PER NON DIMENTICARE DEL TUTTO L’ATTUALITÀ

I mondiali di Spagna dell’82, quelli che ci hanno guadagnato il diritto a Italia ’90, ve li ricordate? Il risveglio di Paolo Rossi. E le rovesciate di Bruno Conti, ve le ricordate quelle rovesciate? E il volo oltre le transenne? E Italia Argentina? E Italia Brasile che col pareggio passavano loro e per passare bisognava vincere e si continuava a segnare un gol a testa, eh, ve la ricordate quella partita da infarto? E Italia Germania, ve lo ricordate come gli abbiamo fatto il culo? Ah, che roba ragazzi! Che ricordi! Che brividi!

Quelli del ’90 no, li guardavo solo quando giocava la Germania per vedere quello strafigo bestiale di Beckenbauer.
Beckenbauer
Poi non ho più seguito niente. Fino al 2006. Fino a quel giorno durante gli esami in cui un collega ha parlato della partita del giorno prima in cui l’Italia aveva vinto, e la collega di matematica fa “ah, ma io non tifo mica per l’Italia, io faccio il tifo per la Germania”. Ah sì? E allora sai cosa ti dico? Adesso mi metto a fare il tifo per l’Italia, alla tua Germania gli si va in culo (sì: gli), e si vince il mondiale. E così è stato.
2006
E adesso constato che i miei poteri sono talmente tremendi che a dodici anni di distanza, senza neanche doverci pensare, sono riuscita a far buttare fuori la Germania un’altra volta.

Niente, poi c’è questa canzone strepitosa, che mi dà una carica tale che ascoltandola potrei fare i cento metri in quattro secondi e mezzo, senza neanche dovermi sforzare granché. E poi c’è che a cinquantatre anni da quando ho giocato l’ultima volta, basta che mi capiti di passare vicino a dei ragazzini che giocano a calcio e gli scappi la palla e mi arrivi davanti ai piedi, che i piedi si muovono da soli a colpirla, non mi posso proprio trattenere.

Ecco, ho finito. Magari, se mi gira, ci ritorno su fra quattro anni.

barbara

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