ESATTAMENTE LA STESSA COSA

Esattamente. Si raccomanda soprattutto l’esattamente (rubato qui).
vaccini razziali
A me viene la pelle d’oca (preferisco evitare di scrivere che cosa auguro alla signora Silvia, però glielo auguro di tutto cuore).

barbara

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CHI PUÒ E CHI NON PUÒ PARTE SECONDA

«Al primo morto di morbillo lei verrà sbranata». La tocca la fosca previsione del virologo Burioni? 
«[…] Ma è anche una spiacevole strumentalizzazione sentirsi dire da un accademico che “verrò sbranata al primo morto”. Non puoi illudere la gente che non morirà nessuno. Dobbiamo essere realisti».

Questa è la signora Giulia Grillo, ministro (ribadisco, ministrO) della salute. Pagata per occuparsi della nostra salute. Lei è “realista”, lei. Non può garantire che in Italia (ribadisco: IN ITALIA) nessuno morirà di morbillo, perché morire di morbillo è un fato a cui ci dobbiamo rassegnare. Tuttavia…

Come ci fa presente l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco,

C’E’ CHI PUO’ E CHI NON PUO’

Lui può.
min Azerbaigian
Come possono garantire che non morirà nessuno di morbillo anche i Ministri della Sanità dell’Albania, dell’Armenia, della Bielorussia. E non continuo l’elenco perché vi provocherei una stretta al cuore.
Nel 2016, dato certificato nel 2017, ben 42 dei 53 Paesi membri della regione Europea dell’OMS avevano interrotto la circolazione endemica di morbillo. Vaccinando.
Evitare i morti per morbillo, non solo si può, ma è un imperativo per un Paese che si dichiari civile. E, cosa non secondaria, che abbia firmato un patto di eliminazione con l’OMS.
Fermare la circolazione endemica di questo virus è l’UNICO modo per garantire che soggetti deboli non contraggano l’infezione e ne muoiano.
L’idea di mettere in classi “sicure” i bambini immunodepressi è una sciocchezza dal punto di vista scientifico. Il morbillo si contrae semplicemente respirando l’aria di una stanza (un corridoio, la mensa, la palestra) in cui anche un paio di ore prima abbia soggiornato un soggetto infetto.
Un Ministro della Salute dovrebbe sapere come bloccare la circolazione del virus. Un Ministro della Salute può e deve garantire ai cittadini che nessuno morirà più di morbillo.

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Prima che qualcuno mi accusi (come già successo) di diffondere fake news. La fonte della foto è il sito azero di Wikipedia https://az.wikipedia.org/.

I dati sulla eliminazione del morbillo possono invece essere letti qui: http://www.euro.who.int/…/6th-RVC-final-for-web-posting.pdf…. Il rapporto 2018 non è ancora stato pubblicato, lo sarà a breve.

8 agosto

Ora, dato che il modo SICURO per evitare i morti da morbillo esiste, dato che la signora ministro si rifiuta di applicare tale modo, dato che la signora ministro SA che a causa di ciò qualcuno dovrà morire, la faccio troppo fuori dal vaso se dico che per ogni morte causata da morbillo che si dovesse verificare, la signora andrebbe incriminata per omicidio premeditato? Comunque, tornando al titolo, c’è chi può e chi non può; noi in Italia non può.

barbara

CHI PUÒ E CHI NON PUÒ. I VACCINI E LA SCUOLA PER BIMBI RICCHI E SANI

C’era una volta una mamma povera, una mamma sola, che lavorava tutto il giorno per guadagnare appena il necessario. Il suo unico figlio, un bel bambino di sei anni, aveva una brutta malattia: un dottore, con l’aria di chi avrebbe voluto essere dall’altra parte del mondo in quel momento, le aveva detto un giorno, quasi senza guardarla in faccia, “Leucemia, signora, mi dispiace”.
La mamma non si era arresa: affrontava il calvario di cure e ospedali con coraggio, voleva che suo figlio conducesse il più possibile una vita normale, che andasse a scuola, che potesse giocare con gli amichetti. C’era un problema, però: il bambino era molto vulnerabile alle malattie, e, a causa della leucemia, non poteva essere vaccinato. “Immunodepresso”, le avevano detto che si diceva.
La mamma cercava di tenerlo protetto più che poteva, ma il bambino era deciso: adorava leggere, sapeva già scrivere, disegnava benissimo, aveva tanta voglia di trovare nuovi amichetti, insomma era ansioso di iniziare a frequentare la scuola. Aveva tenuto da parte i soldini ricevuti al compleanno per potersi comprare da solo un bel diario e lo zainetto di Spiderman, era raggiante di felicità il giorno che la mamma lo aveva accompagnato in cartoleria a prenderli.
Quando la signora, però, andò a parlare con la segreteria di una delle migliori scuole della città, per assicurarsi che suo figlio sarebbe stato protetto e al sicuro, dubitò di aver capito bene le parole che aveva appena sentito.
– Mi scusi, forse non ho compreso bene: lei mi sta dicendo che…?
– Che quest’anno non possiamo garantirle che suo figlio sarà al sicuro dal morbillo, signora, noi non ci assumiamo la responsabilità di iscriverlo.
– Ma che significa che non potete garantirlo? Come? Perché?
– Perché, signora, le altre mamme della scuola, la moglie dell’avvocato X, la professoressa Y, la scrittrice Z, non hanno voluto vaccinare i figli.
– Ma come non hanno voluto? E se provo in un’altra scuola?
– Eh, signora, ma è uguale dappertutto. Sa tutto quello che si legge su Internetz, non si sa mai, e se il figlio gli diventa autistico?
– Ma… ma mio figlio la leucemia ce l’ha già, sicuramente! Ma come devo fare? Non può andare a scuola?
– Eh no, signora, suo figlio è meglio che a scuola non ci vada. Si faccia fare un certificato dal medico.
– Ma io mio figlio a scuola ce lo voglio mandare, lui ci vuole andare, vuole venire a imparare, a conoscere gli altri bambini, gli piace tanto leggere, sa, ha già cominciato a scrivere qualche parolina… non si potrebbe fare una legge che obbliga i genitori dei bambini sani a vaccinarli, così non si ammalano né i loro figli né il mio?”
– Eh signora, ma non vorrà mica che la moglie dell’avvocato si senta conculcata nel suo diritto di scelta.
– Ma…e il diritto di mio figlio a una vita normale?
– Signora, ha mai visto “Il Marchese del Grillo”? Bel film, con Alberto Sordi, glielo consiglio. “Io so’ io, e voi nun siete ‘n c…”, diceva. Proprio divertente.

Questa, purtroppo, non è una ricostruzione di fantasia, un’ucronia, uno scenario apocalittico: è la storia dell’Italia del 2018, dove un bambino povero e malato può essere cacciato fuori dalla scuola e dalla vita di società senza che nessuno faccia un plissé, per assecondare i capricci delle mamme ricche e complottiste.
Questa è la storia di un Paese che, con una clausoletta a un decreto dal già significativo nome di Milleproroghe, decide di tutelare la “libertà di scelta” a scapito di chi scegliere non può, i ricchi a svantaggio dei poveri, i forti a svantaggio dei deboli, i sani a svantaggio dei malati. E poche, pochissime, sempre di meno sono le voci che gridano contro questo orrore.

Marianna Mascioletti

Poi abbiamo una vice presidente del senato, tale Paola Taverna, che urlando come se le stessero strappando le palle, spiega che “i centri vaccinali sono similabili a quelli che vengono paragonati i marchi per le bestie”. Qualcuno dice che il problema non è la sintassi, e invece sì: mia madre aveva la terza elementare, non ha mai letto un libro e non ha mai frequentato persone più istruite di lei (a parte mio padre, che è arrivato alla quinta), ma a questi livelli non è mai arrivata. Una persona, fosse anche analfabeta, che si esprime in questo modo si dimostra incapace di articolare un pensiero, tutto il resto ne è la logica conseguenza. L’importante comunque è che i bambini si facciano trovare a casa.
morbillo
Qualcuno ha anche avanzato una proposta per le mamme informate, che sarebbe questa,
mamme informate
ma Stefano Rambelli giustamente obietta: “Uno solo? Vediamo un po’: i no vax sono avari, iracondi e accidiosi, violenti contro il prossimo e contro se stessi, maghi e indovini, adulatori, ipocriti, consiglieri di frode, seminatori di discordie, falsari e traditori…. Qui ci vuole un inferno intero per i no vax, altro che un unico girone!” Concordo pienamente.

barbara

A MARGINE

A margine dell’eclissi
Quella spettacolare dell’ottobre 1986, a Mogadiscio. E il baccano infernale, per tutta la città, della gente uscita in strada con pentole, coperchi o qualunque altro oggetto capace di produrre rumore, sbattuti freneticamente per spaventare il mostro che stava mangiando la luna e farlo scappare. E non ridacchiate voi moderni progrediti eruditi scientificizzati: si è sempre fatto così, e ha sempre funzionato. Dal che si desume che è scientificamente dimostrata la realtà del fatto che la causa dell’autismo sono i vaccini.

A margine dello smalto
Qualche anno fa un amico mi ha raccontato di una volta che era a pranzo al ristorante con la famiglia. Mentre erano lì è entrata la loro nuova vicina di casa (sposata) insieme a un uomo. Conoscevano pochissimo lei, e per niente le sue frequentazioni, quindi quell’uomo poteva essere chiunque: un parente, un amico, un collega con pausa pranzo in comune, un conoscente incontrato per caso. Se la signora li avesse salutati, avrebbero continuato a ignorarlo; senonché, non appena li ha visti, si è girata dall’altra parte, fingendo di non averli visti o riconosciuti, e a questo punto è stato chiaro chi era l’uomo in sua compagnia.
Se l’articolo sullo smalto fosse stato ignorato; se, a eventuale domanda specifica, si fosse risposto qualcosa come “E che ne so! Ma le pare che in mezzo a un naufragio abbiamo tempo e testa da badare a queste cazzate?!” il tutto sarebbe passato inosservato. Ma, come per la signora al ristorante, qualcuno ha sentito il bisogno di montare tutta una messinscena: nooooo! Non lo aveva quando l’abbiamo raccolta! Gliel’abbiamo messo noi a bordo per distrarla e farla parlare! Poteva bastare questa ridicola spiegazione? Ma neanche per sogno! Bisogna indagare sulla giornalista. La quale a quanto pare collabora anche con il giornale di Casa Pound, il che diventa automaticamente “pagata da Casa Pound” (se Francesco Schettino chiamasse i carabinieri per avvertire che il suo vicino sta massacrando di botte la moglie, è il caso di verificare se è vero o si rifiuteranno di prenderlo in considerazione e gli diranno “chiuda il becco, cazzo!” perché è un delinquente e quindi automaticamente non affidabile?), e poi collabora al sito di Luca Donadel, definito con disprezzo “noto sovranista” e anti immigrati. Ora, a parte il fatto che Donadel si è occupato di islam, brexit, Trump, Kekistan, spot pubblicitari, violenze all’università, Licia Colò, per quanto riguarda il tema in questione ha provveduto a dimostrare che i presunti salvataggi non sono affatto salvataggi, che non avvengono del Canale di Sicilia, e che le Ong non sono figlie degli angeli. Esternazioni contro i migranti, a quanto mi risulta, zero.
E qui, come si suol dire, la domanda sorge spontanea: perché tutto questo polverone sulla faccenda dello smalto, oltretutto alterando quanto scritto dalla giornalista? Perché questo attacco a 360° contro la persona e contro un onesto sbufalatore come Luca Donadel? A me tutto questo giochetto ricorda quello dei prestigiatori: guardate la mia mano destra guardate la mia mano sinistra niente nella mano destra niente nella mano sinistra, il cui unico scopo è quello di non farvi guardare là dove il trucco si sta svolgendo.

A margine e basta
Qui.

barbara

E PER RESTARE PIÙ O MENO IN TEMA

Ecco il Grande Divulgatore che si è arricchito con le sue straordinarie rivelazioni scientifiche.

E qui in un’altra indimenticabile performance.

Che poi quello che mi sconvolge non è neanche lui; ognuno, dopotutto, sceglie la forma di prostituzione che più gli si confà: c’è chi sceglie di esercitarla affittando parti del proprio corpo – che secondo me è, fra tutte le possibili forme di prostituzione, la più onesta, la più pulita, soprattutto la più innocua – e chi vendendo bufale stratosferiche, balle mastodontiche, colossali prese per il culo. No, quello che mi sconvolge è tutta quella massa che si accoppa dalle risate, che applaude entusiasta. La stessa accorsa più tardi in piazza in folle oceaniche a gridare vaffanculo, che secondo me l’ispirazione l’ha presa dalle litanie lauretane, avete presente? Sancta Maria – ora pro nobis, Sancta Dei Genetrix, – ora pro nobis, Sancta Virgo virginum – ora pro nobis… Ecco, così: le banche – vaffanculo, i pregiudicati al governo – vaffanculo, i finanziamenti ai partiti – vaffanculo, i poteri forti – vaffanculo, le multinazionali – vaffanculo. Che se vi andate a rivedere qualche vecchio filmato sono praticamente identici alle folle oceaniche di piazza Venezia DU-CE-DU-CE, a quelle del Lustgarten a Berlino, SIEG HEIL, pronte a seguire il padrone che grida più forte. A partire da quello che dice che i vaccini sono un’emanazione di satana.

barbara

VACCINI IN FAMIGLIA

La mia, intendo. Quello che segue è un post di mia cugina.

Vorrei dire ai genitori antivaccini che se mi piglio il morbillo la varicella e simili perché non hanno voluto vaccinare i figli, io che non ho ricevuto il vaccino da bimba perché non esisteva e che non ho avuto nessuno malattia infettiva nonostante i ripetuti contatti alle scuole e che non posso vaccinarmi perché cardiopatica visto che adulti i rischi sono maggiori… Beh sappiate che verrò a casa vostra a ringraziarvi personalmente e non ne sarete felici… Ah se tra le mie amicizie ci sta qualche intelligentone contrario ai vaccini mi levi serenamente l’amicizia.

io sono per le vaccinazioni obbligatorie, a parte i casi in cui sia sconsigliato, se ad esempio tuo figlio si prende la varicella e contagia il mio che magari ha un qualche problema e muore io vengo da te e ti butto in Brenta con buona pace della mia coscienza

Ah e vorrei aggiungere che i figli sono vostri fino a che li tenete a casa, quando escono sono figli della società perché è lì che vivono e in quanto tale seguono le sue leggi cioè quelle sociali e il vaccino è una di queste

Perché una cosa in comune sicuramente l’abbiamo: quando ci incazziamo sono cazzi acidi per tutti. E poi andate a leggere questa storia allucinante.

barbara

LIBERTÀ! LIBERTÀ!

Xylella
(rubato a lui)
Come quella di non vaccinarsi, per dire.
PS: da qualche parte – purtroppo non ricordo più dove – avevo letto che in questo complotto per far morire gli ulivi in Puglia per mezzo della xylella c’entrava Israele. Giusto per non perdere il vizio.

barbara

ED ECCONE UN’ALTRA

Catania, muore per morbillo una ragazza di 25 anni

Maria Concetta Messina lascia una figlia di due anni. I familiari hanno presentato una denuncia. Dall’inizio dell’anno già tre decessi per la malattia molto contagiosa

di Cristina Marrone

di Cristina Marrone

[…]

Fino ad oggi sono stati tre i decessi a causa del morbillo nel 2018. Nell’ultimo bollettino di febbraio di Epicentro (il centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità) sono stati segnalati 164 casi di morbillo. Oltre l’80% dei casi è stato segnalato da 4 Regioni (Sicilia, Lazio, Calabria e Liguria). La Regione Sicilia ha riportato l’incidenza più elevata. L’età mediana è stata 25 anni. Il 93% circa dei casi era non vaccinato o aveva ricevuto solo una dose. Il 40% ha sviluppato almeno una complicanza, mentre oltre la metà è stato ricoverato.

Roberto Burioni, Medico

28 marzo alle ore 14:26

Una ragazza di 25 anni, madre di una bimba di due anni, è morta di morbillo, una malattia che nei paesi civili, dove tutti vaccinano i figli e si vaccinano, non esiste. In Italia, purtroppo, le coperture sono state per molti anni, nell’indifferenza generale, a livello del terzo mondo e siamo la vergogna dei paesi sviluppati, tra i quali abbiamo il poco invidiabile primato del numero di casi.
Il morbillo, alla faccia dei somari che sostengono sia una malattia innocua, è mortale in un caso su 2000 anche in persone perfettamente sane, spesso a causa di una gravissima polmonite; in un caso su mille causa una encefalite che in un caso su 4 lascia per sempre i bambini e gli adulti sordi, ciechi o con altre gravi lesioni permanenti. Non abbiamo cure specifiche per questa malattia, ma abbiamo un vaccino che è efficace nel 98% dei casi e dove viene utilizzato in maniera estesa fa letteralmente scomparire la malattia.
Gli effetti collaterali gravi della vaccinazione sono così rari che è difficile calcolarne l’incidenza. In ogni caso meno di un caso su un milione, come a dire che il rischio maggiore si corre nel tragitto in auto da casa al centro vaccinazioni. Quindi da una parte un vaccino sicurissimo, dall’altra una malattia terribile. Eppure qualcuno incredibilmente sceglie di non vaccinarsi e di non vaccinare i propri figli.
In un paese civile, dove – obbligo o non obbligo – tutti si vaccinano e dove tutti vaccinano il morbillo non esiste, non ci sarebbe una bambina di due anni orfana della madre. In un paese civile questa donna sarebbe ancora viva, perché il morbillo non circolando non l’avrebbe potuta infettare.
Purtroppo è morta, e non potrà più smentire quelli che su Facebook affermano “io l’ho avuto e non mi è successo niente”.

Com’è che si intitolava quel libro? Ah sì, La prevalenza del cretino. E la cretinitudine, attiva e passiva, uccide. Altro che il fumo.

barbara

PS: sarò latitante per un paio di giorni, ma vi programmo qualcosa per non farvi troppo soffrire.

IL VACCINO NON È UN’OPINIONE

È il titolo del libro di Roberto Burioni, ed è un titolo che esprime un concetto molto chiaro: esprimiamo opinioni quando diciamo ciò che pensiamo su cose per le quali non esiste un vero e un falso, un giusto e uno sbagliato; i vaccini non rientrano in questa categoria: se dico che i vaccini sono sicuri dico una cosa vera, se dico che sono pericolosi dico una cosa falsa. E Roberto Burioni lo dimostra inconfutabilmente, con spiegazioni chiare e semplici da poter essere capite anche da chi sia totalmente digiuno sia della materia che di cultura in generale, con assoluto rigore metodologico, con dovizia di esempi, con logica inoppugnabile. Andrebbe letto da tutti, e sono sicura che chi è intellettualmente onesto lo farà. Del testo voglio riportare solo una pagina, questa.

A riprova della teoria del collega e amico Adriano Aguzzi, secondo la quale le cretinate fanno presa anche sulle menti intelligenti, tra gli oppositori della vaccinazione [antivaiolosa] ci fu anche Lord Byron (che la definì “una moda passeggera”) e questo può essere di consolazione per chi oggi si rammarica a causa delle posizioni antivacciniste di Eleonora Brigliadori e Red Ronnie [oddio, accostare questi due nomi – e il primo soprattutto – a “menti intelligenti”…]. Tuttavia il bello della scienza è che prima o poi (spesso prima) la verità viene a galla. I fatti hanno la loro forza inarrestabile. Quando durante la guerra franco-prussiana del 1870 scoppiò una terribile epidemia di vaiolo, tra i soldati prussiani che erano stati vaccinati con germanica precisione ci furono 440 morti, mentre l’esercito francese ne dovette contare oltre 23.000. Oramai nessuno metteva più in dubbio l’efficacia del vaccino, che grazie al contributo decisivo di due italiani (Michele Troja e Gennaro Galbiati) era diventato più semplice da produrre e più efficace. Con quest’arma l’umanità cominciò una marcia trionfale contro il vaiolo. Nel 1974 una bimba, Prisca Elias, fu l’ultima persona infettata dal virus nel Botswana; nel 1976 Kausar Parveen chiuse il capitolo in Pakistan, poco dopo Rahima Banu in Bangladesh e Amina Salat in Etiopia furono gli ultimi malati nei loro paesi. Il cerchio si stava stringendo. Nella serata del 12 ottobre 1977 Ali Maow Maalin, un cuoco somalo ventitreenne, portò in auto due fratellini ammalati di vaiolo dall’ospedale per il quale lavorava verso il centro locale di sorveglianza contro la malattia. Il viaggio era di un solo quarto d’ora e Ali fu molto attento. Ma il 22 ottobre cominciò a stare male; all’inizio si pensò che la causa fosse la malaria, invece era il vaiolo. Ali non voleva finire in isolamento e non si era presentato subito all’ospedale; così entrò in contatto con 161 persone. Ma grazie alla vaccinazione diffusa il virus uscito dal corpo di Ali non riuscì a trovare un solo individuo vulnerabile e quindi non fu in grado d’infettare nessun’altra persona. Non essendo in grado di riprodursi, nel momento in cui l’ultima particella virale dispersa nell’ambiente da Ali perse la capacità d’infettare, il virus semplicemente scomparve dalla faccia della terra. Fu l’ultimo caso di vaiolo nella storia dell’uomo. L’8 maggio 1980, con una cerimonia ufficiale, l’Organizzazione mondiale della sanità dichiarò che il virus del vaiolo era scomparso dal pianeta. Una delle piaghe più terribili che il genere umano avesse mai conosciuto era ormai debellata. Non c’era più bisogno di vaccinarsi, siccome la malattia non esisteva più. Il virus aveva perso. Perché dovete sapere che i virus sono terribili, ma hanno un tallone d’Achille. Sono feroci come lupi affamati, ma vengono sconfitti dal gregge, quando il gregge si procura l’immunità.

Immagino che non per tutte le malattie sia possibile arrivare a una così totale sconfitta del virus (non per quelle che possono contagiare anche gli animali, per esempio), ma per alcune sì. Se non ci siamo ancora arrivati, e per molto tempo ancora saremo costretti a continuare a vaccinare i nostri bambini per queste malattie, ne dobbiamo ringraziare gli antivaccinisti, che danno loro (alle malattie) la possibilità di continuare a circolare e infettare e proliferare. Grazie, signori, a nome di tutta l’umanità.

Roberto Burioni, Ilvaccino non è un’opinione, Mondadori
il vaccino non è
barbara

DI OPINIONI E DI ALTRE STORIE

C’è libertà di opinione, siamo in democrazia ho il diritto di esprimere la mia opinione, io resto della mia opinione, ognuno ha il diritto di avere la sua opinione, la mia opinione vale quella di chiunque altro… È uno dei mantra più gettonati del momento, questo della libertà di opinione e dei diritti che ne conseguono. E siamo tutti più o meno d’accordo, naturalmente. Ma il punto è: che cos’è un’opinione? Perché ad ascoltare quanto si sente in giro, sembrerebbe che sul concetto di opinione non ci siano idee troppo chiare e io vorrei, appunto, fare un po’ di chiarezza.

Diciamo allora che possiamo chiamare opinione tutto ciò che pensiamo su qualcosa per cui non esiste vero/falso, giusto/sbagliato. Per esempio Maria è simpatica antipatica divertente noiosa brillante insulsa. Se io faccio una di queste affermazioni potrà succedere che Tizio replichi “sono d’accordo”, Caio “io invece no” e Sempronio “sì, però”; sicuramente nessuno potrà dirmi che non è vero, o che sbaglio. Ogni tanto qualcuno tenta di convincermi che Quasimodo, e perfino Luzi sono dei poeti, o addirittura dei grandi poeti (ma l’aggettivo è solo un dettaglio: è il sostantivo che trovo la cosa più assurda di questo mondo), ma per quanti argomenti mi portino, si tratta sempre di impressioni soggettive dei miei interlocutori, che non possono scalfire la mia personale impressione che si tratti di due ammucchiatori di parole – e non parliamo di chi ritiene profonde le svagate ammucchiatine di parole di Alda Merini (“ci sono donne e poi ci sono le Donne Donne”. Naturalmente tutte quelle che citano questa cagata pazzesca sono fermamente convinte di essere delle Donne Donne, e probabilmente altrettanto convinte che “Donne Donne” voglia dire qualcosa).
Ma se io dico che Maria è ladra, è un’opinione? Se è simpatica a me e antipatica a Caio, possiamo tranquillamente dire che Maria è contemporaneamente simpatica e antipatica; ma può essere ladra e contemporaneamente non essere ladra? No, naturalmente, le possibilità sono due: o è ladra o non è ladra, tertium non datur. E se è ladra, il mio dovere di cittadina è di andarlo a dire ai carabinieri, non di strombazzarlo sui social. Se invece non lo è, il mio dire che lo è non si chiama opinione, bensì calunnia e diffamazione, e abita nel codice penale.
Stabilito questo, posso dire che l’opinione che la terra sia sferica non mi convince e che io ho un’opinione diversa? Posso dire che l’opinione che la terra giri intorno al sole mi sembra assurda, dal momento che vedo benissimo, coi miei occhi che non hanno il minimo difetto, che la terra è ben ferma sotto i miei piedi e che è, al contrario, il sole che la mattina presto viene su da sottoterra a est e poi si alza andando verso sud eccetera eccetera? Naturalmente non è tecnicamente impossibile che io lo dica ma, se lo dico, chiunque sa che sono o ignorante, o idiota, o pazza. Quartum non datur.

Un qualche filosofucolo da strapazzo, poco desideroso di compiere gli sforzi necessari per giungere alla conoscenza della verità, si è inventato la bella teoria che la verità non è conoscibile, o che addirittura non esiste – un’uva che per sua natura non maturerà mai, insomma, e quindi non è perché io sia incapace di raggiungerla che non la posso mangiare, bensì per una sua intrinseca impossibilità. E naturalmente ha trovato vasto seguito, e da un ragionevole “non tutto, almeno per il momento, si può sapere”, è stato fatto il comodo salto “la verità non esiste, la verità non può essere conosciuta”.
Naturalmente ci sono situazioni in cui la verità non si conosce. Come per esempio il caso di JonBenét Ramsey, che da quando è in grado di connettere si sente dire dalla madre, piccola reginetta di bellezza semifallita, “Ricordati: nella tua vita avrai un solo nemico: la cellulite”, e per salvarla dal nemico, la piccola JonBenét non conoscerà mai il sapore di una caramella; mandata all’età dell’asilo, dalla suddetta mammina, a fare sfilate truccata, permanentata, in abbigliamenti e pose, diciamo così, ambigui. All’età di sei anni viene violentata, torturata e strangolata in casa, dove si trovano unicamente il padre e la madre, oltre al fratello, bambino anch’egli. Non ci sono segni di effrazione; sulla neve alta intorno alla casa a quanto pare non si rinvengono impronte; a trovarla è il padre, in una stanza dell’interrato di cui neppure la domestica conosceva l’esistenza perché, spiega, la casa è costruita in modo così complicato che nessuno che non ne conosca dettagliatamente la pianta riuscirebbe a trovare tutte le stanze. La trova e, nonostante sia sicuramente morta e già completamente fredda e rigida, immediatamente la toglie di lì, la porta di sopra, le toglie il nastro adesivo che le chiude la bocca, elimina tutto ciò che potrebbe portare all’assassino. Quando poi arrivano i poliziotti nella ricchissima villa di questo uomo ricco e noto, pasticciano ulteriormente, spostano cose, tutti toccano dappertutto. Ecco, alla fine l’inchiesta è stata archiviata perché proprio non c’era modo di arrivare a scoprire chi mai potesse essere l’assassino violentatore pedofilo torturatore. Ed effettivamente il caso è talmente complicato che né io né voi, neanche con la più sfrenata immaginazione, potremmo riuscire a farcene un’idea. Però la verità, anche se nessuno di noi la conosce, né la sospetta, c’è. Il pedofilo c’è. L’assassino c’è.
A parte questi casi complicatissimi in cui la verità sfugge, ci sono poi tutti gli altri in cui non sfugge affatto: la terra è sferica è un fatto non confutabile e non dubitabile. La terra gira intorno al sole è un fatto non confutabile e non dubitabile. Le camere a gas non sono “la verità ufficiale propagandata dai vincitori”, come afferma l’ineffabile Piergiorgio Odifreddi (l’ateo militante che si emoziona e si genuflette quando gli telefonano facendogli credere che sia il papa):  sono un fatto non confutabile e non dubitabile; il fatto che ci siano persone che ne negano l’esistenza non le rendono una questione controversa. Queste realtà non possono essere fatte oggetto di dubbio filosofico – e del resto “dubito di tutto” non è una contraddizione in termini dal momento che non ho il minimo dubbio sulla necessità di dubitare di tutto e sul fatto che lo sto facendo?

E vengo al punto (sì, certo, c’è un punto: non si era capito?): sui vaccini ci sono verità certe? La risposta è sì. Sono sicuri? Sì. I danni che possono provocare (non esiste niente al mondo che non possa provocare danni) sono enormemente inferiori a quelli causati dalle malattie da cui ci difendono? Sì. Contengono metalli pericolosi? No. Un neonato è troppo piccolo per essere sottoposto ai vaccini? No: al contrario, è troppo piccolo per poter affrontare senza danni le malattie che potrebbe contrarre se non fosse vaccinato. Sei vaccini tutti insieme non sono troppi? No: l’unica differenza tra farli insieme e farli separati è che lo buchiamo, ossia gli procuriamo un dolore, una volta sola invece che sei. Possono causare l’autismo? No. Come sappiamo tutto questo? Da migliaia e migliaia di studi indipendenti. Dall’osservazione di centinaia di milioni di persone nel corso di oltre due secoli. Da tutto quello che possiamo constatare anche noi, se scegliamo di guardare la realtà VERA e non le chiacchiere dei laureati in facebook. E quella mamma che ha visto il suo bambino diventare autistico dopo il vaccino? È assolutamente identica a quel tizio che ha camminato per decine e decine di chilometri e ha visto la terra restare sempre piatta sotto i suoi piedi.

Dunque chi afferma che il vaccino provoca l’autismo è uguale a chi è convinto che la terra è piatta? Assolutamente no! Il terrapiattista è indiscutibilmente pazzo, ma è innocuo; chi va in giro a dire che i vaccini provocano l’autismo sta facendo del terrorismo psicologico, sta seminando dubbi insani in chi deve far vaccinare i propri figli, sta contribuendo a far aumentare malattie che, senza di loro, potrebbero essere già scomparse dalla terra, come è scomparso il vaiolo, le cui vaccinazioni sono state fortunatamente attuate in tempi in cui non avevamo la piaga dei novax, delle mamme informate, dei padri preoccupati, dei dubitatori professionisti, dei “se sei indignato condividi” e, grazie a questo, oggi per il vaiolo non si deve vaccinare più nessuno. Chi afferma che i vaccini provocano l’autismo, a differenza del terrapiattista, è socialmente pericoloso.

E ora lascio ancora una volta la parola a Roberto Burioni.

barbara