GLI EFFETTI COLLATERALI DELLA MENZOGNA

È stato ampiamente documentato in questo blog – ma non certo solo qui, naturalmente – quanto il governo, con la complicità dei mass media di regime e di un certo numero di “esperti” prezzolati (marchettari, in termini tecnici) menta spudoratamente sull’attuale “epidemia” di covid: dai morti per infarto ictus cancro incidente annegamento spacciati per morti covid (idem per i ricoverati in terapia intensiva), alle decine di positivi inventati di sana pianta eccetera. Una parte consistente della popolazione ha bevuto come acqua fresca ogni sorta di menzogne, si è lasciata fare senza reagire il lavaggio del cervello, ha introiettato il terrore e lo vive come condizione normale, e li vedi girare con la mascherina anche per la strada, e in bicicletta, o in macchina da soli, addirittura in spiaggia a dieci metri dalla persona più vicina. E li vedi tremare ogni giorno all’uscita del quotidiano bollettino che proclama con voce da padreterno che caccia dal paradiso dopo il peccato: “salgono a 1500 i nuovi contagiati!” “Mai così tanti dal 20 aprile!” “Nessuna regione senza contagio!” E sono convinti che sia tutto vero, che quei 1500 siano realmente “nuovi contagi”, che la situazione attuale abbia davvero qualcosa a che fare con quella di aprile, che le terapie intensive si stiano di nuovo riempiendo di pazienti covid e via farneticando.

Poi ci sono gli altri. Quelli che sanno che è incontrovertibilmente dimostrato e documentato che queste sono clamorose menzogne. Quelli che sanno che i cosiddetti esperti sono dei gran peracottari mangiasoldi che non ne hanno mai azzeccata una. Ma questi ultimi non sono tutti uguali. Purtroppo, girando per blog e siti e profili FB sto sempre più vedendo, in parecchie persone, alcune finora stimate, finora ragionevoli, finora razionali, una deriva pazzesca, una sorta di lavaggio al cervello di segno contrario, che le portano a un delirio forse addirittura peggiore dell’altro. Cioè, stabilito che il governo mente inventando, oggi, un’epidemia che oggi non c’è, ne derivano che siccome non bisogna credere a tutto, allora non dobbiamo credere più a niente, e dunque il governo, sull’epidemia, mentiva anche prima e che quindi l’epidemia in realtà non c’era, che anche i morti sono inventati. E mi ritrovo a leggere deliri come “Non ci sono le prove, quindi a quei 35.000 morti non ci credo”, “Li hanno portati via di notte coi camion di nascosto: che cosa avevano da nascondere?”, “I morti veri sono circa un terzo” (sic! Stabilito in base a chissà quale machiavellico algoritmo), “Hanno impedito le autopsie perché non si sapesse di che cosa erano realmente morti”. In realtà sappiamo benissimo che le autopsie non sono state affatto vietate bensì fortemente sconsigliate. Per un motivo che più assurdo e, diciamolo, anche criminale, non si potrebbe, ossia il rischio di contagio. Motivo doppiamente idiota, primo perché se non si fanno autopsie di fronte a un agente patogeno sconosciuto per cui non si sa che cosa esattamente abbia ucciso le persone, non so proprio quando altro si dovrebbe fare, secondo perché, essendo ragionevolmente certo che il virus si trasmette con la respirazione, è davvero difficile immaginare qualcosa di più innocuo di un morto. Comunque non erano vietate e immaginare che le abbiano vietate per nascondere la “vera” causa della morte è delirio allo stato puro, complottismo della peggior specie.

E c’è anche di peggio. Fatta salva la ragionevole diffidenza, che condivido totalmente, nei confronti di un vaccino che ancora non esiste e che, nel giorno in cui arriverà a esistere (se arriverà a esistere), non avrà le garanzie di sicurezza che hanno quelli in uso da decenni, e anche la parziale diffidenza nei confronti di quello per l’influenza stagionale che, essendo basato sul virus dell’anno precedente, ha inevitabilmente un’efficacia limitata, fatto salvo questo, dicevo, vedo sempre più persone fino all’altro ieri ragionevoli e razionali tirare fuori i peggiori deliri dei novax più arrabbiati, quelli che portano in piazza i bambini con la stella gialla, quelli delle donne incinte che dicono se mi obbligano a vaccinarlo piuttosto abortisco, quelli così. Ho visto ritirare fuori il delirio dei vaccini fatti con pezzi di feti abortiti. Ho visto ritirare fuori i metalli pesanti che vi sarebbero contenuti. Ho visto ritirare fuori il delirio del sistema immunitario del neonato che sarebbe troppo fragile per poter reggere i vaccini. Ho visto proclamare il diritto al ragionevole dubbio (e perché non invocare il diritto al ragionevole dubbio sulla convinzione diffusa che due più due faccia quattro, allora?), il diritto a pretendere di sapere che cosa esattamente contengano i vaccini – perché finora, a quanto pare, non è stato dato saperlo. Ho visto addirittura – e questo mi ha lasciata veramente sgomenta – citare come voce autorevole la “dottoressa” Gabriella Mereu, finalmente da qualche anno radiata dall’albo, ma attiva più che mai. Quella che “cura” con la voce, e quindi anche per telefono, perché le malattie non esistono, le malattie sono unicamente la manifestazione di un disagio psicologico. L’epilessia, per esempio: la “cosiddetta” crisi epilettica non è altro che un modo per attirare l’attenzione (anche nei neonati, sì), e il modo per farla cessare è semplicissimo, basta dire al bambino “ma quanto sei brutto quando fai così, proprio non ti si può guardare” e il bambino smette immediatamente (dimostrando tra l’altro di non avere la più pallida idea dei meccanismi che agiscono nelle azioni e nei comportamenti dettati dal bisogno di attenzione: se io, per bisogno di attenzione, mi metto a ballare nuda davanti a un uomo e quello mi dice “ma quanto sei racchia, ma quanto sei sfatta, ma quanto fai schifo”, non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di smettere e andarmi a coprire, perché la reazione dell’uomo, che evidentemente mi ha notata, mi ha guardata, ha reagito alla mia presenza e me lo ha dimostrato rivolgendosi direttamente a me – ma sarebbe lo stesso se rivolgendosi a qualcun altro avesse detto a voce alta “ma guarda quella quanto è racchia…” – ha pienamente soddisfatto il mio bisogno di attenzione). E il cancro. C’è stato per esempio il caso del ragazzo che aveva un melanoma alla schiena e lei ha detto “È un posto nascosto. Qual è il segreto che non vuoi che si scopra?” e lui ha detto “Sono omosessuale e non ho il coraggio di dirlo a mio padre” e lei ha detto: “Diglielo, vedrai che andrà tutto bene” e lui glielo ha detto e suo padre lo ha abbracciato e – indovinate un po’ – il melanoma è scomparso all’istante. Comunque ha anche terapie concrete, oltre a quelle vocali, per esempio per le patologie genitali prescrive alle pazienti di andare in chiesa con una medaglietta della Madonna infilata nella vagina, ascoltare la messa, fare la comunione (senza essersi confessate), tornare a casa, seppellire il tutto e la guarigione istantanea è garantita (tiè, e adesso beccatevela voi, maschi fottuti, l’invidia della vagina, che voi non l’avete e non vi potrete mai curare!). Chi volesse saperne di più, o dubitasse di quanto sto dicendo, non deve fare altro che cercarla su youtube e troverà decine di ore di video in cui la “dottoressa” si esibisce in tutta la sua scienza e sapienza. Un piccolo saggio delle sue prodezze comunque ve lo voglio offrire. Dura quasi mezz’ora, ma vale la pena di vederlo tutto.

E quando Nadia Toffa ha avuto il malore, primo sintomo del tumore al cervello che poi, nonostante chirurgia, chemio, radio, meno di due anni dopo se l’è portata via all’età di quarant’anni, la Mereu si è scatenata contro di lei, godendo come un riccio, affermando che il male sarebbe stato provocato dalle “bugie” che la Toffa aveva detto contro di lei. Ecco, questa persona, dai soggetti di cui sopra, è presentata come dottoressa senza virgolette da cui farsi indirizzare e guidare sulla strada della salute e soprattutto insegnare i trucchetti sordidi per evitare di far vaccinare i propri bambini.

E a me, sinceramente, questa gente fa paura. La gente che si lascia indottrinare e che è pronta a bersi qualunque sparata e a lasciarsi infinocchiare dal primo ciarlatano da marciapiede, si chiami governo, si chiami medicina alternativa, si chiami Adolf Hitler, a me fa paura: esattamente come i primi, che credono ciecamente a tutte le menzogne che ci vengono quotidianamente propinate (e a un governo che dopo avere inventato un’emergenza che non c’è sta continuando a prolungare ancora e ancora lo stato di emergenza e i propri pieni poteri per soddisfare il proprio patologico delirio di onnipotenza) sono pronti a diventare i servi di qualunque dittatura, i secondi sono pronti a diventare i servi di qualunque complottismo e, direttamente o indirettamente, di qualunque dittatura. E dovrebbero fare paura a tutti.

E naturalmente non li giustifico. Resta però il fatto che l’innesco di tutto questo sono state le vergognose e criminali menzogne del governo, che anche di queste pericolose derive porta la pesantissima responsabilità.

barbara

DI MULINI A VENTO, DI FORMAGGINI IN PADELLA E DI ALTRE CONSIMILI MA ANCHE DISSIMILI STORIE

Mi è capitato abbastanza spesso di trovare l’espressione “combattere contro i mulini a vento” usata col significato di eroe solitario che combatte contro un potere molto più forte di lui (e se no che razza di potere forte sarebbe, se non fosse più forte di qualunque, per quanto eroico, avversario?), in un battaglia che si sa persa in partenza, ma non per questo meno degna del massimo rispetto. Ma nel Don Chisciotte non è affatto questo che succede. Don Chisciotte crede di avere di fronte dei pericolosissimi nemici, ma i nemici NON CI SONO, i nemici sono unicamente il frutto della sua mente malata, nell’episodio che ha dato origine all’espressione i “pericolosi nemici” sono degli innocui oggetti inanimati, ma in altri casi sono innocenti viandanti o pellegrini che, aggrediti con furia selvaggia, rimangono contusi o feriti, a volte anche in modo piuttosto grave. Cioè, quello che “combatte contro i mulini a vento” non solo non si sta battendo per una nobile causa, ma è un individuo pericoloso che come si muove fa danni. A questa categoria appartiene senza ombra di dubbio questa signora, dal cervello più fuso di un formaggino in padella:

Ancora più sconvolgenti, se possibile, i commenti su YT: coraggiosa, eroica, lei sì che ha le palle, finalmente qualcuno ha il coraggio di dire la verità, state barando: avete messo solo metà del suo discorso (evidentemente nell’altra metà che il canale non h avuto il coraggio di pubblicare presentava le “inoppugnabili prove” di quello che diceva. (Libertà di opinione? Opinione è se dico che Pippo è stronzo. Se dico che Pippo è ladro, o pedofilo, si tratta di cosa un tantino diversa)

Altrettanto fuso è il cervello di chi ha messo insieme il video che segue, come si può chiaramente capire dalle scritte che lo accompagnano, ma il video merita ugualmente di essere guardato con attenzione perché gli episodi che mostra, che mi sembrano assolutamente autentici, di sicuro non vi verranno mostrati dai nostri mass media, non sia mai che a qualcuno venga l’idea di imitarli.

E a proposito di poteri, ricordate gli alti lai per quei pieni poteri dell’ormai dittatore di estrema destra fascista populista sovranista xenofobo (dell’unico stato che non ha bisogno di polizia a difesa di sinagoghe e scuole ebraiche), che quei pieni poteri li aveva chiesti al parlamento, e dal parlamento concessi, per poter prendere senza intralci burocratici le decisioni necessarie a gestire l’emergenza? Bene:

MISSIONE COMPIUTA, ORBAN RESTITUISCE I PIENI POTERI AL PARLAMENTO

MAGGIO 16, 2020

L’Ungheria si avvicina alla fine dello Stato d’emergenza pandemica: lo ha detto Viktor Orban nel corso della sua visita in Serbia, dove ha incontrato il presidente Aleksandar Vucic.
Orban, all’inizio della crisi, aveva ottenuto dal Parlamento i pieni poteri in modo da poter agire via decretazione d’urgenza in risposta alla crisi del Covid.
Ora il premier ha detto che si avvia a restituire al Parlamento quei poteri straordinari che gli erano stati concessi.
Finita l’emergenza, come nell’Antica Roma, il dictator restituisce i suoi poteri eccezionali.
Noi, invece, oggi abbiamo un abusivo che decreta senza maggioranza.
Il partito di Orban, dopo l’ennesima grande vittoria elettorale, gode di un’ampia maggioranza in Parlamento. In Europa, fa ancora parte, ma in regime di sospensione, del Partito Popolare Europeo, insieme a Forza Italia e alla CDU di Angela Merkel. 

Noi invece non solo abbiamo, come ricorda anche l’articolo, un dittatore che i pieni poteri non li ha ottenuti dal parlamento bensì se li è arrogati, ma, oltre a non avere rimosso, con tali pieni poteri, il più microscopico intralcio burocratico (anzi!), li ha usati per provocare il peggiore disastro sanitario ed economico del mondo, tanto da meritarsi una nuova pesante bacchettata, per non dire frustata, o meglio randellata sulle gengive (ach, quanto mi piacciono le randellate sulle gengive! Una libidine ragazzi) dal NYT.

Per non parlare della faccenda del plasma, prima sbeffeggiato, poi boicottato e adesso, udite udite, questo salvavita offerto del tutto gratuitamente dai donatori, visto che realmente funziona diventa improvvisamente un lucrosissimo affare di famiglia. Famiglia PD, ovviamente.
E a proposito di plasma, al momento i maggiori donatori a New York sono gli ebrei ortodossi.
E sempre a proposito di dispositivi utili a combattere il contagio, qualcuno sembra convinto che se sono ammesse le mascherine, parimenti deve essere ammesso il burqa: logico, no?

E a proposito di gente che si presenta con paludamenti islamici, la polizia keniota racconta un’interessante storia, che può ovviamente essere falsa ma dopotutto potrebbe anche non esserlo, su un traffico illegale di avorio condotto da una signorina arrivata lì con la scusa del volontariato, che ad un certo punto a causa del rifiuto di pagare una partita sarebbe stata rapita per rifarsi della perdita col pagamento del riscatto, e successivamente venduta a una banda di terroristi islamici. Secondo me la tizia, da tutto quello che si è saputo finora, è talmente stupida che potrebbe davvero essersi imbarcata in un simile porcaio, e avere addirittura pensato di poter fregare quelli del mestiere.

Concludo con due cose amene: le facce dei direttori della sanità di Los Angeles e della Pennsylvania,
sanità LA
sanità Pennsylv
e un modo allegro per trascorrere il tempo in casa

barbara

XYZ AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Dove XYZ sono le cose che si fanno normalmente ma che ai tempi del coronavirus possono riservare qualche sorpresa. E dunque cominciamo con questa testimonianza fornitami direttamente dall’amico “Finrod”.

Viaggiare ai tempi del coronavirus

Sono arrivato in Giordania con un volo notturno dal Marocco (altrimenti non sarei neppure potuto entrare, fossi arrivato dall’Italia) venerdì 13, in serata mi sono incontrato con l’americano con cui avrei dovuto passare i successivi 11 giorni in giro per il paese a cercare fiori e uccelli. Prima di andare a dormire gli ho detto che avremmo dovuto tener sotto controllo la situazione covid per non rischiare di rimanere bloccati lì.
Alle 4 del mattino è venuto a bussare alla mia porta perché British Airways l’aveva chiamato per avvertirlo che o usciva quel giorno stesso col volo del mattino o rimaneva lì per chissà quanto perché avrebbero a brevissimo cancellato tutti i voli.
Levataccia e l’ho portato in aeroporto, tornato in albergo ho subito contattato il mio capo in UK per dirgli che forse era il caso di cercare un volo anche per me. Il primo volo diretto da Amman per l’UE era previsto per lunedì 16, Aegean Airlines per Atene e siamo rimasti d’accordo che lui in giornata mi avrebbe fatto il biglietto. Io sono tornato a dormire un po’ e poi sono partito per la località e l’albergo previsti dal nostro itinerario. Tra l’altro sono sceso nella valle del Giordano e mi sono fatto un pezzo di Mar Morto, così in lontananza ho anche visto il paese che lì non si può nominare 😉
Anzi, in teoria dal Monte Nebo si vede anche Gerusalemme, ma era così nuvoloso e nebbioso che non si vedeva neppure ad un km… Purtroppo durante la giornata il primo ministro ha annunciato la chiusura di aeroporto e frontiere a partire da martedì 17, così mentre io guidavo ignaro e il mio capo si occupava di altro, è iniziato il fuggi fuggi e il volo per Atene è andato in sold out nel giro di meno di niente.
Per fortuna c’erano ancora posti su un volo per Istanbul, sempre di lunedì 16, alle 2 del mattino (!), coincidenza nel nuovo mega aeroporto (fantastico) e poi altro volo per Atene, da dove con la low-cost rumena Blue Air (ma il volo era operato da Alitalia, con suoi aerei e anche il codice del volo era Alitalia) sarei dovuto rientrare a Roma in serata: dato che il volo partiva a dette ore antelucane, ho passato la notte in aeroporto, dove c’era un caos “importante”, gente che urlava, aggrediva gli addetti al check-in…
Una volta superato il controllo sicurezza però tutto bene, e i voli della Turkish Airlines sono andati bene, anzi servizio super, migliore di qualsiasi compagnia europea (e appunto, aeroporto tra i migliori mai visti, se non il migliore).
Fun fact: erano almeno 11 o 12 anni che non volavo con Turkish, è sempre stata un’ottima compagnia ma adesso è ancora migliorata, ma non solo: negli anni zero nel pasto c’era sempre un cartellino con la certificazione halal, ora non più.
Arrivato ad Atene ho scoperto (da me, nessuna comunicazione ufficiale da Blue Air o Alitalia) che i voli per Roma erano annullati, ho prima pensato di andare a Patrasso in treno o autobus e prendere un traghetto per Brindisi, ma ho scoperto che avevano fermato anche quelli. L’unica per avvicinarmi all’Italia erano i voli di Aegean per Zagabria e Marsiglia, ho scelto quest’ultima perché i collegamenti con l’Italia sono più diretti, avevano ancora posti disponibili, ho pagato e via. Sono arrivato a Marsiglia nel tardo pomeriggio, troppo tardi per proseguire per Nizza e anche troppo tardi per prendere l’ultimo volo per Roma che era ancora al terminal quando sono arrivato col mio volo… Mi sono fermato a dormire in un albergo davanti alla stazione centrale, dove mi sono comprato un biglietto sul primo treno per Nizza (alle 12 di martedì 17) e poi un altro per il treno per Ventimiglia, anche se l’addetto delle ferrovie mi ha avvertito che forse si sarebbe fermato a Mentone.
In serata, cenando da solo nella mia camera (tutti i ristoranti erano già chiusi, e non facevano neppure servizio da asporto) mi sono sentito il discorso di Macron alla nazione in cui annunciava la chiusura del paese a partire dalle 12 e sono andato a dormire senza sapere se il giorno dopo avrei trovato o no il mio treno (l’alternativa era prendere una macchina in affitto, e lasciarla a Mentone).
Per fortuna il treno c’era, e anche quello da Nizza che è arrivato fino a Ventimiglia. Altro pernotto, in uno dei pochi b&b ancora aperti, e il mattino dopo ho preso un InterCity poco dopo le 6 del mattino e senza cambi nel pomeriggio sono arrivato a Termini.
Superato il check point dell’esercito, stazione semi deserta, metropolitana con meno gente del solito ma assolutamente non vuota e infine sono arrivato a casa, per chiudermi 2 settimane nella mia cameretta 😉
Ma appunto almeno sono arrivato, perché il rischio di rimanere bloccato per un periodo indefinito ad Atene, Marsiglia o peggio (anche per il problema dell’assistenza sanitaria, se mai ne avessi avuto bisogno) Istanbul o Amman è stato reale.

Girare per la rete ai tempi del coronavirus

Scusate se insito ma questa notizia apparentemente buona è in realtà un brutto, bruttissimo segno, UNA NOTIZIA DI UNA GRAVITÀ INAUDITA , che dimostra l’assoluta falsità della pandemia Corona Virus, dimostra che una regia molto precisa e segreta condotta dall’ ‘OMS, a sua volta mossa segretamente dalle grandi imprese del farmaco, come ha spiegato proprio su questa chat il professor Livio Giuliani, cito :
“…. l’OMS, l’organizzazione pagata per un quarto dagli Stati dell”Onu e per il resto dal Bill Gate, Warren Buffet e dalla famigerata Gavi che nel settembre del 2014 nominò la Lorenzin leader mondiale delle politiche vaccinali 2016-2020;…”,
dimostra dicevo che una precisa regia sta organizzando la vaccinazione di massa in Italia e forse in Francia e qualche altro paese europeo che già sanno non si ribellerà, mentre il governo inglese, ma in realtà L’OMS, ha già deciso che in Inghilterra l’immunità di gregge si farà attraverso la malattia e NON con il vaccino, che invece inoculeranno a noi, e non sarà un vaccino per scongiurare una pandemia CHE NON ESISTE, ma un vaccino che ci renderà sicuramente più ammalati di quanto siamo ora, che ci renderà ancora più sottomessi e rassegnati allo strapotere delle oligarchie che governano i popoli con due pesi e due misure… un vaccino che forse si tradurrà nella vera morte di massa :
“… Ora è tutto chiaro.
La popolazione italiana è in una situazione che assomiglia molto agli arresti domiciliari generalizzati, con l’aggravante che spesso perde il lavoro senza possibilità di recuperarlo e che, se ha bisogno di comprarsi un paio di calzini o di tagliarsi i capelli, non ne ha più possibilità. Restano aperti i tabaccai, e questo grazie alla “saggezza” dei nostri timonieri.
È evidente che tra un po’ la gente non ne potrà più e sarà disposta a fare non importa che pur di recuperare qualcosa della propria vita, e quel qualcosa sarà ciò che il regime mondiale sta preparando: il VACCINO.
Dal punto di vista farmacologico quel vaccino non ha la minima possibilità di funzionare, e questo banalmente perché non solo il virus muta velocemente ed ha caratteristiche differenti, tanto che la varietà italiana è diversa da quella tedesca e diversa da quella cinese, ma perché la malattia non conferisce alcuna immunità. E se non la conferisce la malattia è impossibile che lo possa fare un vaccino. Qualunque farmacologo lo sa, ma la farmacologia deve piegarsi al regime.
Giusto a margine, non ci sarà nessuna sperimentazione e nessun controllo ma, del resto, sperimentazioni e controlli sui vaccini non sono mai fatti. Insomma, il solito atto di fede.
Così, tutti correranno a farsi il vaccino e correranno anche se non sono proprio entusiasti. Correranno perché vaccinarsi sarà obbligatorio e, se si vorrà ottenere o rinnovare la patente di guida, la carta d’identità, il passaporto, la licenza di pesca o qualunque altro documento, ci si dovrà sottoporre alla magica punturina.
Questo sarà il business più grande della storia dell’umanità e lo sarà a spese dell’umanità, un business che avrà a margine la possibilità d’inoculare a miliardi di persone qualche cosa. Che cosa? Certo non lo vengono a dire a me.”
Dottor Stefano Montanari, 12 marzo 2020

Questa l’ho trovata nel profilo di un ex collega, collega di materia ma non della stessa scuola, per fortuna. La prima volta che l’ho visto, nel lontano 1977, ho immediatamente pensato oddio, speriamo che non abbia mai figli. Purtroppo il mio desiderio non è stato esaudito, e suo figlio a 13 anni era già un delinquente fatto e finito, ripetutamente segnalato al tribunale dei minori. Una volta ho dovuto fare una supplenza nella sua (del figlio) classe: quando sono arrivata alla porta, fermo a braccia e gambe larghe a bloccarmi il passaggio, mi ha guardata fissa negli occhi e ha detto: “Troia”. Giusto il giorno dopo in centro ho incrociato lui, il padre e gli ho detto del fatto, e lui: “Ma tu cosa gli avevi fatto?”. Adesso che è in pensione può finalmente dedicarsi a tempo pieno, anima e corpo, alle battaglie che salveranno l’umanità: contro le scie chimiche (ricordo, qualche anno fa, una foto di un cielo con una serie di scie di condensa che si incrociavano e il commento: “Voglio proprio vedere se di fronte a questo avranno ancora il coraggio di negare!”), i vaccini e altre analoghe calamità fabbricate per la distruzione della specie umana. Naturalmente non frequento il suo profilo, erano anni che non ci entravo, ma qualche ora fa mi è venuta la curiosità di vedere come “affrontasse “ l’epidemia, sicura che avrei trovato cose interessanti, e non mi sbagliavo. E la prima cosa che ho trovato entrando è stata questa:

NON COMPRERò nè indosserò mai la mascherina:non opero come chirurgo, bensì respiro come ho sempre fatto e anzi ancora imparo a fare, non solo automaticamente e inconsapevolmente, bensì anche volutamente, con gratitudine, annusando odori (anche miei!!)*** Sono nato LIBERO, ho vissuto con rispetto per me stesso e per gli altri [soprattutto quando si faceva le canne in classe] e LIBERO morirò. Ora un regime corrotto, disumano e ignorante, vorrebbe togliermi perfino questo diritto e piacere naturale?? Ehh!!! già!!* un tempo esisteva la definizione di “tizio/tipo che GODE di buona salute”. Infatti, appunto hanno capito che quella goduria, non andava bene, poteva farti nascere nel cervello strane idee di libertà e di PIACERE.*..E hanno voluto toglierci anche il PIACERE di affollare, vicini/vicini un concerto ROCK, dove era commuovente [sic! Professore di italiano] per me potermi sentire anche un po’ terrestre come gli altri.Ma non provocatemi su questo punto: solo a 4 occhi

Quanto all’autore del pezzo, di cui finora avevo ignorato l’esistenza, potete provare gran messe di informazioni in rete.

I comunicati del governo al tempo del coronavirus

L’amore per gli statisti di valore al tempo del coronavirus

Claudio Alito

Siamo stati così tanto abituati ad identificare il ruolo del leader in determinati altri meccanismi da diventarne assuefatti ed identificarli come giusti o quantomeno normali. Così da dimenticarci che esiste anche il garbo.
Ci ricorda quotidianamente che la forma, spesso, è sostanza e soprattutto che si può apparire senza discostarsi da una parte fondamentale: essere.
E lui ha educazione, un concetto che a causa dei salotti dei principali talk show avevamo dimenticato negli anni, con platee sempre più simili a bolge infernali che a luoghi di dibattito e confronto.
Piace perché non alza la voce, è calmo ed elegante, non fa dirette Facebook o selfie su Instagram e quando un bambino gli chiede un autografo gli sorride dicendogli che non è un calciatore, ma un politico, un professore. E non va idolatrato, semmai stimato, criticato, ma mai reso VIP.
Non si erige a difensore della patria, mantenendo un’autorità che non assume mai connotazioni dittatoriali. Non andrebbe sottolineato se la storia più recente non ci avesse inondato di determinati atteggiamenti, in cui ogni contesto rappresenta un pretesto per fare demagogia, puntando il dito contro tutti e tutto, vivendo in una perenne propaganda elettorale. Sarà candidato? Sarà eletto? Probabile, forse sicuramente, ma ci saranno momenti e sedi per discuterne.
Piace, dicevamo, perché ha contenuti, perché non svia le domande ripetendo come un mantra frasi fatte da Seconda Repubblica. E i contenuti diventano condivisibili o meno, ma almeno ci sono. Non ne parleremo adesso. Qui è in atto un cambiamento comunicativo, in risposta a tanta, troppa teatralità che riempie i Palazzi. Le opinioni, giuste o sbagliate, si possono dire anche senza essere offensivi. Comunicazione verbale e atteggiamento fisico mai violenti o volgari, un linguaggio diretto e chiaro, sempre mirato, mai fatto di luoghi comuni. Ed ecco che entrano in scena ironia e sarcasmo come armi, come risposte che spesso strappano un sorriso e ammorbidiscono i toni. Un volto pulito che in un mondo di Filippo Argenti riesce a mettere tutti in riga uno per uno. Senza spade o mazze chiodate.
É la rivalsa di chi sembra non avere carattere o prendere posizioni semplicemente perché non urla, offende o discrimina urbi et orbi sui social e nelle piazze.
E aggiungo che se piace, se affascina anche, forse c’è un cambiamento a livello sociale in atto. Siamo stanchi di leader di governo playboy in andropausa. Non fanno sorridere più neanche nelle barzellette. Stanchi di millantatori e ancor più stufi di chi fa “politica” mettendo carne al fuoco continuamente, ma senza spiegare mai come cuocerla. E allora meglio così, che alle ragazze piaccia il Presidente del Consiglio e non Fabrizio Corona. [che è oggettivamente un cesso, ma non credo che abbia migliaia di morti sulla coscienza]
Forse abbiamo bisogno semplicemente di più umanità, perché è più vicino a noi un uomo che piange pensando ai decessi continui che aumentano nel suo Paese, rispetto a chi è sempre in cerca di un nuovo spauracchio collettivo da mandare al massacro.
Sta ricordando a tutti il valore atavico della politica, intesa come arte di ben governare la polis. Non è per tutti.
“Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci domani. Fermiamoci oggi per correre più veloci domani” non avrà la valenza eterna di “I have a dream”, ma sono certo che questa frase resterà impressa nelle nostri menti a lungo.
Sarà l’uomo che annuncerà che è tutto finito. Colui che, suo malgrado, in punta di piedi, finirà nella storia di questo Paese.
Lo statista che non sapeva ancora di esserlo.

Difficile fabbricare una retorica più melensa e stantia, insulsa e cieca, nullaloquente e delirante. Non a caso l’ho trovato sul profilo di mia cugina, quella che fa la psicologa e non a caso è una delle persone più disturbate, instabili, isteriche, arroganti, incapaci di dialogare, incapaci di ascoltare, incapaci di valutare che abbia mai incontrato – comunque in buona compagnia degli altri psicologi che ho conosciuto.

Gli “eroi” al tempo del coronavirus

 

L’arte, al tempo del coronavirus

Dedicato ai guerrieri che combattono in prima linea

E infine la scienza al tempo del coronavirus

Quella vera.

Virus e verità graduali

Perché dovremmo credere alle istituzioni scientifiche che ci hanno detto che la mascherina serviva solo per gli infetti, ed oggi sembrano tornare sui loro passi?
Come facciamo a sapere se quello che ci dicono oggi sul fatto che gli animali domestici non sono un pericolo non risulti falso domani?
Se la comunità scientifica si è inizialmente divisa tra chi diceva che il pericolo non era superiore a quello di una influenza e chi invece annunciava l’arrivo di una pericolosa pandemia, che utilità ha starla ad ascoltare in occasione di ulteriori divisioni?
Se in Giappone un panel scientifico ha valutato di iniziare la prova clinica dell’antinfluenzale Avigan, perché in altri paesi come la Corea invece si è giudicato che fosse inutile, ed in Italia ci si divide tra chi non vuole iniziare una prova clinica sullo stimolo di un video farlocco su YouTube e chi invece non capisce perché dovremmo privarci di una possibile opzione terapeutica?
Ma il virus permane a lungo in aria, infettando gli ignari passanti, oppure no?
Tutti noi – a volte persino i ricercatori – ci aspettiamo che la ricerca scientifica dia delle risposte univoche, rapide e precise a queste domande. Ci aspettiamo, cioè, di avere risposte nette e di non vedere se non sporadiche divisioni tra i ricercatori, preferibilmente su dettagli tecnici, non su questioni di vitale importanza come quelle elencate.
Ho una cattiva notizia per tutti: non funziona così, e chi in tempi come questi cerca risposte rapide e nette tende ad affidarsi proprio a quelli che danno risposte senza fondamento (non importa se con il camice o senza).
E non perché la scienza non sia mai in grado di fornire certezze immutabili – la grossolana ed inadatta spiegazione che gli oppositori della scienza forniscono a questo fatto.
In realtà, il punto sta nell’essenza stessa della ricerca scientifica: solo i dati raccolti ed analizzati con un metodo rigoroso possono fornire risposte, e solo la replicazione multipla di un risultato da parte di più gruppi indipendenti dà un minimo di garanzia che non si stiano cacciando farfalle.
Nella attuale emergenza, siamo nella fase di raccolta di un numero elevatissimo di osservazioni e dati su una nuova minaccia, ma prima che si possa rispondere alle domande elencate e ad altre, bisogna che si faccia pulizia di tutto ciò che ci può fuorviare, delle osservazioni condotte in presenza di troppi bias, di quelle ottenute su campioni troppo piccoli e di quelle influenzate da fretta e metodi sbagliati.
Questo, naturalmente, richiede analisi in uno spazio di tempo incompatibile con le notizie dell’ultima ora: ecco perché proprio le novità che emergono portano a domande le quali, quando rivolte ad uno scienziato, ottengono risposte il cui grado di affidabilità è più basso del solito, e che potranno cambiare rapidamente con l’accumularsi dei dati. Il che non vuol dire che non sappiamo già rispondere a moltissime domande sulla base di ciò che già è consolidato in epidemiologia: vuol dire solo che le risposte saranno inizialmente qualitative e via via più affidabili nello spazio di questi mesi, oltre a cambiare eventualmente perché l’iniziale base su cui poggiavano viene rovesciata da dati di maggior qualità e consistenza.
Bisogna che tutti impariamo a convivere con una incertezza inizialmente ampia e gradualmente ristretta, senza preoccuparci troppo se le indicazioni della comunità scientifica date nelle prime ore dell’epidemia dovessero cambiare. Il che, naturalmente, significa che ogni affermazione di qualunque ricercatore va fornita dati alla mano – per pochi che siano – senza inventare ipotesi o teorie da dare in pasto al pubblico prima di avere l’evidenza necessaria per supportarle.

Enrico Bucci7 Aprile 2020, qui

Articolo pubblicato su Il Foglio.

E ricordiamoci sempre, che SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA.
stessa barca
barbara

VI FANNO PAURA I VACCINI? ALLORA NON MANGIATE!

Shock anafilattico: a confronto vaccini e allergie alimentari

17 Agosto 2019

Una bimba di 13 anni è morta per uno shock anafilattico dopo aver mangiato una pizza. Purtroppo le allergie alimentari sono molto pericolose e uno studio americano evidenzia numeri impressionanti. Soprattutto se paragonati agli effetti collaterali dei vaccini.
vaccini hanno, come tutti i farmaci, effetti collaterali. Quasi sempre sono di minima entità e passano da soli (come la febbre o il dolore al sito di iniezione), quelli gravi per fortuna sono rarissimi. Di questi il più importante è quello che chiamiamo shock anafilattico, una grave reazione allergica ai componenti del vaccino.
In uno studio molto ampio, condotto negli Stati Uniti, durante sei anni sono stati segnalati 5 (cinque), casi di anafilassi su oltre 7,6  milioni di vaccinazioni. Tutti si sono risolti senza danni.

Le allergie ai cibi

Per rendersi conto dell’entità del problema, ricordiamo che negli Usa nello stesso periodo di tempo (sei anni), si sono verificati oltre 300 mila casi di anafilassi dovuti ad allergie ai cibi che hanno causato la morte di oltre 600 pazienti.
Avete capito bene: sei anni di vaccini, cinque casi di anafilassi. Sei anni di cibi, oltre 300 mila anafilassi e centinaia di morti.
Insomma, la paura dell’anafilassi è giustificata, ma quando il bambino mangia, non quando si vaccina.

Roberto Burioni

Fonti:

Risk of anaphylaxis after vaccination of children and adolescents. Pediatrics. 2003 Oct;112(4):815-20. –
Peanut allergy and anaphylaxis Curr Opin Immunol. 2010 Dec; 22(6): 783–788. (qui)

E dunque, se non vaccinate i vostri figli perché i vaccini sono pericolosi, come può venirvi in mente di introdurre nel vostro corpo dei cibi, che lo sono 60.000 volte di più e con una proporzione di morti 60 : 0? Ma bisogna essere pazzi!
faceapp
E magari riguardatevi anche questo
incidenti bambini
barbara

NADIA TOFFA

Contrariamente a quanto il titolo potrebbe far pensare, non intendo parlare di lei. In particolare, non intendo parlarne male. Anche se ha condotto per dieci anni una delle più oscene trasmissioni bufalare e fuffare in circolazione, dai vaccini che causano l’autismo alla battaglia per far passare la famigerata stamina al servizio sanitario nazionale – e sui danni inestimabili provocati già con queste due cose da sole ci sarebbe da scrivere fino all’anno prossimo – e un miliardo di altre ancora. Più questa inestimabile perla. Dopotutto la stupidità non è una colpa. L’ignoranza magari sì. La scelta di dare credito alle peggiori bufale senza prendersi la briga di informarsi, anche; e di fare i soldi disinformando, pure, ma non stiamo a sottilizzare. E non gioisco certo per la morte di una persona di quarant’anni, anche se era incommensurabilmente stupida e anche se ha fatto valanghe di danni, soprattutto in relazione alla salute. Come dicevo, non intendo parlare di Nadia Toffa, bensì di un’attricetta ampiamente in disarmo, di cui preferisco non fare il nome (capacissima di denunciarmi, una stronzetta simile). Quella che va narrando di avere avuto il cancro. E di averlo sconfitto con la dieta vegana. Ecco. Nadia Toffa non ha fatto in tempo a tirare le cuoia che quella si è scatenata: Chi è causa del suo mal pianga se stesso! (a parte che non credo che Nadia Toffa abbia molte possibilità di piangere, adesso, ma questa è un’altra storia) Già, perché Nadia Toffa si è curata con chemioterapia e radioterapia: se avesse mandato al diavolo BigPharma e le sue infami diavolerie e si fosse curata con la dieta vegana e con la medicina Hamer, sicuramente adesso sarebbe viva. C’è solo un piccolo problema, vede, cara signora: che quello della Toffa era un cancro VERO. I cancri veri – come tutti sanno, tranne gli idioti ignoranti psicopatici – si curano con la medicina VERA. Poi, una volta curati, chi ha fortuna guarisce, chi non ne ha muore. Io ho avuto fortuna, Nadia Toffa no, tutto qui. E lei, oltre che una pericolosa ciarlatana, oltre che una cretina integrale, oltre che tante altre cose, è anche un verme saprofago. Senza offesa per i vermi saprofagi senza gambe, che compiono un servizio assolutamente indispensabile, a differenza di lei.

PS: tanto di cappello, naturalmente, al comportamento di Nadia Toffa durante la malattia.

barbara

I VACCINI, L’ANESTESISTA*, LA MAMMA INFORMATA

(*sempre lui, quello strafigo strafighissimo da urlo)
(conversazione svoltasi in spiaggia)

Senta signora, chiudiamo qui il discorso, perché poi se no divento sgarbato e vorrei evitarlo.
Ma guardi che io mi informo, leggo…
Dipende da che cosa legge: se legge pubblicazioni scientifiche ci trova le stesse cose che dico io; se dicono cose diverse, si tratta di ciarpame che non vale niente.
Ma lei crede di stare parlando con un’ignorante?! Io ho un dottorato!
In che cosa?
In filologia romanza.

Non c’è niente da fare: più sono ignoranti, e più si danno da fare per dimostrare che sono molto più ignoranti, oltre che molto più deficienti, d quello che avevi pensato.
Anti-Vaxxer
barbara

DANNEGGIATI DALL’IGNORANZA

Postato il 31 luglio 2019bystezona

di Pierluigi Lopalco e Stefano Zona

È appena stato rilasciato da AIFA il Rapporto Vaccini 2018, costruito grazie alla stretta collaborazione tra AIFA, Ministero della Salute, Regioni e Istituto Superiore di Sanità. Il Report raccoglie le segnalazioni di sospette reazioni avverse per qualsiasi vaccino, non solo i vaccini pediatrici.

Prima di addentrarci nelle numerose tabelle piene di numeri, è importante sapere come sono stati raccolti i dati.

Il monitoraggio dei sospetti eventi avversi da vaccini è costruito utilizzando le segnalazioni spontanee (farmacovigilanza passiva) cui si sommano le segnalazioni pervenute dagli studi indipendenti (farmacovigilanza attiva). È bene tenere presente che stiamo parlando di sospette reazioni avverse: non necessariamente le segnalazioni individuano eventi causati dai vaccini, come ben descritto nella Nota metodologica che introduce il report:

Un evento avverso dopo immunizzazione è un qualsiasi evento sfavorevole di natura medica che si osserva dopo una vaccinazione e che non necessariamente presenta una relazione causale con essa, ma che richiede ulteriori approfondimenti.

Un altro aspetto particolare è il criterio di gravità: infatti, per stabilire la “gravità” di un sospetto evento avverso ci si basa sulle definizioni stabilite dalla Conferenza Internazionale sull’Armonizzazione e recepite dalla normativa europea e nazionale. Cosa significa, in termini pratici, tutto ciò?

Può succedere che eventi avversi definiti “gravi” dal punto di vista normativo non siano affatto gravi dal punto di vista clinico. Ad esempio, ogni ospedalizzazione è considerata un evento post vaccinale grave, ma la maggior parte degli accessi in ospedale presenti nel report sono dovuti a febbre elevata (che, di per sé, è un evento avverso noto e autolimitante).

Infine, l’aspetto preponderante: come definire il nesso di causalità? I Centri Regionali di Farmacovigilanza valutano la probabilità del nesso di causalità utilizzando la metodica standardizzata e condivisa a livello globale, cioè l’Algoritmo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La valutazione, pertanto, è fatta in modo assolutamente scrupoloso per ogni singola segnalazione, dalla meno rilevante a quella più grave.

I dati del report sono definiti attraverso il tasso di segnalazione in rapporto alla popolazione, parametro ampiamente utilizzato a livello internazionale per classificare l’efficienza di l’efficienza di un sistema di farmacovigilanza. Per la prima volta, quest’anno è stato possibile stabilire il tasso di segnalazione in rapporto alle dosi somministrate, grazie alla collaborazione con le Regioni e con il Ministero della Salute. Anche questo indicatore si riferisce alla performance del sistema e non al rischio correlato alla vaccinazione.

In base al criterio di causalità, è stato inoltre possibile determinare il tasso di segnalazione degli eventi gravi correlabili ai vaccini e il tasso degli eventi avversi per singolo vaccino.

In totale, nel 2018 sono state segnalate 7267 sospette reazioni avverse. Un primo aspetto interessante riguarda il fatto che circa un 20% delle segnalazioni riguardano eventi avvenuti prima del 2018 (sarebbe molto interessante capire per quali motivi sono state fatte segnalazioni così distanti nel tempo… ma non siamo avvezzi alle dietrologie).

Altro dato interessante è la distribuzione dei “segnalatori”: nonostante chiunque possa segnalare, i medici contribuiscono per il 52,6%, gli operatori sanitari non medici per il 23,4%, i farmacisti per un restante 12,7% e solo l’11,3% delle segnalazioni è presentata da cittadini o pazienti.

Oltre l’80% delle segnalazioni riguarda sospette reazioni “non gravi”, mentre il 16,5% come sospette reazioni avverse “gravi” (ricordiamoci che la “gravità” è definita a priori, non corrisponde necessariamente alla gravità clinica).

Nel 2018, in sintesi, abbiamo avuto 30,8 segnalazioni ogni 100.000 dosi somministrate; le reazioni gravi correlate al vaccino sono state 3,1 ogni 100.000 dosi somministrate.

Questi numeri ci devono spaventare? Ovviamente no. Nella figura 2 del report sono riportati tutti gli eventi avversi segnalati distribuiti per tipologia:
vaccini 1
Tutte le sospette reazioni avverse osservate nel 2018 non hanno evidenziato eventi che possano modificare la valutazione del rapporto fra benefici e rischi dei vaccini utilizzati.

Particolarmente interessanti sono poi i dati sui vaccini di più recente introduzione.

Il vaccino contro il meningococco B, somministrato nei primi mesi di vita, è stato da sempre considerato particolarmente reattogeno, tanto da sconsigliarne la somministrazione insieme ad altri vaccini (indicazione quasi solo italiana, in altre Nazioni si cosomministra assieme a esavalente e/o antipneumococcica). Secondo il report 2018, fra le reazioni gravi correlabili al vaccino si riporta principalmente la febbre alta con 5,1 casi ogni 100,000 dosi. Le convulsioni febbrili sono state 7 per milione di dosi somministrate.

Altro sorvegliato speciale, il vaccino contro il rotavirus. In totale nel 2018 sono stati segnalati 12 casi di invaginazione intestinale di cui 8 correlabili alla vaccinazione. Di questi, 11 hanno avuto una risoluzione completa, mentre per uno non è stato riportato l’esito. Il rischio di invaginazione, dunque, risulta di 1,5 casi per 100.000 dosi somministrate, esattamente in linea all’atteso. Ricordiamo che l’infezione naturale da rotavirus rappresenta una delle cause scatenanti principali di invaginazione intestinale, quindi non vaccinando i bambini li si espone ad un rischio certamente maggiore.

Una menzione speciale per il vaccino anti-HPV: un vaccino introdotto negli ultimi anni e che spaventa molte persone, a causa anche di una infausta trasmissione andata in onda su una rete pubblica nazionale. Poche segnalazioni, con un tasso al di sotto della media.

Infine una nota sull’esavalente, spauracchio creato ad arte dalla propaganda no-vax. Fra le reazioni gravi correlabili all’esavalente, oltre ai soliti casi di febbre, 9 casi per milione di dosi di convulsioni febbrili, 4 casi per milione di reazioni allergiche e 3 casi per milione di episodi ipotonico-iporesponsivi.

E quanti morti a causa dei vaccini? Zero. Nessuna morte è stata correlata, nemmeno potenzialmente, a un qualsiasi vaccino.

In conclusione, il sistema della farmacovigilanza in Italia sta migliorando in efficienza ed è in linea con il resto del mondo occidentale. All’aumentare delle segnalazioni di sospette reazioni avverse NON CORRISPONDE un aumento del rischio di eventi avversi, anzi viene ulteriormente confermata l’estrema sicurezza dei vaccini attualmente in commercio.

Con buona pace di chi ancora sostiene che “i vaccini non sono sicuri perché i danni non vengono segnalati”.

I danni alla salute sono quelli fatti da chi, usando la paura, spinge i genitori a non vaccinare i propri figli. Come al solito, a far più danno è proprio l’ignoranza. 

questo articolo è stato scritto a quattro mani (due tastiere, venti dita) insieme a Stefano Zona, medico infettivologo a Modena, uno dei validi animatori di Io Vaccino.
vaccini 2
Naturalmente non servirà a chi è convinto che il vaccino sia Satana in persona, a chi manda in piazza i bambini con la stella di David, a chi non si capacita che il bambino sieropositivo sia ammesso all’asilo e suo figlio, sano e “solo” non vaccinato non sia ammesso, ma io, testarda, continuo a battere il chiodo: un muro in cui riesca a penetrare, prima o poi, lo troverà. Fosse anche uno solo, sarà pur sempre un bambino salvato e – come insegna il Talmud – chi salva una vita salva il mondo intero.

barbara

C’È ANCORA SPERANZA. FORSE.

Le due ragazze che lavorano nello studio di estetista che frequento non sono dei campioni di sveglitudine – anche se comunque sul lavoro sono decisamente migliori delle due titolari che hanno, entrambe, una mano che dire da zappatore è dire poco. Però come sveglitudine c’è da stendere un velo pietoso, per non dire un tendone da circo pietoso. Che io poi non ho ancora capito se quando dicono certe cose lo facciano per guadagnarsi onestamente lo stipendio che percepiscono o perché ci credono davvero. Come quando G. si è messa  a leggermi con aria compunta il foglio illustrativo di una crema che voleva rifilarmi: “Penetra nella cellula e trasforma il grasso in muscolo”. Poi, allargando entrambe le braccia e guardandomi fissa: “Più di così!” L’altra ancora peggio.
L’anno scorso, a pochi mesi una dall’altra, hanno avuto entrambe una bambina.  Avendo ragionevoli perplessità sulle loro doti intellettive nonché sulle loro conoscenze scientifiche, non ho mai osato addentrarmi sulla questione vaccini. Poi l’altro giorno ho sentito la parola galleggiare nell’aria, e allora mi sono arrischiata: “E voi le avete vaccinate?” Entrambe, in coro: “Certo! Già a due mesi e mezzo! Anche quelli solo consigliati!” Erano anche a conoscenza del bambino morto a due anni perché l’otite gli era stata “curata” con l’omeopatia e l’infezione gli ha mangiato le ossa dell’orecchio fino a raggiungere il cervello, e della bambina che sta lottando tra la vita e la morte per il tetano, per il quale non era stata vaccinata. Sì, nonostante i criminali psicopatici antivax che non solo urlano sempre più forte, ma arrivano addirittura a farsi ascoltare alla Camera, forse non tutto è ancora perduto.

Arrivata fin qui, propongo questo delizioso scambio tra un troglodita e Roberto Burioni
burioni 1
burioni 2
(poi nei commenti dice che un suo studente lo ha rimproverato per quel “pulire i cessi”, decisamente pesante, di cui riconosce l’effettiva pesantezza, mentre un altro lo rimprovera, per la stessa espressione, perché il pulitore di cessi ha una sua dignità che l’altro decisamente non ha).
Per esemplificare tutta la questione, comunque, penso che possa essere utile questa immagine.
ricerca vaccini
barbara

LETTERA APERTA A BEPPE GRILLO

di Guido Silvestri

[in risposta al post sui “terrapiattisti”]

Tutto quello che ho sempre pensato, ma scritto molto meglio di quanto avrei mai potuto fare io.

Caro Beppe,

Credo che il tuo post di due giorni fa sul congresso dei “terrapiattisti” volesse essere una provocazione sui temi, importanti, del dogmatismo e del dubbio nella scienza.
Da tempo anche io mi scontro con il “problema del dubbio”. A cosa mi riferisco? In sintesi, al tentativo di definire con una certa precisione il momento in cui, nella nostra attivita’ di scienziati si passa dal dubbio “fruttuoso”, generatore di nuovi paradigmi e nuova conoscenza, al dubbio “inutile”, che fa solo perdere tempo ed energie, oltre a ritardare l’applicazione pratica delle conoscenze teoriche.
Penso che tu abbia gia’ capito dove voglio arrivare. Il dubbio fruttuoso e’ quello che adoperiamo quando ripetiamo l’esperimento di un collega, quando studiamo in modo critico la letteratura scientifica, quando pensiamo a ipotesi alternative per spiegare un insieme di dati sperimentali, quando facciamo gli “avvocati del diavolo” con i nostri studenti e post-docs, chiedendogli di ripetere il loro ultimo esperimento — il cui risultato e’ bellissimo — ancora una volta, e poi un’altra volta ancora. Questo dubbio e’ parte essenziale del metodo scientifico ed ingrediente chiave per generare nuove conoscenze.
Invece il dubbio “inutile” e’ quello di chi mette in discussione che 2+2=4, o che la formula chimica dell’acqua e’ H2O, o che il DNA mitocondriale umano e’ sostanzialmente di origine materna, o che la coda intracitoplasmatica del TLR4 e’ piu’ lunga nei sooty mangabeys che nei macachi della specie rhesus. E’ questo il dubbio stupido e sterile di chi, per ragioni o di tipo sostanzialmente psicologico (personalita’ paranoide) o di tipo puramente opportunistico (ciarlatani che speculano sopra le paure della gente) rifiuta ostinatamente ed ingiusticatamente di accettare dati e nozioni su cui non e’ piu’ lecito avere dubbi.
Ricordo anche che nella vita pratica di uno scienziato e’ essenziale porre dei limiti al dubbio, pena una paralisi decisionale assolutamente non-produttiva. La vita dello scienziato e’ fatta di decisioni implicite che si prendono ogni giorno, cento volte al giorno, e con poco spazio per il “dubbio”. Decisioni che prendiamo ogni volta che si “programma” un esperimento, ogni volta che si usa un reagente o un materiale preparato da un collega o da una company, ogni volta che si usa uno strumento o apparecchiatura, ogni volta che si valuta un progetto o un paper scientifico, ogni volta che si esamina un CV, e potrei andare avanti per ore.
Non dimentichiamoci poi che il dubbio inutile puo’ diventare pericoloso, anzi, mortale – come nel caso di chi ha messo in dubbio il fatto che HIV sia l’agente eziologico dell’AIDS, convincendo alcuni malati a smettere di fare terapie che gli avrebbero salvato la vita. Questo e’ il dubbio assassino sparso dai quei delinquenti dei negazionisti dell’AIDS allo scopo di ottenere soldi e notorieta’. Ugualmente pericoloso e’ il dubbio instillato da chi, per raccattare quattro soldi, sostiene che i vaccini siano pericolosi, pieni di nanoparticelle tossiche e feti umani, che la loro somministrazione causi l’autismo ed ogni sorta di malattie, etc.
Confesso che, in tutta onesta’, ancora non so esattamente definire “il punto di separazione” tra dubbio buono e dubbio cattivo. Forse vale la vecchia battuta sulla pornografia: e’ difficile definirla in teoria, ma e’ molto facile riconoscerla quando la si vede. Aggiungo che esisterebbe anche un classico “regressus ad infinitum”, di quelli che piacevano tanto a Jorge Luis Borges (ed agli studenti in filosofia). Pensaci: se si potesse distinguere “a priori” tra il dubbio buono della scienza ed il dubbio cattivo della pseudoscienza, allora non si tratterebbe più di dubbio. In altre parole: bisogna saper dubitare dei dubbi, ma anche dei dubbi sui dubbi. Eppure – sofismi permettendo – sono assolutamente convinto che se si facesse un questionario con 20 o 30 situazioni pratiche in cui scegliere se sia o meno legittimo dubitare di un dato, tutti gli scienziati seri darebbero le stesse risposte.
In questo contesto, va sottolineato con grande forza quanto sia fondamentale DIFENDERSI dai “ladri del dubbio”. A chi mi riferisco? A quelle persone, spesso in malafede, che giustificano l’aver sposato teorie scientifiche assolutamente screditate da una serie incontrovertibile di evidenze scientifiche (come appunto la teoria che HIV non esiste e che l’AIDS e’ una malattia “inventata”) creando artificialmente una sovrapposizione, o meglio, una confusione, tra dubbio buono e dubbio cattivo. Queste persone fanno del male, e lo fanno due volte.
Il primo effetto tossico dei “ladri del dubbio” e’ ovviamente nei confronti dei non-scienziati, del pubblico generale, del popolo, chiamalo come vuoi. Sono tutte quelle persone che per mancanza di preparazione scientifica specifica non capiscono dove stia la differenza tra il dubbio utile e fruttuoso della scienza, e quello farlocco della pseudoscienza. Persone che vengono convinte, con argomenti falsi e capziosi, a pensare che si possa dubitare di cose delle quali non si dovrebbe dubitare. L’assurda ventata di anti-vaccinismo che e’ presente in Italia in questa fase storica si nutre moltissimo di questo meccanismo cognitivo e psicologico. I ciarlatani no-vaxx non cercano di spargere dubbi tra gli scienziati seri, con cui sanno di non avere alcuna speranza di riuscire, ma sono bravissimi a confondere chi non ha i mezzi intellettuali e scientifici per capire il loro gioco.
Il secondo cattivo frutto dei ladri del dubbio sta nella risposta esasperata e spesso esagerata che puo’ a volte arrivare da esponenti della Scienza vera, soprattutto quelli che sono scesi nel terreno della divulgazione, e che non ne possono piu’ di sentirsi ripetere le stesse scempiaggini riproposte col copia e incolla. Ed alla fine sbottano con insulti, derisioni, ed atteggiamenti dogmatici – ammetto senza problemi che ci sono cascato anch’io in questa trappola (e mi spiace che sia successo). Purtroppo questa risposta “rabbiosa”, che e’ comprensibile quanto si vuole ma sbagliata, porta alla fase-2 nel progetto dei ciarlatani: il farsi passare da vittime di una scienza ufficiale cattiva, dogmatica e piena di conflitti d’interesse, mentre loro si atteggiano a pensatori coraggiosi ed eretici, che sfidano i preconcetti, veri epigoni moderni di Socrate, Cartesio, Hume ed Einstein. Cosi’ il circolo si chiude, in una separazione totale tra il mondo della scienza (in cui i ciarlatani sono immediatamente riconosciuti e scacciati a calci nel sedere) e quello della societa’ civile (in cui invece i ciarlatani riescono a mimetizzarsi e sopravvivere per lunghi periodi di tempo).
La soluzione? Probabilmente, come in ogni altra discussione sui principi della scienza, la soluzione passa attraverso lo studio, l’esperienza pratica, il confronto tra colleghi, la informazione capillare per i non addetti ai lavori e la creazione di una serie di “markers” classici del dubbio “cattivo” (un po’ come in passato abbiamo cercato di fare per i “markers” di pseudoscienziati e ciarlatani).
Ma e’ assolutamente importante che ci sia questa discussione e che, soprattutto, ci sia consapevolezza di questo problema, sia tra gli scienziati che tra la gente che si occupa di altre cose. Come disse una volta l’amico Luciano Butti: “Il tema della distinzione fra dubbio ‘fruttuoso’ e dubbio ‘inutile’ è centrale per impostare in modo spiegabile e coerente il dibattito pubblico sulla scienza.”
Aiutaci quindi a sconfiggere I “ladri del dubbio”, cosi’ proteggendo la popolazione da ogni rigurgito di pseudoscienza, ed al contempo proteggendo la scienza da atteggiamenti defensive e/o dogmatici che possono rovinarne l’immagine e magari anche la produttivita’.

Grazie, un abbraccio!

Ecco, l’abbraccio a Grillo no, mi permetto di non condividerlo; per tutto il resto standing ovation. Di mio aggiungo che espressioni quali “io dubito di tutto” o “ bisogna dubitare di tutto” sono affermazioni perentorie e dogmatiche, che al dubbio non lasciano il più microscopico spazio.

barbara

CARA SENATRICE TAVERNA

Per restare sostanzialmente in tema.

«Cara Senatrice Taverna sono estremamente delusa come italiana, come cittadina e come medico, da quello che ha detto in materia di vaccini.
Ha reso questo Paese non più libero, ma oppresso dall’ignoranza e dalla cecità. Ogni anno milioni di volontari sanitari rischiano la vita in giro per il mondo per salvare migliaia di piccole vite da malattie che hanno decimato intere popolazioni. E noi, del mondo ricco e civile, torniamo indietro di mille anni contro ogni ragione.
I nostri bambini non sono bestiame. Sono solo bambini a cui garantiamo un futuro. Perché non proibiamo anche tutte le altre scoperte scientifiche che hanno cambiato la sopravvivenza dell’uomo moderno e che hanno comunque possibili complicanze?
Proibiamo tutte le chirurgie.
Proibiamo il vaccino anti Hpv contro i tumori della cervice uterina.
Proibiamo le coronarografie che ogni giorno salvano la vita a centinaia di persone colpite da infarto.
Proibiamo la trombolisi primaria per tutti i pazienti colpiti da ictus cerebrali.
Proibiamo le trasfusioni.
Proibiamo gli antibiotici.
Spegniamo la luce, torniamo nel Medioevo.
Ma non ci chieda poi, a noi medici, di fare miracoli. Non ci chieda di piangere la morte dei nostri bambini.
La piangiamo da oggi. La piangeremo domani. Impotenti davanti ad una «politica» che riduce a voti politici e a tweet la scienza.
Mi vergogno, onorevole.
Mi vergogno profondamente.
Mi vergogno di essere rappresentata da lei e chi pensa sia giusto non vaccinare.
Mi vergogno di stare in un paese in cui le decisioni sulla sanità e sicurezza pubblica, perché è di questo che si tratta, vengono prese da persone non preparate sulla materia, non adeguate nemmeno lontanamente a parlarne pubblicamente e criticamente.
Per fare il mio lavoro, il medico anestesista rianimatore, ci vogliono sei anni di università, uno di abilitazione statale e cinque di scuola di specializzazione. Ci occupiamo di vite. È normale. Doveroso. Importante. Per fare il suo lavoro da Senatrice, basta prendere voti. Parlare sui social. Avere fortuna. Essere nel momento giusto con le persone giuste e al posto giusto. E questo non è giusto. Perché voi per un voto condannate il nostro Paese al ritorno delle malattie che avremmo dovuto debellare.
Condannate bambini al rischio di non poter crescere. Condannate noi a guardare il vostro irresponsabile scempio con responsabile impotenza. È un mondo ingiusto il nostro, Senatrice. È un paese ingiusto il nostro. Ma soprattutto è ingiusto che chi come lei, accompagnata da cattivi consigli e ignoranza dovuta al suo non essere competente in immunologia e malattie infettive, non sarà costretta a vedere un bambino morire di morbillo. Lei non lo farà. Lei e i suoi colleghi politici amanti dei selfie, dei social, dei video mentre siete al lavoro, non li vedrete. E quando sarà il momento, darete la colpa a qualcun altro.
Dorma bene Senatrice, stanotte.
Dorma bene Senatrice, sempre.
Lo faccia anche per me. E per tutti i miei colleghi a cui ha tolto il sonno, la speranza, e la serenità.
Vorrei avere la sua ostentata sicurezza.
Vorrei poter credere ancora di poter fare il mio lavoro nel migliore dei modi in questo mio paese che non riconosco più e di cui mi vergogno.
Dorma bene, Senatrice.
E si ricordi sempre che il mio lavoro è un privilegio, e dovrebbe esserlo anche il suo».

Silvia Braccini, un medico

11 AGOSTO 2018

E puntualmente

Bari, otto casi di morbillo in ospedale: l’infezione partita dalla figlia di un no-vax

A cui aggiungo il commento di Roberto Burioni.

Naturalmente può accadere, e immancabilmente accade. Una bambina non vaccinata contro il morbillo ha contratto la malattia e ha contagiato altre persone, tra le quali un bambino di 11 mesi TROPPO PICCOLO PER ESSERE VACCINATO, mettendolo in grave pericolo. Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto siano irresponsabili i genitori che, in nome di superstizioni senza senso, si rifiutano di vaccinare i figli esponendo a gravi rischi sia i loro figli, sia i figli degli altri.
Lascia molto perplessi l’affermazione contenuta nell’articolo linkato riguardo all’isolamento: i malati di morbillo sono infettivi anche nei due giorni che precedono l’insorgere dei sintomi, quindi è impossibile isolarli perché sono in quei due giorni apparentemente sani. L’unica difesa è il vaccino, che impedisce la circolazione del virus.
Non vaccinare i propri figli credendo a superstizioni senza senso è un comportamento irresponsabile. Questo bambino malato ora rischia non solo le complicazioni immediate (l’otite può lasciare sordi a vita!) , ma anche l’insorgenza di una panencefalite letale che può arrivare 5-7 anni dopo l’infezione e la apparente perfetta guarigione. L’incidenza di questa panencefalite è intorno a 1 caso su 2000 infezioni da morbillo alle quali è seguita una apparente guarigione. Insomma, una spada di Damocle sulla testa di questa povera famiglia e non per colpa loro.
Non ritengo che dovrebbe essere consentito comportarsi in modo da causare questi effetti.

Come viene tolta la potestà genitoriale a chi abusa dei figli (sessualmente o con altri tipi di sevizie) così andrebbe tolta a chi ne abusa esponendoli volontariamente al rischio di malattie prevenibili e di morte, e contemporaneamente trasformandoli in armi puntate contro chi li circonda. Via la potestà genitoriale per chi non vaccina, e galera se alla mancata vaccinazione seguono malattie – ergastolo se con esito letale: à la guerre comme à la guerre, signori.

barbara