UN SOLO PICCOLO DUBBIO

Il Comandante Dell’Accademia Militare Russa ha tenuto una conferenza sui “problemi potenziali della strategia militare”.
Alla fine della conferenza, chiede, “ci sono domande?”
Un ufficiale si alza e chiede: “pensa che ci potrà essere la terza guerra mondiale? E la Russia sarà coinvolta?”
Il generale risponde affermativamente ad ambedue le domande.
Un altro ufficiale si alza e chiede: “chi sarà il nemico?”
Il generale risponde: “tutte le indicazioni puntano verso la Cina.”
Il pubblico rimane in silenzio scioccato.
Un terzo ufficiale osserva, “Generale, siamo una nazione di soli 150 milioni, rispetto al 1,5 miliardo di cinesi. Ritiene si possa vincere, o perlomeno sopravvivere?”
Il generale risponde: “a questo proposito basta soffermarsi a pensare per un istante: nella guerra moderna, non è la quantità di soldati che conta, ma la qualità delle capacità dell’insieme dell’esercito. Per esempio, nel Medio Oriente, abbiamo avuto recentemente alcune guerre dove 5 milioni di ebrei si sono battuti contro 150 milioni di arabi, e Israele è sempre stata vittoriosa “.
Dopo una piccola pausa, un altro ufficiale dal fondo della sala chiede: “abbiamo un numero sufficiente di ebrei?”

E la risposta naturalmente è no. Li avrebbero, loro e tanti altri, se non avessero diligentemente provveduto prima a sterminarli, poi a opprimerli costringendoli alla fuga. E quindi, spiacente signori, un sufficiente numero di ebrei si trova in un posto solo, e non ne avrete lo scalpo.

(Con questo video voglio anche ricordare il carissimo amico Lorenzo Fuà, che da quasi tre anni non c’è più)

barbara

UN CAPRETTO – IERI E OGGI

E naturalmente cominciamo con quello di ieri

per poi passare alla versione attualizzata (in questo commento la spiegazione dettagliata).

barbara

 

CHAD GADYA – UN CAPRETTO

Canto inserito nella Haggadah di Pesach nel XVI secolo (qui informazioni utili e testo) e da allora cantato ogni anno come parte integrante delle celebrazioni di Pesach. Io però ve lo propongo nella speciale interpretazione di Chava Alberstein, che vi ha messo una sua aggiunta personale dal momento che, se la storia di base non cambia, poi mi dor le dor, di generazione in generazione, la Storia si incarica di aggiungere nuove tragedie e a imporre nuove riflessioni.

Quest’altra speciale versione italiana che vi propongo invece, è ciò che accade quando due Grandi Maestri prendono in mano un capolavoro e lo fanno proprio. Buon ascolto e buona visione.

AGGIORNAMENTO: il video con le illustrazioni di Emanuele Luzzati a quanto pare non esiste più, quindi vi dovete accontentare di questo:

barbara

CHE COSA CI AVETE FATTO?

Che cosa ci avete fatto, voi popoli amanti della libertà, custodi della giustizia, difensori degli alti principi della democrazia e della fratellanza tra gli uomini? Che cosa avete permesso che si perpetrasse contro un popolo indifeso, mentre voi stavate a guardare lasciando che morisse dissanguato, senza offrire aiuto o soccorso, senza chiedere ai demoni di fermarsi nel linguaggio della punizione, l’unico che avrebbero capito? Perché profanate il nostro dolore e la nostra ira con vuote espressioni di comprensione che suonano irridenti alle orecchie dei milioni di dannati dello stabilimento di tortura dell’Europa nazista? Perché non avete nemmeno rifornito di armi i nostri ribelli dei ghetti, come avete fatto per i partigiani e i combattenti clandestini di altre nazioni? Perché non ci avete aiutato a stabilire contatti con loro, come avete fatto nel caso dei partigiani in Grecia e Iugoslavia e dei movimenti clandestini altrove? Se, invece di ebrei, fossero stati migliaia di donne, bambini e vecchi inglesi, americani o russi a venire ogni giorno torturati, bruciati vivi, asfissiati nelle camere a gas, vi sareste comportati nello stesso modo?

Ben Gurion, 10 luglio 1944, quarantesimo anniversario della morte di Theodor Herzl.

Oggi, al posto di quelli che hanno girato la faccia, ci sono i loro nipotini che versano la loro brava lacrimuccia politicamente corretta sui poveri ebrei morti e starnazzano come oche spennate quando gli ebrei vivi si rifiutano di farsi scannare come conigli. Finiranno, gli uni come gli altri, nel letamaio della storia.

barbara

UN CAPRETTO

L’originale, in yiddish, si intitolava Dos kelbl, il vitellino. Herbert Pagani, nel suo originale rifacimento della canzone, lo ha trasformato in capretto: sicuramente per evidenti questioni metriche ma anche, forse, per un richiamo al capretto di cui si narra nel corso della celebrazione di Pesach, storia alla quale si è a sua volta ispirato Angelo Branduardi per una delle sue canzoni più famose, Alla fiera dell’est. Qui ve lo propongo con uno straordinario video inedito e con una speciale “aggiuntina”…
Buon ascolto e buona visione.

barbara