VAFFANCULO

Perché, come dice il saggio proverbio, chi manda affanculo il primo dell’anno manda affanculo tutto l’anno (sì lo so, la mezzanotte è passata e siamo già al 2, ma siccome è il primo post dell’anno, vale uguale). E siccome quest’anno che sta cominciando sarà molto peggiore del precedente, anche se questo comunicato delle 8 di sera del 31 dicembre 2020 tenta di smorzare i toni e ridimensionare la cosa

e di cose e persone da mandare affanculo che ne saranno fin sopra i capelli, sarà bene che ci facciamo trovare in forma e ben allenati. E dunque cominciamo.

Vaffanculo al governo, che a fronte di una situazione stabile e sostanzialmente tranquilla ha messo in atto un gigantesco sequestro di persona per paura che cenone di Natale e affini potessero far aumentare i contagi.

01 GENNAIO 2021 

Sono 22.211 i nuovi casi di coronavirus registrati oggi in Italia (contro i 23.477 di ieri su 186.004 tamponi). Le vittime sono 462, in calo rispetto a ieri quando erano state 555. Continua a salire il tasso di positività, che si attesta al 14,1% rispetto al 12,6% di ieri. (la Repubblica)

E non venitemi a dire che non sappiamo come sarebbero stati i contagi col cenone di Natale con tre invitati al posto di due, o mando affanculo anche voi.

Vaffanculo al governo 2.

E vaffanculo anche a Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione presso il ministero della salute (che una volta si chiamava Sanità e faceva funzionare la sanità, mentre adesso si chiama salute e si preoccupa appunto della nostra salute, sequestrandoci in casa, vietandoci di mostrare la faccia, di abbracciare gli amici, di invitare a cena genitori suoceri fratelli cognati, decidendo quali malattie si debbano curare e per quali altri lasciar crepare i malati come cani).

Vaffanculo alle veterinarie che si spacciano per virologhe, come se di virologi del cazzo che sproloquiano sui mass media non ne avessimo già più che a sufficienza.

Ilaria Capua

globalist 27 dicembre 2020

Sulle pagine del Corriere della sera, la virologa [virologa di sto cazzo] Ilaria Capua parla di K, il fattore di dispersione virale. Non tutti infatti diffondono il covid allo stesso modo: “Come amplificatori del fenomeno pandemico non siamo tutti uguali. Alcuni di noi, a causa della convergenza di più fattori, riescono a sviluppare proprio ‘l’effetto elicottero’”. 
Si chiamano i super-spreader: individui spesso asintomatici (almeno durante l’evento del contagio) che sono avvolti da una nuvola di virus a concentrazioni altissime che con l’aiuto di alcuni accorgimenti può essere trasformata anche in migliaia di contagi. [trasformata in migliaia di contagi – una sola persona ne contagia cinquemila?!?! – con l’aiuto di alcuni accorgimenti?!?! Cioè se imparo a fare la esse balorda o qualche pronuncia dialettale (in quello sono bravissima, ne so fare un sacco) mi basta chiedere scusi per piazza Garibaldi vado bene per infettare cinquemila persone? Figo! Adesso comincio subito a esercitarmi!]
La virologa si domanda se determinati modi di parlare – come le inflessioni dialettali – possano favorire la diffusione del virus.
Allo stesso modo mi incuriosisco su alcuni difetti di pronuncia — come il sigmatismo, meglio noto come zeppola — forse possano creare un volume di goccioline maggiore a quello [“maggiore a”? Per non parlare della sintassi] che emetterebbe chi non l’ha o ha l’erre moscia. Insomma la K della pandemia del 2020 ci ricorda che ognuno di noi è individuo, unico, irripetibile e speciale. Pur sempre parte di una comunità, però. (qui) [se qualcuno volesse cortesemente fornire la parafrasi dell’ultima parte, in modo da permettere di capire anche a noi illetterati…]

Ma secondo me quella ha smesso di fare la veterinaria perché le bestie appena vedevano la sua faccia si mettevano paura e scappavano

Vaffanculo ai buonisti accoglionisti del cazzo.

Agitu Gudeta, donna straordinaria sopravvissuta al razzismo, uccisa dalla violenza sessista

di Elena Tebano
@elenatebano  [a prima vista avevo letto talebano. Poi ho letto l’articolo e ho visto che avevo letto giusto]

Agitu Ideo Gudeta era una donna straordinaria: aveva lottato in Etiopia per difendere i pastori poveri e il loro diritto alla terra sottratta dai latifondisti. Poi, quando era diventato troppo rischioso, era tornata in Italia, a Trento, dove aveva studiato sociologia, e sulle «nostre» montagne aveva salvato, lei che era straniera e l’Italia l’aveva scelta, una tradizione che rischiava di estinguersi, allevando le capre autoctone nella Valle dei Mocheni. Aveva questo dono: far vedere anche a noi i tesori che avevamo dimenticato di avere.
Per riuscirci aveva dovuto combattere col razzismo di chi le rimproverava di non essere «di qui», «troppo» nera e forse e soprattutto, troppo brava e intelligente. Circa due anni fa, Agitu aveva ricevuto minacce e subito una aggressione con insulti razzisti dall’uomo che abitava la baita vicino alla sua abitazione [aggressione fisica o aggressione verbale? Le aggressioni verbali sono orrende, ma fra le due qualche differenza io la vedo]. Lo scorso gennaio, l’autore della violenza, che si era scagliato anche contro il casaro del Mali che aiutava Agitu, era stato condannato a 9 mesi per lesioni dal Tribunale di Trento. Agitu era andata avanti. L’imprenditrice esule [pliz, prendere un vocabolario e studiare il significato di “esule” e di “immigrato”: se esistono due parole, significa che esistono due significati diversi], 42 anni, era diventata anche un simbolo, dell’ostinazione e della forza che riescono a tirar fuori il meglio dall’incontro di mondi diversi, ma non poi così lontani.
Anche per questo fa ancora più male che sia stata uccisa. Sfuggita alla violenza di classe, era riuscita a tenere a bada il razzismo, ma è stata vittima di un altro “ismo”, quello della violenza sessista, compiuta da un uomo che come lei veniva dall’Africa: il pastore ghanese Adams Suleimani, 32 anni. L’uomo dice di aver agito per soldi, ma dopo averla colpita ha compiuto un gesto osceno su di lei: uno spregio di carattere sessuale. [la signora sembra avere qualche difficoltà a distinguere fra uno stupro e un gesto osceno. Non sarà per caso che quando un bianco fa un gesto osceno la signora lo chiama stupro, così giusto per gradire e mostrare che lei non è razzista?] Nella violenza c’è stato dunque anche un elemento di sopraffazione di genere: è un femminicidio in piena regola. A dimostrazione del fatto che le donne, anche quelle straordinarie, devono lottare costantemente contro forme di violenza molteplici e costanti, che spesso si intersecano. Oggi è un giorno triste. L’unica cosa che riesco a pensare è che dobbiamo impegnarci ogni giorno di più contro quegli “ismi” che hanno spezzato una vita così bella e feconda. (qui)

Sopravvissuta al razzismo e uccisa dal sessismo: gli insulti razzisti del bianco e l’assassinio e lo stupro sulla moribonda del negro esattamente identici. E aggiungo quest’altro commento:

Flavio Gastaldi

Grazie, ex collega 

Miele

Il Suo contributo è decisivo. Leggo “per questo fa ancora più male che sia stata uccisa” punto. Manca il complemento d’agente. Che strano. Si legge lo scoramento dovuto al fatto che non l’abbia ammazzata E POI VIOLENTATA l’indigeno trentino, che avrebbe ricoperto il ruolo alla perfezione, essendosi già “scagliato” (?) contro il casaro del Mali. Quindi, non potendosi gridare al razzismo in quanto l’indigeno trentino non c’entra, si ricorre al sessismo.

Vaffanculo ai talebani del terrorismo sanitario.

Fonte: Ragione Critica

12 ANNI SOSPESA DA SCUOLA PER “ECCESSO DI AFFETTUOSITA”

Ecco i risultati del lavaggio del cervello che avviene dentro i Gulag 2.0, cioè dentro le scuole al tempo del corona.
Una bambina di 12 anni, spontanea e molto affettuosa all’uscita da scuola ha avuto l’istinto di abbracciare una sua compagna, che per questo gesto si è messa ad urlare!
In un primo momento pensava di averla stretta troppo e di averle fatto del male, la tristissima realtà è che la sua amichetta gridava per la violazione delle norme anti-Covid.
Avete capito dove sta il problema? Se una ragazzina di 12 anni urla a squarcia gola perché viene semplicemente abbracciata da una compagna è il segnale inequivocabile che abbiamo intrapreso la strada verso la distruzione dell’infanzia. E voi genitori ne siete i responsabili perché state avallando un sistema educativo in metastasi che sforna piccoli mostri asociali e complessati. Piccole creature che diventeranno adulti corrotti e manipolabili: cioè sudditi perfetti del regime.
L’epilogo di questa storia è ancora più triste perché la bambina rea di “eccesso di affettuosità” è stata portata in presidenza e dopo due giorni sospesa da scuola! Ebbene sì, una volta si sospendevano i bambini per cose serie e gravi, ora perché amano e abbracciano gli altri.
Se è questa la scuola che voi genitori volete per i vostri figli, allora è giusto e sacrosanto che paghiate un conto salatissimo…
Marcello Pamio (qui)

La ragazza dell’estetista, che ha una bambina di due anni, mi ha detto che quest’anno non la manda al nido: “Educatrici senza viso, in mezzo a bambini che non può abbracciare, che non può toccare, che non può avvicinare, non può toccare i loro giocattoli e loro non possono toccare i suoi, ossia non possono giocare, che razza di socialità può sviluppare in queste condizioni? E che razza di vita è?” Entrambe le nonne si sono trovate d’accordo e si sono dette la disponibili a tenerla a turno.

Vaffanculo UE 1

Maria Giovanna Maglie

BUONGIORNO SCAMPOLI DI VERITÀ SUI VACCINI CHE LA PROPAGANDA DI GOVERNO NASCONDE

Avete visto le immagini della propaganda natalizia? Un camioncino col numero più basso di vaccini del mondo riservato all’Italia, mostrato trionfalmente all’arrivo dalla TV di regime? I produttori Pfizer e Moderna avevano offerto alla Commissione Europea 800 milioni di dosi. Bruxelles ha fatto la scelta protezionista del cavolo, ordinando 300 milioni di dosi alla francese Sanofi e solo 200 milioni a Pfizer e 80 milioni a Moderna .
Siccome il diavolo è sempre distratto, Sanofi ha sbagliato il vaccino , consegnerà solo nel secondo trimestre 2022, e noi da questo ritardo dipenderemo, rischiando di avere tutto il 2021 in compagnia del Covid.
Contenti di stare nella gloriosa Unione Europea? Mentre meditate, sappiate anche che resta la speranza che i cattivi inglesi, quelli della variante sulla quale il governo italiano ha fatto terrorismo sotto Natale lasciando i nostri connazionali negli aeroporti inglesi abbandonati, tirino fuori rapidamente il vaccino dell’Anglosvedese Astrazeneca. Che cos’è? Un farmaco immunitario che protegge dal virus e che potrebbe essere disponibile fra 4 mesi.
Ma il governo italiano starà sicuramente agli ordini dell’Unione Europea ancora una volta. E ancora una volta per sperare di salvarci la vita e salvare la nazione, la prima cosa da fare e’ liberarsi di questo governo. Buona domenica a tutti

E vaffanculo UE 2.

Vaffanculo signor Mattarella.

Paolo Dealberti

Stefano Zangrillo

31.12.2020

Buon Anno Presidente,
grazie per aver tenuto coesa l’unità Nazionale regalandoci il Governo PD – 5Stelle– Renzi, forze politiche che hanno tutta la fiducia del popolo italiano, forze politiche unite e mai litigiose che nell’interesse del paese dimostrano tutti i giorni l’attaccamento alle sorti della Patria e non alla poltrona.
Grazie per aver vigilato sulla gestione della pandemia, sui soldi spesi per le mascherine, gli ospedali, i banchi a rotelle, i monopattini, i trasporti, i ristori ai commercianti e alle partite IVA, la cassa integrazione.
Grazie per il continuo vigilare sui soldi del Recovery Plan con cui ci indebiteremo fino al 2050 e che con cui finalmente investiremo 18miliardi sulla parità di genere e l’integrazione.
Mi scordavo: IMPORTANTE, un caloroso grazie per il lavoro della magistratura, una giustizia libera e giusta, seria, corretta ed efficiente che abbiamo in Italia, di cui Lei è il capo supremo.
Ah, poi le mogli dei marinai sequestrati in Libia da un gen. Capotribù,  ringraziano per il TUO TEMPESTIVOE DECISIVO INTERVENTO PER LA LORO LIBERAZIONE.
Grazie Presidente per tutto quello che non ha fatto, (Che ci sia stato o no, è stata la stessa cosa. Il nulla)
Buon Anno.

Vaffanculo Tunisia, vaffanculo islam. (Sì, la canzone fa cagare – e infatti non ve la metto – ma ovviamente non è questo il punto)

Vaffanculo misera italietta, ridotta ormai a un lecca-lecca a cui tutti quelli che passano si sentono in diritto di dare una leccatina, e ormai non sta rimanendo altro che il bastoncino. E d’altra parte il linguaggio del corpo è già sufficiente a dire tutto

Vaffanculo Onu

Eccetera. E ora concediamoci almeno un mezzo sorriso con questa

barbara

QUALCUNO SI ASPETTAVA QUALCOSA DI DIVERSO?

Arcuri ne ha già fatta un’altra. L’errore clamoroso sul piano vaccini

Franco Bechis 29 dicembre 2020

Ci risiamo. Basta dare una cosa da fare a Domenico Arcuri e puoi stare certo che non funziona. E così scricchiola dopo poche ore dall’indegno show nazionale l’operazione vaccini. Non che abbiamo i frigoriferi pieni di dosi da iniettare ma insomma dopo il misero anticipo arrivato in Italia (un quindicesimo delle quantità arrivate lo stesso giorno in Germania) ora dovrebbero arrivare oltre 400 mila fiale del «modello Pfizer» ogni settimana, quindi si potrebbe cominciare a vaccinare qualcuno. Solo che mancano i vaccinatori, perché ancora una volta Arcuri che avrebbe dovuto occuparsene con largo anticipo, ha fatto tutto all’ultimo. Solo l’11 dicembre ha pubblicato il bando necessario a reclutare 3 mila medici e 12 mila infermieri che secondo lui sarebbero necessari per l’operazione vaccino. Contratti di nove mesi da 58.842 euro lordi per i medici e da 27.693 euro lordi per gli infermieri, comprensivi entrambi di tre quarti della tredicesima a cui si ha diritto. Non è però il ministero della Salute, né le Regioni, né la struttura commissariale di Arcuri a doverli assumere: si tratterà di lavoro in affitto. Il bando infatti cercava cinque agenzie di lavoro interinale che si offrissero di fornire a loro carico quel personale necessario all’operazione vaccini, perché non si può in questo momento usare nelle condizioni in cui sono le strutture sanitarie la rete ospedaliera e il suo personale che ha già ben altri impegni. La sua scadenza originaria era ieri sera alle 18, ma siccome anche nella documentazione pubblicata Arcuri ha compiuto per l’ennesima volta un pasticcio, ha prorogato la scadenza alle 18 di questa sera. Entro quell’ora le agenzie di lavoro interessate dovranno presentare la loro offerta. Ma il pasticcio fatto dagli Arcuri boys ha complicato molto il percorso. E la struttura commissariale è stata bombardata da richieste di chiarimento sulla cosa più importante per le agenzie di lavoro: quanto possono ricavare loro dalla fornitura di quel personale? Nel bando c’era scritto che il margine di guadagno per le agenzie era del 5%. Ma tutte hanno scritto la stessa domanda alla struttura commissariale: «Lordo o netto? Perché se comprende pure l’Iva, allora si scende al 3,9% ed è difficile proporre ribassi…». Risposta di Arcuri: «Si precisa che per mero errore materiale nell’avviso non è stato indicato correttamente il margine di agenzia al netto dell’Iva». Quindi avevano intuito bene le agenzie la trappola: il loro guadagno è 5% ma poi sulla cifra bisogna pagare l’Iva al 22%, quindi si riduce al 3,9%. Siamo in queste mani qui, bisogna rassegnarci. Perché solo con una faccia di bronzo si può ribattere che «per mero errore materiale» ci si era dimenticati di inserire nel testo di una gara di appalto il dato più importante di tutti: quanto può guadagnare chi vi concorre. Siccome la gara si basa sulla migliore offerta le agenzie interessate dovrebbero proporre per vincere un margine di guadagno più basso di quello. Entro stasera Arcuri saprà se ce ne saranno o meno, perché poi questi dati talvolta nemmeno vengono resi pubblici, altre volte sono pubblicati solo dopo molte settimane o mesi. La trasparenza non è certo il loro forte.
I 15 mila vaccinatori dunque al momento non ci sono. Come li dovrebbero trovare? Un po’ ce li mette lo stesso Arcuri che dal 16 dicembre ha aperto on line un questionario dove potevano registrarsi inserendo il loro curriculum vitae eventuali aspiranti medici e infermieri. Ovviamente non c’è alcuna notizia sui numeri di questa operazione. Quali che siano, questo elenco verrà fornito alle agenzie che dovessero vincere la gara che debbono usarlo. Se insufficiente si mettono loro a cercare i medici e gli infermieri che mancano a quei numeri. A quel punto bisognerebbe fare i contratti a seconda delle richieste territoriali. Per averne però certezza bisognerebbe avere già pronti gli hub di vaccinazione con il famoso fiorellino di Stefano Boeri. Al momento gli assessori regionali a cui si chiede conto allargano le braccia e dicono che non sanno né dove né come né a spese di chi verranno realizzati. Quindi bisognerà aspettare un bel po’ di tempo.
Una volta che tutto fosse a posto (e l’esperienza insegna che mai qualcosa è stato a posto quest’anno), bisognerà procedere alla formazione sia dei medici che degli infermieri. Perché nessuno nasce vaccinatore, e nessun vaccino per altro sarà uguale all’altro. Quello da somministrare ora – il Pfizer – è contenuto in una minuscola fiala che racchiude però 5 dosi. Ci vuole una supervista per dividere le parti giuste aspirando con la siringa, tanto è che già ci sono i primi errori di somministrazione (in Germania per errore hanno somministrato con una sola iniezione tutte e 5 le dosi contenute nella mini fiala). Il corso di formazione ai vaccinatori sarà fatto dall’Istituto superiore di sanità, dove non è che ci sia una esperienza pazzesca nella somministrazione di questo tipo di vaccini che non ha alle spalle alcun precedente. Però avranno già letto il manuale delle istruzioni della Pfizer e qualcosa avranno da raccontare. Durata del corso? Non prevista. Ma è compresa nei nove mesi di contratto. Ci sono i vaccini, ma prima di avere i vaccinatori necessari bisognerà che quei frigoriferi a -80 gradi li tengano a lungo in modo sicuro. Pregando che tutti insieme in funzione non provochino un black out, perché allora la nottata di attesa sarà davvero lunga. (qui)

E anche a quest’altra patacca va attribuito il disastro totale in cui annaspa l’Italia

E vale la pena di leggere anche queste altre considerazioni

Mikael Gambit

Le discussioni sul vaccino sono inutili, se non assurde, anzi a dirla tutta sono fuorvianti, alimentate in malafede da parte dei filogovernativi, approfittando anche della dabbenaggine degli altri.
Il vaccino, ciascuno ne pensi ciò che vuole, c’è, è disponibile, e c’è anche che l’80% (l’ottanta percento!) degli italiani si dichiara pronto a vaccinarsi, ed è la quota di popolazione più che sufficiente a integrare la cosiddetta immunità di gregge, posto che il vaccino fermi anche il contagio, e questo è quanto, è tutto, dovrebbe essere tutto quello che c’è da dire.
Chi devia la discussione sugli antivaccinisti militanti o su quel 20% che ha dubbi -sempre legittimi- su questo innovativo vaccino, lo fa per distrarre l’attenzione dall’inefficienza, in questo caso criminale, dello stato, in particolare del governo ed in generale della P.A., la cui colpevole inettitudine “arcuriana” è nuovamente dimostrata dal fatto che in Italia, dopo aver cincischiato con le tensostrutture a forma di fiore di Boeri, e mostrato in pompa magna l’arrivo di un furgoncino al Brennero, in realtà si parte solo oggi (forse!) ad “organizzare” la campagna vaccinale, mentre altri paesi nell’attesa delle autorizzazioni del vaccino, avevano già approntato per filo e per segno il personale e le strutture necessarie. Qui non esiste ancora neppure un “piano vaccinale” … .
Se riusciranno, nel 2021, a vaccinare un quarto di quelli che lo vogliono, cioè 10 milioni di italiani su 48 milioni, al ritmo serrato di 34 mila vaccinati al giorno, il tutto da moltiplicare per le due somministrazioni distanziate di un mese, dunque 70 mila al giorno (dovendo mettere in conto che non è una somministrazione semplice) sarà un miracolo, per dire che è del tutto improbabile. Perciò discutere sull’ “obbligatorietà” di un vaccino che realisticamente avranno solo alcuni, pochissimi, tra i “volontari” è intempestivo e demenziale e si capisce bene per quale ragione il governo ed i media filogovernativi facciano di tutto per alimentare (ahimè riuscendoci) questa surreale discussione.

Credo meriti di essere letto anche questo articolo

clic per leggere il testo ingrandito

Poi, sempre in tema di cialtroni, ancora la storia del vaccino di De Luca.

“La fiala di De Luca era la mia”. Parla il chirurgo dell’ospedale Cotugno, primo nella lista delle “riserve” escluse dal Vaccine Day

29 DICEMBRE 2020

Luigi Ricciardelli, 51 anni, da 13 è in servizio come medico chirurgo all’ospedale di Cotugno, luogo simbolo della lotta al Covid-19 in Campania e presidio vaccinale per tutta l’azienda ospedaliera dei Colli. Secondo quanto riporta Il Mattino, il medico domenica scorsa, nel giorno del Vaccine Day, è stato escluso dalla vaccinazione ed è tornato a casa come primo nella lista delle “riserve“: la sua dose quindi potrebbe essere andata al governatore Vincenzo De Luca, di cui non era previsto il coinvolgimento nella prima fase della campagna vaccinale. “Ma – dichiara Ricciardelli al quotidiano – non ne faccio una questione personale”.
La dose prima che di De Luca doveva essere “mia o di un altro collega in fila o di un infermiere che lavora in prima linea”, sostiene il chirurgo, primo a operare un paziente colpito da Covid al Cto durante la prima ondata. “De Luca ha una personalità forte – dice Ricciardelli al Mattino -. La sua adesione alla campagna può essere un segnale: ma a chi ha dato l’esempio, in questo caso? A medici e infermieri?”.
Secondo il chirurgo il presidente della regione Campania non sarebbe l’unico ad aver avuto priorità sul vaccino “con un criterio diverso da quello della prima linea”. A scavalcare qualche operatore sanitario sarebbero stati anche dirigenti amministrativi e dipendenti. “Sono arrivato alle 11 e rimasto fino alle 13: ne ho contati 4 o 5 – racconta il chirurgo al Mattino -. Sia chiaro: anche loro hanno diritto alla fiala, al secondo giro a mio avviso, in quanto non hanno contatti diretti con gli ammalati”. Ricciardelli, in quanto segretario aziendale di Fesmed, la federazione dei medici dirigenti, si dice pronto a sollevare il caso: “Ho intenzione di scrivere una nota ai vertici ospedalieri” dell’azienda dei Colli. (qui)

E ancora due parole sul terrorismo sanitario sparso a piene mani su tutta la penisola.

Giovanni Marco Carrella

Riporto le parole della Dott.ssa

Emilia Polimeno

Dirigente medico dell’Ospedale Cardarelli di Napoli. Tutta la mia stima a titolo personale nonché a nome dei gruppi Mille Avvocati per la Costituzione e Mille Medici per la Costituzione.

“…Mi sento di chiedere scusa a nome di tutti i miei colleghi che disseminano il terrore in questo momento così delicato.. noi che da sempre siamo chiamati a dare parole di conforto e speranza a pazienti terminali, ora terrorizziamo perfino i “NON PAZIENTI”..siamo al paradosso !

1. È vero..nel pronto soccorso c’è il delirio.. ho i volti terrorizzati dei pazienti che ho visitato in questi ultimi giorni stampati dinanzi agli occhi e non riesco a trovare pace.. da una parte, una miriade di persone positive asintomatiche che si sono fiondate in ospedale terrorizzate.. perché impossibilitate ad isolarsi preservando i propri cari (non tutti possiedono una villa a tre piani, come biasimarli..) e/o per paura di essere abbandonate dalla medicina territoriale ormai fallimentare e su cui non conviene intervenire.. dall’altra tutti gli altri pazienti negativi da ospedalizzare realmente,per patologie acute o oncologiche avanzate, completamente terrorizzati.. il loro unico pensiero è non avere il covid.. ho amaramente sorriso ieri dicendo ad un vecchietto in barella, che piangeva a telefono con la figlia, “non si preoccupi, non ha il covid ma solo un polmone completamente collassato..ma non è per il covid, glielo giuro”

2. Vedo pubblicare, come ha fatto anche il nostro esimio governatore (ma quello neanche lo commento) immagini radiologiche di polmoni devastati dal covid.. sì, è vero la polmonite da covid è devastante.. ma perché non si diffondono le immagini tac di ragazzini, adolescenti devastati da leucemie/linfomi aggressivissimi, immagini che ci gelano il sangue nelle vene quando quotidianamente le scorriamo ? Ragazzini che forse la movida non sapranno mai neanche cos’è..
Questi numeri non interessano nessuno ?
Eppure la mortalità è di gran lunga superiore allo 0,4%..
… eppure non è necessario andare alla ricerca affannata dell’untore, perché le responsabilità sono sotto gli occhi di tutti (mi riferisco ovviamente alla terra dei fuochi, allo smaltimento illecito dei rifiuti ecc )

3. Mi rivolgo sempre ai miei colleghi.. torniamo ad essere medici, non sprofondiamo in questo vortice oramai più politico economico che sanitario.. confortiamole e rassicuriamole le persone, è questo il nostro compito, lo abbiamo sempre fatto prima del covid con patologie infauste, perché ora facciamo il contrario ?
Restate a casa se non necessitate di cure ospedaliere.. permetteteci di curare chi ne ha necessità.. affidatevi ai medici curanti.. e se non vengono a visitarvi, chiamatela questa maledetta polizia.. che una volta tanto sia al fianco di chi ha necessità e non sempre contro chi manifesta perché la propria dignità venga rispettata.. che non cerchi inutilmente camorristi nel caos di un manifestazione, ma nei silenzio dell’illegalità e dei traffici occulti.
E soprattutto..SIATE SERENI.. PRUDENTI MA SERENI.. sorridete per strada quando incontrate lo sguardo di qualcuno, non guardatelo in cagnesco, che non vi sta infettando..
E ricordate che non abbiamo una vita di riserva.. e che la qualità della vita vale molto più della durata della vita stessa…”

Vi invito poi a leggere questo articolo a proposito della centrale nucleare slovena, sulla quale tante idiozie si stanno sparando, e concludo con questo importante comunicato:

Angelo Michele Imbriani

Comunicato Eiar:

“Le grandi manovre militari per la vaccinazione di massa, che dovevano incominciare domani per iniziativa di sua eccellenza il cavalier Benito Giuseppi, sono state rinviate causa maltempo.
Otto milioni di baionette, pardon, di vaccini, sono bloccati alla frontiera del Brennero, pronti a riprendere la strada non appena la congiura pluto- meteo-giudaico-massonica sarà stata sgominata. Vinceremo! “.

barbara

GLI EFFETTI COLLATERALI DELLA MENZOGNA

È stato ampiamente documentato in questo blog – ma non certo solo qui, naturalmente – quanto il governo, con la complicità dei mass media di regime e di un certo numero di “esperti” prezzolati (marchettari, in termini tecnici) menta spudoratamente sull’attuale “epidemia” di covid: dai morti per infarto ictus cancro incidente annegamento spacciati per morti covid (idem per i ricoverati in terapia intensiva), alle decine di positivi inventati di sana pianta eccetera. Una parte consistente della popolazione ha bevuto come acqua fresca ogni sorta di menzogne, si è lasciata fare senza reagire il lavaggio del cervello, ha introiettato il terrore e lo vive come condizione normale, e li vedi girare con la mascherina anche per la strada, e in bicicletta, o in macchina da soli, addirittura in spiaggia a dieci metri dalla persona più vicina. E li vedi tremare ogni giorno all’uscita del quotidiano bollettino che proclama con voce da padreterno che caccia dal paradiso dopo il peccato: “salgono a 1500 i nuovi contagiati!” “Mai così tanti dal 20 aprile!” “Nessuna regione senza contagio!” E sono convinti che sia tutto vero, che quei 1500 siano realmente “nuovi contagi”, che la situazione attuale abbia davvero qualcosa a che fare con quella di aprile, che le terapie intensive si stiano di nuovo riempiendo di pazienti covid e via farneticando.

Poi ci sono gli altri. Quelli che sanno che è incontrovertibilmente dimostrato e documentato che queste sono clamorose menzogne. Quelli che sanno che i cosiddetti esperti sono dei gran peracottari mangiasoldi che non ne hanno mai azzeccata una. Ma questi ultimi non sono tutti uguali. Purtroppo, girando per blog e siti e profili FB sto sempre più vedendo, in parecchie persone, alcune finora stimate, finora ragionevoli, finora razionali, una deriva pazzesca, una sorta di lavaggio al cervello di segno contrario, che le portano a un delirio forse addirittura peggiore dell’altro. Cioè, stabilito che il governo mente inventando, oggi, un’epidemia che oggi non c’è, ne derivano che siccome non bisogna credere a tutto, allora non dobbiamo credere più a niente, e dunque il governo, sull’epidemia, mentiva anche prima e che quindi l’epidemia in realtà non c’era, che anche i morti sono inventati. E mi ritrovo a leggere deliri come “Non ci sono le prove, quindi a quei 35.000 morti non ci credo”, “Li hanno portati via di notte coi camion di nascosto: che cosa avevano da nascondere?”, “I morti veri sono circa un terzo” (sic! Stabilito in base a chissà quale machiavellico algoritmo), “Hanno impedito le autopsie perché non si sapesse di che cosa erano realmente morti”. In realtà sappiamo benissimo che le autopsie non sono state affatto vietate bensì fortemente sconsigliate. Per un motivo che più assurdo e, diciamolo, anche criminale, non si potrebbe, ossia il rischio di contagio. Motivo doppiamente idiota, primo perché se non si fanno autopsie di fronte a un agente patogeno sconosciuto per cui non si sa che cosa esattamente abbia ucciso le persone, non so proprio quando altro si dovrebbe fare, secondo perché, essendo ragionevolmente certo che il virus si trasmette con la respirazione, è davvero difficile immaginare qualcosa di più innocuo di un morto. Comunque non erano vietate e immaginare che le abbiano vietate per nascondere la “vera” causa della morte è delirio allo stato puro, complottismo della peggior specie.

E c’è anche di peggio. Fatta salva la ragionevole diffidenza, che condivido totalmente, nei confronti di un vaccino che ancora non esiste e che, nel giorno in cui arriverà a esistere (se arriverà a esistere), non avrà le garanzie di sicurezza che hanno quelli in uso da decenni, e anche la parziale diffidenza nei confronti di quello per l’influenza stagionale che, essendo basato sul virus dell’anno precedente, ha inevitabilmente un’efficacia limitata, fatto salvo questo, dicevo, vedo sempre più persone fino all’altro ieri ragionevoli e razionali tirare fuori i peggiori deliri dei novax più arrabbiati, quelli che portano in piazza i bambini con la stella gialla, quelli delle donne incinte che dicono se mi obbligano a vaccinarlo piuttosto abortisco, quelli così. Ho visto ritirare fuori il delirio dei vaccini fatti con pezzi di feti abortiti. Ho visto ritirare fuori i metalli pesanti che vi sarebbero contenuti. Ho visto ritirare fuori il delirio del sistema immunitario del neonato che sarebbe troppo fragile per poter reggere i vaccini. Ho visto proclamare il diritto al ragionevole dubbio (e perché non invocare il diritto al ragionevole dubbio sulla convinzione diffusa che due più due faccia quattro, allora?), il diritto a pretendere di sapere che cosa esattamente contengano i vaccini – perché finora, a quanto pare, non è stato dato saperlo. Ho visto addirittura – e questo mi ha lasciata veramente sgomenta – citare come voce autorevole la “dottoressa” Gabriella Mereu, finalmente da qualche anno radiata dall’albo, ma attiva più che mai. Quella che “cura” con la voce, e quindi anche per telefono, perché le malattie non esistono, le malattie sono unicamente la manifestazione di un disagio psicologico. L’epilessia, per esempio: la “cosiddetta” crisi epilettica non è altro che un modo per attirare l’attenzione (anche nei neonati, sì), e il modo per farla cessare è semplicissimo, basta dire al bambino “ma quanto sei brutto quando fai così, proprio non ti si può guardare” e il bambino smette immediatamente (dimostrando tra l’altro di non avere la più pallida idea dei meccanismi che agiscono nelle azioni e nei comportamenti dettati dal bisogno di attenzione: se io, per bisogno di attenzione, mi metto a ballare nuda davanti a un uomo e quello mi dice “ma quanto sei racchia, ma quanto sei sfatta, ma quanto fai schifo”, non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di smettere e andarmi a coprire, perché la reazione dell’uomo, che evidentemente mi ha notata, mi ha guardata, ha reagito alla mia presenza e me lo ha dimostrato rivolgendosi direttamente a me – ma sarebbe lo stesso se rivolgendosi a qualcun altro avesse detto a voce alta “ma guarda quella quanto è racchia…” – ha pienamente soddisfatto il mio bisogno di attenzione). E il cancro. C’è stato per esempio il caso del ragazzo che aveva un melanoma alla schiena e lei ha detto “È un posto nascosto. Qual è il segreto che non vuoi che si scopra?” e lui ha detto “Sono omosessuale e non ho il coraggio di dirlo a mio padre” e lei ha detto: “Diglielo, vedrai che andrà tutto bene” e lui glielo ha detto e suo padre lo ha abbracciato e – indovinate un po’ – il melanoma è scomparso all’istante. Comunque ha anche terapie concrete, oltre a quelle vocali, per esempio per le patologie genitali prescrive alle pazienti di andare in chiesa con una medaglietta della Madonna infilata nella vagina, ascoltare la messa, fare la comunione (senza essersi confessate), tornare a casa, seppellire il tutto e la guarigione istantanea è garantita (tiè, e adesso beccatevela voi, maschi fottuti, l’invidia della vagina, che voi non l’avete e non vi potrete mai curare!). Chi volesse saperne di più, o dubitasse di quanto sto dicendo, non deve fare altro che cercarla su youtube e troverà decine di ore di video in cui la “dottoressa” si esibisce in tutta la sua scienza e sapienza. Un piccolo saggio delle sue prodezze comunque ve lo voglio offrire. Dura quasi mezz’ora, ma vale la pena di vederlo tutto.

E quando Nadia Toffa ha avuto il malore, primo sintomo del tumore al cervello che poi, nonostante chirurgia, chemio, radio, meno di due anni dopo se l’è portata via all’età di quarant’anni, la Mereu si è scatenata contro di lei, godendo come un riccio, affermando che il male sarebbe stato provocato dalle “bugie” che la Toffa aveva detto contro di lei. Ecco, questa persona, dai soggetti di cui sopra, è presentata come dottoressa senza virgolette da cui farsi indirizzare e guidare sulla strada della salute e soprattutto insegnare i trucchetti sordidi per evitare di far vaccinare i propri bambini.

E a me, sinceramente, questa gente fa paura. La gente che si lascia indottrinare e che è pronta a bersi qualunque sparata e a lasciarsi infinocchiare dal primo ciarlatano da marciapiede, si chiami governo, si chiami medicina alternativa, si chiami Adolf Hitler, a me fa paura: esattamente come i primi, che credono ciecamente a tutte le menzogne che ci vengono quotidianamente propinate (e a un governo che dopo avere inventato un’emergenza che non c’è sta continuando a prolungare ancora e ancora lo stato di emergenza e i propri pieni poteri per soddisfare il proprio patologico delirio di onnipotenza) sono pronti a diventare i servi di qualunque dittatura, i secondi sono pronti a diventare i servi di qualunque complottismo e, direttamente o indirettamente, di qualunque dittatura. E dovrebbero fare paura a tutti.

E naturalmente non li giustifico. Resta però il fatto che l’innesco di tutto questo sono state le vergognose e criminali menzogne del governo, che anche di queste pericolose derive porta la pesantissima responsabilità.

barbara

DI MULINI A VENTO, DI FORMAGGINI IN PADELLA E DI ALTRE CONSIMILI MA ANCHE DISSIMILI STORIE

Mi è capitato abbastanza spesso di trovare l’espressione “combattere contro i mulini a vento” usata col significato di eroe solitario che combatte contro un potere molto più forte di lui (e se no che razza di potere forte sarebbe, se non fosse più forte di qualunque, per quanto eroico, avversario?), in un battaglia che si sa persa in partenza, ma non per questo meno degna del massimo rispetto. Ma nel Don Chisciotte non è affatto questo che succede. Don Chisciotte crede di avere di fronte dei pericolosissimi nemici, ma i nemici NON CI SONO, i nemici sono unicamente il frutto della sua mente malata, nell’episodio che ha dato origine all’espressione i “pericolosi nemici” sono degli innocui oggetti inanimati, ma in altri casi sono innocenti viandanti o pellegrini che, aggrediti con furia selvaggia, rimangono contusi o feriti, a volte anche in modo piuttosto grave. Cioè, quello che “combatte contro i mulini a vento” non solo non si sta battendo per una nobile causa, ma è un individuo pericoloso che come si muove fa danni. A questa categoria appartiene senza ombra di dubbio questa signora, dal cervello più fuso di un formaggino in padella:

Ancora più sconvolgenti, se possibile, i commenti su YT: coraggiosa, eroica, lei sì che ha le palle, finalmente qualcuno ha il coraggio di dire la verità, state barando: avete messo solo metà del suo discorso (evidentemente nell’altra metà che il canale non h avuto il coraggio di pubblicare presentava le “inoppugnabili prove” di quello che diceva. (Libertà di opinione? Opinione è se dico che Pippo è stronzo. Se dico che Pippo è ladro, o pedofilo, si tratta di cosa un tantino diversa)

Altrettanto fuso è il cervello di chi ha messo insieme il video che segue, come si può chiaramente capire dalle scritte che lo accompagnano, ma il video merita ugualmente di essere guardato con attenzione perché gli episodi che mostra, che mi sembrano assolutamente autentici, di sicuro non vi verranno mostrati dai nostri mass media, non sia mai che a qualcuno venga l’idea di imitarli.

E a proposito di poteri, ricordate gli alti lai per quei pieni poteri dell’ormai dittatore di estrema destra fascista populista sovranista xenofobo (dell’unico stato che non ha bisogno di polizia a difesa di sinagoghe e scuole ebraiche), che quei pieni poteri li aveva chiesti al parlamento, e dal parlamento concessi, per poter prendere senza intralci burocratici le decisioni necessarie a gestire l’emergenza? Bene:

MISSIONE COMPIUTA, ORBAN RESTITUISCE I PIENI POTERI AL PARLAMENTO

MAGGIO 16, 2020

L’Ungheria si avvicina alla fine dello Stato d’emergenza pandemica: lo ha detto Viktor Orban nel corso della sua visita in Serbia, dove ha incontrato il presidente Aleksandar Vucic.
Orban, all’inizio della crisi, aveva ottenuto dal Parlamento i pieni poteri in modo da poter agire via decretazione d’urgenza in risposta alla crisi del Covid.
Ora il premier ha detto che si avvia a restituire al Parlamento quei poteri straordinari che gli erano stati concessi.
Finita l’emergenza, come nell’Antica Roma, il dictator restituisce i suoi poteri eccezionali.
Noi, invece, oggi abbiamo un abusivo che decreta senza maggioranza.
Il partito di Orban, dopo l’ennesima grande vittoria elettorale, gode di un’ampia maggioranza in Parlamento. In Europa, fa ancora parte, ma in regime di sospensione, del Partito Popolare Europeo, insieme a Forza Italia e alla CDU di Angela Merkel. 

Noi invece non solo abbiamo, come ricorda anche l’articolo, un dittatore che i pieni poteri non li ha ottenuti dal parlamento bensì se li è arrogati, ma, oltre a non avere rimosso, con tali pieni poteri, il più microscopico intralcio burocratico (anzi!), li ha usati per provocare il peggiore disastro sanitario ed economico del mondo, tanto da meritarsi una nuova pesante bacchettata, per non dire frustata, o meglio randellata sulle gengive (ach, quanto mi piacciono le randellate sulle gengive! Una libidine ragazzi) dal NYT.

Per non parlare della faccenda del plasma, prima sbeffeggiato, poi boicottato e adesso, udite udite, questo salvavita offerto del tutto gratuitamente dai donatori, visto che realmente funziona diventa improvvisamente un lucrosissimo affare di famiglia. Famiglia PD, ovviamente.
E a proposito di plasma, al momento i maggiori donatori a New York sono gli ebrei ortodossi.
E sempre a proposito di dispositivi utili a combattere il contagio, qualcuno sembra convinto che se sono ammesse le mascherine, parimenti deve essere ammesso il burqa: logico, no?

E a proposito di gente che si presenta con paludamenti islamici, la polizia keniota racconta un’interessante storia, che può ovviamente essere falsa ma dopotutto potrebbe anche non esserlo, su un traffico illegale di avorio condotto da una signorina arrivata lì con la scusa del volontariato, che ad un certo punto a causa del rifiuto di pagare una partita sarebbe stata rapita per rifarsi della perdita col pagamento del riscatto, e successivamente venduta a una banda di terroristi islamici. Secondo me la tizia, da tutto quello che si è saputo finora, è talmente stupida che potrebbe davvero essersi imbarcata in un simile porcaio, e avere addirittura pensato di poter fregare quelli del mestiere.

Concludo con due cose amene: le facce dei direttori della sanità di Los Angeles e della Pennsylvania,
sanità LA
sanità Pennsylv
e un modo allegro per trascorrere il tempo in casa

barbara

XYZ AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Dove XYZ sono le cose che si fanno normalmente ma che ai tempi del coronavirus possono riservare qualche sorpresa. E dunque cominciamo con questa testimonianza fornitami direttamente dall’amico “Finrod”.

Viaggiare ai tempi del coronavirus

Sono arrivato in Giordania con un volo notturno dal Marocco (altrimenti non sarei neppure potuto entrare, fossi arrivato dall’Italia) venerdì 13, in serata mi sono incontrato con l’americano con cui avrei dovuto passare i successivi 11 giorni in giro per il paese a cercare fiori e uccelli. Prima di andare a dormire gli ho detto che avremmo dovuto tener sotto controllo la situazione covid per non rischiare di rimanere bloccati lì.
Alle 4 del mattino è venuto a bussare alla mia porta perché British Airways l’aveva chiamato per avvertirlo che o usciva quel giorno stesso col volo del mattino o rimaneva lì per chissà quanto perché avrebbero a brevissimo cancellato tutti i voli.
Levataccia e l’ho portato in aeroporto, tornato in albergo ho subito contattato il mio capo in UK per dirgli che forse era il caso di cercare un volo anche per me. Il primo volo diretto da Amman per l’UE era previsto per lunedì 16, Aegean Airlines per Atene e siamo rimasti d’accordo che lui in giornata mi avrebbe fatto il biglietto. Io sono tornato a dormire un po’ e poi sono partito per la località e l’albergo previsti dal nostro itinerario. Tra l’altro sono sceso nella valle del Giordano e mi sono fatto un pezzo di Mar Morto, così in lontananza ho anche visto il paese che lì non si può nominare 😉
Anzi, in teoria dal Monte Nebo si vede anche Gerusalemme, ma era così nuvoloso e nebbioso che non si vedeva neppure ad un km… Purtroppo durante la giornata il primo ministro ha annunciato la chiusura di aeroporto e frontiere a partire da martedì 17, così mentre io guidavo ignaro e il mio capo si occupava di altro, è iniziato il fuggi fuggi e il volo per Atene è andato in sold out nel giro di meno di niente.
Per fortuna c’erano ancora posti su un volo per Istanbul, sempre di lunedì 16, alle 2 del mattino (!), coincidenza nel nuovo mega aeroporto (fantastico) e poi altro volo per Atene, da dove con la low-cost rumena Blue Air (ma il volo era operato da Alitalia, con suoi aerei e anche il codice del volo era Alitalia) sarei dovuto rientrare a Roma in serata: dato che il volo partiva a dette ore antelucane, ho passato la notte in aeroporto, dove c’era un caos “importante”, gente che urlava, aggrediva gli addetti al check-in…
Una volta superato il controllo sicurezza però tutto bene, e i voli della Turkish Airlines sono andati bene, anzi servizio super, migliore di qualsiasi compagnia europea (e appunto, aeroporto tra i migliori mai visti, se non il migliore).
Fun fact: erano almeno 11 o 12 anni che non volavo con Turkish, è sempre stata un’ottima compagnia ma adesso è ancora migliorata, ma non solo: negli anni zero nel pasto c’era sempre un cartellino con la certificazione halal, ora non più.
Arrivato ad Atene ho scoperto (da me, nessuna comunicazione ufficiale da Blue Air o Alitalia) che i voli per Roma erano annullati, ho prima pensato di andare a Patrasso in treno o autobus e prendere un traghetto per Brindisi, ma ho scoperto che avevano fermato anche quelli. L’unica per avvicinarmi all’Italia erano i voli di Aegean per Zagabria e Marsiglia, ho scelto quest’ultima perché i collegamenti con l’Italia sono più diretti, avevano ancora posti disponibili, ho pagato e via. Sono arrivato a Marsiglia nel tardo pomeriggio, troppo tardi per proseguire per Nizza e anche troppo tardi per prendere l’ultimo volo per Roma che era ancora al terminal quando sono arrivato col mio volo… Mi sono fermato a dormire in un albergo davanti alla stazione centrale, dove mi sono comprato un biglietto sul primo treno per Nizza (alle 12 di martedì 17) e poi un altro per il treno per Ventimiglia, anche se l’addetto delle ferrovie mi ha avvertito che forse si sarebbe fermato a Mentone.
In serata, cenando da solo nella mia camera (tutti i ristoranti erano già chiusi, e non facevano neppure servizio da asporto) mi sono sentito il discorso di Macron alla nazione in cui annunciava la chiusura del paese a partire dalle 12 e sono andato a dormire senza sapere se il giorno dopo avrei trovato o no il mio treno (l’alternativa era prendere una macchina in affitto, e lasciarla a Mentone).
Per fortuna il treno c’era, e anche quello da Nizza che è arrivato fino a Ventimiglia. Altro pernotto, in uno dei pochi b&b ancora aperti, e il mattino dopo ho preso un InterCity poco dopo le 6 del mattino e senza cambi nel pomeriggio sono arrivato a Termini.
Superato il check point dell’esercito, stazione semi deserta, metropolitana con meno gente del solito ma assolutamente non vuota e infine sono arrivato a casa, per chiudermi 2 settimane nella mia cameretta 😉
Ma appunto almeno sono arrivato, perché il rischio di rimanere bloccato per un periodo indefinito ad Atene, Marsiglia o peggio (anche per il problema dell’assistenza sanitaria, se mai ne avessi avuto bisogno) Istanbul o Amman è stato reale.

Girare per la rete ai tempi del coronavirus

Scusate se insito ma questa notizia apparentemente buona è in realtà un brutto, bruttissimo segno, UNA NOTIZIA DI UNA GRAVITÀ INAUDITA , che dimostra l’assoluta falsità della pandemia Corona Virus, dimostra che una regia molto precisa e segreta condotta dall’ ‘OMS, a sua volta mossa segretamente dalle grandi imprese del farmaco, come ha spiegato proprio su questa chat il professor Livio Giuliani, cito :
“…. l’OMS, l’organizzazione pagata per un quarto dagli Stati dell”Onu e per il resto dal Bill Gate, Warren Buffet e dalla famigerata Gavi che nel settembre del 2014 nominò la Lorenzin leader mondiale delle politiche vaccinali 2016-2020;…”,
dimostra dicevo che una precisa regia sta organizzando la vaccinazione di massa in Italia e forse in Francia e qualche altro paese europeo che già sanno non si ribellerà, mentre il governo inglese, ma in realtà L’OMS, ha già deciso che in Inghilterra l’immunità di gregge si farà attraverso la malattia e NON con il vaccino, che invece inoculeranno a noi, e non sarà un vaccino per scongiurare una pandemia CHE NON ESISTE, ma un vaccino che ci renderà sicuramente più ammalati di quanto siamo ora, che ci renderà ancora più sottomessi e rassegnati allo strapotere delle oligarchie che governano i popoli con due pesi e due misure… un vaccino che forse si tradurrà nella vera morte di massa :
“… Ora è tutto chiaro.
La popolazione italiana è in una situazione che assomiglia molto agli arresti domiciliari generalizzati, con l’aggravante che spesso perde il lavoro senza possibilità di recuperarlo e che, se ha bisogno di comprarsi un paio di calzini o di tagliarsi i capelli, non ne ha più possibilità. Restano aperti i tabaccai, e questo grazie alla “saggezza” dei nostri timonieri.
È evidente che tra un po’ la gente non ne potrà più e sarà disposta a fare non importa che pur di recuperare qualcosa della propria vita, e quel qualcosa sarà ciò che il regime mondiale sta preparando: il VACCINO.
Dal punto di vista farmacologico quel vaccino non ha la minima possibilità di funzionare, e questo banalmente perché non solo il virus muta velocemente ed ha caratteristiche differenti, tanto che la varietà italiana è diversa da quella tedesca e diversa da quella cinese, ma perché la malattia non conferisce alcuna immunità. E se non la conferisce la malattia è impossibile che lo possa fare un vaccino. Qualunque farmacologo lo sa, ma la farmacologia deve piegarsi al regime.
Giusto a margine, non ci sarà nessuna sperimentazione e nessun controllo ma, del resto, sperimentazioni e controlli sui vaccini non sono mai fatti. Insomma, il solito atto di fede.
Così, tutti correranno a farsi il vaccino e correranno anche se non sono proprio entusiasti. Correranno perché vaccinarsi sarà obbligatorio e, se si vorrà ottenere o rinnovare la patente di guida, la carta d’identità, il passaporto, la licenza di pesca o qualunque altro documento, ci si dovrà sottoporre alla magica punturina.
Questo sarà il business più grande della storia dell’umanità e lo sarà a spese dell’umanità, un business che avrà a margine la possibilità d’inoculare a miliardi di persone qualche cosa. Che cosa? Certo non lo vengono a dire a me.”
Dottor Stefano Montanari, 12 marzo 2020

Questa l’ho trovata nel profilo di un ex collega, collega di materia ma non della stessa scuola, per fortuna. La prima volta che l’ho visto, nel lontano 1977, ho immediatamente pensato oddio, speriamo che non abbia mai figli. Purtroppo il mio desiderio non è stato esaudito, e suo figlio a 13 anni era già un delinquente fatto e finito, ripetutamente segnalato al tribunale dei minori. Una volta ho dovuto fare una supplenza nella sua (del figlio) classe: quando sono arrivata alla porta, fermo a braccia e gambe larghe a bloccarmi il passaggio, mi ha guardata fissa negli occhi e ha detto: “Troia”. Giusto il giorno dopo in centro ho incrociato lui, il padre e gli ho detto del fatto, e lui: “Ma tu cosa gli avevi fatto?”. Adesso che è in pensione può finalmente dedicarsi a tempo pieno, anima e corpo, alle battaglie che salveranno l’umanità: contro le scie chimiche (ricordo, qualche anno fa, una foto di un cielo con una serie di scie di condensa che si incrociavano e il commento: “Voglio proprio vedere se di fronte a questo avranno ancora il coraggio di negare!”), i vaccini e altre analoghe calamità fabbricate per la distruzione della specie umana. Naturalmente non frequento il suo profilo, erano anni che non ci entravo, ma qualche ora fa mi è venuta la curiosità di vedere come “affrontasse “ l’epidemia, sicura che avrei trovato cose interessanti, e non mi sbagliavo. E la prima cosa che ho trovato entrando è stata questa:

NON COMPRERò nè indosserò mai la mascherina:non opero come chirurgo, bensì respiro come ho sempre fatto e anzi ancora imparo a fare, non solo automaticamente e inconsapevolmente, bensì anche volutamente, con gratitudine, annusando odori (anche miei!!)*** Sono nato LIBERO, ho vissuto con rispetto per me stesso e per gli altri [soprattutto quando si faceva le canne in classe] e LIBERO morirò. Ora un regime corrotto, disumano e ignorante, vorrebbe togliermi perfino questo diritto e piacere naturale?? Ehh!!! già!!* un tempo esisteva la definizione di “tizio/tipo che GODE di buona salute”. Infatti, appunto hanno capito che quella goduria, non andava bene, poteva farti nascere nel cervello strane idee di libertà e di PIACERE.*..E hanno voluto toglierci anche il PIACERE di affollare, vicini/vicini un concerto ROCK, dove era commuovente [sic! Professore di italiano] per me potermi sentire anche un po’ terrestre come gli altri.Ma non provocatemi su questo punto: solo a 4 occhi

Quanto all’autore del pezzo, di cui finora avevo ignorato l’esistenza, potete provare gran messe di informazioni in rete.

I comunicati del governo al tempo del coronavirus

L’amore per gli statisti di valore al tempo del coronavirus

Claudio Alito

Siamo stati così tanto abituati ad identificare il ruolo del leader in determinati altri meccanismi da diventarne assuefatti ed identificarli come giusti o quantomeno normali. Così da dimenticarci che esiste anche il garbo.
Ci ricorda quotidianamente che la forma, spesso, è sostanza e soprattutto che si può apparire senza discostarsi da una parte fondamentale: essere.
E lui ha educazione, un concetto che a causa dei salotti dei principali talk show avevamo dimenticato negli anni, con platee sempre più simili a bolge infernali che a luoghi di dibattito e confronto.
Piace perché non alza la voce, è calmo ed elegante, non fa dirette Facebook o selfie su Instagram e quando un bambino gli chiede un autografo gli sorride dicendogli che non è un calciatore, ma un politico, un professore. E non va idolatrato, semmai stimato, criticato, ma mai reso VIP.
Non si erige a difensore della patria, mantenendo un’autorità che non assume mai connotazioni dittatoriali. Non andrebbe sottolineato se la storia più recente non ci avesse inondato di determinati atteggiamenti, in cui ogni contesto rappresenta un pretesto per fare demagogia, puntando il dito contro tutti e tutto, vivendo in una perenne propaganda elettorale. Sarà candidato? Sarà eletto? Probabile, forse sicuramente, ma ci saranno momenti e sedi per discuterne.
Piace, dicevamo, perché ha contenuti, perché non svia le domande ripetendo come un mantra frasi fatte da Seconda Repubblica. E i contenuti diventano condivisibili o meno, ma almeno ci sono. Non ne parleremo adesso. Qui è in atto un cambiamento comunicativo, in risposta a tanta, troppa teatralità che riempie i Palazzi. Le opinioni, giuste o sbagliate, si possono dire anche senza essere offensivi. Comunicazione verbale e atteggiamento fisico mai violenti o volgari, un linguaggio diretto e chiaro, sempre mirato, mai fatto di luoghi comuni. Ed ecco che entrano in scena ironia e sarcasmo come armi, come risposte che spesso strappano un sorriso e ammorbidiscono i toni. Un volto pulito che in un mondo di Filippo Argenti riesce a mettere tutti in riga uno per uno. Senza spade o mazze chiodate.
É la rivalsa di chi sembra non avere carattere o prendere posizioni semplicemente perché non urla, offende o discrimina urbi et orbi sui social e nelle piazze.
E aggiungo che se piace, se affascina anche, forse c’è un cambiamento a livello sociale in atto. Siamo stanchi di leader di governo playboy in andropausa. Non fanno sorridere più neanche nelle barzellette. Stanchi di millantatori e ancor più stufi di chi fa “politica” mettendo carne al fuoco continuamente, ma senza spiegare mai come cuocerla. E allora meglio così, che alle ragazze piaccia il Presidente del Consiglio e non Fabrizio Corona. [che è oggettivamente un cesso, ma non credo che abbia migliaia di morti sulla coscienza]
Forse abbiamo bisogno semplicemente di più umanità, perché è più vicino a noi un uomo che piange pensando ai decessi continui che aumentano nel suo Paese, rispetto a chi è sempre in cerca di un nuovo spauracchio collettivo da mandare al massacro.
Sta ricordando a tutti il valore atavico della politica, intesa come arte di ben governare la polis. Non è per tutti.
“Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci domani. Fermiamoci oggi per correre più veloci domani” non avrà la valenza eterna di “I have a dream”, ma sono certo che questa frase resterà impressa nelle nostri menti a lungo.
Sarà l’uomo che annuncerà che è tutto finito. Colui che, suo malgrado, in punta di piedi, finirà nella storia di questo Paese.
Lo statista che non sapeva ancora di esserlo.

Difficile fabbricare una retorica più melensa e stantia, insulsa e cieca, nullaloquente e delirante. Non a caso l’ho trovato sul profilo di mia cugina, quella che fa la psicologa e non a caso è una delle persone più disturbate, instabili, isteriche, arroganti, incapaci di dialogare, incapaci di ascoltare, incapaci di valutare che abbia mai incontrato – comunque in buona compagnia degli altri psicologi che ho conosciuto.

Gli “eroi” al tempo del coronavirus

 

L’arte, al tempo del coronavirus

Dedicato ai guerrieri che combattono in prima linea

E infine la scienza al tempo del coronavirus

Quella vera.

Virus e verità graduali

Perché dovremmo credere alle istituzioni scientifiche che ci hanno detto che la mascherina serviva solo per gli infetti, ed oggi sembrano tornare sui loro passi?
Come facciamo a sapere se quello che ci dicono oggi sul fatto che gli animali domestici non sono un pericolo non risulti falso domani?
Se la comunità scientifica si è inizialmente divisa tra chi diceva che il pericolo non era superiore a quello di una influenza e chi invece annunciava l’arrivo di una pericolosa pandemia, che utilità ha starla ad ascoltare in occasione di ulteriori divisioni?
Se in Giappone un panel scientifico ha valutato di iniziare la prova clinica dell’antinfluenzale Avigan, perché in altri paesi come la Corea invece si è giudicato che fosse inutile, ed in Italia ci si divide tra chi non vuole iniziare una prova clinica sullo stimolo di un video farlocco su YouTube e chi invece non capisce perché dovremmo privarci di una possibile opzione terapeutica?
Ma il virus permane a lungo in aria, infettando gli ignari passanti, oppure no?
Tutti noi – a volte persino i ricercatori – ci aspettiamo che la ricerca scientifica dia delle risposte univoche, rapide e precise a queste domande. Ci aspettiamo, cioè, di avere risposte nette e di non vedere se non sporadiche divisioni tra i ricercatori, preferibilmente su dettagli tecnici, non su questioni di vitale importanza come quelle elencate.
Ho una cattiva notizia per tutti: non funziona così, e chi in tempi come questi cerca risposte rapide e nette tende ad affidarsi proprio a quelli che danno risposte senza fondamento (non importa se con il camice o senza).
E non perché la scienza non sia mai in grado di fornire certezze immutabili – la grossolana ed inadatta spiegazione che gli oppositori della scienza forniscono a questo fatto.
In realtà, il punto sta nell’essenza stessa della ricerca scientifica: solo i dati raccolti ed analizzati con un metodo rigoroso possono fornire risposte, e solo la replicazione multipla di un risultato da parte di più gruppi indipendenti dà un minimo di garanzia che non si stiano cacciando farfalle.
Nella attuale emergenza, siamo nella fase di raccolta di un numero elevatissimo di osservazioni e dati su una nuova minaccia, ma prima che si possa rispondere alle domande elencate e ad altre, bisogna che si faccia pulizia di tutto ciò che ci può fuorviare, delle osservazioni condotte in presenza di troppi bias, di quelle ottenute su campioni troppo piccoli e di quelle influenzate da fretta e metodi sbagliati.
Questo, naturalmente, richiede analisi in uno spazio di tempo incompatibile con le notizie dell’ultima ora: ecco perché proprio le novità che emergono portano a domande le quali, quando rivolte ad uno scienziato, ottengono risposte il cui grado di affidabilità è più basso del solito, e che potranno cambiare rapidamente con l’accumularsi dei dati. Il che non vuol dire che non sappiamo già rispondere a moltissime domande sulla base di ciò che già è consolidato in epidemiologia: vuol dire solo che le risposte saranno inizialmente qualitative e via via più affidabili nello spazio di questi mesi, oltre a cambiare eventualmente perché l’iniziale base su cui poggiavano viene rovesciata da dati di maggior qualità e consistenza.
Bisogna che tutti impariamo a convivere con una incertezza inizialmente ampia e gradualmente ristretta, senza preoccuparci troppo se le indicazioni della comunità scientifica date nelle prime ore dell’epidemia dovessero cambiare. Il che, naturalmente, significa che ogni affermazione di qualunque ricercatore va fornita dati alla mano – per pochi che siano – senza inventare ipotesi o teorie da dare in pasto al pubblico prima di avere l’evidenza necessaria per supportarle.

Enrico Bucci7 Aprile 2020, qui

Articolo pubblicato su Il Foglio.

E ricordiamoci sempre, che SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA.
stessa barca
barbara

VI FANNO PAURA I VACCINI? ALLORA NON MANGIATE!

Shock anafilattico: a confronto vaccini e allergie alimentari

17 Agosto 2019

Una bimba di 13 anni è morta per uno shock anafilattico dopo aver mangiato una pizza. Purtroppo le allergie alimentari sono molto pericolose e uno studio americano evidenzia numeri impressionanti. Soprattutto se paragonati agli effetti collaterali dei vaccini.
vaccini hanno, come tutti i farmaci, effetti collaterali. Quasi sempre sono di minima entità e passano da soli (come la febbre o il dolore al sito di iniezione), quelli gravi per fortuna sono rarissimi. Di questi il più importante è quello che chiamiamo shock anafilattico, una grave reazione allergica ai componenti del vaccino.
In uno studio molto ampio, condotto negli Stati Uniti, durante sei anni sono stati segnalati 5 (cinque), casi di anafilassi su oltre 7,6  milioni di vaccinazioni. Tutti si sono risolti senza danni.

Le allergie ai cibi

Per rendersi conto dell’entità del problema, ricordiamo che negli Usa nello stesso periodo di tempo (sei anni), si sono verificati oltre 300 mila casi di anafilassi dovuti ad allergie ai cibi che hanno causato la morte di oltre 600 pazienti.
Avete capito bene: sei anni di vaccini, cinque casi di anafilassi. Sei anni di cibi, oltre 300 mila anafilassi e centinaia di morti.
Insomma, la paura dell’anafilassi è giustificata, ma quando il bambino mangia, non quando si vaccina.

Roberto Burioni

Fonti:

Risk of anaphylaxis after vaccination of children and adolescents. Pediatrics. 2003 Oct;112(4):815-20. –
Peanut allergy and anaphylaxis Curr Opin Immunol. 2010 Dec; 22(6): 783–788. (qui)

E dunque, se non vaccinate i vostri figli perché i vaccini sono pericolosi, come può venirvi in mente di introdurre nel vostro corpo dei cibi, che lo sono 60.000 volte di più e con una proporzione di morti 60 : 0? Ma bisogna essere pazzi!
faceapp
E magari riguardatevi anche questo
incidenti bambini
barbara

NADIA TOFFA

Contrariamente a quanto il titolo potrebbe far pensare, non intendo parlare di lei. In particolare, non intendo parlarne male. Anche se ha condotto per dieci anni una delle più oscene trasmissioni bufalare e fuffare in circolazione, dai vaccini che causano l’autismo alla battaglia per far passare la famigerata stamina al servizio sanitario nazionale – e sui danni inestimabili provocati già con queste due cose da sole ci sarebbe da scrivere fino all’anno prossimo – e un miliardo di altre ancora. Più questa inestimabile perla. Dopotutto la stupidità non è una colpa. L’ignoranza magari sì. La scelta di dare credito alle peggiori bufale senza prendersi la briga di informarsi, anche; e di fare i soldi disinformando, pure, ma non stiamo a sottilizzare. E non gioisco certo per la morte di una persona di quarant’anni, anche se era incommensurabilmente stupida e anche se ha fatto valanghe di danni, soprattutto in relazione alla salute. Come dicevo, non intendo parlare di Nadia Toffa, bensì di un’attricetta ampiamente in disarmo, di cui preferisco non fare il nome (capacissima di denunciarmi, una stronzetta simile). Quella che va narrando di avere avuto il cancro. E di averlo sconfitto con la dieta vegana. Ecco. Nadia Toffa non ha fatto in tempo a tirare le cuoia che quella si è scatenata: Chi è causa del suo mal pianga se stesso! (a parte che non credo che Nadia Toffa abbia molte possibilità di piangere, adesso, ma questa è un’altra storia) Già, perché Nadia Toffa si è curata con chemioterapia e radioterapia: se avesse mandato al diavolo BigPharma e le sue infami diavolerie e si fosse curata con la dieta vegana e con la medicina Hamer, sicuramente adesso sarebbe viva. C’è solo un piccolo problema, vede, cara signora: che quello della Toffa era un cancro VERO. I cancri veri – come tutti sanno, tranne gli idioti ignoranti psicopatici – si curano con la medicina VERA. Poi, una volta curati, chi ha fortuna guarisce, chi non ne ha muore. Io ho avuto fortuna, Nadia Toffa no, tutto qui. E lei, oltre che una pericolosa ciarlatana, oltre che una cretina integrale, oltre che tante altre cose, è anche un verme saprofago. Senza offesa per i vermi saprofagi senza gambe, che compiono un servizio assolutamente indispensabile, a differenza di lei.

PS: tanto di cappello, naturalmente, al comportamento di Nadia Toffa durante la malattia.

barbara

I VACCINI, L’ANESTESISTA*, LA MAMMA INFORMATA

(*sempre lui, quello strafigo strafighissimo da urlo)
(conversazione svoltasi in spiaggia)

Senta signora, chiudiamo qui il discorso, perché poi se no divento sgarbato e vorrei evitarlo.
Ma guardi che io mi informo, leggo…
Dipende da che cosa legge: se legge pubblicazioni scientifiche ci trova le stesse cose che dico io; se dicono cose diverse, si tratta di ciarpame che non vale niente.
Ma lei crede di stare parlando con un’ignorante?! Io ho un dottorato!
In che cosa?
In filologia romanza.

Non c’è niente da fare: più sono ignoranti, e più si danno da fare per dimostrare che sono molto più ignoranti, oltre che molto più deficienti, d quello che avevi pensato.
Anti-Vaxxer
barbara

DANNEGGIATI DALL’IGNORANZA

Postato il 31 luglio 2019bystezona

di Pierluigi Lopalco e Stefano Zona

È appena stato rilasciato da AIFA il Rapporto Vaccini 2018, costruito grazie alla stretta collaborazione tra AIFA, Ministero della Salute, Regioni e Istituto Superiore di Sanità. Il Report raccoglie le segnalazioni di sospette reazioni avverse per qualsiasi vaccino, non solo i vaccini pediatrici.

Prima di addentrarci nelle numerose tabelle piene di numeri, è importante sapere come sono stati raccolti i dati.

Il monitoraggio dei sospetti eventi avversi da vaccini è costruito utilizzando le segnalazioni spontanee (farmacovigilanza passiva) cui si sommano le segnalazioni pervenute dagli studi indipendenti (farmacovigilanza attiva). È bene tenere presente che stiamo parlando di sospette reazioni avverse: non necessariamente le segnalazioni individuano eventi causati dai vaccini, come ben descritto nella Nota metodologica che introduce il report:

Un evento avverso dopo immunizzazione è un qualsiasi evento sfavorevole di natura medica che si osserva dopo una vaccinazione e che non necessariamente presenta una relazione causale con essa, ma che richiede ulteriori approfondimenti.

Un altro aspetto particolare è il criterio di gravità: infatti, per stabilire la “gravità” di un sospetto evento avverso ci si basa sulle definizioni stabilite dalla Conferenza Internazionale sull’Armonizzazione e recepite dalla normativa europea e nazionale. Cosa significa, in termini pratici, tutto ciò?

Può succedere che eventi avversi definiti “gravi” dal punto di vista normativo non siano affatto gravi dal punto di vista clinico. Ad esempio, ogni ospedalizzazione è considerata un evento post vaccinale grave, ma la maggior parte degli accessi in ospedale presenti nel report sono dovuti a febbre elevata (che, di per sé, è un evento avverso noto e autolimitante).

Infine, l’aspetto preponderante: come definire il nesso di causalità? I Centri Regionali di Farmacovigilanza valutano la probabilità del nesso di causalità utilizzando la metodica standardizzata e condivisa a livello globale, cioè l’Algoritmo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La valutazione, pertanto, è fatta in modo assolutamente scrupoloso per ogni singola segnalazione, dalla meno rilevante a quella più grave.

I dati del report sono definiti attraverso il tasso di segnalazione in rapporto alla popolazione, parametro ampiamente utilizzato a livello internazionale per classificare l’efficienza di l’efficienza di un sistema di farmacovigilanza. Per la prima volta, quest’anno è stato possibile stabilire il tasso di segnalazione in rapporto alle dosi somministrate, grazie alla collaborazione con le Regioni e con il Ministero della Salute. Anche questo indicatore si riferisce alla performance del sistema e non al rischio correlato alla vaccinazione.

In base al criterio di causalità, è stato inoltre possibile determinare il tasso di segnalazione degli eventi gravi correlabili ai vaccini e il tasso degli eventi avversi per singolo vaccino.

In totale, nel 2018 sono state segnalate 7267 sospette reazioni avverse. Un primo aspetto interessante riguarda il fatto che circa un 20% delle segnalazioni riguardano eventi avvenuti prima del 2018 (sarebbe molto interessante capire per quali motivi sono state fatte segnalazioni così distanti nel tempo… ma non siamo avvezzi alle dietrologie).

Altro dato interessante è la distribuzione dei “segnalatori”: nonostante chiunque possa segnalare, i medici contribuiscono per il 52,6%, gli operatori sanitari non medici per il 23,4%, i farmacisti per un restante 12,7% e solo l’11,3% delle segnalazioni è presentata da cittadini o pazienti.

Oltre l’80% delle segnalazioni riguarda sospette reazioni “non gravi”, mentre il 16,5% come sospette reazioni avverse “gravi” (ricordiamoci che la “gravità” è definita a priori, non corrisponde necessariamente alla gravità clinica).

Nel 2018, in sintesi, abbiamo avuto 30,8 segnalazioni ogni 100.000 dosi somministrate; le reazioni gravi correlate al vaccino sono state 3,1 ogni 100.000 dosi somministrate.

Questi numeri ci devono spaventare? Ovviamente no. Nella figura 2 del report sono riportati tutti gli eventi avversi segnalati distribuiti per tipologia:
vaccini 1
Tutte le sospette reazioni avverse osservate nel 2018 non hanno evidenziato eventi che possano modificare la valutazione del rapporto fra benefici e rischi dei vaccini utilizzati.

Particolarmente interessanti sono poi i dati sui vaccini di più recente introduzione.

Il vaccino contro il meningococco B, somministrato nei primi mesi di vita, è stato da sempre considerato particolarmente reattogeno, tanto da sconsigliarne la somministrazione insieme ad altri vaccini (indicazione quasi solo italiana, in altre Nazioni si cosomministra assieme a esavalente e/o antipneumococcica). Secondo il report 2018, fra le reazioni gravi correlabili al vaccino si riporta principalmente la febbre alta con 5,1 casi ogni 100,000 dosi. Le convulsioni febbrili sono state 7 per milione di dosi somministrate.

Altro sorvegliato speciale, il vaccino contro il rotavirus. In totale nel 2018 sono stati segnalati 12 casi di invaginazione intestinale di cui 8 correlabili alla vaccinazione. Di questi, 11 hanno avuto una risoluzione completa, mentre per uno non è stato riportato l’esito. Il rischio di invaginazione, dunque, risulta di 1,5 casi per 100.000 dosi somministrate, esattamente in linea all’atteso. Ricordiamo che l’infezione naturale da rotavirus rappresenta una delle cause scatenanti principali di invaginazione intestinale, quindi non vaccinando i bambini li si espone ad un rischio certamente maggiore.

Una menzione speciale per il vaccino anti-HPV: un vaccino introdotto negli ultimi anni e che spaventa molte persone, a causa anche di una infausta trasmissione andata in onda su una rete pubblica nazionale. Poche segnalazioni, con un tasso al di sotto della media.

Infine una nota sull’esavalente, spauracchio creato ad arte dalla propaganda no-vax. Fra le reazioni gravi correlabili all’esavalente, oltre ai soliti casi di febbre, 9 casi per milione di dosi di convulsioni febbrili, 4 casi per milione di reazioni allergiche e 3 casi per milione di episodi ipotonico-iporesponsivi.

E quanti morti a causa dei vaccini? Zero. Nessuna morte è stata correlata, nemmeno potenzialmente, a un qualsiasi vaccino.

In conclusione, il sistema della farmacovigilanza in Italia sta migliorando in efficienza ed è in linea con il resto del mondo occidentale. All’aumentare delle segnalazioni di sospette reazioni avverse NON CORRISPONDE un aumento del rischio di eventi avversi, anzi viene ulteriormente confermata l’estrema sicurezza dei vaccini attualmente in commercio.

Con buona pace di chi ancora sostiene che “i vaccini non sono sicuri perché i danni non vengono segnalati”.

I danni alla salute sono quelli fatti da chi, usando la paura, spinge i genitori a non vaccinare i propri figli. Come al solito, a far più danno è proprio l’ignoranza. 

questo articolo è stato scritto a quattro mani (due tastiere, venti dita) insieme a Stefano Zona, medico infettivologo a Modena, uno dei validi animatori di Io Vaccino.
vaccini 2
Naturalmente non servirà a chi è convinto che il vaccino sia Satana in persona, a chi manda in piazza i bambini con la stella di David, a chi non si capacita che il bambino sieropositivo sia ammesso all’asilo e suo figlio, sano e “solo” non vaccinato non sia ammesso, ma io, testarda, continuo a battere il chiodo: un muro in cui riesca a penetrare, prima o poi, lo troverà. Fosse anche uno solo, sarà pur sempre un bambino salvato e – come insegna il Talmud – chi salva una vita salva il mondo intero.

barbara

C’È ANCORA SPERANZA. FORSE.

Le due ragazze che lavorano nello studio di estetista che frequento non sono dei campioni di sveglitudine – anche se comunque sul lavoro sono decisamente migliori delle due titolari che hanno, entrambe, una mano che dire da zappatore è dire poco. Però come sveglitudine c’è da stendere un velo pietoso, per non dire un tendone da circo pietoso. Che io poi non ho ancora capito se quando dicono certe cose lo facciano per guadagnarsi onestamente lo stipendio che percepiscono o perché ci credono davvero. Come quando G. si è messa  a leggermi con aria compunta il foglio illustrativo di una crema che voleva rifilarmi: “Penetra nella cellula e trasforma il grasso in muscolo”. Poi, allargando entrambe le braccia e guardandomi fissa: “Più di così!” L’altra ancora peggio.
L’anno scorso, a pochi mesi una dall’altra, hanno avuto entrambe una bambina.  Avendo ragionevoli perplessità sulle loro doti intellettive nonché sulle loro conoscenze scientifiche, non ho mai osato addentrarmi sulla questione vaccini. Poi l’altro giorno ho sentito la parola galleggiare nell’aria, e allora mi sono arrischiata: “E voi le avete vaccinate?” Entrambe, in coro: “Certo! Già a due mesi e mezzo! Anche quelli solo consigliati!” Erano anche a conoscenza del bambino morto a due anni perché l’otite gli era stata “curata” con l’omeopatia e l’infezione gli ha mangiato le ossa dell’orecchio fino a raggiungere il cervello, e della bambina che sta lottando tra la vita e la morte per il tetano, per il quale non era stata vaccinata. Sì, nonostante i criminali psicopatici antivax che non solo urlano sempre più forte, ma arrivano addirittura a farsi ascoltare alla Camera, forse non tutto è ancora perduto.

Arrivata fin qui, propongo questo delizioso scambio tra un troglodita e Roberto Burioni
burioni 1
burioni 2
(poi nei commenti dice che un suo studente lo ha rimproverato per quel “pulire i cessi”, decisamente pesante, di cui riconosce l’effettiva pesantezza, mentre un altro lo rimprovera, per la stessa espressione, perché il pulitore di cessi ha una sua dignità che l’altro decisamente non ha).
Per esemplificare tutta la questione, comunque, penso che possa essere utile questa immagine.
ricerca vaccini
barbara