LA VARIANTE DELTA

Covid, in Israele i contagi risalgono

Record di contagi in Israele: ieri 501, il numero più alto da marzo. La variante Delta è la causa del 90% dei nuovi focolai nel Paese con il più alto tasso di immunizzazione al mondo (65% della popolazione). L’indice R è salito a 1.43, così come il tasso di positività allo 0,7%. Da inizio luglio, sono stati diagnosticati 2.024 positivi: a giugno erano 2.389. A fronte di questi dati preoccupanti, non vi è stato nessun decesso da Covid nelle ultime due settimane, né si registra un conseguente aumento delle ospedalizzazioni.

Secondo gli esperti, questo è il dato significativo a cui guardare, che avvicina il Paese alla condizione di «imparare a convivere con il Covid», grazie alla campagna vaccinale avanzata. Dati preliminari rilasciati dal ministero della Salute lunedì — che dovranno essere confermati da un’ampia indagine in corso — indicano che l’efficacia del siero* Pfizer di fronte alla mutazione indiana cala del 30% rispetto a quanto sperimentato con la variante inglese.
Sharon Nizza, La Repubblica.

Vale a dire che i positivi non sono ammalati, o almeno non in forma abbastanza grave da dover essere ricoverati. Quindi per favore finitela di frignare sui vaccini che non proteggerebbero e sulla fine del mondo prossima ventura.
Concludo con una sua domanda particolarmente pertinente:

Non essere vaccinati quanto è efficace sulla variante Delta?

*Vabbè, nessuno è perfetto. Ritengo comunque doveroso ricordare che il Pfizer è un vaccino, NON un siero.

barbara

SE ESISTE UN NOBEL DELLE CAZZATE

garantito che questa lo merita. Inserisco qualche commento in corsivo.

Lorenzo Capellini Mion

È un po’ lungo per gli standard di attenzione a cui siamo abituati ma vale la pena.
“siamo” chi?
Di sicuro ce ne è abbastanza per mettersi nei guai e per incorrere nella censura, in un’epoca in cui vale solo la “scienza ufficiale” asservita ai mercanti del terrore
e a qualunque persona di buon senso, questa premessa sarebbe più che sufficiente per fermarsi qui e buttare tutto nel cesso, ma siccome ho deciso di sacrificarmi per voi, butto giù un paio di bicchieri di Maalox e proseguo
ma questo è un articolo troppo, troppo interessante.
E quindi ci provo.
A gennaio, un rapporto dell’intelligence delle forze di difesa israeliane aveva avvertito che il programma di vaccinazione di massa di Israele avrebbe potuto creare una mutazione israeliana che si è poi dimostrata resistente ai vaccini COVID-19.
? Intelligence delle forze di difesa? Ma virus, vaccini, mutazioni non sono materia per biologi, virologi, infettivologi, epidemiologi? Siamo sicuri di sapere di che cosa stiamo parlando? A parte questo, la variante emersa è indiana, quindi, anche se tutto questo fosse vero, nel prevedere una variante israeliana avrebbero comunque toppato alla grande.
Preparato per il Coronavirus National Information and Knowledge Center, il rapporto affermava che “La campagna di vaccini di massa che si svolge parallelamente all’epidemia attiva in Israele può portare a una ‘pressione evolutiva’ sul virus”.
Qualche fonte, qualche link, qualche documento? Qualche nome? E stendiamo un velo pietoso sulla formulazione del “pericolo” che sovrasta gli israeliani vaccinati.
A maggio, Luc Montagnier dell’Istituto Pasteur, il virologo la cui scoperta dell’HIV è valsa un premio Nobel nel 2008,
l’uomo che crede all’omeopatia. L’uomo che crede alla memoria dell’acqua. L’uomo convinto che i vaccini – tutti i vaccini in sé, non uno in particolare – rappresentino un tentativo di genocidio. Uno delle cui sentenze ci possiamo fidare, insomma
ha avvertito che i vaccini COVID-19 stanno stimolando varianti più letali.
su quale base? Con quali elementi? Con quali prove?
“Sto facendo esperimenti all’Istituto con pazienti che si sono ammalati di Corona dopo essere stati vaccinati.
Esperimenti di che genere?
Vi mostrerò che stanno creando le varianti resistenti al vaccino”, ha affermato in un’intervista alla stampa francese.
E perché non lo mostra, invece che annunciare che lo mostrerà?
“Sono gli anticorpi prodotti dal virus che consentono a un’infezione di diventare più forte. …
Siamo sicuri che quest’uomo sappia che cos’è un’infezione e che cosa sono gli anticorpi?
È chiaro che le nuove varianti vengono create … a causa della vaccinazione”.
È chiaro a chi? È chiaro in base a che cosa?

“Sebbene altri non siano d’accordo, che le vaccinazioni di massa nel mezzo di una pandemia possano creare varianti questa è scienza di base”,
1. I casi sono due: o è un dato di fatto, e quindi non esiste l’essere o non essere d’accordo, o è questione di opinioni, e allora di scientifico non c’è niente.
2. Se vaccinare durante una pandemia è sbagliato, quale sarebbe la cosa giusta da fare? Aspettare che si sia del tutto esaurita, che chi doveva morire sia morto, chi doveva guarire sia guarito e nessuno si ammali più perché il virus è scomparso e allora finalmente cominciare a vaccinare?
3. TUTTI i virus mutano, in continuazione, senza sosta, fin dal giorno in cui compaiono, con o senza vaccinazioni. Affermare che il virus muta perché si sta vaccinando è cosa che può fare solo un cretino integrale

ha affermato il virologo belga Dr. Geert Vanden Bossche, le cui credenziali nell’industria dei vaccini includono posizioni presso GSK Biologicals, Novartis Vaccines, Global Alliance for Vaccines and Immunization (GAVI) e la Fondazione Bill & Melinda Gates.
Qualcosa di concreto invece di una ridicola sfilza di istituzioni? È pretendere troppo?
In un discorso al vertice sui vaccini in Ohio e in una lettera all’Organizzazione Mondiale della Sanità, Bossche ha delineato il pericolo.
Immagino che “un discorso” e “una lettera” siano inoppugnabili argomenti scientifici
Poiché i vaccini COVID-19 non sono in grado di uccidere rapidamente il virus COVID-19,
uccidere il virus?! Uccidere il virus?!?! UCCIDERE IL VIRUS?!?!?! Il vaccino servirebbe a uccidere il virus?! E questo sarebbe un virologo? Questo è un analfabeta che non ha neanche la seconda elementare!
creano un terreno fertile per le varianti, proprio come accade con i batteri che non vengono uccisi quando i pazienti non assumono un ciclo completo di antibiotici.
Ehm, no. I “batteri che non vengono uccisi quando i pazienti non assumono un ciclo completo di antibiotici” non creano varianti, semplicemente restano vivi perché sono più resistenti, e quando poi si moltiplicano, anche i loro “figli“ sono automaticamente più resistenti di quelli ammazzati dall’antibiotico. Confondere batteri e virus, antibiotici e vaccini, resistenza e mutazione è cosa che avrebbe potuto forse – forse – fare mia madre che aveva la terza elementare e non ha mai letto un libro in vita sua; dalla prima media in poi non esiste perdono possibile per chi spara simili cazzate.
Il virus ha quindi il tempo di adattarsi e mutare – ciò che non lo uccide rapidamente rende la sua prole più forte – portando alle varianti apparentemente infinite che stiamo vedendo ora.
Cosa faccio, mi sforzo di ignorare questa ennesima cazzata o gli sparo direttamente una pallottola in testa?
Il pericolo di questa “fuga immunitaria”,
maqquanto mi piacciono queste frasi ad effetto, maquanto maqquanto maquanto!
ha affermato Bossche, è enormemente accresciuto dai lockdown, che impediscono al sistema immunitario innato del corpo
il sistema immunitario è congenito, non innato, deficiente idiota cretino ritardato!
di essere adeguatamente sfidato da agenti patogeni casuali e altri agenti ambientali per mantenerlo allenato e in forma, simile al decondizionamento che si verifica quando non facciamo esercizio fisico adeguato per mantenere in forma cuore, polmoni, altri muscoli e organi.
Sì ok, questa è vera, ma questa la sapeva anche la mia fruttivendola, senza bisogno di liste di credenziali
La tempesta perfetta di un sistema immunitario innato inadatto e vaccini COVID-19 inefficaci contro virus mutanti sempre più virulenti di loro creazione vedrà quindi quelli precedentemente infettati da COVID-19 e gli stessi vaccinati soccombere all’infezione dalle varianti, ha affermato Bossche che ha aggiunto che i vaccinati sono particolarmente a rischio poiché gli anticorpi specifici a lunga vita prodotti dalla vaccinazione sono particolarmente abili nell’inabilitare gli anticorpi generali dell’organismo.
Se il tema non fosse fin troppo serio, verrebbe spontanea la solita battuta “Cambia pusher”.
La teoria
teoria? Ma non era una cosa sicura?
secondo cui i vaccini non sono altrettanto efficaci contro le varianti è stata rafforzata
rafforzata: non provata, dunque
in uno studio non sottoposto a revisione paritaria
ah ecco…
a maggio da 14 ricercatori
chi?
di cinque scuole e università di medicina tedesche
quali?
che hanno scoperto che la variante altamente trasmissibile Delta (indiana) B.1.617, una delle quattro che l’OMS classifica come una “variante di preoccupazione a livello globale” – è più in grado del virus originale di infettare i pazienti che erano stati precedentemente vaccinati o precedentemente infettati.
Ma se questa variante è indiana, come ha fatto a essere provocata dalle vaccinazioni fatte in Europa, Israele eccetera?
Gli autori hanno concluso che la capacità della variante Delta di eludere specifici anticorpi COVID-19 “può contribuire alla rapida diffusione di questa variante”, aggiungendo che “In popolazioni con un’alta percentuale di individui con risposte immunitarie preesistenti contro SARS-CoV-2 (COVID-19) le varianti virali che possono eludere il controllo immunitario hanno un vantaggio selettivo”. Gli scienziati
Quali?
hanno notato che un fenomeno simile potrebbe essersi verificato con la variante sudafricana, B.1.351, e una mutazione brasiliana chiamata P.1, che sembrano prosperare anche nelle popolazioni che hanno acquisito l’immunità al COVID-19.
Quelli con l’immunità a COVID-19, in altre parole, potrebbero essere ancora vulnerabili a varianti più trasmissibili e/o mortali del virus.
Un altro studio non sottoposto a revisione paritaria che rafforza la teoria è arrivato dai Clalit Health Services e dall’Università di Tel Aviv in Israele.
Qui hanno analizzato 800 persone che erano state infettate da COVID-19, 400 delle quali precedentemente vaccinate e 400 non vaccinate, per scoprire che coloro che erano stati completamente vaccinati con due iniezioni Pfizer avevano contratto la variante sudafricana a un tasso otto volte superiore a quello non vaccinato (sebbene la dimensione del campione fosse molto piccola).
Lo studio, che ha abbinato i due gruppi in base a dati demografici come età e sesso, ha anche scoperto che coloro che hanno ricevuto un’iniezione Pfizer hanno contratto la variante britannica più spesso di coloro che non ne hanno ricevuto.
Ancora più preoccupazioni sono state espresse in un articolo di Science all’inizio di quest’anno intitolato “Nuove mutazioni sollevano lo spettro della ‘fuga immunitaria’”, che descriveva come mutazioni più mortali potrebbero imparare a eludere la risposta immunitaria sia nelle persone precedentemente guarite che in quelle vaccinate,
no un momento, come sarebbe? Non avete detto finora che è il vaccino a provocare la mutazione? Cos’è dunque quest’altra storia?
dando la mutazione un vantaggio nelle popolazioni con elevata immunità. In un esempio, Jesse Bloom, un biologo evoluzionista presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center, ha mostrato che E484K, una mutazione di una preoccupante variante sudafricana chiamata 501Y.V2, ha ridotto la potenza di anticorpi specifici di un fattore fino a 10.
Ha mostrato in che modo? Con che genere di esperimenti? Verificati da chi?
Per combattere le ondate di mutazioni COVID-19, molti esperti insistono sulla necessità di nuovi vaccini per contrastare le mutazioni che i vaccini COVID-19 hanno stimolato.
Ma se quei vaccini vengono somministrati durante una pandemia, avvertono altri,
Altri chi?
potrebbero semplicemente perpetuare un circolo vizioso di nuove varianti che generano la necessità di nuovi vaccini che generano nuove varianti.
Lawrence Solomon, Epoch Times
La cura peggiore del male

Amen. Credo che il migliore commento a questo delirio siano questi due brevi post di Enrico Richetti che, a causa di legami famigliari, ha sempre notizie di prima mano da Israele.

28 giugno:
213 nuovi contagiati
1 deceduto dopo parecchi giorni, se non settimane, senza decessi
21 malati gravi in tutto (non nuovi malati gravi da oggi, malati gravi attuali)

1 luglio:
204 nuovi contagiati, 27 malati gravi in tutto (non nuovi malati gravi, malati gravi attuali), una sola vittima qualche giorno fa… da settimane.
E se la variante Delta, per quanto contagiosa fosse davvero “una banale influenza”?

Prima della vaccinazione di massa le terapie intensive in Israele erano praticamente piene, e i morti in un anno e mezzo sono stati 6429. Individui come l’autore di questo delirio andrebbero arrestati per terrorismo psicologico e diffusione di notizie false, tendenziose ed estremamente pericolose, e messi in condizione di non nuocere.

barbara

E IMPROVVISAMENTE MI SI È ACCESA LA LAMPADINA

Fra i molti deliri spuntati  in merito alla pandemia e a ciò che le gira intorno, ad un certo punto qualcuno si è inventato che “non si vaccina durante una pandemia!” aggiungendo, delirio nel delirio, che ciò provocherebbe lo sviluppo delle varianti. Difficile immaginare un delirio più delirante, ma improvvisamente ho capito da dove nasce. Quando sono stati introdotti i nuovi vaccini obbligatori per bambini e neonati, i soliti novax dal cervello bacato, quelli delle manifestazioni coi bambini con la stella gialla appiccicata e di tutti gli altri deliri, hanno tirato fuori che i vaccini, per esempio quello del morbillo, non sarebbero affatto necessari dal momento che non c’è alcuna epidemia in corso, e giustamente è stato loro risposto che i vaccini non si fanno quando c’è un’epidemia. Chiunque non abbia il baco nel cervello, capisce perfettamente che cosa questa affermazione significhi: il vaccino è una prevenzione, non un farmaco, quindi per metterlo in uso non si aspetta che arrivi un’epidemia, bensì si fa quando ancora non c’è appunto per impedire che arrivi. I soliti noti col baco nel cervello si sono impossessati come avvoltoi della nuda affermazione e l’hanno appiccicata alle vaccinazioni in corso: non si vaccina durante una pandemia!! E quando, di grazia? Bisogna aspettare che finisca, che l’ultimo contagiato sia guarito o morto, che il virus esaurisca la sua carica e scompaia per cominciare allora a vaccinare? Roba da camicia di forza, letteralmente. Quanto al fatto che il vaccino favorirebbe le varianti, c’è una sola spiegazione: questa gente non ha la più pallida idea di che cosa sia un virus. E meno che mai di che cosa sia un vaccino.

POST SCRIPTUM. Vedo gente gongolare: avete trattato Montagnier da ciarlatano perché sosteneva la tesi del virus uscito dal laboratorio e adesso sono in tanti a dargli ragione! No ragazzi, non ci siamo, non ci siamo proprio. Non è che abbiamo trattato da ciarlatano Montagnier per la faccenda del laboratorio: Montagnier è un ciarlatano perché fa propaganda a tempo pieno ai “tremendi danni provocati dai vaccini”; è un ciarlatano perché crede all’omeopatia e la propaganda a tutto spiano; è un ciarlatano perché crede alla leggenda della memoria dell’acqua, dopo che è stato documentato che la favola è nata a causa di alcune provette lavate male che avevano conservato tracce delle sostanze precedentemente contenute. Il Nobel? Un Nobel guadagnato nel passato non rappresenta una garanzia di lucidità nei decenni successivi, esattamente come l’avere sofferto non è un titolo di merito, e nessuno dei due rende  esenti da errori e conferisce il diritto a non essere criticati.

POST POST SCRIPTUM. La mia posizione, per chi mi conosce, è chiara: appena sono state aperte nella mia regione le prenotazioni per gli over 70 mi sono fiondata in rete a prenotare, ho fatto entrambe le dosi e ne porto orgogliosamente con me la documentazione che vale come green pass. Stabilito questo, se il signor Disperazione degli italiani davvero intende realizzare la sua fantasia, motivata unicamente dalla Speranza di continuare a restare in sella (sul nostro groppone) ancora per un po’, di farci fare una terza dose “allo scopo di neutralizzare le varianti”, la cui sola formulazione dovrebbe fare rizzare i capelli in testa a chiunque abbia la più modesta base di conoscenze scientifiche, ebbene, invito il suddetto signore a farsela lui. Nel culo. Con questa

barbara

OGGI LEZIONE DI PALEOANTROPOLOGIA

Ma forse qualcosa potrebbe tornare – con qualche limitazione, certo

“I night club riaprono, ma sono ammessi solo i vaccinati”

E sempre più abbiamo la certezza di ciò che vado dicendo da circa un anno, ossia che tutto il disastro che ci hanno provocato non è stato solo del tutto inutile, ma anche pesantemente controproducente.

L’esperienza COVID in Florida conferma che “l’approccio del lockdown è un approccio fallimentare”

Il Governatore repubblicano Ron DeSantis dice ad ‘Ingraham Angle’ che la risposta del Sunshine State è stata il giusto approccio.

Questo articolo è adattato dalla trascrizione dell’intervento di Laura Ingraham dell’edizione del 19 Marzo 2021 di “The Ingraham Angle”.

L’esperienza della Florida sulla pandemia di Coronavirus ha confermato che “l’approccio del lockdown è un approccio fallimentare“, ha detto il governatore repubblicano Ron DeSantis a “The Ingraham Angle“.
“Non solo è stato assolutamente distruttivo per quelle comunità [che lo hanno implementato]”, ha detto DeSantis alla conduttrice Laura Ingraham, “i dati del COVID in percentuale rispetto alla popolazione sono stati peggiori in posti come New YorkNew Jersey Pennsylvania“.
Il governatore repubblicano ha recentemente incontrato gli autori della Dichiarazione di Great Barrington, un piccolo consorzio di epidemiologi che ha prescritto una strategia di “protezione focalizzata” per combattere il virus, che spesso ha contraddetto le regole promosse dai vari governatori democratici e da alcune autorità sanitarie federali.
“Questi sono alcuni dei migliori esperti del mondo [che] sono stati in grado di certificare che l’approccio della Florida sia stato l’approccio corretto“, ha spiegato il governatore.
DeSantis ha aggiunto che la sua amministrazione ha supervisionato la vaccinazione del 70% della popolazione anziana dello Stato, molto più rispetto a molti altri stati per vaccinazioni pro capite.
“In Florida, abbiamo seguito una strategia di protezione focalizzata sugli anziani e persone vulnerabili, mantenendo l’economia aperta, mantenendo le scuole aperte“, ha detto DeSantis. “Il risultato è che la nostra disoccupazione è significativamente inferiore alla media nazionale. La nostra mortalità COVID pro capite è inferiore alla media nazionale”.
A questo proposito, Laura Ingraham ha notato che anche i critici nello Stato di DeSantis sono stati onesti nel giudicare la sua gestione dell’epidemia.
In una recente intervista, il Sindaco di Miami Francis X. Suarez, nonostante abbia criticato il governo di Tallahassee (la capitale della Florida, n.d.r.) per aver impedito alle autorità locali di far rispettare gli obblighi di indossare la mascherina con multe ed altre punizioni ha dichiarato:
“Devo lodare [DeSantis] perché ha preso alcune decisioni che sono state coraggiose, ed il fatto della questione è che l’economia è relativamente aperta e fiorente“.
DeSantis ha risposto dicendo che crede che i governi locali dovrebbero avere il controllo su alcuni aspetti della politica sanitaria, ma crede che tali direttive dovrebbero essere di natura “consultiva”.
La Contea di Miami-Dade, la contea di Broward, la Contea di Palm Beach, così come la Contea di Monroe hanno tutte adottato degli obblighi per le mascherine obbligatorie.

FoxNews.com, qui.

Uno studio smonta le chiusure: “Il Covid così va via tra 10 anni”

Secondo uno studio pubblicato su Science più Covid circolerà velocemente e più in fretta finirà l’incubo. Ma tutto deve avvenire proteggendo le categorie a rischio con cure e vaccini

Sul modo di affrontare il coronavirus bisogna essere cauti. Ancora oggi, a circa un anno dalla sua comparsa ufficiale, il Covid sta causando morti praticamente in tutto il mondo. Eppure vi è uno studio effettuato da Jennie S. Lavine del Dipartimento di Biologia della Emory University di Atlanta e Ottar N. Bjornstad del Dipartimento di Biologia e del Centro Dinamica delle malattie infettive dell’Università dello Stato della Pennsylvania che rivoluziona in modo clamoroso le nostre conoscenze sull’evoluzione del coronavirus.
Secondo i risultati di tale ricerca, infatti, parte delle misure adottate fino ad oggi contro il Covid potrebbero essere state controproducenti nella lotta al nemico invisibile. Nella ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Science, i due esperti sottolineano come sia fondamentale far diventare il virus endemico e non così virulento come lo è ora.
Lavine e Bjornstad sostengono che il Sars-Cov-2 è diventato così diffuso a livello planetario da esserci poche possibilità di una sua eliminazione diretta. Un problema, certo. Ma va ricordato gli esseri umani convivono con altri coronavirus endemici che causano più reinfezioni ma generano un’immunità diffusa sufficiente a proteggere gli adulti da gravi malattie, in quanto hanno un’aggressività decisamente più indebolita. In pratica si parla di virus paragonabili a quelli influenzali, con un rapporto di mortalità per infezione (Ifr) molto basso, pari allo 0,001.
Dallo studio, come ha evidenziato Affaritaliani.it, emerge che più il virus circolerà velocemente e più in fretta avremo finito di combattere questa guerra. Se, invece, si continua a tentare di limitarne la diffusione, allora ci vorranno 10 o 20 anni per tornare alla normalità. Ciò non significa lasciar correre in totale libertà Covid. Bisogna, infatti, usare tutti gli strumenti utili, come le cure diffuse ed i vaccini, per proteggere le categorie a rischio. Invece bisognerebbe eliminare qualsiasi forma di distanziamento sociale e di protezione per poterlo diffondere più possibile e ridurne l’aggressività. Così facendo il coronavirus si manifesterebbe come una normale influenza. Questo processo, oltre ad abbassarne la virulenza, offrirebbe anche un’altra opportunità: ridurrebbe l’età di diffusione interessando principalmente i bambini che hanno un sistema immunitario più forte.
Per le loro conclusioni, i due scienziati hanno seguito l’evoluzione degli altri coronavirus in circolazione tenendo anche conto del profilo della malattia strutturata per diffusione di età. Altro elemento utile è stato quello di valutare l’impatto della campagna vaccinazione che, in considerazione dell’attuale bassa diffusione, potrebbe avere effetti di protezione relativamente limitati.
“La nostra analisi dei dati immunologici ed epidemiologici sui coronavirus umani endemici (HCoV) mostra che l’immunità che blocca le infezioni diminuisce rapidamente ma che l’immunità che riduce la malattia è di lunga durata”, hanno sostenuto Lavine e Bjornstad. In pratica, per abbreviare i tempi occorrerebbe agire con strategie diverse. Senza dimenticare che la reinfezione è possibile un anno dopo la prima infezione, anche se con sintomi più lievi. Una volta raggiunta la fase endemica, l’esposizione primaria avverrebbe nell’infanzia. Quindi la strategia che si dovrebbe seguire è la seguente: “Affinché la maggior parte delle persone venga infettata così presto nella vita, persino più giovane del morbillo nell’era pre-vaccino, il tasso di attacco deve superare la trasmissione dalle sole infezioni primarie”.

Sconfiggere Covid

“Tuttavia, una volta che i dati demografici dell’infezione raggiungono uno stato stazionario, il nostro modello prevede che i casi primari si verifichino quasi interamente nei neonati e nei bambini piccoli, che, nel caso di Covid-19, sperimentano un CFR basso e un IFR contemporaneamente basso”, hanno spiegano ancora i due scienziati. “Si prevede che le reinfezioni negli individui più anziani siano comuni durante la fase endemica e contribuiscano alla trasmissione hanno proseguito-, ma in questa popolazione allo stato stazionario, gli individui più anziani, che sarebbero a rischio di malattia grave da un’infezione primaria, hanno acquisito l’immunità che riduce la malattia dopo l’infezione durante l’infanzia”, se si ragiona sul lungo periodo.
Questa transizione ad un virus più debole “può richiedere da pochi anni a pochi decenni, a seconda della velocità con cui si diffonde l’agente patogeno”, hanno scrittoLavine e Bjornstad che hanno anche sottolineato che “rallentare l’epidemia attraverso misure di allontanamento sociale che riducono R 0 vicino a 1 appiattisce la curva, ritardando così le infezioni e prevenendo la maggior parte dei decessi precocemente, offrendo un momento critico per lo sviluppo di un vaccino efficace”.
Per eliminare gli effetti più gravemente patogeni della Sars-Cov 2 il virus va fatto circolare. Così facendo sarà più facile trovare un vaccino sempre più efficace: “Se è necessario un frequente potenziamento dell’immunità mediante la circolazione virale in corso per mantenere la protezione dalla patologia, allora potrebbe essere meglio che il vaccino imiti l’immunità naturale nella misura in cui previene la patologia senza bloccare la circolazione del virus in corso”. Inoltre, i due scienziati hanno spiegato che i risultati preliminari suggeriscono che il vaccino a base di adenovirus sia “migliore nel prevenire infezioni gravi rispetto a quelle lievi o asintomatiche, e sarà importante produrre tecnologie simili per gli altri vaccini”. Dopo l’immunizzazione con un tale farmaco viene prodotta la proteina spike superficiale che attiva il nostro sistema immunitario affinché attacchi il virus e lo debelli. Tesi che di sicuro susciteranno polemiche e critiche.
Gabriele Laganà, 6 Marzo 2021, qui.

Corte marziale per alto tradimento e strage continuata e aggravata, e fucilazione alla schiena per tutti, questa sarebbe l’unica giustizia.
Concludo con uno spassoso commento in risposta a una signora che ritirava fuori la favoletta del vaccino che starebbe venendo sperimentato sulla nostra pelle:

Giannetto Michelassi 
Elena Bi 

sperimentazione su un centinaio di milioni e passa di casi mi pare di poter prendermi il rischio. Da un rapido giro di consultazioni gli amici maschi mi dicono che gli tira ancora e non gli è ancora diventato verde con squame argentate (purtroppo, sai che spettacolo!)

Non sono del tutto sicura che l’esperienza mi piacerebbe, però un’occhiatina effettivamente gliela darei volentieri.

barbara

LA CINA E I VACCINI

Quando hanno cominciato ad arrivare le notizie sui vaccini in fase conclusiva di sperimentazione, ho detto: se posso scegliere scelgo quello genico, se non posso scegliere prendo quello che passa il convento tranne quello russo e quello cinese: quello russo perché è stato messo in commercio prima che la sperimentazione fosse conclusa, quello cinese perché di ciò che dicono i cinesi non credo mezza parola e perché delle robe cinesi, soprattutto in campo sanitario, non mi fido neanche morta.
Ora guardiamo questo sito, che ci dà i numeri delle persone vaccinate in tutto il mondo. I numeri, ovviamente, sono quelli comunicati dai singoli stati. Nelle occasioni in cui ho parlato del totale di persone vaccinate nel mondo, ho sempre precisato che non contavo quelle della Cina perché, come ho appena detto, non credo a una parola di quello che propaganda il governo cinese; ebbene stando ai numeri riportati qui, sembrerebbe che la Cina, contando anche i neonati, abbia vaccinato quasi il 12% della propria popolazione, ma dato che nessuno sta vaccinando i neonati, e neanche i bambini, possiamo tranquillamente salire almeno fino al 20%. Se poi quelle fossero le dosi e a tutti fossero già state somministrate entrambe le dosi, le persone vaccinate sarebbero comunque almeno il 10%. E adesso leggete un po’ qui.

In Cina nessuno si vaccina

La Cina ha vaccinato solo il 4% della popolazione. Nonostante abbia approvato cinque diversi vaccini locali, il governo fatica a convincere gli abitanti a farsi inoculare. Se continuerà così, difficilmente potrà raggiungere l’obiettivo più volte annunciato di immunizzare entro giugno il 40% della popolazione. La Commissione nazionale per la salute ha dichiarato che presto saranno vaccinati 10 milioni di cinesi al giorno, contro i 3 attuali, e che questa settimana saranno distribuite in tutto il paese 140 milioni di dosi. Il problema, al di là delle scorte, è che i cinesi non vogliono vaccinarsi.

Il Covid-19 non spaventa più la Cina

I motivi che alimentano la ritrosia dei cinesi sono diversi. Innanzitutto, è da almeno sei mesi che il governo si vanta urbi et orbi di aver azzerato i contagi. Se ancora si contano una ventina di nuovi casi al giorno in tutto il paese, il Partito comunista insiste nel dire che sono tutti contagi provenienti dall’estero. La retorica nazionale, inoltre, vuole che il virus stesso sia stato in realtà portato in Cina da soldati americani, tesi che contrasta con quella iniziale divulgata da Pechino, secondo cui era l’Italia ad aver contagiato il Dragone. Ma se è vero che da mesi, su 1,4 miliardi di abitanti, si contano appena un pugno di nuovi casi al giorno e se è vero che negli ultimi 12 mesi sono morte appena quattro persone, perché mai i cinesi dovrebbero temere il virus e vaccinarsi in massa?

Mancano i dati sui vaccini cinesi

Il secondo motivo che spinge i cinesi a non immunizzarsi è, da un lato, l’inaffidabilità storica del governo e delle case farmaceutiche cinesi quando si tratta di vaccini, dall’altra, l’assenza di dati sui vaccini proposti da Pechino. CoronaVac, il siero di Sinovac, non ha ancora completato la fase 3 di sperimentazione. La reale efficacia del vaccino dunque non è ancora nota: dati parziali provenienti da Turchia, Indonesia e Brasile mostrano che il siero sarebbe efficace nel 91%, 65% e 50% dei casi rispettivamente. Una differenza importante che non aumenta certo la fiducia dei cinesi.

Anche dei due vaccini che sta sviluppando Sinopharm non sono ancora disponibili i dati definitivi della fase 3. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato il 30 dicembre che sono efficaci al 79%, ma mancano ancora studi pubblicati. Mentre secondo gli Emirati Arabi Uniti, dove sta avvenendo una seconda sperimentazione, l’efficacia è dell’86%. Non è chiaro quali siano le ragioni alla base della discrepanza dei dati, ancora parziali. Sono ancora alla fase 3 di sperimentazione, inoltre, anche i vaccini di CanSino Biologics, sperimentato in Arabia Saudita, e di Anhui Zhifei Longcom.

C’è anche un problema legato alle scorte. Sinovac può produrre “solo” 300 milioni di dosi all’anno. La Cina punta a vaccinare 700 milioni di persone nei prossimi due mesi, ma allo stesso tempo ha concesso prestiti miliardari a molti paesi africani e dell’America Latina per permettere loro di acquistare dosi del vaccino. Dosi che però, al momento, non esistono.

Troppi scandali legati ai vaccini

Al di là dell’assenza di dati e dosi, i cinesi non si fidano dei vaccini locali anche per la lunga serie passata di scandali. Nel 2019 a centinaia di bambini della provincia del Jiangsu è stato somministrato un vaccino per la polio scaduto. Nell’estate del 2018, almeno 250 mila bambini sono stati vaccinati per difterite, pertosse, tetano e rabbia con vaccini inefficaci. Pur di metterli in commercio, il produttore Changchun Changsheng aveva alterato i dati con la complicità di chi doveva controllare quei dati, il Wuhan Institute of Biological Products. [senti senti…]

Nel 2013, 17 bambini morirono dopo aver ricevuto il vaccino contro l’epatite B realizzato dalla Shenzhen Kangtai Biological Products, di proprietà del “re dei vaccini” Du Weimin, lo stesso con cui collabora AstraZeneca per produrre in Cina il proprio siero. Nel 2010, il giornale statale China Youth Daily riportò che 180 mila dosi di un vaccino per la rabbia erano inefficaci. La notizia, scoperta mesi prima, fu riportata in ritardo. Nel frattempo, Du vendette la proprietà dell’azienda (Jiangsu Yanshen) che aveva realizzato quei finti vaccini.

Nel 2016 il governo ammise, a un anno di distanza dalla scoperta, che 88 milioni di dollari di vaccini per polio, rabbia, epatite B e per diverse altre malattie erano stati inoculati nella provincia dello Shandong anche se alterati. La compagnia che li aveva realizzati aveva deciso di risparmiare sulla refrigerazione, rendendoli potenzialmente letali.

La Cina paga chi si vaccina

Questa lunga storia di scandali ha minato la credibilità delle campagna vaccinali in Cina. E anche se ora il governo prova a «incoraggiare» con il bastone o con la carota i cittadini a immunizzarsi contro il Covid-19, la maggior parte dei cinesi si tiene alla larga dai centri vaccinali. Secondo il Washington Post, molte scuole in tutto il paese vietano agli studenti non vaccinati di diplomarsi. A Pechino vengono offerti 50 o 100 yuan (6-12 euro) a tutti coloro che accettano di farsi immunizzare. In alcuni distretti della capitale vengono affissi striscioni con la scritta: «La vaccinazione è buona per il paese e per il popolo». Molti ristoranti offrono pasti gratis ai vaccinati.

Ma c’è anche chi usa il bastone. Nella provincia di Hainan, nella città di Wancheng, i funzionari comunisti hanno dichiarato che chi non si vaccinerà sarà inserito in una “lista nera” e non potrà più comprare da mangiare al mercato o salire sui mezzi pubblici. La notizia ha fatto scandalo in tutto il paese e il Partito comunista locale si è scusato. Difficile che l’iniziativa spingerà gli abitanti di Wancheng a farsi immunizzare con i vaccini di Sinovac e Sinopharm.

@LeoneGrotti  qui.

Della famosa straordinaria efficienza cinese, nonché delle sue meravigliose antichissime tradizioni, avevo già parlato anche qui, qui, qui e qui (anche da altre parti, ma non ho voglia di andarle a cercare, e comunque se linkassi trenta post non ne leggereste nessuno).

barbara

FACCIAMO DUE CONTI?

Ogni giorno nel mondo muoiono 150.000 persone: lo 0,002% della popolazione mondiale.
In Gran Bretagna su 18 milioni e qualcosa vaccinati in tre mesi con AstraZeneca sono morte – non si sa per quale causa – 7 persone, lo 0,00004% delle persone vaccinate: 200 (DUECENTO) volte meno delle morti quotidiane nella popolazione in generale, che moltiplicato per i 90 (circa) giorni durante i quali si sono svolte le vaccinazioni fa 18.000 volte. Forse dire che AstraZeneca regala l’immortalità è un po’ esagerato, ma, anche nel caso fossero tutte morte propter e non solo post, direi che siamo sulla buona strada.
Un altro conto (avevo detto due, no?). In Italia, con popolazione leggermente inferiore a quella britannica, san Google mi dice che abbiamo 600.000 casi di trombosi all’anno, con 230.000 morti (cercando dati analoghi per la Gran Bretagna in questo momento si trovano solo le presunte morti per trombosi causate dal vaccino, per cui uso i dati italiani, che non penso si discosteranno troppo da quelli britannici). Dunque 600.000 trombosi in un anno fanno 150.000 in tre mesi, 230.000 morti in un anno fanno 57.500 in tre mesi, e rappresentano rispettivamente l’1% e lo 0,38% della popolazione in esame: confrontando questi numeri con lo 0,00016% delle trombosi e lo 0,00004% delle morti fra i vaccinati con AstraZeneca, possiamo dire che questo vaccino rappresenta la migliore prevenzione della trombosi mai messa a punto finora? A me sembra una conclusione più che ragionevole.

Aggiungo altre due considerazioni. Vedo in giro grande scandalo per l’obbligo vaccinale per i medici pena la radiazione dall’albo dei medici, paragoni immondi (“l’ultima volta che è successo è stato con le leggi razziali”, senza neppure rendersi conto dell’oscenità di simili affermazioni) e alti lai. Ebbene, per chi non lo sapesse, chi si iscrive alla facoltà di medicina deve immediatamente fare l’anti TBC: niente vaccino, niente studi di medicina. Qualcuno ha mai sentito proteste, lamentele, paragoni vergognosi?
Altro motivo di scandalo: il cosiddetto passaporto vaccinale: la discriminazione, la privacy, i miei dati resi pubblici… SVEGLIA GENTE!!!! Voi non lo avete il libretto vaccinale, quel librettino giallo in cui sono scritti tutti i vaccini che avete fatto? E lo sapete che quei dati sono tutti conservati negli archivi del servizio sanitario nazionale? La cosa vi ha mai creato problemi? Io senza tifo colera tetano e febbre gialla non sarei mai potuta andare in Somalia. È stata una libera scelta, mi è stato detto. Certo. Così come voi siete liberissimi di scegliere fra il vaccino e cinema/teatro/treno/aereo eccetera.

Un’ultima cosa. Lo scorso 16 marzo in un messaggio all’amica Maria Teresa ho scritto:

Te l’ho detto: è un delirio, che diventa sempre più isterico. Non mi stupirei che prima o poi arrivasse qualche squadrone armato a dare l’assalto a qualche centro in cui si vaccina.

Ecco

barbara

APPIATTIMENTO AL BASSO

Alcune aziende hanno cominciato a vaccinare i propri dipendenti. Qualunque persona di buon senso direbbe bene! Sappiamo che ci sono un sacco di vaccini non “evasi” perché le istituzioni pubbliche non riescono a organizzarsi per smaltirli, così alcune aziende private si fanno carico di ciò che lo stato non è in grado di fare. Non stanno rubando vaccini a medici e anziani, stanno semplicemente prendendo dei vaccini inutilizzati, ogni persona vaccinata in un’azienda è un lavoro in meno per lo stato e una persona a rischio di infettare in meno in circolazione, e ogni persona vaccinata in azienda è anche un vecchio o un medico in più che lo stato può vaccinare, visto che non deve più vaccinare quelli lì. Intervistato in merito, Cofferati protesta vivamente. Perché? Perché così si creano divisioni e disparità: siccome ci sono aziende che non vaccinano e i cui dipendenti, di conseguenza, non si possono vaccinare, allora non si devono vaccinare neanche gli altri. Classico appiattimento verso il basso tipicamente comunista: se tutti non possono essere ugualmente ricchi, allora tutti devono essere ugualmente poveri. O, nel caso specifico, a rischio covid.
Il che mi ha riportato alla mente un vecchio episodio. Avevo raccontato a una collega comunista di una coppia di amici, entrambi insegnanti al liceo, che quando andavano in gira con le rispettive classi erano soliti portarsi dietro i figli, in modo da offrire loro un’opportunità in più di vedere e imparare. Subito la collega insorge indignata: “E il preside dei ragazzi gli dà il permesso di assentarsi?! Io non lo permetterei mai!” “E perché?” “Perché non tutti hanno queste opportunità, quindi non vedo perché le debbano avere loro”. Naturalmente non trovava niente da ridire sul fatto che, con lo stesso stipendio, io dovessi pagare l’affitto che me ne portava via oltre un terzo, e lei no perché mamma e papà le avevano regalato l’appartamento. Che io dovessi comprare il cibo e tutto ciò che serviva per la manutenzione della casa e lei no perché prendeva tutto dall’albergo dei suoi genitori. Eccetera. Ma queste sono quisquilie, così come per Cofferati sarà sicuramente una quisquilia la disparità fra la sua pensione e quella di un metalmeccanico che ha sgobbato per quarant’anni. L’importante è che gli altri siano tutti livellati verso il basso, e nessuno possa avere opportunità, neppure quelle di studio e di apprendimento se non le hanno tutti gli altri. Lei, per inciso, era questa tizia qui.
E adesso godetevi il Cofferati in tutto il suo splendore.

barbara

ANCORA UN PAIO DI CIANFRUSAGLIETTE

Dove si parla dei tremendi pericoli che ci circondano, un po’ per celia, un po’ per non morire.

La pericolosità del vaccino

La pericolosità dei giornalisti

molto peggiore di quella del vaccino

La pericolosità dei politici (inutile discutere se siano peggio loro o i giornalisti: sono culo e camicia e remano tutti insieme)

Che poi, dico: le case farmaceutiche guadagnano? E allora? Perché mai non dovrebbero guadagnare? Guadagnano anche i percettori del reddito di cittadinanza che non fanno niente e non dovrebbe guadagnare chi lavora, rispondendo a delle precise necessità della popolazione?

La pericolosità di chi contribuisce a seminare terrore

clic per ingrandire

Comunque se il vaccino vi fa paura come il buio quando eravate piccoli non c’è problema: potete sempre ricorrere all’alternativa, come potete vedere poco sopra.

Concludo con una bella notizia: è morto di covid John Magufuli, presidente della Tanzania, che negava la presenza del virus nel Paese, e di conseguenza l’opportunità di prendere qualunque precauzione.

barbara

DUE PAROLE SU VACCINI E DINTORNI

Dedicato in particolar modo ai vaccinofobi. Che almeno sappiano di quale banda fanno parte.

Ecco perché la Germania è la patria dei “no-vax”

Religione, salutismo, razzismo e politica: i nemici delle inoculazioni sono storicamente gli stessi

Berlino. È scienziata di formazione con una laurea in fisica e un dottorato in chimica quantistica. Ad aprile del 2020 ha dato sfoggio delle sue competenze spiegando in diretta tv il modello matematico della progressione dei contagi da coronavirus.
Un mese prima si era messa in quarantena dopo essere entrata in contatto con un medico poi risultato positivo al Covid-19: l’uomo l’aveva visitata per somministrarle il vaccino contro lo pneumococco, che in Germania è facoltativo. Eppure, quando lo scorso 21 gennaio Angela Merkel ha affrontato in conferenza stampa il tema dei vaccini è stata molto attenta a misurare le parole. Tutti i cittadini «che desiderano ricevere l’iniezione ha detto potranno farlo entro il 21 settembre». Toni cauti che tradiscono la natura elettorale di quest’anno. Domenica si vota in Renania-Palatinato e in Baden-Württemberg, a giugno in Sassonia-Anhalt e a metà settembre in Bassa Sassonia. Il 26 dello stesso mese, infine, ci saranno le legislative: un calendario fitto che non permette alla cancelliera di immolarsi sulla causa dei vaccini. Non certamente in Germania, patria storica del movimento no-vax.
Oggi i tedeschi che si oppongono all’obbligo vaccinale vengono definiti «Impfgegner», ma ieri uno dei nomi con cui venivano associati era quello della «Lebensreform». La «riforma della vita» è stato un movimento diventato popolare alla fine del XIX secolo con l’obiettivo di promuovere la cura «naturale» dell’individuo, dove per naturale si intendeva non immunizzato, non avvelenato dalla medicina «artificiale» dei vaccini. Irrobustirsi, mangiare bio, «farsi» le malattie infantili, stare all’aria fresca, fare esercizio fisico e prendere il sole sul corpo nudo erano considerati medicine migliori dei farmaci. «La Lebensreform è strettamente collegata al movimento dell’omeopatia, che era popolare nel Baden-Württemberg e nella sua capitale Stoccarda», spiega al Giornale Malte Thießen, docente di Storia della Medicina all’Università di Münster. Popolare ma non per tutti, il movimento aveva una casa editrice di riferimento che pubblicava gli scritti degli anti-vaccinisti ed era diffuso fra i ceti più abbienti. «D’altro canto, la medicina omeopatica, le cure dell’aria e del sole non erano proprio per tutti», ricorda lo storico.
Ieri come oggi, la Lebensreform era solo una delle isole nell’arcipelago no-vax. Le vaccinazioni non riguardano solo la salute dell’individuo ma quella della società: di conseguenza assumono sempre una connotazione politica, «e nella critica ai vaccini si mescolano argomenti di estrema destra ed estrema sinistra». Se oggi c’è chi crede che assieme ai vaccini anti-Covid ci vengano inoculati dei microchip oppure si cerchi di manipolarci geneticamente, «nel 1796», anno del primo vaccino anti vaiolo in terra tedesca, «c’era chi temeva che i vaccinati si sarebbero trasformati in mucche», dalle quali il vaccino prendeva sostanza e nome. Fra i no-vax d’antan si contano anche alcuni politici liberali, favorevoli all’autodeterminazione umana e perciò contrari all’obbligo vaccinale. Alla fine del XIX secolo, continua l’accademico, la resistenza era anche dovuta agli effetti collaterali dei vaccini: d’altronde, i sieri muovevano i primi passi e potevano recare danni anche gravi. Da allora il timore degli effetti collaterali è rimasto, ma oggi che i vaccini funzionano meglio, e molte malattie sono scomparse, le rare complicazioni pesano ancora di più. I vaccini insomma «sono vittime del loro stesso successo».
Anche i motivi religiosi hanno giocato un ruolo importante: le vaccinazioni erano considerate come un’interferenza con l’opera divina: macchinazioni del diavolo contro malattie vissute come prove o punizioni celesti. Così, ricorda Thießen, in alcune comunità protestanti le vaccinazioni erano ritenute uno strumento usato dai cattolici contro i bambini. Per lo storico, insomma, non c’è quasi nulla di nuovo sotto il sole «e anche oggi in alcuni paesi musulmani le campagne di vaccinazione sono respinte come una crociata cristiana». Tornando in terra tedesca, un altro filo conduttore fra passato e presente è l’antisemitismo, per la cui manifestazione non bisogna aspettare il Terzo Reich. Già nel XIX secolo i vaccini erano considerati lo strumento di una cospirazione mondiale ebraica per indebolire il «corpo nazionale» tedesco. Una teoria che da un lato può essere fatta risalire al Medioevo, quando gli ebrei erano accusati di avvelenare i pozzi e di spargere i germi della peste, mentre dall’altro arriva dritta ai tempi moderni. Thießen cita il teorico della cospirazione Attila Hildmann, un cuoco vegano di origine turca, ma profondamente xenofobo, animatore delle recenti Hygiene-Demo, le manifestazioni tedesche contro mascherine e distanziamento sociale. Anche Hildmann, ricorda l’accademico, «sostiene che gli ebrei stanno avvelenando l’acqua potabile di Berlino». Gli ebrei, osserva ancora, forniscono il perfetto schema di proiezione per i no-vax, che li vedono come un’élite che ordisce piani segreti contro la salute della nazione con il sostegno della finanza internazionale. Perché anche la critica al capitalismo è un elemento ricorrente: «Dal XX secolo, c’è chi sostiene che le aziende farmaceutiche usino le vaccinazioni per condurre esperimenti sugli esseri umani o addirittura per diffondere epidemie al fine di vendere i vaccini».

Daniel Mosseri, 14/03/2021, qui

Bene, se la compagnia vi piace restateci, e buon pro vi faccia.
Poi c’è questa meravigliosa notizia che arriva – tanto per cambiare – da Israele. Fin dall’inizio quelli col baco nel cervello ci hanno massacrato i marroni con la storia che il vaccino è pericoloso per le donne incinte. Ovviamente – ed è stato ripetutamente spiegato, ma nei cervelli col baco le spiegazioni non entrano – nessuno ha mai sostenuto una simile idiozia: semplicemente non c’erano dati sui possibili effetti su donne incinte perché non erano state vaccinate donne incinte (eh sì lo so, sono concetti difficili, non alla portata di tutti). Ebbene, in Israele sono state vaccinate donne incinte, che sono rimaste in perfetta salute (sì lo so, qualcuno adesso ci perderà il sonno), hanno partorito figli perfettamente sani e – questa è la notizia meravigliosa – è stato verificato che i figli delle donne vaccinate, se allattati al seno, attraverso il latte ricevono gli anticorpi. Non è fantastico?
E infine guardate questa tabella, che mette a confronto le “reazioni avverse” fra coloro che hanno ricevuto il vaccino e un numero quasi uguale di persone che hanno ricevuto il placebo:

Quanto all’inquietante fenomeno delle morti post vaccino, SVEGLIA GENTE! Ogni giorno nel mondo muoiono 150.000 persone, più di 100 al minuto, quasi due ogni secondo: persone vecchie e persone giovani, persone malate e persone sane, persone che hanno preso qualche medicina e persone che non ne hanno prese. Mi spiegate per quale diavolo di motivo le persone che hanno fatto un vaccino dovrebbero essere le uniche persone al mondo che non possono morire? Ma cosa avete nella testa?! E non chiamatemelo principio di precauzione: questo è principio di demenza!

barbara

VAFFANCULO

Perché, come dice il saggio proverbio, chi manda affanculo il primo dell’anno manda affanculo tutto l’anno (sì lo so, la mezzanotte è passata e siamo già al 2, ma siccome è il primo post dell’anno, vale uguale). E siccome quest’anno che sta cominciando sarà molto peggiore del precedente, anche se questo comunicato delle 8 di sera del 31 dicembre 2020 tenta di smorzare i toni e ridimensionare la cosa

e di cose e persone da mandare affanculo che ne saranno fin sopra i capelli, sarà bene che ci facciamo trovare in forma e ben allenati. E dunque cominciamo.

Vaffanculo al governo, che a fronte di una situazione stabile e sostanzialmente tranquilla ha messo in atto un gigantesco sequestro di persona per paura che cenone di Natale e affini potessero far aumentare i contagi.

01 GENNAIO 2021 

Sono 22.211 i nuovi casi di coronavirus registrati oggi in Italia (contro i 23.477 di ieri su 186.004 tamponi). Le vittime sono 462, in calo rispetto a ieri quando erano state 555. Continua a salire il tasso di positività, che si attesta al 14,1% rispetto al 12,6% di ieri. (la Repubblica)

E non venitemi a dire che non sappiamo come sarebbero stati i contagi col cenone di Natale con tre invitati al posto di due, o mando affanculo anche voi.

Vaffanculo al governo 2.

E vaffanculo anche a Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione presso il ministero della salute (che una volta si chiamava Sanità e faceva funzionare la sanità, mentre adesso si chiama salute e si preoccupa appunto della nostra salute, sequestrandoci in casa, vietandoci di mostrare la faccia, di abbracciare gli amici, di invitare a cena genitori suoceri fratelli cognati, decidendo quali malattie si debbano curare e per quali altri lasciar crepare i malati come cani).

Vaffanculo alle veterinarie che si spacciano per virologhe, come se di virologi del cazzo che sproloquiano sui mass media non ne avessimo già più che a sufficienza.

Ilaria Capua

globalist 27 dicembre 2020

Sulle pagine del Corriere della sera, la virologa [virologa di sto cazzo] Ilaria Capua parla di K, il fattore di dispersione virale. Non tutti infatti diffondono il covid allo stesso modo: “Come amplificatori del fenomeno pandemico non siamo tutti uguali. Alcuni di noi, a causa della convergenza di più fattori, riescono a sviluppare proprio ‘l’effetto elicottero’”. 
Si chiamano i super-spreader: individui spesso asintomatici (almeno durante l’evento del contagio) che sono avvolti da una nuvola di virus a concentrazioni altissime che con l’aiuto di alcuni accorgimenti può essere trasformata anche in migliaia di contagi. [trasformata in migliaia di contagi – una sola persona ne contagia cinquemila?!?! – con l’aiuto di alcuni accorgimenti?!?! Cioè se imparo a fare la esse balorda o qualche pronuncia dialettale (in quello sono bravissima, ne so fare un sacco) mi basta chiedere scusi per piazza Garibaldi vado bene per infettare cinquemila persone? Figo! Adesso comincio subito a esercitarmi!]
La virologa si domanda se determinati modi di parlare – come le inflessioni dialettali – possano favorire la diffusione del virus.
Allo stesso modo mi incuriosisco su alcuni difetti di pronuncia — come il sigmatismo, meglio noto come zeppola — forse possano creare un volume di goccioline maggiore a quello [“maggiore a”? Per non parlare della sintassi] che emetterebbe chi non l’ha o ha l’erre moscia. Insomma la K della pandemia del 2020 ci ricorda che ognuno di noi è individuo, unico, irripetibile e speciale. Pur sempre parte di una comunità, però. (qui) [se qualcuno volesse cortesemente fornire la parafrasi dell’ultima parte, in modo da permettere di capire anche a noi illetterati…]

Ma secondo me quella ha smesso di fare la veterinaria perché le bestie appena vedevano la sua faccia si mettevano paura e scappavano

Vaffanculo ai buonisti accoglionisti del cazzo.

Agitu Gudeta, donna straordinaria sopravvissuta al razzismo, uccisa dalla violenza sessista

di Elena Tebano
@elenatebano  [a prima vista avevo letto talebano. Poi ho letto l’articolo e ho visto che avevo letto giusto]

Agitu Ideo Gudeta era una donna straordinaria: aveva lottato in Etiopia per difendere i pastori poveri e il loro diritto alla terra sottratta dai latifondisti. Poi, quando era diventato troppo rischioso, era tornata in Italia, a Trento, dove aveva studiato sociologia, e sulle «nostre» montagne aveva salvato, lei che era straniera e l’Italia l’aveva scelta, una tradizione che rischiava di estinguersi, allevando le capre autoctone nella Valle dei Mocheni. Aveva questo dono: far vedere anche a noi i tesori che avevamo dimenticato di avere.
Per riuscirci aveva dovuto combattere col razzismo di chi le rimproverava di non essere «di qui», «troppo» nera e forse e soprattutto, troppo brava e intelligente. Circa due anni fa, Agitu aveva ricevuto minacce e subito una aggressione con insulti razzisti dall’uomo che abitava la baita vicino alla sua abitazione [aggressione fisica o aggressione verbale? Le aggressioni verbali sono orrende, ma fra le due qualche differenza io la vedo]. Lo scorso gennaio, l’autore della violenza, che si era scagliato anche contro il casaro del Mali che aiutava Agitu, era stato condannato a 9 mesi per lesioni dal Tribunale di Trento. Agitu era andata avanti. L’imprenditrice esule [pliz, prendere un vocabolario e studiare il significato di “esule” e di “immigrato”: se esistono due parole, significa che esistono due significati diversi], 42 anni, era diventata anche un simbolo, dell’ostinazione e della forza che riescono a tirar fuori il meglio dall’incontro di mondi diversi, ma non poi così lontani.
Anche per questo fa ancora più male che sia stata uccisa. Sfuggita alla violenza di classe, era riuscita a tenere a bada il razzismo, ma è stata vittima di un altro “ismo”, quello della violenza sessista, compiuta da un uomo che come lei veniva dall’Africa: il pastore ghanese Adams Suleimani, 32 anni. L’uomo dice di aver agito per soldi, ma dopo averla colpita ha compiuto un gesto osceno su di lei: uno spregio di carattere sessuale. [la signora sembra avere qualche difficoltà a distinguere fra uno stupro e un gesto osceno. Non sarà per caso che quando un bianco fa un gesto osceno la signora lo chiama stupro, così giusto per gradire e mostrare che lei non è razzista?] Nella violenza c’è stato dunque anche un elemento di sopraffazione di genere: è un femminicidio in piena regola. A dimostrazione del fatto che le donne, anche quelle straordinarie, devono lottare costantemente contro forme di violenza molteplici e costanti, che spesso si intersecano. Oggi è un giorno triste. L’unica cosa che riesco a pensare è che dobbiamo impegnarci ogni giorno di più contro quegli “ismi” che hanno spezzato una vita così bella e feconda. (qui)

Sopravvissuta al razzismo e uccisa dal sessismo: gli insulti razzisti del bianco e l’assassinio e lo stupro sulla moribonda del negro esattamente identici. E aggiungo quest’altro commento:

Flavio Gastaldi

Grazie, ex collega 

Miele

Il Suo contributo è decisivo. Leggo “per questo fa ancora più male che sia stata uccisa” punto. Manca il complemento d’agente. Che strano. Si legge lo scoramento dovuto al fatto che non l’abbia ammazzata E POI VIOLENTATA l’indigeno trentino, che avrebbe ricoperto il ruolo alla perfezione, essendosi già “scagliato” (?) contro il casaro del Mali. Quindi, non potendosi gridare al razzismo in quanto l’indigeno trentino non c’entra, si ricorre al sessismo.

Vaffanculo ai talebani del terrorismo sanitario.

Fonte: Ragione Critica

12 ANNI SOSPESA DA SCUOLA PER “ECCESSO DI AFFETTUOSITA”

Ecco i risultati del lavaggio del cervello che avviene dentro i Gulag 2.0, cioè dentro le scuole al tempo del corona.
Una bambina di 12 anni, spontanea e molto affettuosa all’uscita da scuola ha avuto l’istinto di abbracciare una sua compagna, che per questo gesto si è messa ad urlare!
In un primo momento pensava di averla stretta troppo e di averle fatto del male, la tristissima realtà è che la sua amichetta gridava per la violazione delle norme anti-Covid.
Avete capito dove sta il problema? Se una ragazzina di 12 anni urla a squarcia gola perché viene semplicemente abbracciata da una compagna è il segnale inequivocabile che abbiamo intrapreso la strada verso la distruzione dell’infanzia. E voi genitori ne siete i responsabili perché state avallando un sistema educativo in metastasi che sforna piccoli mostri asociali e complessati. Piccole creature che diventeranno adulti corrotti e manipolabili: cioè sudditi perfetti del regime.
L’epilogo di questa storia è ancora più triste perché la bambina rea di “eccesso di affettuosità” è stata portata in presidenza e dopo due giorni sospesa da scuola! Ebbene sì, una volta si sospendevano i bambini per cose serie e gravi, ora perché amano e abbracciano gli altri.
Se è questa la scuola che voi genitori volete per i vostri figli, allora è giusto e sacrosanto che paghiate un conto salatissimo…
Marcello Pamio (qui)

La ragazza dell’estetista, che ha una bambina di due anni, mi ha detto che quest’anno non la manda al nido: “Educatrici senza viso, in mezzo a bambini che non può abbracciare, che non può toccare, che non può avvicinare, non può toccare i loro giocattoli e loro non possono toccare i suoi, ossia non possono giocare, che razza di socialità può sviluppare in queste condizioni? E che razza di vita è?” Entrambe le nonne si sono trovate d’accordo e si sono dette la disponibili a tenerla a turno.

Vaffanculo UE 1

Maria Giovanna Maglie

BUONGIORNO SCAMPOLI DI VERITÀ SUI VACCINI CHE LA PROPAGANDA DI GOVERNO NASCONDE

Avete visto le immagini della propaganda natalizia? Un camioncino col numero più basso di vaccini del mondo riservato all’Italia, mostrato trionfalmente all’arrivo dalla TV di regime? I produttori Pfizer e Moderna avevano offerto alla Commissione Europea 800 milioni di dosi. Bruxelles ha fatto la scelta protezionista del cavolo, ordinando 300 milioni di dosi alla francese Sanofi e solo 200 milioni a Pfizer e 80 milioni a Moderna .
Siccome il diavolo è sempre distratto, Sanofi ha sbagliato il vaccino , consegnerà solo nel secondo trimestre 2022, e noi da questo ritardo dipenderemo, rischiando di avere tutto il 2021 in compagnia del Covid.
Contenti di stare nella gloriosa Unione Europea? Mentre meditate, sappiate anche che resta la speranza che i cattivi inglesi, quelli della variante sulla quale il governo italiano ha fatto terrorismo sotto Natale lasciando i nostri connazionali negli aeroporti inglesi abbandonati, tirino fuori rapidamente il vaccino dell’Anglosvedese Astrazeneca. Che cos’è? Un farmaco immunitario che protegge dal virus e che potrebbe essere disponibile fra 4 mesi.
Ma il governo italiano starà sicuramente agli ordini dell’Unione Europea ancora una volta. E ancora una volta per sperare di salvarci la vita e salvare la nazione, la prima cosa da fare e’ liberarsi di questo governo. Buona domenica a tutti

E vaffanculo UE 2.

Vaffanculo signor Mattarella.

Paolo Dealberti

Stefano Zangrillo

31.12.2020

Buon Anno Presidente,
grazie per aver tenuto coesa l’unità Nazionale regalandoci il Governo PD – 5Stelle– Renzi, forze politiche che hanno tutta la fiducia del popolo italiano, forze politiche unite e mai litigiose che nell’interesse del paese dimostrano tutti i giorni l’attaccamento alle sorti della Patria e non alla poltrona.
Grazie per aver vigilato sulla gestione della pandemia, sui soldi spesi per le mascherine, gli ospedali, i banchi a rotelle, i monopattini, i trasporti, i ristori ai commercianti e alle partite IVA, la cassa integrazione.
Grazie per il continuo vigilare sui soldi del Recovery Plan con cui ci indebiteremo fino al 2050 e che con cui finalmente investiremo 18miliardi sulla parità di genere e l’integrazione.
Mi scordavo: IMPORTANTE, un caloroso grazie per il lavoro della magistratura, una giustizia libera e giusta, seria, corretta ed efficiente che abbiamo in Italia, di cui Lei è il capo supremo.
Ah, poi le mogli dei marinai sequestrati in Libia da un gen. Capotribù,  ringraziano per il TUO TEMPESTIVOE DECISIVO INTERVENTO PER LA LORO LIBERAZIONE.
Grazie Presidente per tutto quello che non ha fatto, (Che ci sia stato o no, è stata la stessa cosa. Il nulla)
Buon Anno.

Vaffanculo Tunisia, vaffanculo islam. (Sì, la canzone fa cagare – e infatti non ve la metto – ma ovviamente non è questo il punto)

Vaffanculo misera italietta, ridotta ormai a un lecca-lecca a cui tutti quelli che passano si sentono in diritto di dare una leccatina, e ormai non sta rimanendo altro che il bastoncino. E d’altra parte il linguaggio del corpo è già sufficiente a dire tutto

Vaffanculo Onu

Eccetera. E ora concediamoci almeno un mezzo sorriso con questa

barbara