CI PENSATE CHE FIGATA?

Prova a immaginare: dopo che con la sciagurata gestione della pandemia il governo ci ha messi in ginocchio; dopo che con la sciagurata cosiddetta transizione verde ci ha messi bocconi; dopo che in obbedienza all’infame cricca che governa l’America (+NATO+CIA ecc.) con l’approvazione delle sanzioni alla Russia ci ha tolto i vestiti che avevamo addosso; dopo che con le armi mandate ai nazisti ucraini e l’aumento delle spese militari per fare la guerra alla Russia ci ha tolto anche le mutande; dopo tutto questo la Russia alla fine vince la guerra e per ritorsione (legittima) ci impone sanzioni e per giustizia nei confronti dei soldati uccisi con le nostre armi ci impone anche il risarcimento dei danni. Beh, io la troverei, come dicevano i giovani un po’ di tempo fa, una figata pazzesca.
Fine della mia disquisizione e passo la parola ad altri. A Marcello Foa, per cominciare, 2015

E poi a questa cosa spettacolare:

Ucraina, la mossa di Biden: “Pronto a usare armi nucleari”

Il presidente torna alla vecchia dottrina: l’uso della minaccia nucleare come deterrente. Continua l’escalation

Sembra un libro di Ken Follett. L’avete letto, l’ultimo? Si intitola “Per Niente al Mondo” e parla del terzo confitto globale, stavolta atomico. Non staremo qui a svelare il finale, eppure chi l’ha sfogliato sa che sembra il film di quanto sta succedendo in questi giorni in Ucraina: un conflitto regionale che si trasforma in mondiale perché nessuno ha la forza, o il coraggio, di porre un freno a quella che viene chiamata “escalation”.
Ora, proviamo a mettere insieme i puntini. A fine febbraio, dopo aver ammassato le truppe al confine e dopo tentativi di mediazione andati a vuoto, Putin ha deciso di invadere l’Ucraina. I Paesi occidentali avrebbero potuto limitarsi ad una debole condanna, invece sono scesi in campo seppur non direttamente: hanno applicato sanzioni durissime, mobilitato l’opinione pubblica e infine inviato armi a Kiev. Lo Zar ha reagito mettendo in stato di pre allerta le sue forze nucleari, spiegando alla Nato e agli Stati Uniti che qualora intervenissero al fianco dell’Ucraina provocherebbero la reazione nucleare di Mosca.
Gli Stati Uniti l’hanno ritenuta in un primo momento poco più di un bluff: eppure il conflitto atomico, per quanto improbabile, resta pur sempre possibile. E non ci vuole poi molto a premere un bottone. La dottrina russa sulle armi nucleari è chiara, o quasi: Mosca intende rispondere solo in caso di grave minaccia. L’ha spiegata chiaramente Peskov nei giorni scorsi. Già, ma chi valuta quando è sufficientemente grave una minaccia da provocare il disastro mondiale? Serve che la Nato bombardi il territorio russo? Oppure basta abbattere un caccia in territorio di guerra? E poi: la dottrina della “risposta” o al massimo della contemporaneità riguarda solo gli ordigni strategici, quelli a lunga gittata, o anche le bombe tattiche utilizzabili sul campo?
Dopo giorni di tentennamenti, Biden ieri ha preso una decisione importante: segnare una linea rossa (l’uso di armi chimiche) nella guerra in corso. Se Putin dovesse superarla, gli Usa reagirebbero. E allora si aprirebbe uno scenario incontrollabile. Non solo. Sebbene durante la campagna elettorale avesse sposato sul piano nucleare una linea più morbida, ora Joe sembra aver cambiato idea. Secondo il WSJ, infatti, il presidente americano sarebbe tornato sull’approccio tradizionale: minacciare una risposta nucleare usandola come deterrente per i pericoli convenzionali e non nucleari, lasciandosi dunque mano libera alla possibilità di usare le armi atomiche in “circostanze estreme“. Più o meno la stessa posizione assunta da Putin: il “first nuclear strike” americano prevede “l’attacco nucleare preventivo” anche in casi di minaccia convenzionale, biologica, chimica e chissà cos’altro. Lo stessa cosa che è pronta a fare Mosca: se gli Usa o la Nato dovessero lanciare attacchi convenzionali contro bersagli strategici russi (come i centri di comando e controllo centrali o la capitale), la Russia risponderebbe con un attacco nucleare. Cosa significa?
Significa che Ken Follet ci aveva visto giusto. L’escalation nasce e si alimenta quando ogni parte in causa aggiunge un pezzettino: l’invasione di uno Stato sovrano, l’invio di armi alla resistenza, la minaccia atomica, la controminaccia nucleare, poi magari un errore di calcolo sul tiro di un missile e il patatrac è servito. (Qui)

Ed è davvero spettacolare, perché che Putin è pazzo, no? Lo sanno tutti, lo dicono tutti, è scritto su tutti i giornali. È pazzo, è squilibrato, non sa quello che fa, si muove senza logica, è paranoico, è l’egocentrismo fatto persona… E che cosa si fa quando si ha di fronte un simile mostro preda dei peggiori istinti? Si provvede a informarlo che “siamo pronti a usare l’atomica anche per primi”. E credo che qui valga la pena di ricordare i miliardi di film western di cui gli americani sono maestri: quando entrambi gli avversari hanno la mano posata sulla pistola, quello che spara una frazione di secondo più tardi è un uomo morto. Detto in parole semplici, si sta aizzando Putin a usarla per primo. Come ho detto fin dal primo giorno, l’unica cosa su cui conto sono i nervi saldi di Putin, che ha dimostrato di averli per venti interi anni, e in modo particolare negli ultimi otto. Ma con mezzo mondo che ce la sta mettendo tutta a punzecchiargli il culo, sinceramente non so quanto ancora riuscirà a reggere.
Poi c’è questa cosa molto carina:

Ucraina, centinaia di transgender in fuga respinte al confine: devono combattere per il Paese

La legge marziale non perdona: le giovani hanno cambiato sesso ma sui passaporti hanno ancora il loro nome al maschile. Per questo non possono lasciare le città sotto le bombe
Centinaia di donne transgender sono state respinte al confine ucraino mentre tentavano di fuggire dal Paese, a causa dei loro passaporti che riportano ancora il loro nome e genere di nascita maschili, nonostante abbiano effettuato il cambio di sesso.
Lo riferiscono associazioni di attiviste citate dalla Bbc: le leggi attuali in Ucraina vietano ai cittadini maschi dai 18 ai 60 anni di lasciare il Paese. Per loro c’è l’obbligo di imbracciare le armi e difendere la patria.
In Ucraina cambiare il genere e il nome sul passaporto richiede un lungo processo, che coinvolge anche diverse valutazioni psichiatriche e questo induce molte persone che hanno cambiato genere a non andare fino in fondo alla pratica burocratica. Così chiunque ha un passaporto con scritto “maschio” rischia di essere respinto al confine. (Qui)

Ma no, dai, questa è sicuramente una bufala, una volgare propaganda russa! Lo sappiamo tutti che gli ucraini che combattono sono tutti volontari, tutti entusiasti di offrire il proprio sangue perché All’ombra dei nostri gagliardetti è bello vivere, ma se sarà necessario sarà ancora più bello morire, per la Patria, per il Duce e per il Re, eia eia alalà. Niente, non possiamo crederci.
Poi vi racconto di Orban, forse l’unico statista nell’UE degno di questo nome, che ancora una volta resiste al ricatto e dice no. Poi vi racconto che Putin, oltre a essere l’unico al mondo a difendere gli armeni dallo sterminio azero, ha anche, come rivelato da Netanyahu in questo articolo di due anni fa, salvato Israele dalle grinfie dell’ONU. E poi vi mostro quanto è bello quando anche gli indiani, nel loro piccolo, si incazzano

Proseguo con due interessanti commenti, botta e risposta, trovati da Porro

Franco Maloberti
Il 22 marzo, su La Stampa, ha pubblicato un articolo che considerava la possibilità dell’uccisione del presidente della Russia. Non c’è bisogno di dire che questo è fuori dall’etica e dalla morale e dalle regole del giornalismo. “Ecco perché ho presentato l’esposto”, ha detto l’ambasciatore della Russa a Roma, aggiungendo: “Nel codice penale della Repubblica italiana si prevede la responsabilità per l’istigazione a delinquere e l’apologia di reato. In precisa conformità alla legislazione italiana oggi mi sono recato in procura per presentare una querela con la richiesta alle autorità italiane di esaminare obiettivamente questo caso.”

Stefano à Franco Maloberti
“Siamo certi che l’eliminazione violenta e oligarchica del tiranno non inneschi un caos peggiore? Il pessimismo è obbligatorio. Quasi mai il risultato è stato conforme ai desideri di chi pensava di risolvere tutto al prezzo di una sola vita per di più sciagurata. Nel 1914 il serbo Gavrilo Princip si illuse: ammazzando l’erede al trono austriaco i problemi dei Balcani sarebbero stati risolti, pensava. Invece eliminò l’unico personaggio che probabilmente, non per indole pacifista, avrebbe impedito che l’Europa precipitasse nella tragedia della Prima guerra mondiale (D.Quirico)”

Ma la Storia, purtroppo, è maestra solo per pochi – che quasi mai sono fra coloro che prendono le decisioni.
E concludo con la marionetta.

La fiction NATO must go on

Dopo che Zelensky ha ufficialmente bandito i restanti partiti di sinistra (quello comunista era già stato messo al bando nel 2015), i suoi sceneggiatori gli indicano la mossa successiva: terminare la videoconferenza al vertice NATO di Buxelles col pugno chiuso.
Perché?
Per confondere.
Perché un’immagine è più potente delle parole, qualsiasi sceneggiatore lo sa, e quel pugno ci dice molte cose. 
Quel pugno ci dice che il problema dell’ultranazionalismo in Ucraina non esiste. Ci dice che di rifugiati politici in Ucraina non ce ne sono mai stati. Che non vi è mai stato nessun morto tra i dissidenti. Che nessun n4zista di nome Bandera è diventato eroe nazionale. Che nessuna bandiera dei collaborazionisti di H1tler è mai stata sventolata nel 2014, durante una rivoluzione democratica. 
E il battaglione Azov?
Un’aggregazione in cui si legge Kant, dicono i media. Per questo motivo, forse, il presidente Zelensky ha conferito il titolo di “eroe dell’Ucraina” a Denis Prokopenko, comandante dello stesso battaglione. 
Cosa dire, invece, degli altri battaglioni punitivi neonazisti, regolarmente inseriti nell’esercito ucraino? Il Dnepr, il Donbass, l’Aidar?Nulla, non se ne parla, quindi non c’è niente da dire.
Persino il massacro compiuto dagli estremisti del Settore Destro contro i civili a Odessa: non è stato mostrato, quindi evidentemente non c’è stato. 
E otto anni di guerra in Donbass, i profughi, le migliaia di vittime, i disabili? 
Spariti, non ci sono prove, forse è partito solo qualche sparo.
I media russi che potevano testimoniare sono stati oscurati in Occidente.
È stato cancellato quasi tutto. Non si può più verificare.
Restano quattro pazzi a gridare che questa è fiction, non è la realtà.
La fiction e il pugno chiuso. 
Gli sceneggiatori di Zelensky usano la stessa tecnica utilizzata all’epoca del movimento Otpor (in serbo: “resistenza”), il cui simbolo era appunto un pugno chiuso. 
Il movimento, che alle elezioni in Serbia ottenne appena il 2% dei voti, ma che ebbe una sovraesposizione mediatica in Occidente, utilizzava un’insospettabile estetica di sinistra per promuovere una politica di destra.
Nulla di nuovo dunque: si svuota l’oggettività del suo significato e, mistificando il reale, si falsificano deliberatamente i fatti.
Chi è ancora lucido, coglie la differenza che c’è tra fiction e realtà.
Del resto, non erano reali neanche le armi chimiche, pretesto usato per distruggere l’Iraq: la stessa provetta agitata da Colin Powell faceva parte di una fiction. Ormai si sa.
Ma le armi sono state usate nella realtà. 
La guerra non è un film, i morti sono veri.
In molti vogliono la pace, in molti dichiarano di volere la fine dell’occupazione russa.
Ma nessuna mediazione è possibile nella fiction, al di là della realtà.
Sara Reginella, qui.

Come detto fin dall’inizio, quell’uomo (vabbè, si fa per dire) non ha ancora capito la differenza fra il palcoscenico e la vita reale, e soprattutto non ha capito di essere una marionetta manovrata per interessi altrui, pago della ribalta che gli offrono. Peccato solo che fuori dal palcoscenico, poi, ci siamo noi.

E infine, do ancora una volta spazio alle bellezze che Europa e America hanno messo al bando, scegliendo di privarsene.

barbara

ABBIAMO UNA NUOVA EMERGENZA

E ringrazio l’amico Fulvio Del Deo che me l’ha segnalata.
Da quando è stata inventata l’idea e fabbricata la moda del gender fluid, della disforia di genere, del sesso “assegnato” alla nascita, delle persone che a un anno e mezzo “manifestano chiaramente” di sentirsi di un sesso diverso da quello biologico; da quando si è cominciato a trattare questi temi anche a scuola – in Italia ancora abbastanza in sordina, altrove nel modo più esplicito e sfacciato; da quando in diversi stati è stato stabilito che le “transizioni di genere” devono obbligatoriamente essere “accompagnate”, ossia che non appena un bambino o ragazzino fa qualcosa che tradizionalmente viene considerato come pertinente all’altro sesso (scelta di colori e giocattoli, atteggiamenti – appena un pelino effeminati da parte di un ragazzo, da maschiaccio in una ragazza) viene immediatamente sottoposto a terapia ormonale per bloccare la pubertà e affidato a uno “psicologo” che lo aiuta a compiere armoniosamente il trapasso, e se un genitore tenta di opporsi ritenendo che a 14 anni non si possano prendere simili decisioni che modificheranno irreversibilmente il proprio corpo, per non parlare della psiche, viene pesantemente multato e sbattuto in galera; da quando è iniziato tutto questo immondo bordello, dicevo, si è affacciata alla ribalta una nuova specie di influencer: quelli che hanno fatto la “transizione” e spiegano agli aspiranti transituri quali sono i passi da compiere – uno lo potete trovare qui (nota: le due persone che compaiono nei video in evidenza sono biologicamente donne; lo preciso perché ci vuole un po’ prima di arrivare a capirlo). Come potete vedere, questi video non possono essere considerati come delle vere e proprie istigazioni in senso stretto, ma colpisce il modo in cui se ne parla, come di qualcosa di estremamente semplice e tutto sommato banale, un po’ come io potrei spiegare come faccio la salsa con gli scarti dei carciofi: faccio bollire le foglie scartate, con un coltello raschio via la polpa, aggiungo un bel battuto di aglio prezzemolo olive capperi e acciughe… Tutto molto semplice, tutto molto delicato, non abbiate paura, è bellissimo e facilissimo. Come non prevedere che qualche ragazzino toccato dai normali dubbi adolescenziali e in cerca di informazioni che la rete offre in quantità, incappando in questi canali, si lasci adescare e prenda troppo frettolosamente decisioni gravi e irreparabili?
Diversi anni fa Fulvio, toccato dalla morte per anoressia di una ragazzina di 16 anni amica dei suoi figli, si è messo a perlustrare la rete, trovandovi un sacco di blog “proana” in cui ragazzine anoressiche promuovevano l’anoressia spiegando quanto sia bello avere il controllo totale sul proprio corpo, dominandone le necessità fino a non sentirle più, fino a cancellarle… fino alla morte. Trasformatosi in cacciatore di siti “proana”, ogni volta che ne trovava uno nuovo lo segnalava alla Polizia Postale, che provvedeva ad eliminare quelle pagine, cosa giustificata dal fatto che si trattava di vere e proprie istigazioni al suicidio. Adesso invece ha scoperto che questi blog, canali youtube ecc. di influencer che illustrano passo passo la loro “transizione” mostrando quanto è semplice, questa roba, dannosissima per gli adolescenti che navigano in rete, non può essere cancellata, e non potrà esserlo finché non avremo anche in Italia una legge come quella di cui si è finalmente dotata l’Ungheria – che, ricordiamolo, NON è una legge omofoba, NON è una legge transofoba, ma unicamente una legge contro la pedofilia, una legge intesa a tenere i bambini fuori dalle mire delle varie lobby dalle losche trame.

Aggiungo un’altra cosa. C’era una volta Ellen Page: carina, dolce, sorridente, dallo sguardo luminoso.

Poi ha deciso di diventare Elliot, che dichiara: “Sono pienamente ciò che sono“, vale a dire ora sono finalmente realizzato, sono ciò che volevo essere. Ecco, guardatelo:

guardate quelle spalle leggermente curve, guardate quelle braccia abbandonate lungo il corpo, guardate quelle mani semichiuse, e soprattutto guardate il viso,

guardate la piega della bocca. Guardate lo sguardo. Riuscite a immaginare qualcosa di più triste? E stiamo parlando di una persona che ha fatto “il salto” a trent’anni suonati: non credo serva molta fantasia per immaginare le conseguenze di decisioni prese, sotto l’impulso di un momento critico, a quindici anni, dodici anni, dieci anni…
Infine ascoltiamo questa testimonianza di una bambina italo-americana, decisa a fuggire dalla scuola americana dopo l’esperienza vissuta durante la prima media.

PER FAVORE, SALVIAMO I NOSTRI BAMBINI.

barbara

ANCHE OGGI FIGURE

Con qualche commento. E iniziamo con la cronaca estera, partendo dall’Iran

Hananya Naftali
iran proteste
Ecco come il regime islamico in Iran ha a che fare con i manifestanti – o sparategli sul posto o eseguirli più tardi.
Dov’è l’ONU? Dove sono le organizzazioni per i diritti umani? Questi giovani non sono ancora stati giustiziati. Hanno bisogno della nostra voce. Gli iraniani hanno bisogno della nostra voce.

Proseguendo con la solita, immancabile Cina e la collaborazionista Botteri,
botteri fake
continuando col Libano
missili Libano
e approdando infine a New York, dove qualcuno giustamente si preoccupa
libertà piange
E veniamo in casa nostra, col sindaco più simpatico ed efficiente del pianeta

Il fantastico mondo di De Magistris

Sembra una foto del 2010 e invece è di oggi dal Cavone sopra piazza Dante.
Napoli De Magistris
Grazie sindaco, scegliendo una decoratrice di dolci come capo di Asia stiamo vedendo degli ottimi risultati soprattutto adesso in emergenza Covid, con la città piena di immondizia, i negozi che non riaprono e i turisti che non tornano più. Sei il fenomeno della politica che Napoli meritava dopo l’eruzione del Vesuvio e il colera. Grazie per questi splendidi anni!

passando per l’attivista più simpatico della galassia che guida gli squamo-pinnati più simpatici della galassia

Attilio Fontana

Sui canali delle Sardine è stato postato il video dell’arresto di un ‘innocuo’ ragazzo con una ricostruzione non verificata: fermato da 5 agenti perché di colore e senza mascherina. (nell’immagine vedete le scritte)
sardine fake
Era una #FakeNews.

La realtà è diversa: il 25enne del Mali aveva scavalcato i tornelli urlando e spaventando i passeggeri, con sé aveva un coltello e permesso di soggiorno scaduto da un anno.
Grazie alle Forze dell’Ordine, sono intervenute con prontezza, non contro ad una persona per il colore della pelle ma perché identificato come fonte di pericolo verso gli altri.

per arrivare al presidente del consiglio più simpatico ed efficiente e geniale di tutte le galassie
1 Conte Orban
2 scadenze
3 appello mattarella
(clic per leggere l’articolo)
4 tossico
5 misure
e con questa sconfiniamo con la cosiddetta emergenza, molto cosiddetta
6 Zangrillo
(clic)
Ricordando che Zangrillo è uno dei pochissimi che i medici considerano attendibile, dal momento che non è uno che sta chiuso dei laboratori e va poi in televisione a fare la bella statuina, bensì un medico che è stato in prima linea come loro, e oltre a quello che dice lui ci sarebbe anche questo
7 fine emergenza
e questo
8 esperti
che è comunque quello che da oltre due mesi stiamo vedendo tutti noi coi nostri occhi, ma lui, il primo ministro bello ed elegante e affascinante che fa tremare il culo a un sacco di donne e io, lasciatemelo dire, le donne non le capirò mai, non demorde, figuriamoci se demorde, perché le sue risorse sono infinite.
9 cercasi infetti
10 ondata 2 programmata
Nel frattempo in giro per il Paese
11 chiusura
ma lui non può occuparsi di queste scemenzine perché ha ben altri progetti, lui, ben altre priorità
12 cittadinanza
(clic)

Aggiungo questa cosa che non c’entra niente, che ho visto per caso qualche ora fa, per la quale mi mancano le parole per commentare. Si riferisce a un evento tenuto alla fine dello scorso anno in memoria di Giancarlo Siani:

Il prefetto di Napoli, Carmela Pagano, ha letto invece un messaggio del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese: “Oggi avrebbe 60 anni e di sicuro sarebbe un giornalista affermato e ascoltato. Il suo sacrificio sia esempio ai giovani”.

Cioè, per un ragazzo che, sapendo perfettamente che cosa stava rischiando, ha continuato a denunciare i crimini della camorra facendo nomi e cognomi, ed è stato per questo assassinato a 26 anni, questo essere per il quale non trovo aggettivi sufficienti a descrivere il livello di cloachitudine, tutto quello che trova da dire è che avrebbe 60 anni e sarebbe un giornalista affermato. Meriterebbe xxx xxxxxx xx xxxxxxx x xxxxx xxxxxx xxx xxxxxxxxxx, xxxxxxxxxxx.

E chiudo con la rubrica “chi la fa l’aspetti”: l’ortottero dedica alla signora Mezzidiametri un sonetto in cui mostra scarso apprezzamento per i romani,
fogna
e i romani lo ripagano come merita
contro grillo
Qualcuno ha detto che sì, lui ci è andato pesante ma loro hanno sbagliato. Beh, a me sembra proprio l’esatto contrario: lui ha colpito indiscriminatamente quasi tre milioni di persone che non conosce, loro hanno colpito due persone per fatti specifici e reali, e la vittima sarebbe lui?! Ah già, che stupida, me lo dimentico sempre: è Caino quello che non si deve toccare, Abele si fotta pure.

barbara

SE QUESTO È…

Se questo è un prete (qui l’articolo)

Se queste sono proteste per l’uccisione di un ragazzo

 

Se questa è una terrorista

Se questa è una risorsa che arricchirà la nostra cultura e ci pagherà le pensioni – e con cui abbiamo il dovere di integrarci, ricordiamolo, se non vogliamo essere fascisti razzisti populisti sovranisti negrofobi islamofobi (Roma, quartiere EUR)

 

Se questo è un governo (qui)
conte ditopuntato
Se questi sono politici (pagati da noi) al servizio dello stato (qui)
politici
Se questo è un ministro (pagato da noi) al servizio dello stato (qui)
bellanova
PS: Qualcuno ha notato come quella ciofeca di pseudo-ministro della Bellanova assomiglia a quella ciofeca di sedicente poetessa dell’Alda Merini? Per la prima volta però mi sento di trovare un merito alla Merini: scriveva mastodontiche puttanate, ma almeno non faceva danni.

Se questo è un dittatore (qui)
Orban
Se questa è una magistratura (pagata da noi) al servizio della giustizia (qui)

barbara

DI MULINI A VENTO, DI FORMAGGINI IN PADELLA E DI ALTRE CONSIMILI MA ANCHE DISSIMILI STORIE

Mi è capitato abbastanza spesso di trovare l’espressione “combattere contro i mulini a vento” usata col significato di eroe solitario che combatte contro un potere molto più forte di lui (e se no che razza di potere forte sarebbe, se non fosse più forte di qualunque, per quanto eroico, avversario?), in un battaglia che si sa persa in partenza, ma non per questo meno degna del massimo rispetto. Ma nel Don Chisciotte non è affatto questo che succede. Don Chisciotte crede di avere di fronte dei pericolosissimi nemici, ma i nemici NON CI SONO, i nemici sono unicamente il frutto della sua mente malata, nell’episodio che ha dato origine all’espressione i “pericolosi nemici” sono degli innocui oggetti inanimati, ma in altri casi sono innocenti viandanti o pellegrini che, aggrediti con furia selvaggia, rimangono contusi o feriti, a volte anche in modo piuttosto grave. Cioè, quello che “combatte contro i mulini a vento” non solo non si sta battendo per una nobile causa, ma è un individuo pericoloso che come si muove fa danni. A questa categoria appartiene senza ombra di dubbio questa signora, dal cervello più fuso di un formaggino in padella:

Ancora più sconvolgenti, se possibile, i commenti su YT: coraggiosa, eroica, lei sì che ha le palle, finalmente qualcuno ha il coraggio di dire la verità, state barando: avete messo solo metà del suo discorso (evidentemente nell’altra metà che il canale non h avuto il coraggio di pubblicare presentava le “inoppugnabili prove” di quello che diceva. (Libertà di opinione? Opinione è se dico che Pippo è stronzo. Se dico che Pippo è ladro, o pedofilo, si tratta di cosa un tantino diversa)

Altrettanto fuso è il cervello di chi ha messo insieme il video che segue, come si può chiaramente capire dalle scritte che lo accompagnano, ma il video merita ugualmente di essere guardato con attenzione perché gli episodi che mostra, che mi sembrano assolutamente autentici, di sicuro non vi verranno mostrati dai nostri mass media, non sia mai che a qualcuno venga l’idea di imitarli.

E a proposito di poteri, ricordate gli alti lai per quei pieni poteri dell’ormai dittatore di estrema destra fascista populista sovranista xenofobo (dell’unico stato che non ha bisogno di polizia a difesa di sinagoghe e scuole ebraiche), che quei pieni poteri li aveva chiesti al parlamento, e dal parlamento concessi, per poter prendere senza intralci burocratici le decisioni necessarie a gestire l’emergenza? Bene:

MISSIONE COMPIUTA, ORBAN RESTITUISCE I PIENI POTERI AL PARLAMENTO

MAGGIO 16, 2020

L’Ungheria si avvicina alla fine dello Stato d’emergenza pandemica: lo ha detto Viktor Orban nel corso della sua visita in Serbia, dove ha incontrato il presidente Aleksandar Vucic.
Orban, all’inizio della crisi, aveva ottenuto dal Parlamento i pieni poteri in modo da poter agire via decretazione d’urgenza in risposta alla crisi del Covid.
Ora il premier ha detto che si avvia a restituire al Parlamento quei poteri straordinari che gli erano stati concessi.
Finita l’emergenza, come nell’Antica Roma, il dictator restituisce i suoi poteri eccezionali.
Noi, invece, oggi abbiamo un abusivo che decreta senza maggioranza.
Il partito di Orban, dopo l’ennesima grande vittoria elettorale, gode di un’ampia maggioranza in Parlamento. In Europa, fa ancora parte, ma in regime di sospensione, del Partito Popolare Europeo, insieme a Forza Italia e alla CDU di Angela Merkel. 

Noi invece non solo abbiamo, come ricorda anche l’articolo, un dittatore che i pieni poteri non li ha ottenuti dal parlamento bensì se li è arrogati, ma, oltre a non avere rimosso, con tali pieni poteri, il più microscopico intralcio burocratico (anzi!), li ha usati per provocare il peggiore disastro sanitario ed economico del mondo, tanto da meritarsi una nuova pesante bacchettata, per non dire frustata, o meglio randellata sulle gengive (ach, quanto mi piacciono le randellate sulle gengive! Una libidine ragazzi) dal NYT.

Per non parlare della faccenda del plasma, prima sbeffeggiato, poi boicottato e adesso, udite udite, questo salvavita offerto del tutto gratuitamente dai donatori, visto che realmente funziona diventa improvvisamente un lucrosissimo affare di famiglia. Famiglia PD, ovviamente.
E a proposito di plasma, al momento i maggiori donatori a New York sono gli ebrei ortodossi.
E sempre a proposito di dispositivi utili a combattere il contagio, qualcuno sembra convinto che se sono ammesse le mascherine, parimenti deve essere ammesso il burqa: logico, no?

E a proposito di gente che si presenta con paludamenti islamici, la polizia keniota racconta un’interessante storia, che può ovviamente essere falsa ma dopotutto potrebbe anche non esserlo, su un traffico illegale di avorio condotto da una signorina arrivata lì con la scusa del volontariato, che ad un certo punto a causa del rifiuto di pagare una partita sarebbe stata rapita per rifarsi della perdita col pagamento del riscatto, e successivamente venduta a una banda di terroristi islamici. Secondo me la tizia, da tutto quello che si è saputo finora, è talmente stupida che potrebbe davvero essersi imbarcata in un simile porcaio, e avere addirittura pensato di poter fregare quelli del mestiere.

Concludo con due cose amene: le facce dei direttori della sanità di Los Angeles e della Pennsylvania,
sanità LA
sanità Pennsylv
e un modo allegro per trascorrere il tempo in casa

barbara