A PROPOSITO DI SIRTAKI

Qualcuno avrà forse notato la somiglianza di questa danza con la hora, danza tradizionale ebraica diventata poi anche danza tradizionale israeliana (qui qualche interessante informazione).
Io l’ho ballata, un po’ improvvisandola, alla conclusione di uno spettacolo teatrale fatto con una mia classe, cinquantadue personaggi interpretati da venti scolari, che fra un’interpretazione e l’altra si precipitavano a cambiarsi in parte nello sgabuzzino a destra del palcoscenico, in parte in una classe al di là del corridoio oltre l’uscita alla sinistra del palcoscenico, a seconda delle diverse posizioni sulla scena. Io, lì, ho fatto la regista,
regia
con interminabili prove,
prove 1
prove 2
la coreografa, ho scelto le musiche, ho collaborato come tecnico del suono con la mitica Brigitte, in teoria bidella, in pratica pilastro portante di tutta la scuola, ho coordinato la costruzione dei materiali, ho fatto all’uncinetto il tetto azzurro
tetto
e ho danzato la hora insieme agli scolari, con una chiusura inventata da me.
danza 1
danza 2
danza 3
(In realtà ricordo di avere fatto anche qualcos’altro, ma dopo quattordici anni non mi ricorso più che cosa) Le mamme invece hanno provveduto a creare e confezionare gli strepitosi costumi.
costumi 1
costumi 2
costumi 3

costumi 4
Su quale musica avevamo danzato (usando una mia cassetta) non lo ricordo più, ma possono darne un’idea queste due variazioni.

barbara

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IO VADO

Starò via un po’ di giorni. Come sapete, non ho portatile né smartphone o altre diavolerie, quindi fino al mio ritorno niente post. Se vi annoiate o vi intristite per la nostalgia, andate a rileggervi qualcosa di vecchio, che vi farà bene di sicuro. Poi lunedì 27 gennaio andate a rileggervi questo e poi, subito subito senza perdere neanche un secondo correte a guardare questo, che è la cosa più adatta


(quello che vedete a partire dal minuto 2.38 lo avrei fatto anch’io, questa volta, se non fosse stato per il cannocchiale. Stavolta mi sentivo veramente di farlo) e poi ballate,

e ballate,

e ballate

e ballate ancora.

Perché noi siamo VIVI, e i vivi BALLANO!
A presto.

barbara