LIBERTÀ! LIBERTÀ!

Xylella
(rubato a lui)
Come quella di non vaccinarsi, per dire.
PS: da qualche parte – purtroppo non ricordo più dove – avevo letto che in questo complotto per far morire gli ulivi in Puglia per mezzo della xylella c’entrava Israele. Giusto per non perdere il vizio.

barbara

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ED ECCONE UN’ALTRA

Catania, muore per morbillo una ragazza di 25 anni

Maria Concetta Messina lascia una figlia di due anni. I familiari hanno presentato una denuncia. Dall’inizio dell’anno già tre decessi per la malattia molto contagiosa

di Cristina Marrone

di Cristina Marrone

[…]

Fino ad oggi sono stati tre i decessi a causa del morbillo nel 2018. Nell’ultimo bollettino di febbraio di Epicentro (il centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità) sono stati segnalati 164 casi di morbillo. Oltre l’80% dei casi è stato segnalato da 4 Regioni (Sicilia, Lazio, Calabria e Liguria). La Regione Sicilia ha riportato l’incidenza più elevata. L’età mediana è stata 25 anni. Il 93% circa dei casi era non vaccinato o aveva ricevuto solo una dose. Il 40% ha sviluppato almeno una complicanza, mentre oltre la metà è stato ricoverato.

Roberto Burioni, Medico

28 marzo alle ore 14:26

Una ragazza di 25 anni, madre di una bimba di due anni, è morta di morbillo, una malattia che nei paesi civili, dove tutti vaccinano i figli e si vaccinano, non esiste. In Italia, purtroppo, le coperture sono state per molti anni, nell’indifferenza generale, a livello del terzo mondo e siamo la vergogna dei paesi sviluppati, tra i quali abbiamo il poco invidiabile primato del numero di casi.
Il morbillo, alla faccia dei somari che sostengono sia una malattia innocua, è mortale in un caso su 2000 anche in persone perfettamente sane, spesso a causa di una gravissima polmonite; in un caso su mille causa una encefalite che in un caso su 4 lascia per sempre i bambini e gli adulti sordi, ciechi o con altre gravi lesioni permanenti. Non abbiamo cure specifiche per questa malattia, ma abbiamo un vaccino che è efficace nel 98% dei casi e dove viene utilizzato in maniera estesa fa letteralmente scomparire la malattia.
Gli effetti collaterali gravi della vaccinazione sono così rari che è difficile calcolarne l’incidenza. In ogni caso meno di un caso su un milione, come a dire che il rischio maggiore si corre nel tragitto in auto da casa al centro vaccinazioni. Quindi da una parte un vaccino sicurissimo, dall’altra una malattia terribile. Eppure qualcuno incredibilmente sceglie di non vaccinarsi e di non vaccinare i propri figli.
In un paese civile, dove – obbligo o non obbligo – tutti si vaccinano e dove tutti vaccinano il morbillo non esiste, non ci sarebbe una bambina di due anni orfana della madre. In un paese civile questa donna sarebbe ancora viva, perché il morbillo non circolando non l’avrebbe potuta infettare.
Purtroppo è morta, e non potrà più smentire quelli che su Facebook affermano “io l’ho avuto e non mi è successo niente”.

Com’è che si intitolava quel libro? Ah sì, La prevalenza del cretino. E la cretinitudine, attiva e passiva, uccide. Altro che il fumo.

barbara

PS: sarò latitante per un paio di giorni, ma vi programmo qualcosa per non farvi troppo soffrire.

IL VACCINO NON È UN’OPINIONE

È il titolo del libro di Roberto Burioni, ed è un titolo che esprime un concetto molto chiaro: esprimiamo opinioni quando diciamo ciò che pensiamo su cose per le quali non esiste un vero e un falso, un giusto e uno sbagliato; i vaccini non rientrano in questa categoria: se dico che i vaccini sono sicuri dico una cosa vera, se dico che sono pericolosi dico una cosa falsa. E Roberto Burioni lo dimostra inconfutabilmente, con spiegazioni chiare e semplici da poter essere capite anche da chi sia totalmente digiuno sia della materia che di cultura in generale, con assoluto rigore metodologico, con dovizia di esempi, con logica inoppugnabile. Andrebbe letto da tutti, e sono sicura che chi è intellettualmente onesto lo farà. Del testo voglio riportare solo una pagina, questa.

A riprova della teoria del collega e amico Adriano Aguzzi, secondo la quale le cretinate fanno presa anche sulle menti intelligenti, tra gli oppositori della vaccinazione [antivaiolosa] ci fu anche Lord Byron (che la definì “una moda passeggera”) e questo può essere di consolazione per chi oggi si rammarica a causa delle posizioni antivacciniste di Eleonora Brigliadori e Red Ronnie [oddio, accostare questi due nomi – e il primo soprattutto – a “menti intelligenti”…]. Tuttavia il bello della scienza è che prima o poi (spesso prima) la verità viene a galla. I fatti hanno la loro forza inarrestabile. Quando durante la guerra franco-prussiana del 1870 scoppiò una terribile epidemia di vaiolo, tra i soldati prussiani che erano stati vaccinati con germanica precisione ci furono 440 morti, mentre l’esercito francese ne dovette contare oltre 23.000. Oramai nessuno metteva più in dubbio l’efficacia del vaccino, che grazie al contributo decisivo di due italiani (Michele Troja e Gennaro Galbiati) era diventato più semplice da produrre e più efficace. Con quest’arma l’umanità cominciò una marcia trionfale contro il vaiolo. Nel 1974 una bimba, Prisca Elias, fu l’ultima persona infettata dal virus nel Botswana; nel 1976 Kausar Parveen chiuse il capitolo in Pakistan, poco dopo Rahima Banu in Bangladesh e Amina Salat in Etiopia furono gli ultimi malati nei loro paesi. Il cerchio si stava stringendo. Nella serata del 12 ottobre 1977 Ali Maow Maalin, un cuoco somalo ventitreenne, portò in auto due fratellini ammalati di vaiolo dall’ospedale per il quale lavorava verso il centro locale di sorveglianza contro la malattia. Il viaggio era di un solo quarto d’ora e Ali fu molto attento. Ma il 22 ottobre cominciò a stare male; all’inizio si pensò che la causa fosse la malaria, invece era il vaiolo. Ali non voleva finire in isolamento e non si era presentato subito all’ospedale; così entrò in contatto con 161 persone. Ma grazie alla vaccinazione diffusa il virus uscito dal corpo di Ali non riuscì a trovare un solo individuo vulnerabile e quindi non fu in grado d’infettare nessun’altra persona. Non essendo in grado di riprodursi, nel momento in cui l’ultima particella virale dispersa nell’ambiente da Ali perse la capacità d’infettare, il virus semplicemente scomparve dalla faccia della terra. Fu l’ultimo caso di vaiolo nella storia dell’uomo. L’8 maggio 1980, con una cerimonia ufficiale, l’Organizzazione mondiale della sanità dichiarò che il virus del vaiolo era scomparso dal pianeta. Una delle piaghe più terribili che il genere umano avesse mai conosciuto era ormai debellata. Non c’era più bisogno di vaccinarsi, siccome la malattia non esisteva più. Il virus aveva perso. Perché dovete sapere che i virus sono terribili, ma hanno un tallone d’Achille. Sono feroci come lupi affamati, ma vengono sconfitti dal gregge, quando il gregge si procura l’immunità.

Immagino che non per tutte le malattie sia possibile arrivare a una così totale sconfitta del virus (non per quelle che possono contagiare anche gli animali, per esempio), ma per alcune sì. Se non ci siamo ancora arrivati, e per molto tempo ancora saremo costretti a continuare a vaccinare i nostri bambini per queste malattie, ne dobbiamo ringraziare gli antivaccinisti, che danno loro (alle malattie) la possibilità di continuare a circolare e infettare e proliferare. Grazie, signori, a nome di tutta l’umanità.

Roberto Burioni, Ilvaccino non è un’opinione, Mondadori
il vaccino non è
barbara

DI OPINIONI E DI ALTRE STORIE

C’è libertà di opinione, siamo in democrazia ho il diritto di esprimere la mia opinione, io resto della mia opinione, ognuno ha il diritto di avere la sua opinione, la mia opinione vale quella di chiunque altro… È uno dei mantra più gettonati del momento, questo della libertà di opinione e dei diritti che ne conseguono. E siamo tutti più o meno d’accordo, naturalmente. Ma il punto è: che cos’è un’opinione? Perché ad ascoltare quanto si sente in giro, sembrerebbe che sul concetto di opinione non ci siano idee troppo chiare e io vorrei, appunto, fare un po’ di chiarezza.

Diciamo allora che possiamo chiamare opinione tutto ciò che pensiamo su qualcosa per cui non esiste vero/falso, giusto/sbagliato. Per esempio Maria è simpatica antipatica divertente noiosa brillante insulsa. Se io faccio una di queste affermazioni potrà succedere che Tizio replichi “sono d’accordo”, Caio “io invece no” e Sempronio “sì, però”; sicuramente nessuno potrà dirmi che non è vero, o che sbaglio. Ogni tanto qualcuno tenta di convincermi che Quasimodo, e perfino Luzi sono dei poeti, o addirittura dei grandi poeti (ma l’aggettivo è solo un dettaglio: è il sostantivo che trovo la cosa più assurda di questo mondo), ma per quanti argomenti mi portino, si tratta sempre di impressioni soggettive dei miei interlocutori, che non possono scalfire la mia personale impressione che si tratti di due ammucchiatori di parole – e non parliamo di chi ritiene profonde le svagate ammucchiatine di parole di Alda Merini (“ci sono donne e poi ci sono le Donne Donne”. Naturalmente tutte quelle che citano questa cagata pazzesca sono fermamente convinte di essere delle Donne Donne, e probabilmente altrettanto convinte che “Donne Donne” voglia dire qualcosa).
Ma se io dico che Maria è ladra, è un’opinione? Se è simpatica a me e antipatica a Caio, possiamo tranquillamente dire che Maria è contemporaneamente simpatica e antipatica; ma può essere ladra e contemporaneamente non essere ladra? No, naturalmente, le possibilità sono due: o è ladra o non è ladra, tertium non datur. E se è ladra, il mio dovere di cittadina è di andarlo a dire ai carabinieri, non di strombazzarlo sui social. Se invece non lo è, il mio dire che lo è non si chiama opinione, bensì calunnia e diffamazione, e abita nel codice penale.
Stabilito questo, posso dire che l’opinione che la terra sia sferica non mi convince e che io ho un’opinione diversa? Posso dire che l’opinione che la terra giri intorno al sole mi sembra assurda, dal momento che vedo benissimo, coi miei occhi che non hanno il minimo difetto, che la terra è ben ferma sotto i miei piedi e che è, al contrario, il sole che la mattina presto viene su da sottoterra a est e poi si alza andando verso sud eccetera eccetera? Naturalmente non è tecnicamente impossibile che io lo dica ma, se lo dico, chiunque sa che sono o ignorante, o idiota, o pazza. Quartum non datur.

Un qualche filosofucolo da strapazzo, poco desideroso di compiere gli sforzi necessari per giungere alla conoscenza della verità, si è inventato la bella teoria che la verità non è conoscibile, o che addirittura non esiste – un’uva che per sua natura non maturerà mai, insomma, e quindi non è perché io sia incapace di raggiungerla che non la posso mangiare, bensì per una sua intrinseca impossibilità. E naturalmente ha trovato vasto seguito, e da un ragionevole “non tutto, almeno per il momento, si può sapere”, è stato fatto il comodo salto “la verità non esiste, la verità non può essere conosciuta”.
Naturalmente ci sono situazioni in cui la verità non si conosce. Come per esempio il caso di JonBenét Ramsey, che da quando è in grado di connettere si sente dire dalla madre, piccola reginetta di bellezza semifallita, “Ricordati: nella tua vita avrai un solo nemico: la cellulite”, e per salvarla dal nemico, la piccola JonBenét non conoscerà mai il sapore di una caramella; mandata all’età dell’asilo, dalla suddetta mammina, a fare sfilate truccata, permanentata, in abbigliamenti e pose, diciamo così, ambigui. All’età di sei anni viene violentata, torturata e strangolata in casa, dove si trovano unicamente il padre e la madre, oltre al fratello, bambino anch’egli. Non ci sono segni di effrazione; sulla neve alta intorno alla casa a quanto pare non si rinvengono impronte; a trovarla è il padre, in una stanza dell’interrato di cui neppure la domestica conosceva l’esistenza perché, spiega, la casa è costruita in modo così complicato che nessuno che non ne conosca dettagliatamente la pianta riuscirebbe a trovare tutte le stanze. La trova e, nonostante sia sicuramente morta e già completamente fredda e rigida, immediatamente la toglie di lì, la porta di sopra, le toglie il nastro adesivo che le chiude la bocca, elimina tutto ciò che potrebbe portare all’assassino. Quando poi arrivano i poliziotti nella ricchissima villa di questo uomo ricco e noto, pasticciano ulteriormente, spostano cose, tutti toccano dappertutto. Ecco, alla fine l’inchiesta è stata archiviata perché proprio non c’era modo di arrivare a scoprire chi mai potesse essere l’assassino violentatore pedofilo torturatore. Ed effettivamente il caso è talmente complicato che né io né voi, neanche con la più sfrenata immaginazione, potremmo riuscire a farcene un’idea. Però la verità, anche se nessuno di noi la conosce, né la sospetta, c’è. Il pedofilo c’è. L’assassino c’è.
A parte questi casi complicatissimi in cui la verità sfugge, ci sono poi tutti gli altri in cui non sfugge affatto: la terra è sferica è un fatto non confutabile e non dubitabile. La terra gira intorno al sole è un fatto non confutabile e non dubitabile. Le camere a gas non sono “la verità ufficiale propagandata dai vincitori”, come afferma l’ineffabile Piergiorgio Odifreddi (l’ateo militante che si emoziona e si genuflette quando gli telefonano facendogli credere che sia il papa):  sono un fatto non confutabile e non dubitabile; il fatto che ci siano persone che ne negano l’esistenza non le rendono una questione controversa. Queste realtà non possono essere fatte oggetto di dubbio filosofico – e del resto “dubito di tutto” non è una contraddizione in termini dal momento che non ho il minimo dubbio sulla necessità di dubitare di tutto e sul fatto che lo sto facendo?

E vengo al punto (sì, certo, c’è un punto: non si era capito?): sui vaccini ci sono verità certe? La risposta è sì. Sono sicuri? Sì. I danni che possono provocare (non esiste niente al mondo che non possa provocare danni) sono enormemente inferiori a quelli causati dalle malattie da cui ci difendono? Sì. Contengono metalli pericolosi? No. Un neonato è troppo piccolo per essere sottoposto ai vaccini? No: al contrario, è troppo piccolo per poter affrontare senza danni le malattie che potrebbe contrarre se non fosse vaccinato. Sei vaccini tutti insieme non sono troppi? No: l’unica differenza tra farli insieme e farli separati è che lo buchiamo, ossia gli procuriamo un dolore, una volta sola invece che sei. Possono causare l’autismo? No. Come sappiamo tutto questo? Da migliaia e migliaia di studi indipendenti. Dall’osservazione di centinaia di milioni di persone nel corso di oltre due secoli. Da tutto quello che possiamo constatare anche noi, se scegliamo di guardare la realtà VERA e non le chiacchiere dei laureati in facebook. E quella mamma che ha visto il suo bambino diventare autistico dopo il vaccino? È assolutamente identica a quel tizio che ha camminato per decine e decine di chilometri e ha visto la terra restare sempre piatta sotto i suoi piedi.

Dunque chi afferma che il vaccino provoca l’autismo è uguale a chi è convinto che la terra è piatta? Assolutamente no! Il terrapiattista è indiscutibilmente pazzo, ma è innocuo; chi va in giro a dire che i vaccini provocano l’autismo sta facendo del terrorismo psicologico, sta seminando dubbi insani in chi deve far vaccinare i propri figli, sta contribuendo a far aumentare malattie che, senza di loro, potrebbero essere già scomparse dalla terra, come è scomparso il vaiolo, le cui vaccinazioni sono state fortunatamente attuate in tempi in cui non avevamo la piaga dei novax, delle mamme informate, dei padri preoccupati, dei dubitatori professionisti, dei “se sei indignato condividi” e, grazie a questo, oggi per il vaiolo non si deve vaccinare più nessuno. Chi afferma che i vaccini provocano l’autismo, a differenza del terrapiattista, è socialmente pericoloso.

E ora lascio ancora una volta la parola a Roberto Burioni.

barbara

L’EBRAISMO E I VACCINI

“Obbligo vaccini una tutela, no a paragoni impossibili”

 “Dal punto di vista della mia tradizione religiosa parto dal principio che la tutela della salute personale e collettiva non sia solo un diritto ma un dovere al quale non è lecito sottrarsi, alla luce delle più aggiornate conoscenze scientifiche”. A scriverlo, il rabbino capo di Roma rav Riccardo Di Segni, membro del Comitato nazionale per la Bioetica, intervenuto nelle scorse ore nel dibattito sui vaccini e la decisione di renderli obbligatori per legge. “La libertà individuale non è assoluta ma va misurata rispetto alla libertà e al diritto alla salute degli altri cittadini e anche dei propri figli minorenni. – ha spiegato il rav in una lettera al Quotidiano Sanità – In più occasioni recenti molte persone che si sono ritenute offese nei loro diritti hanno evocato e usato i simboli della persecuzione antiebraica per stabilire un paragone emotivo tra gli orrori nazisti e fatti recenti. Questi confronti si rivelano, nella migliore delle ipotesi, inopportuni, di gusto discutibile”. Di Segni critica quindi in modo chiaro e puntuale il mondo no-vax, arrivato a definire la legge sui vaccini approvata alla Camera nel luglio scorso come un provvedimento simile alle sperimentazioni di massa condotte dai nazisti sulle proprie vittime. “Come ebreo, – sottolinea rav Di Segni, contattato anche da Pagine Ebraiche – mantengo con dolore e rispetto la memoria delle vittime del nazifascismo e della barbarie da questo scatenata contro l’umanità”. Dolore e rispetto che hanno portato il rabbino capo di Roma a intervenire contro chi distorce la storia e la tragedia della Shoah per rilanciare paragoni impossibili.
Il rav, come membro del Comitato nazionale di Bioetica, ricorda di aver votato a favore della mozione approvata il 24 aprile 2015 dal Comitato stesso, relativo all’importanza dei vaccini. Nel documento (consultabile qui) si sottolineava, tra le altre cose, il dato allarmante legato al morbillo per cui la diminuzione della copertura vaccinale ha determinato un sensibile aumento dei casi in tutto il mondo: “nel 2014 in Italia sono stati segnalati ben 1.686 casi, ovvero il numero più alto in Europa”. Il Comitato ribadiva quindi “come i vaccini costituiscano una delle misure preventive più efficaci, con un rapporto rischi/benefici particolarmente positivo e con un valore non solo sanitario, ma etico intrinseco assai rilevante” e invitava “il Governo, le Regioni e le Istituzioni competenti, a moltiplicare gli sforzi perché le vaccinazioni, sia obbligatorie sia raccomandate, raggiungano una copertura appropriata (95%)”. Seguendo questa linea, il governo ha adottato il cosiddetto “decreto vaccini” (poi approvato dal Parlamento), un decreto legge che di fatto rende possibile l’iscrizione agli asili nido e alle scuole materne ai soli bambini vaccinati e impone sanzioni economiche per i genitori che decideranno di iscrivere i loro figli non vaccinati alla scuola dell’obbligo, quindi dalla primaria in poi.
Moked, ‍‍19/09/2017

Su una cosa dissento radicalmente: la possibilità di iscrivere a scuola bambini non vaccinati con una semplice sanzione economica; vale a dire che chi è povero sarà costretto, comunque la pensi, a fare il proprio dovere, mentre chi è ricco potrà tranquillamente permettersi di inserire nella scuola delle vere e proprie bombe a orologeria. Poi, volendo, c’è sempre la scappatoia di quella signora incinta (l’ho riportata in un post che però non riesco a trovare) che a una radio ha fieramente dichiarato che se davvero vogliono costringerla a vaccinare suo figlio, piuttosto abortisce, raccogliendo l’entusiastica approvazione del conduttore, che ha invitato tutte le donne incinte a fare altrettanto. Perché l’unica cosa che interessa agli antivax è il bene dei propri figli, chi mai potrebbe dubitarne?

barbara

I GUADAGNI SUI VACCINI

A farmi tornare sul tema sono stati i commenti lasciati in questo post da una signora, appartenente all’eletta categoria degli informati: all’autore del post che spiega che, non essendo medico, ed essendo quindi privo di piena cognizione di causa, ha finora evitato di esprimersi in materia, replica veemente (avevo scritto veementemente, ma ho preferito, pur se grammaticalmente meno corretto, mettere l’aggettivo al posto dell’avverbio, che suona proprio bruttino) (scusate, la pignoleria, ma nei confronti della lingua italiana sono una purista) (forse potrei dire addirittura puritana) (in altri ambiti un po’ meno, per la verità) (e riscusate se la sto buttando che sembra quasi una barzelletta, ma a indurmene è il tenore dei commenti della suddetta signora, che se non fossero istigazioni alla strage sarebbero davvero una barzelletta) (vabbè, riparto) veemente, dicevo, replica la signora:

Quando si hanno figli, anche se non si è medici, credimi, è meglio informarsi
Non bisogna mai dimenticarsi che, per molti, i soldi sono più importanti della salute del prossimo (enfasi mia)

[interessante, tra l’altro, l’approccio alla questione: bisogna informarsi “anche se non si è medici”: alla signora evidentemente sfugge che è esattamente quando non si è medici che bisogna – che bisognerebbe – informarsi: i medici sono GIÀ informati]

E, alla risposta dell’autore,

Anche allarmare la popolazione di una grande epidemia di morbillo (inesistente) è sbagliato
I soldi fanno gola a molti
Io preferisco avere dei figli sani

I soldi, certo. La famigerata Big Pharma che specula sulla nostra salute e inventa storie inesistenti, allarmi inesistenti, bisogni inesistenti per indurci a fare vaccini assolutamente non necessari, e per giunta spaventosamente pericolosi, ma per fortuna ci sono gli illuminati che hanno capito il gioco, e adesso che sono arrivati i castigamatti possono finalmente gioire.
crimini vaccinali
OK, smetto di chiacchierare e cedo la parola al dottor Roberto Burioni, medico e virologo di straordinaria preparazione e competenza, che ha scelto di dedicare molto del suo tempo alla lotta contro il delirio antivaccinista. Purtroppo sugli antivaccinisti convinti i suoi inoppugnabili argomenti non possono fare presa, perché nessun argomento razionale può far presa su una mente delirante, ma agli indecisi, a coloro che, nel turbine delle troppe esternazioni contrastanti si trovano in difficoltà a distinguere il grano dal loglio, a loro probabilmente una parola chiara, informata, documentata, potrà essere utile.

Roberto Burioni, Medico

“Le multinazionali”. Nei giorni del dibattito sui vaccini nelle piazze e purtroppo anche in parlamento ha risuonato spesso – gridata da volti paonazzi – la frase “gli interessi delle multinazionali” collegata ai vaccini.
Le multinazionali farmaceutiche sono aziende votate al profitto, ma di profitto sui vaccini ne fanno veramente poco. Invece di fermarci alle chiacchiere di vocianti senatori omeopatici e di genitori informati, guardiamo i numeri, perché su quelli c’è poco da discutere.
Nel rapporto OSMED sulla spesa sanitaria 2015 è riportato quanto si spende per i diversi farmaci. I farmaci per l’epatite C, contro la quale non abbiamo un vaccino, hanno venduto per un totale di 1 miliardo e 721 milioni di euro nel 2015.
Tutti i vaccini (proprio tutti presi complessivamente) hanno venduto nel 2015 per 317 milioni di euro. Pensate, hanno venduto meno della metà dei farmaci contro HIV (altro virus per il quale non abbiamo il vaccino) che hanno fatturato 672 milioni di euro. Per darvi un’idea, i soli farmaci contro l’ulcera hanno fatturato un miliardo di euro.
Ripeto per i senatori magari distratti dal loro alto mandato: nel 2015 farmaci anti HCV (non abbiamo un vaccino), 1,721 milioni di euro; farmaci anti HIV (non abbiamo un vaccino) 672 milioni euro, vaccini (tutti, dal primo all’ultimo, compreso l’antinfluenzale per il nonno) 317 milioni di euro.
Aggiungete a questo che la quasi totalità dei vaccini non è più coperta da brevetto (che dura 20 anni) e capirete che il vero favore alle multinazionali lo fa chi non vaccina i propri figli e chi invade le piazze bestemmiando la parola “libertà”, visto che la libertà che chiedono è quella di fare tutto ciò che gli pare anche se danneggia gli altri.

PS: vi segnalo l’apertura di una bellissima pagina dedicata alla diffusione della scienza e della verità da parte di due bravissimi amici e colleghi, Andrea Cossarizza e Guido Silvestri. Sono due scienziati a livello mondiale e sono felice che abbiano deciso di dedicare un poco del loro prezioso tempo a questa importante missione, che forse noi medici e ricercatori per troppi anni – visti i risultati – abbiamo delegato a figure del tutto inadeguate. Dobbiamo fare da soli, perché “rem tene, verba sequentur”. Complimenti a Guido e Andrea, la pagina la trovate qui.

Fonti

Ed ecco una tabella riassuntiva di quanto contenuto dell’articolo:
spese vaccini
La prima colonna indica la spesa in milioni di euro, la seconda la percentuale rappresentata dalla classe di farmaci nella spesa complessiva, la terza i milioni di dosi giornaliere consumate per milione di abitante.

Ma non illudetevi di tirare il fiato, cari antivaccinisti: tornerò da voi molto presto.

barbara

CHI HA IL CORAGGIO DI DIRE CHE IL M5S È UN PERICOLO PER L’ITALIA?

Ritengo sia il caso di dedicare un paio di post al movimento 5 stelle. Me ne ero già occupata una decina di giorni fa, ma nella speranza di aprire gli occhi a qualcuno ed evitare di spingere l’Italia nel baratro, a costo di essere noiosa ritorno sul tema, oggi con due articoli che ho trovato interessanti e utili, e che forse non tutti hanno avuto l’occasione di leggere.

La nostra classe dirigente non può più permettersi di essere neutrale.

Appello

A poche settimane dalle elezioni presidenziali francesi, dunque circa un anno fa, la stragrande maggioranza degli imprenditori, della classe dirigente, degli intellettuali, degli editorialisti e dei direttori dei giornali della Francia scelse di utilizzare ogni mezzo a disposizione per spiegare che cosa avrebbe rischiato il proprio paese sottovalutando la minaccia di un partito antisistema come il Front national. A poche settimane dalle elezioni politiche tedesche, circa sei mesi fa, la stragrande maggioranza degli imprenditori, della classe dirigente, degli intellettuali, degli editorialisti e dei direttori dei giornali tedeschi scelse di utilizzare ogni mezzo a disposizione per spiegare che cosa avrebbe rischiato il proprio paese sottovalutando la minaccia di un partito antisistema come Alternative für Deutschland. A poche settimane dalle elezioni politiche italiane, la stragrande maggioranza degli imprenditori, della classe dirigente, degli intellettuali, degli editorialisti e dei direttori dei giornali ha scelto invece di non utilizzare alcun mezzo per spiegare che cosa rischierebbe il nostro paese a sottovalutare la minaccia di un partito antisistema come il Movimento 5 stelle. Mancano 24 giorni alle elezioni, ma allo stato attuale possiamo dire che la maggioranza dell’establishment italiano sembra avere fatto una precisa scelta: considerare il partito di Luigi Di Maio un partito come tutti gli altri, e i leader politici tutti indistintamente dei populisti. Tutti uguali, tutti pericolosi, tutti cialtroni, tutti impresentabili, tutti invotabili. C’è solo un piccolo problema: non è così. Non è così perché in questa campagna elettorale c’è un partito che rappresenta un pericolo per la nostra economia, per la nostra democrazia, per la nostra Costituzione, per il nostro stato di diritto, persino per la nostra salute. Un partito che sogna di disincentivare il lavoro attraverso il reddito di cittadinanza. Un partito che sogna di smantellare il nostro welfare attraverso l’abolizione di leggi che hanno salvato l’Italia. Un partito che sogna di abolire la democrazia rappresentativa trasformando i parlamentari in sudditi di una srl privata. Un partito che sogna di calpestare la Costituzione promettendo leggi, come quella sulla prescrizione, fatte per non assicurare la ragionevole durata di un processo. Un partito che sogna di abolire in Parlamento il voto segreto facendo propria una legge che un altro partito italiano, avete capito quale, portò già in Parlamento il 19 gennaio 1939. Un partito che prova ogni giorno a sopprimere il dissenso attraverso lo strumento della gogna. Un partito che traccia i voti dei suoi iscritti creando sistemi di votazione che rendono “possibile controllare e ricostruire le preferenze espresse dai votanti a causa della mancanza di anonimato”. Un partito che da una parte dice ‘non vi preoccupate, non siamo antieuropeisti’, mentre dall’altra continua a tenere in vita, con tanto di tesoretto economico, un “Comitato Promotore per l’Indizione del Referendum sull’euro”. Un partito che in un momento in cui l’export italiano corre come un treno sogna di seguire il modello dei dazi alla Trump perché anche nel nostro paese, sostiene Manlio Di Stefano, responsabile esteri del M5s, “ci vorrebbe un po’ di sano protezionismo”. Un partito che gioca con la salute dei nostri figli lasciando intendere che sui vaccini è bene che ognuno faccia come crede, senza ricordarsi che fare come si crede significa mettere in pericolo i più deboli, cioè chi i vaccini non li può fare. Chiaro? Chiaro. A poche settimane dalla campagna elettorale, a parte qualche eroico caso isolato – Angelo Panebianco ed Eugenio Scalfari, che rappresentando però più le proprie idee che quelle dei giornali su cui scrivono – nessun pezzo da novanta della classe dirigente italiana è ancora sceso in campo per dire in modo esplicito che il Movimento 5 stelle è un pericolo per l’economia, per la democrazia, oltre che ovviamente per la grammatica. Non sappiamo se da qui alle elezioni qualcuno lo farà. Ma da queste colonne ci permettiamo di ricordare una cosa semplice: mai come oggi essere neutrali significa avere già deciso da che parte stare.
Claudio Cerasa, Il Foglio, 08/02/2018

Vista amara. Elogia la poligamia, considera Israele uno stato terrorista, mette «la mano sul fuoco cento volte sull’innocenza di Tariq Ramadan», vuole costruire una moschea vista mare. Si chiama Davide Piccardo (Imperia, 1982), è un esponente di primo piano della comunità islamica. Figlio di Hamza Roberto Piccardo (Imperia, 1952), fondatore dell’Ucoii, l’unione delle comunità islamiche, ma ora in posizione marginale, che alle spalle ha già tre matrimoni (la terza moglie è stata ripudiata con un sms). A «La Zanzara», Davide ha dichiarato: «Le donne hanno rapporti più stabili, è raro che abbiano amanti a lungo o doppie vite». Intanto Ramadan, il discusso professore di Oxford, che grazie a grandi affabulazioni maschera con successo la sua appartenenza all’islam dei Fratelli musulmani, è stato arrestato a Parigi con l’accusa di stupro. Davide Piccardo lo difende a spada tratta dal suo blog sull’Huffington Post Italia. Vorrebbe anche aprire nella sua Imperia «una moschea vista mare, magari al parco Urbano che potrebbe riqualificare la zona». Da ultimo, ha dichiarato che voterà M5S, come molti islamici italiani. «Vaste programme», come diceva il generale De Gaulle a chi gridava «Mort aux cons!»: poligamia, annientamento di Israele, difesa di Ramadan, moschea vista mare. E poi il grillismo. Come ultimo approdo moderato.
Aldo Grasso, Corriere della Sera, 4 febbraio 2018

Ecco. dovesse passare da queste parti qualche indeciso, mediti intanto sulle questioni affrontate in questi due articoli. Domani arriverà dell’altro.

barbara

ANCORA SUI VACCINI

Massimo Finzi

I novax, cioè coloro che si oppongono ai vaccini, agitano vecchi fantasmi e insinuano sospetti. Gli argomenti preferiti sono :

1) i vaccini causano l’autismo.
2) i vaccini sono pericolosi ( vedi strage di Gruaro del 1933)
3) i vaccini contengono sostanze tossiche (ritiro lotti vaccino antimeningite C per residui metallici 2014)
4) Dietro il decreto Lorenzin ci sarebbero gli interessi delle industrie farmaceutiche.
5) I medici sono favorevoli alle vaccinazioni perché interessati economicamente.

 Al di fuori di suggestioni e pregiudizi analizziamo gli argomenti:

1) Il medico inglese Andrew Jeremy Wakefield pubblicò un lavoro, rivelatosi poi fraudolento e totalmente privo di prove scientifiche, sulla correlazione tra vaccino trivalente e autismo. Rigorosi studi scientifici condotti in numerose università di tutto il mondo hanno completamente smentito la tesi del Dr. Wakefield e la recentissima sentenza della Cassazione italiana, che ha negato il riconoscimento del danno da vaccino in un soggetto autistico, ne è ulteriore prova. Il Dr.Wakefield è stato radiato dall’albo dei medici e qualcuno ha ironizzato sul suo cognome cambiandolo in Fake-field.

2) Nel 1933 i bambini di Gruaro furono sottoposti ad una vaccinazione sperimentale antidifterica. Il vaccino era stato preparato da un laboratorio napoletano che non aveva portato la temperatura al livello di inattivazione della tossina. 28 bambini sui 254 vaccinati morirono per paralisi. Il regime fascista non aprì alcuna inchiesta. Oggi il vaccino antidifterico, grazie alle moderne tecniche di fabbricazione e dei controlli rigorosi, è assolutamente sicuro.

3) Nel 2014 furono ritirati alcuni lotti di vaccino antimeningite C per la presenza nelle fiale di uno strano colore rossastro. Si gridò al pericolo di intossicazione da metalli pesanti in realtà le analisi dimostrarono la presenza di nanogrammi (0,000001 mg ) di ossido di ferro. Assolutamente trascurabile se si considera che nelle anemie da carenza di ferro il prodotto più prescritto contiene 105 mg per compressa per una cura non inferiore a 30 giorni.

4) Gli interessi delle case farmaceutiche non sono propriamente orientati ai vaccini. Un esempio? Ogni 2/3 vaccini anti-influenzali l’industria del farmaco “perde” una ben più costosa terapia antibiotica.

5) I medici di medicina generale e i pediatri convenzionati con il SSN per poter vaccinare i propri assistiti debbono recarsi al servizio farmaceutico della ASL per prelevare il quantitativo di vaccino, trasportarlo con borsa termica e trasferirlo nel più breve tempo possibile in un frigo dotato di termometro a massima. Avere in studio un pallone respiratorio Ambu, ossigeno, fiale di adrenalina, di antistamici, di cortisone. Convocare i soggetti da sottoporre a vaccinazione, compilare al computer la scheda del consenso informato e quello della vaccinazione effettuata, sorvegliare nel tempo eventuali effetti avversi e trasmettere il tutto alla Asl di appartenenza. Questo lavoro per un compenso davvero modesto quindi l’accusa di interesse da parte dei medici mi appare infondata.

Ma i vaccini possono avere effetti indesiderati? Rispondo con un’altra domanda: assumereste con tranquillità un farmaco che potrebbe provocare abbassamento del numero delle piastrine con pericolo di emorragie, diminuzione fino alla scomparsa dei globuli bianchi con pericolo di infezioni letali, edema del laringe con soffocamento, shock anafilattico, epatite, nefrite con insufficienza renale ecc? Ho citato solo alcuni degli effetti indesiderati del paracetamolo (il principio attivo della “semplice” tachipirina). Non ho visto finora comitati no-paracetamolo eppure i rischi della sua somministrazione sono infinitamente più numerosi di quelli dei vaccini dove il rapporto costo/beneficio ci sta tutto.

Non per convincere i deliranti nonché sciroccati crociati in guerra contro i vaccini, ma solo per non restare lì – noi che preferiamo la scienza alla ciarlataneria – come allocchi quando i possessori della Verità snocciolano i loro “documenti”.

NOTA: come si vede dagli “argomenti” proposti, non si tratta, come qualcuno si ostina a dire, di opposizione all’obbligatorietà del vaccino, bensì ai vaccini. Semplicemente qualcuno di loro, più furbo degli altri, si mette la maschera della libertà di scelta. Un po’ come quelli che danno fuoco alle sinagoghe  e menano i compagni di scuola ebrei e poi ti spiegano compuntamente che no, quale antisemitismo, loro vogliono solo protestare contro la politica del governo di Israele: si chiama legittima critica.

barbara

IL VOLTO DEI NOVAX

Per una volta – credo sia la prima – condivido in pieno un articolo di Anna Foa.

Mi ha colpito, questa settimana, la foto degli antivax che aggrediscono tre deputati del PD davanti a Montecitorio. Si perché ormai, come all’inizio del fascismo, i deputati si aggrediscono. Ma non è stato tanto l’episodio in sé, risoltosi per fortuna senza feriti o danni, a colpirmi, quanto la foto di queste persone mentre gridano e attaccano i tre parlamentari. I loro volti, sono uomini e donne, sono deformati dall’odio. Non hanno più niente di umano. Si può parlare di una mutazione antropologica. Dietro ci immagini molte cose: innanzitutto, un’ignoranza crassa. Poi, un rancore sociale violento verso chiunque credano più ricco o più potente di loro. E una violenza sconfinata,
L’odio colpisce anche chi lo prova. Certo, prima di tutto colpisce gli oggetti dell’odio, in questo caso noi, persone civili, che crediamo nel patto sociale, che fondamentalmente ci fidiamo della scienza, che pensiamo che la violenza non va usata in nessuna circostanza. Ma poi l’odio colpisce anche chi lo alimenta, deforma il suo volto fino a farlo apparire mostruoso, riporta indietro il mondo a passati assai remoti, anche più remoti di quello squadrismo fascista che evocano a prima vista. Guardate i vostri volti, umani non più umani, e riflettete se ancora avete mente. (Pagine Ebraiche, 31/07/2017)
novax 1
novax 2
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NOTA: immagino che la signora col top nero rifiuti i vaccini perché ti infilano i metalli sotto la pelle…

barbara

AGGIORNAMENTO: poi vai a leggere questa sacrosanta presa di posizione.