VOGLIAMO DISCORRERE UN PO’ DI ECONOMIA?

Presto presto, dobbiamo diminuire i parlamentari! Costano troppo, anzi troppissimo! Bisogna tagliare le spese! Subito subitissimo, se no non ne usciamo!

Conte alza gli stipendi: quanto guadagnano ora i dirigenti di Palazzo Chigi

L’Italia è messa in ginocchio dagli effetti del Covid-19, ma per i dirigenti di palazzo Chigi c’è l’aumento in busta paga. Alla faccia della lotta alla casta

I drastici effetti economici provocati dall’emergenza Coronavirus sono purtroppo sotto gli occhi di tutti, tra attività chiuse e infinite difficoltà nella ripartenza.
Il governo non sempre si è dimostrato concretamente al fianco di chi è stato maggiormente colpito in questi mesi. L’auspicio è che con l’arrivo dei soldi del Recovery Fund si possa fornire il giusto carburante per il rilancio del nostro Paese, ma a una settimana dal vertice dei leader previsto a Bruxelles per giovedì e venerdì prossimi è andato in scena uno scontro totale tra il Parlamento europeo e il Consiglio sul Bilancio pluriennale della Ue e il Recovery Fund, che potrebbero restare così bloccati. Come se non bastasse, mentre l’Italia è ancora in ginocchio, i dirigenti di palazzo Chigi sono pronti a brindare. Magari, rispettando le nuove limitazioni sul distanziamento nelle case e sull’obbligo di indossare la mascherina, si potrebbe organizzare una grande festa.
Eh sì, perché per loro sarebbe previsto un bell’aumento in busta paga. Chi se ne frega se gli italiani ogni giorno devono fare i conti con le realtà più tristi e sgradevoli. Tanto le loro buste paga si preparano a essere rimpolpate. Come riportato dall’edizione odierna di Libero, il nuovo contratto proposto dall’Aran arriverebbe a garantire fino a 1.126 euro lordi in più al mese. In tal modo i dirigenti di seconda fascia della Presidenza del consiglio, destinatari della somma prevista dall’agenzia che rappresenta lo Stato nella contrattazione con i sindacati del pubblico impiego, giungerebbero a una simile cifra addizionando le diverse voci (aumento generalizzato, incremento per ridurre il divario dai loro colleghi di prima fascia, fondo legato al risultato).

“Un giusto ricompenso”

[Ho controllato: esiste. Ma finora non l’avevo mai sentito]

Anche gli altri dirigenti di palazzo Chigi sono pronti a esultare: nella peggiore delle ipotesi potrebbero sommare 331,80 euro di aumento ai 136,80 euro della retribuzione di risultato, arrivando così ad avere una busta paga più pesante di 468,6 euro. Mica male. Alt, però. Non è mica finita qui: questi sono solamente i numeri portati al tavolo dall’Aran, cioè la “parte datoriale”, che durante il confronto con i sindacati potrebbero addirittura lievitare. Alla faccia della lotta alla casta (con la poltrona degli altri) portata avanti dai grillini fino al 4 marzo 2018. Chi sa se organizzeranno quelle stesse mobilitazioni nazionali che erano soliti promuovere quando al governo vi erano gli altri.
L’8 ottobre sul sito dell’Unadis è apparso un comunicato mediante cui è stato annunciato l’avvio delle trattative per il rinnovo del contratto dei circa 300 dirigenti della Presidenza del consiglio dei ministri: stando ai numeri calcolati nell’anno 2015, si tratterebbe di 101 afferenti alla prima fascia e 169 di seconda fascia. La trattativa si è riaperta dopo dieci anni di blocco. Per l’Unione nazionale dei dirigenti dello Stato si tratta di un momento “molto importante, nonostante il ritardo con cui si è arrivati, per dare il giusto riconoscimento, economico e giuridico, ai dirigenti di Presidenza, impegnati in settori cruciali per il nostro Paese”. L’Unadis, insieme a Cgil e Cisl, ha chiesto di arrivare a un accordo in tempi celeri, ragionevolmente entro la fine del 2020. I fondi per il rinnovo, nello specifico per la riduzione della forbice tra prima e seconda fascia, erano stati stanziati con la legge di Bilancio dello scorso anno.
Luca Sablone – 10/10/2020, qui.

E ora una saggia riflessione, preceduta da questa significativa immagine

Fabrizio Fabbro

Non muore nessuno se non si va dal #Parrucchiere per due mesi. Al massimo muore quel salone (e magari il titolare è tua sorella, tua mamma, tuo zio) e nel quale la ragazza che fa lo shampoo è in affitto nella casa che hai acquistato ad uso investimento e per il quale stai pagando un mutuo.
Non muore nessuno saltando la ceretta dall’#estetista. Al massimo chiude quello studio… che magari è di tua figlia, tua moglie… o che fornisce di prodotti tuo figlio che verrà licenziato a fine mese se non raggiunge l’obbiettivo di vendita. Cosa accadrà mai saltando due mesi di #Danza, al massimo chiude quella Scuola … che potrebbe essere però della tua compagna o di tua sorella ed è aperta da soli 30 anni. Puoi anche non andare in #palestra per 60 giorni. Che ci interessa!?!? Puoi sempre fare del sano esercizio fisico nel giardino di casa… Poi se non riaprirà più perché non sarà in grado di pagare gli affitti arretrati, continuerai a fare step sul gradone della veranda… E sì, se è di tuo padre che mantiene te e tuo fratello agli studi!?! Al #ristorante? Ma cucinate a casa vostra che si mangia anche meglio… tanto quando avranno chiuso più della metà dei locali perché i titolari sono in ginocchio… tu potrai ottimizzare l’arte dell’uso del lievito che hai messo a fuoco in questi mesi. Sperando che il ristorante non sia del tuo datore di lavoro. #Sartoria? Ma davvero vai ancora dalla sarta? Ma compra su Amazon come tutti! Anche se la sartoria l’ha fondata tua nonna ed hai messo la tua fideiussione personale sul leasing per l’acquisto dei nuovi macchinari. E che dire dei #bar? Meglio se chiudono, no!?!? Così tuo marito torna a casa prima la sera e non perde tempo a parlare di pallone con gli amici… Sperando però che non sia il proprietario di quel locale. #Contadini? Ma dai!!! Che le mele dall’estero riusciamo ancora a prenderle e, del sano vino all’etanolo, lo importiamo senza problemi.
Esiste un punto in cui le misure per contrastare il #virus uccidono più del virus stesso.

È FACILE DIRE DI STARE A CASA QUANDO HAI LO STIPENDIO GARANTITO. MA NON #ANDRATUTTOBENE #ACASADITUTTI

Fulvio Del Deo

Proibire la musica, gli spettacoli. Finora c’erano riusciti solo i talebani quando tenevano in scacco l’Afghanistan.

Stefano Burbi

Quando sento dire che è giusto chiudere le “attività non essenziali”, non posso non pensare alla mancanza di empatia e di sensibilità che mostrano le persone che lo pensano, adducendo come motivazione il “bene comune” e la salute.
Cosa vuol dire “non essenziale”? Pensate ad un mondo senza musica, senza spettacoli, senza cinema, e vediamo se vi sembrerà ancora lo stesso mondo; parlate alle tante persone che lavorano per gli spettacoli dal vivo e vediamo cosa vi diranno su queste attività, per loro essenziali per poter vivere; pensate che vi tolgano lo stipendio sicuro che ogni mese giustamente riscuotete e forse riconsidererete il concetto di “non essenziale”.
Se prevedete dei congrui risarcimenti, e non delle elemosine, per ognuno dei lavoratori dei settori che reputate non necessari e di cui potete fare a meno, continuate pure a ritenere che sia giusto chiuderli o ridimensionarli. Altrimenti tacete. Purtroppo non si ragiona con chi ha paura e la paura va rispettata. Ma, a maggior ragione, si deve anche rispettare un semplice ed elementare diritto: quello di vivere.
Stefano Burbi

Con due immagini della protesta dei lavoratori dello spettacolo in Piazza Duomo

e un video

NOTA: non sono vestiti di nero in segno di lutto, come ho letto in un articolo, ma perché il nero è l’unico colore ammesso nel teatro e nello spettacolo in genere: devi concentrarti unicamente su quello che stai facendo, sulla tua parte, sulla gestualità, sull’espressione, senza rischiare di essere distratto da colori fantasie luccichii.

Noi abbiamo cominciato ieri sera, rigorosamente in nero, ovviamente, e così:

1_stampare il proprio copione, evidenziare le proprie parti e custodirlo in una bustina/pinzarlo per evitare fogli volanti. 

2_portare una penna e/o una matita personali 

3_indossare la mascherina fino al raggiungimento della propria postazione (che sarà debitamente indicata). [in realtà qualcuno l’ha tenuta per tutta la serata, anche per leggere le parti; qualcuno l’ha abbassata, io l’ho messa in tasca]

4_indossare un maglione ed eventualmente un doppio calzino in quanto prevederemo 5 min di areazione tra un’ora e l’altra di lavoro 

5_igienizzarsi le mani all’ingresso 

6_portare una busta grande tipo quelle del supermercato che possa contenere TUTTI i vostri accessori che non dovrebbero entrare in contatto con quelli degli altri: la vostra giacca, la vostra borsa e le vostre scarpe (lavoreremo come sempre scalzi).

7_una volta rispettate tutte le restrizioni….RESPIRIAMO E GODIAMOCI LA VITA E IL POTERE RIGENERATORE DEL TEATRO e scordiamoci del mondo per 2 ore!!!

Se avete problemi con una qualsiasi di queste indicazioni fatemi sapere 

io ho mascherine in abbondanza, penne e buste igienizzate e posso stampare qualche copione in più 🙂

E ora godetevi, sempre in tema di economia con cui eravamo partiti, ma anche in tema di grande rappresentazione, questa strepitosa Giorgia Meloni

e se vi resta ancora una briciola di tempo e di pazienza andate anche a leggere questo e a guardare questa, ancora gran bella donna, tra l’altro, a sessant’anni suonati.

barbara

QUANDO L’IDEOLOGIA VIENE PRIMA DI TUTTO

Prima della deontologia professionale, prima dell’onestà, prima della verità, prima perfino della sicurezza nazionale e mondiale.

Trump contro i media mainstream è il vero duello: una manipolazione sistematica e permanente, persino sul Covid

Il weekend appena trascorso ci ha fatto capire una cosa, qualora non l’avessimo compresa prima. La vera partita, nella corsa alla Casa Bianca, non è solo fra Trump e Biden, ma anche e soprattutto fra Trump e i media “seri”, i cosiddetti main stream media (AbcNbcCbsCnnNew York TimesWashington Post, etc. per intenderci).
La strategia di Biden è chiara: rimanere il più possibile nascosto nel suo “seminterrato”, e sperare che il lavoro per lui lo facciano altri – i main stream media, innanzitutto, che bombardano quotidianamente il presidente su ogni aspetto della sua attività (o non attività). Sperando anche di beneficiare di qualche imprevisto o infortunio di Trump, come ad esempio il contagio da coronavirus che lo ha colpito in questi giorni.
Il modo in cui i main stream media hanno seguito l’evoluzione della malattia del presidente ne conferma il ruolo di veri e propri strumenti operativi della campagna Biden.
L’atteggiamento dei giornalisti alla conferenza stampa del medico curante del presidente è stato semplicemente sconcertante. Erano tutti interessati a conoscere dettagli secondari sulle terapie applicate al paziente, con l’evidente scopo di cogliere delle contraddizioni con sue precedenti dichiarazioni, reali o asserite tali, circa i metodi di cura più efficaci per affrontare questa nuova malattia. Ma nessuno ha mai chiesto se Trump fosse in grado di governare il Paese, e se lo fosse stato continuativamente per tutto il periodo dall’inizio della malattia.
Non si tratta di una domanda di poco conto, anzi è la domanda principale, se si considera che Trump ha con sé, all’ospedale, la valigetta con i codici nucleari [e non oso immaginare che cosa potrebbe succedere se quella valigetta finisse in mano a un disastrato mentale come Biden]. Stiamo parlando del capo di Stato la cui capacità di governare ha impatto non solo sul popolo americano, ma anche su molti altri popoli nel mondo, se non tutti. Eppure, questo aspetto cruciale sembra non interessare minimamente ai giornalisti, che si sono dimostrati molto più attenti a capire come mai Trump sia stato curato con antivirali e steroidi, e non con iniezioni di candeggina (per fare riferimento ad una leggenda metropolitana che gli è stata affibbiata dai media).
Questo sconcertante atteggiamento dei main stream media si è replicato nelle ultime ore, quando Trump ha deciso di fare un giro in auto fuori dall’ospedale per salutare i propri sostenitori (e far vedere al mondo che sta “meglio”). Apriti cielo. Gli “esperti” interpellati dai main stream media hanno iniziato ad accusarlo di essere un irresponsabile, di aver messo a rischio il suo staff, in primis gli agenti della scorta che hanno viaggiato in macchina con lui.
Nelle prossime ore assisteremo ad una battaglia tra giornalisti e la Campagna Trump sulle misure di sicurezza che sono state adottate per consentire al presidente questa passerella (la mia intuizione è che la risposta risieda nel tipo di auto che è stata usata, vedremo se è giusta). Durerà 24/48 ore, dopodiché si passerà alla polemica successiva. E avanti così.
Ma prima che ciò avvenga, vorrei richiamare l’attenzione di chi ha la pazienza di leggermi su un particolare. In questo momento i main stream media sono interessatissimi alla sicurezza degli agenti della scorta di Trump. Ma non lo sono stati altrettanto venerdì scorso, quando è uscito dalla Casa Bianca a piedi ed è salito sull’elicottero alla volta dell’ospedale. Anche venerdì scorso Trump era certamente positivo al virus, e quindi presumibilmente contagioso. Però allora nessuno ha sollevato polemiche, per il fatto che gli agenti della sua scorta ed i membri del suo staff (almeno il colonnello dell’Air Force che porta la suddetta valigetta coi codici nucleari ha viaggiato con lui) non fossero bardati con tuta antibatteriologica.
Perché? Il motivo è presto detto: perché quelle immagini già di per sé mettevano in difficoltà Trump. La notizia del ricovero era già di per sé una notizia negativa. Non occorreva quindi calcare la mano, ed anzi, si trattava di un evento clamoroso e spiazzante, che all’inizio è stato trattato con molta prudenza.
Ora, invece, la passerella per salutare i sostenitori fuori dall’ospedale è sicuramente una notizia positiva per Trump, non solo perché dimostra che sta reagendo bene alle terapie, ma anche perché conferma la sua capacità di governare, che la Casa Bianca aveva già tentato di dimostrare diffondendo foto e video ripresi durante il ricovero. È dunque necessario trovare un argomento che ridimensioni l’immagine del presidente e possa aiutare Biden, ed ecco che si tira fuori il tema della sicurezza degli agenti di scorta di Trump.
Si palesa così il tema di fondo di questa campagna elettorale: non è solo e non tanto Trump contro Biden, ma è anche e soprattutto Trump contro i main stream media. Il terreno di scontro preferito da questi ultimi è il tema della pandemia, perché, si sa, la paura fa vendere copie e aumenta l’audience. Ma le contraddizioni dei giornalisti “seri” nel sollevare le domande più elementari aumentano il senso di smarrimento di chi sta seguendo quanto sta accadendo nel mondo, e non solo negli Stati Uniti, cercando di capire quanto ci sia di vero, e quanto, invece, sia frutto di manipolazione mediatica.

Mattia Magrassi, 6 Ott 2020, qui.

Qui una rappresentazione molto realistica dei sentimenti dei sinistri

Anche in Italia ideologia e disinformazione a manetta si danno la mano, e non contenti di disinformare sulla situazione in patria, si dedicano attivamente alla disinformazione anche su ciò che accade all’estero:

E l’amico Elio Cabib che ha pubblicato il video così commenta:

“Io sono in Olanda in questi giorni e confermo che all’aperto nessuno porta la mascherina, nei supermercati alcuni la portano e altri no, non è obbligatoria.”

In Italia invece non permettiamo un simile lassismo, ci mancherebbe, e se decidiamo di imbavagliare la gente lo facciamo sul serio. Per fortuna a Napoli le forze dell’ordine passano tutto il loro tempo a grattarsi le palle, mai che succeda qualcosa che interrompa la loro noia mortale, e quindi quando succede qualcosa di veramente serio, possono accorrere prontamente a scongiurare la tragedia:

E giustamente

Stefano Burbi 

si chiede:

PERCHE’ CE L’AVETE CON NOI ITALIANI?

Il governo ha praticamente spalancato i porti a migrazioni incontrollate, estendendo il concetto di una ideale e teorica “protezione umanitaria” e riducendo sensibilmente le pesanti sanzioni alle ONG che portano sulle nostre coste clandestini, molti dei quali sono semplicemente “migranti economici”, dunque certamente non idonei ad essere accettati come aventi diritto a restare in Europa e destinati a restare illegalmente sul nostro territorio, visto che gli altri paesi dell’EU non li prenderanno.
In compenso, dal 15 ottobre, Equitalia, con 9 milioni di cartelle, potrà ancora bussare alle porte degli Italiani, provati dalla chiusura della scorsa primavera e dalla crisi seguita all’emergenza sanitaria e per chi non porterà la mascherina all’aperto, in alcune regioni, è prevista una multa di 3.000 (Tremila) Euro.
Verrà impiegato anche l’Esercito per controllare i “pericolosi” assembramenti di giovani, mentre verranno stesi tappeti rossi a sconosciuti sbarcati illegalmente in Italia.
Scafisti, mercanti di schiavi, professionisti dell'”accoglienza” festeggiano.
Un po’ meno gli Italiani, almeno quelli che sanno vedere, ascoltare e capire.
Ma un governo non dovrebbe fare prima di tutto l’interesse dei propri cittadini? O le cose sono cambiate nel frattempo?
Mi risulta davvero difficile pensare che gli Italiani possano credere che quanto sta facendo questo esecutivo sia nel loro interesse.
Forse mi sbaglierò io, ma ne dubito.

Ottimista, il buon Burbi: un sacco di italiani, purtroppo, ci crede davvero, e continuerà a sostenere questo branco di delinquenti che ha messo in ginocchio un’intera nazione, e ancora non accenna a smettere.

barbara

CONTINUANDO A DELIRARE

Qualcuno leggero, qualcuno pesante, qualcuno buffo, qualcuno tragico. Li metto così, in ordine sparso, come li ho raccattati.

Ho appena appreso di un caso veramente straordinario nella sua stupidità: in occasione della 500 miglia di Talladega, gara della serie automobilistica NASCAR (quella di ‘giorni di tuono’ con Tom Cruise, per intenderci) i meccanici di Darrell Wallace, unico pilota nero della serie trovano un ‘cappio’ penzolante dalla porta dei box.
Ovviamente parte la campagna di indignazione: gli organizzatori fanno tuoni, fulmini e saette, viene assegnata una scorta al pilota, arriva in pista il team prinicipal del pilota, l’ottantaduenne leggenda della NASCAR ‘King’ Richard Petty, che sfida il Coronavirus per sostenere il proprio pilota, si propongono per il colpevole dell’orrendo crimine punizioni che vanno dalla radiazione a vita alla crocifissione in sala mensa, ad indagare arriva persino l’FBI…
E alla fine dopo tante sbroccate si scopre che il’cappio’ nient’altro è che una corda da utilizzare per la chiusura dei box, che è stata installata già parecchi mesi fa ed è presente in molti dei box dell’autodromo…
No, non è un articolo di Lercio, allego qui il link che rivela l’assurdo finale di questa stupidissima storia (sul sito, se vi interessa potete seguire l’intera vicenda…)
https://www.italiaracing.net/Un-colossale-malinteso-che-aiuta-i-razzisti-il-cappio-a-Bubba-Wallace/241103/35 (qui)

Poi li voglio vedere quando il lupo arriverà davvero – perché il lupo c’è, poco ma sicuro, e garantito che prima o poi arriva – e non solo nessuno accorrerà più in aiuto, ma verranno pure spernacchiati.

Angelo Michele Imbriani

Ne ho lette tante in questi mesi sulla pagina di De Luca, ma questa le supera tutte: una signora (seriamente) vuole sapere che sintomi hanno gli asintomatici…

Embè, mi sembra giusto: se non mi spieghi che sintomi hanno, come faccio a riconoscerli e guardarmene.

Churchill giù, Lenin su  Pagliacci di tutto il mondo, unitevi

di Giovanni Sallusti

Le statue ormai sono il termometro della contemporaneità, dei suoi vezzi, delle sue psicosi. E per certificarne lo stato febbrile, basta la seguente immagine: Churchill giù, Lenin su. E la fine della storia, ma opposta a quella che Francis Fukuyama certificò con faciloneria liberal all’inizio degli anni Novanta: non l’eterno trionfo della democrazia liberale, ma il suo spettacolare suicidio pubblico.

Così, accade che mentre i teppisti cocchi dell’establishment intenti a devastare le città d’Occidente si accaniscono in nome dell’antirazzismo sul busto di Sir Winston (un colonialista alcolizzato che ebbe perfino il cattivo gusto di non arrendersi a Hitler quando costui era il padrone d’Europa), nel cuore del Vecchio Continente viene edificato un monumento alla memoria imperitura di Vladimir Ul’janov, detto… Lenin. Precisamente, nel cuore di quella che fu la Germania occidentale (ed è la prima volta!), l’ultima landa libera prima della tirannide per tutta la Guerra Fredda, a Gelsenkirchen.
A più di trent’anni dal crollo del Muro, un grugnito balordo della Storia, una surreale rivincita ideologica che danza su milioni di cadaveri. L’iniziativa è del Partito Marxista-Leninista Tedesco, che detto così sembra una burla vintage, in realtà oggi è il più grande partito della sinistra radicale teutonica.
I cadaveri sono quelli fabbricati in serie dalla macchina sterminatrice del comunismo sovietico, di cui Lenin fu teorico principe e primo attuatore. In questo senso, sl, si può dire che “era un pensatore in anticipo sui tempi”, come ha blaterato il presidente del Partito Gabi Fechtner in occasione della presentazione della statua (alta 2,15 metri, originariamente realizzata nella Repubblica Ceca nel 1957, poi finita all’asta perché i cechi ovviamente non volevano nemmeno più sentirne pronunciare il nome): ha anticipato tutto il canovaccio dell’ideologia più mortifera del secolo scorso, e per distacco.
La dittatura del proletariato, l’omicidio politico di massa, il Terrore istituzionalizzato dal Partito/Stato. C’era già tutto in Lenin, gli allievi successivi, da Stalin a Mao a Pol Pot, possono aver superato il maestro nella contabilità della strage, ma non hanno fatto che replicarne la ricetta. Solo qualche pillola del leninismo: «I tribunali devono non già abolire il terrore, bensì, all’opposto, sancire il terrore in linea di principio, in modo chiaro e netto, senza ipocrisie e senza orpelli». «L’obiettivo comune e unico: ripulire il suolo della Russia di qualsiasi insetto nocivo, delle cimici: i ricchi». «I kulalki.. questi ragni velenosi, queste sanguisughe hanno succhiato il sangue dei lavoratori… A morte!».
Fu proprio Lenin a massacrare per primo questa classe di piccoli contadini-proprietari (un’eresia vivente per il bolscevismo) col «comunismo di guerra», poi Stalin ultimò la pratica internandone 2,5 milioni nei campi di concentramento.
La stessa istituzione dei campi, questo non-luogo che segnerà tutto il Novecento (e che sopravvive tuttoggi, pensiamo ai 1400 lager cinesi di cui ormai è démodé raccontare) fu collaudata dal padre della Rivoluzione d’Ottobre nelle isole Solovki, nel Mar Bianco, dove andò in scena tutto il campionario di fame, tortura, sadismo, perfino antropofagia, che sarà poi la costante del gulag e del lager.
Crimini per cui nessuno si è mai inginocchiato o si inginocchierà, infamie per cui nessuno assalterà il monumento eretto dai compagni, morti sempre considerati minori dall’intellighenzia cresciuta a champagne e Soviet, se non rivendicati come effetti collaterali nella faticosa ascesa al paradiso socialista («per fare una frittata bisogna rompere delle uova», è d’altronde un vecchio detto leniniano). Questa è la biografia politica e umana dell’unico che oggi, nel mondo “civile”, riesce ad andare in controtendenza, a farsi erigere, e non ad essere abbattuto.
In America hanno preso a martellate i busti di Cristoforo Colombo, Thomas Jefferson, Abramo Lincoln. Ma quello di Lenin esposto nel quartiere hippie di Seattle è ancora intatto.
In Europa imbrattiamo la memoria di Churchill (l’uomo grazie a cui questo articolo non è scritto in tedesco, e sottoposto al vaglio preventivo della Gestapo) e glorifichiamo quella del “rivoluzionario di  professione”. Non sta tramontando, l’Occidente, si sta capovolgendo in farsa: pagliacci di tutto il mondo, unitevi. (qui)

Già: mentre si abbatte la statua dell’uomo che per oltre un anno e mezzo ha tenuto testa, letteralmente da solo, a Hitler e all’esercito più potente del mondo,  non solo viene lasciato là dove c’è, [Siattle]
Lenin-a-Seattle
ma viene addirittura messo dove non c’era, [Gelsenkirchen]
Lenin
il capostipite del comunismo reale, due miliardi di schiavi e cento milioni di morti, a tenerci bassi.

Stefano Burbi

Dal centro di accoglienza per richiedenti asilo di Bari sono numerosi i tentativi di fuga e le evasioni di migranti giovani e forti provenienti da paesi che non sono in guerra ed addirittura sono mete turistiche di grande attrazione: le loro domande, quindi, molto prevedibilmente verranno respinte in un prossimo futuro e nel frattempo questi signori sfruttano il nostro welfare sottraendo le scarse risorse a italiani e immigrati regolari.
Per loro nessun drone o pattuglia con il chiaro mandato di intercettarli in quanto trasgressori di chiare e precise regole: evadendo, questi soggetti senza identità certa e dalle intenzioni poco chiare, commettono infatti un reato, e, soprattutto in periodo di pandemia, potrebbero costituire un pericolo per la salute pubblica.
Ricordo ancora lo zelo con cui forze dell’ordine e polizia locale multavano gli italiani – spesso anziani o cittadini chiaramente inermi – rei di correre per i parchi deserti, di sedersi su una panchina, di andare a fare la spesa “troppo spesso”, di accompagnare la moglie al lavoro. Ieri l’altro un treno regionale diretto a Cosenza da Napoli è rimasto 2 ore fermo a Sapri perché una donna tossiva troppo ed i passeggeri hanno dato l’allarme temendo un caso di Covid-19: bene, non si è mai troppo prudenti, ma allora perché questa indifferenza alla libera circolazione di soggetti perfettamente sconosciuti entrati illegalmente in Italia?
Se qualche nostro amministratore ha a cuore la sorte di cittadini extracomunitari, che meritano rispetto come chiunque altro, PIU’ del benessere dei cittadini che amministra, si dimetta e si candidi in Tunisia, Marocco, Nigeria, Senegal, o dove più gli aggrada: se gli permetteranno di presentarsi alle elezioni e se lo voteranno, potrà finalmente fare in modo più semplice ed immediato quello che in realtà vuole fare qui, senza far ricadere su altri le proprie scelte.
Solo un paese sano e prospero può essere di aiuto per se stesso, prima di tutto, e poi per il mondo intero.
Siamo tutti esseri umani: benissimo. Tutti. Anche i nostri concittadini.
E se qualcuno è in difficoltà, non va lasciato indietro: diciamolo ai capi dei governi di quei paesi che evidentemente non fanno abbastanza per i propri amministrati.
E se qualcuno, dall’esterno, ostacola il processo di sviluppo di tali paesi, diciamogli di smettere.

P.S. Nei prossimi mesi è probabile un collasso vero e proprio della nostra economia con ricadute sulla tenuta sociale. Non giochiamo con il fuoco.

Stefano Burbi

Il problema, caro Burbi, è che noi il fuoco lo vediamo, “loro” no.

La gaffe di Cancelleri: «Sono tornati i turisti». Invece era la nave dei migranti

22/06/2020

Il viceministro delle Infrastrutture a Porto Empedocle scambia la Moby Zazà (affittata dal suo ministero) per una nave da crociera.

Beh, cosa c’è da meravigliarsi: se non fosse scemo, mica lo avrebbero fatto entrare nel governo. E giusto a proposito di governo:

E dopo questa montagna di cacca retorica io chiedo: e dunque? In conclusione? Da questa vagonata di soldi che ci avete sfilato dalle tasche, che cosa è sortito?

Dite che può bastare? Che la vostra dose quotidiana massima di deliri è stata raggiunta? OK, per oggi mi fermo qui, e continuo domani.

barbara

MI CHIEDO 2

Hanno distrutto, annientato, cancellato con un tratto di penna la nostra vita sociale, hanno stabilito chi ci viene graziosamente concesso di incontrare e chi no, hanno decretato che cosa possano fare  due fidanzati quando finalmente dopo due mesi è stato graziosamente concesso loro di incontrarsi (per la precisione: non possono toccarsi), ci hanno vietato di avvicinarci, abbracciarci, toccarci, stringerci la mano – ma veramente esiste qualcuno che creda che ci si ammala abbracciando un amico o stringendogli la mano? E hanno cancellato i nostri volti. Ci hanno trasformati in monadi senza finestre. Ma veramente dopo che tutti questi superesperti non ne hanno azzeccata una che sia una c’è ancora qualcuno disposto a dare loro credito? E, soprattutto, a decidere, sulla base delle fantasie di questi signori, della nostra vita? E io

Mi chiedo

Quousque tandem abutere governo patientia nostra?

Vedo questo grafico
chiusura
in cui leggiamo che dopo la chiusura (fermiamoci per due settimane – tempo massimo di incubazione del virus – così quello non circola più e possiamo riprendere senza rischi) nelle cinque settimane e mezzo successive il numero dei malati è aumentato di 11 volte (1100%, per chi preferisce i dati in termini percentuali); poi dopo che era sceso, tra l’altro in maniera lenta e discontinua, di poco più del 5%, si è deciso di riaprire e lì, indovina un po’, con la riapertura e gli sconsiderati incoscienti che ne approfittavano e si ammucchiavano dappertutto e la criminale movida che tanto ha fatto piangere il povero sindaco Giuseppe Sgabuzzino eccetera eccetera, in venti giorni il numero dei malati si è dimezzato. Ma il governo continua a minacciare una nuova chiusura, una nuova messa agli arresti di 60 milioni di cittadini, pardon, di sudditi, avvertendo che se non obbediamo alla lettera arriva la seconda ondata.  E io

Mi chiedo

Quousque tandem abutere governo patientia nostra?

E a proposito di seconda ondata:

Stefano Burbi

LA SECONDA ONDATA DEL COVID? MA SE NON VEDEVANO NEMMENO LA PRIMA…
piazza deserta
Un anziano seduto su una panchina per riposarsi prima di andare al supermercato in pieno lockdown: multato. Un disoccupato a cena dai genitori percorre 400 metri e sconfina nel Comune vicino: multato. Un operaio, prima di recarsi al lavoro si abbassa la mascherina per fumare una sigaretta all’aperto: multato. Non continuo la lista delle amenità che mettono in dubbio l’intelligenza dell’uomo, ma vi dico che in un altro paese sarebbe scoppiata una rivolta per molto meno e ve lo dice, credetemi, un uomo mite e non violento per principio.
Visto che si sono resi conto dei danni che ha provocato questa chiusura selvaggia e prolungata (fermi lì, non tirate ancora in ballo i morti per covid, perché nessuno li discute), adesso, comprendendo che il gettito fiscale sarà molto povero, le amministrazioni (tutte, nessuna esclusa) vedono nelle multe assassine e vigliacche l’unico sistema per fare cassa. Chi lo nega è in malafede o non si rende conto della realtà (uso degli eufemismi, i termini corretti sarebbero altri).
Non lo fanno certo per il nostro bene o per la nostra salute, e se qualcuno pensa davvero che queste regole siano la panacea di tutti i mali, beh, allora abbiamo un problema grossissimo.
Sarebbe più facile, in realtà, riportare tutto alla quasi normalità, e far ripristinare il flusso degli introiti nell’economia reale, ma prima di rivedere i turisti qui, ben poco vogliosi di venire in un lager a cielo aperto, fatto di regole assurde ed oppressive, credo che passi un bel po’ di tempo, per cui ormai le entrate in Italia, per il 2020, saranno limitatissime, e con esse le tanto amate tasse. (A Firenze il 99% delle prenotazioni alberghiere è stato cancellato, dato ufficiale riportato stamattina da “La Nazione”). Cercare di ripristinare il buon senso, però, sconfesserebbe l’operato di questo governo, che qualcuno addirittura ringrazia (sic!) per quello che ha fatto. Nessuno ammetterà i propri marchiani errori, per cui, non illudiamoci, il regime di terrore che il gregge sta accettando, quasi ringraziando i suoi carnefici, non finirà così presto. Troppo comodo gridare alla “seconda ondata del virus” per tenere tutti sul chi vive (fermi lì, di nuovo, non ho detto che non ci vuole prudenza, ma, appunto, prudenza, mica ossessione), quando gli stessi che allarmano e terrorizzano, non avevano visto nemmeno la prima ondata, che era già vicino a loro. Per quanto mi riguarda, certi personaggi hanno per me credibilità zero. Sto finendo in questi giorni il mio musical sulla “Fattoria degli Animali” di Orwell, in cui la cricca dei maiali si impossessa del potere togliendolo al fattore, il signor Jones, che viene cacciato, ed instaura un vero regime, che ogni tanto le bestiole osano mettere timidamente in discussione, ma che Piffero (o Clarinetto, secondo altre versioni) riesce a difendere sempre così: “Volete discutere quello che facciamo? Volete davvero che torni il signor Jones?”

Nel Covid hanno trovato un perfetto signor Jones.

P.S. Non ho alcun interesse personale ad esprimermi in questo modo, se non quello di essere di aiuto a far vedere le cose sotto un’altra luce. Ah, dimenticavo, non sono e non sono mai stato un negazionista del virus, ma a tutto c’è un limite.

Nella foto: le piazze come qualcuno le vorrebbe. Ma il cielo è sempre più blu… Auguri.

E io

Mi chiedo

Ma perché siamo sempre i soliti quattro gatti ad accorgerci di ciò che è chiaro come il sole?

E poi ci sono tutte queste orde di paranoici isterici nevrotici ossessionati fanatici che chiedono la chiusura sine die o giù di lì di scuole uffici negozi bar ristoranti pizzerie discoteche cinema teatri palestre piscine eccetera fino a quando non si raggiungerà il rischio zero, e io

Mi chiedo

ma perché allora, se l’obiettivo è il rischio zero, non pretendono l’abolizione di qualunque mezzo di trasporto, dall’aereo al monopattino, di qualunque macchinario artigianale o industriale che possa essere causa di incidenti, di tutti gli elettrodomestici o meglio, per andare ancor più sul sicuro, della corrente elettrica, del fuoco, delle posate (o almeno di forchette e coltelli), il divieto di nuotare, scalare montagne, intraprendere spedizioni speleologiche, distruzione di tutti i farmaci (c’è sempre qualcuno che è allergico a questo o a quello), divieto di avere rapporti sessuali, che potrebbero trasmettere malattie… L’unica sarebbe di riunirsi in qualche caverna isolata, e vivere lì tranquilli al riparo di ogni pericolo. Loro, beninteso: così almeno la finiscono di scassare il biatomico e ci lasciano finalmente vivere in pace.

E poi vedo questo video allucinante

in cui la signora Botteri considera altamente positivo, sia pure con qualche, peraltro abbastanza trascurabile, effetto collaterale, l’enorme campo di concentramento, perfino peggio che ai tempi di Mao, in cui è stata trasformata la Cina, e ci racconta che con questo sistema la Cina ha completamente domato il virus (maavaaa?). E, leggo altrove, l’inviata Rai del Tg1, signora Giovanna Botteri, ha definito i manifestanti di Hong Kong “terroristi secessionisti”. Ricordo anche, la sera del 12 ottobre 2000, a poche ore dal linciaggio di Ramallah – i due riservisti israeliani che avevano sbagliato strada portati in una caserma dell’autorità palestinese, scaraventati giù dalla finestra e fatti letteralmente a brandelli dalla folla sottostante – la signora Botteri parlare in tono esaltato di questi nostri magnifici ragazzi, eroi che resistono al potere sionista… E io

Mi chiedo

Fino a che punto può arrivare l’abiezione umana? Fino a che punto un essere appartenente purtroppo alla specie umana può arrivare a prostituirsi al padrone, senza neppure l’attenuante della fame?

E passando a uno scempio diverso ma dopotutto non molto minore, vedo questa specie di incrocio fra una medusa gigante e un calamaro altrettanto gigante
Leonardo
installato nella piazza del municipio di Pavia e

Mi chiedo

quanta perversione ci vuole per oltraggiare fino a questo punto una delle massime glorie della specie umana? (Ma anche se fosse un anonimo contadino analfabeta, guarda)

E infine, dopo tante schifezze,

Mi chiedo

Quanta passione, quanto impegno, quanta dedizione, oltre a uno straordinario talento naturale, ci vogliono per raggiungere, a undici anni, un risultato come questo?

barbara

TRE RIFLESSIONI

Una mia e due altrui.

La mia. Il Veneto ha avuto quello che poteva diventare uno dei peggiori focolai in Italia, se non forse il peggiore in assoluto; eppure, con una popolazione che è la metà di quella della Lombardia, ne è uscito con un quarto dei contagi rispetto alla Lombardia e poco più di un decimo dei morti. Come ha fatto? Semplicissimo: violando tutte le regole stabilite, infrangendo tutti i protocolli, disobbedendo a tutte le direttive impartite dal governo, dall’OMS, dal ministero della salute*, dalla protezione civile, dall’Istituto Superiore di Sanità, dai virologi e dalla gigantesca ammucchiata di esperti vari misti che ci sono stati scaraventati sulle spalle. Grazie a un microbiologo che ha capito quello che tutti gli altri non avevano capito e a un presidente di regione che ha deciso di assecondarlo: “Il punto di svolta si è avuto quando fra la notte del 20 e 21 febbraio è morto un paziente a Vò Euganeo… Abbiamo quindi convinto il governatore a chiudere la zona di Vò e a testare tutti i cittadini, ottenendo così una “fotografia” della cittadinanza, senza far uscire o entrare nessuno… Isolare Vò ci ha permesso di fare uno studio approfondito, abbiamo preso atto che il 45% dei positivi era asintomatico e che anche gli asintomatici potevano infettare altri. Credo che l’isolamento di Vò sia stato davvero ciò che ha salvato il Veneto” (qui. Si noti la frase già dalla seconda settimana di gennaio l’OMS ci aveva avvertito di una polmonite atipica che si stava diffondendo in Cina. Quando l’allarme all’OMS era arrivato da Taiwan alla fine di dicembre). Già, perché il Veneto, con metà popolazione, ha eseguito quasi lo stesso numero di tamponi della Lombardia, ma soprattutto li ha fatti PRIMA. Ci pensino quelli che continuano a cianciare di regole, e che le regole sono regole e che se ci sono le regole bisogna rispettarle e che se non rispetti le regole siamo al caos e all’anarchia. E pensiamoci anche quando ci sbattono in faccia il mantra del Torto e ragione non stanno mai da una parte sola e quell’altro che Quindi secondo te tutti sbagliano e solo tu avresti ragione?! Ebbene sì, torto e ragione possono anche stare da una parte sola, e può essere benissimo che io abbia ragione anche se il mondo intero dice il contrario – tipo che il sole gira intorno alla terra, per dire.

* Rubo le parole a Giovanni Bernardini: Quello che oggi è il ministero della salute era ieri, se non sbaglio, il ministero della SANITÀ. Non è la stessa cosa. Il ministero della sanità si occupa delle strutture sanitarie di un paese, quello della salute della salute, appunto, dei cittadini. Non è compito di alcun governo far si che il popolo sia SANO, lo è invece assicurare ai cittadini strutture efficienti in cui questi possano farsi curare.”

E sempre a proposito di regole:

Stefano Burbi

LA DITTATURA DELL’IDIOZIA – DEDICATO A CHI PENSA CHE “LE REGOLE SONO REGOLE” (dimenticando la storia…)

La legge e le regole sono alla base di ogni agglomerato sociale e dovrebbero essere al servizio del cittadino, come del resto tutti gli amministratori.
Quando vivevo in Canada, ho pranzato amichevolmente con l’allora Ministro dell’Immigrazione senza bisogno di strane entrature e raccomandazioni, ho diretto orchestre importanti senza che qualcuno mi chiedesse tessere di partito, e l’atteggiamento dei politici era diverso: avevano quasi soggezione dei tax payers, dei contribuenti, dei cittadini, perché erano consapevoli di essere servitori, non di uno”Stato” astratto ed immateriale, ma della gente.
Le regole in Canada sono molto rigide, ma non ho mai visto né sentito casi eclatanti di una loro cieca applicazione, perché la ratio di ogni legge viene normalmente rispettata e tutto sembra logico ed ispirato al buon senso.
In Italia non è così, perché vige una dittatura: la dittatura dell’idiozia.
Prendiamo oggi in esame lo strano caso di Giugnola, paesino di 67 abitanti diviso fra Emilia-Romagna e Toscana. A tutt’oggi, lo spostamento fra le regioni è proibito, salvo che per ragioni di necessità.
Gli abitanti della parte toscana non possono fare la spesa nei negozi che sarebbero a 10 minuti dalla propria residenza: devono andare in macchina a Firenzuola, a 40 minuti da Giugnola, altrimenti sconfinerebbero e sarebbero passibili di multa. Credete che i vigili lo sappiano e che capiscano? Macché. Soltanto qualche giorno fa madre e figlio (intervistati poco fa su Mattino 5), sconfinando, sono andati ad una fonte di Piancaldoli, una frazione di Firenzuola a due chilometri da Giugnola: fermati da due vigili donna e multati di 500 euro a testa*. Sarebbero dovuti andare a 15 chilometri da casa, secondo la legge, secondo le regole. Dov’è la ratio? Credete davvero che le regole siano state fatte rispettare in modo così impietoso ed idiota per salvaguardare la salute pubblica? Qualcuno ha davvero il coraggio di difendere queste due funzionarie prive di buon senso ed intelligenza?
In realtà, prendere l’acqua è un caso previsto per giustificare gli spostamenti interregionali, e probabilmente i due malcapitati vinceranno il ricorso, ma la domanda è: perché complicare la già difficile vita di due persone innocenti?
Tre giorni fa a Torino multa ad un gelataio di 280 Euro*. La sua colpa: avere 150 persone in fila e non essere (giustamente) capace di vigilare che tenessero le distanze, come se fosse responsabile anche di quello che succede fuori dal suo locale.
Clienti dispersi e incasso della giornata svanito, dopo 2 mesi e mezzo di chiusura.
Volete un altro caso di idiozia conclamata sia della legge che della sua applicazione?
9 aprile 2020: Lei è un’infermiera e lavora alla Croce Verde di Mestre: il turno è stato massacrante, e non se la sente di mettersi alla guida, di notte, per fare ritorno a casa. Chiama il marito, che accorre per prenderla: fermato dalle Forze dell’Ordine e multato: 500 Euro*. Lo spostamento non era necessario, secondo i controllori.
La moglie avrebbe dovuto prendere i mezzi pubblici, certo, perché è molto più sicuro prendere un tram o un treno con perfetti sconosciuti che tornare a casa con il marito in macchina… Eh, la legge è legge, le regole vanno sempre rispettate, dirà qualcuno, visto che non è toccato a lui.
Ma dov’è la ratio? La difesa della salute pubblica? La protezione della persone? Direi proprio di no.
Se pensate che siano casi limite, vi consiglio di dare un’occhiata sul web e ne troverete tanti.
Le regole sono al servizio del cittadino, non il contrario, e le regole sono rispettabili, quando sono rispettose del buon senso, diversamente sono uno strumento di una dittatura, non certo quella tradizionale, sia chiaro, ma dei burocrati con il paraocchi che in genere si mette agli asini, animali più buoni ed intelligenti di tanti esseri umani.
Il problema è che tanti accettano questo stato di cose pensando di essere al riparo da tutto ciò. Si sbagliano. E non lo sanno.

Stefano Burbi

* Mi è venuta la curiosità di controllare una cosa. Eccola:

Multa semaforo rosso: costi

L’art. 146 del Codice della Strada quantifica l’importo della multa da pagare:
•    se l’infrazione avviene tra le 7:00 e le 22:00, si paga un minimo di 163 euro che può arrivare a 646 euro
•    se l’infrazione avviene tra le 22:00 e le 7:00, l’importo minimo sale a 200 euro.

Questo per un comportamento che mette a rischio immediato la vita altrui e, se si dovessero verificare le circostanze adatte, potrebbe addirittura provocare una strage. Quanto alla logica, devo dire che anche qui mi sfugge: a quanto pare per il legislatore è più grave passare col rosso di notte, quando il traffico è scarso, o addirittura nullo o quasi, che di giorno, quando il traffico è decisamente più intenso e il rischio di incidente proporzionalmente più alto.

E ancora in tema di logica e buon senso:

Angelo Michele Imbriani

Per chi non fosse ancora convinto che abbiamo delegato il governo del paese, le decisioni sulla nostra vita, sulla nostra salute e sulla nostra libertà a dei presunti “esperti” che partoriscono solo provvedimenti demenziali ecco che cosa ancora si prospetta. Il divieto di mobilità sul territorio nazionale – che viola l’articolo 16 della Costituzione ex “più bella del mondo” – potrebbe venir meno il 3 giugno. Ma non è scontato. Tutto dipenderà dalla situazione del venerdì precedente, 29 maggio, definita dall’indice Rt. E che cosa è adesso questo indice Rt? Non è l’indice R0 che più o meno abbiamo imparato a conoscere. E’ un “indice di trasmissibilità del contagio”, ma soprattutto viene definito su base regionale e SETTIMANALE, senza tener conto dei valori di partenza. Ossia, se una regione passa da 1 a 5 contagi ha un indice Rt analogo a quello di una regione che passa da 100 a 500 contagi o da 1000 a 5000! E difatti, nel momento attuale, le regioni dichiarate a maggior rischio sono tre: la Lombardia – e questo è scontato – l’Umbria e addirittura il Molise! E perché? Perché negli ultimi giorni c’è stato un aumento dei casi in queste regioni dopo che si erano ridotti quasi a zero. In Molise, in particolare, sono stati effettuati dei tamponi sui membri di una comunità Rom che avevano partecipato a un funerale e sono stati trovati una cinquantina di positivi. E per questo solo fatto la regione che più di tutte è rimasta immune dal contagio si trova ora accomunata alla Lombardia! Conseguenza pratica? Se il 29 maggio ci trovassimo nella stessa situazione, la circolazione sarebbe libera fra tutte le regioni escluse Lombardia, Molise e Umbria. Già chiudere Molise e Umbria sarebbe piuttosto demenziale, ma c’è di peggio. La circolazione sarà possibile fra regioni che hanno pari indice Rt. Il che vuol dire che i lombardi potrebbero andare solo in Umbria e in Molise. Gli agriturismi dell’Umbria e le spiagge del Molise si dovrebbero quindi riempire di turisti della Lombardia, ai quali sarebbe preclusa ogni altra località in Italia e nel mondo! E i poveri molisani e umbri potrebbero fare una gita solo in Lombardia, magari a Codogno o a Bergamo alta!
Siamo nelle mani dei covidioti e chi li sta a sentire è un covidiota all’ennesima potenza.

Aggiungo fuori programma una quarta cosa raccolta al volo, che mi sembra troppo importante per rimandarla ad altra occasione.

Lorenzo Capellini Mion

Lockdown e Ramadan fanno registrare un enorme aumento delle mutilazioni genitali femminili, con i circoncisori che vanno di porta in porta offrendo di “tagliare” le ragazzine bloccate a casa durante la pandemia.
Plan International ha affermato che la crisi sta minando gli sforzi per sradicare la pratica nel Paese con il più alto tasso di mutilazioni genitali al mondo, con circa il 98% delle donne che sono state menomate per essere meno attratte dal sesso e più malleabili dai maschi padroni.
“Abbiamo assistito a un enorme aumento nelle ultime settimane”, ha dichiarato Sadia Allin, capomissione di Plan International in Somalia.
Le infermiere di tutta la Nazione hanno riferito di un incremento delle richieste da parte di genitori che desideravano che eseguissero la mutilazione genitale sulle figlie che non possono andare a scuola a causa del blocco anche perché riprendersi dal barbaro rituale può richiedere settimane.
“I “tagliatori” bussano alle porte delle case, compresa la mia, chiedendo se ci sono ragazze che possono tagliare. Sono ancora scioccata”, ha detto Allin, che ha due figlie di cinque e nove anni.
L’UNFPA stima che quest’anno nella sola Somalia 290.000 ragazze saranno mutilate con la benedizione dei testi sacri.
Non solo in Somalia ma il femminismo di maniera finisce dove inizia la difesa della reputazione dell’Islam.

#enemedia #itisaboutislam

Raccontatelo alla signora-so-tutto-io Maryan Ismail che viene a cianciare che

Abbiamo anche parti terribili come l’infibulazione (che non è mai religiosa, ma tradizionale), ma le racconterei come siamo state capaci di fermare un rito disumano.

E ricordatevelo, la prossima volta che verrà a impartirvi lezioni sulla meravigliosa società somala dove “abbiamo” – si noti la prima persona orgogliosamente brandita – fermato l’infibulazione. Cara signora-so-tutto-io Maryan Ismail, si vada a nascondere, che è meglio.

barbara

UN PO’ DI COSE SPARSE 2

Comincio, in risposta ai negazionisti, con questo video, a proposito dei veri numeri dei morti in Italia.

 

E proseguo con questa testimonianza.

RIPORTO UN TESTO CHE MI E’ ARRIVATO: SCONVOLGENTE

A Nembro le strade quasi deserte, il traffico assente, uno strano silenzio è interrotto talvolta dalla sirena di un’ambulanza che trasporta con sé l’ansia e la preoccupazione che riempiono i cuori di tutti in queste settimane. A Nembro ciascun membro della comunità riceve continuamente notizie che non avrebbe mai voluto sentire, ogni giorno si perdono persone che facevano parte delle nostre vite e della nostra comunità. Nembro, in provincia di Bergamo, è il comune più colpito dal Covid-19 in rapporto alla popolazione. Non sappiamo esattamente quante persone siano state contagiate, ma sappiamo che il numero dei morti ufficialmente attribuiti al Covid-19 è 31.

Siamo due fisici: uno diventato imprenditore nella sanità, l’altro sindaco, in stretto contatto con un territorio molto coeso, in cui ci conosciamo l’un l’altro: abbiamo notato che qualcosa in questi numeri ufficiali non tornava e abbiamo deciso — insieme — di fare una verifica. Abbiamo guardato la media dei morti nel comune degli anni precedenti, nel periodo gennaio – marzo. Nembro avrebbe dovuto avere — in condizioni normali — circa 35 decessi. Quelli registrati quest’anno dagli uffici comunali sono stati 158. Ovvero 123 in più della media.

Non 31 in più, come avrebbe dovuto essere stando ai numeri ufficiali dell’epidemia di coronavirus. La differenza è enorme e non può essere una semplice deviazione statistica. Le statistiche demografiche hanno una loro «costanza» e le medie annuali cambiano solo quando arrivano fenomeni del tutto «nuovi». In questo caso il numero di decessi anomali rispetto alla media che Nembro ha registrato nel periodo di tempo preso in considerazione è pari a 4 volte quelli ufficialmente attribuiti al Covid-19. Se si guarda a quando sono avvenute queste morti e si confronta lo stesso periodo con gli anni precedenti, l’anomalia è ancora più evidente: c’è un picco di decessi «altri» in corrispondenza di quello delle morti ufficiali da Covid-19.

Nell’ipotesi — niente affatto remota — che tutti i cittadini di Nembro abbiano preso il virus (con moltissimi asintomatici, quindi), 158 decessi equivarrebbe a un tasso di letalità dell’1%. Che è proprio il tasso di letalità atteso e misurato sulla nave da crociera Diamond Princess e — fatte le dovute proporzioni per struttura demografica — in Corea del Sud.

Abbiamo fatto esattamente lo stesso calcolo per i comuni di Cernusco sul Naviglio (Mi) e Pesaro utilizzando esattamente la stessa metodologia. A Cernusco il numero di decessi anomali è pari a 6,1 volte quelli ufficialmente attribuiti al Covid-19, anche a Pesaro 6,1 volte. Impressionanti i dati di Bergamo, in cui il rapporto arriva addirittura a 10,4.

È estremamente ragionevole pensare che queste morti in eccesso siano in larga parte persone anziane o fragili che muoiono a casa o in strutture residenziali, senza essere ricoverate in ospedale e senza essere sottoposte a tampone per verificare che fossero effettivamente infettate con il Covid-19. Dato il calo che si è visto negli ultimi giorni dopo il picco è probabile che a Nembro si stia raggiungendo l’immunità di gregge.

Nembro rappresenta in piccolo quello che accadrebbe in Italia se tutti fossero contagiati dal CoronaVirus – Covid 19: morirebbero 600 mila.

I numeri di Nembro, inoltre, ci suggeriscono che dobbiamo prendere quelli dei decessi ufficiali e moltiplicarli almeno per 4 per avere l’impatto reale del Covid-19 in Italia, in questo momento.

Il nostro suggerimento, quindi, è di analizzare i dati dei singoli comuni in cui ci siano almeno 10 morti per Covid-19 ufficiali e verificare se corrisponde alle morti reali.

Il nostro timore è che non solo il numero dei contagiati sia largamente sottostimato a causa del basso numero di tamponi e test che vengono fatti e quindi della «sparizione» degli asintomatici dalla statistica, ma che lo sia anche — dati dei Comuni alla mano — quello dei morti.

Siamo di fronte ad un evento epocale e per combatterlo abbiamo bisogno di dati credibili sulla realtà della situazione, diffusi con trasparenza tra tutti gli esperti e le persone che con responsabilità devono gestire la crisi. Sulla base di questi dati possiamo capire e decidere cosa è giusto fare, nei tempi che la crisi richiede.

* sindaco di Nembro

** amministratore delegato del Centro medico Santagostino

25 marzo 2020 (modifica il 26 marzo 2020 | 12:13) qui.

Poi c’è la cazzata del giorno, il video che “dimostra” che il coronavirus è stato intenzionalmente fabbricato in laboratorio (se per caso qualcuno volesse sfidarmi a dimostrare che non è vero, io lo sfido a dimostrare per primo che non è vero gli specchi parlano e sanno se mia cugina è più bella o più brutta di me). Qualcuno ha detto: “Non può non essere vero: troppe coincidenze!” Ah sì? E allora cosa mi dite di questa coincidenza qui, eh?
schiaffo
E siccome una cazzata tira l’altra peggio delle ciliegie,

Ecco l’ultima scemenza.

“Il virus è una molecola proteica (DNA)”.

Se uno studente mi dice che il DNA è una proteina è morto, se me lo dice parlando di un virus a RNA come il coronavirus lo rianimo per ucciderlo una seconda volta. Altroché Johns Hopkins (qui)

Aggiungo ancora, perché è importante sapere che cosa ci aspetta, l’oroscopo della settimana
oroscopo
e un simpatico neologismo di Jean Pierre Mancini
neologismi
e concludo con questo toccante tributo ai caduti di questa ultima – e ancora in corso – guerra.

 

barbara