BAMBINI IN SINAGOGA

Due quinte elementari in visita: dopo che le insegnanti, in particolare quella di religione, hanno spiegato un po’ di cose, li portano per vedere da vicino, sentire chi ne sa di più, chiarire dubbi, approfondire. Entrano, si sistemano sulle panche, il portavoce della comunità apre la bocca per cominciare a parlare quando un braccino nero come il carbone schizza su, troppo impaziente per poter aspettare che arrivi il momento delle domande: “Perché gli ebrei non possono vedere i neri?” “Ma non è vero che non li possono vedere!” “Il mio papà ha detto che gli ebrei non possono vedere i neri”. Guarda che esistono anche ebrei neri, per esempio gli ebrei etiopi, in Israele ne vivono tantissimi, ci sono state due operazioni, l’operazione Mosè
operazione-mosè
e l’operazione Salomone,
operazione salomone
per portare il salvo in Israele gli ebrei etiopi in pericolo. Il bimbo nero musulmano non protesta più (anche se l’ho visto agitarsi un bel po’ a sentire che Abramo ha avuto Isacco dalla moglie e Ismaele dalla schiava, perché l’islam dice l’esatto contrario: il progenitore degli ebrei è il figlio bastardo mentre quello dei musulmani è il figlio legittimo), ma il viso è rimasto scettico. Gli altri invece sono stati tutti bravi e hanno fatto un sacco di domande interessanti – fino all’apoteosi della bambina che ha detto: “Ma Gesù era ebreo”, e il viso della maestra si è illuminato, a vedere così bene imparate e ricordate le sue lezioni.

barbara

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GLI EROI DI SAN DIEGO

Lori Gilbert-Gaye
Appena il terrorista ha cominciato a sparare, gli si è buttata davanti, prendendo molte pallottole e salvando in tal modo molte persone dietro di lei, a cominciare dal rabbino.
Lori Gilbert-Kaye
Oscar Stewart
Quando ha sentito sparare si è precipitato verso l’uomo urlando “Vieni giù! Figlio di puttana! Ti uccido!” talmente forte da essere sentito dal prete della chiesa vicina. E l’assassino si è spaventato, ha lasciato cadere il fucile e ha tentato di scappare verso la sua auto, prontamente inseguito da Oscar per impedirgli di andare a uccidere altri innocenti altrove
Oscar Stewart
(e viene in mente il “carro armato” Davidka della guerra del ’48, praticamente un trattore modificato, ma che faceva un fracasso tale che i nemici si spaventavano già così).

Almog Peretz
Nonostante fosse stato raggiunto da una pallottola a una gamba, è riuscito ad allontanare e fare uscire diversi bambini.
Almog Peretz
Noya Dahan

Otto anni, nipote di Almog. Colpita dalle pallottole, ha chiesto che questa foto fosse pubblicata, affinché ognuno possa vedere che lei è forte.
Noya Dahan
Sia lei che lo zio sono originari di Sderot, da cui si erano allontanati per sfuggire al martellante terrorismo palestinese.

Il rabbino Yisroel Goldstein
Dopo essere stato colpito, è rimasto in piedi di fronte alla congregazione per terminare il sermone di Pesach, che ha concluso con queste parole:
rabbi Yisroel Goldstein
Sì, chazak amenu: è forte il nostro popolo.

barbara

CAFARNAO (11/13)

Cafarnao (clic per ingrandire)

(da Kfar Nahum, il villaggio di Nahum), si trova all’estremità superiore del lago di Tiberiade,
Cafarnao b
altrimenti detto Mar di Galilea (nell’antichità tutte le grandi distese d’acqua venivano chiamate mare, senza l’attuale distinzione fra mare e lago – del resto ancor oggi in tedesco il nome See, sia pure con due articoli diversi, indica sia mare che lago), in ebraico Kinneret da kinor, lira o cetra, a causa della sua forma.
Qui si trova quella che sembrerebbe essere stata la sinagoga in cui Gesù pregava e predicava; questo dovrebbe essere stato l’aspetto dell’edificio.
Cafarnao 1
Recentemente vi sono stati trovati dei preziosi mosaici, purtroppo in parte irrimediabilmente rovinati dalla stessa ruspa che li ha riportati alla luce, entrata nello spazio senza alcuna precauzione dato che si ignorava l’esistenza di questi mosaici. Nelle foto che seguono ne potete vedere alcune parti.
Cafarnao 2
Cafarnao 3
Cafarnao 4
Cafarnao 5
Questo quadro raffigura i segni zodiacali e, agli angoli, le quattro stagioni; l’angolo in basso a sinistra rappresenta l’inverno, come si può capire dall’abbigliamento della donna.
In un’altra sala della sinagoga si possono ammirare altri mosaici,
Cafarnao 6
Cafarnao 7
fra cui in particolare questo viso di donna ad alta definizione:
Cafarnao 8
in questa immagine ravvicinata si può vedere come, per una sola pupilla, vengano usate ben quattro piccolissime tessere.
Cafarnao 9
All’esterno nel frattempo i lavori di scavo proseguono,
Cafarnao 10
Cafarnao 11
con vista su un pellegrino (camaleonte?) in pausa di riposo.
Cafarnao 12
(qui qualche notizia più dettagliata sulla sinagoga)

barbara

HAI PRESENTE GERUSALEMME EST?

Ne sentite parlare spesso, vero? Si tratta della “Gerusalemme araba”, quella che Israele sta “illegalmente occupando”, da cui “deve ritirarsi” perché la sua occupazione “viola le norme di diritto internazionale”. Eccetera. Ecco. Sarà allora il caso di fare due chiacchiere su questa fantomatica “Gerusalemme est”, per passare dalle favole al mondo reale.
L’espressione “Gerusalemme est” è nata nel 1948, quando la Giordania ha illegalmente occupato una parte di quella che per tremila anni era stata una città tutta intera (esattamente come l’espressione “Berlino est” è nata in un brutto giorno del 1961 quando i russi, non so se legalmente o no, piazzarono un muro a dividere in due quella che per 724 anni era stata un’unica città). Per essere precisi, ad essere occupata fu la parte più antica della città, quella più specificamente EBRAICA. All’occupazione seguirono immediatamente l’espulsione di tutti gli ebrei che ci vivevano, la devastazione di sinagoghe e cimiteri, il divieto di accesso ai luoghi santi ebraici per tutti gli ebrei del mondo. Notizie più dettagliate potete trovarle qui e qui (e mi raccomando, leggete il documento inserito in entrambi i post). Adesso, come piccola aggiunta, vorrei invitarvi a vedere queste due immagini di un angolo di questa parte di Gerusalemme prima
Gerusalemme est 1
e dopo
Gerusalemme est 2
il passaggio dei vicini giordani (qui).

barbara

AGGIORNAMENTO: visto che sono riuscita a beccare il cannocchiale in uno dei suoi ormai sempre più rari momenti di veglia, sono corsa a ripescare questo vecchio post: se anche voi avrete la fortuna di beccarne un momento di veglia, non mancate di leggerlo.

GLI INSEDIAMENTI SONO IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE

insediamenti
E visto che a guardare l’immagine non avete perso tempo, spendiamone un po’ per tornare ai fatti di attualità, restando sempre in tema di balle e bufale.
La prima riguarda un “eroe”: vi ricordate quando, dopo la strage all’Hyper Cacher i giornalisti avevano fabbricato la favoletta dell’eroe musulmano che aveva salvato un bordello di gente dalla mattanza? Bene, contando sull’alloccaggine e sulla memoria corta del loro pubblico, adesso ne hanno fabbricata un’altra identica per lo stadio di Parigi: ogni volta che si scatena una mattanza ad opera del terrorismo islamico, ci viene fabbricato il “musulmano buono” chiavi in mano, che rischia la vita per salvare gli innocenti, e mentre le sinagoghe vengono lasciate sguarnite, la guardia repubblicana presidia la grande moschea, non sia mai che a qualche malintenzionato venga in mente di andare a fare la bua ai poveri musulmani. E poi date un’occhiata anche a queste altre balle qui e qui.
Post scriptum: e mentre l’Europa si diletta a “etichettare”, In Iran perfino la solidarietà è un reato che costa la galera.

barbara

QUANDO I TERRORISTI COLPISCONO

Riescono sempre a beccare i bambini: a Roma
bimbo roma
come a Tel Aviv.
bimba tel aviv
Ma poi, alla brutta faccia degli adoratori del dio della morte, la vita riesce a continuare, a Roma
Gadiel Taché
come a Tel Aviv.
Shani Winterclic

(A Parigi, nel frattempo, si va estendendo la sindrome del disturbo mentale)

barbara

E BECCATI QUESTA, DON LUCIANO!

A Don Luciano Musi da un “fratello maggiore”

Gadi Polacco, Consigliere della Comunità ebraica di Livorno, risponde all’articolo «Sinagoga controllata a spese nostre, le chiese invece no» di don Luciano Musi.

Caro Don Musi,
mi permetta da “fratello maggiore”, seppur a titolo privato e ricambiando i sentimenti di amicizia che Lei esprime nei confronti del mondo ebraico, di commentare quanto da Lei comunicato pubblicamente:

– Hamas, parallelamente alla sua essenza terroristica, e’ un’organizzazione dedita al fanatismo integralista islamico, con risvolti anche anticristiani. Le sara’ facile svolgere una ricerca al riguardo ,trovando i documenti di fonte cristiana che denunciano cio’ (episodi di conversioni forzate, scuole cristiane costrette all’apertura la domenica, vari atti persecutori, ecc). Non e’ quindi un caso che la locale comunita’ cristiana si sia rapidamente ridotta in termini di grandezza. Alla luce di cio’ le scritte sulle Chiese inneggianti a Hamas potrebbero avere un preciso intento salvo ovviamente essere semplicemente e squallidamente opera di vandali;
– stendo un velo pietoso sulla “considerazione’ che le scritte le avrebbero dovute fare, nel caso, sulla Sinagoga (secondo, evidentemente, un bizzarro “criterio di competenza”): se mai qualche idiota inneggiasse all’Isis o altri che compiono sistematicamente stragi di cristiani non mi sentira’ mai fare distinguo “di competenza” a seconda del luogo imbrattato. Vorrei sottolineare, poi, che una Sinagoga e’ un luogo di culto, non una rappresentanza diplomatica (ad ogni modo non da imbrattare), e che comunque in Medio Oriente, per quanto riguarda Israele, non e’ in corso una guerra di religione;
– interessante, opinabile e comunque da ampliare, trovo invece il passaggio nel quale, da contribuente, lamenta a Suo dire che si spenda per sorvegliare la Sinagoga e non le Chiese. Le valutazioni di sicurezza competono alle preposte autorita’ e quindi la questione in quelle sedi dev’essere esaminata. Non capisco pero’ cosa c’entri l’8 x1000 (peraltro con destinazione alle singole religioni per gli usi previsti) che, comunque,ciascuno destina a chi ritiene, con la Chiesa Cattolica di gran lunga al primo posto. Se pero’ vogliamo discutere da cittadini contribuenti, devo ricordare allora che a spese del pubblico bilancio (pagati quindi da tutti i vari credenti e anche dai non credenti) sono gli insegnanti di religione cattolica, i cappellani militari, carcerari, ospedalieri cattolici e cosi’ via. Cosa non prevista per gli altri Culti dal nostro Stato che pur si dichiara laico e rispettoso, alla pari, delle varie fedi presenti nel territorio.
Per quanto riguarda la solidarieta’ del mondo ebraico a quello cristiano per le persecuzioni in atto e che denunciamo da tempo, quando ancora molti nel mondo cristiano sembravano non averne concreta percezione, La invito a visitare il mio modesto blog e il sito dell’Unione delle Comunita’ Ebraiche Italiane (www.moked.it ) e trovera’ numerosi interventi, tra i più recenti quelli del Presidente Gattegna e del Rabbino Prof. Giuseppe Laras, Presidente Emerito dell’Assemblea Rabbinica Italiana e gia’ Rabbino Capo anche di Livorno.
Modesta testimonianza, ma sincera, la trovera’ nella rete con la specifica solidarieta’ da me espressa nel caso specifico delle scritte livornesi.
Concludo rinnovandoLe vicinanza in questo momento che, evidentemente e comprensibilmente, La trova emotivamente scosso.
Ma e’ proprio in questi frangenti che, mi permetta di esprimere questo parere, occorre prendere esatta cognizione delle cose e non rifugiarsi illusoriamente altrove.

Con cordialita’,
Gadi Polacco
Comunitando

Gadi Polacco è decisamente più pacato di me…

barbara

SI CHIAMA CARITÀ CRISTIANA

(Ovverosia: se qualcuno schiaffeggia la tua guancia destra, tu porgigli anche la guancia sinistra del primo ebreo che ti capita sottomano)

«Sinagoga controllata a spese nostre, le chiese invece no»

Dura polemica di don Musi contro la Comunità ebraica di Livorno dopo le scritte inneggianti a Hamas anche a Coteto.

LIVORNO. «E’ veramente incomprensibile che certe scritte inneggianti ad Hamas siano state scritte davanti alle nostre chiese. Semmai dovevano essere scritte sui muri della sinagoga».
Don Luciano Musi, a distanza di quattro giorni dal ritrovamento delle scritte W Hamas davanti a quattro chiese cittadine tra cui il Duomo, torna sull’argomento con una nota polemica che ha inviato al nostro giornale. Anche la sua chiesa, San Giovanni Bosco in via Toscana in Coteto, è stata colpita dalla scritta W Hamas che è comparsa sullo scivolo di ingresso proprio domenica mattina, durante la messa. La prima scritta a spuntare fuori è stata sulle scale del sagrato del Duomo. Poi ne è venuta fuori un’altra davanti ai Domenicani, e infine a Santa Maria del Soccorso, in piazza Magenta. Una quinta scritta è stata fatta invec e in via Grande per terra.
Don Luciano, nella sua riflessione, non si spiega perché siano state prese di mira le chiese cattoliche e non la sinagoga, visto che tutto nasce dal conflitto israelo-palestinese che imperversa da anni e che si è inasprito negli ultimi tempi.
«Ma lì (nella sinagoga ndr) non è possibile, perché le forze dell’ordine tutelano la sinagoga 24 ore su 24 – riflette don Luciano – mentre le nostre chiese (anche quelle di grande valore artistico e antiche – La sinagoga è degli anni ’60) non sono quasi per niente tutelate dalle forze dell’ordine. Eppure anche noi paghiamo le tasse e quindi paghiamo con i nostri soldi quel servizio di vigilanza e non ci consta che gli ebrei livornesi diano alla chiesa l’8 x mille».
Don Luciano accenna anche a un incidente diplomatico: «A tutt’oggi la Chiesa livornese, nella persona del suo vescovo, non ha ricevuto alcuna attestazione di solidarietà per i fatti accaduti, da parte della comunità ebraica. Quanto scalpore sarebbe stato suscitato qualora le scritte fossero state fatte davanti alla Sinagoga».
Nulla contro gli ebrei ovviamente, come precisa don Luciano in chiusura: «Come cristiano e come sacerdote considero il popolo ebraico mio fratello maggiore e mi aspettavo dal mio fratello maggiore un’attenzione ed una solidarietà come si usa nelle buone famiglie».

(Il Tirreno, 29 agosto 2014)

Evidentemente, per capire le ragioni per cui davanti alle sinagoghe ci sono le forze dell’ordine e davanti alle chiese no, servono doti intellettive di molto superiori a quelle di cui dispone il buon prelato.

barbara