UN PASSO AVANTI E DUE ANCORA PIÙ AVANTI – PARTE PRIMA

Era previsto da mesi – molti mesi – almeno da chi avesse occhi da vedere, orecchie da ascoltare, e neuroni da elaborare ciò che occhi e orecchie registravano. Diciamo che i primi dubbi sono sorti all’inizio di marzo, si sono rafforzati un paio di settimane dopo per diventare certezza all’inizio di aprile. E da allora in poi ne abbiamo avuto ogni giorno una nuova conferma. Sicuramente ci saranno persone – molte persone – che anche di fronte al nuovo maoistico Grande Balzo In Avanti si benderanno gli occhi, si tapperanno le orecchie e spegneranno il cervello, e continueranno a farlo anche dopo avere visto – o essersi rifiutate di vedere – questi numeri

E ricordiamo che da luglio a oggi è rimasto stabile il rapporto fra numero di tamponi e numero di positivi (2-4%), fra numero di positivi e numero di sintomatici (~5%) e di terapie intensive (0,5%), anche dando per buono che tutti costoro siano in terapia intensiva a causa del covid. Ma se dessero TUTTI i numeri e non solo quelli utili a seminare terrore, non potrebbero, appunto tenere soggiogata la popolazione col terrore della Morte Nera in agguato. E tutto questo mi fa venire in mente il pedofilo che aveva rapito due bambine, e mentre le stuprava a turno, ripetutamente, le terrorizzava raccontando loro di un vicino tanto cattivo che sicuramente sarebbe saltato loro addosso se avessero tentato di scappare, mentre lui era tanto buono, tanto gentile (“credete forse che un altro si prenderebbe la briga di usare il lubrificante?”). Ecco, vedo un sacco di gente che continua ad essere convinta che sì, lui è davvero buono e si preoccupa del nostro bene, e per giunta usa anche il lubrificante.

Io però non tacerò: IO VEDO, IO SENTO, IO PARLO.

Ora e sempre Emergenza! La strisciante deriva antidemocratica al tambureggiare dei media compiacenti

Ora e sempre Emergenza! sembra diventato lo slogan che mette d’accordo maggioranza di governo e media compiacenti, coll’ossessivo tambureggiamento dei numeri dei positivi e lo stillicidio di decreti-legge, voti di fiducia, ma soprattutto Dpcm. Ormai molti giornalisti della carta e della tv sono allineati sull’idea che qualche violazione costituzionale, se anche non resa strettamente necessaria dalla pandemia, va sottovalutata, per non mettere in discussione la tenuta di una maggioranza parlamentare che ben potrebbe rivelarsi minoranza in caso di elezioni politiche anticipate.

1. Otto e mezzo di martedì scorso, un accorato Massimo Cacciari insiste sulla presenza di una deriva antiparlamentare, accentuata dalla stessa gestione della pandemia; parla con tutta evidenza dell’Italia; ma, faccia a faccia con una Lilli Gruber – come sempre aggressiva rispetto ad ogni opinione dissenziente rispetto alla sua, caratterizzata da una partigianeria esibita spavaldamente – ripiega rassegnato su una tendenza generale, comunque interpretabile come una malattia comune anche a noi. D’altronde, questa è un’ipotesi condivisa da commentatori di diverse sponde, ma soprattutto fatta propria dalla seconda carica dello Stato, la presidente del Senato, in una intervista che un gentiluomo come Giuseppe Conte ha liquidato dicendo di “non averla letta”, trovando conforto nel rilievo ovattato concessole da gran parte dei mass media. Ormai molti giornalisti della carta e della tv sono allineati sull’idea che qualche violazione costituzionale, se anche non resa strettamente necessaria dalla pandemia, va sottovalutata, per non mettere in discussione la tenuta di una maggioranza parlamentare che ben potrebbe rivelarsi minoranza in caso di elezioni politiche anticipate.

Riecheggia nelle sedi dell’informazione lo slogan di Borrelli, “resistere, resistere, resistere”, a qualunque costo, all’onda populista, dove il nostro Salvini viene messo in compagnia di personaggi diversissimi, come Boris Johnson, Victor Orban, Donald Trump, Jair Bolsonaro, tutti eletti regolarmente, ma accomunati solo dal non piacere alla sinistra internazionale. Piccola e veniale dimenticanza quella di non citare anche i leader dei 5 Stelle, a cominciare dal loro guru, Beppe Grillo, che a conferma del Dna del movimento, ha continuato a contrapporre la democrazia rappresentativa a quella diretta.

Lo stillicidio continuo di decreti-legge, leggi delega, l’uso e l’abuso del voto di fiducia, ma soprattutto il ricorso extra ordinem ai decreti del presidente del Consiglio hanno finito per ridurre il Parlamento a mero organo di ratifica di decisioni preconfezionate dal governo, sulla base di faticose mediazioni fra i vari partiti della maggioranza parlamentare. L’effetto del tutto intenzionale è stato quello di tagliar fuori la minoranza, di cui pure si invoca con faccia ipocrita la partecipazione, in una variazione del tutto edulcorata della solidarietà nazionale di fronte alla pandemia.

2. Esemplare in tal senso è l’utilizzo dei decreti del presidente del Consiglio – a prescindere dalla loro sicura incostituzionalità, trattandosi di limitare libertà fondamentali sottoposte nella loro essenza ad una riserva assoluta di legge, c’è da vederne tutta la ricaduta in chiave di concentrazione formale (discrezionale al limite dell’arbitrio) di tutto il potere in capo allo stesso presidente. Così destinato a vivere di rendita sulla stessa paura creata dal perpetuarsi dello stato di emergenza, con una onnipervasiva e ossessiva campagna mediatica che lo segue in ogni sua esternazione, facendone una specie di “uomo della provvidenza”.

Ma in questo senso si veda anche l’ultimo decreto del presidente del Consiglio, che già predefinito in ogni suo punto è stato presentato alle Camere, senza che ve ne fosse una previa conoscenza e senza che ne venisse spiegata dal Ministro della salute la continuità di una emergenza, certo significativa nel numero degli infettati, in gran parte asintomatici, ma non nel numero dei ricoverati ospedalieri, soprattutto quelli in terapia intensiva (ad oggi circa 330 a fronte di quasi 8.000 posti disponibili in tutta Italia). Cui prodest? Non solo all’amico del popolo, Giuseppi, che si è tenuto furbescamente al riparo durante il confronto elettorale, per non pagare dazio in caso di un risultato negativo; ma subito dopo è tornato ad intasare il video, sempre sfruttando il ruolo istituzionale per far calare le sue decisioni, facendosi scudo di un Comitato tecnico-scientifico, che la pubblicazione dei verbali ha dimostrato a volte poco o niente ascoltato. No, è servito, anche e soprattutto, alla tenuta di una maggioranza parlamentare messa in pericolo dalla crisi elettorale dei 5 Stelle, che il Pd, che ne è l’assoluto beneficiario con il ritorno dei suoi elettori al paesello natio, nobilita interpretandola come salutare nella faticosa ma necessaria trasformazione da movimento a partito con la luminosa prospettiva di una alleanza strutturale.

3. Ora e sempre emergenza, coll’ossessivo tambureggiamento del crescendo dei numeri dei positivi, senza distinguere fra sintomatici e asintomatici che costituiscono la percentuale largamente maggioritaria, fra asintomatici a carica virale debole e forte, essendo i primi non in grado di diffondere il virus; nonché senza evidenziare la incredibile progressione della conoscenza e della terapia. Tutto ciò provoca una impressione estremamente traumatica, sì da vivere la pandemia come inarrestabile e invincibile.

La scadenza dell’emergenza è stata prorogata fino alla fine del prossimo gennaio, ma se si drammatizza una possibile convivenza col virus, questa potrebbe essere ulteriormente prorogata, sempre con una notarile presa d’atto da parte del Parlamento. Ma c’è ben dell’altro, perché se l’ultimo  decreto del presidente Conte ha tenuto un livello volutamente basso, niente ci assicura che, nell’arco di questi tre mesi e mezzo, non possa intervenire un nuovo decreto fino a un lockdown, fatto passare con qualche rumor da parte dell’opposizione, ma senza alcun sindacato istituzionale: se è vero che c’è un giudice a Madrid, che dichiara il lockdown contrario alle libertà fondamentali; questo giudice non c’è di certo a Roma.

L’aver imposto il livello di misure previste dal decreto come il minimo da rispettare da parte di tutte le Regioni, sì che è loro permesso solo di irrigidirlo ulteriormente, comporta una centralizzazione che ne lede l’autonomia, che la sinistra aveva enfatizzato con quella riforma del Titolo V passata per il rotto della cuffia. Ma anche ne mortifica l’intensa azione di contrasto alla pandemia condotta dalle Regioni del Nord, che, per una strana peculiarità, sono tutte governate dal centro-destra, tranne l’Emilia-Romagna. Adesso che la palla sembra passare alle Regioni del Sud, con le più grandi gestite dal centro-sinistra, l’uniformità a prescindere dalla effettiva capacità di risposta, diventa la regola.

4. Rimane sempre sospesa la domanda circa l’assenza del presidente della Repubblica, che pur ci delizia ogni giorno con sagge paternali nella continua sequenza delle giornate mondiali dedicate a questo e a quello. Può essere che si limiti a esercitare la moral suasion, ma lo deve fare in maniera così morbida da non risultare evidente. Sono convinto da tempo che Mattarella sia del tutto tollerante rispetto a quello che il buon Sabino Cassese ritiene uno sgarro costituzionale, perché pure lui, convinto che questo sia il costo inevitabile da sostenere per fermare una destra, che, per la sua storia di uomo della sinistra democristiana, traslocato passo a passo nel Pd di Renzi, protagonista della sua elezione, gli è rimasta sullo stomaco: qualunque destra da Berlusconi a Salvini.

Franco Carinci, 9 Ott 2020, qui.

E alla sua storia di democristiano col gesuitismo nel sangue, io aggiungerei la sua storia di figlio di Bernardo Mattarella con l’omertà nel DNA.

Se la libertà uccide

Il governo ha prolungato lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021 così da fargli compiere un anno tondo. È scontato che sarà prorogato ancora visto che il trend dei contagi è in crescita e raggiungerà un massimo (vedremo se assoluto o relativo) proprio a gennaio, mese critico per le malattie a trasmissione influenzale e quindi anche per il Covid. Caso mai sarebbe stato luglio il mese giusto per la sospensione dello stato di emergenza e per il ritorno alla normalità: contagi in forte calo, decessi quasi azzerati, UE che con il Next Generation ragionava in termini di scampato pericolo, la proroga (definita, ai tempi, come “naturale” dal premier) era all’epoca poco spiegabile con valutazioni di pericolosità basate sui dati attuali e venne giustificata solo con il pericolo che in futuro la crescita dei casi riprendesse. Si ricordano, di quell’epoca, vaghi mormorii quirinalizi trasformatisi, pochi giorni fa, in un discorso di via libera basato sul ricordo dei defunti della scorsa primavera destinati a diventare, fra non molto, novelle icone del progressismo dopo i partigiani ed i deportati dei lager orami ridotti, causa età, ai minimi termini numerici.

È vero che le anticipazioni dei giorni scorsi lasciavano intravvedere uno scenario ancora più cupo con obblighi, divieti e limiti più simili a quelli della fase uno mentre invece tutto pare ridursi all’obbligo di indossare la mascherina anche all’esterno ma, pare di capire, solo in situazioni di vicinanza (1). Diciamolo chiaramente: la mascherina ha una sua efficacia sanitaria e, passati i mesi del caldo rovente, portarla non comporta fastidi eccessivi per cui si tratta di un adempimento tutto sommato utile e tollerabile. Tuttavia quello che dà fastidio è la logica che ispira il provvedimento. A parte la scarsa trasparenza delle norme, evidentemente ispirate come sempre alla metodologia dell’ibis redibis, la voglia di normare minuziosamente i comportamenti delle persone porta a risultati illogici: l’obbligo di tenere la mascherina in una strada non affollata contrasta logicamente con la possibilità accordata di togliersela in una classe scolastica con 20 persone stipate in 40 metri quadrati mentre non si capisce quale sia l’utilità di imporla per l’ingresso e l’uscita da locali pubblici in cui per la maggior parte del tempo la si toglie per mangiare e bere. E ancora di più inquieta il retropensiero politico illustrato da Conte nel suo discorso ad Assisi (trovo, fra l’altro, patetico che uno segua le orme del Papa con 24 ore di ritardo e che i religiosi locali si prestino a questo teatrino) e che inaugura un nuovo filone di contrapposizione della tutela della salute rispetto ad altre dimensioni della vita sociale. Se a primavera Conte aveva interpretato la vicenda in termini di scontro fra le ragioni della salute e quelle dell’economia, semplicisticamente identificate in quelle del profitto, adesso l’alternativa è fra salute e libertà individuali. Non soltanto ad Assisi il premier ha testualmente dichiarato che “Siamo ancora in piena pandemia e il costante aumento dei contagi in tutta Italia, seppur ancora sotto controllo, ci impone di tenere l’attenzione altissima e di continuare a essere molto prudenti” anche “rinunciando ad alcune libertà”, ma tutta la propaganda comunicazione degli ultimi giorni è stata ispirata al concetto di mettersi adesso la mascherina e sopportare qualche altra vessazione per evitarne di peggiori nel prossimo futuro. Di fatto le motivazioni che vengono proposte dalla comunicazione non attengono assolutamente all’efficacia sanitaria dell’oggetto, di cui dopo mesi si potrebbe anche cominciare ad avere qualche riscontro statistico (del tipo, usando la mascherina si sono evitati Xmila contagi), ma soltanto all’esistenza di sanzioni pesanti ed alla prospettiva di un altro restringimento delle libertà qualora i contagi dovessero ulteriormente aumentare a causa degli inadempimenti dei cittadini, dato peraltro scontato perché andiamo verso la stagione fredda, perché un fisiologico 5% di violazioni c’era anche durante il lockdown, perché se anche tutti la portassero non ci sarebbe mai la dimostrazione assoluta che questo è effettivamente avvenuto e perché tutta la strategia governativa è volta alla ricerca di positivi di fatto sani visto che il grosso dei tamponi viene effettuato per tracciamento (si può cominciare a dire “rastrellamento”?) e non per sospetto diagnostico: sarà un caso che proprio ieri si siano fatti 125.000 tamponi, quasi il record giornaliero, per sparare in TV la cifrona di 3.700 positivi senza dire che il tasso di positività era sceso, rispetto al giorno prima, dal 3,75% al 2,95%? [E ci sarebbe poi da aggiungere che un 10% circa di quelli risultati positivi non sono nuovi positivi, bensì vecchi positivi risultati ancora positivi al secondo tampone, quello che in nessun’altra parte del mondo si fa più da tempo, considerando semplicemente non più contagiose le persone dopo il quinto giorno senza sintomi. Perché in Italia invece si continua a fare? Semplice: per far risultare le persone positive anche per mesi dopo la rilevazione del contagio, e incrementare così i numeri del terrore, ndb].

A parte che la prospettiva di aggravamento delle limitazioni non è assolutamente scongiurata dalle norme che entrano in vigore oggi visto che il PdC pare essere in grado di operare solo in modalità “democratura” e quindi è probabile che le prossime settimane, caratterizzate da un presumibile aumento di contagi, saranno contrassegnate da un progressivo aumento delle restrizioni, lascia molto perplessi lo scambio libertà/sicurezza apertamente proposto da Conte e lascia ancora più perplessi la mancanza di qualsiasi reazione da parte delle cariche istituzionali, dell’opposizione e anche dalle forze di governo che – correva il 2001 e l’emergenza allora era quella terroristica – inchiodarono Berlusconi alle parole sostanzialmente simili che aveva pronunciato. L’emergenza sanitaria e quella economica sono probabilmente meno gravi della crisi intellettuale ed etica del Paese e dei suoi rappresentanti che sembrano ormai assuefatti, entrambi, ad una deriva autoritaria tanto pericolosa quanto mediocre.

Mattarella si è dileguato e si accorge di essere, probabilmente e non a caso, in un gioco più grande di lui. Lui, ex costituzionalista invero molto loquace e preciso quando c’era da intervenire sui decreti Salvini [e per rifiutare Paolo Savona come ministro dell’economia ndb], non solo non interviene sui contenuti dei provvedimenti e non dice neanche una parola per stigmatizzare concetti eversivi di riduzione delle libertà ma si accontenta adesso solo di non essere formalmente coinvolto in questo massacro delle regole costituzionali condotto per atti che non portano la sua firma e, laddove può, esterna timori a questo punto prevalentemente geriatrici che supportano l’azione del governo. Sarà forse troppo pretendere di sentirsi dire che la riduzione delle libertà individuali è il male assoluto ma almeno ci aspetteremmo una parola che disconoscesse che essa sia la panacea di tutti i mali. Oltre che nel merito, il PdR non trova niente da obiettare neanche sul metodo che riduce il Parlamento ad un palcoscenico su cui il PdC può decidere di esibirsi ma anche, per suo capriccio, di ritrarsi.

Nel silenzio dell’opposizione, che ha perso a febbraio-marzo il momento buono per innalzare i vessilli della difesa della libertà e della democrazia (quelli sì temi all’altezza della svolta verso un “nuovo liberalismo”) e che da allora ha visto iniziare il suo declino, dilaga la propaganda di regime che recupera gli stilemi della scorsa primavera: conferenza stampa in orario da TG, terrorismo diffuso H24 con tutti i media disponibili e stranamente tutti allineati nella narrazione, criminalizzazione dei cittadini in genere e/o di specifiche categorie (i runner all’inizio ma poi gli imprenditori avidi, gli amanti della movida, i vacanzieri, adesso larvatamente studenti e docenti), richiami paternalistici al diritto alla salute e alla tutela dei nonnini che frazionavano per 10 la spesa per essere sempre fuori mentre i nipotini si isterizzavano in salotto, tentativi insistenti di entrare nei salotti e nelle camere da letto per denunciare il congiunto fedifrago che tromba senza mascherina, minacce di sanzioni e lockdown. Che poi quest’ultimo è l’obiettivo finale visto che “Winston” Conte si è dimostrato totalmente incapace di operare in contesti diversi: prima bloccato dai dissidi fra Lega e 5S e poi, dopo il ribaltone, fermo in attesa delle elezioni dell’Emilia, poi di quelle della Toscana, adesso del Recovery. Sempre fermo, salvo quando c’è da fare strame della Costituzione più bella del mondo. (INVIATO DA AVERAGE JOE ⋅ 8 OTTOBRE 2020, continua a leggere)

E mentre in Campania il signor De Luca fa ricoverare all’ospedale gli asintomatici per poter poi gridare all’allarme intasamento e porre di nuovo mano al lanciafiamme (a proposito, come mai con tutto quell’uso del salutare lanciafiamme, oggi la Campania, come numero di contagi, è la regione peggio messa d’Italia?), in tutta Italia si muore a rotta di collo di tumore, di infarto, di ictus, di complicazioni da diabete, di tutte le patologie di cui è stata in questi mesi raddoppiata, quando non triplicata, la mortalità in nome della lotta al covid. E quindi tranquilli: avremo sì molte più probabilità di prima di morire di infarto o di tumore, vale a dire che molte più persone moriranno di queste patologie, sempre che non ci ammazzi prima la fame, e per giunta soli come cani – perché, ci avete fatto caso?, dal distanziamento siamo passati all’isolamento, e non oso pensare a quale, in questa collaudata tecnica della rana bollita, sarà il prossimo traguardo -, e reclusi in casa, però ci avranno eroicamente impedito di morire di covid: vuoi mettere la soddisfazione? E poi tranquilli anche perché prossimamente

barbara

UNA COSA, COMUNQUE, LA SAPPIAMO DI SICURO

Il giuseppi, il giggino, il manlietto, il rocchetto, la lucietta, il domenichino, il nicolino, il sergino, l’emmetta, la lucianuccia, la fiorellina, la caroluccia, la michelletta, lo sconosciuto michelino che esige che gli scolari che si sentono male a scuola vengano stanzettati (niente di cui sorprendersi: è un amico dell’Oca Signorina), e naturalmente l’immancabile, l’immarcescibile gretina

NON SCORREGGIANO

Mai.

Neanche quando sono da soli.

Neanche in bagno.

Neanche inavvertitamente mentre dormono.

MAI.
scorregge
E già che ci siamo, guardatevi anche queste inestimabili dichiarazioni del rocchetto, l’uomo – sì, vabbè – che aiuta il giuseppi a governarci con saggio e illuminato spirito paterno

barbara

SPIGOLATURE RACCATTATE QUA E LÀ

Enrico Richetti

TACI, IL VIRUS TI ASCOLTA!

Dopo la disfatta di Caporetto bisognava mantenere il segreto su come e dove sarebbe stata preparato la controffensiva. Lo avessero saputo gli austroungarici, non avremmo vinto la guerra.
Durante i terribili mesi della disfatta del Covid il comitato tecnico scientifico ha redatto verbali su come difendersi dal virus. Li ha secretati per impedire che il virus, che sa leggere, scrivere e far di conto, venute a sapere le misure, ci sconfiggesse anticipando le nostre difese.
E’ bellissimo avere come Capo del Governo l’uomo più intelligente del mondo. Novello Churchill, novello Armando Diaz.

Quel capo del governo che ha nutrito gli entusiasmi bagnati di un sacco di gallinelle, soprattutto quando ha magistralmente “asfaltato Salvini e la Meloni”, perché si sa che compito essenziale di un governo è asfaltare l’opposizione, e allora ricordiamo:
favore delle tenebre
Che a me fa venire in mente questa cosa qui

Negate, negate sempre, negate anche l’evidenza. Però prima infilatevi almeno gli slip. (Francesca Mazzantin, qui)

Ecco, il signor conte si è proprio dimenticato di infilarsi gli slip, e si è fatto sorprendere a negare l’evidenza coi pendagli al vento. E direi che ha ragione anche quest’altro signore qui:
stato di emergenza
Enrico Richetti

Abbiamo un ottimo capo del Governo e un’ottima ministra della pubblica istruzione. Hanno intuito quello che all’estero non hanno capito ancora.
Se gli alunni si siederanno, magari alternati, su banchi tradizionali, anche monoposto, saranno facile preda del virus. Se invece i banchi avranno le rotelle (che mancano a parecchi personaggi altolocati) gli studenti, vedendo il virus avvicinarsi, potranno scivolare in tutte le direzioni, e il virus, lanciatosi per infettare lo studente, sbatterà la testa contro il muro, morendo sul colpo.
Avere il capo del Governo più intelligente del mondo dà molti vantaggi….!

Giulio Galetti

SE NON ARRIVA SANGUE AL CERVELLO…

Roma, 29 lug. (askanews) – “Se non arrivano tutti i banchi richiesti… vorrà dire che l’offerta non ha raggiunto i livelli qualitativi e quantitativi rispetto alla nostra domanda”

SEARCH & REPLACE

“banchi” con “mascherine”

E se l’uva non vuole saperne di maturare, è evidente che la colpa è unicamente dell’uva.

Fabio Rampelli

LAMORGESE SCARICA CLANDESTINI NEL LAZIO E ZINGARETTI NON BATTE CIGLIO. PULLMAN ELUDONO TEST SOTTO NASO RAGGI. È EMERGENZA NELL’EMERGENZA

Oltre agli sbarchi incontrollati sulle coste italiane, con i Cara e gli hotspot in sofferenza, partono anche i trasferimenti dei clandestini da una regione all’altra.
Il ministro dell’Interno Lamorgese scarica 334 migranti dalla Sicilia alla Regione Lazio, di cui 15 positivi al Covid mentre 9 risulterebbero addirittura irreperibili. Il governatore Zingaretti non batte ciglio e accoglie, in un territorio dove la situazione potrebbe non reggere per stessa ammissione dell’assessore alla Sanità: ‘così il meccanismo non può funzionare, si rischia di sovraccaricare il sistema sanitario già sotto pressione da mesi’.
Il Lazio è già contaminato da focolai d’importazione estera, in particolare dal Bangladesh e dall’Est Europa. Una situazione che non sembra proprio sottocontrollo, come dimostra il mistero dei pullman spariti che sotto il naso della sindaca Raggi sfuggono al controllo dei test sierologici sulla Tiburtina per chi arriva a Roma. Ed il sospetto – come riportato oggi sulla stampa – è che molti viaggiatori si facciano lasciare altrove dagli autisti per eludere i tamponi. Siamo all’emergenza nell’emergenza, e il Governo Conte spalanca le porte all’immigrazione irregolare.

E tuttavia, nonostante l’intenso impegno a riempire l’Italia di clandestini positivi, distribuendoli accuratamente per tutta la penisola, lasciando loro la libertà di allontanarsi incontrollatamente dalle zone di quarantena, allo scopo evidente di scatenare la promessa seconda ondata, in previsione della quale è stato prorogato il regime di dittatura e dello stato di polizia, pare che la natura abbia deciso di frustrare i loro progetti
covid-clandestini
E chissà dunque che cosa si inventeranno ancora per provocare una nuova epidemia che permetta loro di tenersi ben salda la poltrona sotto il sedere.

Mutarella

Chiamiamolo Mutarella, Sergio Mutarella. Unico paese europeo, coi tassi attuali più bassi di ricoverati e deceduti per il virus, l’Italia subisce dal governo in carica un provvedimento che non ha precedenti nella nostra storia repubblicana, nemmeno al tempo più acuto del terrorismo: il prolungamento dello Stato d’emergenza. Non pochi costituzionalisti si espongono a dire che è una violazione della Costituzione, un abuso, un’inutile restrizione. Non c’è alcuna ragione sanitaria, confermano i medici e i virologi non allineati al potere politico-sanitario. In caso precipiti la situazione, si proclama lo stato d’emergenza. Ma tanti tacciono.
Su tutti, tace lui, il Garante della Repubblica, il Custode della Costituzione, il Capo dello Stato Mattarella. I suoi silenzi sono la vera polizza di sopravvivenza per il governo cialtronesco del nostro Paese. Quella polizza lui la firmò quando disse, minacciando non solo grillini e sinistre ma anche berlusconiani e renziani, che se fate cadere Conte non c’è che il voto. Paura, il voto. Allora, la paura del voto si combatte con la paura del virus.
Il Parlamento ha così votato con l’emergenza l’autoconservazione del posto per molti di loro; l’annunciato soccorso dei berlusconiani si configura nella stessa specie. Poi c’è l’inefficacia dell’opposizione, l’assenteismo sospetto alla Camera.
Ma la cosa più grave è il silenzio della Massima Carica prima che Conte portasse al voto sull’emergenza; il silenzio della Corte Costituzionale, e magari dell’Europa e le sue corti. Mattarella e la presidente della Corte Suprema Cartabia tacciono; sono le Zittelle, e non nel senso del romanzo di Tommaso Landolfi.
Ma tutti stanno zitti se non dice nulla lui, il Presidente, che è anche un giurista. E il Presidente lascia che un improvvisato premier, dal curriculum taroccato, mai eletto in parlamento e in altra assemblea elettiva, mai annoverato tra i tecnici e le risorse della Repubblica, che ha guidato due governi opposti, che porta a profitto individuale una tragedia nazionale, che governa a colpi di decreti, vanterie e conferenze stampa one-man-show, possa impunemente ridurre in cattività un Paese, mettere sotto tutela la Democrazia e la Libertà, violare i diritti (altro che Orban) e firmarsi una proroga allo sfratto da Palazzo Chigi. Perché altra ragione non c’è all’emergenza, che tende a farsi stato d’eccezione, anticamera delle dittature. E se viene proclamato quando non c’è virulenza epidemica, figuriamoci cosa accadrà quando ci sarà davvero qualche avvisaglia. Non dite che lui magari dispone di informazioni a noi ignote; perché quei dati allarmanti non li hanno nemmeno Merkel e Macron, se non hanno proclamato lo stato d’emergenza, figuriamoci se ce li ha solo lui.
La sua è una dittatura temperata dalla cialtroneria, finalizzata a conservarsi il posto più che a stravolgere il paese. Ma è una dittatura strisciante, come si dice dei vermi e delle forme implicite.
Il silenzio di Mattarella è davvero assordante. È il silenzio sull’indecente gazzarra della magistratura e del Csm; il silenzio sullo scempio scolastico, unico paese in Europa a chiudere per primi e a non aprire ancora le scuola; il silenzio sugli sbarchi di clandestini, e di infetti, con cui saltano tutti i rigori invece pretesi per gli italiani. È il silenzio sul Parlamento esautorato a lungo, e a lungo oltraggiato, silenzio sulle esternazioni debordanti del premier o davanti a decreti che gridano vendetta davanti a Dio e alla Costituzione, alla logica e alla grammatica. Lui si palesa solo per premiare scrittori negazionisti delle foibe, per celebrare quasi ogni giorno la Shoah e magari qualche strage su cui si può imbastire la solita lettura.
Qualcuno dice: ma lui è sobrio e taciturno, è siculo, non esterna, fa le cose nell’ombra, al riparo dalla ribalta. Vorrei crederci, me lo auguro, ma quando poi vedi che nulla cambia e nulla succede, quando vedi che Conte annuncia di voler prolungare l’emergenza e nessuno lo ferma, lui va in Parlamento e chiede il voto, allora hai l’impressione che la moral suasion di Mattarella, le sue pressioni sotterranee o sottocutanee siano inefficaci o addirittura inesistenti.
Ci stiamo avvicinando alla sua scadenza al Quirinale e ci auguriamo che non gli rinnovino il mandato; ma quando si sentono i nomi alternativi, le manovre in corso, e il vuoto spinto del centro-destra sui nomi e le strategie, capisci che accadrà quel che accade ormai da decenni: sarà eletto un Presidente voluto dalla sinistra, non super partes; non un PdR ma un Pd, o paraggi. Diciamo un Pd filo-grillino, magari frutto di un patto obliquo con Berlusconi.
Negli ultimi cinquant’anni è andata così: gli unici due presidenti che non obbedivano al coro guidato dalla sinistra, vale a dire Giovanni Leone e Francesco Cossiga, sono stati massacrati con un linciaggio mediatico-politico-giudiziario. Tutti gli altri, compreso il Presidente bigotto che veniva dalla Dc più conservatrice, Oscar Luigi Scalfaro, sono stati dalla parte opposta e non per la sola messaggeria istituzionale: hanno operato e manovrato in quella direzione, pilotando la nostra democrazia e i verdetti elettorali. Sandro Pertini fu più vicino ai comunisti che agli stessi socialisti da cui proveniva; Ciampi, almeno, fu corretto e infatti con lui un governo di centro-destra non fu rovesciato per ben cinque anni. Poi venne il gran manovratore Giorgio Napolitano e il gran silenziatore Mattarella. Il Quirinale è appannaggio della sinistra & C. Ed essendo la prima carica dello Stato, diventa il parametro per tutte le cariche decisive e l’arbitro di tutte le operazioni politiche e trame istituzionali. Infatti sono anni che il Pd perde le elezioni ma poi vince il governo, da un decennio c’è sempre un ribaltone e dopo un giro ce lo ritroviamo lì, al potere. Nel momento più difficile della nostra repubblica, al Quirinale hanno tolto il sonoro, ed è comparso Mutarella.

MV, La Verità 31 luglio 2020, qui.

Già, il figlio di Bernardo.
figlio di Bernardo
Vi regalo ancora Jonathan Isaac,
Jonathan Isaac
cristiano, nonostante nome e cognome ebraici, nero come tutti gli altri, sicuramente non meno antirazzista degli altri, ma con una dignità che gli altri, che si prestano alla consueta e ormai di moda pagliacciata (ma con un consistente ammortizzatore per terra, non sia mai che si facciano la bua ai ginocchietti) neanche si sognano.

E infine un avviso per chi ha bambini che vanno a scuola: preparatevi:
gender scuola
(ma voi, da uno con questa faccia, comprereste un’auto usata?)

barbara

LA STRATEGIA DEL TERRORE

Quella che da cinque mesi governo e mass media stanno perpetrando contro di noi per tenerci imprigionati, per impedirci di protestare, per impedirci di votare, per impedirci di togliere le poltrone da sotto il loro reverendissimo culo. Guardate questo esempio.

Angelo Michele Imbriani

Nelle Marche viene scoperto un “positivo”. Viene “interrogato”. Rivela che ha partecipato ad una cena con trenta ex compagni di classe. Vengono rintracciati i trenta, sottoposti a tampone. Risultano tutti negativi, ma vengono messi ugualmente in isolamento domiciliare.
Nessun regime totalitario è mai arrivato ad annullare in questo modo la libertà personale. I regimi totalitari colpivano i dissidenti politici, ma non arrivavano a trattare come pericolosi criminali cittadini comuni, inoffensivi e perfettamente sani.
Ma davvero vogliamo sopportare tutto questo?
Ma davvero a tanti non fa nessuna impressione?
Ma davvero tanti li approvano pure questi abusi?
Chi risponde si a una di queste domande è vivamente pregato di dirmelo, perché voglio sapere con chi ho a che fare.

E si trova gente che dice che sì, hanno ragione, hanno fatto bene, meglio essere prudenti, non possiamo rischiare. Meglio trenta ragazzi sani chiusi in casa per un mese nel pieno dell’estate che… Che cosa? Già, che cosa?

E proseguiamo.

Dott. Francesco Oliviero: “un esercito di persone rese clinicamente psicotiche dai media”

 “Guarda che questi non li recuperi più.

Andati. Per sempre.
Non c’è psicoterapia che possa guarirli, non c’è psichiatra al mondo.
Sono un esercito di persone rese clinicamente psicotiche.
Il terrorismo di media, Governo e istituzioni ha fatto presa alla perfezione, provocando danni psicologici irreversibili.
Sono vittime.
Non vanno schernite, non vanno offese.
Vanno profondamente compatite, aiutate e comprese.
Sono quelli che ancora oggi hanno paura del virus, nonostante l’emergenza sia terminata da tre mesi.
Nonostante da tre mesi le terapie intensive siano deserte.
Oggi il virus, nella peggiore delle ipotesi, fa gli stessi danni del raffreddore.
In terapia intensiva non ci entra nessuno nemmeno per sbaglio, nonostante i contagi non si siano mai arrestati.
Quando ci comunicano i dati sui nuovi contagi o quando ci avvisano di nuovi focolai, è come se ci stessero aggiornando sul numero dei raffreddati.
Focolai di persone sanissime, tutti asintomatici, che non si sarebbero nemmeno mai accorti di essere contagiati se non gli avessero fatto il discutibilissimo tampone.
Sono quelli rimasti a marzo, con in mente ancora le immagini scioccanti degli intubati, dei furgoni dell’esercito che portano via le bare.
Sono rimasti a marzo.
Si sono persi quattro mesi di errori e progressi terapeutici, di autopsie, di trombosi venose, di clorochina ed eparina, di terapia domiciliare, di protocollo off label, di carica virale quasi azzerata.
Sono ancora a marzo.
Gli basterebbe guardare i dati delle terapie intensive degli ultimi tre mesi per tranquillizzarsi ma niente, nulla può guarirli in questo momento, nulla può restituire loro la lucidità.
Ripongono una fiducia totale e incondizionata nei confronti dei media e delle istituzioni.
Mai potrebbero dubitare. Non potrebbero mai accettare l’idea di essere ingannati o manipolati.
Non potrebbero mai pensare che media, Governo e istituzioni possano essere corrotti da chi ha smisurati capitali e specifici interessi.
Crollerebbero tutte le certezze, crollerebbe il mondo intero.
Per questo si fidano ciecamente e non mettono mai in discussione nulla.
E’ quasi una forma di autodifesa.
Preservano una visione fanciullesca della realtà che li aiuta sicuramente a vivere meglio ma in alcuni casi può diventare parecchio pericolosa.
Sono quelli in prima fila per il vaccino, anche senza sperimentazione, pazienza.
Gli hanno ripetuto all’infinito che potranno tornare a vivere solo dopo il vaccino e così sarà.
Un vaccino contro qualcosa che purtroppo non è vaccinabile, contro qualcosa che non rappresenta più un pericolo, già da tre mesi.
Sono quelli che gridavano di stare a casa, che urlavano al runner, che denunciavano i vicini, che strillavano di non riaprire così presto.
Hanno contribuito a mandare in default il Paese, hanno sostenuto ideologicamente i mandanti e i complici esecutori di questo scempio epocale.
Sono quelli che normalmente cadono per primi.
Se non è per un vaccino sarà per qualcos’altro. Una medicina sbagliata o una non presa, come il Plaquenil.
Totalmente scoperti, sempre in balia delle persone sbagliate, manipolati e indotti all’autolesionismo.
Sono quelli che non vanno scherniti e non vanno offesi.
Vanno solo profondamente compatiti, aiutati e compresi.” (qui)

E ora che chi doveva morire è morto e chi doveva guarire è guarito e di malati non ce ne sono quasi più, il bollettino quotidiano continua a ribattere tristemente, come una campana a morto “Aumenta di pochissimo il numero dei guariti”. Il giorno che non morirà più nessuno ci ripeteranno quotidianamente: “Non accenna a diminuire il numero dei morti”. E nel frattempo

MAI PIÙ la sinistra al Governo
militari in spiaggia
MILITARI con il MITRA SPIANATO in mezzo ai BAGNANTI per controlli anti assembramenti.
Nel frattempo a Lampedusa alle barche che violano i confini nazionali, con potenziali jihadisti a bordo, viene steso il tappeto rosso.
L’Italia capovolta, funziona tutto al contrario. Vi sembra normale ciò che sta accadendo?
I vertici del Ministero dell’Interno e del Ministero della Difesa devono risposte ai cittadini sullo scempio al quale stiamo assistendo.

Devono? Diciamo dovrebbero, ma loro se ne guardano bene, e noi continuiamo a restare qui, come un gregge di pecore.

Stefano Zangrillo

Il Ministro dell’Interno Lamorgese, lancia l’allarme Covid dovuto alla movida e agli aperitivi dei ragazzi. Sono sbarcati 11mila clandestini, la percentuale di infetti è del 30% ed ha ben pensato di distribuirli in tutta Italia, ad esempio in Basilicata dove non c’è stato mai un caso, ora ne hanno 30 importati. Aumentano i casi in tutta la Nazione di “evasioni” dai centri di accoglienza. Tra i nuovi arrivi, sono stati beccati anche integralisti islamici, terroristi, ma le stesse forze dell’ordine hanno detto che non ce la fanno a controllare tutti perché sono tanti, quindi, non è escluso che qualche “risorsa” terroristica giri a piede libero. Il Ministro tuttavia ha detto “dobbiamo tendere la mano ai tunisini, stanno vivendo una dura crisi economica” gli italiani no, la mano non si tende mai, anzi, i giovani, i bar, i ristoranti, gli aperitivi e la movida sono il vero problema magari da risolvere con un altro lockdown o per dirla come la grillina Castelli “cambino mestiere”. Un problema come lo sono i “Decreti Sicurezza” di Salvini, infatti il Ministro dice “Siamo vicini al traguardo per cambiarli, ci siamo”. Che bellezza! Finalmente le ONG potranno incrementare il traffico, le cooperative rosse tornare a mangiare e i “restiamo umani” a brindare, quegli aperitivi lì sono tutti leciti, vero Mattarella? Su questo non ti pronunci?

Fosse solo su questo che il figlio di Bernardo non si pronuncia!

Voi comunque non andatevene, che adesso viene il più bello, con questa splendida dimostrazione di intelligenza, di coerenza e soprattutto di educazione e di rispetto di questo sinistro Angelo Azzurro.

barbara

ANCHE OGGI FIGURE

Con qualche commento. E iniziamo con la cronaca estera, partendo dall’Iran

Hananya Naftali
iran proteste
Ecco come il regime islamico in Iran ha a che fare con i manifestanti – o sparategli sul posto o eseguirli più tardi.
Dov’è l’ONU? Dove sono le organizzazioni per i diritti umani? Questi giovani non sono ancora stati giustiziati. Hanno bisogno della nostra voce. Gli iraniani hanno bisogno della nostra voce.

Proseguendo con la solita, immancabile Cina e la collaborazionista Botteri,
botteri fake
continuando col Libano
missili Libano
e approdando infine a New York, dove qualcuno giustamente si preoccupa
libertà piange
E veniamo in casa nostra, col sindaco più simpatico ed efficiente del pianeta

Il fantastico mondo di De Magistris

Sembra una foto del 2010 e invece è di oggi dal Cavone sopra piazza Dante.
Napoli De Magistris
Grazie sindaco, scegliendo una decoratrice di dolci come capo di Asia stiamo vedendo degli ottimi risultati soprattutto adesso in emergenza Covid, con la città piena di immondizia, i negozi che non riaprono e i turisti che non tornano più. Sei il fenomeno della politica che Napoli meritava dopo l’eruzione del Vesuvio e il colera. Grazie per questi splendidi anni!

passando per l’attivista più simpatico della galassia che guida gli squamo-pinnati più simpatici della galassia

Attilio Fontana

Sui canali delle Sardine è stato postato il video dell’arresto di un ‘innocuo’ ragazzo con una ricostruzione non verificata: fermato da 5 agenti perché di colore e senza mascherina. (nell’immagine vedete le scritte)
sardine fake
Era una #FakeNews.

La realtà è diversa: il 25enne del Mali aveva scavalcato i tornelli urlando e spaventando i passeggeri, con sé aveva un coltello e permesso di soggiorno scaduto da un anno.
Grazie alle Forze dell’Ordine, sono intervenute con prontezza, non contro ad una persona per il colore della pelle ma perché identificato come fonte di pericolo verso gli altri.

per arrivare al presidente del consiglio più simpatico ed efficiente e geniale di tutte le galassie
1 Conte Orban
2 scadenze
3 appello mattarella
(clic per leggere l’articolo)
4 tossico
5 misure
e con questa sconfiniamo con la cosiddetta emergenza, molto cosiddetta
6 Zangrillo
(clic)
Ricordando che Zangrillo è uno dei pochissimi che i medici considerano attendibile, dal momento che non è uno che sta chiuso dei laboratori e va poi in televisione a fare la bella statuina, bensì un medico che è stato in prima linea come loro, e oltre a quello che dice lui ci sarebbe anche questo
7 fine emergenza
e questo
8 esperti
che è comunque quello che da oltre due mesi stiamo vedendo tutti noi coi nostri occhi, ma lui, il primo ministro bello ed elegante e affascinante che fa tremare il culo a un sacco di donne e io, lasciatemelo dire, le donne non le capirò mai, non demorde, figuriamoci se demorde, perché le sue risorse sono infinite.
9 cercasi infetti
10 ondata 2 programmata
Nel frattempo in giro per il Paese
11 chiusura
ma lui non può occuparsi di queste scemenzine perché ha ben altri progetti, lui, ben altre priorità
12 cittadinanza
(clic)

Aggiungo questa cosa che non c’entra niente, che ho visto per caso qualche ora fa, per la quale mi mancano le parole per commentare. Si riferisce a un evento tenuto alla fine dello scorso anno in memoria di Giancarlo Siani:

Il prefetto di Napoli, Carmela Pagano, ha letto invece un messaggio del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese: “Oggi avrebbe 60 anni e di sicuro sarebbe un giornalista affermato e ascoltato. Il suo sacrificio sia esempio ai giovani”.

Cioè, per un ragazzo che, sapendo perfettamente che cosa stava rischiando, ha continuato a denunciare i crimini della camorra facendo nomi e cognomi, ed è stato per questo assassinato a 26 anni, questo essere per il quale non trovo aggettivi sufficienti a descrivere il livello di cloachitudine, tutto quello che trova da dire è che avrebbe 60 anni e sarebbe un giornalista affermato. Meriterebbe xxx xxxxxx xx xxxxxxx x xxxxx xxxxxx xxx xxxxxxxxxx, xxxxxxxxxxx.

E chiudo con la rubrica “chi la fa l’aspetti”: l’ortottero dedica alla signora Mezzidiametri un sonetto in cui mostra scarso apprezzamento per i romani,
fogna
e i romani lo ripagano come merita
contro grillo
Qualcuno ha detto che sì, lui ci è andato pesante ma loro hanno sbagliato. Beh, a me sembra proprio l’esatto contrario: lui ha colpito indiscriminatamente quasi tre milioni di persone che non conosce, loro hanno colpito due persone per fatti specifici e reali, e la vittima sarebbe lui?! Ah già, che stupida, me lo dimentico sempre: è Caino quello che non si deve toccare, Abele si fotta pure.

barbara

REGALIAMOCI UN PO’ DI COSE BELLE

Il coraggio di dire no 1
chi-non-segue-il-gregge
Qui qualche informazione.

Il coraggio di dire no 2

Qualcuno ha parlato di due “svitati bianchi”, di “suprematisti bianchi” che impugnano le armi al passaggio della protesta “pacifica” di black lives matter a st. Louis. In realtà i manifestanti avevano sfondato il cancello
cancello
ed erano entrati nella proprietà privata in cui vive la coppia (e il sindaco di cui chiedevano le dimissioni) e hanno iniziato a urlare slogan minacciosi, e i due avvocati che fino a quel momento si facevano gli affari propri, hanno esercitato il diritto molto americano di difendere la loro casa. Il testo che ho ripreso dice molto americano: io direi molto umano, anzi, molto naturale, visto che qualunque animale fa esattamente la stessa cosa.

Il coraggio di dire no 3


La capacità di guardare anche dall’altra parte della barricata, anche quando è scomodo, se non addirittura pericoloso, farlo.
Daniel Shaver
Liverpool: non solo calcio


Salar de Uyuni: dove non sai se ti trovi in cielo o in terra

Questo video è stato realizzato nel * Salar de Uyuni, * in Bolivia, ed è il luogo in cui si dice che cielo e terra si incontrino. Si scopre che per gran parte dell’anno, il salar (un deposito naturale di sale a cielo aperto) rimane completamente asciutto, ma nella stagione delle piogge che arriva con l’estate, il sito può essere allagato. Quando ciò accade, la salina diventa una specie di specchio, che riflette l’intero paesaggio visto sul terreno. È allora che il paradiso incontra la terra. (qui)

E chiudo questa carrellata di cose belle con questo spettacolare

“Bianco e nero”

barbara

È ESAGERATO CHIAMARLO GOLPE?

Emergenza democratica: attacco da caudillo di Conte contro le opposizioni, in un clima da democrazia sospesa

Tra i primi, già alcune settimane faAtlantico Quotidiano ha cercato di richiamare l’attenzione sul rischio che la crisi sanitaria ed economica causata dall’epidemia di Covid-19 si trasformasse anche in emergenza giuridica e democratica, a partire dall’abuso dei Dpcm, decreti ministeriali non aventi forza di legge, per adottare misure di restrizione delle nostre libertà fondamentali, di circolazione, riunione e impresa – una delle quali, la quarantena, una vera e propria forma di detenzione – per le quali la Costituzione prevede esplicitamente una riserva di legge assoluta.
E quasi quotidianamente purtroppo riceviamo conferme della fondatezza delle nostre preoccupazioni, come l’assenza di un sia pur minimo coinvolgimento del Parlamento in un passaggio cruciale come il negoziato che si è svolto questa settimana all’Eurogruppo sugli strumenti europei da mettere in campo per affrontare la crisi. La conferenza stampa di ieri sera del presidente del Consiglio Conte rappresenta purtroppo uno degli episodi più inauditi e allarmanti, ma ogni giorno che passa confessiamo che è sempre più difficile trovare le parole.
Abbiamo visto un premier con i nervi a pezzi che nel pieno di una tragedia nazionale, con alle spalle e ancora davanti una gestione fallimentare dell’emergenza, dopo una trattativa persa malamente in Europa, condotta non solo senza mandato ma senza nemmeno essersi mai presentato in Parlamento per discuterne, utilizza una conferenza stampa, l’ennesimo proclama, per lanciare dito indice puntato uno scomposto attacco a reti unificate contro le opposizioni.
Ora, sappiamo tutti che è avvenuto non di rado, nel nostro passato recente, che il premier o esponenti del governo lanciassero degli attacchi o delle frecciate all’opposizione durante le conferenze stampa istituzionali convocate per illustrare le loro decisioni e i loro provvedimenti.
Vi invito però a riflettere sul fatto che oggi ci troviamo in un contesto del tutto diverso, imparagonabile alle situazioni sia pure critiche in cui abbiamo visto svolgersi fino ad oggi la dialettica politica.
Ci troviamo con un premier che ha accentrato su di sé un potere enorme, i veri “pieni poteri”, grazie ad una delega in bianco per decreto che gli consente di governare per Dpcm, come ricordato prima anche per adottare provvedimenti di restrizione delle libertà fondamentali. Un Parlamento convocato a singhiozzo; i nostri diritti politici, di riunione e associazione, compressi; le opposizioni che non potrebbero nemmeno convocare una manifestazione; referendum ed elezioni rinviati a data da destinarsi; i cittadini chiusi in casa, molti dei quali senza alcun reddito; un premier – altra grave anomalia – che ormai comunica al popolo i suoi provvedimenti per proclami, giorni e giorni prima che i testi siano disponibili. Abbiamo perso il conto delle task force e dei comitati di saggi istituiti, con procedure di selezione dei membri a dir poco opache, tanto da far temere l’esautoramento non solo del Parlamento ma persino del Consiglio dei ministri.
Tanto per comprendere meglio il clima da democrazia sospesa in cui ci troviamo, ieri la presidente del Senato Casellati ha dovuto denunciare come “inaccettabile che due senatrici, sottoposte a regolare controllo di polizia mentre si stavano recando a Roma per partecipare ai lavori del Senato, siano state oggetto di segnalazioni dalla Questura di Messina e Roma, nonostante avessero dimostrato di essere nell’esercizio delle loro funzioni. Più volte – ha sottolineato la presidente Casellati – ho richiesto che il Governo faccia piena chiarezza perché non sia ostacolata in nessuna sede una attività che ha fondamento costituzionale”.
Va ricordato tra l’altro che per settimane le opposizioni hanno mantenuto un basso profilo, preoccupate di non farsi accusare di sciacallaggio, sono rimaste quasi silenti e silenziate, raggirate da una promessa di collaborazione, auspicata dal capo dello Stato ma anch’egli evidentemente distratto, che si è rivelata una indecente pantomima. Non solo il governo non ha accolto alcuna loro proposta, ma non ha nemmeno condiviso minime informazioni sulle sue strategie, dal contrasto dell’epidemia al negoziato in Europa.
E per oltre un mese siamo stati sottoposti ad una martellante campagna mediatica “restiamo uniti”“non è il momento di fare polemiche”, come se muovere delle critiche fosse una condotta ormai equiparata a quella del disertore o del sabotatore. Ma il concetto di “restare uniti” non può essere tradotto in “noi continuiamo a governare e voi state zitti, altrimenti vi bolliamo come sciacalli”. Il vero sciacallaggio è appigliarsi al “non è il momento di fare polemiche”, è strumentalizzare l’emergenza per delegittimare chi critica e non assumersi le proprie responsabilità quando si ricoprono cariche istituzionali.
Alla prima occasione, in questa crisi, in cui ha ricevuto un duro attacco, su un cruciale passaggio a Bruxelles che potrebbe pesantemente condizionare il futuro del nostro Paese, Conte non ha aspettato di rispondere e contrattaccare nelle sedi opportune, in Parlamento, con una intervista o un video sulla sua pagina Facebook, ma ha approfittato di un appuntamento di comunicazione istituzionale, convocato per informare sulla proroga delle chiusure e sulla cosiddetta “fase 2”, per attaccare le opposizioni, colpevoli di voler fare il loro mestiere, le opposizioni, quindi criticare anche duramente le scelte del governo, e in particolare la sua mancanza di rispetto per il ruolo del Parlamento. Per di più, ricorrendo a palesi menzogne: come facilmente verificabile, Giorgia Meloni non era ministro quando il governo italiano approvò il Mes e la Lega votò contro la legge di ratifica.
Persino il direttore del tg di La7, Enrico Mentana, certamente non di simpatie leghiste, ha espresso il suo disappunto: “Se avessimo saputo che Conte avrebbe fatto un uso personalistico della conferenza stampa attaccando l’opposizione, non avremmo mandato in onda quella parte”.
Tutto questo ha un nome: emergenza democratica. Un attacco a reti unificate contro le opposizioni come quello di ieri sera, nell’emergenza in cui ci troviamo (lo ripetiamo: con libertà e diritti politici sospesi), è da caudillo sudamericano.
Il governo è intoccabile, proprio mentre ogni giorno emergono le evidenze della fallimentare gestione della crisi? La politica è sospesa fino a nuovo ordine?
Come abbiamo già osservato, il solo modo legittimo per chiedere alle opposizioni di non fare le opposizioni è coinvolgerle a pieno titolo nella responsabilità di governo, in un War Cabinet bipartisan, altrimenti, è osceno e pericoloso anche solo immaginare di poter azzerare il loro ruolo e la dialettica democratica, neutralizzare critiche e polemiche fino a data da destinarsi.
Il presidente Mattarella dovrà decidersi a intervenire, e in fretta, perché finora ha coperto di tutto, ma proprio di tutto, e il Paese ci sta rimettendo l’osso del collo. A meno che non abbia già deciso di non farlo…

 Federico Punzi, 11 Apr 2020, qui.

Naturalmente, come del resto dimostra la chiusa, l’appello a Mattarella, principale responsabile dell’esistenza di questo governo fantoccio, è un puro artificio stilistico. E io, lo dico sinceramente, a questo punto ho veramente paura, non solo per il virus, cui una gestione criminale ha permesso di provocare un’ecatombe, ma anche, anzi soprattutto, per le sorti di uno stato che un tempo era stato pensato come una democrazia. E mentre il novello Churchill cazzeggia e si diverte a giocare al piccolo stalin…

Una cosa è certa: urge un nuovo 25 luglio. Anticipato, però, da far scattare il più presto possibile, perché altri tre mesi e mezzo così l’Italia non può reggere. Da nessun punto di vista.

barbara

SBUFALANDO SBUFALANDO

Comincio con Roberto Burioni. Recentemente è stato messo in circolazione un vergognoso video fatto di taglia e cuci di frasi di Roberto Burioni, video di cui ho immediatamente denunciato la falsità. Allora, questo è il video taroccato (cliccare su “scarica il file” per vederlo)

e questa la serie di video autentici.

E qui un sintetico riepilogo di Burioni.

Non è il momento per il “io l’avevo detto”, ma siccome vengo attaccato per una dichiarazione nella quale avrei detto “in Italia il rischio è zero” è mio dovere difendermi e rispondere.

L’8 gennaio 2020 io avvertivo che c’era un pericolo in arrivo dalla Cina.

Il 22 gennaio, in una intervista a Linkiesta, io dicevo «Le autorità europee hanno affermato che il rischio che il virus arrivi in Europa, e in particolare in Italia, è minimo. Io non sono per niente d’accordo con loro, ma spero vivamente di sbagliarmi»

Il 27 gennaio, nel programma Melog, di Radio24, dicevo “non dobbiamo far arrivare in Italia il virus, che si diffonde in maniera molto efficiente e sembra causare una malattia di una certa gravità. L’unica cosa oggi che può difenderci veramente è la quarantena, non c’è altro modo”.

Io ho fatto l’affermazione “in Italia in questo momento il rischio è zero” il 2 febbraio. In quel momento le autorità ci dicevano che in Italia il virus non c’era. La mia colpa è – dunque – quella di non avere avuto la capacità di prevedere che il virus sarebbe stato trovato diciotto giorni dopo.

Ma io sono un medico, non un veggente. E questa incapacità di predire il futuro effettivamente è un mio limite.

https://www.medicalfacts.it/2020/01/08/polmonite-cina-virus/

https://www.linkiesta.it/…/cina-virus-sars-burioni-malatti…/

https://www.adnkronos.com/…/virus-cina-burioni-puo-difender…

E passo a Sergio Mattarella. Premesso che non nutro per lui la minima simpatia. Premesso che lo ritengo personalmente responsabile del disastro che sta sconvolgendo l’Italia – e non parlo solo dell’epidemia. Premesso questo, qualcuno è in grado di spiegare per quale bizzarro motivo un canale youtube gli ha messo in bocca nel titolo la frase “Non posso neanche andare dal barbiere”?

Il prossimo, più che una bufala, è una truffa, alla quale dobbiamo fare attenzione:

E anche questa, a modo suo, è una truffa, e ancora più grave delle precedenti

E concludiamo con un sorriso, che ogni tanto ci vuole anche quello

barbara

SÌ, QUESTO È UN PRESIDENTE

Donald Trump molto meglio di Mattarella: progetta il discorso alla Nazione in risposta al Coronavirus.

Il Presidente Donald Trump ha annunciato questo mercoledì alla Casa Bianca che si rivolgerà alla Nazione in merito alla battaglia in corso contro il Coronavirus.

Trump ha detto che il discorso alla nazione probabilmente avrà luogo alle 21:00. EST alla Casa Bianca, e ha promesso di condividere i dettagli del piano della sua amministrazione per affrontare la diffusione del virus.
Il Presidente e la Casa Bianca hanno lanciato una serie di proposte, secondo i rapporti, tra cui un maggiore avvertimento sui viaggi da e verso l’Europa e la dichiarazione dell’emergenza nazionale, consentendo alla sua Amministrazione di spendere fondi direttamente, al di fuori quindi delle autorizzazioni del Congresso.
Repubblicani e Democratici sono sembrati concordi sull’idea del Presidente di sospendere la payroll tax per aiutare i lavoratori ed i datori di lavoro a sostenere il calo degli affari a seguito di cancellazioni causate dal virus.
Il Presidente ha parlato con i giornalisti dopo aver incontrato rappresentanti di alcune delle principali banche ed istituzioni finanziarie americane, tra cui Bank of America, Blackstone, Citadel, Citi, Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Trust Financial, U.S. Bank e Wells Fargo.

“Dobbiamo risolvere un problema che quattro settimane fa, nessuno avrebbe pensato che sarebbe stato un problema”.

Molti banchieri hanno espresso ottimismo sulla disponibilità di capitale finanziario, rilevando che non si è verificata una crisi finanziaria nonostante l’andamento del mercato azionario.

Breitbart.com

Mentre il Presidente americano si rivolgerà alla Nazione tutta, gli italiani, al terzo giorno di “quarantena” in tutto il Paese, ancora attendono che il Presidente della Repubblica dica qualcosa. Ecco perché preferiamo sempre un Presidente eletto dal popolo, che uno eletto da pochi parlamentari e che non deve rendere conto di quello che fa ai suoi cittadini. (qui)

Ma sbaglio o ho letto in giro che “Trump non crede al coronavirus”?
E poi occhio a non berci le balle cinesi.

barbara