LE PERLE DI KABUL

Le perle di Biden 1

Le perle di Biden 2

Niram Ferretti

L’APPRENDISTA STREGONE

Il disastro della gestione Biden dell’uscita di scena americana dall’Afghanistan è sotto gli occhi di tutto il mondo. Uno scenario che fa sembrare un picnic la crisi degli ostaggi americani a Teheran nel 1979.
In Afghanistan, al momento, mentre i talebani stanno allargando il loro perimetro, ci sono tra i 10,000 e i 15,000 cittadini americani e al presente non esistono piani per evacuare quelli che sono rimasti fuori da Kabul.
Il Segretario alla Difesa, Llyod Austin ha dichiarato che, al momento, non c’è la possibilità di fare rientrare un ampio numero di persone. Come ha scritto Noah Rothman su Commentary Magazine:

“Abbiamo messo il destino di migliaia di americani e dei nostri alleati afgani nelle mani dei talebani. Dettano i termini e il ritmo delle nostre operazioni. Dipendiamo dai talebani per consentire a cittadini stranieri e afgani accreditati di accedere all’aeroporto internazionale di Hamid Karzai. Secondo quanto resta della presenza diplomatica americana a Kabul, ‘il governo degli Stati Uniti non può garantire un passaggio sicuro’ all’interno dell’aeroporto. Dipendiamo dalla beneficenza di una milizia teocratica che non ha dimostrato capacità di misericordia. E il governo degli Stati Uniti non ha intenzione di porre rimedio a questa condizione”.

Questo è lo scenario senza precedenti. Questa è la presidenza Biden, colui che avrebbe riportato l’America alla sua grandezza dopo gli anni “terribili” della presidenza Trump.

Le perle di John Kerry

Noi che amiamo Israele

L’ex primo ministro israeliano Netanyahu sull’Afghanistan:

“Nel 2013, sono stato contattato dall’allora Segretario di Stato americano John Kerry. Mi ha invitato per una visita segreta in Afghanistan per vedere come gli Stati Uniti avessero istituito una forza militare locale in grado di combattere da soli il terrorismo.
Il messaggio era chiaro: il “modello afgano” è il modello che gli Stati Uniti cercano di applicare anche alla causa palestinese.
Ho gentilmente rifiutato l’offerta e ho previsto che non appena gli Stati Uniti avessero lasciato l’Afghanistan tutto sarebbe crollato. Purtroppo è quello che è successo in questi giorni: un regime islamico estremista ha conquistato l’Afghanistan e lo trasformerà in uno stato terrorista che metterà in pericolo la pace mondiale.
Otterremo lo stesso risultato se, D-O non voglia, cederemo i territori contesi. I palestinesi non stabiliranno una Singapore. Stabiliranno uno stato terrorista in Giudea e Samaria, a breve distanza dall’aeroporto Ben Gurion, da Tel Aviv, da Kfar Saba e da Netanya. Abbiamo visto la stessa politica sbagliata nei confronti dell’Iran. La comunità internazionale si è imbarcata in un pericoloso accordo che avrebbe fornito all’Iran un arsenale di bombe nucleari destinato alla nostra distruzione.
La conclusione è chiara. Non possiamo fare affidamento alla comunita’ internazionale per garantire la nostra sicurezza, dobbiamo difenderci da qualsiasi minaccia da soli “.

E a me resta una curiosità: nei suoi settantasette anni di vita ci sarà una cosa, una, che sia riuscito ad azzeccare?

Le perle di Conte

E anche qui vale la domanda formulata sopra

Le perle di Di Maio

“Come può essere sicuro che non sarà abbandonato?” “Non sarà abbandonato” Neanche fosse andato a scuola da Mattia Santori.

Le perle del papa

Il vispo Tereso, che gran birichino,
giocava ridendo con il biliardino,
e tutto giulivo spingendo gli omini
gridava a distesa “Ho preso i pallini!”

Le perle della Germania

“Dopo che anche la Repubblica federale di Germania ha deciso di ritirare i suoi soldati dall’Afghanistan, il ministro degli Esteri tedesco è entrato in scena e ha impartito ai Talebani il seguente ordine del giorno: ‘I Talebani devono riconoscere che non ci sarà un ‘ritorno al 2001’”, commenta non poco sarcastico Henryk Broder, il columnist della Welt. “La fiduciosa società civile afghana ha atteso con impazienza questo consiglio”. Già a fine aprile, il ministro degli Esteri tedesco aveva avvertito i Talebani: “Ogni aiuto dipenderà dagli standard democratici”. Poco impressionati dalle minacce tedesche, i tagliagole afghani hanno iniziato la loro marcia verso Kabul, uccidendo donne, soldati, interpreti, giornalisti e poeti.
Giulio Meotti

Le perle della UE

Le perle di Emergency

E perché mai non dovrebbero esserci buone aspettative ora che sono tornati al potere i migliori amici di Emergency

Le perle di Letta

Giovanni Bernardini

ANIMALE RAZIONALE?

Enrico Letta ha pronta la soluzione: aiutare le ONG che operano in Afghanistan. In questo modo le migliaia, o decine di migliaia di sventurati che rischiano la pelle in quel disgraziato paese saranno salvi, o quasi. Il burka imposto alle donne sarà più leggero e mentre in Italia ci appassioneremo dibattendo sulla “parità di genere” in Afghanistan le adultere saranno lapidate con sassi meno duri e tutte donne avranno il diritto di uscire di casa anche una volta al mese, accompagnate dal marito o da un figlio, ovviamente. L’azione delle ONG che Letta vuole aiutare darà ottimi risultatati.

Intanto, lo comunica l’Ansa, il 16 agosto il signor Alberto Zanin, coordinatore medico di “emergency” a Kabul rassicurava il mondo. La situazione è tranquilla, affermava l’eroico difensore di donne e bambini. Certo, per “emergency” la situazione resterà “tranquilla”, c’è da scommetterci. Per tanti altri… un po’ meno. Ieri circa 35 persone sono state fatte fuori dagli angioletti talebani, quelli che “lasciano tranquille” le ONG. Manifestavano in piazza i furfanti. Un vero crimine!

Lo dico sinceramente: ogni volta che Letta parla mi chiedo se il vecchio Aristotele aveva ragione quando definiva l’uomo “animale razionale”.

Io, per la verità, oltre che sull’aggettivo, avrei da ridire anche sul sostantivo: più che un animale a me pare tanto un vegetale.

Le perle della Cina

Le perle della CNN

Emanuel Segre Amar

Vi ricorderete questa giornalista della CNN

che l’altro giorno diceva che “sembravano amichevoli”?

Ebbene oggi è stata avvicinata dai talebani che, con un semplice gesto della mano, le hanno “amichevolmente” (ovvio, no?) ordinato di coprirsi il volto,

poi hanno caricato due della sua scorta che è stata anche disarmata:

tra amici evidentemente le armi non servono, anche se uno se le tiene bene in evidenza, per far capire quale è l’aria che tira a Kabul.
Nell’ultima immagine i talebani all’aeroporto, ben equipaggiati (hanno trovato i magazzini dell’esercito afghano pieni di tutto) sparano sulla folla disperata ad altezza d’uomo.

Le perle di Twitter

Twitter, il gigante digitale su cui si svolge oggi buona parte della diplomazia occidentale, che dichiara che i Talebani potranno continuare a usare i social “fintanto che rispetteranno le regole”.
Giulio Meotti

E Donald Trump, evidentemente molto più pericoloso dei talebani, no.

Le perle dell’Unicef

l’Unicef, che si dice “abbastanza ottimista” che i Talebani rispetteranno il diritto all’istruzione delle donne.
Giulio Meotti

Lei un po’ meno, sembrerebbe

Le perle di Ernesto Galli della Loggia

“Oggi” scrive “molti si affrettano a sostenere che un regime siffatto — che trae origine da un’evoluzione storica propria della cultura dell’Occidente — sia adatto per ciò solo alle popolazioni che condividono tale cultura, e che quindi esso non possa essere in alcun modo trapiantato dove tale cultura non ha mai allignato. Tuttavia questa affermazione perentoria solleva inevitabilmente una domanda: chi lo decide che le cose stanno davvero così? Chi decide circa la validità di questa sorta di legge bronzea dell’incompatibilità culturale? Il Congresso Mondiale degli Antropologi e degli Storici Riuniti? Chi? Sembrerebbe abbastanza ovvio che forse dovrebbero deciderlo gli interessati, cioè gli stessi appartenenti alla cultura «altra» rispetto alla nostra. Che dovrebbero essere loro a dire: «No grazie, la libertà di parola non c’interessa, e della garanzia di non essere prelevati nottetempo dalla polizia e magari fucilati senza processo facciamo volentieri a meno». Peccato che invece a invocare l’argomento della incompatibilità culturale rispetto alla democrazia siano regolarmente non già gli eventuali diretti interessati ma solo e sempre coloro che sono arrivati a governarli, sebbene non abbiano ricevuto quasi mai, guarda caso, alcuna effettiva e credibile investitura” (qui).

Le perle dell’America dem progressista

che, liberatasi una buona volta del fastidio dell’Afghanistan, può finalmente dedicarsi alle cose serie

I bagni transgender!

Una perla che farà sicuramente felici i novax

che hanno trovato dei nuovi alleati

Qui

E chiudo con quella che probabilmente rimarrà, al pari dei voli dalle Torri Gemelle, l’immagine simbolo  dell’orrore, del terrore, della disperazione di fronte alla tragedia piombata sull’Afghanistan

barbara

SCENE DA UN MANICOMIO 2

Cominciamo col battesimo ai tempi del coronavirus

e proseguiamo con le lungimiranti politiche di Nostra Santa Madre Europa

con il benefico ddl e prossimamente legge Zan

Nota: “NEGLI esseri umani”. Cioè tutti.

e, sempre più o meno in tema, di Laurel Hubbard

Simone Pillon 

Cari amici buongiorno.
Oggi raccontiamo la storia di Laurel Hubbard.
Questo signore di mezza età si chiamava Gavin e da ragazzino aveva la passione per il sollevamento pesi. Si era classificato primo in un concorso junior nel 1998, ma poi non aveva più vinto un bel niente.
Nel 2012 la svolta: dopo aver deciso di diventare donna, ha cominciato a gareggiare nelle competizioni femminili.
A quel punto è diventato campione di tutto: Australian open, Pacific games, Oceania e Commonwealth championship, etc etc.
Ora ci tengono a far sapere che rappresenterà la Nuova Zelanda nelle gare femminili delle prossime olimpiadi di Tokyo.
Ovviamente si tace delle proteste per slealtà (transfobiche?) sollevate dalle atlete australiane, della Samoa e della stessa Nuova Zelanda che si sono viste battute e sconfitte dai muscoli maschili di Gavin-Laurel.
Una cosa del genere accadrà presto anche in Italia, a meno che non riusciamo a bloccare la follia del #ddlzan
Altro che diritti LGBT+. Questa è una vergogna.
Rispetto per tutti, ma maschi gareggino coi maschi, e le femmine con le femmine, indipendentemente dalla loro “autopercezione”.

Non possono mancare il vergognoso privilegio bianco

e i vergognosi trucchi dei conservatori per impedire alla gente di votare

E ora due coppie celebri a confronto

Gerardo Verolino

Nella foto in alto, Andrej Sacharov, fisico nucleare, accademico delle scienze e premio Nobel per la pace nel 1975, con la moglie Elena Bonner, medico, intellettuale, scrittrice, insignita della medaglia Robert Schuman dal Parlamento europeo. Per la loro lotta in difesa dei diritti umani e per le loro critiche alla dittatura comunista verranno perseguitati dal regime sovietico.

Sotto, Federico Leonardo detto Fedez, cantante, autore di testi impareggiabili come “Dai cazzo Federico” da cui il verso: “e con tutto questo affetto mi sento così commosso però fammi andare al cesso che mi sto cagando addosso”; insieme alla moglie Chiara Ferragni, influencer, fashion blogger (boh?). La gente ritiene che oggi questi due siano i nuovi difensori dei diritti umani e oppositori del regime.

Aiuto! Cosa è andato storto in questi ultimi decenni?

E un assaggio di sinistra politica interna

E concludo questa manicomiale carrellata col manicomio vero

Tso a Fano, rivolta per lo studente: “Ha 18 anni, è assurdo”

Ondata di proteste dopo il ricovero in psichiatria imposto al ragazzo che non voleva indossare la mascherina in classe. Un docente: “Io lo seguo da un anno ed è sempre stato corretto con i compagni, che gli vogliono anche bene”

Fano, 7 maggio 2021 – “Si porti subito questo ragazzo in seno alla sua famiglia e si assista lui e i suoi cari con quella prossimità necessaria e di civiltà”, ha scritto ieri Vito Inserra dell’associazione Libera.mente. Perché l’incredibile vicenda dello studente che si è incatenato al banco della scuola per protestare con l’imposizione delle mascherina e poi ricoverato in psichiatria a Pesaro, ha suscitato reazioni anche a livello nazionale.

L’aggiornamento Tso studente mascherina Fano, a Muraglia spuntano i no mask

Tra le telefonate anche quella del senatore della Lega Armando Siri: “Voglio i dettagli di questa vicenda – dice – che ha dell’incredibile. Andrò a fondo”. Poi aggiunge: “Mi sto informando per avere dettagli. Ma se fosse vero sarebbe di una gravità inaudita che ad un adolescente venga fatto un Tso a scuola perché inscena una protesta. Ma viva Dio! Li vogliamo tutti imbanbolati, rimbecilliti davanti ad un computer e senza spirito critico? Nessuna evoluzione si realizza senza attrito tra generazioni. Le interperanze giovanili sono il sintomo di una società viva e noi che facciamo? Invece di confrontarci la sediamo, le soffochiamo con la forza? E’ dovere della politica e delle istituzioni approfondire questa vicenda nei minimi dettagli non accontentandosi certo che venga derubricata con la frase frettolosa ‘tanto questo è matto’. Perché è inaccettabile. Su questa vicenda occorre fare chiarezza senza esitazioni e approssimazioni”.
La cosa che ha colpito tutti è stata la scelta del trattamento sanitario obbligatorio. Dibattito anche in città con tutti i giovani che frequentano l’istituto, che si dicono solidali con il ragazzo, ma la discussione si è aperta anche tra i docenti; più quelli che ritengono il provvedimento eccessivo di quelli che invece sostengono la tesi “che il ragazzo andava fermato prima”.
“Mi dicono che mi terranno qui per una settimana“, rispondeva ieri il giovane al cellulare. Calmo, tranquillo. “Devo dire la verità, io lo seguo da un anno – dice uno degli insegnanti – e si è sempre comportato bene con i compagni di classe che fra l’altro gli vogliono bene. Mai un atteggiamento aggressivo anche se parlava sempre in terza persona. Anzi un giovane che dà soddisfazioni perché ha sempre approfondito quello che si era spiegato in classe. Alcuni docenti ne hanno chiesto l’allontanamento, ma io non sono mai stato d’accordo e sostengo la linea della preside”.
Ma la cosa che ha colpito è “quel parlava in terza persona”. Che fa riferimento al manipolatore che da mesi è dietro a questo giovane “perché è forse lui il vero caso psichiatrico”, commenta un medico. L’uomo che la preside, quando lo ha visto davanti all’istituto, ha detto: “Volevo scendere e dargli un pugno in faccia”. Un problema questo che si è posto anche il sindaco Massimo Seri che conosce bene la vicenda: “Il problema vero qui è capire chi è questo presunto ’costituzionalista’ che ha manipolato questo ragazzo”.
Massimo Seri è quello che ha firmato il ricovero “ma è un atto dovuto, perché il ricovero forzato – continua lo psichiatra – deve essere proposto da un medico e controfirmato ad un altro collega. La firma del sindaco è solo un atto formale”. Il ricovero deve essere avallato anche da un giudice del tribunale.
Vito Inserra di Libera.mente insorge: “Due ore non sono bastate per convincerlo? Bene si prosegua con tutto il tempo e la pazienza necessarie”. Ed aggiunge: “Non ci sono risorse umane e disponibilità di servizi? Non è una giustificazione per passare alle vie di fatto come è accaduto per questo giovane che non voleva fare la guerra ai marziani o proclamarsi Napoleone, visto il periodo. Voleva solo, in modo evidente e scomodo, dire che la nostra Carta va attesa anche nelle libertà personali… Non prendiamo l’abitudine di risposte brevi per questioni che necessitano di ponderazione e di calma. E’ difficile e impegnativo ciò? Sì, lo è e tale comportamento fa la differenza tra una medicina di territorio civile e una medicina vista solo come correzione e non come salute e guarigione”.
Il partito Potere al Popolo scrive: “Pur considerando la necessità di indossare i dispositivi di protezione, riteniamo inaccettabile e protestiamo contro questo trattamento fascista, con la scusa dell’emergenza Covid. Bastava accompagnare il ragazzo a casa. Non può accadere che si venga internati perchè si sta protestando contro una disposizione di legge. Chiediamo la liberazione del ragazzo”.
m.g. (qui)

Per inciso, l’intervento sul ragazzo è stato questo

molto simile a quest’altro di un anno esatto fa.
Passo a un paio di cose carine, partendo da questa

Noi che amiamo Israele

Benaya Peretz,

gravemente ferito nell’attacco terroristico nello svincolo di Tapuach, si è svegliato dall’intervento chirurgico e ha chiesto di ascoltare la canzone che tanto ama. Il suo cantante preferito, Benaya Barby, si è presentato per cantargli di persona. Un gesto bellissimo.
Guarda l’emozionante incontro e il sorriso di Benaya

Forza campione, auguri di pronta guarigione!

e poi, sempre in Israele

E una nei commenti ha chiesto: “E cosa se ne fanno i malati dei capelli?”

E infine questa: di qua Israele, di là Egitto

E concludo con una nota di spirito

barbara

COVID ECCETERA

Inizio ripescando un post vecchio (o forse nuovo) di un anno.

GRANDI PANDEMIE

La grande pandemia di peste nera del ‘300 durò, in Europa, dal 1347 al 1352. Nella sola Europa fece circa 30 milioni di vittime, un terzo della popolazione dell’epoca. Causata da topi e pulci, con buona pace di quanti parlano di “amorosa convivenza di tutte le forme di vita esistenti in natura”, si diffuse con incredibile velocità a causa delle pessime condizioni igieniche del tempo. Eppure si era in epoca pre industriale, quella che tanti rimpiangono e paragonano con nostalgia all’attuale in cui “l’umana follia” ha “trasformato il pianeta in una pattumiera”.
Molti attribuirono l’epidemia all’ira di Dio e organizzarono cerimonie e processioni di massa, col solo risultato di accrescere il numero dei contagiati.
Vittime fra le vittime furono, tanto per cambiare, gli ebrei, immediatamente identificati come untori.
Tempi lontani, per fortuna, anche se qualche vago ricordo delle tragiche superstizioni ed intolleranze di allora si riverbera anche oggi. Il Santo padre ha parlato di vendetta della natura ed il governo iraniano se la prende non con gli ebrei… solo con Israele.
I parallelismi storici sono sempre molto imprecisi e forieri di errori, lasciamoli perdere.
Una sola domanda: la pandemia del ‘300 è durata 5 anni e si è ripresentata sia pure in forma meno virulenta in seguito. Le cose oggi sono ben diverse, malgrado “l’umana follia” di cui tanti pseudo filosofi si riempiono la bocca. C’è l’igiene, la medicina, i sistemi sanitari.
Però… non è escluso che la pandemia da Covid 19 possa durare ancora a lungo. Cosa intendiamo fare, stare sei mesi o un anno col paese spento? Possibile che le uniche misure possibili contro questo flagello siano gli arresti domiciliari ed il blocco dell’economia? Personalmente questa mi sembra una abdicazione della intelligenza. Potrà andare bene per chi adora l’irrazionale, non per le persone ancora capaci di pensare.
Giovanni Bernardini, 2 maggio 2020, qui.

Il buon Giovanni un anno fa sparava “un anno col paese spento” come ipotesi di massima follia. Era stato spaventosamente ottimista dato che è passato proprio un anno giusto, e di riaccendere il paese non se ne parla proprio. E infatti

E molto opportuna, direi, la domanda finale (ma saranno poco strepitose queste due voci?)
La lezione su come uscire dalla merda ci viene, una volta di più* dalla perfida Albione

Vaccini, così il liberale Johnson ha battuto l’Ue

Per uno studioso del CEO capitalism, scanzonato come me, il biennio Venti-Ventuno, sia sul lato della dottrina, sia su quella della execution, mi sta dando (purtroppo!) grandi soddisfazioni personali: aver capito con largo anticipo il fallimento di una intera classe dirigente fatta con lo stampino, tutta comunicazione da talk show ma incapace di gestire la complessità, da loro stessi creata. Se la “amazonizazione”, leggi “sociopatia logistica” (ne rivendico il copyright) del mondo occidentale dovesse andare avanti come ha stabilito Jeff Bezos ne sarei disperato. Osservo, approfondisco, analizzo: cosa vedo è orrendo, ma non posso farci nulla, se non dichiararmi all’opposizione di tutto questo mondo ignobile che quattro sociopatici stanno costruendo.

L’arroganza del Ceo capitalism
La gestione del virus di Wuhan da parte della Classe Dominante mi ha intellettualmente annichilito, facendomi capire le terribili prospettive che può riservarci questo progetto di futuro. Il CEO capitalism, sia per sua natura, sia per l’arroganza intellettuale che lo contraddistingue, non è attrezzato per le emergenze. Lo sapevo, ma ora è certificato. Essendo una burocrazia estrema ha l’ossessione del rischio (solo un idiota elitario può sognare il rischio zero), quindi vorrebbero sottoporci a norme preventive per proteggere i singoli e la società.

Il fallimento di Francia e Germania
La dimostrazione è di come siano state fallimentari nella gestione della pandemia le due super amministrazioni statali a cui si ispira l’Europa: la Germania e la Francia. In Germania il protocollo di vaccinazione prevede che un “farmacista” riempia una siringa, un’”infermiera” faccia l’inoculazione, un “dottore” spieghi al vaccinando il protocollo e “tre impiegati” della Croce Rossa riempiano tutti i formulari, otto fogli, che il “dottore” deve poi firmare. In Francia il 40% del personale medico e paramedico è subissato da attività amministrative: si è ridotto a essere “mezzo medico mezzo burocrate” come mi dice un amico parigino.Sono i due Paesi ultra burocratizzati che, per vendicarsi del successo mondiale del modello “leggero” di Boris Johnson (ricordate? È quel matto della Brexit che ha voluto rispettare le scelte del suo popolo contro gli euroburocrati), hanno deciso di rompere i rapporti con AstraZeneca (stessa qualità certificata ma gli uni li pagavano 2,80 € mentre ora pagano il Pfizer 19,50 €!). Senza parole.

Il modello BoJo
Che ha fatto invece Boris Johnson di così sconvolgente? Si è comportato da leader, da liberale nature. Ha chiamato Kate Bingham, da un decennio la miglior “venture-capitalist”, una delle massime competenti del “medical risk”, con una rete infinita di contatti, tutti nell’ambito della scienza medica e le ha affidato l’organizzazione del tutto. Così, semplicemente. Il leader “buzzurro” BoJo ha puntato su una donna competente, i sofisticati eurocrati Angela e Emmanuel hanno puntato su una languida baronessa che guida 27 collaboratori di 27 paesi, tutti selezionati con criteri politici. Tutti i 28 avevano titoli di studio e skill giuste per fallire. E così è stato.

Cade pure la Svizzera
E i mitici svizzeri? A forza di essere succubi dell’Europa sono precipitati anche loro nel torpore burocratico e hanno clamorosamente fallito. Essendo seri faranno una Commissione parlamentare d’inchiesta, mentre noi dobbiamo sperare nelle Procure di Bergamo e di Gorizia, per dare giustizia alle famiglie dei morti causa la sciatteria del Conte Bis Interessante il caso sollevato sul Corriere del Ticino dal finanziere Tito Tettamanti. La lenta burocrazia svizzera non ha degnato d’attenzione l’offerta del Gruppo Lonza per una catena di produzione comune di principi attivi del vaccino a Visp (Canton Vallese). Via Moderna potevano avere un’indipendenza logistico produttiva. Invece i burocrati si sono spaventati dinnanzi a un investimento a rischio dell’ordine di 60 milioni di franchi (il buzzurro Donald Trump buttò 20 miliardi $ al buio sui vaccini americani) mentre la Covid sta costando alla Svizzera 70 miliardi!Tettamanti si chiede come mai un personaggio di altissimo livello come il Consigliere federale Alain Berset (uno dei sette che governa collegialmente la Confederazione) abbia commesso o tollerato errori simili. Si risponde da solo: Berset era arrivato già all’età di trent’anni ad alte cariche politiche, quindi del mondo vero poco o nulla conosce. Uscito dall’università è entrato nella politica, quindi nella burocrazia federale: questi i risultati. CEO capitalism in purezza.Che dire? Aggiungendo avidità e vanità alla routine burocratica europea si è creato un gran torpore da vaccino, sottoprodotto della sociopatia logistica dominante. Che Dio ci protegga da costoro!Riccardo Ruggeri, 25 aprile 2021, qui.

Ieri sera comunque sono stata in strada dalle dieci e venticinque alle dieci e quaranta. Lungo il percorso ho incrociato cinque auto, due biciclette e sei pedoni, fermi a chiacchierare a due a due: qualcuno finalmente comincia a ribellarsi. Ce ne sarebbe stato anche un settimo ma quello non lo conto perché aveva il cane e quindi aveva una giustificazione. Per la verità l’avrei avuta anch’io dato che stavo tornando dall’ospedale dove ero andata a fare un’infiltrazione; le prime volte, dopo l’introduzione del coprifuoco, mi ero fatta rilasciare un certificato che attestava il motivo per cui ero fuori, ma stavolta ho detto basta: mi sono improvvisamente resa conto che facendomi scrivere il certificato mi rendo complice di un atto illegale e anticostituzionale, e quindi niente. La volta che mi fermeranno dirò che sono fuori perché ho il diritto di farlo, punto. E credo che tornerò alla mia vecchia abitudine di farmi delle bellissime, rilassanti camminate alle due di notte. Se voi invece non siete così coraggiosi da sfidare il tiranno, consolatevi col fatto che potrete comunque mangiare nei ristoranti all’aperto.

* Dopo avere messo rapidamente in ginocchio tutta l’Europa orientale, Hitler è passato a quella occidentale, Belgio Olanda Danimarca Francia, buttate giù come birilli al bowling; poi è passato all’Inghilterra, convinto di proseguire la serie dei successi. Ignorava evidentemente una cosa: che l’Inghilterra, in tutta la sua storia, non si era mai arresa. In qualunque situazione si sia trovata, mai. Non so se ce l’avrebbe fatta a resistere fino in fondo se non fosse poi intervenuta l’America, ma per un anno e mezzo l’Inghilterra ha continuato a resistere da sola contro il più grande e feroce esercito che mai il mondo avesse visto, salvando così il mondo intero. L’Inghilterra che non si era mai arresa, non si è arresa neppure a Hitler. E oggi ha proseguito nella gloriosa tradizione, rifiutando di arrendersi all’Unione Europea.

barbara

ANCORA UN PAIO DI CIANFRUSAGLIETTE

Dove si parla dei tremendi pericoli che ci circondano, un po’ per celia, un po’ per non morire.

La pericolosità del vaccino

La pericolosità dei giornalisti

molto peggiore di quella del vaccino

La pericolosità dei politici (inutile discutere se siano peggio loro o i giornalisti: sono culo e camicia e remano tutti insieme)

Che poi, dico: le case farmaceutiche guadagnano? E allora? Perché mai non dovrebbero guadagnare? Guadagnano anche i percettori del reddito di cittadinanza che non fanno niente e non dovrebbe guadagnare chi lavora, rispondendo a delle precise necessità della popolazione?

La pericolosità di chi contribuisce a seminare terrore

clic per ingrandire

Comunque se il vaccino vi fa paura come il buio quando eravate piccoli non c’è problema: potete sempre ricorrere all’alternativa, come potete vedere poco sopra.

Concludo con una bella notizia: è morto di covid John Magufuli, presidente della Tanzania, che negava la presenza del virus nel Paese, e di conseguenza l’opportunità di prendere qualunque precauzione.

barbara

ANCORA VACCINI

Il morbo infuria…
Il pan ci manca…
Sul ponte sventola
Bandiera bianca!

Comunicato stampa sulla sospensione dell’utilizzo di AstraZeneca – Associazione Italiana di Epidemiologia

In attesa di notizie più precise in ordine ai dati che hanno spinto diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, a sospendere precauzionalmente l’utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid19, l’Associazione Italiana di Epidemiologia osserva che, sulla base dei dati della letteratura scientifica relativi alla incidenza della trombosi venosa profonda (TVP) e ai dati sui ricoveri ospedalieri, è possibile stimare, in modo conservativo, che in un anno, sono attesi nella popolazione generale tra 35 e 70 anni di età circa 80 casi di TVP ogni 100.000 persone. Questa stima conduce a un numero di casi attesi pari a 1,5- 2 casi per settimana, ovvero 6-8 casi nell’ultimo mese per 100.000 persone.
Al 14 marzo 2021, risulta che 184.219 soggetti appartenenti alle Forze Armate e di Polizia e 610.305 soggetti appartenenti al personale scolastico hanno ricevuto il vaccino AstraZeneca, nell’arco di un mese, per un totale di quasi 800 mila persone. Alla luce delle evidenze disponibili, pertanto, in questa popolazione, in un mese si sarebbe dovuto verificare per il solo effetto del caso (6-8 casi/100,000 per 800,000 persone) un numero di ricoveri ospedalieri per TBV compreso tra 48 e 64. Questi casi si verificano non certo per effetto del vaccino ma per effetto della normale incidenza della malattia.
Si tratta di calcoli semplici, anche se per il momento approssimativi, e che possono essere confermati con dati più precisi relativi alla popolazione vaccinata. Sulla base di queste considerazioni, l’Associazione Italiana di Epidemiologia auspica l’applicazione di adeguate metodologie di sorveglianza epidemiologica e attende fiduciosa il responso di EMA su un tema di grande rilevanza per la sanità pubblica del nostro Paese. Si auspica, inoltre, uno sforzo da parte dei media per una comunicazione che sia trasparente, corretta e priva di allarmismi non supportati da dati scientifici.

Associazione Italiana di Epidemiologia (qui)

E dunque, se il numero di casi di trombosi fra i vaccinati non differisce da quello fra i non vaccinati, perché il vaccino è stato sospeso?

Caos Ue sui vaccini, “bruciato” AstraZeneca: lo spettro di una decisione politica e primo test di credibilità per Draghi

Difficile immaginare una gestione peggiore della campagna vaccinale europea (e italiana). Ma la realtà sta superando le nostre già bassissime aspettative. La bomba è stata sganciata ieri pomeriggio: con una decisione coordinata almeno nei tempi, Germania, Francia, Italia e Spagna hanno sospeso nei rispettivi Paesi la somministrazione del vaccino AstraZeneca in attesa di una parola definitiva dell’Ema sui recenti casi di trombosi e altre reazioni avverse. Peccato che l’Ema si prenderà fino a giovedì per pronunciarsi (sempre perché siamo in emergenza…). Nell’arco di 24 ore l’Aifa è passata dal rassicurare i cittadini, parlando in un comunicato ufficiale di “ingiustificato allarme” e “nessuna causalità dimostrata” tra i decessi e la somministrazione delle dosi, al divieto di utilizzo di AstraZeneca “su tutto il territorio nazionale”, “in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’Ema”. Ema che intanto assicura che continuerà a indagare ma ribadisce di ritenere ingiustificata la sospensione.
Nemmeno 24 ore prima, il nuovo commissario straordinario, il generale Figliuolo, era stato mandato in televisione a squadernare il nuovo mirabolante piano vaccini (500 mila dosi al giorno e 80 per cento della popolazione vaccinata entro settembre: un sogno). Un piano che come vedremo rischia di venire azzoppato dalla decisione di sospendere AstraZeneca. Nemmeno 12 ore prima, a SkyTg24, il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, aveva rassicurato così: “Lo farei fare ai miei cari, senza alcuna esitazione, riserva o riluttanza. È un vaccino sicuro, che ha un ottimo profilo di efficacia, ed è importante che venga utilizzato”.
La domanda che tutti ci siamo posti è: perché? Perché una decisione che pare essere autolesionista, che espone nuovamente al ridicolo la campagna vaccinale dell’Unione europea e dei singoli stati che ne fanno parte?
Quello che sappiamo da fonti citate da tutte le agenzie è che si è trattato di una decisione presa a livello politico tra i maggiori Paesi Ue – Germania, Francia, Italia e Spagna (e comunicata in questo ordine) – a seguito di un confronto tra i rispettivi ministri della sanità. Per quanto riguarda l’Italia, fonti del Ministero della salute hanno precisato alle agenzie che la decisione è stata assunta dopo un colloquio tra il presidente del Consiglio Draghi e il ministro Speranza, dopo che quest’ultimo aveva parlato con i suoi colleghi di Berlino, Parigi e Madrid.
La circostanza è confermata dal direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini, il quale ieri sera a 8 e Mezzo, su La7, ha ribadito che “il vaccino è sicuro”, che si tratta di “verificare l’insorgenza di rarissimi casi di trombosi che hanno destato clamore”, e ha parlato di una “volontà politica di Germania, Francia, Italia e Spagna di muoversi assieme”.
Primo cortocircuito: l’Aifa, un’agenzia in teoria indipendente, che dovrebbe assumere le sue decisioni su basi scientifiche, si è allineata ad una decisione coordinata a livello politico tra più governi europei. Dov’è finito l’approccio Ue basato sulla scienza, senza influenzare le agenzie indipendenti?
Si tratta anche del primo vero test di credibilità per il Governo Draghi e lo stesso presidente del Consiglio: una crisi che richiede di dare al più presto spiegazioni, e molto convincenti, alle centinaia di migliaia di cittadini già vaccinati, o in attesa di vaccinarsi, con AstraZeneca. Se il premier intendeva distinguersi dal suo predecessore per un uso più misurato e sobrio delle parole, ebbene ci è riuscito. Ma ora il suo silenzio su una decisione di così vasta portata, proprio per il piano vaccini annunciato poche ore prima in pompa magna, desta preoccupazione.
Qualche indicazione sul perché di questa sospensione la avremo probabilmente alla luce del pronunciamento dell’Ema di giovedì.
Una delle ipotesi è che i governi di questi quattro Paesi, in attesa della decisione dell’Ema, abbiano voluto bloccare in via cautelativa il vaccino per mostrare alle loro opinioni pubbliche di avere a cuore trasparenza e sicurezza. Una strategia comunicativa, dunque, e non una valutazione di natura scientifica, sarebbe alla base del principio di precauzione adottato, tanto più che sia l’Ema che l’Oms hanno ribadito la validità del vaccino AstraZeneca anche dopo la notizia della sospensione decisa dai governi.
Secondo cortocircuito: l’approccio Ue con i vaccini anti-Covid è stato quello di centralizzarne l’acquisto (Commissione europea) e l’autorizzazione (Ema), ma poi i governi sono andati in ordine sparso nel bloccare AstraZeneca.
A portarsi dietro gli altri Paesi, come troppo spesso capita in Europa, è Berlino, che preannuncia ai partner la sua decisione dopo 7 casi di trombosi su 1,6 milioni di dosi somministrate – ma forse soprattutto dopo la batosta elettorale subita domenica scorsa dal partito di Angela Merkel in Baden-Württemberg e Renania-Palatinato. I governi degli altri Paesi ovviamente si sono trovati nella posizione di non poter mostrare minore cautela di quello tedesco. Il governo francese è stato “colto di sorpresa” dalla decisione tedesca, hanno ammesso ieri sera fonti governative di Parigi a Radio France. I due Paesi avevano concordato di attendere un parere dell’Ema, ma di fronte alla decisione della Germania, “il nostro principale partner europeo”, la Francia non poteva restare isolata e continuare la vaccinazione, hanno spiegato le stesse fonti.
Dunque, tutti insieme, ma spinti da Berlino, hanno avuto paura di assumersi la responsabilità e hanno deciso di aspettare la piena “copertura” dell’Ema.
In una nota il direttore generale del Dipartimento prevenzione del Ministero della salute, Gianni Rezza, ha spiegato che “l’Ema si riunirà a breve per chiarire ogni dubbio in modo da poter ripartire al più presto e in completa sicurezza con il vaccino AstraZeneca“.
Ma l’errore più grave è proprio quello di pensare che dopo una tale drastica decisione si possa ripartire con le somministrazioni come se nulla fosse accaduto, anzi con una maggiore fiducia dei cittadini nei vaccini e nel processo di “validazione”. Al contrario, il rischio che vediamo è quello di un terribile backlash sulla campagna vaccinale. Anche se l’Ema confermerà il suo via libera, AstraZeneca è “bruciato”. Già presentato, erroneamente, all’opinione pubblica come un vaccino di “serie B” – quando invece fornisce il 100 per cento della copertura dalle forme più gravi della malattia ed è già molto efficace a poche ore dalla prima dose (mentre con Pfizer e Moderna dopo una settimana dalla seconda, che avviene dopo 3/4 settimane dalla prima) – anche se riammesso, molti cittadini lo rifiuteranno, cancellando le loro prenotazioni o peggio non presentandosi. E come dargli torto?
Dopo aver alimentato il terrorismo sul virus, ora stanno irresponsabilmente alimentando il terrorismo su una delle strategie (non la sola) più efficaci per tornare alla normalità: i vaccini. Un “comma 22”, come osserva Marco Faraci. Con un tragico paradosso: bloccando la somministrazione di un vaccino in presenza di reazioni avverse come vedremo rarissime, senza una maggiore incidenza statistica rispetto alla popolazione generale, e soprattutto senza correlazione dimostrata, i governi europei per pararsi dalle polemiche dei no-vax ne hanno adottato di fatto la linea.
Ma c’è una seconda ipotesi: che si sia voluto “bruciare” proprio AstraZeneca. Un passaggio dell’intervento di Magrini a 8 e Mezzo dovrebbe far suonare un campanello d’allarme: “Ci sono tre vaccini più maturi in arrivo, sicuri anche contro le varianti”. Parlare di vaccini “in arrivo” ad una settimana dall’inizio della primavera, con una campagna di vaccinazioni già terribilmente in ritardo, come se potessimo a cuor leggero rinunciare ad AstraZeneca perché tanto altri stanno per arrivare, è allarmante.
Basti pensare che senza AstraZeneca avremmo nel clou della campagna, da aprile a settembre, 37 milioni di dosi in meno rispetto a quelle previste (25 per cento in meno). E 2,9 milioni di dosi in meno entro marzo (38 per cento in meno).
Significherebbe azzoppare il piano appena annunciato dal generale Figliuolo. Ma lo ripetiamo: anche se AstraZeneca dovesse essere riammesso, molti cittadini potrebbero rifiutarlo sulla base dei sospetti alimentati in questi giorni. Il che aprirebbe un’altra spinosissima questione: cosa fare con questi cittadini? Se escluderli dal piano sarebbe controproducente, e obbligarli inaccettabile, si aprirebbe la strada alla possibilità per ciascuno di scegliersi il vaccino “preferito”, con il rischio di lasciare milioni di dosi inoptate.
Uno dei vaccini “in arrivo”, guarda caso, è quello dell’azienda tedesca Curevac, già sotto revisione dell’Ema. Ed è notizia di pochi giorni fa che la svizzera Novartis ha concluso un accordo preliminare per la produzione del Curevac in uno stabilimento di nuova costruzione in Austria. Senza dimenticare che alla finestra c’è sempre il vaccino russo Sputnik V.
Considerando l’allarme ormai suscitato nell’opinione pubblica, e i ritardi nelle consegne, a Berlino e Parigi potrebbero aver deciso di “sacrificare” AstraZeneca a vantaggio di altre Big Pharma, il che offrirebbe loro un alibi per il fallimento della campagna vaccinale Ue (uno dei vaccini su cui avevamo puntato si è rivelato inaffidabile) e un’occasione di rivalsa sui ribelli inglesi.
Ma per il delitto perfetto non è necessario il no di Ema. Per “bruciare” AstraZeneca, e giustificare il ricorso ad altri marchi ora “in arrivo”, basta aver insinuato nella popolazione il sospetto che sia più rischioso degli altri vaccini.
In entrambe le nostre ipotesi, dietro la decisione di sospendere AstraZeneca ci sarebbe una motivazione squisitamente politica. E se proviamo ad entrare nel merito, questo sospetto ne esce rafforzato.
Considerando altamente improbabili errori di produzione, solo nei lotti destinati all’Ue, tali da provocare esiti così fatali, guardiamo al Paese dove il vaccino di AstraZeneca è stato somministrato in massa. Nel Regno Unito la trasparenza è una realtà tangibile e tutti i dati sulle reazioni avverse riportate sono pubblici, online e facilmente consultabili. Ricordiamo che non si tratta di correlazioni dimostrate, ma solo sospette sulla base della coincidenza temporale. Ebbene, AstraZeneca non mostra differenze sostanziali con Pfizer dopo circa 10 milioni di dosi somministrate di ciascun vaccino.
Come riportato dal quotidiano Domani, da un primo esame da parte dell’Ema è emerso che il numero dei casi di trombosi tra i vaccinati con AstraZeneca (30 su 5 milioni di dosi) è in linea con i casi di trombosi avvenuti nello stesso periodo di tempo nella popolazione non vaccinata. Su 11 milioni di dosi AstraZeneca somministrate nel Regno Unito, sono stati rilevati 45 casi di trombosi, poco meno di quelli rilevati con Pfizer (48).
Come ha ricordato David Spiegelhalter sul Guardian, viene colpita da trombosi circa una persona su mille ogni anno, e probabilmente di più nella popolazione più anziana, che viene vaccinata per prima. Quindi, potrebbero essere 5 mila ogni 5 milioni di vaccinati in un anno, circa 100 ogni settimana. Fino al 28 febbraio sono stati segnalati circa 54.000 “cartellini gialli” per AstraZeneca su circa 10 milioni di dosi somministrate (Pfizer poco meno). Quindi, per entrambi i vaccini, il tasso di segnalazione è di circa 3-6 per 1.000, molto meno degli effetti collaterali riportati nei trials.
Secondo dati raccolti da Alex Berenson, addirittura sarebbero state riportate in Europa molte più reazioni avverse fatali dopo dosi Pfizer che dopo AstraZeneca.
Una sostanziale equivalenza nelle reazioni avverse dovrebbe risultare anche alle autorità sanitarie dei Paesi Ue. Perché allora solo il vaccino AstraZeneca è finito sotto processo? Se invece le autorità Ue fossero in possesso di dati diversi, dovrebbero produrli.
Federico Punzi, 16 Mar 2021, qui.

Già, decisione politica. Ho letto che da diverse parti si starebbe spingendo per Sputnik. E quelli tedeschi, già. Ma sarà solo un caso, certo. In ogni caso, come giustamente è stato osservato

Quanto alle conseguenze, è un fatto inoppugnabile che questo disastro è il famoso dentifricio uscito dal tubetto: nessuno riuscirà mai più a farlo rientrare. I deliri vaccinofobi che vedo in giro hanno raggiunto, anche in persone finora del tutto sane di mente e dalla brillante intelligenza, livelli di isteria impensabili fino a poco fa, ho visto addirittura paragonare la vaccinazione – la vaccinazione in sé, non l’eventuale obbligo – agli esperimenti di Mengele. E fra le bufale che vedo girare c’è anche quella secondo cui in Israele, capolista nel programma vaccinale, la vaccinazione di massa avrebbe fatto aumentare il numero di morti e malati. Naturalmente è una mastodontica balla

Per quanto poi riguarda il “nostro” piano vaccinale

E in fatto di crimini

Liborio Al Muntaner Spagnolo

Da Il sole 24 Ore.
15/3/21

“(Uk) Tra gli 11 milioni di abitanti vaccinati con Astrazeneca ci sono stati finora 15 casi di trombosi o coaguli di sangue e 22 casi di embolia polmonare, una percentuale inferiore a quella della popolazione non vaccinata”
Se avessero usato la stessa solerzia usata per bloccare il vaccino di Astrazeneca con i monopattini,forse diverse centinaia d’italiani sarebbero ancora in vita e qualche migliaio si sarebbe evitato mesi di gesso e cure fisioterapiche.
Nella Città Metropolitana di Bologna circolano quasi centomila biciclette.
Nel 2020 quindici ciclisti sono morti in incidenti stradali.
Che facciamo?
Ne blocchiamo l’uso?
Le teniamo ferme fin quando non si trova un modo sicuro a rischio zero d’andare in bici?
Vogliamo parlare delle autostrade e dei relativi morti che mietono ogni anno?
E sugli attraversamenti pedonali vogliamo spendere due parole?
Ma basta con sto terrorismo.
Vaccinatevi e dateci un taglio.

Ancora un’osservazione sulle preoccupazioni di qualcuno che la nomina di un militare a commissario straordinario possa preludere a una militarizzazione dell’Italia se non addirittura a qualche colpo di mano militare: sarebbe utile ricordare che

Mentre qualcuno ha provato a chiedersi che cosa sarebbe successo se

E a chi si affanna a strepitare che un sacco di cose ritenute scientifiche sono state prima o poi confutate va risposto che sì, è vero, la scienza può benissimo essere confutata:

Ok, abbiamo scherzato, ma adesso basta, parliamo seriamente: i vaccini sono VERAMENTE pericolosi, e ne abbiamo le prove inconfutabili:

E quest’ultima, a differenza delle due precedenti, non è una spiritosata Lercio-style bensì una “notizia” realmente pubblicata, esattamente in questi termini, non solo da Repubblica ma anche da un altro paio di decine di testate. Credo che i tempi siano maturi per un secondo diluvio universale.
E concludo con una considerazione: i vaccinofobi che strillano istericamente al genocidio, che vanno a caccia di “notizie” che confermino i loro deliri – e solo di quelle – non importa quanto assurde, non importa quanto smentite, non importa quanto scientificamente confutate, sono indiscutibilmente persone disturbate. Ma chi è che da un anno sta spacciando per morti di covid persone morte di infarto di ictus di talassemia di tumore di incidente di annegamento per far lievitare il numero di morti e alimentare il terrore nella popolazione? Chi è che da un anno sta irrefutabilmente dimostrando che dalle istituzioni ci arrivano unicamente delle mastodontiche balle, che delle istituzioni non ci si può minimamente fidare? Cari signori del governo, del citiesse, del servizio sanitario nazionale e di tutto il lupanare, loro sono fuori di testa, ma voi avete le mani sporche di sangue.

barbara

DENTRO E FUORI

Cominciamo dal fuori, che si fa prima.

La vera variante inglese: sui vaccini il modello è quello del “negazionista” Johnson

Vuoi vedere che aveva ragione Boris Johnson? Il piano di vaccinazioni inglese corre a tutta velocità dopo lo smarcamento di Londra dall’Unione europea e nel Regno Unito si parla di fine del lockdown, progetti per le vacanze estive, ripresa dell’economia, mentre la sterlina è ai massimi da tre anni. Un mondo di distanza rispetto a come la Commissione Von Der Leyen ha pasticciato sulle dosi e sui contratti con le case farmaceutiche: infatti mentre Israele, Regno Unito e Stati Uniti volano, Berlino, Parigi e, ahinoi, Roma restano ferme al palo.
Con oltre 18 milioni di vaccinati il Regno Unito vede la fine del terzo lockdown, istituito ormai due mesi fa, dopo la scoperta della cosiddetta “variante di Kent”, e l’allentamento delle restrizioni introdotte per contenere il Covid. Prime tra tutte il rientro a scuola a partire dall’8 marzo. Dal 29 marzo sarà possibile incontrare fino a 6 persone diverse da quelle del nucleo famigliare. Misure prese con cautela ma che segnano un parziale ritorno alla normalità. Nei mesi scorsi il leader Tory era stato sottoposto a pesanti critiche che avevano fatto salire la tensione in un partito in maggioranza anti-chiusurista. Tra i membri del Covid Group si era parlato anche di sfidare la leadership di BoJo. Steve Baker aveva prima scritto una lettera in cui paventava un nuovo contest per stabilire un percorso che avrebbe portato a sfidare Johnson, e poi aveva ritrattato sostenendo che Johnson fosse la migliore guida per i Conservatori in questo momento.
Il successo del piano vaccini ha riportato i Conservatori in vantaggio di 5 punti nei sondaggi, una cosa che non si vedeva da prima dell’estate. Mentre allo scoppio della pandemia il premier appariva titubante e quasi restio a prendere delle decisioni gravi ma per il bene del Paese, ora Johnson appare come un leader lungimirante, che aveva visto prima di tutti come le vaccinazioni fossero l’unica via d’uscita dalla pandemia. Dalla leadership nel Gavi a quella nel G7 – dove il Regno Unito si è anche speso per la fornitura dei vaccini in esubero ai Paesi in via di sviluppo – il “modello inglese” sta facendo il giro d’Europa, tanto che pare che pure il neo presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, guardi a Londra per dare un’accelerata al piano italiano.
Sembrano passati secoli da quando il Guardian titolava “Con la Brexit i vaccini arriveranno in ritardo nel Regno Unito”, e la stampa europea accusava, ingiustamente, Johnson di “negazionismo”, deridendo il suo piano vaccini con titoli come “Gli scimpanzè rigettano i vaccini di Johnson” (sic). Ora anche gli inglesi più filo-europei stanno iniziando a vedere il lato positivo dell’uscita dall’Unione europea.
Johnson è lieto di passare la palla della crisi interna a Sir Keir Starmer, il leader del Labour. Starmer è apparso sulle tv britanniche per tutto il week-end, dalla Bbc a Sky News, per ribadire la credibilità della sua leadership e del suo nuovo corso centrista, post-Brexit e patriottico. All’interno del movimento il rinnovo nelle cariche del maggiore sindacato affiliato ai laburisti, Unite, sta mettendo sul piede di battaglia la sinistra che si rifà all’ex leader Jeremy Corbyn. Starmer, che in aprile festeggerà il suo primo anno da Leader dell’Opposizione, sembra faticare a tenere insieme riformisti che si ispirano alla Società Fabiana e a Compass, e i radicali come l’ormai ex leader di Unite, Len McCluskey. Un report interno al Labour avverte: per vincere nel 2024 servirà un miracolo.
Daniele Meloni, 22 Feb 2021, qui.

Un miracolo, o delle miracolose macchinette da voto: funzionano che è una meraviglia.
E passiamo al dentro. Dentro la famigerata UE, ovviamente.

Un anno di Covid in Italia e i nemici della libertà sono sempre gli stessi: il virus, la paura e gli ipocriti

La notte del 21 febbraio 2020 viene accertato il primo caso italiano di positività al Sars-Cov-2: Mattia Mestri, 38 anni, ricoverato all’ospedale di Codogno.
Di lì a poche settimane, l’Italia avrebbe affrontato un evento di portata storica, senza dubbio il più drammatico dall’inizio della storia repubblicana: il lockdown.
In un primo momento, la misura viene circoscritta a determinate zone con un indice di trasmissibilità (Rt) stimato tra 2 e 3 (l’intera Lombardia insieme a molte province emiliane, venete e piemontesi), interessando un totale di circa 15 milioni di italiani. 
Nonostante tutto, ben presto ci si accorge dell’inefficacia dei provvedimenti. Nella notte tra il 7 e l’8 marzo, esattamente alle 2.30 e dopo ore di panico che hanno portato folle di italiani a salire su qualsiasi treno diretto verso Sud, il premier Giuseppe Conte decide di estendere le restrizioni a livello nazionale, ufficializzando il lockdown totale nazionale l’11 marzo.
Si può uscire – rigorosamente con autocertificazione alla mano – solo per comprovate esigenze di lavoro, di salute e per andare al supermercato. Qualsiasi evento pubblico è sospeso ed il motore produttivo del Paese viene spento.
Nonostante le iniziali rassicurazioni – il 27 gennaio Conte si presentava in televisione da Lilli Gruber esclamando il celebre “siamo prontissimi!” – nulla era stato pianificato: non ci sono mascherine, respiratori, camici, il piano pandemico è aggiornato al 2006 e le strutture sanitarie sono impreparate. 
Solo pochi giorni prima, i memorabili hashtag – ben presto scomparsi dai social – #AbbracciaUnCinese e #MilanoNonSiFerma, accompagnati dall’aperitivo a Milano del segretario del Pd Nicola Zingaretti (tra i primi politici a contagiarsi) e dalle foto al ristorante dei sindaci di Bergamo e Cremona, rispettivamente Giorgio Gori e Gianluca Galimberti. 
In questo contesto, il presidente della Lombardia Fontana, subito dopo la notizia della positività di una sua collaboratrice, appariva in un video indossando una mascherina chirurgica. Inutile ricordare le reazioni di giornali e politica: ondate di sdegno e Fontana colpevolizzato per aver contribuito a diffondere l’immagine dell’Italia come “Paese untore”.
Come ben sappiamo, pochi giorni dopo sarebbe cominciata la caccia mediatica (e non solo) all’untore senza mascherina, al runner e a chi portava a spasso il cane oltre 200 metri da casa.
Al di là di questi incredibili scivoloni ormai passati nel dimenticatoio, il coronavirus non ha innescato solamente la più grande crisi sanitaria dalla fine del secondo conflitto mondiale, ma ha creato una fortissima saldatura tra i due più grandi traumi del XXI secolo: l’attentato alle Torri Gemelle e la crisi economica del 2008.
Il primo fu un atto sconvolgente che mise a nudo le fragilità – anche della più grande democrazia occidentale – sul piano della sicurezza, mentre il crash finanziario certificò le nostre debolezze sotto il profilo economico (tristemente celebre è la foto del pensionato greco che piange davanti ad una banca di Salonicco).
La pandemia riassume malvagiamente il tutto: la facile perdita della libertà e della sicurezza, uno shock sanitario senza precedenti, un tracollo economico che ha trascinato nel baratro 500.000 imprese, oltre ad un milione di italiani che si trovano oggi in povertà assoluta. Dopo un anno di pandemia, i nemici sono sempre gli stessi di 12 mesi fa: il virus e la paura.
Matteo Milanesi, 22 Feb 2021, qui.

No, caro Milanesi: IL nemicO è sempre lo stesso: il governo. E dopo 13 mesi di dittatura terrorista sarebbe ora che ci ribellassimo davvero, altro che mettere a Palazzo Chigi un’altra marionetta al posto della marionetta di prima da parte del burattinaio di sempre. E per l’Italia

barbara

VAFFANCULO

Perché, come dice il saggio proverbio, chi manda affanculo il primo dell’anno manda affanculo tutto l’anno (sì lo so, la mezzanotte è passata e siamo già al 2, ma siccome è il primo post dell’anno, vale uguale). E siccome quest’anno che sta cominciando sarà molto peggiore del precedente, anche se questo comunicato delle 8 di sera del 31 dicembre 2020 tenta di smorzare i toni e ridimensionare la cosa

e di cose e persone da mandare affanculo che ne saranno fin sopra i capelli, sarà bene che ci facciamo trovare in forma e ben allenati. E dunque cominciamo.

Vaffanculo al governo, che a fronte di una situazione stabile e sostanzialmente tranquilla ha messo in atto un gigantesco sequestro di persona per paura che cenone di Natale e affini potessero far aumentare i contagi.

01 GENNAIO 2021 

Sono 22.211 i nuovi casi di coronavirus registrati oggi in Italia (contro i 23.477 di ieri su 186.004 tamponi). Le vittime sono 462, in calo rispetto a ieri quando erano state 555. Continua a salire il tasso di positività, che si attesta al 14,1% rispetto al 12,6% di ieri. (la Repubblica)

E non venitemi a dire che non sappiamo come sarebbero stati i contagi col cenone di Natale con tre invitati al posto di due, o mando affanculo anche voi.

Vaffanculo al governo 2.

E vaffanculo anche a Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione presso il ministero della salute (che una volta si chiamava Sanità e faceva funzionare la sanità, mentre adesso si chiama salute e si preoccupa appunto della nostra salute, sequestrandoci in casa, vietandoci di mostrare la faccia, di abbracciare gli amici, di invitare a cena genitori suoceri fratelli cognati, decidendo quali malattie si debbano curare e per quali altri lasciar crepare i malati come cani).

Vaffanculo alle veterinarie che si spacciano per virologhe, come se di virologi del cazzo che sproloquiano sui mass media non ne avessimo già più che a sufficienza.

Ilaria Capua

globalist 27 dicembre 2020

Sulle pagine del Corriere della sera, la virologa [virologa di sto cazzo] Ilaria Capua parla di K, il fattore di dispersione virale. Non tutti infatti diffondono il covid allo stesso modo: “Come amplificatori del fenomeno pandemico non siamo tutti uguali. Alcuni di noi, a causa della convergenza di più fattori, riescono a sviluppare proprio ‘l’effetto elicottero’”. 
Si chiamano i super-spreader: individui spesso asintomatici (almeno durante l’evento del contagio) che sono avvolti da una nuvola di virus a concentrazioni altissime che con l’aiuto di alcuni accorgimenti può essere trasformata anche in migliaia di contagi. [trasformata in migliaia di contagi – una sola persona ne contagia cinquemila?!?! – con l’aiuto di alcuni accorgimenti?!?! Cioè se imparo a fare la esse balorda o qualche pronuncia dialettale (in quello sono bravissima, ne so fare un sacco) mi basta chiedere scusi per piazza Garibaldi vado bene per infettare cinquemila persone? Figo! Adesso comincio subito a esercitarmi!]
La virologa si domanda se determinati modi di parlare – come le inflessioni dialettali – possano favorire la diffusione del virus.
Allo stesso modo mi incuriosisco su alcuni difetti di pronuncia — come il sigmatismo, meglio noto come zeppola — forse possano creare un volume di goccioline maggiore a quello [“maggiore a”? Per non parlare della sintassi] che emetterebbe chi non l’ha o ha l’erre moscia. Insomma la K della pandemia del 2020 ci ricorda che ognuno di noi è individuo, unico, irripetibile e speciale. Pur sempre parte di una comunità, però. (qui) [se qualcuno volesse cortesemente fornire la parafrasi dell’ultima parte, in modo da permettere di capire anche a noi illetterati…]

Ma secondo me quella ha smesso di fare la veterinaria perché le bestie appena vedevano la sua faccia si mettevano paura e scappavano

Vaffanculo ai buonisti accoglionisti del cazzo.

Agitu Gudeta, donna straordinaria sopravvissuta al razzismo, uccisa dalla violenza sessista

di Elena Tebano
@elenatebano  [a prima vista avevo letto talebano. Poi ho letto l’articolo e ho visto che avevo letto giusto]

Agitu Ideo Gudeta era una donna straordinaria: aveva lottato in Etiopia per difendere i pastori poveri e il loro diritto alla terra sottratta dai latifondisti. Poi, quando era diventato troppo rischioso, era tornata in Italia, a Trento, dove aveva studiato sociologia, e sulle «nostre» montagne aveva salvato, lei che era straniera e l’Italia l’aveva scelta, una tradizione che rischiava di estinguersi, allevando le capre autoctone nella Valle dei Mocheni. Aveva questo dono: far vedere anche a noi i tesori che avevamo dimenticato di avere.
Per riuscirci aveva dovuto combattere col razzismo di chi le rimproverava di non essere «di qui», «troppo» nera e forse e soprattutto, troppo brava e intelligente. Circa due anni fa, Agitu aveva ricevuto minacce e subito una aggressione con insulti razzisti dall’uomo che abitava la baita vicino alla sua abitazione [aggressione fisica o aggressione verbale? Le aggressioni verbali sono orrende, ma fra le due qualche differenza io la vedo]. Lo scorso gennaio, l’autore della violenza, che si era scagliato anche contro il casaro del Mali che aiutava Agitu, era stato condannato a 9 mesi per lesioni dal Tribunale di Trento. Agitu era andata avanti. L’imprenditrice esule [pliz, prendere un vocabolario e studiare il significato di “esule” e di “immigrato”: se esistono due parole, significa che esistono due significati diversi], 42 anni, era diventata anche un simbolo, dell’ostinazione e della forza che riescono a tirar fuori il meglio dall’incontro di mondi diversi, ma non poi così lontani.
Anche per questo fa ancora più male che sia stata uccisa. Sfuggita alla violenza di classe, era riuscita a tenere a bada il razzismo, ma è stata vittima di un altro “ismo”, quello della violenza sessista, compiuta da un uomo che come lei veniva dall’Africa: il pastore ghanese Adams Suleimani, 32 anni. L’uomo dice di aver agito per soldi, ma dopo averla colpita ha compiuto un gesto osceno su di lei: uno spregio di carattere sessuale. [la signora sembra avere qualche difficoltà a distinguere fra uno stupro e un gesto osceno. Non sarà per caso che quando un bianco fa un gesto osceno la signora lo chiama stupro, così giusto per gradire e mostrare che lei non è razzista?] Nella violenza c’è stato dunque anche un elemento di sopraffazione di genere: è un femminicidio in piena regola. A dimostrazione del fatto che le donne, anche quelle straordinarie, devono lottare costantemente contro forme di violenza molteplici e costanti, che spesso si intersecano. Oggi è un giorno triste. L’unica cosa che riesco a pensare è che dobbiamo impegnarci ogni giorno di più contro quegli “ismi” che hanno spezzato una vita così bella e feconda. (qui)

Sopravvissuta al razzismo e uccisa dal sessismo: gli insulti razzisti del bianco e l’assassinio e lo stupro sulla moribonda del negro esattamente identici. E aggiungo quest’altro commento:

Flavio Gastaldi

Grazie, ex collega 

Miele

Il Suo contributo è decisivo. Leggo “per questo fa ancora più male che sia stata uccisa” punto. Manca il complemento d’agente. Che strano. Si legge lo scoramento dovuto al fatto che non l’abbia ammazzata E POI VIOLENTATA l’indigeno trentino, che avrebbe ricoperto il ruolo alla perfezione, essendosi già “scagliato” (?) contro il casaro del Mali. Quindi, non potendosi gridare al razzismo in quanto l’indigeno trentino non c’entra, si ricorre al sessismo.

Vaffanculo ai talebani del terrorismo sanitario.

Fonte: Ragione Critica

12 ANNI SOSPESA DA SCUOLA PER “ECCESSO DI AFFETTUOSITA”

Ecco i risultati del lavaggio del cervello che avviene dentro i Gulag 2.0, cioè dentro le scuole al tempo del corona.
Una bambina di 12 anni, spontanea e molto affettuosa all’uscita da scuola ha avuto l’istinto di abbracciare una sua compagna, che per questo gesto si è messa ad urlare!
In un primo momento pensava di averla stretta troppo e di averle fatto del male, la tristissima realtà è che la sua amichetta gridava per la violazione delle norme anti-Covid.
Avete capito dove sta il problema? Se una ragazzina di 12 anni urla a squarcia gola perché viene semplicemente abbracciata da una compagna è il segnale inequivocabile che abbiamo intrapreso la strada verso la distruzione dell’infanzia. E voi genitori ne siete i responsabili perché state avallando un sistema educativo in metastasi che sforna piccoli mostri asociali e complessati. Piccole creature che diventeranno adulti corrotti e manipolabili: cioè sudditi perfetti del regime.
L’epilogo di questa storia è ancora più triste perché la bambina rea di “eccesso di affettuosità” è stata portata in presidenza e dopo due giorni sospesa da scuola! Ebbene sì, una volta si sospendevano i bambini per cose serie e gravi, ora perché amano e abbracciano gli altri.
Se è questa la scuola che voi genitori volete per i vostri figli, allora è giusto e sacrosanto che paghiate un conto salatissimo…
Marcello Pamio (qui)

La ragazza dell’estetista, che ha una bambina di due anni, mi ha detto che quest’anno non la manda al nido: “Educatrici senza viso, in mezzo a bambini che non può abbracciare, che non può toccare, che non può avvicinare, non può toccare i loro giocattoli e loro non possono toccare i suoi, ossia non possono giocare, che razza di socialità può sviluppare in queste condizioni? E che razza di vita è?” Entrambe le nonne si sono trovate d’accordo e si sono dette la disponibili a tenerla a turno.

Vaffanculo UE 1

Maria Giovanna Maglie

BUONGIORNO SCAMPOLI DI VERITÀ SUI VACCINI CHE LA PROPAGANDA DI GOVERNO NASCONDE

Avete visto le immagini della propaganda natalizia? Un camioncino col numero più basso di vaccini del mondo riservato all’Italia, mostrato trionfalmente all’arrivo dalla TV di regime? I produttori Pfizer e Moderna avevano offerto alla Commissione Europea 800 milioni di dosi. Bruxelles ha fatto la scelta protezionista del cavolo, ordinando 300 milioni di dosi alla francese Sanofi e solo 200 milioni a Pfizer e 80 milioni a Moderna .
Siccome il diavolo è sempre distratto, Sanofi ha sbagliato il vaccino , consegnerà solo nel secondo trimestre 2022, e noi da questo ritardo dipenderemo, rischiando di avere tutto il 2021 in compagnia del Covid.
Contenti di stare nella gloriosa Unione Europea? Mentre meditate, sappiate anche che resta la speranza che i cattivi inglesi, quelli della variante sulla quale il governo italiano ha fatto terrorismo sotto Natale lasciando i nostri connazionali negli aeroporti inglesi abbandonati, tirino fuori rapidamente il vaccino dell’Anglosvedese Astrazeneca. Che cos’è? Un farmaco immunitario che protegge dal virus e che potrebbe essere disponibile fra 4 mesi.
Ma il governo italiano starà sicuramente agli ordini dell’Unione Europea ancora una volta. E ancora una volta per sperare di salvarci la vita e salvare la nazione, la prima cosa da fare e’ liberarsi di questo governo. Buona domenica a tutti

E vaffanculo UE 2.

Vaffanculo signor Mattarella.

Paolo Dealberti

Stefano Zangrillo

31.12.2020

Buon Anno Presidente,
grazie per aver tenuto coesa l’unità Nazionale regalandoci il Governo PD – 5Stelle– Renzi, forze politiche che hanno tutta la fiducia del popolo italiano, forze politiche unite e mai litigiose che nell’interesse del paese dimostrano tutti i giorni l’attaccamento alle sorti della Patria e non alla poltrona.
Grazie per aver vigilato sulla gestione della pandemia, sui soldi spesi per le mascherine, gli ospedali, i banchi a rotelle, i monopattini, i trasporti, i ristori ai commercianti e alle partite IVA, la cassa integrazione.
Grazie per il continuo vigilare sui soldi del Recovery Plan con cui ci indebiteremo fino al 2050 e che con cui finalmente investiremo 18miliardi sulla parità di genere e l’integrazione.
Mi scordavo: IMPORTANTE, un caloroso grazie per il lavoro della magistratura, una giustizia libera e giusta, seria, corretta ed efficiente che abbiamo in Italia, di cui Lei è il capo supremo.
Ah, poi le mogli dei marinai sequestrati in Libia da un gen. Capotribù,  ringraziano per il TUO TEMPESTIVOE DECISIVO INTERVENTO PER LA LORO LIBERAZIONE.
Grazie Presidente per tutto quello che non ha fatto, (Che ci sia stato o no, è stata la stessa cosa. Il nulla)
Buon Anno.

Vaffanculo Tunisia, vaffanculo islam. (Sì, la canzone fa cagare – e infatti non ve la metto – ma ovviamente non è questo il punto)

Vaffanculo misera italietta, ridotta ormai a un lecca-lecca a cui tutti quelli che passano si sentono in diritto di dare una leccatina, e ormai non sta rimanendo altro che il bastoncino. E d’altra parte il linguaggio del corpo è già sufficiente a dire tutto

Vaffanculo Onu

Eccetera. E ora concediamoci almeno un mezzo sorriso con questa

barbara

E SE PROVASSIMO A FARE ANCHE NOI UN PO’ DI COMPLOTTISMO?

Ale Tzu
Diffondere il virus, far crollare i mercati, mettere in ginocchio le nazioni, intervenire con “aiuti” comprando il più possibile a basso costo, egemonia economica e potenza globale. Il piano sta andando alla grande.

La tentazione di pensarlo viene, diciamolo, soprattutto considerando la campagna di disinformazione a tappeto che stanno conducendo con la non so quanto disinteressata complicità di mass media e governanti di casa nostra.

Da noi, nel frattempo, si “combatte”: trascrivo qui alcuni titoli di video pubblicati su youtube:

Il condominio canta l’inno di Mameli per reagire all’emergenza; Flash mob contro il coronavirus; Fratelli d’Italia dai balconi, così Roma risponde al coronavirus; La tammurriata dal balcone contro la quarantena; Pentole, trombette da stadio e inno di Mameli, il flash mob dai balconi contro il coronavirus; L’inno d’Italia contro il coronavirus; I romanisti in balcone contro il coronavirus…

Ed è chiaro che il coronavirus, con queste truppe cammellate mobilitate contro di lui, si spaventerà a morte e se la darà a gambe – e ci mancava solo, oltre al fastidio di non potersi muovere e la preoccupazione per tutto quello che sta succedendo, di avere anche le orecchie stuprate dal fracasso di pentole e trombette da stadio, senza neanche la possibilità di scappare da qualche parte per sottrarsi alla violenza perpetrata dagli imbecilli. Che quando tutto sarà finito si sentiranno in diritto di dire a medici e infermieri, che fanno turni di 12 e più ore – magari, come qui, alternati a turni di riposo di 6 ore – chiusi in questi scafandri,
medici covid19
indossati i quali non possono più bere, né mangiare, né urinare, e alla fine del turno hanno le facce ridotte così,
segni sul viso
si sentiranno, dicevo, in diritto di dire loro: “Eh, ma anche noi abbiamo fatto la nostra parte!” E che dire degli osceni cartelli che proclamano “Ce la faremo” e “Andrà tutto bene”? Cosa vuol dire ce la faremo? Non vi suona come una sorta di spes contra spem? Almeno dicessero lotteremo con tutte le nostre forze per uscirne, no, niente, ci sediamo e con le chiappe ben comode diciamo ce la faremo. E “andrà tutto bene”, certo, chi se ne frega delle migliaia di morti, chi se ne frega dell’economia in ginocchio, mi metto la mano sugli occhi e cinguetto giuliva “non mi vedi! non mi vedi!”. Soprattutto considerando che a far andare tutto bene contribuirà fortemente la nostra Madre comune UE, specificamente impersonata dall’asse franco-tedesco,
asse
che a ben guardare non è esattamente una novità
MerkelErdoganMacron
accordi-di-monaco
E dopo questo rilassante bagno nel delirio del pensiero magico infantile, torniamo alla realtà.

barbara

TUTTO COME DA PROGRAMMA

I porti aperti fanno aumentare le partenze, l’aumento delle partenze fa aumentare i morti in mare. Se a bordo ci sono donne e bambini bisogna farli sbarcare subito, quindi si provvede a caricare su ogni barca un numero di donne e bambini sufficiente a far sbarcare tutti. Poi, nel caso in questione, a provocare l’annegamento non è stata una disgrazia bensì i clandestini stessi, che quando si è avvicinata la nave della ONG si sono spostati tutti su un lato facendo rovesciare la barca (come quelli, tempo fa, che hanno dato fuoco alle coperte e poi per sfuggire al fuoco si sono spostati tutti su un lato e hanno fatto rovesciare la barca, finendo tutti in mare). Forzando un pelino, ma proprio un pelino microscopico, si potrebbe dire che se non fosse arrivata la nave ONG loro non si sarebbero spostati, la barca non si sarebbe rovesciata e loro non sarebbero annegati.

Restando in tema di clandestini e negrieri, almeno uno con le palle all’Unione Europea c’è:

Cambiando invece totalmente tema, andando molto controcorrente rispetto a tutti quelli con cui normalmente concordo, dico che ho piena fiducia in Trump. Oltre al fatto sacrosanto che non si vede perché debba essere sempre e solo l’America a mandare i suoi uomini a morire per le cause giuste mentre l’Europa se ne sta col culo al caldo a guardare e a criticare, c’è che è già successo altre volte che si è detto ma cosa gli viene in mente ma è impazzito questo è un tradimento dei più fedeli alleati, dimenticando che Trump non è un giocatore d’azzardo bensì di scacchi, che calcola le mosse sulla lunga distanza, e finora è sempre risultato che alla fine aveva avuto ragione lui. E dunque anche stavolta sono ragionevolmente sicura che sa quello che fa, e mi fido di lui.

barbara