LE COLPE DEI PADRI

Le colpe dei padri, come tutti sanno, sono quella cosa che non deve mai ricadere sui figli. Mai. Neanche per sbaglio. Neanche per distrazione. Neanche per scherzo. Neanche per uno scherzettino bonario. Mai. Tranne il caso che i padri in questione appartengano alla razza bianca. La quale razza è quella cosa che – anche questo lo sanno tutti – assolutamente non esiste, tranne la razza bianca, che non solo esiste, ma è anche una razza inferiore in quanto colpevole di tutti i danni del pianeta, conosciuti e sconosciuti, e di tutti gli altri pianeti scoperti e coperti nonché di tutte le galassie scoperte e coperte. In questo caso le colpe dei padri ricadono sui figli fino alla seimiliardesima generazione. E dunque succede che noi – nel senso di immonda razza bianca – abbiamo avuto le colonie, abbiamo sfruttato il loro suolo e sottosuolo e la popolazione, arricchendoci alle loro spalle, e impoverendo loro in proporzione. (Come? Dici che dopo la fine del colonialismo sono arrivati dei satrapi corrottissimi che li hanno depredati ancora più di noi? Colpa nostra: se non ci fossimo stati prima noi non sarebbero arrivati neanche i satrapi) E dunque, per scontare le colpe dei trisnonni dei nostri trisnonni, adesso dobbiamo accogliere e nutrire tutti quelli che arrivano, da qualunque parte del mondo arrivino. Ne arriva un milione? Accogliamo un milione. Dieci milioni? Accogliamo dieci milioni. Cento milioni? Accogliamo cento milioni. Un miliardo? Accogliamo un miliardo. Continuando infaticabilmente a chiedere scusa e batterci il petto e cospargerci il capo di cenere: scusa per il male fatto dai trisnonni dei nostri trisnonni, scusa per avere sviluppato una cultura superiore alla loro, una scienza superiore alla loro, una tecnologia superiore alla loro, scusa per avere concepito l’idea dei diritti umani ed esserci dotati di democrazia, scusa per esistere.

E gli arabi – che dopo l’arrivo del cammelliere predone assassino pedofilo sono diventati musulmani? Hanno aggredito, invaso, occupato, islamizzato a suon di massacri, deportazioni, stupri etnici, conversioni forzate tutto il nord Africa, buona parte del centro Africa, tutto il medio oriente, parti dell’estremo oriente, i Balcani, parti dell’Italia, la Spagna (se ho dimenticato qualcosa aggiungetelo voi), hanno cancellato culture, lingue, etnie, hanno depredato e devastato, hanno fatto razzie per catturare schiavi (ricordiamo che non solo gli schiavi bianchi sono stati più numerosi degli schiavi neri, ma che anche per gli schiavi neri erano i capitribù locali a fare le razzie, e i mercanti arabi a farne commercio, vendendoli ai negrieri bianchi) e in varie parti praticano tuttora la schiavitù. E stanno conquistando fette sempre più grosse di Europa, terrorizzando gli autoctoni, imponendo loro il proprio stile di vita, limitando le loro libertà e i loro diritti. E loro? Niente colpe da scontare? Niente danni da risarcire? No. al contrario, dobbiamo accoglierli. Dobbiamo essere indulgenti perché loro non lo sanno che in Italia non si può stuprare sulla spiaggia, proprio non lo sanno. Dobbiamo essere comprensivi se addobbano le loro donne come tende beduine, perché è la loro cultura. Dobbiamo capirli se infibulano le bambine, perché da loro si fa così. Non dobbiamo criticarli se sposano bambine prepuberi, perché stanno seguendo l’esempio del loro Profeta, piss be upon him. No, nessun senso di colpa per loro. Ma perché Dai su, ragazzi, non potete fare domande così stupide! Perché loro non appartengono alla famigerata razza bianca, ecco perché.
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PS: mi è capitato di sentir dire: “Se Allah ha dato il petrolio a noi, ci sarà una ragione”. Ora, a parte il fatto che lo ha dato anche agli americani e ai nordeuropei e – orrore degli orrori! – anche agli ebrei in Terra d’Israele, ma se per poterlo estrarre e raffinare e utilizzare  Allah li ha fatti aspettare fino a quando non sono arrivati i famigerati colonizzatori bianchi, non avrà avuto le sue ragioni?

barbara

LOGICA STRINGENTE

Negli anni Trenta, in Polonia, capitava che gli unici medici disponibili a lavorare gratuitamente per gli ospedali delle cooperative rurali fossero medici ebrei. I contadini però non sempre volevano lasciarsi curare da ebrei, e gli ospedali erano costretti a chiudere. Ergo, deduceva la stampa nazionalista, gli ospedali chiudevano per colpa degli ebrei.

Laura Quercioli Mincer, slavista

Questo splendido esempio di logica stringente ricordato da Laura Quercioli, mi ha riportato alla mente un testo scritto dal grande Toni circa dieci anni fa, ispirato da un episodio di cronaca, inducendomi a ripescarlo dal pozzo senza fine dei miei archivi.

I bambini erano in tenda a causa del fatto che gli ebrei gli avevano distrutto la casa. E quindi se gli ebrei non avessero distrutto la casa loro non sarebbero morti. Gli ebrei gli avevano distrutto la casa perché probabilmente da quella casa gli arabi sparavano agli ebrei. Ma se gli ebrei non fossero stati lì gli arabi non gli avrebbero mai sparato. Quindi la colpa è degli ebrei perché sono lì. Gli ebrei sono lì perché li abbiamo mandati noi occidentali a causa dei nostri sensi di colpa. I nostri sensi di colpa derivano dall’olocausto. Quindi se gli ebrei non avessero subito l’olocausto a causa dei nostri sensi di colpa i bambini non sarebbero mai morti. Quindi è colpa nostra? No, infatti se gli ebrei non fossero venuti qui non avrebbero subito l’olocausto. Quindi, per concludere la regressione, i bambini non sarebbero morti se non esistessero gli ebrei. A peggiorare la situazione sembra che la candela fosse stata fatta da una fabbrica di cui proprietario è un ebreo. Quindi se l’ebreo non avesse costruito quella candela i bambini non sarebbero morti. Anche la tenda era fatta da un ebreo, quindi se l’ebreo non avesse costruito e venduto quella tenda i bambini non sarebbero morti. I soliti ebrei così attaccati al denaro da uccidere, Gesù come tanti bambini arabi.

Naturalmente lo stato di Israele non è nato a causa del senso di colpa degli europei per la Shoah (questo, al massimo, può avere influito sulla votazione all’Onu, che ha semplicemente dato il proprio riconoscimento formale a una realtà che già esisteva sul terreno), e il grande Toni lo sa meglio di me. Ma c’è un sacco di gente in giro per il mondo che non lo sa, ed è più o meno così che quella gente ragiona.

barbara