dalla sopracitata criminale internazionale:

– violazione delle acque territoriali libiche
– interferenza con l’azione della guardia costiera libica
– sottrazione a quest’ultima di decine di persone che sarebbero state di sua competenza
– partecipazione attiva nella tratta dei negri in combutta con organizzazioni negriere internazionali
– tenuta in ostaggio di decine di prigionieri per due settimane
– violazione delle acque territoriali italiane
– speronamento di una motovedetta della Guardia di Finanza italiana
– tentato omicidio delle persone a bordo della motovedetta

Credo che un bel po’ di decine di anni di galera lì dentro ci siano (e si guardi bene il signor Avvocato dal venirmi a dire che sbaglio) e spero proprio che almeno un bel po’ se li faccia, anche se la Germania ha la faccia da cunicolo di venirci a dire che l’arresto è sbagliato perché salvava vite. È proprio vero che la Germania che prima deportava ebrei adesso ha cambiato ramo e si è messa a deportare negri. E forse qualcuno dovrebbe informare il Signor Presidente della Repubblica Tedesca che l’occupazione tedesca del territorio italiano è terminata da quasi settantacinque anni, anche se forse il suo cuore dice di no. D’altra parte sembrerebbe esserci una bella botta di tedeschi che sulla loro antigonessa nazionale  non sembrano nutrire sentimenti di grandissima solidarietà (nei commenti; chi non conosce il tedesco li metta in un traduttore automatico).

Che poi, a proposito di Antigone, chissà se le pasionarias dell’identificazione sono al corrente del fatto che in quella originale, quella di Sofocle, la storia si conclude col palcoscenico pieno di cadaveri; la circostanza potrebbe dare spunto a interessanti considerazioni psicanalitiche nei confronti dei fautori dell’accostamento fra le due donne, non trovate?

Per concludere aggiungo alcune interessanti osservazioni di Marcello Veneziani, un Nicola Porro incazzato di brutto,

quello che è stato giustamente definito il migliore commento dell’anno
commento
e infine il peggiore, in assoluto, fra tutti i disastri provocati dalla signora Carola:
gretacarola
barbara

SVELATO ALFIN L’ARCANO

Perché gli italiani votano Lega? Perché i negri ce l’hanno più lungo e più grosso: ce lo rivela la signora Alessia Morani
invidia
(per la verità non so, non avendo esperienza in materia, se quella delle dimensioni penali dei negri sia realtà o leggenda metropolitana, ma mi fido della signora Morani, che sicuramente sa quel che dice). Il collegamento con la Lega non lo fa esplicitamente, ma dato che sono loro e non certo i santi piddini a insultare la piratessa Carola Rackete, l’identificazione è evidente. Ora, cerchiamo di capire quale sia il film mentale che si è fatta la signora Morani per arrivare a queste conclusioni: perché, mi chiedo, i leghisti che ce l’hanno piccolo mentre i negri invece ce l’hanno gigantesco, insultano la piratessa Carola? È chiaro: perché – così sembra essere convinta la signora Morani – quei megafalli la piratessa Carola se li è trombati tutti, lasciando a bocca asciutta i poveri leghisti italiani. Il che spiegherebbe anche perché – se le cose stanno come sembra pensare la signora Morani – invece di sbarcare quegli strepitosi maschioni freschi di parrucchiere con taglio all’ultima moda e berrettini di marca
passeggeri SW
in un qualsiasi porto sicuro, li abbia tenuti in mare per due intere settimane: perché con 42 megafalli da sistemare, a una media di 3 al giorno, quei 14 giorni ci volevano tutti (ach, signora Morani mia, che brutta cosa l‘invidia, vero? Sempre alle altre devono andare a capitare queste fortune sfacciate!)
Ma poi mi chiedo anche: perché l’unica cosa che le viene in mente per spiegare ciò che sta accadendo, è il sesso? E perché, in ambito sessuale, l’unica cosa che le viene in mente sono le dimensioni? Cioè, voglio dire: signora Morani, qual è, esattamente, il SUO problema?

barbara

SEA-WATCH E DINTORNI ANCORA

Un po’ di cose raccattate in giro per la rete, con alcune riflessioni che condivido e che ritengo utili (è un po’ tanta roba, ma portate pazienza che domani vi faccio riposare, così se volete potete leggere anche a rate).

In arrivo a Lampedusa una carovana di parlamentari del Pd a difesa della SeaWatch.
Siamo su Scherzi a Parte…
Per certi politici l’Italia non ha leggi, non ha confini, non ha regole, non ha dignità.
Per loro vengono prima i clandestini?

Vengono prima i soldi che ricavano dai clandestini.

Questa storia è scandalosa. I naufraghi proprio non interessavano a nessuno. Questa deficiente li ha portati a spasso per due settimane solo per entrare in Italia (aveva tutte le possibilità del mondo, ma non le interessavano). E i politici di sinistra stanno dimostrando che le leggi le debbono rispettare solo i loro nemici…
Ah, a proposito:ho le palle piene di sentir chiamare “flussi migratori” queste buffonate. Il flusso migratorio che viola coscientemente le leggi (piacciano o meno) è un atto delinquenziale come tutti gli abusi. E siccome di delinquenti ne abbiamo a sufficienza, questa capitana andrebbe punita senza sconti. (qui)

Da Ornella, che di Africa ne ha vista un bel po’.

“Questa presunzione tutta razzista, provinciale e presuntuosa per la quale si possa vivere una vita dignitosa soltanto in Europa, e in Africa no, mi ha veramente stancata. Sotto la retorica dell’accoglienza spesso e volentieri si legge un disprezzo per l’Africa, generalizzato e superficiale, che fa venire i brividi. L’Africa ha più di 50 paesi, diversissimi, con ricchezze e bellezze uniche, culture meravigliose e nuove opportunità. C’è la povertà, ma non c’è solo quella. Prima di tutto, un po’ di rispetto, questo continente lo merita.” (qui)

CAPITANA vs CAPITANO (qualcuno mi ricorda perché il semipremier lombardo ha questo soprannome??). Tra una vertigine e l’altra ho cercato di buttare giù qualche riga, alle quali premetterei che sarebbe ora in questo disgraziato Paese di rispettarci un po’ di più l’un con l’altro, comprendendo tanto le motivazioni di chi propende all’accoglienza tanto quelle di chi invece ha le sue ragioni per negarla. Direi che un po’ di visione a lungo termine e l’attuazione di un sano “principio di precauzione” sarebbe utile a tutti.
Ciò premesso, direi che la Capitana (della nave) ha avuto in vita sua tante possibilità, indubbiamente è preparata, è plurilaureata e ha un curriculum come un papiro, ma questo non le dà alcun diritto di sentirsi al di sopra della legge, né di infrangere le leggi degli Stati altrui, men che meno interpretare a suo insindacabile giudizio il Diritto marittimo. Aggiungerei che costei non ha studiato – se lo avesse, qualche sacrosanto dubbio dovrebbe averlo – un po’ di antropologia e di “antropologia delle migrazioni”: chi le dice che lei possa spostare persone, con relativi usi e costumi, dove più le aggrada, e che i riceventi debbano sottostare alla SUA visione del mondo senza esprimere alcuna forma di resistenza? Lei e i suoi fan non si rendono conto che se anche nel Sud d’Italia si è arrivati a votare un Salvini, probabilmente gli elettori (che saranno beceri, ma ne hanno il diritto; di sicuro non sono stupidi) hanno avuto le loro ragioni. IO personalmente non li approvo, ma questo non mi rende cieco di fronte alle loro motivazioni. Qualcun altro, dall’alto delle sue lauree e dei suoi curriculum, è invece cieco, ma solo in determinate direzioni guarda caso.
E non ho toccato il più grave argomento: quanto questa emigrazione dall’Africa PEGGIORA le condizioni degli Stati e delle popolazioni locali?? Perché ricordiamoci: l’Africa è un continente in grandissima parte in pace; dove la crisi alimentare è stata abbondantemente superata (e chi veramente muore di fame non emigra); ed è in forte sviluppo economico… Certo non è l’Europa, ma chi si sta muovendo in questa emigrazione economica sta togliendo al suo continente, al suo Paese, alla sua gente la speranza di un miglioramento futuro.
Ora, se è vero che, a detta di qualcuno, è impossibile fermare le migrazioni e la storia lo dimostrerebbe (a dire la verità, la storia dimostra che non è affatto detto: tante migrazioni sono state bloccate o abbondantemente diluite), è anche vero che quasi mai le migrazioni sono state accettate supinamente, anzi più erano incontrollate più hanno scatenato conflitti anche sanguinosi.
Gianni Pellegrini, qui.


Franco Londei

Come sapete non sono un salvinista, non condivido nulla delle idee di questo personaggio, NULLA, ma mentiremmo a noi stessi se non ammettessimo che in questa vicenda della Sea-Watch c’è una sfida palese alle leggi di questo paese, che possono essere giuste o sbagliate, ma che fino a che ci sono vanno rispettate. Che poi Salvini ne approfitti per fare propaganda è un altro paio di maniche, ma la sinistra pretenda pure il rispetto dei Diritti dei migranti a bordo, pretenda qualsiasi cosa e qualsiasi intervento di salvaguardia di quei poveracci in mare da settimane, ma non faccia l’errore di pretendere una sorta di salvaguardia per gli operatori della ONG. Io quando stavo bene ho collaborato con diverse ONG e la prima cosa che si impara in questo mestiere e che, d’accordo o meno, si rispettano le leggi del paese dove si opera. Non esiste nel Diritto Internazionale ed umanitario una regola che ti permetta di bypassarle. (qui)

Fulvio Del Deo

Parole come “umanità” e “accoglienza” non hanno nulla a che vedere con lo sporco traffico umano che questi nuovi negrieri stanno compiendo. Questo gioco criminale sta estirpando giovani dalla loro terra e li sta portando qui a vivere un’esperienza di vuoto ed emarginazione, di giornate caratterizzate dal nulla assoluto, di attese interminabili che renderanno piacevole perfino “essere liberi” di essere assunti per chiedere l’elemosina agli angoli delle strade e fuori ai supermercati, mettendo a posto i carrelli in cambio di qualche spicciolo.
Nella foto vedo solo uomini, giovani e forti (qui; cliccare sulla foto per ingrandire)
seawatch

Fulvio Del Deo

Nella generazione dei suoi nonni, anche loro bianchi e ricchi come lei, si sono dedicati allo spostamento di persone, via dalle loro case per eliminarle dal paese.
Adesso lei, insieme alla generazione dei suoi coetanei, continua a spostare persone, e le allontana dalle loro case per scaricarle in un paese da danneggiare. (qui)

Il fine dei pirati è demolire gli stati

Gian Micalessin

Adesso Sea Watch ha calato la maschera e issato la sua vera bandiera. Quella della pirateria umanitaria.
Una pirateria che, al pari delle navi corsare al servizio degli stati nazionali del XVII secolo non agisce per fini propri, ma per soddisfare gli interessi di nuove entità sovranazionali poco disposte a metterci la faccia. A garantire la «lettera di corsa» alle navi con teschio e tibie e il soldo ai loro capitani di ventura pensavano, un tempo, Paesi come Inghilterra, Francia e Spagna interessati a bloccare i commerci del nemico senza esibire e le proprie cannoniere. Oggi la pirateria umanitaria interpretata con un tocco di romantico femminismo dalla 31enne Carola Rackete, capitana di Sea Watch, svolge esattamente la stessa funzione. La capitana Rackete che si dice in dovere di forzare il blocco «per salvare 42 naufraghi allo stremo» sa bene di mentire. E sa altrettanto bene che il suo aiuto ai quei 42 «naufraghi» sarebbe stato molto più sollecito se li avesse sbarcati in Tunisia o in qualsiasi altro porto del Mediterraneo raggiungibile durante i 15 giorni trascorsi a comiziare e far politica davanti a Lampedusa. Ma la «lettera di corsa» garantitale formalmente dall’opaca organizzazione umanitaria di cui è al soldo le richiede altro. Le richiede di approdare solo ed esclusivamente in Italia perché solo da quel ventre molle, dove l’anomalia di un esecutivo giallo-verde ostacola la compattezza dell’Unione, può iniziare lo sfondamento dei cancelli della «fortezza Europa». La missione assegnata alla capitana Carola come a tanti altri capitani mercenari è insomma quello di penetrare in Italia per scavare una breccia nelle mura dell’Europa. Ma per conto di chi? La risposta è semplice. Per ottenerla basta seguire il denaro fatto affluire nelle casse di organizzazioni umanitarie come Sea Watch. Nel XVII e XVIII secolo i corsari servivano agli stati nazionali per garantirsi il controllo dei traffici. Oggi i «pirati umanitari» servono a fare carne di porco delle frontiere e delle ingombranti legislazioni nazionali per far spazio ad entità multi o sovra-nazionali. Entità come i giganti del web o le grandi aziende globalizzate che considerano gli stati, i loro confini, i loro sistema fiscali e le loro leggi sul lavoro alla stregua di limitazioni obsolete da abbattere quanto prima. Spazzare via il concetto d’inviolabilità delle frontiere legittimando l’arrivo di manodopera a basso costo da trasformare in futuri consumatori dei servizi delle aziende globali è la via più breve per accelerare la fine dei vecchi stati nazionali. Per questo la vera missione della capitana Carola non è quella di salvare o proteggere il carico umano di cui s’è impossessata andando incontro ai trafficanti e violando la zona di soccorso assegnata alla Libia. La vera missione di questa capitana di sfondamento è riversare quel carico umano nella breccia del vallo italiano per dividere il nostro Paese e spaccare l’Europa. Dribblando i divieti di Salvini e scaricando sulle coste italiane quei 42 migranti utilizzati alla stregua di ostaggi la Capitana avrà esaurito il suo compito. Potrà dimostrare a chi la paga di aver contribuito a inasprire i rapporti tra l’Italia e un’Olanda che offre ai pirati di Sea Watch la sua copertura di bandiera. Potrà consolare le anime belle di una Germania che mentre lascia agire impunemente la concittadina Carola Rackete scarica in Italia migranti narcotizzati e si vanta di aver deportato in un Paese in guerra come l’Afghanistan più di 530 migranti irregolari. (qui)

I PALADINI DELLA GIUSTIZIA

di Niram Ferretti

Tra i demagoghi di provincia, Leoluca Orlando è in pole position da anni. Re della retorica più melensa, delle banalità più insulse, patetico menestrello di un multiculturalismo da operetta, ora si fa promotore della cittadinanza onoraria all’equipaggio della Sea Watch.
«Per rendere omaggio a cittadini e cittadine che negli ultimi mesi sono protagonisti di una operazione di umanità e professionalità; un atto di amore e coraggio che giorno dopo giorno ha salvato e salva vite umane, ridato speranze e costruito un ponte di solidarietà nel mare Mediterraneo, anche contro logiche, politiche e leggi che poco hanno di umano e civile».
La logica del cuore, la nobiltà d’animo contro la durezza di leggi disumane come quelle volte a impedire l’immigrazione indiscriminata. Perché la vera nobiltà d’animo consiste nell’accoglienza sempre e comunque, anche di chi domani non vorrà integrarsi e costruirà società parallele come in Francia, Regno Unito, Belgio, Olanda, Svezia o, non trovando qui il Bengodi finirà sfruttato dalla criminalità organizzata come le donne nigeriane, oppure ne prenderà parte con solerzia.
Ma oggi la nuova figura iconica della sinistra a corto di proletari e rivoluzionari è quella del migrante. E’ il migrante infatti che riassume l’umiliato e offeso, il diseredato, l’uomo e la donna da riscattare e da redimere. E a sinistra sono tutti potenziali redentori, laici, si intende.
Leoluca Orlando appartiene alla luminosa genia dei Saviano, dei Lerner, dei Gino Strada, degli Ovadia. Loro stanno con l’Umanità oppressa, con quelle che identificano come vittime. Tutto il resto è secondario una volta che sono state individuate perché a quel punto si sa esattamente chi sono le canaglie e gli oppressori. E il gioco è fatto. (qui)

Ed ecco qui, in tutta la sua bellezza, il nostro bel satrapetto.
alibabaorlando
Poi c’è anche il Dalai Lama, che ha qualcosa da dire in merito

mentre su quelle famose “convenzioni internazionali” di cui i fans della novella Antigone che sfida le leggi in nome della giustizia morale (“se aveste un pizzico di cultura, sapreste che un tale di nome KANT scriveva:”Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.”…. Ma immagino non sappiate nemmeno chi sia costui…. Figuriamoci se per voi possa esistere la LEGGE MORALE!!!” No, questo non vi dico dove si trova: non ho nessuna intenzione di fare pubblicità gratuita a qualcuno a cui non la farei neanche a pagamento), può essere utile dare un’occhiata qui. Quanto ai sinistri, a me fanno venire in mente questa:

PS: per un momento, girando oggi in rete (in realtà il calendario dice che sarebbe ieri, ma fino a quando non vado a letto rimane sempre oggi) mi era venuto il sospetto che il Ghisberto fosse passato di qui e mi avesse rubato un’idea; poi, prima di accusarlo di plagio, ho voluto verificare e ho constatato che in effetti no, semplicemente la stessa idea era venuta anche a lui, già qualche mese fa:
smartphone
barbara

SEA-WATCH E DINTORNI

Un paio di domandine facili facili.

1. Dice che dopo quattordici giorni in mare – dopo quattordici giorni che la signora capitana li trascina in giro per il mare – sono stremati: quanti giorni sarebbero occorsi per arrivare in Olanda, Paese di cui l’imbarcazione batte bandiera?

2. La signora capitana afferma che “deve salvarli”; rubo le parole a Toscano irriverente: salvarli da cosa, esattamente?

3. La Libia, si narra, è un autentico lager, sevizie, stupri, ruberie: come mai a nessuno degli efferati aguzzini in quei lager che fanno impallidire le SS e i loro campi di sterminio viene mai in mente di rubargli gli smartphone?

Abbiate pazienza, ma sono una bimba un po’ tarda e forse anche torda: se le cose non me le spiegano bene faccio un po’ fatica a capirle. Una che invece non mi sembra né tarda né torda è Giorgia Meloni:

PS: forse però il motivo per cui non li ha portati in Olanda c’è:
mappa nautica
barbara

LA SEA WATCH, I MINORI E IL DIRITTO DI NAVIGAZIONE

Iniziamo col colpo di genio del nostro brillante politico:
minori
Diamo poi un’occhiata più estesa ai bambini presenti sulla nave (ricordiamo che “minore” significa al di sotto di 14 anni. E non dimentichiamo che questi disgraziati sono in fuga da guerra miseria e fame, quindi sottonutriti, se non denutriti, e dunque con uno sviluppo ridotto rispetto ai coetanei cresciuti in condizioni normali nel nostro ricco Occidente. Per cui un tredicenne può facilmente essere assimilabile a un nostro bambino di nove anni)

Infine qui la docente di diritto di navigazione Elda Turco Bulgherini ci spiega le ragioni per le quali la Sea Watch non sarebbe MAI dovuta arrivare in Italia. Mi sia pertanto permesso di dire che trovo indecente la gioia che alcuni manifestano per il fatto che si è finalmente “trovata una soluzione”: per ogni nave fatta abusivamente arrivare in Italia per la quale si “trova una soluzione”, altre dieci navi verranno fatte abusivamente arrivare in Italia, contando sul fatto che tanto “una soluzione bene o male si troverà”, ossia si perpetrerà un assassinio premeditato della legalità, con conseguente distruzione della nostra società e anche – piccolo effetto collaterale – un nuovo aumento esponenziale delle morti in mare, dato che se partono in massa, non sarà comunque possibile arrivare a tutti. Mentre i trafficanti di carne umana e tutti i loro complici, fiancheggiatori e “utilizzatori finali” (di manodopera schiava, di prostitute, di fornitori – un tantino inconsapevoli – di organi) continueranno ad arricchirsi a dismisura, senza che ciò turbi la coscienza delle anime belle. Se poi vi restano ancora due minuti, vi suggerirei di leggere qualche riflessione qui.

PS: alle ultime elezioni non ho votato Salvini. Alle prossime lo farò.

barbara