E VISTO CHE SIAMO IN TEMA DI GUERRA DEL LIBANO

un altro post di 13 anni fa

DACIA MARAINI: SCHIFO SENZA LIMITI

La colpa è anche mia, dopotutto: alla mia veneranda età dovrei averlo ormai imparato che non si dovrebbe leggere il giornale subito dopo mangiato. O, se proprio si deve, sarebbe almeno il caso di evitare la lettura di certi articoli. Purtroppo non mi sono attenuta a queste elementari regole di prudenza, e così mi sono beccata la nausea devastante che mi ha provocato l’articolo della signora Maraini, che è quasi riuscita a superare se stessa nell’esibizione di ignobile faziosità, ipocrisia e cinismo. Lo riporto quasi integralmente con gli opportuni commenti.

bisogna dire basta, quei morticini che passano sotto la telecamera sono osceni, di quella oscenità che solo la guerra sa mostrare in modo tanto plateale e ineluttabile.
Giusto. Israele per esempio non ha mai fatto passare sotto le telecamere i suoi morticini, i suoi bambini mutilati, sventrati, bruciati, seviziati, fatti talmente a pezzi da dover ritardare i funerali per poter ricostruire quali pezzi appartengano a chi. Israele non chiama cameramen e fotografi quando qualche “resistente” entra in una casa e assassina bambini nelle loro culle davanti agli occhi della mamma, sparando loro da mezzo metro di distanza, guardandoli bene negli occhi. Non tutti, in effetti, hanno l’abitudine di fare oscenamente passare sotto le telecamere, in modo tanto plateale, i propri morticini.
Israele d’ altronde che fa? Chiede scusa
e fa malissimo, naturalmente: dovrebbe prendere esempio dalla controparte, che quando ammazza un po’ di bambini ebrei scende in strada a festeggiare
ribatte che i missili sono partiti proprio da quella casa dove si trovavano i bambini. Che cosa se ne deduce? Che gli Hezbollah si nascondono dietro i civili, che hanno probabilmente contato sulla strage dei bambini. Forse è anche vero
no, signora, non “forse” è “anche” vero: è vero e basta. È documentato, quindi la smetta con i suoi sofismi per favore
Non potevano prevedere che stavano per cadere in un trabocchetto, ammesso che si sia trattato veramente di una trappola?
Il dubbio è d’obbligo, ovviamente, trattandosi di gentaglia ebrea …
Ebbene, se non si sono comportati da carnefici incoscienti, si sono comportati da stupidi.
Non ci son santi, quando si tratta di Israele: innocenti non possono essere, e qualche colpa, in un modo o nell’altro, toccherà trovarla per forza (superior stabat lupus …)
Come non capire che quelle immagini di bambini trucidati
Zingarelli: ” trucidare v. tr. Uccidere con particolare crudeltà o efferatezza”. Quindi, si suppone, uccidere con le proprie mani e con chiara visione di ciò che si sta compiendo, poiché appare un po’ difficile uccidere con particolare crudeltà o efferatezza persone che neanche si vedono
valgono più di cento bombe, cento razzi?
Vede, cara signora, Israele da 58 anni ha un problema di sopravvivenza: non credo abbia molto spazio per occuparsi anche dei problemi di immagine. A parte questo, di fronte a decine di bambini “trucidati” a lei non vengono in mente altro che questioni di immagine? Non le sembra leggermente osceno, signora?
Nessuno, credo, salvo gli estremisti arabi, vuole togliere a Israele il suo diritto a esistere, il suo diritto a difendersi.
Vero: nessuno gli vuole togliere il diritto a difendersi. L’unica cosa che gli volete togliere sono gli strumenti per difendersi.
Non sanno che lo sterminio
sterminio …
di quei bambini provocherà diffusissimi sentimenti di vendetta che si ritorceranno contro di loro per anni, che la violenza strisciante si insinuerà nelle menti e nei progetti di molti che magari fino a ieri erano solo passivi osservatori di una guerra non voluta?
Ma quanta sollecitudine, gentile signora! Ne siamo addirittura commossi! Peccato che le stesse identiche cose lei e quelli della sua banda ce le abbiate raccontate anche in occasione degli omicidi mirati di capi terroristi dalle mani grondanti di sangue. Memoria corta? O semplicemente per voi non c’è differenza tra bambini innocenti e terroristi assassini?
Chiedono scusa, ma non ci sono scuse
la Divinità si è pronunciata
di fronte al massacro
massacro …
degli innocenti. Non possono non sapere che i combattimenti si fanno ormai sulle emozioni suscitate da foto e filmati sotto gli occhi di tutto il mondo. Se vogliono far credere in una difesa,
perché naturalmente non è che ci si creda poi tanto, che quelli là si stiano davvero difendendo …
che mostrino i guasti, i morti e i feriti che i bombardamenti degli HeHezbzbollah provocano nelle loro città. Non sanno gli Israeliani che la visione di quegli eccidi avrà effetti devastanti, molto superiori alle dimostrazioni di forza che stanno compiendo?
Lurida ipocrita infame vigliacca schifosa! Le state avendo davanti agli occhi da dodici anni le immagini delle devastazioni provocate dai terroristi! Le state avendo davanti agli occhi da dodici anni le immagini di autobus sventrati, di mercati devastati, di locali ridotti in macerie, di vecchi sopravvissuti alla Shoah e neonati in braccio ai genitori presi di mira a sangue freddo e fatti a brandelli! Li state avendo davanti agli occhi da dodici anni i massacri perpetrati ogni volta che sembra intravedersi uno spiraglio di pace! Quali devastazioni ha provocato tutto questo su di lei? Quali reazioni le ha suggerito? Quali proteste le ha fatto levare? Mi dica, signora: ce la fa ancora a guardarsi allo specchio senza vomitarsi addosso?
Se vogliono vincere una guerra questo certamente è il modo peggiore. Le battaglie sono fatte di messaggi che ci arrivano attraverso i media. Ebbene quei messaggi di bambini dalle facce impastate di polvere, dalle braccia sollevate per prevenire la morte, sono più potenti di qualsiasi ragionamento politico-strategico. E suscitano, in chiunque guardi, un senso di sbigottimento e di riprovazione, un senso di ripugnanza e di rifiuto che non si possono reprimere. Se è vero che le guerre si fanno soprattutto sulle emozioni, la loro è una guerra persa.
La guerra è persa perché il mondo è pieno di gente infame come lei, signora Maraini, sempre dalla parte degli assassini. Ci dica, cara signora, dov’è lei quando vengono fatti a pezzi i bambini israeliani? E dov’è quando i bambini palestinesi vengono usati come scudi umani? Dov’è quando vengono mandati al macello dai loro padroni? Dov’era quando Arafat invocava mille martiri bambini per arrivare a Gerusalemme? Dov’era quando Arafat in occasione degli scontri faceva chiudere le scuole e mandava gli autobus a prenderli per portarli in prima linea? La regina di Svezia è intervenuta e lo ha fatto smettere: lei invece che cosa ha fatto, oltre a leccare il culo a tutti i terroristi del pianeta? E dov’è quando la televisione palestinese manda in onda programmi per istigare i bambini al martirio? Dov’è quando bambinetti di sei sette anni vengono mandati nei campi militari a lezione di terrorismo? Dov’è quando nelle scuole hanno l’odio come materia di studio? I cadaveri dei bambini palestinesi le interessano solo quando sono stati colpiti da proiettili israeliani, altrimenti vadano pure a farsi fottere? Lasci che glielo dica, signora Maraini: le sue mani sono imbrattate di sangue quanto quelle dei suoi amici terroristi.

barbara

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IL BAMBINO DI ALEPPO

Omran Daqneesh
Questo è il miglior commento che ho trovato in giro.

Il bambino, ammesso che sia stato estratto veramente dalle macerie (i ribelli sono specialisti in tarocchi), viene messo a sedere come in un set cinematografico, in una strana ambulanza senza medici né infermieri, e lo lasciano lì, senza nemmeno pulirgli il volto dalla polvere e dal sangue, in posa per i numerosi reporter che “per caso” passavano da lì. Vergogna per quelle ONLUS che pensano di usarlo come spot per i loro scopi politici e finanziari.

Come il bambino curdo sistemato per bene a faccia in giù sulla battigia. Come il neonato libanese morto “appena estratto dalle macerie della sua casa bombardata dagli israeliani” brandito dieci volte in dieci posti diversi in dieci momenti diversi di fronte a dieci diverse bande di fotografi (da qualche parte nel vecchio blog sul cannocchiale c’è tutta la documentazione), con al collo lo struggente ciuccio azzurro “estratto dalle macerie” senza un solo granello di polvere. Come le immancabili commoventissime bambole fotografate in mezzo alle macerie o accanto ai cadaveri bambini, anche loro senza un granello di polvere addosso. Giornalisti e fotografi, fate vomitare.
E cerchiamo di ricordarcelo bene, questo bambino, che alla prima operazione israeliana garantito che ce lo ritroviamo anche lui come povero bambino palestinese vittima dei kattivissimi sionisti.
E poi leggi anche qui.

barbara

P.S.: mi è venuta in mente adesso un’altra cosa: poiché questo bambino – se è veramente ciò che si pretende che sia (ci sono quei capelli così belli puliti che mi danno parecchio da pensare) – è chiaramente bisognoso di soccorso, e nessuno sta provvedendo, tutti coloro che hanno partecipato a questa vergognosa messinscena dovrebbero essere incriminati quanto meno per omissione di soccorso.

MENTRE QUEGLI ALTRI SCELGONO LA MORTE

Sempre e comunque; qualunque sistema è buono per collezionare un morto in più. Questa, per esempio, è una fermata dell’autobus a Gush Etzion

(la ragazza centrata dall’auto è rimasta gravemente ferita; l’arabo alla guida è stato arrestato).
E questo non è tutto. Anzi, questo non è ancora niente. Quelle belve immonde in sembianze umane, dopo avere sterminato una famiglia a Itamar sgozzando nei loro letti padre, madre e tre bambini fra cui una neonata di tre mesi; dopo avere accolto nel villaggio gli assassini come eroi; dopo avere festeggiato per strada il felice successo dell’impresa; dopo tutto questo, ora stanno usando le immagini dei bambini macellati per spacciarli per bambini palestinesi assassinati dall’esercito israeliano.
Fogel
(clic per ingrandire)
E ora scusate, che devo andare a vomitare.

barbara

SAN CARLOS DE BARILOCHE

Nella prima parte del power point potete ammirare alcune immagini del paradiso che si è scelto come luogo d’esilio l’uomo che condannava gli altri all’inferno.
Rio_Negro_Argentina
Poi se avete tanto stomaco, ma proprio tanto tanto tanto, andate a leggervi questa intervista che lui ha chiesto di pubblicare dopo la sua morte, intendendola come “testamento umano (sic!) e politico” (grazie a lui per la segnalazione).

barbara