VODAFONE

Spettabile Vodafone,

desidero vivamente protestare per l’indecente disservizio verificatosi recentemente nella mia zona. Alle ore 4 di martedì 24 dicembre è venuto a mancare il collegamento a internet.  Volendo segnalarlo immediatamente, ho appreso che il servizio per la segnalazione dei guasti non è attivo 24 ore su 24, e già questo mi sembra vergognoso. Ho dunque aspettato le 8, e l’operatrice che mi ha risposto (Simona, dall’Italia, il codice non l’ho segnato), anziché verificare, come era stato fatto in una precedente occasione – pochi mesi fa, e anche questo non è un elemento a vostro favore – mi ha suggerito di provare a spegnere il modem e poi riaccenderlo, poi aspettare 30-40 minuti, e se il problema non si fosse risolto, rispondere “chiamami” al suo SMS. Naturalmente il problema non si è risolto, ho seguito la procedura, sono stata richiamata dopo altri 10 minuti (dalla Croazia), e l’operatrice ha finalmente controllato e verificato che il problema era alla cabina, come nel caso precedente, e che quindi doveva intervenire personalmente un tecnico, cosa che sarebbe avvenuta “entro tre giorni lavorativi”, e questa è un’altra cosa assolutamente intollerabile: avviene un disservizio che dipende da voi, e voi vi prendete tre giorni lavorativi per intervenire?! Nel caso in questione, poi, tre giorni lavorativi significa martedì 24 (in cui l’intervento non c’è stato), poi mercoledì 25 e giovedì 26 niente, poi di nuovo venerdì 27 (in cui l’intervento non c’è stato), poi ancora sabato 28 e domenica 29 niente, e poi arriva lunedì 30, terzo giorno lavorativo e… non succede niente, la linea non viene ripristinata e io resto senza internet per il settimo giorno consecutivo. Il 31 dicembre, ottavo giorno senza internet, mi chiama un tecnico. Dice che il problema non è alla centralina  (? quando ho chiamato mi è stato detto che dalla verifica risultava che il problema era alla centralina…) quindi bisogna effettuare una verifica nel condominio, e che lui è venuto mille volte, mille volte ha suonato il campanello e non c’era nessuno e mille volte ha provato a chiamare e il cellulare era spento, cosa assolutamente falsa: è possibile che sia venuto mentre non ero in casa, ma il cellulare, nei giorni lavorativi, è sempre rimasto acceso, anche quando andavo a dormire. In ogni caso stabiliamo un appuntamento per giovedì 2 gennaio (decimo giorno senza internet) alle 8 di mattina, [naturalmente, avendo orari sballati, per poter essere attiva a quell’ora non sono andata a letto, calcolando: arriva alle otto, mettiamo otto e un quarto, non ci metterà più di mezz’ora a sistemare la faccenda e poi vado a letto, un po’ più tardi del solito ma non sarà la fine del mondo, e mi faccio una bella dormita fino a metà pomeriggio] e alle otto di mattina mi sono piazzata sul divano, a due metri dalla porta e col cellulare vicino, per non rischiare di non sentire. Sono arrivate le nove, sono arrivate le dieci, sono arrivate le undici… È arrivato alle due e mezza del pomeriggio.

Poi durante la conversazione, la seconda operatrice mi ha informata che, dato che il disservizio dipende da voi, mi vengono messi a disposizione 15 giga di navigazione gratis al giorno per tutta la durata del disservizio; il fatto è che io non ho uno smartphone, e quindi la cosa non mi è di alcuna utilità, al che l’operatrice ha detto che si può utilizzare anche una chiavetta apposita con la SIM (in occasione del precedente disservizio questa ulteriore informazione non mi era stata data). Ripescata dunque tra un miliardo di scartoffie la SIM, il giorno dopo sono andata nel negozio Vodafone (Via X), ho spiegato la situazione alla commessa (D. La stessa che quando ho cambiato cellulare, per trasferire la rubrica nella nuova scheda mi ha fatta tornare il giorno dopo, quando ci sarebbe stata la sua collega, perché lei non era in grado di farlo). Spiego il problema e chiedo questa chiavetta e lei mi dice che no, non esiste assolutamente nessuna chiavetta (un amico con cui avevo parlato la sera prima mi aveva confermato che anche lui in occasione analoga, quando ancora non aveva lo smartphone, usava una chiavetta, un po’ diversa dalle normali chiavette in cui si inseriscono dati), quello che mi serve è una specie di mini modem del costo di €60, in cui inserisce la SIM e, dice, è pronto per funzionare. Come? Prima mi dice che quando accendo devo andare nelle impostazioni e inserire la pass, poi il collega dice che no, basta che lo accenda e il computer, appena lo accendo, lo riconosce e va automaticamente in internet. Il tizio in questione era precedentemente intervenuto per cercare di convincermi a sottoscrivere un abbonamento con quel mini-modem per dieci euro al mese che mi avrebbero fornito 40 giga, e io a spiegargli che non avevo motivo di fare quell’abbonamento perché io mi collego dal mio computer col mio modem e quello mi serviva solo per un’emergenza, e lui a insistere che “dieci euro al mese non sono niente”. Giusto per chiarire il tipo di personale che gestisce i vostri negozi. Comunque la ragazza tutta sorridente conferma che sì, devo solo accendere l’aggeggio e internet parte. Naturalmente internet non è partito, e nelle impostazioni c’era tutto tranne che uno spazio in cui inserire una password. Risultato, ho buttato via 60 euro per un aggeggio che la tizia mi ha rifilato senza essere in grado di dirmi come funziona, e io ho continuato a restare senza internet.

Un anno e mezzo fa, stanca di imbrogli e truffe e furti e abusi, ho abbandonato telecom e sono passata a voi: spero che non siate attivamente impegnati a dimostrarmi che sono caduta dalla padella alla brace.

Da inviare quanto prima. Comunque se doveste avere l’impressione di vedere un lanciafiamme in azione non preoccupatevi: sono solo io.

barbara